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23 risultati

  1. Fa discutere la "guerra in famiglia" tra Francesca Testi e la mamma, Margherita Scarpellini, sindaco del Pd di Monte San Savino. La ragazza di 32anni ha indirizzato una lettera ad un quotidiano nazionale per parlare della sua relazone con un migrante mal digerita dalla mamma: "Lavorando fra i migranti - è la sostanza - mi sono innamorata di Jeff. Quando ne ho parlato con mia madre, persona di sinistra, sono rimasta delusa dalla sua reazione. Mi ha detto che sono una persona malata, che i neri vanno solo compatiti, che avrebbe dovuto farmi arrestare..... 😂😂😂😂 BrS #semprefrociconilculo #deglialtri
  2. Il Renzi veniva a rompere i ***, si doveva fare questa cosa perché dovevamo aprire là il ristorante” e “io so benissimo che quello è un lavoro che valeva massimo 50, 60 mila euro… se tu me ne chiedi 130e sei il padre del presidente del Consiglio mi posso mettere a discutere con te, fammi lo sconto o non farmi lo sconto e tutto il resto?”. È il 19 marzo 2018 quando Luigi Dagostino, l’imprenditore pugliese in affari con i coniugi Renzi, si sfoga nel suo ufficio con un suo collaboratore, l’architetto Alberto Ortona. Ma ormai è tardi anche per sfogarsi: le due fatture per complessivi 160 mila euro emesse dalle aziende di Laura Bovoli e Tiziano Renzi, genitori dell’ex premier, sono state saldate dalla Tramor, società di cui Dagostino era fino a poco tempo prima amministratore. https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/tiziano-mi-rompeva-i-c-per-questo-lo-pagavo-di-piu/ BrS Buon rosicamento Somari
  3. Francesco Cozzi, titolare dell'inchiesta sul crollo del ponte Morandi, parla al Corriere della Sera: "Soggetto pubblico espropriato dei suoi poteri, il concessionario se la suona e se la canta, decide che spese fare, quando intervenire, fa i controlli periodici...". Le indagini si concentrano sull'accordo di concessione e sulle passate se.gna.lazioni dei rischi Msc dc PD Mosocazzi dacagà PDocchi
  4. Quando uno fa una predica, viene giudicato non solo su quello che dice, ma anche sul pulpito da cui lo dice. Se un prete p.e.do,filo si scaglia contro la p.ed.ofili.a, dai banchi della chiesa qualcuno gli urlerà “senti chi parla!”. È quel che sta accadendo con le omelie delle cosiddette opposizioni e della stampa al seguito sulle nomine Rai. Il contenuto è sacrosanto: il governo e i partiti della maggioranza che decidono i vertici del “servizio pubblico” è sempre uno spettacolo inverecondo, a prescindere da protagonisti e comparse. Ma è il pulpito che lascia a desiderare: che a insorgere come un sol uomo e a invitare la cittadinanza alla resistenza, siano il Pd e FI, cioè i più volgari lottizzatori dell’ultimo quarto di secolo, che hanno trasformato la Rai da grande azienda culturale a ufficio di collocamento per trombettieri e trombati, raccomandati e poco raccomandabili, amanti e leccaculi (fatte salve le solite eccezioni, peraltro ridotte al lumicino dalla stratificazione delle epurazioni), fa ridere i polli. Se poi pensiamo che le ultime due leggi sull’emittenza, che hanno consegnato la Rai dalle mani dei partiti direttamente a quelle del governo, portano le firme di Gasparri (FI) e di Renzi (Pd), e che dunque quanto stanno facendo Di Maio e Salvini non solo è consentito, ma addirittura imposto dalle norme volute da chi ora grida allo scandalo, viene proprio da sbudellarsi. Naturalmente nessuna legge può obbligare il governo a nominare incompetenti, portaborse o falliti di partito azzerbinati ai loro mandanti. La Rai è sempre stata lottizzata dai partiti (con Renzi da uno solo). Ma, soprattutto nella Prima Repubblica e più raramente anche nella Seconda, poteva capitare che i partiti scegliessero anche qualcuno bravo: i famosi “competenti di area”. Oggi i mostri sacri sono tutti morti. Ma non si può negare che Fabrizio Salini, ex manager di Fox, Discovery, Sky e La7, sia un manager tv competente e indipendente. Marcello Foa – per quel che conta ormai il presidente Rai dopo la controriforma Renzi – è invece culturalmente più connotato: è un “sovranista” (qualunque cosa voglia dire), un anti-euro e un filo-Putin. Ma non è un leghista né un grillino militante e, diversamente da tanti ex presidenti e consiglieri Rai, neppure un ex-parlamentare o portaborse. Ha le sue idee, anche opposte alle nostre. Ma pure un curriculum rispettabile: capo degli esteri al Giornale di Montanelli, docente universitario di media, manager del gruppo stampa-tv del Corriere del Ticino, autore di saggi interessanti come Gli stregoni della notizia sulla disinformatija d’Occidente. Il classico “intellettuale di area” che piace alla Lega senza esservi iscritto (diversamente da altri pretendenti per fortuna scartati, come Bianchi Clerici e Del Noce) né doverle la carriera. Gli è anche capitato (come a tutti gli umani) di sbagliare: tipo quando ha ritwittato la fake news della migrante camerunense con le unghie smaltate. E di esagerare, come quando ha espresso “disgusto” per il discorso di Mattarella sul caso Savona, ma aveva il pieno diritto di farlo, essendo ancora un privato cittadino. Dissentire anche ferocemente dal capo dello Stato non è (ancora) reato. E nessuno dovrebbe saperlo meglio degl’indignati a singhiozzo di Repubblica, immemori delle campagne del loro fondatore Scalfari contro i presidenti Segni, Leone e Cossiga. Il che rende comicissimi i titoli di Repubblica e Messaggero sul “gelo del Colle” su Foa, oltre ad attirarsi l’inevitabile replica: e chi se ne frega! Mattarella non ha alcun ruolo nella scelta del presidente Rai, e infatti non risultano sue dichiarazioni in merito, né acquisti di congelatori supplementari per l’occasione. Ammesso e non concesso che Mattarella sia rimasto gelato, pazienza: prima o poi qualche anima pia provvederà a sbrinarlo dal freezer. Ora Repubblica – di cui sfuggono le battaglie contro la “riforma” Renzi, la renzizzazione delle tre reti e dei tre tg Rai e le epurazioni di Berlinguer, Giannini, Giletti e Gabanelli – invita alla pugna Pd e FI (sic) per “fermare questo brutto spettacolo” che strappa Viale Mazzini ai “valori repubblicani” (quelli di Saccà, Del Noce, Masi, Minzo, Riotta, Orfeo & C.) e lo consegna al “proconsole di Mosca”. A questo proposito, si potrebbe ricordare agli smemorati colleghi che, fino a pochi anni fa, il loro giornale era così ancorato ai valori repubblicani (nel senso di Repubblica) e scevro dall’“apostolato” dei “proconsoli di Mosca” da ospitare ogni mese la traduzione italiana di Russia Oggi, organo del Cremlino che dipingeva il regime putiniano come un’oasi di pace, libertà e democrazia, con “giudizi entusiastici sul presidente russo” da far impallidire i tweet di Foa. Poi il comitato di redazione si imbizzarrì e, dopo lunga e faticosa battaglia, ne ottenne la rimozione. Foa è anche accusato, da Repubblica e Stampa, di produrre fake news à go-go. Il che è senz’altro deplorevole. Peccato che la predica venga da giornali che, nella pagina accanto, diffondono fake news à go-go. La Stampa: “Nessuna maggioranza ha mai escluso l’opposizione da tutte le reti” (falso: l’ha fatto Renzi, mentre i gialloverdi non hanno ancora toccato una rete né un tg). La Stampa e Repubblica vaneggiano delle “penali miliardarie” (inesistenti, mai previste da alcun contratto) che l’Italia dovrebbe sborsare se annullasse il Tav Torino-Lione, definito da La Stampa “treno ad alta velocità per persone e merci” (falso: è solo per le merci). Il che spiegherebbe il titolo della stessa Stampa sulla fantomatica “ira del Nord” per il no grillino al Tav (e chi l’ha detto? e chi sarebbe l’iracondo portavoce del “Nord”? e “il gelo del Nord” no?). Ma forse è solo invidia: i monopolisti della bufala temono di perdere l’esclusiva. [...] La bufala in freezerEditoriale di Marco Travagliosul Fatto Quotidiano del 29 luglio:
  5. muti i somari

    Nevica su Roma, da qualche giorno. Il maltempo imperversa su quasi tutto il territorio nazionale e le colpe climatiche finiscono laddove gli incapaci dimostrano la loro dabbenaggine. Nell'anno 2018 le ferrovie italiane, con sostanziosi contributi (su carta) balbettati dal tappetaro fiorentino, inchiodano di fatto la circolazione ferroviaria con tanto di scuse da parte di un perdente e incapace AD. Ritardi stratosferici e annullamenti, carrozze invase dalla neve e proteste dalle associazioni dei pendolari viaggiatori. Il gran piano di risanamento finisce drammaticamente tra gli annunci del ministro dei trasporti e tra le morti segnate nella serie di tragedie ferroviarie. Ventitré (23 per i somari) morti nello scontro frontale in Puglia, linea unica e gestita da *** preistoriche. Tre morti (3 sempre per i somari) nella tratta Milano_Venezia per colpa di un binario sostenuto da tavolette di legno. Una vergogna che continua tra scuse e paralisi per un po di neve e per un piano di emergenza mai proposto, idealizzato e tantomeno realizzato. Qualche somaro parla di Roma, mentre il paese intero è paralizzato in una morsa di freddo e da un manipolo di PDocchiosi incapaci, che presta attenzione alle vicende del candidato premier Di Maio e delle sue liste presentate al Quirinale. Surreale, balbetta "scrima in mezzo" e il tappetaro fiorentino lo segue evocando perdite di democrazia e offrendosi come ultimo baluardo all'invasione aliena del M5S. Il belpaese crolla sotto l'inettitudine e la dabbenaggine e i PDocchiosi tentano ancora la carta della democrazia e del ritorno del fascismo. BaS
  6. Figurarsi se una notizia di questa passa normalmente tra le righe dei quotidiani e/o in qualche servizio di Telerenzi 24 News. Troppo impegnati a prendere pernacchie su binari e ad ogni stazione. Abbiamo dichiarato guerra all’abusivismo commerciale. Nei primi 10 mesi del 2017, da gennaio a ottobre, sono stati effettuati 166.464 controlli sul commercio in area pubblica, anche su segnalazione dei cittadini. Gli agenti della Polizia Locale sono intervenuti tra marciapiedi ingombri di banchi abusivi, postazioni non autorizzate nei pressi dei mercati, furgoni di ambulanti in doppia fila, effettuando 15.725 sequestri tra amministrativi e penali. Quanto alle partite di merce contraffatta, di dubbia provenienza o non a norma, gli articoli confiscati sono stati 957.547. Infine, 5.482 le sanzioni comminate, per un totale di 28.210.372 euro dovuti alle casse capitoline. Lo abbiamo fatto in nome della legalità, a tutela dei commercianti onesti e dell’eccellenza del made in Italy, che non devono soccombere alla concorrenza Continueremo senza sosta con i controlli. Ma non basta. Abbiamo i magazzini pieni di merce sequestrata. L'unico modo per contrastare efficacemente questo fenomeno è la collaborazione interforze per risalire la filiera e colpire i veri responsabili di questo racket. Virginia Raggi.
  7. muti i somari

    Pd, il treno di Renzi viaggia in incognito: per evitare proteste e insulti a ogni fermata si cancellano programma e date http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/10/26/pd-il-treno-di-renzi-viaggia-in-incognito-per-evitare-proteste-e-insulti-a-ogni-fermata-si-cancellano-programma-e-date/3935203/
  8. http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/10/11/banca-etruria-liquidatore-chiede-400-milioni-citati-in-sede-civile-gli-ex-amministratori-tra-cui-pierluigi-boschi/3906938/ T-click ! Nuovo e imprescindibile scatto nel personale contatore di figuredemmerda del pisano.
  9. Bocciata norma anti Berlusconi. Non è passata la norma cosiddetta anti Berlusconi che prevedeva di indicare come capo della forza politica "chi in base alle leggi vigenti non possa essere candidato e non possa comunque ricoprire la carica di deputato". C'è stato un acceso dibattito. Sisto di Forza Italia ha sostenuto che si trattava di un emendamento ad personam (contro il premier forzista, appunto), poi ha replicato al M5s che lo sosteneva dicendo: "si attaccano su questi argomenti perché sono sull'orlo di una crisi di nervi", e parlando di "inutile accanimento" contro Berlusconi.I grillini sono intervenuti sostenendo che non si trattava affatto di una norma ad personam ma di una regola buon senso: essendo già previsto dalla legge Severino, è la tesi 5 Stelle, non si capisce perché non farlo valere anche per chi si fa indicare come capo di una forza politica. Per il verdiniano Parisi "i partiti sono costituzionalmente liberi di dispiegare come meglio credono la loro offerta e scegliersi il proprio 'capo'. Il fatto che questo poi non possa essere candidabile come parlamentare non può limitare la libertà di associazione"
  10. muti i somari

    Rosatellum bis, Giannini: ''Un patto scellerato che porta voti a Grillo'' "C'è in gioco un accordo neanche tanto segreto tra Pd e Forza Italia, per introdurre a pochi mesi dalla fine della legislatura un'altra porcata elettorale". Il videocommento di Massimo Giannini al via libera della Commissione Affari costituzionali al Rosatellum bis https://video.repubblica.it/dossier/legge-elettorale-referendum-no-porcellum/rosatellum-bis-giannini--un-patto-scellerato-che-porta-voti-a-grillo/286583/287201
  11. muti i somari

    BaS
  12. Inutile sorvolare con le solite cerimonie commemorative. Le responsabilità politiche di vedono e pesano come macigni. I soliti somari glissano ragliando, ma nessuno riesce a stabilire se veramente è stata fatta giustizia per le ottantacinque vittime della stazione di Bologna. Impegni nessuno, mezze verità balbettate e governi di sinistra latitanti davanti ai familiari delle vittime che giustamente, si allontanano dalle commemorazioni un tanto al chilo. Il Cazzaro di Rignano ringrazia, non desecreta nessun dossier e il Somaro pisano incassa la solita figura meschina confortato da i suoi sodali scalcianti. Verità e MAZZOLATE assicurate dal solito Shiny. BaS
  13. NASCONDETEVI QUADRUPEDI RAGLIANTI. BaS
  14. Banca Etruria, De Bortoli sfida la Boschi: “Mi quereli. Ho più di 160 processi, sono abituato a difendere quello che scrivo” http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/10/de-bortoli-sono-un-collezionista-di-querele-spero-di-ricevere-quella-della-boschi/3576231/
  15. Il galantuomo Buzzi in deposizione: Mafia Capitale, Buzzi in aula: “Comprai 220 tessere del Pd per Bettini e Marroni” http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/21/mafia-capitale-buzzi-in-aula-comprai-220-tessere-del-pd-per-bettini-e-marroni/3465031/ GLOMMMMM!!! Burp!
  16. https://m.youtube.com/watch?v=A6UJFCKGtmM
  17. “Garantire uno stipendio a tutti non risponde all’articolo 1 della nostra Costituzione, che parla di lavoro, non di stipendio. Il lavoro non è solo stipendio ma anche dignità. Il reddito di cittadinanza nega il primo articolo della nostra Costituzione”. Cosa intende per “lavoro di cittadinanza” non si sa. Mentre tutti si chiedono cosa possa essere (lavori una tantum? Socialmente utili? A chiamata?), ecco che basta fare una ricerca sul web per scoprire che la proposta del lavoro di cittadinanza Renzi non l’ha scoperta in California. Bensì in Italia, leggendo la Stampa del 9 febbraio. E’ infatti un’idea lanciata dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, con tanto di dossier elaborato dal consigliere economico e capogruppo a Montecitorio Renato Brunetta, non proprio un amico di Renzi. D’altra parte, dicono i maligni, i due si dovranno pur preparare a governare insieme dopo le prossime elezioni politiche, che quasi sicuramente non daranno una maggioranza definita.
  18. Solidarietà ai lavoratori e cittadini http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/21/sciopero-taxi-la-solidarieta-di-virginia-raggi-ai-manifestanti-siamo-con-voi/3405365/