Cerca nella Comunità

Mostra risultati per tag ''go''.

  • Ricerca per Tag

    Tag separati da virgole
  • Ricerca per Autore

Tipo di contenuto


Forum

  • Virgilio Forum
    • Fatti di cronaca nera
    • Il Virus di Wuhan
    • Politica
    • Attualità
    • Gossip
    • Sport
    • Donna
    • Amore e Amicizia
    • Cinema e tv
    • Musica
    • Passione Libri
    • Lavoro
    • Disturbi dell'alimentazione
    • Scienza
    • Hi-tech
    • Animali
    • Tempo libero
    • Viaggi
    • Aforismi e Meme
    • Ambiente
    • Trucchi & consigli
    • Libero Fun
    • #iorestoacasa e come passo il tempo?
    • Off-topic
    • Regolamento
    • Segnala Abuso
    • Archivio

4 risultati

  1. Silvio Berlusconi e Rosy Bindi vogliono fare il Presidente della Repubblica , che al loro fianco sgomitano per lo stesso motivo Massimo DAlema e Romano Prodi , chiedo e mi chiedo :” Come possiamo a non considerare politici emergenti gente come Pippo Franco , Enrico Montesano e Fedez ?? “
  2. Ci sono alcune deformazioni della realtà dei fatti che sono state costruite ad arte contro Renzi e diffuse in modo così insistente e pervasivo da essere diventate verità indiscutibili per molti, nonostante la loro falsità. Anche su questo forum abbondano e vanno ben oltre quelle di sicuro appannaggio del professionista di panzane che risponde al nome di Cazzaro di Napoli . Una delle prime, tra quelle ancora oggi più insistenti , è che Renzi abbia abolito l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (legge 300/1971). Questa falsità ha creato un moto di ripulsa in gran parte del mondo dei lavoratori dipendenti nei confronti dell’allora segretario nazionale del PD e capo del governo, provocando un allontanamento di gran parte dell’elettorato tradizionale di quel partito come reazione indotta contro la sua leadership. Chi ha immaginato, soprattutto nel PD, che attraverso questa operazione di “character assassination” ci si sarebbe liberati di lui, in realtà ha colpito soprattutto il proprio partito dimezzandone i suoi voti. Ma come sono andate realmente le cose? L’articolo 18 fu modificato , e reso inefficace rispetto alla versione originaria, dal governo Monti (legge Fornero del 2012) con una maggioranza che andava dal PD di Bersani al centrodestra di Berlusconi, che votò compatta quella riforma nel silenzio dei sindacati. Allora Renzi era Sindaco di Firenze e non aveva alcuna influenza sulle questioni nazionali. La “sterilizzazione” dell’articolo 18, contenuta nella legge Fornero , fu poi cancellata da una successiva sentenza della Corte Costituzionale che, tuttavia, creò un vuoto normativo al quale pose riparo il Jobs Act introducendo il sistema delle “tutele crescenti”. Tale sistema conservava la disciplina originaria dell’articolo 18 per i lavoratori assunti prima del 7/3/2015, manteneva il divieto di licenziamento per motivi discriminatori anche per i nuovi assunti, ma per il licenziamento non discriminatorio dava al giudice la possibilità di decidere un indennizzo anziché il reintegro. A differenza di quanto previsto dai contrari i numeri dimostrano che il Jobs Act non ha provocato l’ondata di licenziamenti temuta. Lo dicono i dati dell’Inps esposti nell’Osservatorio sul precariato. Li si legge che “il tasso di licenziamento (calcolato rispetto all’occupazione esposta al rischio ad inizio anno) è costantemente calato: dal 6,5% del 2014 al 6,1% nel 2015 (inizio del Jobs Act), al 5,5% nel 2016, al 5,3% nel 2017 (ultimo dato disponibile). Nel 2018 i licenziamenti sono stati in tutto (per motivi economici e per motivi disciplinari) 790.826 (su un totale di quasi 7 milioni di cessazioni dal lavoro) contro 870.078 nel 2017 (quasi 80mila in meno). Il calo è continuato nei primi nove mesi del 2019: 557.455 contro 583.667 dello stesso periodo del 2018.” Poi la pandemia, ma il Jobs Act e le altre politiche di crescita del governo Renzi, riprese giocoforza dai governi successivi (Industria 4.0, super e iper ammortamento, decontribuzioni etc.) avevano prodotto in 3 anni quasi 1 milione in più di posti di lavoro, dei quali la metà a tempo pieno e indeterminato. La “ditta” non sopportava che, avendo emarginato i dinosauri, avesse anche ragione. Per questo Renzi doveva morire politicamente. Anche a costo di mandare a picco il PD sotto gli occhi compiaciuti della destra. Il Jobs Act non sarà una riforma perfetta, ma non c’è dubbio che abbia fornito ai lavoratori maggiori tutele di quelle previste da una legge di 50 anni prima con una organizzazione del lavoro completamente mutata. Gli stessi sindacati sono divisi sull’articolo 18, che periodicamente qualcuno riesuma al solo scopo di diversione propagandistica. Fu netta la leader della Cisl, mai smentita dai successori: «La discussione sull’articolo 18 ci riporta al secolo scorso. Abbiamo 300mila lavoratori coinvolti in crisi aziendali, con l’articolo 18 non ne salviamo uno». D’altro canto, in tema di tutele ai lavoratori, si deve al governo Renzi la legge contro il caporalato e quella contro le dimissioni in bianco che colpivano tante donne. Per alcuni , e mi ci viene da ridere , roba di destra. In realtà, con la fake sull’articolo 18, non solo si voleva colpire Renzi, ma coprire gli errori del vecchio gruppo dirigente del PD al governo con Berlusconi, che non fiatò contro alcune storture della legge Fornero, come quella sugli esodati. In questo modo hanno favorito il successo del M5S e della Lega, che ancora oggi scontiamo, fomentato il livore nei confronti di Renzi per evitare che un tale sentimento si riversasse, più giustamente, nei loro confronti. Una vera e propria vigliaccata, che continua a segnare tante menti leggere oltre che la malafede di molti .
  3. Non c’è niente da fare . Alla sx piace perdere perché e’ affetta da una vera e propria sindrome . Alla sx piace perdere perché alla vittoria preferisce scendere in piazza a fare i cortei contro quei “fascisti” della destra , piacciono i girotondi , inventano le sardine !! Vuoi mettere che soddisfazione c’è avere un Segretario del Pd che porta il partito al 41% e farlo cadere perché troppo poco di sinistra ed antipatico . Fioccano gli archibugiatori più o meno idiotoidi , quelli che poi saranno i primi a gongolarsi del merito di esserci riusciti facendo ridere il mondo . Ma così e’ e così , purtroppo , rimarrà per chissà quanto tempo . Abbiamo e rimane solo la speranza che le generazioni più giovani abbiano al proprio interno una diversa nomenclatura , un diverso approccio politico , siano sempre meno obnubilati da stantii e superati mantra tanto cari alla sinistra che sempre perde . Tra poco “inizieranno” le trattative per la nomina del PDR. Sento già in giro diversi discorsi a capocchia . Purtroppissimo per gli idio ti del forum , la situazione è piuttosto chiara . Se al quarto scrutinio non ci sarà un accordo tra le forze politiche , la destra avrà i numeri sufficienti per eleggerselo da solo . Perché tutto e’ discutibile eccetto i numeri . Ed a sx , tanti compagni compagnoni invece di discuterli , i numeri , li danno . L’unico con le idee chiare , mi dispiace per qualche testadiminkia , e’ , come sempre Matteo Renzi. Io non sono un renziano , sono uno che fa il tifo per le cose che piacciono anche a Renzi . E’ una colpa ?? Non credo , anzi , visto che e’ l’unico con una chiara visione futurista della politica , l’unico con giusto fiuto politico . Bene. !! Renzi dice bene : E’ molto meglio concordare un candidato comune con la destra , concetto perdipiu’ valido visto che il pdr non e’ una persona di uno schieramento , bensi il presidente di tutti gli italiani , che ritrovarsi con le pal le al Kulo con un presidente che la dx si sceglie da sola e chissà chi potrà essere e che danni potrebbe fare. Mi raccomando , eh !! Impegnamoci per bene e facciamo in modo che ci sia una ripetizione del decreto Zan . Vuoi mettere ?? Che gioia …poi !!
  4. Lei, Annalisa Chirico, è una giornalista che ha scritto in un libro che per fare rinascere l’Italia e darle un futuro stabile sarebbe necessario puntare sul terzetto Salvini – Draghi – Renzi. E’ una idea fantasiosa, che sembra suggerire, involontariamente, di impallinare Draghi e Renzi. Tuttavia è una idea come un’altra, scritta e argomentata da una professionista un po' eclettica, ma che a volte offre spunti di costume interessanti. Lui, il direttore dell’house organ del grillismo riformato, Marco Travaglio, un paroliere di canzonacce da trivio, la commenta col consueto espettorato, concludendo con “Ma poi ci vorrebbero tre lingue come le sue per leccarli tutti e tre”. Dove metta la lingua Travaglio non è affar nostro, anche se la cultura sapienziale dice che “la bocca parla per l’abbondanza dell’anima”. Ma notiamo che ormai non passa giorno, tra la pubblicazione in prima pagina di graffiti da latrina e insulti sessisti alle donne che la pensano diversamente da lui, senza il moltiplicarsi di segnali di un suo sempre più evidente disturbo emotivo, che travalica la politica. Come altro definire cosa si agiti nella mente di un uomo che, per dissentire dal pensiero politico di una donna, costruisce un fantasma dell’immagine femminile facendolo agire come più lo aggrada per trastullarsi? Semplice onanismo? E, poi, cosa spinge un uomo pubblico a svelare, senza alcun freno inibitore, i recessi più riposti del suo rapporto, evidentemente problematico, col sesso femminile, immaginando di raccogliere consenso? Semplice ***? Nella vita di ogni giorno uno così verrebbe considerato un molestatore recidivo e trattato come si deve. Invece, in questa pandemia della ragione persa, il tipo dispensa queste lordure quotidiane alle quali fanno da spalla, purtroppo, anche gentili signore in veste di telecameriere alla bisogna. Magari le stesse che si sperticano di critiche per il turpe palpeggiamento di una collega. Al lavoro sporco della squadretta del falso quotidiano siamo abituati, ma al silenzio delle professioniste del femminismo, rotto solo - semmai - on demand, non ci si riesce ad abituare. Come sostiene Annalisa Chirico nella sua replica definitiva allo stolker seriale. M. U.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963