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3 risultati

  1. É pacifico che le ritrattazioni sono generalmente dubbie e che chi ritratta è un mentitore, dunque una persona generalmente poco affidabile e poco rispettosa della giustizia. Infatti, o ha mentito quando ha testimoniato o ha mentito quando ha ritrattato. A mio avviso il codice penale andrebbe modificato perché, almeno nei casi gravi, anche colui che ritratta per affermare il vero non dovrebbe restare impunito per la sua dichiarazione mendace. Sempre che non venga provato che abbia subito violenze o minacce tali da indurlo a mentire, nel qual caso andrebbe punito chi le ha commesse. Tertium non datur, ma il paese di Pulcinella è uno dei rari posti dell'Universo dove la logica del mio avatar non vale. Un esempio di ritrattazione alquanto dubbia è quella dell'ex consigliere economico di Renzi, Filippo Vannoni, che tirò pesantemente in ballo nello scandalo Consip l'allora ministro Lotti e che fece il nome dello stesso premier Renzi, il quale lo avrebbe avvertito: "Stai attento a Consip". Poi si è rimangiato tutto e ora si giustifica dicendo di avere subito forti pressioni e minacce durante il suo interrogatorio. Dice addirittura che lo avrebbero minacciato mostrandogli dei fili elettrici. Insomma, il povero Vannoni avrebbe subito una sorta di terzo grado da Stato di polizia, ma c'è un piccolo particolare: non eravamo a Guantanamo né ad Abu Grahib, ma nella procura di Napoli. Un'altra stranezza: subito dopo l'interrogatorio Vannoni incontra per caso Lotti e gli confessa la "falsa" testimonianza che inguaia il ministro. Però con lui non fa menzione delle pressioni e delle minacce degli inquirenti napoletani. Ma se io ho tradito degli amici e ho una giustificazione, di certo non gliela nascondo. A maggior ragione se questi amici oltre che onesti sono anche potenti. Al Pd e a questi amici potenti Vannoni deve molto per la sua carriera. Deve essere impazzito per mentire su di loro, e su cose di quella gravità. Quelli sono amici che non si tradiscono nemmeno sotto tortura. Ma naturalmente i giornaloni hanno seppellito l'affare Consip e ci parlano solo dello stadio della Roma. Per fortuna c'è il Fatto Quotidiano. https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/duello-vannoni-scafarto-sulle-minacce-di-woodcock/
  2. Ancora la famiglia Renzi, ancora magistrati, ancora intercettazioni "Non dire bugie, non ti credo. Hai visto Romeo una o più volte?". La telefonata tra Matteo Renzi e il padre Tiziano, indagato nell'ambito dell'inchiesta Consip, è del 2 marzo 2017. Il giorno successivo Tiziano Renzi sarà interrogato dai giudici romani. È l'anticipazione del Fatto Quotidiano contenuta nel nuovo libro di Marco Lillo Di padre in figlio. per me è un modo per lavarsi la coscienza!
  3. L'inchiesta consip sta facendo tremare il mondo di Renzi, forse presto crollerà (o forse è già crollato?!)... chissà se tutta sta manfrina interna al PD c'è stata perché si iniziava a odorare il MARCIO?! uno dei personaggi chiave dell'indagine è proprio il padre di Matteo, Tiziano Renzi che oggi pomeriggio dovrà rispondere alle domande del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Mario Palazzi sul suo, presunto, ruolo dietro il giro di pressioni esercitato presso la centrale acquisti della pubblica amministrazione per favorire l'imprenditore napoletano Alfredo Romeo. L'imprenditore è stato arrestato per corruzione. Renzi senior ovviamente smentisce, ma sembrerebbero esserci non solo alcune intercettazioni, ma anche le dichiarazioni di Marroni che, interrogato dai pm napoletani, come riportato dall' Espresso, avrebbe sostanzialmente parlato di pressioni ricevute da Carlo Russo per intervenire sui commissari di gara per conto del "babbo di Matteo" e - ATTENZIONE ATTENZIONE - del parlamentare di Ala Denis Verdini. http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2017/03/02/consip-tiziano-renzi-nulla-nascondere-mi-interroghino_089dbafc-2863-4fa9-85bb-fff3acee9028.html