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  1. Chiamate un'ambulanza per internare d'urgenza il falsario pisano completamente inebetito dalla faziosità, dalla penosa parabola del partito e del pifferaio cui si era accodato, ma soprattutto dall'odio personale, ormai incontenibile nella sua psiche malata, verso il sottoscritto. Ormai è chiaro che la politica, le idee, la discussione per quanto animata e faziosa, qui c'entrano poco, qui siamo di fronte a un singolare e penoso caso umano e patologico. Perché in genere i falsari conservano una certa lucidità nonché una certa verosimiglianza nei loro racconti. Questo poveraccio, invece, si inventa letteralmente dal nulla, ovvero dalla sua fantasia bacata, affermazioni e posizioni inesistenti che attribuisce al sottoscritto, talora perfino arricchendole con dovizia di fantasiosi e ridicoli dettagli, con il puro scopo di creare un pretesto per denigrarmi e insultarmi, spesso coinvolgendo anche la mia famiglia e i miei concittadini partenopei. Leggete un po' cosa scriveva ieri questo demente (i grassetti sono miei): Prendiamo per esempio il Cazzaro di Napoli che, essendo un grande sostenitore di Maduro, potrebbe parlarci di quel che avviene in questi giorni in Venezuela... visto che più volte il Cazzaro di Napoli ci ha spiegato come il regime economico venezuelano in generale e quello delle nazionalizzazione estreme, sempre venezuelane, sarebbe da trasferire e portare immediatamente in Italia. Roba da matti! Sfido lo psicopatico pisano a esibire un solo mio post dove si parli del Venezuela o di Maduro e da cui si evinca che io sia "un grande sostenitore" di quest'ultimo. Come si può facilmente verificare, in questo forum io non ho mai parlato del Venezuela e ho menzionato il sig. Maduro un'unica volta, ma in senso dispregiativo, scrivendo che Renzi forse credeva di essere Erdogan o Maduro (quando l'allora premier firmò in sede Nato il trascurabile impegno di raddoppiare la spesa militare senza prima informare il Parlamento e il popolo sovrano). Quanto alle nazionalizzazioni, informo l'ignorante pisano che in Venezuela il grosso non le ha fatte Maduro ma il suo predecessore Chavez, amatissimo e molto rimpianto dal suo popolo che lo elesse 4 volte presidente. Grazie alla nazionalizzazione del petrolio, Chavez ridistribuì la ricchezza in uno dei paesi più diseguali al mondo sottraendo milioni di persone alla povertà e alla miseria, estirpando l'analfabetismo e garantendo a tutti l'assist.enza sanitaria: https://notizie.tiscali.it/socialnews/articoli/ragnedda/4661/chavez-odiato-dall-occidente-e-amato-dal-suo-popolo/ Maduro ha nazionalizzato alcune fabbriche di proprietà statunitense che avevano fermato la produzione e licenziato i dipendenti. A oggi sono poco più di 500 le aziende industriali e commerciali private passate sotto il controllo pubblico. Più o meno quante le partecipate dallo Stato italiano negli anni '70 (a parte le migliaia di municipalizzate). Dunque niente "nazionalizzazioni estreme", semmai estremi erano il capitalismo e il liberismo selvaggi che dominavano e sfruttavano il Venezuela prima di Chavez. Il quale purtroppo commise un grave errore. Si illuse che il petrolio di Stato avrebbe potuto garantire a lungo equità e benessere e polarizzò l'intera economia su quell'unica, sia pure ingente, risorsa. Creando con ciò i presupposti per fare del Venezuela uno dei più plateali esempi di resource curse, la "maledizione delle risorse" (o paradosso dell'abbondanza), fenomeno recessivo o di sottosviluppo che non di rado colpisce i paesi molto ricchi di risorse naturali: https://en.m.wikipedia.org/wiki/Resource_curse Con il prezzo del barile a 140 dollari (2008) le cose andavano bene, nonostante la crisi mondiale, quando crollò a 30-35 dollari (2016) per il Venezuela si aprì il baratro. Oggi perfino i paesi arabi che galleggiano sul petrolio hanno capito che bisogna diversificare l'economia (per es. investendo sulle energie rinnovabili) per creare in loco valore aggiunto e lavoro. Con ciò non rinnego affatto la mia posizione sulle nazionalizzazioni. Senza le quali noi non avremmo mai avuto il boom degli anni '60. Mentre le privatizzazioni degli anni '90 si sono rivelate un mezzo disastro. E con il cavolo che la Cina sarebbe diventata in un paio di decenni la prima potenza economica mondiale senza i colossali investimenti dello Stato centrale nelle aziende di sua proprietà. Naturalmente l'intervento pubblico deve essere oculato. Il servizio taxi va lasciato ai privati, le grandi autostrade deve gestirle lo Stato, tramite persone competenti, efficienti e incorruttibili. Non ho seguito le vicende del Venezuela, di Maduro so poco e non esprimo giudizi. Certo che, se mi limitassi a considerare i sostenitori di chi vuole scalzarlo, come i fascisti Trump e Bolsonaro, mi verrebbe da dire: Maduro, tieni duro! Certo che il petrolio venezuelano (le cui riserve accertate, quasi 50 miliardi di tonnellate, superano quelle dell'Arabia Saudita) fa gola a molti. Se tornassero le destre e le multinazionali, non esisterebbero a raddoppiare la produzione aggredendo quell'ambiente che Chavez a Maduro hanno cercato di proteggere. Ed è certo, infine, che Maduro è molto ma molto meno peggio di dittatori sanguinari come Al-Sisi, protettore se non mandante dei massacratori del povero Giulio Regeni, con il quale l'Occidente, noi inclusi, intrattiene ottimi rapporti politici e commerciali (un nostro tappetaro, in visita di Stato, lo adulò come "a great leader"). Invito il decerebrato falsario mark a farsi curare (ammesso che ci sia ancora speranza per lui) e invito i forumisti seri all'attenta lettura di questa saggia e imperdibile voce fuori dal coro: http://www.massimofini.it/articoli-recenti/1822-venezuela-il-solito-tic-degli-imperialisti