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  1. Ho diffusamente spiegato, citando autorevoli costituzionalisti ma soprattutto riflettendo sulla lettera e sullo spirito della nostra Costituzione, perché il presidente Mattarella ha commesso un errore grave opponendosi alla nomina di Paolo Savona all'Economia. In estrema sintesi, egli ha espressamente motivato il suo veto con ragioni di chiara natura politica. Dunque l'arbitro si è fatto giocatore e ha commesso un arbitrio, dimenticandosi, in sostanza, che siamo una repubblica parlamentare e che il potere di indirizzo politico del governo spetta al presidente del Consiglio (art.95 Cost.). Nella fattispecie il prof. Massimo Villone pone una domanda sensata: ma allora, finché Mattarella sarà al Quirinale, per ltalia sarà IMPOSSIBILE uscire dall'euro, anche laddove la maggioranza del popolo sovrano e la maggioranza degli eletti lo volessero? E aggiunge: nessun trattato è eterno, nessuna moneta è insostituibile. Infatti, aggiungo io, nella Costituzione non sta scritto da nessuna parte che dobbiamo per forza tenerci la Lira o l'Euro o il Francescone del granduca di Toscana. Sta invece scritto che l'Italia è "una e indivisibile" (art.5) e che il presidente della Repubblica è il garante dell'unità nazionale (art.87). Di conseguenza viene spontaneo chiedersi (ma nessuno o quasi in questi giorni se lo chiede) come mai il presidente Mattarella non si sia minimamente opposto al nome di Matteo Salvini proposto dal premier incaricato per il delicato ministero dell'Interno. Come è noto, nello Statuto tuttora vigente del partito di cui Salvini è segretario nazionale, all'art.1 c'è scritto (testuale): "Lega Nord per l'Indipendenza della Padania è un movimento politico... che ha per finalità l'indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana". Voglio sperare che il presidente Mattarella non abbia mai letto lo Statuto della Lega Nord per l'Indipendenza della Padania, altrimenti avrebbe compiuto un grave atto doloso accettando Salvini all'Interno, e a qualcuno poteva perfino saltare il ghiribizzo di chiedere la sua messa in stato d'accusa per alto tradimento (ex art.90). Scherzi a parte, vorrei chiedere ai forumisti che hanno difeso Mattarella nel suo rigido quanto indifendibile veto su Savona, come mai il presidente abbia chiuso un occhio o ambedue su Salvini. Nel programma del governo Conte non era assolutamente prevista l'uscita dell'Italia dall'euro, e lo stesso Savona aveva fornito ampie rassicurazioni in merito. Ma questa eventuale uscita non è affatto, di per sè stessa, incostituzionale. Mentre nello Statuto della Lega è ufficialmente prevista la secessione della (cosiddetta) Padania, e questa è una finalità assolutamente incostituzionale ed eversiva. In attesa delle vostre spiegazioni, vi dico la mia. Naturalmente è solo un'opinione personale e in Italia c'è libertà d'opinione. Secondo me Mattarella aveva tutto il potere, anzi il DOVERE per il citato art.87, di porre il veto su Salvini, ma non lo ha fatto per la stessa identica ragione per cui i suoi predecessori non si opposero a Maroni, sempre agli Interni (in realtà Ciampi si oppose ma per una diversa e pur giusta ragione: Maroni era pregiudicato per resistenza a pubblico uffi.ciale), ai vari Bossi e Calderoli alle Riforme, a Castelli alla Giustizia, etc. La ragione per me è questa: LA PAURA. Mattarella secondo me ha avuto paura, come i suoi predecessori, di opporsi alla nomina dei ministri leghisti invocando l'art.1 dello Statuto della Lega, perché questo gesto avrebbe potuto fomentare il secessionismo leghista o rigurgiti di secessionismo. In altre parole Mattarella non si è opposto a Salvini e non gli ha nemmeno chiesto di modificare lo Statuto prima della nomina, perché se lo avesse fatto oggi ci sarebbero quattro pagliacci accampati sul prato di àPontida con un elmo celtico in testa (con le corna) inneggianti a Salvini e alla secessione e a bruciare il tricolore. E il ministro dell'Interno Minniti, molto severo con migranti, accattoni e disperati, difficilmente manderebbe le forze dell'ordine a Pontida a disperdere o a mettere al fresco i pagliacci padani. Figuriamoci se lo farebbe Salvini una volta insediato al Viminale! Dove a mio avviso egli non ha il diritto di stare. Punto. Francamente non trovo altra spiegazione che la paura, ma questa paura, sempre a mio modesto avviso, non fa onore al presidente della Repubblica, cioè al garante, sulla carta, dell'unità della Nazione.