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3 risultati

  1. Conservo gelosamente una vecchissima foto ingiallita dei miei bisnonni, stampata su carta albuminata come si usava all'epoca. I miei avi sono insieme ad altre due giovani coppie, in procinto di salire su una diligenza che li condurrà da Napoli a Roma. Il cocchiere e il postiglione sono già seduti a cassetta. Tutti e cinque gli uomini portano lunghi baffi, le tre donne lunghe gonne rasoterra. Il viaggio durerà due giornate e mezza, con le soste per il cambio e il ristoro e due pernottamenti. Mio padre mi diceva che sua nonna aveva una paura matta del treno. Sul retro della foto c'è la data: maggio 1881. Ebbene, 137 anni fa per andare da Napoli a Roma 8 persone usavano un mezzo trainato da 4 cavalli, alimentati a biada. Mezzo cavallo a testa. Oggi ci andiamo in 4 o 5 al massimo, in auto alimentate a benzina o gasolio, con potenze del motore dell'ordine dei 100 cavalli. Cioè 20-25 cavalli a testa: uno spreco di energia ed emissioni inquinanti e climalteranti nell'ambiente. Ma questo è niente. Come dimostrerò nel seguito, i nostri politici fanno, più che altro per narcisismo e per capriccio, molto ma molto di peggio. Stamane il FQ è uscito con un magnifico scoop: l'elenco dei voli di Stato effettuati dall'Airbus A340-500, il cd Air Force Renzi, preso in leasing per 150 milioni quando il valore commerciale dell'aereo, uno dei peggiori flop della storia dell'aviazione civile, era inferiore a 30. In totale quello che d'ora in avanti chiamerò Air Flop Renzi ha effettuato in due anni ben 88 voli istituzionali. (prima dello scoop se ne conoscevano solo un paio, ovvero 4 voli tra andata e ritorno: un viaggio a Cuba del sottosegretario Scalfarotto e una visita del premier Gentiloni negli Usa). Il Fatto ha potuto visionare e pubblicare i dettagli di 47 voli di Stato, quelli degli altri 41 sono segreti (vattelapesca perché). La Corte dei Conti sta indagando sullo spreco di denaro pubblico legato al costo esorbitante del leasing ma ora farebbe bene a indagare anche sull'impiego frequente e del tutto spropositato di un giocattolone da 300 posti che fa 70 metri con un litro di carburante e che costa tra i 20.000 e i 25.000 euro per ogni ora di volo. Eppure durante i governi Renzi e Gentiloni lo usavano quasi come un taxi. Provate a immaginare quanto ci sono costati 88 voli di diverse ore ciascuno. L'Air Flop Renzi è un gigantesco quadrimotore progettato per trasportare fino a 300 passeggeri su lunghissime distanze senza scalo, avendo un'autonomia massima di ben 16.700 km. Ma nella quasi totalità dei casi riportati dal Fatto è stato usato su tratte compatibili con il range degli Airbus A319 CJ, eccellenti bimotori, più piccoli e assai più economici, già in dotazione al 31simo Stormo. Peraltro non sta scritto da nessuna parte che un volo di Stato debba essere diretto e non possa fare un breve scalo di rifornimento. Inoltre, solo in 7 casi su 47 il numero dei passeggeri ha superato i 50 trasportabili dall'A319, con un massimo di 120 e una media di 23. Pensate un po': abbiamo noleggiato un costosissimo aereo da 300 posti a sedere per occuparne in media 23. Qualsiasi compagnia aerea che seguisse la "logica" del megalomane di Rignano fallirebbe nel giro di mesi. Ma c'è di più. Il 28 ottobre 2016 l'allora ministro degli Esteri Gentiloni andò da Roma a Marsiglia (e ritorno) con l'Air Flop Renzi. Un volo di appena 600 km (poco più che Roma Milano). Con il ministro c'erano altri 6 passeggeri e 293 lussuose poltrone vuote. Vabbè che Gentiloni è di famiglia nobile, ma questa è roba da sceicchi! Come se io noleggiassi un Freccia Rossa per andarmi a fare una mangiata fuori porta con 6 amici. Per quel viaggio bastava e avanzava uno dei piccoli Falcon della flotta di Stato (9 passeggeri, 5000 km di autonomia, 3000 euro di costo orario). Ma il record dei voli faraonici e spreconi spetta senza dubbio all'ex ministro dell'Interno e degli Esteri Angelino Alfano. Il quale, zitto zitto, all'Air Flop Renzi si era quasi abbonato (a nostre spese). Come riporta il Fatto, l'ex ministro volò ben 23 volte sul quadrimotore di Stato. Dovete sapere che Angelino nostro è un timido, non amava molto viaggiare in compagnia, però gli piaceva viaggiare comodo. Anche quando era rimasto in carica solo per l'ordinaria amministrazione. Infatti, il 21 gennaio scorso volò da Bruxelles a Roma sull'Air Flop Renzi da solo! Con il ministro c'erano l'equipaggio e 299 poltrone vuote! Una scena surreale. Degna di un film di Sorrentino. Ma se per caso finisse su YouTube, temo che farebbe incavolare di brutto i contribuenti, e anche quelli che prestano soldi all'Italia, facendo schizzare lo spread a 1000. Per questo immane, inaudito, assurdo spreco, chi dobbiamo ringraziare? Sempre lui: il solito incompetente e incapace di Rignano, il quale volle a tutti i costi (e che costi!) l'aeroplanone di Stato per motivi correlati, secondo il vicepremier Di Maio, al suo narcisismo e alla sua arroganza. Fa benissimo il governo Conte a rescindere il contratto di leasing: risparmieremo decine di milioni. E indaghi a fondo la Corte dei Conti. Ora mi riaggancio alla premessa. I miei bisnonni andavano da Napoli a Roma usando una potenza di mezzo cavallo a testa. In sostanza bioenergia ecologica derivante dalla digestione della biada. Calcoliamo quanti cavalli usò l'ex ministro Alfano (e il consumo di carburante, tutt'altro che ecologico). Nelle specifiche tecniche dell'Air Flop Renzi leggiamo che i 4 motori erogano una spinta complessiva di 53.000 lbf (libbre-forza). Per passare dalla spinta alla potenza dobbiamo moltiplicare per la velocità, ma usando unità coerenti. Una libbra è una massa di 453,6 grammi. Tenuto conto dell'accelerazione media di gravità (g=9,807 m/s2), su una massa di 1kg agisce una forza peso di 9,807 Newton. Quindi una libbra-forza equivale a (0,4536x9,807)N=4,448N. La spinta dei motori è dunque pari a (53.000x4,448)N=235.744N. Ipotizzando una velocità di crociera di 900 km/h, ovvero (dividendo per 3,6) 250m/s, otteniamo una potenza pari a (235.744x250)Watt, ovvero 58.936kW. E ricordando che 1kW=1,3596CV (cavalli vapore a norma DIN), otteniamo una potenza di 80.129CV. Con un consumo medio dichiarato di 70metri/litro, sulla tratta Bruxelles-Roma (circa 1.400km) si consumano 20.000 litri (una quantità enorme ma è meno di un decimo della capacità dei serbatoi dell'Airbus, pensato per tratte ben più lunghe). In definitiva, il predecessore di Salvini usò una potenza di circa 80mila cavalli, bruciando circa 20mila litri di carburante, a spese dei contribuenti, per il suo principesco viaggio solitario da Bruxelles a Roma sul faraonico Air Flop Renzi. Non gli si poteva prenotare un posto su un volo di linea? https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/lair-force-renzi-ha-volato-88-volte-ecco-chi-lha-preso/
  2. Non entro nel merito di questi referendum, non mi interessa. Vorrei solo sapere quanto costano realmente (Padellaro del FQ dice 62 milioni) e chi paga: i soli contribuenti di Lombardia e Veneto o paghiamo pure noi napoletani? Grazie.
  3. Ho parlato in altra discussione dell'epocale disastro (l'ennesimo) del governo Renzi che con la cd. riforma Madia ha sciolto il benemerito Corpo Forestale dello Stato facendo confluire la maggior parte dei sui 8000 agenti di polizia civile nell'Arma dei Carabinieri, che è un corpo di polizia militare. Naturalmente militarizzare dei civili ex lege e senza il loro consenso è, in tempo di pace, una roba da dittature militari, ma il dettaglio era sfuggito agli scalzacani per vocazione e legislatori per caso di un sedicente partito democratico. Fatto sta che ben 3000 ex guardie forestali hanno presentato ricorso al TAR contro il balzano provvedimento, il TAR ha ritenuto fondati i motivi di incostituzionalità addotti dai ricorrenti e ha inviato gli atti alla Consulta. Intanto questa estate, guarda caso la prima da quasi due secoli senza il Corpo Forestale, sono andati in fumo (finora) circa 70.000 ettari del nostro patrimonio boschivo. Tutto questo per realizzare un taglio di spesa, legato all'accorpamento dei forestali coi carabinieri, stimato nella migliore delle ipotesi in 100 milioni sull'arco di 3 anni. Se pensiamo che un'ora di volo di un Canadair costa 15.000 euro (ma costerebbe molto meno se lo Stato gestisse in proprio la sua flotta antincendio invece di affidarla ai privati) è probabile che il risparmio previsto per quest'anno sia già andato anch'esso in fumo. Un risparmio ben maggiore si poteva ottenere ponendo un freno alle assunzioni e riassunzioni a ruota libera dei cosiddetti "operai forestali" da parte delle amministrazioni locali, in particolare le Regioni. Si tratta di lavoratori la cui preparazione tecnica e il cui livello professionale sono ben al di sotto di quelli delle vere (ex) guardie forestali, e che vengono assunti, specie al Sud, per lo più con contratti a tempo determinato (poi ripetutamente rinnovati) e per motivi clientelari (in primis il voto di scambio). Attualmente si stima siano circa 60.000, cioè molti di più delle 8000 ex guardie forestali. Ma di questi 60.000 ben 28.000 si concentrano in Sicilia, 10.000 in Calabria e 5.000 in Campania. In pratica queste tre regioni messe insieme hanno meno dell'15% del patrimonio boschivo nazionale (circa 1,5 milioni di ettari su un totale di circa 11 milioni) ma più del 70% degli operai forestali. Solo per pagare i 28.000 forestali siciliani si spendono 480 milioni l'anno. Si tratta una evidente sperequazione tra le diverse regioni e di un intollerabile spreco di denaro pubblico. Si pensi che in Lombardia, che ha più ettari di boschi della Sicilia, gli operai forestali sono circa 700. Ma lo spreco risulta ancora più plateale e sconcertante se prendiamo come termine di confronto un paese serio, il Canada. Parliamo di uno dei maggiori produttori ed esportatori mondiali di legno (settore che occupa quasi 1 milione di lavoratori canadesi) con un patrimonio forestale di oltre 400 milioni di ettari (praticamente la superficie dell'intera Unione Europea). Ebbene, la sorveglianza di questo immenso patrimonio forestale, fonte di ricchezza per il paese ma anche uno dei più grandi e preziosi polmoni verdi del pianeta, è affidata ad appena 5000 rangers, che sono meno di un quinto dei forestali siciliani che sorvegliano mezzo milione di ettari di boschi. E sono la metà dei forestali calabresi e circa lo stesso numero dei forestali campani, ma anche in Calabria e Campania parliamo di appena mezzo milione di ettari cioè di poco più di un millesimo della superficie forestale del Canada. Orbene, la riforma Madia, per risparmiare 30 milioni l'anno, ha sciolto le 8.000 guardie forestali ne ha calpestato la professionalità, l'orgoglio e lo spirito di corpo, e ha calpestato pure la Costituzione (ben 5 articoli secondo il TAR), ma non ha toccato minimamente gli sprechi legati agli operai forestali che sono 43.000 solo in Campania, Calabria e Sicilia, che vengono assunti con metodi clientelari, che probabilmente si grattano la pancia un giorno di lavoro sì e l'altro pure, e che ci costano, solo per quelle tre regioni, oltre 700 milioni l'anno. A questo punto, cari forumisti, vi pongo la classica domandina da 1 milione di dollari. Secondo voi, a quale partito appartengono i governatori di Sicilia, Calabria e Campania?