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27 risultati

  1. LICENZIERÒ LE MIE TRE DONNE Primo giorno dell’anno, cieli grigi di pioggia rispecchiano il mio umore. Anno nuovo, voglia di cambiare. Licenzierò senza troppi patemi, le mie tre donne, silenziose compagne. La tristezza, oh la tristezza sì, l’annegherò nei fondi di bicchiere. La malinconia la rivestirò di neve disegnando il volto di un sorriso stralunato, perché così ferita, non voglia più tornare. Ma la tua immagine, che ne farò della tua immagine? Certo non potrò annegarla nel vino, che i fondi di bicchiere come maligne lenti la restituirebbero più vivida e più grande. Ne potrò rivestirla di neve che il tuo calore scioglierebbe come un sole d’aprile. Potrei nasconderla, forse, dentro altri corpi e cancellare con loro il tuo sorriso. Ma finirei, poi per chiamarli col tuo nome. Ricerca per:
  2. IO E LE MIE TRE DONNE. Ultimo giorno dell’anno, festa privata a casa mia per festeggiar la fine, io, e le mie tre donne. Attorno a una tavola imbandita abbiamo ricordato, riso e pianto io, e le mie tre donne. Poi non abbiamo saputo aspettare la mezzanotte anzitempo, abbiamo levato i calici e brindato e poi di corsa a letto, io, e la mie tre donne a festeggiare la fine, stretti in un solo abbraccio, io, e le mie tre donne. Io, la mia tristezza, la mia malinconia e la tua immagine. Ricerca per:
  3. continuiamo con l'amore... Voglio parlarti d'amore Voglio parlarti d'amore, ma non fraintendere, non di amore eterno. Voglio parlarti d'amore forse, dell'amore di un attimo, un istante di gioia e di tristezza insieme, al di fuori della realtà, un frammento di sogno irripetibile. Voglio parlarti d'amore, senza parole banali di frasi stupide e vuote che troppe volte già, suonarono stonate in altrui bocche. Voglio parlarti d'amore nel silenzio dei nostri sguardi, nel palmo delle mie mani tremanti le più dolci parole d'amore canteranno da sole alla tua pelle. Sulle mie labbra socchiuse troverai la tua fonte ed io alle tue il mio nettare. Voglio parlarti d'amore, come onda lambire i tuoi scogli, come vento avvolgerti, penetrare le tue ombrose valli. In pochi istanti donarti un corpo e un anima privi di menzogne. Appartenerti. Voglio parlarti d'amore, voglio accordare il mio respiro ai tuoi gemiti, creare con i sospiri un cantico, il più antico, innalzarlo in crescendo sino al sublime acuto. Poi passare la vita a ricordarne l'attimo.
  4. Così, ti amo ancora Svegliarsi di notte e guardarti accanto, che dormi sdraiata su un fianco. Guardarti e accorgersi di te, chi sei? Tu, che con gli occhi chiusi, sogni di che? Donna o bambina, moglie,amante,sorella, amica. Catena. Vivere di te, con te, per te, perché? Volerti sempre così silenziosa e tranquilla, fiduciosa nel tuo sonno. Cheto, presente, calmo e composto respiro. Così non parli non piangi, non sei noiosa, Così, nel tuo sonno tranquillo ti amo ancora.
  5. A volte capita A volte capita di sentirti inutile, svuotato e stanco come un vuoto a perdere ultimo pezzo di un puzzle iniziato, da tanto tempo e ormai dimenticato. A volte capita e guardi sul tappeto quel gioco inutile rimasto lì, incompiuto un pezzo perso o forse via, gettato è il solo testimone del tuo tempo sprecato, a volte capita.
  6. è una storia qualunque. piccola storia qualunque Era un giorno qualunque, ne estate, ne inverno, ne caldo, ne freddo, qualunque. Una strada qualunque, ne diritta, ne storta, ne lunga, ne corta e nemmeno contorta, qualunque. Era un uomo qualunque, ne bello, ne brutto, aveva più di niente, ma meno di tutto, era un uomo comunque, qualunque. Un giorno qualunque su di una strada qualunque, ed un uomo comunque qualunque, che cercava una donna comunque, non certo qualunque. Un giorno, una strada, un uomo qualunque e un amore più caldo del sole, più forte del mare, più immenso del cielo. Più dolce del più antico pensiero, del fiorir di una rosa sotto un cielo d’aprile. Comunque il più vero amore qualunque
  7. Incontro Io e te, due gatti randagi, ognuno per la sua strada. Improvviso l'incontro. In un vicolo buio nascosto alle morali celato al perbenismo io e te due gatti randagi, per un piccolo attimo, parentesi aperta su un istante di vita, parlammo d'amore. Io e te, due gatti randagi, per un infinito attimo.
  8. Pellegrino (fatti e misfatti 1) Ho attraversato il mondo in punta di piedi cercando di non dar fastidio più di tanto. Ho visto la mia pelle scurirsi al sole i miei capelli imbiancare al tempo, cadere. Ho osservato il sole sorgere perdersi nella luna, mille volte e mille volte ancora, senza che nulla cambiasse. Ho raccolto la pioggia nel palmo delle mani come fossero le lacrime di un bimbo o di un mondo intero. Ho osservato muto la folla aggredire il diverso e ho dissentito, ma da lontano lasciando che accadesse. Ho sognato amori eterni e vissuto amori effimeri, ho abbracciato ideali combattuto battaglie inutili. Ho assimilato in migliaia di passi, la ripetitiva costante stupidità dell’uomo negli stessi errori, negli stessi gesti. Ho camminato su un infinità di strade attraversato città e paesi senza carpirne i segreti dimenticando il senso del percorso, e ancora oggi mi chiedo, cosa farò da grande?
  9. Il pazzo Qualcuno di voi ha visto passare il mio senno? Lo avevo tenuto nascosto alla luce del sole, lo avevo riposto in un angolo buio protetto agli sguardi curiosi, nascosto, ma ora è sparito. Vi prego qualcuno mi indichi dove può essere andato a finire, ne sento il bisogno, Lo avevo si' ben conservato per il tempo a venire, avaro lo avevo celato nel sogno, non era certo il caso di esporlo di farlo notare, era tutto più semplice restare nell'ombra a guardare una massa di gente impegnata a darsi da fare, era divertente. Vi prego aiutatemi, qualcuno sia buono, vi prego, una mano, vi chiedo perdono. Aiuto! Qui stavo tranquillo, accudito, senza alcun pensiero, e anche senza capire, sognavo una vita migliore. Aiuto! Qui stanno chiudendo e mi fanno uscire.
  10. Dettagli Su deserte spiagge che lentamente il mare in dolci onde carezza, frammenti di conchiglie come illusioni spezzate, giacciono. Piccoli, solitari granchi, peregrinando vanno senza meta. Pensieri che la realtà rifugge. Dei miei pensieri piccoli granchi, delle mie illusioni conchiglie in frammenti ciò che mi resta.
  11. Brezza Il vento che soffia, in tenue e fugace carezza, sembra portare un ricordo d’amore, di amori. E lesto scompiglia i capelli lasciando sui volti un sentore di dolce malinconica tristezza.
  12. ... che il più delle volte non conduca da nessuna parte, ma queta volta vorrei esprinere la mia opinione, a modo mio. Futuro prossimo venturo Dell’ignoranza il credo del malcontento il voto senza speranze il volto. Paese mio tu volgi a tempi ancor più cupi.
  13. Stagioni Primavera Guardo il cielo stanco ed accaldato di un rosso stinto che volge verso sera, sento quell'aria dolce e la brughiera danza, nel suono di un alito di vento. Cinguetta felice il passero al suo ramo, stanca la rondine dopo il lungo volo riassetta il nido che già gli è stato casa. Così io assorto, più non mi sento uomo.
  14. C’erano tracce di profumo nell’aria tracce di vento nei capelli tracce di dolore nell’anima lacrime salate negli occhi ma nessuna parola per consolarti.
  15. Ero già sul posto e che la stavo pubblicando altrove ne approfitto. Ancora una volta Ancora una volta fare l’amore, giocare senza falso pudore prendere e dare. In un dolce silenzio sentirti ansimare, salire, salire, andare in crescendo ed infine gioire. E ancora una volta tenerti vicina, adagiata sul cuore amante e bambina. Con dolci carezze sfiorarti le spalle, sentirti vibrare di sotto la pelle. La labbra posate vicino al mio viso gli occhi spalancati in un muto sorriso sussurri pian piano senza più pudore: “Ancora ti prego, facciamo l’amore”.
  16. Biglie, piccole palline colorate rotolano in movimenti anarchici, piccole gioie appena nate muovono a ricordi antichi che tornano, infiorati da sorrisi o imperlati da lacrime, a raccontarci chi eravamo.
  17. risveglio Come posso dirti senza parole ti amo. Come farti capire, lo svegliarsi al mattino e sentire sussurrato fra i resti del sonno, il tuo nome. Poi… al riaprire degli occhi provare, smarrimento nel trovarsi da solo. Pochi istanti gelati di vuoto sgomento. La paura di aver perso una mano. Poi… il pensiero cosciente che piano si fa avanti tra il velo del sonno. Ricordarsi di averti lasciato, (dentro gli occhi catene di stelle, sulla faccia un sorriso assonnato) sulla porta di casa dicendo: (con dell’altro che urlava di dentro) Buonanotte a domani.
  18. (opera di Salvador Dalì) Tu ed io Io e tu, noi speranze, tanti sogni e poi... Nella penombra della stanza fumo in spirali. Nel silenzio io ripenso ai miei errori. Tu, lo sguardo tuo già volgi ai tuoi futuri amori. refusi
  19. Ho attraversato il mondo in punta di piedi cercando di non dar fastidio più di tanto. Ho visto la mia pelle scurirsi al sole i miei capelli ingrigire al tempo, cadere. Ho osservato il sole sorgere perdersi nella luna, mille volte e mille volte ancora, senza che nulla cambiasse. Ho raccolto la pioggia nel palmo delle mani come fossero le lacrime di un bimbo o di un mondo intero. Ho osservato muto la folla aggredire il diverso e ho dissentito, ma da lontano lasciando che accadesse. Ho sognato amori eterni e vissuto amori effimeri, ho abbracciato ideali combattuto battaglie inutili. Ho assimilato in migliaia di passi, la ripetitiva costante stupidità dell’uomo negli stessi errori, negli stessi gesti. Ho camminato su un infinità di strade attraversato città e paesi senza carpirne i segreti dimenticando il senso del percorso, e ancora oggi mi chiedo cosa farò da grande
  20. La luna, il pozzo e il pazzo Era pazzo, con il secchio pescava la luna dal pozzo anche quando non c’era. Era pazzo cantava canzoni inventate e pescava con il secchio bucato la sua luna nel pozzo. Lui diceva di amare la vita, la luna e sedeva aspettando il calare del sole e al levar della luna continuava felice, ne suo gesto d’amore refusi
  21. Foto con testo in due tempi
  22. Ogni tanto cado nella temtazione di posterne qualcuna, perdonatemi La ballerina del carillon
  23. cantilena d’amore alla luna Levati luna, levati luna dal mare che voglio cantare d’amore. Il mio amore al mio amore. Specchiati luna, specchiati luna nel mare che voglio guardare attraverso i tuoi raggi riflessi il mio amore, e al mio amore cantare
  24. tu Mi sei entrata nel sangue, sei come la febbre che aumenta, che urla, che chiede sei….. sei come la sete che sorge impellente e improvvisa d’avanti a una fonte di limpida acqua sorgiva. Sei….. sei tutto e sei niente, se niente vuol dire una fiaba, se tutto vuol dire una vita. Più volte ho curato la febbre ma al solo pensarti tornava. Ho anche cercato altre fonti volendo placare la sete, ma a niente serviva, la sete sorgeva di nuovo più forte e più viva. Per questa mia febbre bruciante, per questa mia sete ossessiva, tu sola la fonte, di limpida acqua sorgiva. refusi
  25. (parafrasando immodestamente il Manzoni) Necrologio per una fine improvvisa Ei fu, siccome immobile spento ormai ogni ronzio è là posizionato ai lati del leggio. Lo guardo stanco e attonito col desiderio insano di stritolarlo tutto nel palmo della mano. Giace, così ormai inutile argentea scatoletta presa da un male futite che me l’ha resa inetta. A nulla serve piangere, urlare od inprecare tutto finì a ***. e tutto è da rifare. Dati, file e filmati costati tanto tempo svaniscono così, come del fumo al vento. Persi in un solo istante circa trecento giga mi si data licenza di dir che è proprio sfiga. ref