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12 risultati

  1. Il presidente dell'Italia dei Diritti: "Aggredito ingiustificatamente sui social dai supporter Meloni e Salvini, quasi 2 mila i commenti inferociti al mio tweet per essere poi inseguito e coperto di insulti anche su Facebook e Instagram. Mai vista una simile violenza verbale". Roma - A dichiararlo, all'indomani della manifestazione di Fratelli d'Italia e Lega contro il nuovo Governo, il giornalista romano e presidente del Italia dei Diritti Antonello De Pierro che, ieri mattina, aveva descritto con toni aspri su Twitter il raduno di manifestanti in corso nei pressi di Montecitorio: "Quando sono arrivato in piazza - riprende il leader del movimento - non ho trovato una folla oceanica ad attendere i leader di Fdi e Lega. Alcune immagini che stavano circolando - prosegue De Pierro - riprendevano una piazza solo apparentemente gremita, comunque sovrastimata rispetto all'impressione che se ne aveva dal vivo. Per il resto - aggiunge - chi mi conosce sa che ho commentato la scena con il mio stile che può non piacere ma che mai mi sarei aspettato innescasse simili reazioni". Il giornalista romano descrive quanto avvenuto di lì a poco sulla pagina Twitter: "Nonostante fosse un post innocente, migliaia di utenti che appoggiavano la manifestazione hanno intasato i commenti, dandomi addosso e in alcuni casi insultandomi, per poi riversarsi sulle mie pagine Facebook con attacchi del medesimo tenore. Che dire, per quanto mi riguarda possono continuare. Dal canto mio - afferma - mai acclamerò' piccole piazze che, col braccio destro alzato, invocano un governo dell'odio e della discriminazione razziale. Il Paese ha bisogno di coesione in virtù di valori positivi che parlino di rispetto dei confini nazionali come di umanità e accoglienza. Riscriverei quel tweet e, a chi mi attacca a mezzo social, ricorderei i crimini del Ventennio, quando la piazza che oggi dicono di aver riempito sarebbe stato motivo di arresto. Il loro, oggi, è un patriottismo indotto da una politica che fa rivivere strani dejavu da cui, come presidente dell'Idd, intendo prendere piena distanza. Vorrei infine ricordare a Meloni e Salvini - si avvia a concludere - che le piazze memorabili sono state ben altre. Quasi 10 anni fa, il No Berlusconi Day riempiva San Giovanni in Laterano, dove la Questura parlò di 90 mila partecipanti, 1 milione per gli organizzatori. Solo noi, nonostante fossimo un movimento neonato partecipammo con oltre 1000 persone. Sicuramente, un seguìto non paragonabile a quello di un angolo di Montecitorio occupato ieri dai sostenitori del no al Conte bis".
  2. L'ex attrice e soubrette lanciata da Renzo Arbore è stata nominata dal presidente Antonello De Pierro alla Tutela degli Animali. Lunedì prossimo, giorno della fiducia al Conte Bis, sarà a Montecitorio per manifestare contro abbandono, maltrattamento e vivisezione Silvia Conti Roma - Continuano le adesioni all'Italia dei Diritti, il movimento nazionale fondato e presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro. La new entry risponde al nome di Silvia Conti, che il pubblico televisivo italiano ricorda per essere stata l'artefice dell'enorme successo ottenuto dalla trasmissione Rai "Indietro tutta", condotta da Renzo Arbore. La Conti, al secolo Daniela D'Agrò, cugina dell'ex ministra e parlamentare di Forza Italia Stefania Prestigiacomo, era la rappresentante di punta delle Ragazze Coccodè nel programma che lanciò Nino Frassica, Mario Marenco e Nina Soldano, e con la grande attenzione che suscitò nella stampa e nell'opinione pubblica fu determinante per consegnare agli annali della tv l'originalissimo format di arboriana memoria. cane abbandonato a Roccagiovine Il suo successo personale fu corroborato dalla successiva partecipazione a numerose pellicole cinematografiche, tra cui "Occhio alla Perestroika", con Jerry Calà, Ezio Greggio e Corinne Cléry, per la regia di Castellano e Pipolo, e "Stasera a casa di Alice", con Carlo Verdone, Ornella Muti, Sergio Castellitto e Cinzia Leone, per la regia dello stesso Verdone, prima della decisione di dileguarsi dai lustrini del mondo della celluloide e della tv, per dedicarsi alla famiglia e alle altre grandi passioni della sua vita, la pittura e gli animali, a cui ha dedicato tante battaglie per la difesa dei loro diritti. E proprio la sua spiccata sensibilità verso i temi animalisti ha determinato il suo avvicinamento alla politica e l'incontro con De Pierro. Silvia Conti Infatti il leader dell'Idd aveva denunciato mediaticamente e giudiziariamente l'abbandono di un cane legato a un guardrail nel territorio di Roccagiovine, il suggestivo borgo della Valle dell'Aniene, nella Città Metropolitana di Roma Capitale, nel cui consiglio comunale siede in qualità di capogruppo della lista Italia dei Diritri, successivamente sparito, dopo che gli organi istituzionali di competenza avevano fatto registrare la loro inerzia per circa un mese. La Conti si era subito interessata alla vicenda, chiedendo un incontro urgente col numero uno del movimento e inoltrando istanza di adesione all'organizzazione da lui presieduta. La sua grande tenacia nel profondere ingenti energie in difesa degli amici a quattro zampe ha convinto De Pierro ad affidarle il Dipartimento per la Tutela degli Animali, carica rimasta vacante da qualche tempo. E già la neoresponsabile tematica, determinata come non mai, ha annunciato la prima iniziativa per portare all'attenzione della stampa e del grande pubblico la storia del cane di Roccagiovine, ribattezzato Argo, chiedendo che emerga la verità sul destino del povero animale, che ha attesto invano per un mese il ritorno del suo padrone prima di sparire nel nulla. Ma non solo. Infatti lunedì prossimo, giorno della fiducia al governo Conte Bis, l'ex attrice manifesterà a Montecitorio contro l'abbandono e il maltrattamento degli animali, inaugurando una serie di clamorose proteste in merito, con particolare attenzione anche al delicato tema della vivisezione.
  3. Il gruppo dell'Italia dei Diritti, capeggiato dal presidente Antonello De Pierro, ha presentato una mozione con istanza di consiglio straordinario La consigliera Michela Facioni Roma - Nuova vibrante protesta dell'Italia dei Diritti, gruppo di opposizione nel consiglio comunale di Roccagiovine, contro l'amministrazione guidata dal sindaco Marco Bernardi. Il movimento presieduto a livello nazionale dal giornalista romano Antonello De Pierro, che tra l'altro è consigliere capogruppo proprio nell'assise consiliare roccatana, da tempo fa sentire forte la sua voce contro le numerose inefficienze gestionali della maggioranza locale, da sempre puntualmente denunciate nel consesso assembleare, in particolar modo da parte dallo stesso De Pierro. Questa volta il dissenso si appunta sull'opportunità di un'assunzione effettuata nei mesi scorsi a seguito di un avviso di selezione pubblica finalizzato alla ricerca di una figura professionale da impiegare presso l'Ufficio Tributi. La congiuntura aveva subito incontrato le perplessità dei consiglieri dell'Italia dei Diritti per una serie di motivazioni, tanto da indurre il leader del movimento, esercitando il diritto di sindacato ispettivo legato al munus consiliare, a produrre subito un'istanza di accesso agli atti, rimasta parzialmente inevasa, con un'ostensione documentale lacunosa, soddisfatta solo dopo un rinnovo di richiesta al fine di ottenere il materiale preteso, ma con un'inevitabile e penalizzante dilatazione dei tempi di attesa e quindi dell'espletamento dell'auspicata attività istituzionale di manifestazione della contrarietà al provvedimento emesso. Vincitrice della procedura concorsuale è risultata Giada Facioni, sorella dell'autorevole consigliera di maggioranza Michela, miss preferenze (è stata la più votata in assoluto), nonché parente dello stesso sindaco Bernardi, ma De Pierro si è affrettato subito a chiarire che la disapprovazione esula dall'esito della selezione, che considera una mera coincidenza. Antonello De Pierro "Tengo a precisare, per fugare ogni equivoco — ha dichiarato —, che non contestiamo nella maniera più assoluta l'assunzione della signora Facioni, la quale è risultata avere tutti i requisiti richiesti dal bando e tali da farle attribuire il punteggio più alto, ma altri fattori, tra cui la stessa opportunità di dare avvio a una procedura di reclutamento". Infatti De Pierro, insieme agli altri consiglieri dell'Italia dei Diritti Paolo Nanni e Aurelio Tartaglia, ha inoltrato al sindaco, e per conoscenza al prefetto di Roma, nonché alle procure generale e regionale del Lazio della Corte dei Conti, una mozione con richiesta di consiglio straordinario, in cui viene estrinsecato dettagliatamente il corpo motivazionale che avrebbe dovuto, a loro avviso, evitare di avviare l'iter selettivo e il successivo perfezionamento negoziale. Ciò che balza subito all'occhio, scorrendo lo sguardo tra le righe dell'atto redatto, è l'approvazione della deliberazione della giunta comunale, composta dal sindaco Bernardi e dal vicesindaco Angelo Fabiani, presenti nella circostanza mentre risultava assente l'assessora Annita Cocchieri, alle ore 17,30 del 17 dicembre, giorno in cui è stato pubblicato il bando. In pratica l'approvazione sembrerebbe essere stata successiva alla pubblicazione dell'avviso di selezione a cui fa riferimento. E' lecito domandarsi come sia stato possibile tutto ciò e soprattutto chi era deputato a esprimere il parere tecnico sulla regolarità dell'atto come abbia potuto pronunciarsi favorevolmente. Quesiti a cui si cerca una risposta, ma ci si perde inevitabilmente in una buia vallata di ipotesi. "Prima facie qualcosa non torna — tuona De Pierro — e pretendiamo delle risposte esaustive, che siamo certi il sindaco e il vicesindaco, nonché la segretaria comunale Giulia Orefice, che ha espresso parere tecnico favorevole, riusciranno a fornirci fugando ogni dubbio in merito". La polemica dei consiglieri di opposizione si sofferma altresì sul compresso lasso temporale concesso agli aspiranti per formalizzare la presentazione delle istanze di partecipazione, dal 17 al 28 dicembre, per di più a cavallo delle festività natalizie, che ha ridotto ulteriormente il tempo a disposizione. Ma il perno dell'impianto argomentativo di dissenso si fonda sull'utilità di un'ulteriore assunzione, alla luce del fatto che un dipendente del Comune di Roccagiovine è comandato da lungo tempo presso un'altra amministrazione e mai sembra essere stata ventilata una remota possibilità di richiamarlo in sede. Pertanto, secondo la minoranza in consiglio, non era assolutamente necessario un ulteriore esborso di pubblico denaro, tenuto conto tra l'altro che quasi in concomitanza con la stipula del contratto di assunzione, per ridurre le spese del Comune, si era provveduto a sospendere un servizio di trasporto per la scuola della limitrofa Licenza, privando alcuni bambini di un servizio di fondamentale importanza. Non manca inoltre una critica all'asserita insindacabilità del giudizio del Ruf (Responsabile Ufficio Finanziario), alla cui competenza monocratica è stata affidata la disamina valutativa dei requisiti dei partecipanti e la formulazione della graduatoria finale, non riuscendo a identificare dei netti contorni di certezza cognitiva a un approccio esegetico. Alquanto interessante appare infine, nella mozione prodotta, il percorso deduttivo tracciato sotto il profilo giuridico, a conforto dell'asserita nullità ab origine dell'avviso di selezione da parte dei consiglieri sottoscrittori. Ciò prende le mosse da una netta duplicità identificativa del bando in questione. da un punto di vista legale. Infatti, richiamando a supporto i chiarimenti in merito di una nota sentenza della Corte di Cassazione, in via preliminare, i componenti del gruppo Italia dei Diritti si soffermano sull'inequivocabile inferenza concettuale, che conferisce, in materia di pubblico impiego, a ogni bando di concorso per l'assunzione di personale, la doppia natura di provvedimento amministrativo e di atto negoziale quale offerta al pubblico. E proprio su quest'ultima qualificazione attributiva si fonda l'argomentazione dei proponenti che riconduce a ritenere nullo il documento in esame. Com'è noto ogni attività contrattuale può prevedere come accessori degli elementi accidentali, tra cui è ben definita da specifiche previsioni normative la condizione. Com'è più dettagliatamente specificato nella mozione formulata, oltre alle condizioni potestative, casuali e miste, esiste una specifica figura giuridica, ben definita da un apposito articolo del codice civile, il 1355, che contravviene alle statuizioni legittimate dalla legge e costituisce una distorsione giuridica che rende nullo l'atto. Si tratta della condizione "meramente potestativa", che affida alla mera volontà di una sola parte, pertanto al mero arbitrio, l'efficacia della stipula contrattuale. E' la medesima massima cassazionistica a reputare nulla "...la clausola con cui la p.a. si riservi la facoltà di non procedere all'assunzione......perché integra una condizione meramente potestativa ai sensi dell'art. 1355 c.c." ed è proprio la fattispecie che ci interessa, alla luce del fatto che l'avviso di selezione pubblica promanante dal Comune di Roccagiovine recita testualmente che il Comune "si riserva, altresì, il diritto di revoca del procedimento in qualsiasi momento". "Ci opporremo con ogni mezzo lecito a nostra disposizione — fa sapere il numero uno dell'Italia dei Diritti — a un'assunzione che riteniamo assolutamente inopportuna. Visto il particolare frangente dell'anno in cui è stato pubblicato il bando e si è proceduto alla contrattualizzazione, il tutto nell'arco di una decina di giorni e durante le vacanze natalizie, ci siamo accorti di quanto era avvenuto solo a cose fatte. Ci siamo immediatamente attivati formulando un'istanza di accesso agli atti, a cui abbiamo ottenuto una risposta parziale. Praticamente ci è stata fornita solo la documentazione rinvenibile agevolmente sul sito *** del Comune. Siamo stati costretti a produrre un rinnovo di istanza di accesso e siamo venuti in possesso dell'intero corpo documentale solo dopo ben 75 giorni, quando il dettato dell''articolo 43 c. 3 del T.U.O.E.L. parla esplicitamente di 30 giorni per le risposte alle istanze di sindacato ispettivo presentate dai consiglieri. In questo modo si dilatano notevolmente i tempi e la nostra azione subisce inevitabilmente una coartazione. In questo modo non ci viene permesso di espletare compiutamente l'attribuzione mandataria affidataci dagli elettori. Meglio tardi che mai. Ora siamo qui e nei prossimi giorni in consiglio si discuterà e si voterà la nostra mozione, inserita all'ordine del giorno in una seduta ordinaria anche se avevamo chiesto in maniera lapalissiana un consiglio straordinario. Ma non obietteremo su questo. Ci interessa soprattutto capire se questa maggioranza avrà il coraggio di avallare quello che riteniamo un inutile esborso di denaro pubblico, a fronte di tante richieste da noi avanzate, a cui è stato opposto sempre un netto rifiuto per mancanza di fondi, oppure voterà la nostra mozione. L'ente ha un dipendente comandato presso un'altra amministrazione da lungo tempo e mai ci risulta che sia stata nemmeno presa in considerazione l'ipotesi di un suo rientro in sede. Peraltro la dipendente in questione è stata assunta per un ufficio specifico che è quello finanziario, che ci pare abbia finora espletato brillantemente i suoi compiti senza alcun problema. Per di più, in base alle elaborazioni dottrinali e giurisprudenziali, l'atto con cui è stato attivato il procedimento di reclutamento sembrerebbe essere nullo. In pratica, se ancora assumiamo per autorevole l'orientamento della Suprema Corte, si sarebbe proceduto a un'assunzione sulla base di un bando concorsuale affetto da nullità ex tunc. La nostra espressione di dissenso continuerà all'infinito con manifestazioni di protesta anche eclatanti qualora non venga revocato in autotutela il provvedimento di assunzione o quantomeno non vengano fornite risposte plausibili alle nostre perplessità in merito. E quando parlo di manifestazioni eclatanti parlo di incatenamenti di fronte a vari luoghi istituzionali o sedi di organi mediatici, sperando di non dover arrivare a occupare l'aula consiliare. Se necessario arriveremo a sottoporre la questione a referendum a iniziativa popolare". Mozione e richiesta consiglio straordinario assunzione 15072019.pdf
  4. Il presidente del movimento Antonello De Pierro: "La chiusura degli uffici municipali di un comune interessato da una tornata elettorale amministrativa nel giorno della presentazione delle liste confligge in maniera lapalissiana con l'esercizio del diritto all'elettorato passivo, che risulta inevitabilmente coartato" Dalila Italiano candidata a sindaco Roma - "Quanto verificatosi ieri a Saracinesco ha dell'incredibile. Ancora non riesco a credere che sia potuto accadere. La chiusura degli uffici municipali di un comune interessato da una tornata elettorale amministrativa nel giorno della presentazione delle liste è qualcosa di inaccettabile, che confligge in maniera lapalissiana con l'esercizio del diritto, costituzionalmente sancito, all'elettorato passivo, che risulta inevitabilmente coartato". Tanto ha dichiarato, ancora in preda a stupore e incredulità, il presidente del movimento politico Italia dei Diritti Antonello De Pierro, dopo essere giunto presso gli uffici del Comune di Saracinesco, bellissimo borgo della Città Metropolitana di Roma Capitale, per presentare, insieme alla vice responsabile provinciale di Roma Dantina Salzano, la lista per concorrere all'elezione diretta del sindaco e dei consiglieri dell'organo amministrativo locale. L'Idd, che corre in altri 7 comuni dell'hinterland capitolino (Capranica Prenestina, Castel San Pietro Romano, Gorga, Pisoniano, Rocca Canterano, Vallepietra e Sambuci), ha rischiato di rimanere fuori, incolpevolmente, dalla competizione proprio in un paese a cui guarda con grande interesse, con una lista tutta rosa. Antonello De Pierro De Pierro, che è anche capogruppo dell'Italia dei Diritti in seno al consiglio comunale di Roccagiovine e consigliere della X Comunità Montana, di cui fa parte anche Saracinesco, così spiega la scelta: "A Saracinesco, dove è candidata a sindaco la giovanissima Dalila Italiano, come a Sambuci, ho voluto essere presente alla consegna della lista, in quanto questa è composta da sole donne, tranne la presenza di un candidato di sesso maschile, come imposto dalla legge. Una scelta voluta per dimostrare che noi, a prescindere dal dettato normativo, siamo da sempre a favore delle quote di genere. Non è un mistero che le nostre liste vedono , a prescindere, la presenza di molte donne". L'apertura degli uffici comunali era prevista fino alle 20, ma alle 17 erano già chiusi. Inevitabile, di fronte all'impossibilità concreta di non poter consegnare la lista di candidati, la richiesta di intervento dei Carabinieri, che giunti prontamente dalla stazione di Ciciliano, hanno potuto appurare, alle 18,20, la chiusura degli uffici in questione. Una conseguenza naturale la successiva presentazione della denuncia all'Autorità Giudiziaria, in afferenza all'evento consumatosi. "Ringrazio il grande impegno — ha voluto sottolineare De Pierro — dell'Ufficio Elettorale della Prefettura di Roma per far sì che fosse assicurato al nostro movimento il diritto all'elettorato passivo. Infatti la loro attivazione ci ha permesso di effettuare tutte le operazioni per presentare la nostra lista poco prima delle 20 ed evitare di espletare il tutto il giorno dopo, entro le 12, come da previsioni regolamentari. E nell'occasione non posso non sottolineare l'alta professionalità espressa nel frangente dal comandante della stazione dei Carabinieri di Ciciliano".
  5. Il presidente dell'Italia dei Diritti e capogruppo dell'omonimo gruppo nel consiglio comunale del paese della Città Metropolitana di Roma Capitale annuncia battaglia per garantire la sicurezza dei cittadini: "Qui non siamo in Africa" Roma - Appaiono sempre più critiche le condizioni di degrado della rete viaria urbana di Roccagiovine, il pittoresco borgo della Città Metropolitana di Roma Capitale, immerso nel Parco dei Monti Lucretili e facente parte del meraviglioso territorio della Valle dell'Aniene. La circostanza era stata già ampiamente sottolineata dal presidente dell'Italia dei Diritti Antonello De Pierro durante il consiglio comunale del Comune roccatano, dove siede in qualità di capogruppo del movimento di cui è leader nazionale, insieme ai consiglieri Dantina Salzano e Paolo Nanni, ma ha ottenuto sempre risposte alquanto evasive da parte del sindaco Marco Bernardi. De Pierro aveva annunciato anche un accesso agli atti al fine di ottenere la documentazione relativa agli interventi di manutenzione strutturale, ordinaria e straordinaria, delle strade, effettuata negli ultimi cinque anni, cosa a cui ancora non ha dato seguito nella speranza che l'attuale maggioranza adottasse i provvedimenti necessari a mettere in sicurezza e rendere almeno un minimo percorribili le vie del paese che, ironia della sorte, è il luogo di origine della sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi, anche lei alle prese con gli stessi problemi, anche se, nonostante le accese polemiche, sembrano essere di minore entità rispetto a quelli che affliggono il bellissimo borgo di oraziana memoria. "Ho sperato troppo — ha dichiarato De Pierro — che il sindaco adottasse quei provvedimenti necessari a mettere in sicurezza le strade dello splendido paese-bomboniera di Roccagiovine. Ciò non è avvenuto e le strade sono sempre più vittima del degrado. Sul manto stradale sono presenti delle vere e proprie voragini. La situazione è particolarmente critica sulla strada che conduce al cimitero cittadino, su cui transitano numerose persone anziane, che quotidianamente mettono a repentaglio la loro incolumità. Ma ancora peggiori sono le condizioni della strada vecchia che conduce nel limitrofo comune di Licenza, che presenta un degrado indegno di un paese civile nella parte che ricade nella competenza gestionale del Comune roccatano, mentre fortunatamente la carreggiata diviene praticabile quando si passa in territorio licentino, grazie alle indubbie e palesi capacità amministrative del sindaco Luciano Romanzi. La strada in questione peraltro è meta di numerose persone che praticano jogging. La misura è colma e la nostra pazienza è finita. I cittadini roccatani e coloro i quali vengono a visitare il borgo hanno diritto a transitare in sicurezza sulle strade. Qui non siamo in Africa. E' il momento di agire. Pretendiamo che il sindaco intervenga senza ulteriori indugi a porre fine a questo intollerabile disagio e metteremo in atto ogni mezzo che l'impianto normativo in vigenza ci attribuisce, oltre a programmare azioni clamorose di protesta. Innanzitutto procederemo a produrre istanza, come già avevamo accennato in consiglio, al fine di ottenere l'ostensione e la copia di tutta la documentazione afferente agli interventi manutentivi delle strade nei cinque anni della scorsa consiliatura, e chiederemo la fissazione di un'assemblea consiliare straordinaria per dibattere in merito alla vicenda. Noi teniamo a questo paese e ai suoi abitanti e se qualcun altro dimostra nei fatti di non riuscire ad amministrare adeguatamente saremo i cani da guardia dei cittadini. D'altronde non possiamo nemmeno pretendere molto da chi non ha sentito per cinque anni l'esigenza di dotarsi del prescritto regolamento consiliare per stabilire i precetti a cui attenersi durante l'attività assembleare e ha aspettato che fossimo noi a pretendere l'immediata adozione regolamentare, in ossequio alle previsioni del Tuel Avevamo annunciato collaborazione per qualsivoglia provvedimento a beneficio della cittadinanza e linea dura in caso di inerzia amministrativa. Alla luce dei fatti, attualmente l'unica via percorribile ci sembra inevitabilmente l'opposizione rigorosa e intransigente, nutrendo un barlume di speranza che il sindaco inizi finalmente ad amministrrare adeguatamente Roccagiovine".
  6. Il giornalista presidente dell'Italia dei Diritti è stato ospite nella storica struttura pontina per un evento esclusivo svoltosi sulla suggestiva terrazza con vista mare e organizzato da Raffaele Manfredi e Monica Fiorucci Roma - Previsioni della vigilia confermate all'Hotel "Le Dune" di Sabaudia, il comune pontino meta estiva dei vip, tra cui Francesco Totti, Ilary Blasi, Giovanni Malagò e Roberto D'Agostino, in occasione dell'apertura della stagione, salutata con l'evento "L'Aperitif", organizzato dagli indefessi Raffaele Manfredi e Monica Fiorucci sulla terrazza con l'affascinante e seducente vista mare. Un party sfavillante che, grazie al martellante tamtam scatenato dagli ideatori, ha catapultato nella suggestiva location a picco sulla spiaggia un fiume debordante di gente accorsa da tutto il Lazio, decisa a non perdersi l'irripetibile appuntamento di inizio estate, allietato dalla musica del noto dj Antonello Bortolotto, gettonatissimo principe della consolle, accompagnato per l'occasione dalle note del sax del talentuoso Paolo Di Girolamo. Attesissimo ospite dell'esclusivo ricevimento, con un parterre selezionatissimo, è stato il giornalista presidente dell'Italia dei Diritti Antonello De Pierro, che ha voluto rendere omaggio alla storica ed emblematica struttura ricettiva e balneare sul litorale sabaudiano e festeggiarne l'ennesima stagione lavorativa, nell'ambito dell'attività di sostegno all'imprenditoria da sempre ai primissimi posti della linea programmatica del movimento da lui fondato e presieduto. De Pierro è noto anche per detenere il non invidiabile primato di essere stato il primo giornalista vittima di un'aggressione da parte del clan Spada di Ostia, prima di Federica Angeli e Daniele Piervincenzi, in quanto minacciato e aggredito dal famigerato boss Armando, ora alla sbarra nel maxiprocesso che si sta celebrando nell'aula bunker di Rebibbia a Roma, accompagnato in macchina sotto casa dal noto imprenditore del litorale romano Alfonso De Prosperis e da sua moglie Angela Falqui, allo scopo di farlo desistere dal denunciare vari abusi edilizi con clamorose coperture a vari livelli istituzionali. Il leader dell'Italia dei Diritti è giunto nel locale accompagnato dalla splendida modella Alessia Piochi. Ad accoglierli è stata una conturbante Monica Fiorucci, una delle più note organizzatrici di eventi culturali al livello regionale, grande amica di entrambi. Tra gli altri numerosi invitati i celebri artisti Gino Di Prospero e Claudia Saba, la nota imprenditrice Simonetta Brega e Stefania Campora. (Foto di Enrico Paoletti)
  7. Il presidente dell'Italia dei Diritti, neoeletto in minoranza al consiglio comunale del bellissimo borgo della Valle dell'Aniene, annuncia un'opposizione intransigente e al contempo collaborativa, sempre nell'interesse dei cittadini Roma - Si è svolto in un clima incandescente, come da copione, la seduta di insediamento del sindaco e del nuovo consiglio comunale di Roccagiovine, nella Città Metropolitana di Roma Capitale. Le previsioni della vigilia non sono state disattese, con l'attenzione rivolta al debutto del presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro, ai primi posti della classifica *** dei politici nazionali più seguiti sul web, tra gli scranni del consesso assembleare del bellissimo borgo immerso nel Parco del Monti Lucretili. Il neoconsigliere, è stato eletto a capo dell'opposizione dopo aver scelto di candidarsi a sindaco proprio nel paese della Valle dell'Aniene, nell'ambito dell'audace progetto, portato avanti dall'Italia dei Diritti, di inserirsi col proprio simbolo (finora i vari eletti, anche alla Camera erano in quota in altre liste), nel tessuto istituzionale dei vari comuni dell'ex Provincia romana e del resto della Penisola, per affermare il primato dei fondamenti ideali alla base del movimento, che afferiscono ai principi della legalità e della giustizia, ma soprattutto dell'etica, sempre a tutela dei diritti delle cellule più deboli del tessuto collettivo. E la linea che il leader dell'Idd ha esplicitato nell'aula consiliare di Roccagiovine, debordante di cittadini intervenuti, al limite della capienza, si è inserita nel solco tracciato da sempre per il movimento che presiede. Il suo eloquio è stato da subito chiaro e inequivocabile, edificando sin dalle prime battute la piattaforma su cui i tre componenti dell'opposizione (gli altri due sono Dantina Salzano e Paolo Nanni) baseranno la linea comportamentale, orientata alla più assoluta intransigenza, ma sempre in ottica collaborativa, per portare in consiglio le istanze della cittadinanza roccatana e tutelarne ogni esigenza. Il preludio al clima acceso che si è manifestato successivamente nel divenire fenomenico della seduta consiliare ha avuto luogo quando l'insediando sindaco Marco Bernardi ha indossato la fascia tricolore e ha pronunciato il canonico giuramento sulla Costituzione Italiana. L'intervento di De Pierro è stato tempestivo nell'osservare che, per rispetto istituzionale, sarebbe stato meglio prestare giuramento con davanti una copia della Carta Costituzionale. Fedele al mandato conferitogli dall'urna il riconfermato primo cittadino ha ammesso la sua mancanza, si è fatto portare ben due copie della legge fondamentale dello Stato e ha ripetuto la formula del giuramento. Dopo che il neosindaco ha espletato gli adempimenti imposti dall'assunto normativo in materia, tra cui il prefato giuramento, la presentazione della giunta e l'elezione dei membri delle commissioni, ha chiesto la parola De Pierro, appena investito del munus di consigliere, che ha subito estrinsecato e tratteggiato, fin dalle prime battute, con lapalissiana fermezza, quello che sarà l'orientamento operativo dell'opposizione nel corso della consiliatura appena iniziata. "Innanzitutto assumo con orgoglio il mandato che mi è stato conferito dall'espressione consensuale degli elettori — è staro il suo incipit — e, qualora qualcuno avesse ancora qualche dubbio, ribadisco che lo onorerò fino alla fine, sempre nell'interesse dei cittadini di Roccagiovine, non solo di coloro i quali ci hanno accordato la loro fiducia nel segreto della cabina elettorale, ma anche di quelli, visto che un amministratore non è legato al vincolo di mandato, che hanno deciso di dare continuità all'operato dell'amministrazione uscente. La nostra presenza qui è ad adiuvandum. La nostra compagine di minoranza sarà il cane da guardia della nuova giunta. Tutto ciò che verrà deliberato a favore della comunità roccatana troverà sempre il nostro sostegno e, se necessario anche la nostra critica a fini migliorativi, perché crediamo che il confronto dialettico sia il sale della democrazia e solo con quello, con una disamina valutativa delle varie opzioni, si possa giungere alle soluzioni più adeguate. Se lo spirito della maggioranza sarà volto a cercare e accettare la nostra offerta collaborativa per migliorare il paese noi saremo qui sempre a prodigarci in questo senso. Qualora riterremo che alcuni provvedimenti non vadano a tutelare gli abitanti di questo splendido borgo la nostra opposizione sarà dura e tenace, dentro e fuori dal consesso consiliare. Purtroppo nel quinquennio appena trascorso è stato fatto molto poco, a cominciare dal regolamento consiliare, che, con mio sommo stupore, ho appreso poc'anzi non esistere presso il Comune di Roccagiovine. Lei, sig. sindaco, sta dicendo che la redazione del documento de quo sia stata prevista nel programma stilato per il prossimo mandato, ma le faccio notare che ciò andava fatto forse all'inizio dell'investitura funzionale. Auspichiamo che si proceda al più presto a sanare questa clamorosa lacuna. Lei sbandiera, a conforto dell'impeccabile lavoro svolto, il fatto di aver risanato l'esposizione debitoria del Comune. Ne prendo atto favorevolmente, ma le vorrei far osservare che ha adempiuto esattamente ciò che rientrava nei suoi compiti istituzionali, anche perché in caso contrario sarebbe stato incombente lo spettro del commissariamento. Purtroppo devo prendere atto del fatto che molte vie del paese presentano una scarsa pulizia e in più punti una inesistente attività manutentiva. A questo proposito chiederemo di accedere ai contratti stipulati per la pulitura delle strade e a tutti gli atti afferenti alla loro manutenzione strutturale. In tale contesto avanzo la proposta di istituire, a costo zero, una commissione per l'edilizia, urbanistica e decoro urbano e inoltre colgo l'occasione per suggerire una nuova commissione sui servizi sociali. Se penso al nome della vostra lista 'Proviamoci Insieme', mi sorge qualche nota di preoccupazione per l'attività gestionale futura. Pensando a ciò che non è stato fatto la cosa non mi rassicura. Le prove sono finite, ora chiediamo certezze per i cittadini roccatani. Le posso assicurare che tanti, tra coloro che hanno contribuito alla sua elezione a sindaco la pensano in questo modo. Noi naturalmente paghiamo il fatto di aver presentato una lista con candidati esterni alla comunità di Roccagiovine, e pertanto siamo stati penalizzati dalla fisiologica espressione familiare del consenso propria dei piccoli centri, ma anche di quelli più grandi. Noi pertanto le chiediamo di adoperarsi per risolvere tali problematiche, per tutelare gli interessi, che in alcuni casi si traducono in incolumità, anche e soprattutto di coloro i quali hanno orientato il suffragio verso la sua lista. Purtroppo conosco certe logiche e a tal proposito mi piacerebbe aprire una piacevole parentesi sui percorsi della mia memoria. Mio padre era originario di un piccolo paese della Basilicata che si chiama Roccanova, dove le logiche familiari influiscono, come ovunque, sul verdetto delle urne. A Roccagiovine, al di là dell'incredibile assonanza fonetica, ho respirato gli stessi odori, ho sentito gli stessi sapori di Roccanova". A questo punto dal numero uno dell'Italia dei Diritti parte una stoccata molto incisiva: "Però a Roccanova e in tanti altri paesi non ho mai trovato gli uffici comunali chiusi, a Roccagiovine mi è successo due volte su tre. Questa è una situazione che non tollereremo. Il Comune è un ente pubblico ed eroga un pubblico servizio. Il tessuto normativo del diritto amministrativo fa riferimento al sacrosanto principio della continuità del servizio pubblico. I cittadini hanno il diritto di usufruire di questo servizio con costanza e non a intermittenza". Il riferimento di De Pierro è al fatto che il Comune di Roccagiovine ha un solo dipendente all'attivo e purtroppo attualmente è assente per giustificati motivi. Un secondo dipendente è comandato da molti anni presso un altro ente. Pertanto più volte l'intero edificio comunale rimane chiuso. A questo punto il sindaco, annuncia una consultazione popolare a cui De Pierro risponde con un sorriso ironico, che non cela un concentrato di forte incredulità. "Invece di cercare una soluzione idonea a garantire la continuità del servizio erogato — continua il presidente dell'Italia dei Diritti — lei indice una consultazione popolare per trovare un supporto alla chiusura degli uffici. La cosa non può che vederci espressivi di una grande contrarietà, ma soprattutto ci produce un sentimento che ci fa trasecolare. L'apertura degli uffici è una questione etica, prima ancora che di antigiuridicità e noi siamo aggrappati all'etica come motore di una nazione sana, che tutela le cellule più deboli del suo parenchima sociale nel garantire i loro diritti". Per chiudere De Pierro chiede al sindaco di valutare la possibilità di trasmettere le sedute del consiglio in streaming, fedele alla linea del movimento che presiede di rendere obbligatoria per legge tale pratica in ogni consesso istituzionale del territorio nazionale, a cui il sindaco si oppone adducendo una questione di costi. Il consigliere commenta così l'atteggiamento ostativo del primo cittadino: "Non è detto che la trasmissione debba essere per forza in diretta. Se è un problema di costi possiamo optare per una registrazione da caricare sul sito del Comune, come si fa per ogni tipo di documento. Come vedete siamo collaborativi". La battaglia dell'Italia dei Diritti per il cambiamento al Comune di Roccagiovine è appena iniziata.
  8. Il presidente dell'Italia dei Diritti e candidato a sindaco del borgo alle porte di Roma: "Credo che le potenzialità che il territorio offre non siano state mai valorizzate adeguatamente dagli amministratori locali. Gli straordinari cittadini del luogo meritano certamente di più. Non potrò mai accettare di vedere le speranze e le istanze degli abitanti naufragare sugli scogli della rassegnazione" Roma - Ha suscitato molto interesse, specie nella Valle dell'Aniene, la candidatura a sindaco di Roccagiovine, centro della Città Metropolitana di Roma Capitale, del presidente dell'Italia dei Diritti Antonello De Pierro. Da tempo il direttivo regionale del Lazio del movimento fondato e presieduto dal giornalista romano, noto per le sue battaglie a favore della legalità, aveva focalizzato la sua attenzione al prefato territorio, ritenendolo da lungo tempo amministrato in maniera inadeguata dalla maggior parte delle amministrazioni locali. Un'area che secondo gli esponenti dell'Italia dei Diritti meriterebbe un'attività gestionale più idonea a valorizzare le numerose potenzialità del luogo e più attenta alle esigenze degli abitanti. E' in quest'ottica che è maturata la decisione del leader del movimento Antonello De Pierro di esporsi in prima persona per concorrere alla carica di primo cittadino del suggestivo borgo di Roccagiovine, considerato dallo stesso emblematico nella meravigliosa Valle dell'Aniene, mentre altri rappresentanti dell'organizzazione politica si sono candidati in altri comuni. De Pierro è noto anche per essere stato il primo giornalista minacciato e aggredito da un boss del clan Spada di Ostia (prima di Federica Angeli e Daniele Piervincenzi), precisamente da Armando, accompagnato sotto casa sua dal noto imprenditore Alfonso De Prosperis e da sua moglie Angela Falqui. In afferenza alla sua candidatura a Roccagiovine si è così espresso: "Mi sono sempre adoperato con abnegazione, ma anche e soprattutto con passione, al fine di propugnare i principi di legalità e giustizia, e sotto l'impulso motivazionale degli assunti concettuali racchiusi nel perimetro semantico di questi due vocaboli ho sempre vigilato sul rispetto assoluto e imprescindibile dei diritti del corpo cittadino, spesso calpestati e mortificati dal potere di pochi eletti, i quali non hanno remore o pudori di sorta di schiacciarlo sotto i cingoli dell'arroganza. Sempre più spesso le più elementari ragioni di giustizia vengono disattese clamorosamente da immobilismo, negligenza, incapacità, ma soprattutto arroganza e condotte illecite, e quando ciò avviene è sinonimo di distorsioni rilevanti negli iter procedurali della macchina istituzionale. Personalmente sono stato sempre custode, nel mio patrimonio dnatico, dell'idea di aggrapparmi alla giustizia come etica di una nazione ed è ciò che ho posto come piattaforma granitica per l'attività del movimento che presiedo. Sulla scorta e la spinta propulsiva di queste premesse ho accettato di correre per la carica di primo cittadino in occasione delle elezioni amministrative di Roccagiovine, che si svolgeranno il prossimo 10 giugno. Sono molto legato a Roccagiovine e a tutta la Valle dell'Aniene e credo che le potenzialità che il territorio offre non siano state mai valorizzate adeguatamente dagli amministratori locali. Gli straordinari cittadini del luogo meritano certamente di più. E se qualcosa è stato fatto è indubbiamente poco. Roccagiovine deve rinascere e non ci si può affidare alle possibilità, non ci si può accontentare. La parola d'ordine deve essere "dovere". Non basta dire si può, bensì si deve. Sono qui per aiutare i cittadini e per collaborare con gli altri amministratori e con gli stessi cittadini al fine di raggiungere i traguardi agognati. Non potrò mai accettare di vedere le speranze e le istanze degli abitanti naufragare sugli scogli della rassegnazione. Questo è un concetto che va espulso dalla coscienza collettiva. E' un fatto di dignità e il cambiamento è di rigore. E' più che mai necessaria una rivoluzione della dignità". Poi ha lanciato un appello agli elettori di Roccagiovine: "Il 10 giugno prossimo si consumerà uno snodo nevralgico nella politica di Roccagiovine. La scelta evolutiva, rispetto all'attuale fermo immagine ingrigito dall'immobilismo, passa per la vostra espressione di voto, nel segreto della cabina elettorale, dove avrete l'immenso potere di invertire la rotta per i prossimi 5 anni e di disegnare la normale progettualità esistenziale di Roccagiovine. Non serve lamentarsi dopo se non si è attuata una svolta necessaria prima. Confido nella vostra capacità di autodeterminazione e di riflessiva ponderazione per iniziare a tracciare insieme le linee del cambiamento".
  9. Il giornalista presidente dell'Italia dei Diritti è intervenuto presso il teatro capitolino per assistere allo spettacolo "Gion e Gierri" Roma - Riprende il tour di sostegno al mondo del teatro da parte del giornalista presidente dell'Italia dei Diritti Antonello De Pierro. Infatti, ormai da tempo, il direttore di Italymedia.it ed ex direttore e voce storica di Radio Roma, l'emittente in cui ha dedicato all'arte del palcoscenico intere puntate, promuove la cultura teatrale tramite la sua presenza testimoniale, contro il cronico e reiterato disinteresse della politica verso il settore. L'altra sera si è recato presso il teatro Cyrano di Roma, per applaudire Franco Oppini e Massimiliano Buzzanca, straordinari protagonisti dell'emozionante pièce "Gion e Gierri", i quali, di fronte a una platea debordante e in visibilio per una prima entusiasmante, hanno espresso tutto il loro incommensurabile talento. La suggestiva storia di due vecchi amici che si rincontrano dopo trent'anni per manifestare reciprocamente ciò che non si erano mai detti prima. Antichi rancori, che però non cancellano un legame amicale che trionfa costantemente lungo una trama tracciante uno spaccato di vita in cui in tanti possono riconoscersi. De Pierro, noto anche per detenere il triste e non invidiabile primato di essere stato il primo giornalista minacciato e aggredito da un membro del clan Spada di Ostia (prima di Federica Angeli e Daniele Piervincenzi), precisamente dal boss Armando, accompagnato sotto casa sua dal noto imprenditore della lavorazione del ferro Alfonso De Prosperis e da sua moglie Angela Falqui, non ha lesinato elogi verso uno spettacolo che ha apprezzato moltissimo: "Ho assistito a una rappresentazione ineccepibile, portata in scena con un impegno professionale che non ha lasciato davvero nulla al caso. E la sala gremita al limite della capienza è stata la giusta risposta del pubblico verso uno spettacolo che ha regalato profonde spinte emozionali e ha indotto ad aprire numerose parentesi riflessive su profili fenomenici reali. E credo che in tanti abbia suscitato una suggestiva rievocazione di note amarcord legate alla rete amicale del proprio percorso biologico. E' importante che i cartelloni delle sale prevedano spettacoli di questo livello e sarebbe ancora più auspicabile che la televisione, almeno quella di stato, che ricordiamo è pagata anche dai copri collettivi attraverso il canone, inserisca in palinsesto spazi dedicati al teatro di valore. Credo fermamente che la politica dovrebbe fare molto di più per permettere alla cultura di entrare nelle case degli italiani attraverso il piccolo schermo, invece di tollerare vergognosamente che l'offerta televisiva continui ad affogare in una programmazione demenziale e scadente, rispondente più a logiche commerciali che all'esigenza di elevare il livello cognitivo dei telespettatori, purtroppo sacrificati sull'altare degli interessi economici, a cui purtroppo non posso accettare che si pieghi la tv pubblica. La scarsa qualità culturale dell'individuo favorisce il torpore delle coscienze e la folta schiera di politicanti, che affolla gli scranni istituzionali, è ben felice di tale circostanza per poter urlare e diffondere con più facilità il vangelo della demagogia e del populismo o tessere la rete dei percorsi clientelari. Propugnare la cultura è una priorità imprescindibile e non smetteremo mai di farlo. Un plauso sincero va al produttore Fabrizio Perrone per aver creduto nella messa in scena di questa valida rappresentazione. Chi oggi si lancia nella produzione teatrale, specie se meno commerciale, svolge un'azione commendevole e coraggiosa e va sostenuto con tenacia. In un momento storico in cui la l'universo teatrale è stato relegato ai margini dell'agenda politica è sempre più arduo e rischioso avventurarsi in una produzione. A volte vengono fatti degli autentici miracoli, operazioni funamboliche, economicamente parlando, e spesso si recuperano solo le spese. Sono felicissimo per questo grande successo ottenuto, soprattutto per il mio amico di vecchia data Massimiliano Buzzanca. So con quanta abnegazione ed entusiasmo affronta questo lavoro e lo merita tutto". De Pierro è giunto al teatro Cyrano in compagnia dell'effervescente modella e conduttrice Floriana Rignanese, notissima per la sua intensa attività di presentatrice delle più importanti manifestazioni culturali peninsulari. In prima fila ad applaudire il celebre Lando Buzzanca, al settimo cielo per la performance impeccabile del figlio Massimiliano e visibilmente commosso. E ancora Maria Monsè, Sergio Brio, Ada Alberti, Emanuela Tittocchia, Antonio Zequila, Antonio Covatta, Roberta Beta, Antonella Salvucci, Conny Caracciolo, Roselyne Mirialachi, Andrea Lamia, Emanuela Corsello, Antonio Tallura, Salomé da Silva, Nico Di Barnaba, Simone Ripa, Luciana Frazzetto, Lino Bon, Heldin, Anna Iannucci, Anna Nori, Ester Campese, Riccardo Bramante, Erika Letizia Anna Ciancio, Cristiano Lo Zupone, Elisabetta Viaggi, Sabrina Tutone, Maria Loana Gloriani, Laura Mazzei, Natalino Candido, Naira, Milena Stornaiuolo, Raffaella De Rosa, Giancarlo Casani, Angelo Arquilla, Simona Di Sarno, Roberta Salvagnini, Claudio Bartolotta, Emile Amicucci, Patrizia Ventura, Franco Carchella, Andrea Menichella, Tiziana Bughetti e Francesca Guidato Berger. (Foto di Laura Pelargonio e Giancarlo Fiori)
  10. Il giornalista presidente dell'Italia dei Diritti è intervenuto presso il teatro capitolino per assistere allo spettacolo "Gion e Gierri" Roma - Riprende il tour di sostegno al mondo del teatro da parte del giornalista presidente dell'Italia dei Diritti Antonello De Pierro. Infatti, ormai da tempo, il direttore di Italymedia.it ed ex direttore e voce storica di Radio Roma, l'emittente in cui ha dedicato all'arte del palcoscenico intere puntate, promuove la cultura teatrale tramite la sua presenza testimoniale, contro il cronico e reiterato disinteresse della politica verso il settore. L'altra sera si è recato presso il teatro Cyrano di Roma, per applaudire Franco Oppini e Massimiliano Buzzanca, straordinari protagonisti dell'emozionante pièce "Gion e Gierri", i quali, di fronte a una platea debordante e in visibilio per una prima entusiasmante, hanno espresso tutto il loro incommensurabile talento. La suggestiva storia di due vecchi amici che si rincontrano dopo trent'anni per manifestare reciprocamente ciò che non si erano mai detti prima. Antichi rancori, che però non cancellano un legame amicale che trionfa costantemente lungo una trama tracciante uno spaccato di vita in cui in tanti possono riconoscersi. De Pierro, noto anche per detenere il triste e non invidiabile primato di essere stato il primo giornalista minacciato e aggredito da un membro del clan Spada di Ostia (prima di Federica Angeli e Daniele Piervincenzi), precisamente dal boss Armando, accompagnato sotto casa sua dal noto imprenditore della lavorazione del ferro Alfonso De Prosperis e da sua moglie Angela Falqui, non ha lesinato elogi verso uno spettacolo che ha apprezzato moltissimo: "Ho assistito a una rappresentazione ineccepibile, portata in scena con un impegno professionale che non ha lasciato davvero nulla al caso. E la sala gremita al limite della capienza è stata la giusta risposta del pubblico verso uno spettacolo che ha regalato profonde spinte emozionali e ha indotto ad aprire numerose parentesi riflessive su profili fenomenici reali. E credo che in tanti abbia suscitato una suggestiva rievocazione di note amarcord legate alla rete amicale del proprio percorso biologico. E' importante che i cartelloni delle sale prevedano spettacoli di questo livello e sarebbe ancora più auspicabile che la televisione, almeno quella di stato, che ricordiamo è pagata anche dai copri collettivi attraverso il canone, inserisca in palinsesto spazi dedicati al teatro di valore. Credo fermamente che la politica dovrebbe fare molto di più per permettere alla cultura di entrare nelle case degli italiani attraverso il piccolo schermo, invece di tollerare vergognosamente che l'offerta televisiva continui ad affogare in una programmazione demenziale e scadente, rispondente più a logiche commerciali che all'esigenza di elevare il livello cognitivo dei telespettatori, purtroppo sacrificati sull'altare degli interessi economici, a cui purtroppo non posso accettare che si pieghi la tv pubblica. La scarsa qualità culturale dell'individuo favorisce il torpore delle coscienze e la folta schiera di politicanti, che affolla gli scranni istituzionali, è ben felice di tale circostanza per poter urlare e diffondere con più facilità il vangelo della demagogia e del populismo o tessere la rete dei percorsi clientelari. Propugnare la cultura è una priorità imprescindibile e non smetteremo mai di farlo. Un plauso sincero va al produttore Fabrizio Perrone per aver creduto nella messa in scena di questa valida rappresentazione. Chi oggi si lancia nella produzione teatrale, specie se meno commerciale, svolge un'azione commendevole e coraggiosa e va sostenuto con tenacia. In un momento storico in cui la l'universo teatrale è stato relegato ai margini dell'agenda politica è sempre più arduo e rischioso avventurarsi in una produzione. A volte vengono fatti degli autentici miracoli, operazioni funamboliche, economicamente parlando, e spesso si recuperano solo le spese. Sono felicissimo per questo grande successo ottenuto, soprattutto per il mio amico di vecchia data Massimiliano Buzzanca. So con quanta abnegazione ed entusiasmo affronta questo lavoro e lo merita tutto". De Pierro è giunto al teatro Cyrano in compagnia dell'effervescente modella e conduttrice Floriana Rignanese, notissima per la sua intensa attività di presentatrice delle più importanti manifestazioni culturali peninsulari. In prima fila ad applaudire il celebre Lando Buzzanca, al settimo cielo per la performance impeccabile del figlio Massimiliano e visibilmente commosso. E ancora Maria Monsè, Sergio Brio, Ada Alberti, Emanuela Tittocchia, Antonio Zequila, Antonio Covatta, Roberta Beta, Antonella Salvucci, Conny Caracciolo, Roselyne Mirialachi, Andrea Lamia, Emanuela Corsello, Antonio Tallura, Salomé da Silva, Nico Di Barnaba, Simone Ripa, Luciana Frazzetto, Lino Bon, Heldin, Anna Iannucci, Anna Nori, Ester Campese, Riccardo Bramante, Erika Letizia Anna Ciancio, Cristiano Lo Zupone, Elisabetta Viaggi, Sabrina Tutone, Maria Loana Gloriani, Laura Mazzei, Natalino Candido, Naira, Milena Stornaiuolo, Raffaella De Rosa, Giancarlo Casani, Angelo Arquilla, Simona Di Sarno, Roberta Salvagnini, Claudio Bartolotta, Emile Amicucci, Patrizia Ventura, Franco Carchella, Andrea Menichella, Tiziana Bughetti e Francesca Guidato Berger. (Foto di Laura Pelargonio e Giancarlo Fiori)
  11. Il presidente dell'Italia dei Diritti: "L'esternazione del mio sentimento solidale, oltre che doverosa, a tutela dell'imprescindibile diritto costituzionale della libertà di stampa, affonda le sue radici inevitabilmente altresì in motivazioni del tutto soggettive, essendo stato vittima io stesso di un'aggressione e di minacce di morte da parte di Armando Spada". Roma - La giornalista di Repubblica Federica Angeli, che dal 2013 vive sotto scorta per aver denunciato lo strapotere dei clan a Ostia, in particolar modo quello degli Spada, è stata destinataria di una busta contenente un proiettile recapitata alla redazione del Fatto Quotidiano. La Squadra Mobile della Questura capitolina ha sequestrato il materiale e ha avviato un'attività di indagine insieme alla Digos. Di recente la Angeli era stata escussa come teste in aula nel processo che vede alla sbarra il boss Armando Spada, il quale nel 2013 l'aveva minacciata di morte. Alla Angeli giunge l'espressione di solidarietà del presidente dell'Italia dei Diritti Antonello De Pierro, che purtroppo nel 2007 ha subito un'aggressione e minacce di morte a scopo intimidatorio proprio da Armando Spada, accompagnato sotto casa sua da Alfonso De Prosperis, noto imprenditore della lavorazione del ferro a Ostia e da sua moglie Angela Falqui, dopo che il giornalista romano aveva presentato delle denunce per degli abusi edilizi perpetrati sul territorio. Un episodio che gli è valso il triste e non invidiabile primato di primo professionista dell'informazione finito vittima di un esponente del clan Spada, dopo la stessa Angeli e Daniele Piervincenzi, vittima della ormai arcinota testata ricevuta da Roberto Spada, cugino di Armando. "Esprimo la mia più totale vicinanza alla collega Federica Angeli — ha dichiarato il leader del movimento — donna e professionista coraggiosa che ha rinunciato, suo malgrado, alla libertà, essendo costretta a vivere sotto scorta, pur di adempiere compiutamente quel diritto-dovere impostole dall'attività lavorativa scelta, fedele al suo impulso dnatico di fornire un'informazione libera e incondizionata ai lettori del quotidiano per cui firma i suoi commendevoli articoli, sempre orientati verso la ricerca della verità ad ogni costo. L'esternazione del mio sentimento solidale, oltre che doverosa, a tutela dell'imprescindibile diritto costituzionale della libertà di stampa, a nome dell'Italia dei Diritti, che sono orgoglioso di presiedere, affonda le sue radici inevitabilmente altresì in motivazioni del tutto soggettive, essendo stato vittima io stesso di un'aggressione e di minacce di morte da parte di Armando Spada. A differenza dell'attenzione giustamente rivolta al caso di Federica, purtroppo, a causa di vari elementi e di un comportamento quantomeno un po' distratto da parte di chi ha redatto l'informativa di P.G., il procedimento relativo al mio episodio è stato ascritto alla competenza decisionale del Giudice di Pace penale, anziché del tribunale, e non è mai giunto a sentenza essendosi arenato sugli scogli della prescrizione. E questo è successo innanzitutto perché i poliziotti della volante del commissariato di Ostia, intervenuti sul posto, si sono rifiutati, nonostante la mia insistenza, di sequestrare il bastone con cui Spada aveva posto in essere l'aggressione nei confronti miei e di mio fratello, il quale cercò di difendermi nella circostanza, e di perquisirlo. Paradossalmente furono loro, i coniugi Alfonso De Prosperis e Angela Falqui, i quali lo avevano accompagnato sotto casa mia per mettere in atto la sua azione delittuosa, a denunciare noi e Spada fu indicato come teste. Addirittura fu sostenuto che la coppia era stata costretta a far nascondere il 'signor Spada' in macchina, il quale si era spaventato della nostra presenza. Il bastone usato nell'aggressione era diventato uno strumento di difesa contro un pericoloso animale, un cucciolo di cane di sei mesi di vita, che io gli avrei aizzato contro. Queste e altre accuse ridicole e grottesche furono mosse nei nostri confronti, il tutto supportato da un'informativa redatta dai Carabinieri della stazione di Casal Palocco, in cui il teste Armando Spada veniva riportato senza riferimenti anagrafici afferenti alla data e al luogo di nascita e soprattutto senza alcun cenno alla caratura criminale del soggetto. E' legittimo domandarsi la differenza tra le minacce di morte rivolte all'indirizzo di Federica, affidate alla decisione del tribunale, e quelle proferite nei miei confronti, peraltro accompagnate da un'aggressione con lesioni guaribili in 6 gg. s.c. per me e 8 gg s.c. per mio fratello, affidate alla competenza del Giudice di Pace. Per di più è alquanto singolare assistere a questa intermittente valutazione del contesto mafioso o agli stessi reati che assumono una gravità diversa secondo le circostanze. Una minaccia da parte di Armando Spada ha un valore diverso se rivolta a Federica Angeli invece che ad Antonello De Pierro, tra l'altro in quest'ultimo caso con annessa aggressione fisica? Ero presente in aula a piazzale Clodio quando Federica ha testimoniato contro Armando Spada. Devo dire che rivedere Armando Spada, sorvegliato a vista da quattro poliziotti penitenziari, dopo diversi anni mi ha fatto un effetto dirompente. Il procedimento che avrebbe dovuto garantire l'esercizio della mia pretesa punitiva è finito in prescrizione solo perché qualcuno ha usato superficialità in fase di indagini preliminari. E chi ha accompagnato in macchina Armando Spada ha continuato a girare indisturbato e a godere di numerose coperture istituzionali. Onestamente mi ha fatto sorridere il ministro dell'Interno Marco Minniti quando ha dichiarato, riferendosi alle risolute misure adottate nei confronti di Roberto Spada dopo la testata a Daniele Piervincenzi, che a Ostia non ci sono zone franche. Ebbene caro ministro Minniti sono costretto a contraddirla in quanto in via Peio, all'Infernetto, la zona franca purtroppo c'è ed è stata completamente abbandonata dalle istituzioni, anzi proprio grazie ad alcune cellule deviate di queste, persone in chiari rapporti con il clan Spada hanno potuto fare i loro comodi, sotto l'indifferenza e spesso favoriti da omissioni da parte di pubblici ufficiali dell'apparato che avrebbe invece dovuto invece garantire i controlli atti a impedire che ciò avvenisse. Pertanto, prima di fare tali affermazioni, le suggerisco di informarsi per evitare di essere poi smentito dai fatti. Faccia un giro in via Peio e si renderò conto lei stesso".
  12. De Pierro attacca Zingaretti e Capriccioli su no vax Tutino Il presidente dell'Italia dei Diritti e coordinatore della campagna del candidato governatore del Lazio Jean-Léonard Touadi: "Ritengo gravi le reazioni, disinteressata quella di Nicola Zingaretti e ponziopilatesca quella di Alessandro Capriccioli. La cosa che più mi colpisce e che ritengo alquanto delirante è il fatto che egli voglia elargire del denaro, se non erro 600 euro, a chi non vaccina i figli. Tutino pensa di far gravare la sua insensata proposta sui corpi collettivi?" Roma - La notizia della presa di posizione del candidato radicale, alleato di Zingaretti, Davide Tutino in materia vaccini, che aveva dichiarato di essere un no vax, ma soprattutto di voler dare dei soldi (600 euro) alle famiglie che non vaccinano i figli, ha creato sconcerto nel mondo politico e nell'opinione pubblica. Dopo la risposta decisa di Jean-Léonard Touadi, candidato alla presidenza della Regione Lazio con la lista Civica Popolare, Zingaretti ha opposto un inaccettabile silenzio, mentre il capolista radicale Alessandro Capriccioli ha replicato affermando che Tutino avrebbe parlato a titolo personale e non rispecchierebbe la linea del partito, che si dichiara al contrario favorevole ai vaccini. Capriccioli ha aggiunto poi che i motivi della candidatura di Tutino sono da far risalire alla sua lunga militanza radicale. A rispondere, questa volta, è il presidente dell'Italia dei Diriti Antonello De Pierro che, dopo aver stipulato l'accordo con Civica Popolare, ha rinunciato a una candidatura alla Camera dei Deputati per accettare l'incarico di coordinatore della campagna elettorale di Jean-Léonard Touadi. "Ciò che è successo mi lascia fortemente perplesso — ha affermato — su chi siano coloro i quali si candidano a rappresentare i cittadini laziali in Regione. E ritengo ancora più gravi delle esternazioni esilaranti di Tutino le reazioni, disinteressata quella di Nicola Zingaretti e ponziopilatesca quella di Alessandro Capriccioli. Se Davide Tutino, è stato improvvisamente colpito dal virus della sindrome da notorietà a tutti i costi per uscire da quell'anonimato da cui, evidentemente, nonostante i tanti anni di militanza non è mai riuscito a emergere, ha raggiunto in parte il suo scopo. E una patologia che a volte può colpire chi è rimasto nel dimenticatoio per lungo tempo e il partito di appartenenza non è riuscito a somministrargli lo specifico vaccino per evitarla. E, in questo caso, potrà godersi, appagato, il suo momento di gloria. Contento lui, contenti tutti.. Secondo la nostra visione politica è alquanto grave che un militante di lungo corso di un partito effettui una virata così repentina su un argomento di vitale importanza per la stessa compagine di appartenenza. Ma questo è un problema interno loro e ci interessa davvero poco. Come ci importa francamente poco anche dell'opinione di Tutino sui vaccini. Siamo in democrazia e ognuno può dare libero sfogo alla propria espressione ideale. E' ripescando un assunto concettuale di voltairiana memoria mi batterò anche affinché lui possa esprimere le sue idee, pur non condividendole. La cosa che più mi colpisce e che ritengo alquanto delirante è il fatto che egli voglia elargire del denaro, se non erro 600 euro, a chi non vaccina i figli. Ma stiamo scherzando? Il silenzio di Zingaretti, che si propone per ritornare ad amministrare la Regione, è assolutamente disarmante, come quello opposto sul disastro dei rifiuti, che proprio noi dell'Italia dei Diritti abbiamo sollevato. E la posizione di Capriccioli, persona che stimo, in questo caso è tutt'altro che esaustiva. Noi pretendiamo di sapere le intenzioni di Tutino qualora dovesse essere eletto in consiglio regionale. Con quali soldi dovrebbe pagare le famiglie che scelgono l'anacronistica linea di rifiutare quei vaccini, che hanno salvato milioni di vite in passato, scongiurando gravissime epidemie e permettendoci di vivere oggi senza la minaccia di terribili morbosità, che fortunatamente sono state debellate grazie alle somministrazioni vaccinali? Tutino pensa di far gravare la sua insensata proposta sui corpi collettivi? A queste domande attendiamo una risposta immediata e non ci fermeremo fino a quando i cittadini del Lazio non saranno certi di non rischiare di veder sperperare soldi pubblici per soddisfare le assurde elucubrazioni di questo personaggio, le cui dichiarazioni onestamente mi fanno rabbrividire. E tra l'altro rischia anche di creare un detrimento sociale molto grave in tema di prevenzione, attesa la disperazione che regna attualmente in tante famiglie disagiate. Quanti, facendosi ammaliare dalla possibilità di ricevere l'eventuale bonus proposto, potrebbero decidere di rinunciare alla prevenzione sociale dei propri figli?".