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1 risultato

  1. “Ridicola marketta pisana , ci dimostra da dove ricava la suddetta legge che cita “?? La legge che avevo citato era una legge del 2019 che dimostrava che pure a Formigoni spettava , per legge , rientrare in possesso del vitalizio . Purtroppo , io , mica l’avevo visto sto post caga ta della Signorina . Ed allora non avevo risposto e la Sanchina , tutta gongolante così come quando sta nelle braccia di Nane Bruscagin pompiere in Caorle , era felice nella sua patetica convinzione di avere fatto uno scoop . Me ne accorgo oggi ed allora vado a sbugiardare la signorina Sanchina smorzandone il sorriso diffuso a piene mani come , del resto , il suo nickname recita . La legge e’ la numero 26 del marzo 2019 articolo 18 bis . E sapete chi l’ha fatta ?? Proprio gli indignati a 5stelle che ora strepitano tutti paonazzi . La norma , da loro voluta e votata , “stabilisce che la pensione, il reddito di cittadinanza, qualsiasi indennità o vitalizio, debba essere erogato anche a mafiosi e terroristi oltre che a tutti i condannati definitivi a pene superiori a due anni a patto di non essersi sottratti all'applicazione della pena”. Insomma : Prendi la condanna e la espii. Nessuno ti può togliere nulla!! Ovviamente i grillini , pur colpiti ed indignati si sono presentati al Senato e hanno cominciato a urlare con la solita verve verbale, nonostante sia duro contestare una norma introdotta proprio da loro. Eppure e’ chiarissimo che cosa è accaduto. E’ stata la Cassazione a riconoscere all’assegno vitalizio la natura giuridica di certa misura previdenziale, anzi specificata in modo non dissimile dalla pensione. Una volta , così definitivamente chiarita la natura giuridica della pensione dei parlamentari, ne consegue , ai fini della valutazione della fattispecie concreta , la necessaria considerazione della giurisprudenza costituzionale, che ha ritenuto non conforme a Costituzione la perdita degli stipendi, delle pensioni e degli assegni di altra natura, a carico dello Stato o di altro ente pubblico, per effetto di condanna penale che comporti interdizione dai pubblici uffici. Tanto più che è entrata in vigore proprio la norma sul reddito di cittadinanza, che ha previsto la sospensione dei trattamenti previdenziali solo e unicamente per i soggetti condannati a pena detentiva con sentenza passata in giudicato per “reati gravissimi quali terrorismo, associazione di stampo mafioso e similari . Inoltre, la normativa del 2019 prevede anche la sospensione dei trattamenti previdenziali ai soggetti condannati definitivamente a pena detentiva per ogni altro delitto per il quale sia stata erogata, in via definitiva, una pena non inferiore ai due anni di reclusione, ma solo nel caso in cui si siano volontariamente sottratti all’esecuzione della pena. Non contenti della magra figura, i pentastellati del Senato hanno chiesto alla presidente Casellati di appellarsi, ovvero di ricorrere al Consiglio di garanzia, chiedendone la sospensiva. Urlavano :” Non possiamo accettare il ripristino del vitalizio”, lamentandosi come se la legge non fosse vigente grazie alle loro manine. Purtroppissimo per loro e pure per la Sanchina è una richiesta senza fondamento, se non di carattere politico per trovare il prossimo “colpevole” . Risultato: se oggi chi si è visto sottratto il vitalizio se lo vede restituito, è solo grazie ad una legge demagogica voluta dai rivoluzionari antivitalizi. Ma tanto quel che importa ai grillini è aizzare le folle contro la politica. Un tempo , però, gli riusciva meglio mentre adesso perdono le battaglie persino contro chi è stato condannato. Provvedo ora ad inviare parte della legge citata : “Art. 18-bis (Sospensione dei trattamenti previdenziali). - 1. Ai soggetti condannati a pena detentiva con sentenza passata in giudicato per i reati di cui all'articolo 2, comma 58, della legge 28 giugno 2012, n. 92, nonché per ogni altro delitto per il quale sia stata irrogata, in via definitiva, una pena non inferiore a due anni di reclusione, che si siano volontariamente sottratti all'esecuzione della pena, è sospeso il pagamento dei trattamenti previdenziali di vecchiaia e anticipati erogati dagli enti di previdenza obbligatoria. La medesima sospensione si applica anche nei confronti dei soggetti evasi, o per i quali sia stato dichiarato lo stato di latitanza ai sensi degli articoli 295 e 296 del codice di procedura penale. I provvedimenti di sospensione di cui al comma 1 sono adottati con effetto non retroattivo dal giudice che ha emesso la dichiarazione dello stato di latitanza prevista dall'articolo 295 del codice di procedura penale ovvero dal giudice dell'esecuzione su richiesta del pubblico ministero che ha emesso l'ordine di esecuzione di cui all'articolo 656 del codice di procedura penale al quale il condannato si è volontariamente sottratto, anche per le dichiarazioni pronunciate o per gli ordini di carcerazione emessi prima della data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

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