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1 risultato

  1. Caro Babbo Natale ti scrivo una letterina … … mi chiamo Davide ed ho sette anni. La mia sorellina si chiama Anna ed ha cinque anni. Papà Giuseppe ha una fabbrica tutta sua e guadagna dieci mila euro al mese. Paga regolarmente sia i dipendenti che le tasse. Mamma Luisa faceva la maestra, ma da quando si è sposata si è licenziata ed ora fa la casalinga. Il suo proverbio è: non importa essere bravi, quando i soldi non ti servono lascia il posto a chi ha bisogno. (magari le sue amiche la imitassero). Spesse volte mamma si siede sul tappeto del salotto e gioca con noi due. Altre volte prende il suo libro magico dalla libreria e ci legge una fiaba. Hai presente il libro delle fiabe delle nonne. Quello che aprendo le pagine si apre il castello o prendono vita gli animaletti della piccola fattoria. Quando papà torna a casa chiude con il lavoro ed è tutto per noi. Prima però si fa raccontare da mamma se abbiamo fatto i bravi. A scuola sono proprio fortunato ad avere un maestro uomo. Si chiama Aldo, è alto, robusto e porta la barba. Per noi scolari ed anche per le nostre compagne lo pensiamo come un antico cavaliere che con la sua spada luminosa rivolve tutte le ingiustizie del mondo. Caro Babbo Natale, dicono che la tua bacchetta magica faccia miracoli. Fai sparire le malattie, la povertà, le ingiustizie. Trasforma le carceri e rendile degli accoglienti ostelli per i barboni di strada. I carcerati tornano ad essere persone sagge e disponili. Lavoreranno ai giardini comunali tenendoli puliti, in ordine, giocando con noi bambini. Caro Babbo Natale, trasforma le bombe militari in tanti giochi luminosi, ma senza il rumore finale, quello spaventa il mio cagnolino “Fido”. Lo abbiamo trovato chiuso in una scatola al posteggio del supermercato e lo abbiamo adottato. Mi raccomando, niente fuochi artificiali con il botto, “Fido” è ancora piccolo e si spaventa. …………………. Caro Babbo Natale, passando davanti allo specchio mi sono accorto che mi è cresciuto il naso, proprio come a Pinocchio. Mi chiamo Davide, non ho sette anni, ma settanta, sono pensionato a mille euro al mese e facendo economie riesco ad arrivare a fine mese. La vera fortuna è vivere in paese e nel gruppo parrocchiale unito e solidale, ci si aiuta reciprocamente. Perdonate, sono e rimango un idealista, forse è per questo che anni fa mi hanno costretto a cambiare lavoro. Ho dato una passata di botte al capo che aveva preso di mira il più debole del gruppo. Buon lunedi pomeriggio, oggi nove dicembre