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  1. Donna Marella era figlia di una coppia che si era incontrata troppo giovane. Filippo Caracciolo di Melito, discendente di un nobile e antico casato napoletano, aveva solo vent’anni quando sposò l’americana Margaret Clarke, figlia di un magnate del whisky. Due ragazzi che affrontavano la vita in una “fragilissima imbarcazione”, come ricordò la stessa Marella, incapaci di costruirsi un futuro che poi Filippo troverà nella diplomazia. La sua grande famiglia era gremita di espatriati angloamericani e di esponenti della vecchia aristocrazia, lunghi e dinoccolati come nei ritratti di Modigliani, che passavano il tempo a farsi visita in ville sempre più decrepite sulle colline di Firenze, discutendo ogni volta per ore del nulla. Dopo la guerra, l’incontro con i figli di Edoardo Agnelli e di un’altra nobildonna con vibrante sangue americano nelle vene, Virginia Bourbon del Monte, svelò a Marella l’esistenza di un mondo diverso. Quei giovani vivevano una vita elettrizzante, che a lei sembrava invitante e persino allegramente amorale. Diventò molto amica delle ragazze: Maria Sole le regalò le prime scarpe sexy, rosse e con i tacchi, mentre Susanna cominciava già a pensare a come farle sposare Gianni, perché era convinta che il fratello non avrebbe potuto trovare una donna più adatta a lui. L’Avvocato non ricordava quando aveva incontrato Marella la prima volta: forse a Roma, con le sorelle, forse al Forte, in Versilia. Si frequentarono per otto anni, con alti e bassi, scappatelle di Gianni, burrasche e riconciliazioni. Si sposarono nel 1953, nella cappella del castello di Osthofen, fuori Strasburgo, lui ancora con le stampelle dopo l’incidente in auto in Costa Azzurra, lei magnifica nell’abito di Balenciaga, fotografati con discrezione da Robert Doisneau, quello del “Bacio davanti all’hotel De Ville”. Non si sa se Giovanni Agnelli abbia mai detto davvero che solo le cameriere si innamorano, ma avrebbe potuto sicuramente pensarlo. Nelle interviste ha ammesso di essere stato un marito devoto, ma non fedele. Diceva di avere conosciuto mariti fedeli che erano pessimi mariti, e mariti infedeli che erano ottimi mariti. A Enzo Biagi aveva spiegato qual era per lui il confine invalicabile: «Si può fare di tutto, ma la famiglia non la si può lasciare». Marella lo sapeva. Anche da questo forse è nato il suo distacco, il suo rifiuto della mondanità, il rinchiudersi in un mondo fatto di case e giardini, di cani, di tessuti e mobili, di quadri e fotografie, di ricordi e pensieri affidati a libri che ora andrebbero riletti, l’ultimo dei quali, “La signora Gocà”. Donna di grandissima classe ed eleganza https://nuovavenezia.gelocal.it/italia-mondo/cronaca/2019/02/23/news/chi-era-marella-agnelli-donna-dinamica-e-arguta-1.30035706