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4 risultati

  1. Con questa discussione voglio presentarvi il mio libro riportandone la sua ampia e dettagliata descrizione. Sono, dunque, graditi commenti e/o domande costruttive nel merito dei temi ivi trattati. Un libro che, da un lato, nella sua prima parte, racconta una particolare e drammatica storia avvenuta, ad un avvocato, nel brindisino (ben rappresentativa delle problematiche che vivono, ed incontrano, gli individui affetti da ansia e depressione), ispirata a fatti realmente accaduti, e che mette in luce i risvolti, la diagnosi e la cura, di malattie tanto frequenti, ma, allo stesso tempo, tanto poco conosciute nella loro eziologia, biologia e clinica; da un altro lato, nella sua seconda parte, è un utile manuale pratico, rigorosamente scientifico, nell'interesse di chiunque, per un corretto approccio preventivo, diagnostico e terapeutico. Argomentato in modo comprensibile, questo libro, è rivolto in generale a tutti, ma in particolar modo a chi soffre di patologie come l'ansia -depressiva o non depressiva- (ansia sociale, ansia generalizzata, ansia somatica), e la depressione (depressione maggiore, depressione cronica -distimia-), o semplicemente sta vivendo un periodo stressante dal punto di vista emotivo. Nel libro, l'ansia e la depressione sono state adeguatamente, e con semplicità, argomentate da un punto di vista prettamente biologico, sia nei riguardi della loro eziologia, sia nei riguardi del loro trattamento (è stata ivi esclusa solo la trattazione della depressione psicotica, della depressione bipolare, e della psicosi -schizofrenia-). Si comprenderà come sia assolutamente errato -e contro ogni evidenza clinica e scientifica-, l'uso di ansiolitici (specie se di tipo benzodiazepinico), nel trattamento dell'ansia e come coadiuvanti nel trattamento della depressione. Entrambe, sia l'ansia (depressiva o non depressiva), sia la depressione maggiore o cronica (distimia), debbono essere unicamente trattate con un antidepressivo di tipo SSRI, senza uso di antidepressivi a pluri azione neurotrasmettitoriale, né di benzodiazepine (ansiolitici, i quali non curano per nulla l'ansia, anzi la cronicizzano), né di antipsicotici (farmaci che si somministrano ai malati di psicosi, schizofrenia “e nei confronti dei quali unicamente dovrebbero essere prescritti”), i quali, anche se a basso dosaggio, spesso vengono, del tutto erroneamente, associati nel trattamento della depressione maggiore. Questo predetto approccio medico specialistico, del tutto confusionario ed errato, sia da un punto di vista dell'evidenza clinica, sia da un punto di vista puramente scientifico, è frequentemente causa di insorgenza di una profonda sfiducia nel paziente ansioso e/o depresso, il quale spesso ha paura di curarsi “temendo”, e non senza ragione alcuna, che possa “stare peggio”. In questo libro, inoltre, si parlerà di una sostanza naturale (a livello internazionale del tutto sconosciuta nella prassi psichiatrica), la quale, come coadiuvante agli antidepressivi, risulta essere efficacissima, mostrando effetti positivi diretti, sia nei confronti dei sintomi dell'ansia e della depressione, sia nei confronti degli effetti negativi secondari, iniziali e non, legati alla somministrazione degli antidepressivi. Dall'ansia e dalla depressione, con un corretto trattamento, si può guarire del tutto, tenendo ben presente che la loro causa eziologica è un alterazione della sensibilità di alcuni recettori -ipersensibilità- (e la conseguente atrofia dei rispettivi neuroni per via dell'aumentato metabolismo ivi innescatosi), e che, in quanto tale, ha bisogno di un trattamento farmacologico volto a normo-sensibilizzarli. Nella fase patologica saranno inutili le sole terapie psicologiche (utili solo come coadiuvanti alla terapia farmacologica), in quanto esse, da sole, potranno essere efficaci solo a scopo preventivo o come mantenimento (dopo la guarigione). Conoscere il proprio io emotivo sarà comunque necessario per cambiare in noi ciò che emotivamente va modificato.
  2. La compagnia degli animali genera benessere e può aiutare a evadere dall'isolamento della malattia. Negli ultimi anni sono sono sempre più numerose le comunità dove si svolgono progetti di pet-therapy. I benefici sono tanti, perché l'infinita riserva di affetto e la straordinaria vitalità che gli animali mostrano nei confronti degli amici umani sono una carica di energia positiva in grado di scuotere, dare calma, far splendere un sorriso. ANIMALI IN CORSIA – Uno degli ultimi progetti è ConFido, approvato dalla Asl 3 di Genova e in via di realizzazione a Arenzano, dove le sedute di fisioterapia per la riabilitazione neuromuscolare si sono avvalse di un gruppo di cani addestrati. Previa autorizzazione della direzione, l'ingresso degli amici quattrozampe è consentito anche in palestra e nelle corsie. La motivazione? Come ricorda il personale dell'Asl, la compagnia degli animali, specialmente i cani, costituisce una relazione di grande valore nella vita di una persona e possiede un ruolo terapeutico importante.AIUTO SENZA PAROLE – Da un'indagine effettuata in Giappone emerge che lo scambio di sguardi fra cane e essere umano facilita la fisioterapia favorendo risultati positivi. La presenza di un cane alleggerisce il carico di tensione e abbassa lo stress. La prima in Italia a impegnarsi in questo senso è stata la regione Veneto con la Legge regionale n.3 del 3 gennaio 2005. Gli ospedali pet-friendly oggi sono sempre più numerosi, dal Gaslini di Genova, con il progetto di dog-visiting nel reparto di Neuropsichiatria infantile, al Di Cristina di Palermo, dove i bambini possono ricevere le visite di cani e non solo: *** d'India, un coniglietto e, non appena sarà possibile, un pony.GIOCO E CURIOSITÀ – Il termine pet-therapy viene utilizzato a partire dagli anni Sessanta, quando Boris Levinson, psichiatra infantile, sperimenta l'interazione con gli animali come terapia dolce da affiancare ai trattamenti. L'approccio si dimostra particolarmente efficace, anche nei casi in cui è più alto il conflitto. La compagnia degli amici pelosi stimola il senso del gioco e la curiosità, incoraggia il movimento e crea fiducia, perché l'affetto che dona un animale è incondizionato, spontaneo, senza limiti.ANTIDEPRESSIVO NATURALE – È mattina e tu non hai nessuna intenzione di uscire dal letto, ma lui ti *** la faccia. Scodinzola e non molla la presa, abbaia, ti strappa dalle coperte e dalla stanchezza che non se ne vuole andare. È terribilmente buffo e tu non puoi fare a meno di sorridere e scendere, finalmente dal letto: avere un animale in casa combatte la depressione e aiuta la qualità della vita. Secondo alcuni studi pubblicati sul Journal of Personality and Social Psychology chi ha un cane o un gatto soffre meno la solitudine. Aumentano gli stimoli positivi verso una vita attiva, migliorano i sintomi legati a tristezza e ansia, sale l'autostima: una compagnia in grado di agire come terapia e accompagnarci con amore e dedizione. ma c'era bisogno di un'indagine per capirlo? basta guardarli negli occhi la mattina e la giornata cambia...
  3. I mass media non ti vogliono felice: per loro sei un numero, un mezzo. Ma tu non devi stare al loro gioco. Riprenditi la tua vita e ridi! Clicca qui > Clicca qui
  4. depressione

    Vi siete mai chiesti perché nel gergo comune si dice “Ascolta la pancia? agisci di pancia?” oppure meglio ancora “mangiati un emozione?” La risposta è semplice! Noi abbiamo due cervelli: uno nella testa e uno nella pancia. Il cervello nel cranio ci permette di ragionare e ponderare le decisioni, quello addominale, invece, agisce in modo spontaneo e per questo non riusciamo a controllarlo. Infatti, l’intestino (il nostro secondo cervello) assimila e digerisce non solo il cibo ma anche le emozioni e in risposta rilascia differenti sostanze psicoattive in grado di influenzare gli stati d’animo, come ad es. la serotonina. Questa specie di cervello secondario fissa i ricordi legati alle emozioni, ricorda e influisce nei nostri processi decisionali. àun esempio di emozione di pancia potrebbe essere la sensazione delle farfalle nello stomaco. Anche il “secondo cervello” è dotato di un sistema nervoso (enterico) costituito da una fitta rete di neuroni che ricevono e trasmettono segnali e stimoli in reazione a sensazioni e stati d’animo interni ma anche ad agenti esterni. Questo sistema è costantemente in contatto con il sistema nervoso centrale ma allo stesso tempo è dotato di una sua autonomia e si occupa principalmente di regolare le funzioni intestinali: digestione, peristalsi, secrezioni e pH. La mucosa intestinale è poi dotata di un vero e proprio sistema immunitario che, se funziona correttamente perché in salute, è in grado di difenderci dagli agenti esterni e avvisare anche il resto del corpo che esiste un pericolo da fronteggiare così da poter mettere in moto tutte le difese necessarie. Promens à la salute del microbiota è direttamente collegata alla nostra.