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3 risultati

  1. La premessa fondamentale per sentire bene è prendersi cura delle proprie orecchie. Ecco come farlo al meglio Milano, Settembre 2018 – I medici lo ripetono spesso: gran parte delle attività di prevenzione per la propria salute comincia proprio dai gesti quotidiani. Dal lavarsi le mani all’adottare una dieta equilibrata, fino allo svolgimento di un regolare esercizio fisico, le azioni da compiere per stare in forma sono davvero semplici. E per quanto riguarda l’udito? Gli addetti ai lavori, come Starkey Hearing Technologies, azienda leader nel campo delle protesi acustiche, confermano: per sentirsi bene è necessario in primo luogo prendersi cura delle proprie orecchie. A partire dalla pulizia. A volte, infatti, particelle di polvere e sporco possono sedimentarsi nel condotto uditivo, provocando un tappo di cerume che risulta non solo fastidioso ma anche potenzialmente dannoso: un eccesso di cerume può comportare l’insorgenza di prurito, ronzii o acufene, diminuendo così la capacità di sentire correttamente. Recarsi da uno specialista è la decisione migliore in presenza di disturbi uditivi; tuttavia, una buona prevenzione può essere fatta anche a livello domestico. Il principale mito da sfatare riguarda l’utilizzo dei bastoncini di cotone: benché molte persone li usino per pulirsi le orecchie, soprattutto quando le sentono un po’ “tappate”, in realtà è più il danno che si provoca che il sollievo ottenuto. Spingendo il bastoncino dentro il condotto uditivo, infatti, non si fa altro che spostare il cerume ancora più vicino al timpano, rischiando di danneggiarlo. Al contrario, per liberarsi dal cerume in eccesso è importante aumentarne la fluidità, facendo in modo che non vada verso l’interno (come quando si impiegano i bastoncini di cotone) bensì verso l’esterno. Grazie ai lavaggi auricolari, da eseguire inserendo nel condotto uditivo apposite gocce per orecchie a base di olio minerale o glicerina, che svolgono un’azione lubrificante sul cerume, e procedendo poi a un massaggio, è possibile effettuare una corretta pulizia delle orecchie. Il lavaggio auricolare (che risulta efficace anche se eseguito con una soluzione di acqua e aceto o salina) non è utile solo a scopo terapeutico, ma anche come azione preventiva; in questo caso, è sufficiente ripeterlo dalle due alle quattro volte al mese per garantire la salute delle proprie orecchie. Chi non ha una buona manualità può aiutarsi con una siringa , ovviamente senza ago, prestando attenzione alla forza del getto. Un semplice gesto, che però può essere determinante per un udito sano. Starkey Italy www.starkey.it
  2. Estetica e accessibilità per un ambiente accogliente e moderno, a misura d’uomo Il paziente al centro: la mission di Starkey Hearing Technologies, azienda leader nel settore delle protesi uditive, è sempre stata imperniata sul benessere della persona, sotto ogni punto di vista. A cominciare dagli apparecchi acustici di ultima generazione, in grado di assicurare comfort e indossabilità, unitamente a prestazioni di alto livello. Anche l’accoglienza nei centri audioprotesici, tuttavia, riveste un’importanza fondamentale nell’ottica di un servizio a misura di paziente. Aspetti come l’accessibilità agli uffici, la pulizia degli ambienti e la disposizione dei complementi d’arredo sono infatti indispensabili per far sentire le persone a proprio agio. Rendere più moderno e funzionale il proprio centro audioprotesico rappresenta dunque una necessità per gli addetti ai lavori. A tale proposito, Starkey ha proposto alcuni utili consigli per migliorare l’estetica e la funzionalità dei centri: tutti i computer presenti in un centro, per esempio, dovrebbero essere messi in rete e aggiornati in modo da poter utilizzare uno dei moderni sistemi gestionali, che permettono di avere un quadro preciso e in tempo reale del database dei pazienti e delle *** correlate, come i risultati dei test audiometrici. Gli stessi monitor dei computer, inoltre, dovrebbero idealmente essere più grandi, per agevolare i pazienti nella visualizzazione di dati o immagini. Anche il controllo delle prestazioni delle apparecchiature audiometriche è molto importante: Starkey si avvale dei migliori strumenti sul mercato, tutti polifunzionali e dotati di appositi software che permettono un dialogo diretto con qualsiasi computer. Questi apparecchi sono in grado di registrare dati fondamentali, quali i riflessi acustici o la capacità di comprensione del parlato del paziente, esportandoli poi in formato PDF in modo da poter essere facilmente stampati su carta. Investire nelle nuove tecnologie e rendere l’ambiente di lavoro più accogliente dovrebbe essere una priorità per ogni centro audioprotesico: spazi moderni e attrezzati, infatti, danno al paziente l’impressione di essere in buone mani, di avere a che fare con professionisti, di potersi fidare. Cosa, per una persona che soffre di problemi uditivi, assolutamente fondamentale. Starkey Italy www.starkey.it
  3. Milano, maggio 2018 - L’acufene è un disturbo di cui soffrono molte persone e che può influire anche su altri aspetti della vita quotidiana, come pensieri ed emozioni, udito, sonno e concentrazione. Ma contrastarlo efficacemente è possibile. Parola degli esperti di Starkey, azienda leader nella produzione di protesi acustiche per ipoacusia. Tra le opportunità di aiuto per i pazienti acufenici, una delle più valide è senza dubbio il counseling, le cui attività si articolano in relazione alle diverse esigenze, concentrandosi in particolare sui risvolti emotivi che genera questo disturbo. La premessa fondamentale per un counseling efficace consiste nel dire la verità al paziente: l’acufene non sempre sparisce o cambia intensità, ma si può intervenire con successo sulle reazioni causate dal disturbo. Anche il paziente, del resto, deve mostrarsi collaborativo, innanzitutto ammettendo di avere un problema e chiedendo a chi gli sta intorno di dargli una mano. Come? Ad esempio chiedendo ai propri interlocutori di parlare a voce alta e scandire bene le parole, magari prestando attenzione al labiale e avvicinandosi di più al loro volto. Esistono tuttavia tanti altri modi per aiutare i pazienti acufenici, come ad esempio ridurre le fonti di rumore, avere un bioritmo regolare, mettere in pratica esercizi di relax ed eliminare dal luogo dedicato al riposo ogni fonte di distrazione, compresi gli ormai onnipresenti smartphone e tablet. L’acufene, in ogni caso, non riguarda soltanto i disturbi del sonno ma può influire anche sulla concentrazione, che è fondamentale per portare a termine con successo i diversi compiti e incombenze, piccoli o grandi che siano, che ci presenta la vita quotidiana. Le persone che soffrono di acufene tendono a perdere facilmente la concentrazione perché questo disturbo genera stress e tensione nervosa, inducendo il paziente a metterci più tempo nello svolgimento delle diverse attività. Per rimediare gli esperti consigliano, ad esempio, di rimandare le situazioni che richiedono concentrazione quando si è stanchi, di fare delle pause regolari, di prendere appunti e, se possibile, di utilizzare della musica di sottofondo mentre si lavora, soluzione che ha il duplice obiettivo di ridurre la percezione della potenza del suono dell’acufene e distogliere da esso l’attenzione, sostituendolo con un suono più gradevole. Un altro valido aiuto viene dagli apparecchi acustici, che – in base alle ricerche e alle esperienze di medici e operatori clinici - hanno apportato un concreto miglioramento nella vita quotidiana di molte persone affette da questo disturbo. Starkey Italy S.R.L. www.starkey.it