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1 risultato

  1. C'è un altro gentile forumista che per attaccarmi attacca (quelli che lui crede siano) i miei modelli, i miei riferimenti politici e culturali. É il turno del signor Pignonista che in una mia recente discussione (misteriosamente scomparsa) attaccava Travaglio, Arafat, i 5stelle e infine Che Guevara. Come ho sempre scritto, il direttore del FQ in ogni paese serio e democratico, dove cioè la stampa controlla i politici e non viceversa, sarebbe considerato un bravo giornalista, nulla di più. In Italia è un grande perché resta uno dei pochissimi, nella tradizione dei Biagi e dei Montanelli, ad avere un solo padrone, il lettore. Arafat non mi ha mai appassionato, anche se oggi mi capita quasi di rimpiangere il terrorismo palestinese degli anni '70 e '80, finalizzato alla liberazione di un popolo oppresso e non certo alla fanatica, assurda e sanguinosa affermazione di mere credenze religiose, cioè di frottole campate in aria. I 5stelle io non li ho mai votati (finora) e li ho spesso criticati per certe scelte troppo radicali e per i loro risibili sistemi di selezione. Tuttavia, come milioni di italiani onesti e nauseati dai disastri, dall'avidità e dalle vergogne dei politici e dei partiti tradizionali (specie quelli di questa Seconda Repubblica, che è una degenerazione estrema della Prima), provo per loro una naturale simpatia. Primo, perché sono l'unica sostanziale novità nello squallore di una politica svuotata di ideali e di idee e ridotta a televendita o poco più. Secondo, perché sono odiati e attaccati sistematicamente da tutti gli altri, e dai media asserviti, il che (visti gli altri) induce al forte sospetto che siano migliori (o meno peggio) di chi li attacca. E veniamo al "Che". Signori, lui sì che è per me un Mito, una Leggenda, un modello inimitabile. Un modesto battitore di tasti come il sottoscritto non è in grado di descrivere, neppure in modo approssimativo, un simile gigante della Storia. Al massimo posso provare a spiegare, per chi fosse interessato, cosa penso io di lui. Avete sicuramente presenti la celeberrima, grandiosa allocuzione di Antonio sulla salma di Bruto (nel Giulio Cesare di Shakespeare) e l'altrettanto famoso epitaffio del Bembo sulla tomba di Raffaello al Pantheon. Io non conosco né saprei immaginare elogi, magnificazioni o esaltazioni più grandi, più belle e più emozionanti riservate a un essere mortale. Ebbene, cari forumisti, per me potreste tranquillamente lasciare le parole e sostituire Bruto o Raffaello con il comandante Che Guevara. E vi ho già detto tutto. Peraltro, uno dei maggiori intellettuali del '900, Jean Paul Sartre, che conobbe personalmente il Che, espresse un concetto analogo quando lo definì "L'ESSERE UMANO PIÙ COMPLETO DEL NOSTRO TEMPO". Per la miseria! A me viene la pelle d'oca, e a voi? Naturalmente le gesta, ma soprattutto gli ideali che muovevano il rivoluzionario argentino mi riportano alla mente anche il sogno utopico del don Chisciotte: RAGGIUNGERE L'IRRAGGIUNGIBILE STELLA! E il comandante, che non era un masaniello ma un rivoluzionario di buona famiglia e di buone letture, non poteva non amare Cervantes, cui di sicuro si ispirò nel coniare una delle sue frasi più celebri: SIAMO REALISTI, ESIGIAMO L'IMPOSSIBILE! Che poi diventò slogan del '68 e dei movimenti anarchici e libertari dell'epoca. A questo punto penso che abbiate inquadrato il personaggio, mentre io ho ancora la pelle d'oca, non so voi. Certo mi rendo anche conto che chi non ha vissuto quegli anni e non ha condiviso almeno un poco di quegli ideali, di quelle lotte e di quelle speranze, difficilmente potrà comprendere appieno figure epocali come Che Guevara. Però è facile individuare la stella irraggiungibile che il nostro eroe, per tutta la sua breve ma epica esistenza, cercò di raggiungere a tutti costi: LA LIBERAZIONE DEI POPOLI POVERI E OPPRESSI. Dopo essersi fatto le ossa in Guatemala e dopo avere vinto la Rivoluzione cubana rovesciando il regime di Batista, sanguinario dittatore che in società con la mafia aveva trasformato l'isola in un immenso bordello e casinò per i ricchi americani (vedasi il film Il Padrino2), il Che ottenne dal fraterno compagno Fidel una posizione invidiabile: ministro dell'Economia e governatore della Banca centrale. Ma "non si volta chi a stella è fisso", diceva Leonardo. Dovete sapere che Che Guevara era un uomo totalmente scevro di ambizioni personali al potere e alla ricchezza. Per esempio, da giovane e brillante medico aveva rinunciato a una cattedra in Fisiologia a Città del Messico per seguire i suoi ideali. E così dopo pochi anni il nostro eroe lasciò Cuba e le sue alte cariche e se ne andò a fare il guerrigliero e la rivoluzione socialista prima in Congo e poi in Bolivia. Dove, tradito, cadde in una imboscata, fu mitragliato alle gambe e catturato. Lui, il famoso dottor Guevara, il filantropo che da studente di medicina andava volontario a curare i malati di lebbra e di malaria, pur essendo a sua volta malato cronico di asma, il medico guerrigliero delle brigate castriste che curava personalmente i prigionieri feriti e poi li liberava, perché "IL VERO RIVOLUZIONARIO È GUIDATO DA GRANDI SENTIMENTI D'AMORE", fu lasciato dai suoi aguzzini senza cure e senza sedativi in una lenta e atroce agonia. Poi finalmente, per ordine della CIA, fu giustiziato con una raffica al cuore. Non aveva ancora 40 anni. Era anche un poeta e poté coronare uno dei suoi sogni: Quando morto sarò una sera nessuno mi piangerà non andrò mai sotto terra sarò vento di libertà. Concludo con una frase di Massimo Fini: Il "Che" rimane un esempio, pressoché unico nel mondo moderno dominato dal cinismo, dal realismo e dalla forza del denaro, di un uomo che non solo ha combattuto il potere ma lo ha disprezzato al punto tale da abbandonarlo per inseguire, pagando con la vita, nient'altro che un sogno. HASTA LA VISTA, HASTA SIEMPRE, COMANDANTE CHE GUEVARA ! https://m.youtube.com/watch?v=dxcfGXd6UMI