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8 risultati

  1. Ho parlato in diversi post, anche negli ultimi giorni, delle notevoli analogie e affinità esistenti tra l'uomo della ruspa e l'uomo della rottamazione. Lo fa molto meglio di me Marco Damilano che sul prossimo e imperdibile numero dell'Espresso (in edicola dal 18 agosto) traccia un acuto e illuminante parallelo tra questi due sciagurati populisti, "due capi senza freni che si dicono alternativi, ma in realtà sono paralleli: le due facce della stessa crisi". Leggete attentamente l'anticipazione e occhio alla copertina (fotomontaggio, titolo e sottotitolo). http://espresso.repubblica.it/attualita/2019/08/14/news/i-mattei-sbagliati-cosa-c-e-sull-espresso-in-edicola-da-domenica-18-agosto-1.337966?ref=HEF_RULLO Più accurata ed elegante della mia, ma coincidente nella sostanza, è anche l'analisi che troverete sullo stesso numero, a firma di Emiliano Fittipaldi, delle motivazioni dell'iniziativa di Renzi che dopo lo strappo di Salvini ha messo da parte il sacchetto dei pop corn per aprire ai 5Stelle. Mossa molto tardiva, nondimeno efficace nel mettere all'angolo la Lega e il suo confuso leader, ma dettata, come avevo scritto e come scrive meglio di me Fittipaldi, da mero ed egocentrico opportunismo: "L'azzardo finale di Renzi: tenere in ostaggio ogni possibile maggioranza con i suoi parlamentari per tornare a contare e puntare a riprendersi il Pd. O forse a distruggerlo" (da cinico e vendicativo rottamatore, nda).
  2. Passata l'Epifania tutte le feste vanno via. É passata pure la domenica ed eccoci a lunedì 8 gennaio. Pronti, via! E chi è il politicante che si presenta per primo al nastro di partenza di questo 2018, in TV in prima serata? Pensateci un attimo e rispondete. Piccolo suggerimento: i politici seri, impegnati a fare il bene del paese, non perdono tempo davanti alle telecamere, i televenditori dopo due settimane vanno già in crisi di astinenza da video. Perfetto, avete indovinato. Sì, proprio lui, il tappetaro, quello che ci aveva giurato di lasciare la politica e che ancora non si toglie dai piedi. Dopo il flop fantozziano del treno itinerante (una volta erano i treni a emettere fischi, questo invece ne ha presi a vagonate), il pinocchio toscano ritorna ai vecchi metodi. Complice la Gruber da cui mancava da appena un mese e mezzo, festività incluse. La domanda più insidiosa: che ne pensa di questo clamoroso ritorno di B., passato in pochi anni dai servizi sociali al ruolo di favorito alle elezioni? (sappiamo bene chi ha governato in questi anni e ce ne ricorderemo in cabina elettorale, nda). Risposta del tappetaro (vado un po' a memoria): Non ho mai detto e non dirò mai che B. é un pericolo per il paese. Oh bella, e chi sono i malpensanti che pensano che corrompere politici e magistrati, nonché comprare senatori per far cadere un governo, non siano esattamente innocui passatempi in uno che aspira a governare e che, en passant, è pure indagato per stragi mafiose? Molto più pericolosa per il paese la temibile Raggi, di cui il tappetaro non manca di ricordare i problemi giudiziari, dimenticandosi ovviamente di quelli un po' più gravi di un certo Sala. Qui la Gruber gli rinfresca la memoria ma il tappetaro la butta subito sulla pericolosa Appendino. Però c'è ancora una domandina insidiosetta (la Gruber non è Fazio né Vespa): che ne pensa di B. che si presenta sulla scheda elettorale come "Presidente"? Risponde il tappetaro: B. é incandidabile, ma questa cosa legalmente la può fare, quindi meglio che non ne parliamo. Già, figuriamoci: se Di Maio fosse pregiudicato per frode e incandidabile, ma scrivesse "Di Maio Presidente" sul simbolo elettorale, il tappetaro si chiuderebbe in un rispettoso silenzio. Infine, l'ultima balla della serata, udite udite: il reddito di cittadinanza proposto dai 5 Stelle costa 87 miliardi. Benissimo, allora delle due l'una: o cacciamo a pedate il presidente dell'ISTAT che, audito in Senato, quantificò il costo in meno di 15 miliardi (per il 2015); oppure mandiamo il tappetaro a pulire le spiagge. Così almeno si rende utile e imbroglia solo le vongole (le telline no: quelle sono più furbe).
  3. Italia, agosto 2037, una estate secca e torrida per i mutamenti climatici, da far rimpiangere ai meno giovani l'estate di fuoco di 20 anni prima. In compenso gli italiani si consolano con il magnifico boom economico della nazione (crescita del PIL al 18%, piena occupazione) che ai molti ultranovantenni ancora in vita (la vita media si è allungata sopra i 90 anni nonostante la legge Fornero) ricorda quello degli anni '50 e '60 del XX secolo. Questo sorprendente boom dell'Italia è legato alle formidabili innovazioni tecnologiche introdotte nei campi della green economy, dell'intelligenza artificiale e della guida autonoma (queste ultime abilmente valorizzate dai cinesi proprietari della ex Fiat) da un gruppo di giovani e geniali "cervelli di ritorno" (i figli dei cervelli messi in fuga e dileggiati da un incapace ministro del Lavoro degli anni '10, tale Poletti). Grazie a questi geni italiani del XXI secolo l'umanità si libera una volta per sempre del carbone e degli idrocarburi, la concentrazione dei gas serra in atmosfera ricomincia a scendere e le esportazioni italiane letteralmente volano. Nel caldo e nell'euforia generale pochissimi notano su FB il post di un ex politucolo da tempo caduto nel dimenticatoio, che a 60 anni suonati e perduto il suo grigio impiego presso Jp Morgan (i cui dirigenti sono stati tutti arrestati per bancarotta e corruzione di politici), ammazza il tempo in attesa della pensione (che per lui scatterà a 85 anni) smanettando su un vecchio pc recuperato da un deposito di via del Nazareno (un tempo sede di un partito politico ormai disciolto). Ecco il testo del post, annotato appena in tempo da uno studente che sta preparando una tesi in storia e da un altro che prepara una tesi in psichiatria: “Il tempo è galantuomo: basta saper aspettare. Oggi i dati Istat ci dicono che la strategia di questi anni produce risultati. Flessibilità, non austerity. Giù le tasse a ceto medio e imprese che investono. Scommettere sulla crescita, non sul declino. I risultati arrivano, il tempo è davvero galantuomo. Il passato è passato, la realtà ha smentito i gufi, la verità non si cambia con le fake news. Ma noi oggi, proprio oggi, noi non possiamo permetterci di guardarci indietro. Non possiamo, amici. Dobbiamo guardare davvero avanti”. Dicevo annotato appena in tempo perché il sistema di intelligenza artificiale di Facebook versione 12.0 ha riconosciuto l'utente (noto e storico panzanaro), ha rilevato il carattere obsolescente, ingannevole e delirante del post e ha provveduto dopo pochi minuti alla cancellazione automatica.
  4. Questa volta si è mobilitata RaiNews24 con una troupe al completo supportata nella trasferta da ben due camion. Immagino che ci fossero anche lo scenografo e le truccatrici, di sicuro c'era il direttore in persona, il quale per l'occasione, non trovandosi nei due camion un tripode reggimicrofono, ne ha fatto le veci. Cos'era successo? Una improvvisa visita di Macron e signora a Roma? Una scampagnata fuori porta di papa Francesco? Un grave episodio di cronaca nera? Niente di tutto questo. C'era il Tappetaro che presentava (per la 35sima volta in pochi giorni) il suo ultimo librettino in un centro commerciale alla periferia di Roma. Per l'occasione il piazzista si era portato dietro anche una claque, non tanto per farsi applaudire ma per fare numero e non dare l'impressione di fare una televendita nel deserto. 25 minuti di diretta tv in una giornata fitta di notizie e di eventi ben più importanti. Ma in realtà non è stata una presentazione e nemmeno un'intervista. Come ho già detto e come ha notato anche Carlo Freccero (massimo esperto italiano di televisione), il presunto intervistatore (figlio d'arte di un noto piduista e nominato direttore di RaiNews, guarda caso, proprio dal Tappetaro) "si è limitato al ruolo di portamicrofono". D'altra parte 25 minuti di diretta e di spottone gratuito per un libro non li aveva mai avuti in omaggio dalla tv pubblica nemmeno il super-privilegiato regime's servant Bruno Vespa. E' stato un monologo, un estemporaneo comizio di mezza estate. Che però deve essere stato piuttosto avvincente a giudicare dalla audience. Lo sforzo di RaiNews24 è stato ripagato. In quella fascia oraria fa in media lo 0,3% di share. Durante la diretta del Tappetaro gli ascolti si sono mirabilmente impennati fino allo 0,4%. https://infosannio.wordpress.com/2017/07/22/maximarchetta-rai-a-renzi-presenta-il-suo-libro-in-diretta/
  5. "Umanamente mi dispiace per mio padre. È entrato in una storia più grande di lui e solo per il cognome che porta. Ieri, per la seconda volta in tre mesi, mio padre era all’ospedale di Careggi per un altro piccolo intervento al cuore. E alla fine mi viene da pensare che sia tutto per colpa mia, solo per il mio impegno in politica. Delle volte mi domando se tutto questo dolore abbia un senso…" ( Matteo Renzi, Facebook, 16.5). "Raggiunto in strada a Rignano sull’Arno, Tiziano Renzi sbotta non appena vede avvicinarsi il giornalista: 'Mi si levi dalle palle. Ma vada a fare in c.ulo lei e tutti i suoi colleghi’" (Repubblica.it, 16.5). Il paziente si è prontamente ripreso. Marco Travaglio (da Ma mi faccia il piacere, rubrica del lunedì)
  6. Premetto che non sono un seguace di Beppe Grillo, lo apprezzo poco anche come comico, non ho mai votato M5S, probabilmente non lo voterò mai, non ho mai condiviso un post del blog, ritengo che la gestione del caso Raggi sia stata tragicomica. Però il post di oggi io lo condivido in pieno, e penso di essere in buona compagnia di decine di milioni di connazionali che non ne possono davvero più di un pinocchio prestato alla politica che ci ha fatto perdere tre anni in promesse e annunci, più qualche leggiaccia assurda come il Jobs act e l'Italicum, e una riformaccia che non ne parliamo proprio; e che per giunta ha cambiato i connotati al più grande partito della sinistra rendendolo, a me e a molti di quelli che lo votavano, irriconoscibile. E che, con una incredibile faccia di bronzo, non si decide a togliere il disturbo, come aveva innumerevoli volte promesso facendone una questione di DIGNITA' (sic!). Aaancoraa tu, non mi sorprende lo sai, ma non dovevamo vederci più? Aaancoraa tu, e ci scappa da ridere... Condivido anche l'ultimo passaggio del post, dedicato alla legge elettorale. Potrà sembrare assurdo, e così sembrava anche a me, andare a votare con un proporzionale puro, come quello che probabilmente uscirà dalla Consulta a gennaio. Ma ormai, nello stallo istituzionale in cui viviamo da quattro anni e in cui lo sciagurato pinocchio ci ha sprofondati, questa è l'unica soluzione rispettosa della democrazia. Probabilmente sarà eletto un parlamento incapace di esprimere un governo, ma almeno sarà un parlamento che rappresenterà il popolo sovrano e avrà pieno titolo per scrivere una legge elettorale maggioritaria. Poco male, faremo come la Spagna, che ha votato due volte in due anni ma che cresce sopra il 3%. di Beppe Grillo Renzi, ancora tu, non mi sorprende lo sai. Ancora tu, ma non dovevamo vederci più? Avevi detto il 12 gennaio "Con un gesto di coraggio e dignità ho detto che se si perde il referendum smetto di fare politica" e poi il 15 "Ho già preso il solenne impegno, se perderemo il referendum lascio la politica". E poi invece ancora tu. E ci scappa da ridere. Ancora tu oggi da segretario del Pd a dire cosa deve fare il Parlamento per la legge elettorale. Tu che hai lasciato un disastro nel Paese, morale, economico e istituzionale. Hai fiaccato moralmente e spaccato in due il Paese sul tema della Costituzione proponendo una riforma che nessun italiano aveva dato mandato di fare a te, non eletto. Hai lasciato un disastro economico con il record assoluto di poveri, un'ecatombe di imprese e un aumento di tasse che neppure Monti ci aveva spremuto così tanto. Hai sfasciato l'assetto istituzionale lasciandoci senza una legge elettorale pronta all'uso perché hai pensato solo ai fatti tuoi. Ci hai lasciato il governo più odiato degli ultimi 70 anni con un ministro degli esteri che stenta a parlare inglese, un ministro dell'istruzione che non ha neppure il diploma e dice di avere una laurea. Un sottosegretario, di fatto vicepremier, che come te aveva promesso di andarsene e invece è lì incollata alla poltrona: Maria Elena Bostik. Ancora tu. Avevi promesso di lasciare la politica e invece hai messo lì come tuo avatar Gentiloni e sei sempre segretario dal Pd a insultare il MoVimento 5 Stelle e gli italiani. Ti permetti di dire che diciamo bugie, tu che hai sventolato davanti agli italiani una scheda elettorale del Senato falsa per convincerli che avrebbero votato i senatori con la tua riforma, quando sapevi che non era vero. E a quanto pare lo sapevano anche loro. Ti permetti di dire che la più grande forza politica del Paese, nata senza soldi e che rifiuta milioni di rimborsi elettorali, è un'azienda, tu che hai un partito che è una banca (chiedere per *** ai piccoli azionisti MPS). Hai perso perchè sei bugiardo e gli italiani lo sanno. Non hai avuto neppure l'accortezza di fare un bagno di umiltà. Ti sei ripresentato al popolo con l'arroganza di sempre. Mantieni la promessa, fatti da parte, accetta uno di quei lavori che dici che ti abbiano offerto. Noi vogliamo andare al voto subito, con una legge elettorale che abbia il vaglio della consulta che si esprimerà il 24 gennaio. Tu vuoi aprire il mercato delle vacche e allungare il brodo per discussioni infinite sulla legge elettorale? Risparmiarcelo. #RenziFattiDaParte. L'hai detto tu: ma non dovevamo vederci più? https://www.youtube.com/watch?v=E6RKbW-J9IA
  7. Il cazzaro abusivo che sta per sloggiare da palazzo Chigi (finalmente!) rientra a casa sua a notte fonda con gli scatoloni, rimbocca le coperte ai suoi pargoli dormienti e di tutto ciò dà immediata notizia all’Italia e al mondo, urbi et orbi (l’autocrate più che un papà crede di essere il papa?), in un doppio post notturno (ore 1:28) su Fb e su Twitter. Dove si spaccia per un “semplice cittadino”, da oggi privo di poltrone, stipendi, immunità. Si spaccia per uno che tiene prima di tutto “alla dignità, alla coerenza e alla faccia”, essendosi dimesso “sul serio e non per finta” (e ci mancava solo che ci prendesse ancora in giro dimettendosi per finta). Ma il nostro spudorato si spaccia soprattutto per lo smemorato di Collegno. Perché nel suo melenso post questo cazzaro incurabile dimentica di essere tuttora il segretario del primo partito; dimentica di avere promesso 250 volte di lasciare la politica se avesse perso il referendum (precisando che lo avrebbe fatto proprio per ragioni di dignità e coerenza); dimentica infine di avere fatto notte fonda perché tuttora immerso fino al collo nella politica romana, nelle sue consultazioni private (in plateale mancanza di rispetto verso il capo dello Stato) e nell’imporre il nome del successore senza uno straccio di decisione collegiale della direzione del partito (la cui delegazione è salita al Colle senza nemmeno un nome da proporre, mentre tutti sanno che il “caudillo maleducato” ha nominato suo prestanome il buon Gentiloni). Lo smemorato di Collegno è anche un furbo di tre cotte. Prima ci ammannisce la sua mielosa retorica del focolare domestico: “Nei prossimi giorni sarò impegnato in dure trattative con i miei figli per strappare l’utilizzo non esclusivo della taverna di casa (echissenefrega, nda): più complicato di gestire la maggioranza”. Poi, sperando di avere addolcito gli animi dei 20 milioni che l’hanno appena bastonato a suon di NO, e subito dopo l’ennesimo bluff (“Torno semplice cittadino”, roba da matti! nda) il tappetaro annuncia, ma rimanendo un po’ sul vago: “Riparto daccapo, come è giusto che sia”. Poi tira ancora in ballo i boy scout (sempre in cerca di giustificazioni): “L’esperienza scout ti insegna che non si arriva se non per ripartire” (neppure se il popolo sovrano ti dice: VAI A CASA E RESTACI, nda). Infine, impasta di retorica poetica il suo annuncio: “Ci sono migliaia di luci che brillano nella notte italiana. Proveremo di nuovo a riunirle (leggasi Alfano, Verdini e Berlusconi, nda). Facendo tesoro degli errori commessi ma senza smettere di rischiare”. Commovente giro parole per dire: Resto in politica, riparto, e tanti saluti alla coerenza, alla dignità e alla faccia. http://www.repubblica.it/politica/2016/12/11/news/renzi_su_facebook_e_twitter_mie_dimissioni_sono_vere_-153863110/
  8. Lunedì notte il presidente del Consiglio aveva fatto la prima metà del suo dovere annunciando prontamente le dimissioni del governo. Un gesto apprezzabile ma da molti (perfino da Travaglio) elogiato più del dovuto. E' solare che, per non lasciare sepolta sotto una valanga di NO anche la dignità e la sua (residua) credibilità insieme alla sua riformaccia della Costituzione, Renzi non aveva altra scelta. Ebbene, ieri, in occasione della direzione nazionale del Pd, il sottoscritto, che a 57 anni è ancora ingenuo, si aspettava da parte del premier dimissionario il completamento della sua operazione dignità: l'annuncio dell'abbandono della carriera politica, così come aveva innumerevoli volte promesso negli ultimi 12 mesi in caso di sconfitta nel referendum da lui trasformato in plebiscito personale. Qualcuno obbietterà che questo annuncio per ora è tecnicamente impossibile o complicato, perché Renzi, in attesa della nomina del successore, resta pur sempre in carica come premier, anche se, a mio avviso, un governo che deve limitarsi al disbrigo degli affari correnti svolge una funzione puramente tecnica e non più politica. Ma come segretario di partito Renzi conserva indubbiamente una funzione politica, vieppiù rilevante durante una crisi di governo. Le consultazioni di Mattarella con i partiti iniziano stasera, dunque non ci sono i tempi tecnici per nominare un nuovo segretario e sembra obbiettivamente poco opportuno per il Pd affidarsi per la gestione di una fase così delicata a un inesperto come il vice segretario Guerini. In ogni caso nessuno ieri impediva a Renzi di annunciare che si sarebbe ritirato dalla politica subito dopo la fine della crisi di governo o, al massimo, dopo il congresso del partito da tenersi al più presto per eleggere il successore alla segreteria. Orbene, io aspetterò pazientemente queste due scadenze, dopodiché, se l'ex premier non manterrà la sua promessa di lasciare la politica, annuncio fin d'ora che in questo forum non lo chiamerò più Matteo Renzi, e nemmeno il Tappetaro, bensì il Pinocchio di Rignano o semplicemente l'Uomo di Niente (ommo 'e niente diciamo a Napoli per indicare bugiardi privi di dignità). Per inciso, se ha una dignità, deve lasciare la politica anche la ministra Boschi, perché lo aveva pubblicamente promesso anche lei. *** poi che ieri sera in tv il moderato Paolo Mieli, sostenitore del Sì, chiudeva un occhio sulla seconda parte della promessa di Renzi ma gli suggeriva caldamente di dimettersi da segretario e di saltare un giro, ovvero di non candidarsi per palazzo Chigi (tramite le primarie) ma solo per un seggio di deputato. Non sono d'accordo con Mieli: Matteo Renzi, se è un uomo, deve cambiare mestiere. Punto. Molti, per es. l'amico Mark525, tendono a minimizzare e a chiudere ambedue gli occhi osservando che, da che mondo è mondo, la gran parte dei politici (anche importanti) racconta menzogne (anche grosse) ai cittadini, e che, per esempio, anche Beppe Grillo promise che avrebbe chiuso con la politica se il M5S non avesse vinto alle elezioni europee del 2014 (poi, dopo il trionfo del Pd, si limitò a ingoiare qualche compressa di Maalox). Non sono d'accordo, c'è promessa e promessa. Per es. io prometto da vent'anni a mia moglie di tagliarmi la barba e di perdere una ventina di chili, ma non so rinunciare alla mia vaga somiglianza con Bud Spencer. ll valore di una promessa dipende da chi la fa e da come, dove, perché e su che cosa la fa. Grillo era un privato cittadino, privo di cariche pubbliche, che prometteva di pancia e di cuore una cosa eclatante, ma di nessuna rilevanza per le istituzioni, ai suoi fan, tramite il suo blog, alla vigilia di una consultazione elettorale. Era un po' come quel tifoso del bar dello sport che promette agli altri avventori: se domani il Napoli non batte la Juve, io non metto più piede qui dentro. Ben diverso il caso di Renzi. E' bene leggere e meditare il testo della sua dichiarazione del 20 gennaio 2016, nelle vesti di presidente del Consiglio, nell'aula del Senato, al cospetto dei rappresentanti del popolo sovrano: “Ho personalmente affermato davanti alla stampa e lo ribadisco qui davanti alle senatrici e ai senatori che nel caso in cui perdessi il referendum, considererei conclusa la mia esperienza politica. L’ho fatto perché credo profondamente in un valore che è il valore della dignità del proprio impegno nella cosa pubblica”. Cari forumisti, quale paese serio tollererebbe la presenza nelle istituzioni, a qualsiasi livello, di un politico bugiardo e privo di dignità? Per Renzi c'è un'ulteriore grossa aggravante: il significato e il peso politico della sua promessa. C'erano in ballo 47 articoli della Costituzione e il capo del governo si era permesso di andare a condizionare pesantemente la libera scelta, nel merito, del popolo sovrano, ma in particolare degli elettori del Pd, legando il destino suo, del partito, del governo e della legislatura all'esito del referendum. Hai promesso delle cose per condizionare e ricattare il popolo su una scelta così importante? Peccato, ti è andata male, ma ora mantieni le tue promesse, TUTTE, altrimenti sei un politucolo di due soldi e un uomo di niente. Al contrario del nostro tappetaro, il premier britannico David Cameron, che è un politico serio, PRIMA del referendum sulla Brexit non aveva mai promesso né minacciato di dimettersi, anzi aveva assicurato che il governo sarebbe andato avanti in ogni caso. Ciò per l'appunto per non condizionare, né in un verso né nell'altro, la scelta degli elettori con un fattore esterno al merito della questione. Solo DOPO il referendum, preso atto della scelta del popolo contraria alla sua linea politica, Cameron si è dimesso, con grande dignità, da premier, poi ha lasciato la poltrona di leader del partito Conservatore, infine il suo seggio di parlamentare. Ecco, penso che ora dovrebbe essere chiara a tutti, anche all'amico Mark, la differenza tra un politico serio e un politicante da operetta.