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1 risultato

  1. Leggo su LINKIESTA "Veramente deprimente scoprire che Camilleri nell’ultima ‘fatica’, Conversazione su Tiresia, fa dire all’indovino riesumato dai sepolcri: «non riuscii a staccare gli occhi dal corpo di Atena… fu guardando il suo lato B che ebbi la certezza che il mondo fosse rotondo e non piatto». Minchionerie da cabaret di terza categoria. Fa impallidire la cretineria narrativa di Camilleri quando simula d’immedesimarsi nella psiche di una donna. Come narra il mito, a Tiresia viene stravolto il sesso, diventa donna, perché ha osato separare due serpenti in estro, uccidendo uno dei due. «Diventare una donna non significa solo perdere gli attributi maschili e ricevere in cambio quelli femminili, è qualcosa di più sconvolgente. Vale a dire ricevere un cervello di donna. E questo mi atterrì». Camilleri inizia a balbettare scempiaggini («Meglio non conoscere a fondo i pensieri che possono agitare la mente di una donna. Un cervello affollatissimo: piccole esigenze quotidiane convivono accanto a grandi quesiti universali»), per poi ridurre l’aureo concetto in svaccata arte masturbatoria («…la curiosità di trovarmi in un corpo che mi era estraneo fu fortissima. Devo ammetterlo, non ho resistito a sperimentarne tutti i possibili piaceri»). Insomma, questa Conversazione su Tiresia è una pasta con le sarde ammuffite, un cannolo con la ricotta rancida, è scritta male, negli interstizi della colazione e del ‘canone Camilleri’. Prossimamente in visione Rai – perché va in tivù l’opera minore di un rinoceronte rimbambito dalla fama piuttosto che una delle tante, belle, vigorose drammaturgie di un giovane autore? – questa Conversazione su Tiresia è già stata al Teatro Greco di Siracusa, lo scorso 11 giugno. Per fortuna le pietre non sanno frignare. Se pensiamo, a proposito di resurrezione dei ‘classici’, che nel 1960 Pier Paolo Pasolini (che aveva 38 anni mica plurinovanta) ha tradotto l’Orestiade di Eschilo per l’esercizio scenico, in atto proprio a Siracusa, di Vittorio Gassman, viene da urlare alla blasfemia – o per lo meno, da fare una pernacchia." Peccato, un triste declino... qualcuno lo ha letto o ha assistito all'evento al Teatro Greco? Che ci può dire? https://www.linkiesta.it/it/article/2019/02/28/lultimo-libro-di-camilleri-misoginia-da-brontosauro-scoprite-le-donne-/41242/