Cerca nella Comunità

Mostra risultati per tag ''ponte morandi''.

  • Ricerca per Tag

    Tag separati da virgole
  • Ricerca per Autore

Tipo di contenuto


Forum

  • Virgilio Forum
    • Politica
    • Attualità
    • Gossip
    • Amore e Amicizia
    • Aforismi e Meme
    • Passione Libri
    • Donna
    • Lavoro
    • Hi-tech
    • Cucina e ristoranti
    • Scienza
    • Lifestyle
    • Sport
    • Tempo libero
    • Viaggi
    • Trucchi & consigli
    • Musica
    • Ambiente
    • Animali
    • Off-topic
    • Regolamento
    • Archivio

1 risultato

  1. Per quanto mi riguarda, se rapportata ai tempi e alle conoscenze di quel periodo, si. Si trattò di un'opera innovativa e quindi anche di un vanto per l'ingegneria italiana. Un'opera innovativa da un punto di vista strutturale e anche da un punto di vista architettonico. Diciamo che furono trascurati alcuni aspetti legati alla durata e all viscosità del calcestruzzo che allora erano meno noti di adesso. Anche in funzione del suo inserimento in un contesto certo non banale, fu concepito con strutture ardite e leggere, era diventato ormai un segno di quei luoghi. Proprio per questi motivi necessitava di massicci interventi di manutenzione. E a questo punto torna in auge un dibattito controverso, antico ma sempre attuale. Meglio demolire e ricostruire o restaurare l'esistente? Da un punto di vista economico può darsi che spesso e volentieri risulti più conveniente la prima opzione ma, con questo presupposto, quante opere di pregio si dovrebbero demolire e ricostruire? Vero che si tratta di un'opera costruita 50 anni fa ma comunque ormai molto percepita quasi come ne avesse 500. Da non trasurare poi il ruolo di direttrice di traffico diventata ormai essenziale per quel territorio e non solo. Tutti noi siamo passati su quel ponte. Faceva venire un po le vertigini ma a nessuno veniva in mente di dire che era brutto. Poteva essere demolito e ricostruito senza dubbio ma non si sarebbe trattato sicuramente di una operazione da fare a cuor leggero. In ogni caso andava fatta per bene e con cadenze regolari la necessaria manutenzione soprattutto in termini di sicurezza. Un problema per cui collassarono un bel numero di ponti in acciaio era il cosidetto FENOMENO A FATICA. Quei ponti erano stati costruiti e dimensionati bene eppure crollarono per questo aspetto di cui allora poco si conosceva. Un po come, per banalizzare, se uno piega per tante volte una sezione di ferro (per capirci meglio, diciamo fil di ferro): dopo un certo ciclo di piegatura, la sezione si rimpicciolisce, il materiale si plasticizza, perde le sue caratteristiche iniziali, non riacquista più le sua iniziale elasticità e arriva a rottura. Il problema è che in fenomeni di questo tipo spesso si arriva al collasso della struttura improvvisamente, senza significativi segni di preavviso. E questo capita anche nel caso di cedimento dovulo a carichi eccessivi (un pilastro come un pilone di un ponte). Nessuna voglia di dare giudizi su qualcosa di molto complesso e che necessita di indagini molto approfondite però non ci sono dubbi che i volumi di traffico e le caratteristiche dei veicoli sono molto cambiate rispetto a quando è stato progettato. Una cosa è certa comunque: le manutenzioni andavano fatte e l'opera andava monitorata a cadenze regolari. Queste manutenzioni e questo monitoraggio sono stati realmente fatti oppure no? Perché, prima di ogni altra cosa, l'essenziale era ed è questo.