Cerca nella Comunità

Mostra risultati per tag ''ooohgrulliecelodurifasciodestri''.

  • Ricerca per Tag

    Tag separati da virgole
  • Ricerca per Autore

Tipo di contenuto


Forum

  • Virgilio Forum
    • Segnala Abuso
    • #iorestoacasa e come passo il tempo?
    • Il Virus di Wuhan
    • Politica
    • Attualità
    • Gossip
    • Amore e Amicizia
    • Donna
    • Disturbi dell'alimentazione
    • Cinema e tv
    • Musica
    • Passione Libri
    • Sport
    • Lavoro
    • Hi-tech
    • Scienza
    • Animali
    • Aforismi e Meme
    • Tempo libero
    • Viaggi
    • Ambiente
    • Trucchi & consigli
    • Off-topic
    • Regolamento
    • Archivio

14 risultati

  1. Evvai Roma Ladrona Il leader del Carroccio sbugiardato dal tribunale: respinte tutte le querele per diffamazione. La sentenza assolve i cronisti ed elogia il «giornalismo d’inchiesta»: sulla maxi-truffa dei rimborsi elettorali, pubblicati solo «fatti documentati» ESPRESSO.REPUBBLICA.IT Matteo Salvini e la Lega sconfitti dall'Espresso. Il giudice: «Sui 49 milioni tutte notizie vere»
  2. Certo non si dovrebbe richiamarsi alla libertà di espressione , quando si da ragione ad un certo Orban , quello si ha deliberatamente posto dei limiti o meglio la CENSURA alla libertà di informazione . Non si smentiscono mai. Stamani la Meloni riceve una notizia: la nascita di una task force anti-fake news istituita presso la Presidenza del Consiglio. Istituita con un obiettivo: contenere l’enorme mole di bufale che girano in queste settimane sul coronavirus. E indovinate un po’ come l’ha presa lei? Malissimo. Ma proprio male. Acidissima: “Si limitano le libertà fondamentali e costituzionali così….mi manderanno in un campo di rieducazione ora che l’ho detto?”, commenta maliziosamente. Capito? Un team che cerca di smontare le bufale sul coronavirus è una limitazione delle libertà fondamentali per lei. Questo è il messaggio che vuole far passare. E, attenzione, è un messaggio che contiene un tentativo così meschino e “piccolo” da far vergognare: farsi scudo della Costituzione per tutelare quello che lei e la sua coalizione stanno facendo da settimane, ossia alimentare bufale. Come ha fatto lei quando ha rilanciato il video del Tg Leonardo. Come fa il suo alleato da settimane mitragliando fake news come un forsennato. È allora in questi momenti che, al di là di destra-sinistra, si vede la responsabilità delle persone. Davvero. Il senso di Stato, il senso di comunità. Il senso del bene comune per fronteggiare l’emergenza. E oggi quel senso la Meloni ce lo ha nuovamente dato. E l'ha fatto salutando con acidità e maligni commenti la nascita di una squadra che aiuterà a contenere le fake news. Leonardo Cecchi
  3. · L'immagine è drammatica. Non ci sono ancora notizie sull'eventualità di vittime: ma traffico e controlli erano minimi Un ponte è crollato ad Aulla, in provincia di Massa Carrara, sulla strada provinciale 70. Il ponte si trova in località Albiano e collega la Sp70 con la Sp62. Nel crollo, secondo le prime *** raccolte dai vigili del fuoco che stanno operando con due squadre, sarebbe rimasto coinvolto un f... OPEN.ONLINE Crolla il ponte sul fiume Magra, in provincia di Massa Carrara. Almeno un furgone coinvolto - Open
  4. https://www.bufale.net/il-66-delle-bufale-politiche-arriv…/… Almeno 66% delle bufale politiche arrivano dai coloro che sostengono le idee di Salvini e Meloni, stando al nuovo studio del 13 novembre *** su questo sito web BUFALE.NET Il 66% delle bufale politiche arrivano dai fan di Salvini e Meloni: i dettagli sul nuovo studio
  5. "Se governasse Salvini" Pubblicato 7 Apr 2020 da INFOSANNIO (Tommaso Merlo) Se governasse Salvini l’Italia si sarebbe aperta e chiusa come una fisarmonica per giorni e giorni. Se governasse Salvini avrebbe strappato i pieni poteri come il suo Orban e la Repubblica italiana danzerebbe ai ritmi dei sui tweet. Se governasse Salvini avrebbe condonato tutto e tutti per ogni tipo di *** e per l’eternità. Se governasse Salvini il governo avrebbe stanziato trilioni di euro e dai campanili pioverebbero banconote ma anche buoni di guerra per ogni esigenza e panettoni con le uvette. Se governasse Salvini nessuno avrebbe pagato più le tasse per mesi e forse per anni. Una legislatura “bianca” per lui e nera per quelli che venivano dopo. Se governasse Salvini sarebbe il buon Dio a guidare il governo nella sua battaglia contro il virus perché la scienza da sola non basta. E il buon Dio avrebbe suggerito direttamente a Salvini come condurre il suo popolo verso la Salvezza. Di notte, nel suo tinello. Se governasse Salvini le mascherine e i ventilatori non sarebbero affatto un problema, anzi, ne avanzerebbero a tonnellate. Perché di Salvini si può dire tutto il male possibile tranne che non sia un lavoratore infaticabile e politico molto concreto ed efficace. Se governasse Salvini sarebbe apparsa la Madonna di Medjugorje direttamente a Pontida. Con un velo verde sulla testa avrebbe suggerito anche lei Draghi come premier perché cambiare governo nel bel mezzo di una guerra pandemica è una mossa assolutamente sacrosanta. Se governasse Salvini a Pasqua le chiese sarebbero piene zeppe di fedeli e il coronavirus si godrebbe alla grande le sante festività. Con tanto di Pasquetta fuoriporta e barbecue nella pineta. Se governasse Salvini l’Europa non avrebbe allentato i vincoli di bilancio, li avrebbe stretti. Quanto ai coronabond o quant’altro ci avrebbe mostrato un continentale dito medio. I paesi nordici non si sarebbero fatti scappare la storica occasione di colpire quel sovranista italico che ha pure la pecca di essere ***. Droplet politici. Perché se governasse Salvini avrebbe colto l’occasione per sfanculare Bruxelles, coronare il suo sogno patriota e già staremmo minacciosamente scrutando l’Abissinia. Se governasse Salvini i cittadini si sarebbero affacciati dai balconi per bestemmiare e far gestacci contro le opposizioni disfattiste e per applaudire le lodi del loro affidabile e lungimirante premier fisarmonicista. Che sempre sia lodato.
  6. Ecco pensano agli Italiani i celodurifasciodestri... In piena emergenza coronavirus il comune in dissesto guidato da Antonio Trifoli decide di alzare le indennità. Ma nello stesso giorno revoca l'energia elettrica a una famiglia in una casa popolare. Che si ritrova al buio per 18 giorni. «Posso dire solo che adesso mi sento abbandonata, prima co... ESPRESSO.REPUBBLICA.IT A Riace la giunta leghista si aumenta lo stipendio ma taglia la luce agli indigenti
  7. Quando è troppo è troppo. Dato che Fontana, da settimane, va pavoneggiandosi sulla sua gestione dell’emergenza e si permette pure di aggredire gli altri, è forse bene che si facciano alcune rapide osservazioni sulla gestione del modello sanitario lombardo e di chi l'ha governato in questi tragici giorni. Allora, nel giro di quattro giorni (quattro!), è saltato fuori che: 1. Per l’ospedale della Fiera di Milano inaugurato in pompa magna (per giunta con un assembramento) non solo mancano ad oggi i posti letto promessi, ma anche medici. Che Fontana non è riuscito ad ottenere neanche proponendo uno “scambio” (posti per medici) a Cirio in Piemonte. 2. Ieri la Regione Lombardia ha annunciato trionfante l’arrivo, in un solo giorno, di 300mila mascherine gratis in tutte le farmacie. Per poi venire immediatamente smentita dalla stessa Federfarma. 3. La Regione, l’8 marzo, ha firmato una delibera dove chiedeva alle aziende sanitarie locali di individuare case di riposo dove assistere pazienti covid 19 a bassa intensità. Il risultato? Aver “acceso un cerino in un pagliaio”. 4. “Dulcis in fundo”, nel pomeriggio di oggi è arrivata anche una lettera *** di denuncia dell’Ordine dei Medici della Lombardia indirizzata proprio alla Regione. Di chi è sul fronte a sporcarsi le mani. Una disperata lettera che evidenzia i madornali errori della Regione nella gestione dell’emergenza, parlando, senza mezzi termini, di disastro sanitario. E che lo fa nella speranza che il possibile possa essere riparato. Ecco. Tutto questo lo diciamo per un motivo. Per correggere gli errori. E per mettere un freno alla propaganda che Fontana e la Lega stanno mettendo in piedi in questi giorni. Una propaganda vuota, aggressiva. E, come dimostrano i fatti e gli errori di chi ha governato la sanità lombarda, costruita davvero sul nulla. Smettetela. Ci sono errori e gravi mancanze. Oggi non è il momento della propaganda. È il momento della serietà, dell’unità, dell’umiltà del lavoro. L’Italia, con tutte le sue regioni, di questo ha bisogno. L’Italia. E, sì, anche la Lombardia.
  8. davvero non me lo aspettavo da un celoduro , ma vabbè resta il fatto che volevano dare la colpa ad altri della loro ignavia e inazione... Giorni e giorni passati a scaricare le colpe e ad auto assolversi. A dire che la responsabilità dei focolai di Alzano e Nembro è di Giuseppe Conte. A dire che loro, in fondo, non potevano farci nulla e che spettava al Governo intervenire con un decreto. Fino all'ammissione. Perché la realtà, prima o poi, presenta sempre il conto. "Avremmo potuto farla noi la zona rossa? Abbiamo approfondito... eh... sì, sì". La candida dichiarazione di Giulio Gallera, assessore al Welfare della Regione Lombardia, ai microfoni della trasmissione "Agorà". E infatti è proprio così. A consentirlo è la legge 833 del 23 dicembre 1978. La stessa che altri Presidenti di Regione hanno già utilizzato per proclamare la zona rossa in questa o in quella realtà territoriale: è il caso, ad esempio, di Lauro e di Ariano Irpino, in Campania, o di Medicina, in Emilia-Romagna. Ecco, se magari si passasse meno tempo nei talk show e più tempo sui fascicoli, Gallera e Fontana potrebbero persino scoprire di essere rispettivamente l'assessore al Welfare e il Presidente della Regione Lombardia.
  9. Ordinanza del *** lombardo , tutti devono indossare le mascherine senza se e senza ma .... ma poi non le fornisce a tutti... al contrario il Toscano prima le distribuisce e questo si a tutti e poi emette l'ordinanza .. ma volete mettere la differenza...
  10. Mentre i magistrati antimafia ci mettono in guardia sul pericolo che la crisi sia utilizzata dalle mafie per aggredire l’economia legale, dopo Salvini che propone condoni tombali per tutti, ora Toti, presidente di una Regione in cui, come dimostrano le inchieste, la 'Ndrangheta si è insediata da tempo, propone di cancellare per due anni tutte le regole, il codice antimafia, le gare europee, fino ai vincoli ambientali. Insomma una festa per l’illegalità e la criminalità organizzata. È la ricetta pericolosa di chi pensa che, per fare le cose in fretta, bisogna far saltare le regole e i controlli di legalità, un'idea che questo Paese ha pagato in passato quando la cultura dell’emergenza ha prodotto corruzione e scempio del territorio. Meno burocrazia non può significare meno regole ma più responsabilità e più semplificazione delle procedure.
  11. PIO ALBERGO TRIVULZIO CHISSÀ PERCHÉ MA MI RICORDA QUALCOSA -di Gad LernerAl Pio Albergo Trivulzio il direttore generale Giuseppe Calicchio nominato da lega nord e amico di Salvini e Fontana nascondeva i morti da covid-19 La direzione del Pio Albergo Trivulzio, oltre milletrecento anziani ricoverati, il polo geriatrico più importante d’Italia, per tutto il mese di marzo ha occultato la diffusione del Covid-19 nei suoi reparti, intanto che il morbo contagiava numerosi pazienti e operatori sanitari Il professor Luigi Bergamaschini, geriatra fra i più qualificati di Milano, ha subìto il 3 marzo un provvedimento di esonero perché colpevole di autorizzare l’uso delle mascherine chirurgiche al personale alle sue dipendenze Il giorno stesso del suo allontanamento forzato è stato fatto esplicito divieto a medici e paramedici di indossarle. Le ripetute diffide sindacali che parlano apertamente di "gestione sconsiderata dell’emergenza" hanno indotto la Procura di Milano ad aprire un’inchiesta "Modello 44" a carico di ignoti Ma il delegato Cgil della Rsu, Pietro La Grassa, non esita a indicare il nome e il cognome del direttore generale del Pat, Giuseppe Calicchio, prescelto dalla Regione Lombardia, in carica dal primo gennaio 2019 "Il filosofo", lo chiama, perché in effetti quello è l’unico titolo universitario che Calicchio indica nel curriculum Di lui è noto semmai il legame con l’assessore regionale alle Politiche sociali, Stefano Bolognini, cerchia ristretta di Salvini, al cui fianco Bolognini si trovava anche l’estate scorsa al Papeete di Milano Marittima «Gli anziani morivano e a noi, nonostante l’evidenza dei sintomi, dicevano che si trattava solo di bronchiti e polmoniti stagionali», denuncia La Grassa «Il risultato è che ora al Trivulzio abbiamo sette reparti isolati completamente e due vuoti perché non accettiamo più nuovi pazienti Nella struttura di Merate novanta sono sotto osservazione Al Principessa Jolanda di via Sassi due reparti sono in isolamento» Non basta «Quando l’epidemia non si poteva più nascondere, ci è arrivato l’ordine di non trasferire più i pazienti nel pronto soccorso dove di solito ricevono le cure necessarie», prosegue La Grassa, «il che di fatto significa: lasciateli morire nei loro letti Niente tamponi, ci mandano allo sbaraglio» Fino ad oggi l’immagine del glorioso Pio Albergo Trivulzio, l’ospizio per vecchi inaugurato nel 1771 da un nobile amico dei grandi illuministi lombardi Pietro Verri e Cesare Beccaria, era stata infangata solo dalle banconote gettate nel cesso dal faccendiere Mario Chiesa: l’inizio di Tangentopoli, 17 febbraio 1992 Ma ora è successo di peggio Per salvaguardare l’apparenza di struttura immune dal coronavirus, è stata sacrificata l’incolumità di milletrecento persone A marzo sono stati settanta i morti solo nel grande edificio di via Trivulzio Decisamente sopra la media Senza contare le altre due sedi Nei bollettini ufficiali si sosteneva che solo in nove decessi fosse riscontrabile il Covid-19 come concausa Una cifra palesemente inferiore al vero Intanto un fisioterapista è finito intubato in rianimazione, un medico risulta positivo con polmonite e altri due operatori sono infettati. Ma, in assenza di tamponi, è impossibile stabilire quanti siano davvero i portatori di coronavirus. Raggiungo il professor Luigi Bergamaschini, che lavora da cinque anni al Trivulzio grazie a un protocollo di collaborazione con l’Università Statale, e ne ottengo piena conferma dell’accaduto Bergamaschini è rientrato in servizio solo il 25 marzo, dopo che la Statale ha minacciato di tutelarlo con un’azione legale Questa è la sua testimonianza: «A fine febbraio, quando si ha notizia dell’arrivo dell’epidemia, ci poniamo il problema di utilizzare le mascherine chirurgiche Ci rispondono che non ce ne sono Chi riesce se le procura, tanto più che il 28 febbraio il mio reparto viene blindato E io ovviamente, ignorando i rimproveri -"mica sei tu il direttore sanitario"- ne autorizzo l’impiego» Si arriva così alla mattina del 3 marzo, quando ormai è scattata l’emergenza in tutta Italia Prosegue il racconto di Bergamaschini: «Vengo convocato e mi comunicano che il direttore generale Calicchio è montato su tutte le furie perché faccio indossare le mascherine Replico: ma io mi limito a non impedire di adoperarle... A questo punto la dottoressa Rossella Velleca mi notifica che da domani dovrò restare a casa, anche a tutela della mia salute visto che ho 70 anni Ma è una scusa che non regge, vista la mail inequivocabile che mi arriva: "Stante la Sua gestione, Lei è esonerato dall'attività generale" » Nei venti giorni di assenza forzata, il professor Bergamaschini apprende dei primi contagi importanti avvenuti nella struttura di Merate Anche lì si è continuato a lavorare senza mascherine Al Pat, trasferiscono altrove tutti i pazienti del suo reparto, il Pronto intervento geriatrico Nel frattempo vengono ricoverati dall'esterno altri 12 pazienti non testati, per cui non è da escludersi che siano stati anch'essi veicoli del contagio «Quando il 25 marzo sono rientrato in servizio -continua Bergamaschini- ormai al Pio Albergo Trivulzio si respirava un clima di terrore Già si conoscevano i metodi autoritari del direttore Calicchio, giunto a sospendere un vecchio primario ormai prossimo alla pensione Ma non riesco davvero a capacitarmi di che cosa lo abbia spinto a tenere sotto silenzio la grave situazione delle nostre strutture» Non sarà facile ristabilire un clima di serenità all'interno del più grande ricovero per anziani d’Italia Cosa si voleva ottenere, tacendone la situazione e, soprattutto, negando al personale le indispensabili protezioni sanitarie? Dal 2003 il Pio Albergo Trivulzio si era fuso con le altre due gloriose istituzioni cardine della filantropia ambrosiana: i Martinitt e le Stelline Proteso al risanamento dei bilanci, aveva messo sul mercato diverse proprietà ereditate e entrate a far parte del suo cospicuo patrimonio immobiliare Al sindaco di Milano spetta la nomina del presidente, escluso di fatto dalla gestione operativa che è di spettanza della Regione Lombardia Pare però che i rapporti di Calicchio con l’assessore regionale alla Sanità, Giulio Gallera, fossero burrascosi Lui preferiva farsi vedere con esponenti leghisti come l’assessore Bolognini e il presidente Fontana «Sotto elezioni venivano ad accarezzare i nostri ospiti, "nonnini, nonnini…" -ricorda il sindacalista La Grassa- ma al momento del bisogno hanno fatto finta che non esistessimo»
  12. VOLETE SCOMMETTERE CHE VOTANO QUELLO DELLE CHIESE APERTE Bloccate decine di piemontesi e lombardi diretti verso le case al mare in Liguria: l'emergenza coronavirus non è finita VESUVIOLIVE.IT Coronavirus, bloccate decine di piemontesi e lombardi diretti nelle case al mare
  13. Una gestione scellerata e disastrosa della sanità Lombarda, guidata da improvvisatori incompetenti e mal organizzati, tutti affannati allo scaricabarile, ha causato tanti decessi e tanto dolore. Passata l’emergenza della pandemia, chi ha sbagliato dovrà pagare.. e pagare molto caro!!!#RegioneLombardia #CoronaVirus #covid19 https://www.facebook.com/blackoutotale/videos/3474973052519325/
  14. Ecco perché la Lega voleva e vuole l'impunità per i dirigenti sanitari