diana-pi

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  1. In Giappone, il partito conservatore al governo e l’opposizione hanno trovato un accordo su una legge che risarcirà migliaia di persone che tra il 1948 e il 1996 furono sottoposte alla sterilizzazione forzata, perché sospettate di avere una malattia geneticamente trasmissibile ai figli o un ritardo mentale. La legge, che prevede un risarcimento di circa 25 mila euro a persona, verrà sottoposta al voto del Parlamento il mese prossimo, ma la sua approvazione è data per certa. Fino al 1996, circa 25mila persone furono sterilizzate sulla base di quella che era chiamata “legge di protezione eugenetica”: almeno 16.500 di loro non avevano dato il consenso alla procedura e nel 70 per cento dei casi i pazienti erano donne o bambine, anche di soli nove o dieci anni. A gennaio una delle donne coinvolte aveva fatto causa al governo giapponese per ottenere un risarcimento e la sua richiesta si è conclusa con l’accordo appena approvato. Koji Niisato, uno degli avvocati che difende le donne che hanno chiesto il risarcimento, ha detto che il pagamento «non servirà a rimediare al danno fatto». Non conoscevo questa storia, terribile, si capisce come il Giappone fosse alleato dei nazisti, stesso modo di ragionare, ora con il risarcimento non potranno certo rimediare al male fatto, ma perlomeno riconoscono di averlo fatto https://www.ilpost.it/2019/03/18/risarcimento-sterilizzazione-forzata-giappone/
  2. Il peso della figlia è una ossessione per la madre che la costringe a un terribile regime alimentare, la ragazza di 16 anni, alta 1,72 non deve superare i 50 kili e non poteva sgarrare. A fare denuncia in Questura a Como, è stata la zia (medico) sorella del papà della giovane. Ragazza che soffriva di mal di testa, svenimenti, stanchezza cronica e che aveva ormai perso anche il ciclo mestruale. Nei giorni scorsi si è tenuto un incidente probatorio dove la 16enne è stata sentita dal magistrato. L’accusa formulata nei confronti della madre è quella di maltrattamenti aggravati. Il gip di Como ha definito il quadro relazionale tra madre e figlia di una «gravità inaudita». Insulti e botte per non farla mangiare, l'ordinanza elenca una serie di frasi che la donna rivolgeva alla figlia e che lei stessa ha registrato: «Fai schifo, sei brutta, non vedi che cosce e che polpacci, non ti specchi? Ti viene la faccia come quella di un criceto». Ogni qualvolta la bilancia sanciva un aumento di peso, per la sedicenne scattava la dieta forzata a base unicamente di verdure. Tutto il resto era proibito, frutta compresa, perché contiene zuccheri. La ragazza cercava però cibo di nascosto, anche da amici e parenti, fino a quando la zia si è resa conto che la situazione era oggettivamente insostenibile. Brava la zia medico che ha capito la gravità di questi comportamenti e i rischi per la salute della nipote, la sta salvando, spero... https://www.corrieredicomo.it/la-mamma-alla-figlia-devi-dimagrire-indagata-per-maltrattamenti-e-allontanata/
  3. Ha suscitato grande polemica il post pubblicato da Rita Pavone su Greta Thunberg. L’artista ha affermato: “Mi mette a disagio. Sembra un personaggio da film horror”. In tanti l’hanno attaccata. Ai microfoni dell’Ansa, la Pavone ha spiegato che non sapeva che l’attivista avesse la sindrome di Asperger: “Ho fatto una gaffe enorme, mi dispiace”. La cantante è stata attaccata in modo violento e ha quindi scritto: "Ho fatto una gaffe enorme perché non sapevo che avesse la sindrome di Asperger, nessuno l'ha detto mai in televisione. Io mi ricordavo la ragazzina con le treccine di un film e ho detto che mi metteva a disagio. Non direi mai una cosa così e trovo cattivo e orrendo che la gente aspetti un qualsiasi errore che tu fai nella vita per azzannarti come se fossero lupi. Diceva Dio che colui che non ha mai sbagliato scagli la prima pietra. Sono una persona perbene, non sono una carogna". I social vanno saputi usare, specialmente quando si è personaggi pubblici e famosi https://music.fanpage.it/rita-pavone-su-greta-thunberg-sembra-un-personaggio-da-film-horror-poi-chiede-scusa/
  4. Tre persone, due uomini e una donna, sono stati denunciati dai carabinieri per aver scattato delle foto hard all'interno del piccolo cimitero di San Donato in Greti, frazione collinare del comune di Vinci (Firenze). E' successo ieri, quando un cittadino, intorno alle 15.00, si è accorto della presenza dei tre che, tra le tombe, stavano realizzando un servizio fotografico. La donna era in abiti succinti e travestita da suora: si faceva immortalare in posizioni sessualmente provocanti anche sdraiandosi sulle lapidi. A quel che si apprende il servizio prevedeva la realizzazione di foto da immettere nel mercato pornografico. I tre dovranno rispondere di atti osceni e vilipendio di tombe. I Carabinieri hanno anche sequestrato la macchina fotografica usata per il servizio. Va be... si è perso proprio il rispetto di tutto e di tutti http://www.ansa.it/toscana/notizie/2019/03/13/foto-hard-in-cimitero-a-vinci-3-denunce_61e81d76-abb0-4f56-9c1e-f318b4d1dd0a.html
  5. Per fortuna dopo l'indignazione di parenti delle vittime e le tante polemiche il presidente della Regione Puglia ha annullato l'appuntamento Il ciclo di incontri sulla figura di Aldo Moro, organizzato da Gero Grassi e promosso anche dal Consiglio Regionale pugliese, aveva già registrato - tra i diversi ospiti di altre tappe - la partecipazione di Alberto Franceschini, fondatore delle Brigate Rosse. Ma questa volta al convegno in programma a Bari giovedì 14 marzo, a cui avrebbero partecipato il Presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo, e lo stesso Gero Grassi, componente della commissione d'inchiesta Moro 2", si è accesa la polemica: per la discussa intervista all'ex capo delle Br prevista in chiusura dell’incontro barese. “Basta l'occasione a trasformare il carnefice in vittima... e adesso dobbiamo anche ascoltare i cattivi maestri per aiutarci a capire la storia!”, ha scritto in una nota diffusa Potito Perruggini, nipote di Giuseppe Ciotta, brigadiere di polizia ucciso nel 1977 da Prima Linea. “Non posso credere che il MIUR e il presidente della Regione Michele Emiliano possano tollerare una tale becera strumentalizzazione sulla pelle degli italiani e della storia. Oggi è l'anniversario del maresciallo Rosario Berardi ucciso il 10 marzo del 1978 a Torino, un anno dopo l'uccisione di mio zio il brigadiere Giuseppe Ciotta, lo stesso anno il 21 giugno il commissario Antonio Esposito, il 19 giugno 1981 il vicequestore Vinci, uomini tutti appartenenti al nucleo speciale investigativo di polizia giudiziaria dell'antiterrorismo di Torino che avevano contribuito all'istruttoria del primo processo alle Brigate Rosse. Potrà e vorrà Franceschini rispondere alla domanda se fu questa una strage diffusa e premeditata o solo una fantastica coincidenza? Che senso vuole avere veramente questa manovra mediatica? Sicuramente non potrà dare nessun aiuto per la ricostruzione della verità. È semplicemente l'ennesima strumentalizzazione? Sicuramente l'ennesima delusione!”. L'organizzatore da parte sua aveva detto su Alberto Franceschini: “Non è un oltraggio - osserva Grassi - perché non ha ucciso nessuno e perché ha scontato 18 anni di carcere, mentre a quelli del sequestro Moro sono stati comminati 6 ergastoli. Dopo 11 anni erano fuori”. Franceschini è stato il capo delle BR, non ha ucciso nessuno? E tutti quelli che ha fatto uccidere? Mandando altri ad eseguire, 18 anni di carcere li ha fatti per sport? Ma perfavore... questi cattivi maestri devono starsene a casa loro a pensare a quante vite hanno tolto, a quanto dolore hanno sparso e ci sono ancora deputati del PD che li mettono in cattedra http://www.affaritaliani.it/puglia/moro-educatore-annullato-l-appuntamento-con-franceschini-capo-br-592896.html?refresh_ce
  6. Alta, capelli biondi, di professione giornalista. Virginia Sabasarebbe la nuova fiamma del vicepremier Luigi Di Maio. Classe 82, cagliaritana e assistente parlamentare della deputata sarda M5S Emanuela Corda Saba è stata volto tv di Mediaset, Sky e Videolina, collaboratrice per il gruppo editoriale Unione Sarda ed è attualmente iscritta alla Pontificia Facoltà Teologica. Paparazzata dal settimanale 'Chi' in compagnia di Di Maio in Spagna, avrebbe un flirt con il vicepremier da oltre due mesi. Laureata in Lettere moderne con 110 e lode, per diciassette anni Saba è stata giocatrice professionista di pallacanestro in serie A2 alla Virtus Cagliari Non si può dire che non abbia buon gusto, davvero bella... https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2019/03/11/chi-virginia-nuova-fiamma-maio_OeSkLttPamuWVfwPUEBBJP.html
  7. Dall’11 marzo, i genitori che non hanno presentato alle scuole la certificazione originale sulle vaccinazioni dei figli vanno incontro alle sanzioni previste dalla legge Lorenzin, che arrivano fino all’esclusione da scuola per i nidi e quelle dell'infanzia. Nel frattempo è allo studio un nuovo provvedimento, che prevederebbe il cosiddetto “obbligo flessibile”. Se negli asili, dunque, i bambini non in regola con le 10 vaccinazioni previste dalla legge del 2017 non potranno entrare, nelle altre scuole - elementari e medie - è prevista una sanzione per le famiglie inadempienti che può arrivare fino a 500 euro. La proroga, come quella richiesta da Salvini sarebbe la seconda, dopo quella di un anno accordata dalla maggioranza nel 2018. I presidi: da lunedì applicheremo la legge «Lunedì prossimo, per chi non si presenterà a scuola con il certificato richiesto, applicheremo semplicemente la legge», fanno sapere i presidi dell’Anp. Che avvertono: il problema «è soprattutto nella scuola primaria, dove i bambini non vaccinati potrebbero restare a contatto con gli immunodepressi, i quali non sono tutelati da questo tipo di previsione normativa». Le regioni più virtuose sono finora Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Puglia e Toscana, dove le coperture per i bambini di 24 mesi hanno superato il 95%; in Veneto la copertura per il morbillo va dal 93,5% al 95,5%. Soprattutto questi ultimi valori «rappresentano un dato rilevante, anche nell'ottica degli obiettivi di copertura dell'Organizzazione Mondiale della Sanità», osserva Carlo Signorelli, past president della Società Italiana di Igiene. Be direi che i genitori di queste regioni si stanno dimostrando più intelligenti e sensibili alla salute dei loro figli e dei bambini che non si possono vaccinare, bravi! https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2019-03-10/vaccini-lunedi-10-marzo-si-entra-scuola-solo-il-certificato-103302.shtml?uuid=ABq89acB
  8. Il neozelandese Mark Taylor cinque anni fa rivelò il covo della sua cellula utilizzando Twitter senza disabilitare la localizzazione geografica. Oggi è prigioniero dei curdi. Il suo grande rimpianto? Non essere riuscito a comprarsi una schiava. I civili siriani li chiamano con disprezzo "turisti". Sono gli stranieri che negli anni scorsi sono accorsi in Iraq e in Siria per combattere tra le file del Califfato del terrore. Alcuni sono arabi di seconda o terza generazione, come il famigerato 'Jihadi John', il kuwaitiano naturalizzato britannico responsabile della decapitazione di diversi ostaggi, che sarebbe stato ucciso da un drone a Raqqa nel 2015. Altri sono figli del ricco Occidente che hanno scelto di unirsi all'Isis per noia o per un malinteso gusto dell'avventura, giovani benestanti e viziati che cinquant'anni fa avrebbero scelto con la stessa sconsideratezza di darsi alla lotta armata o, nella migliore della ipotesi, andare in India a ritrovare loro stessi. L'episodio che fece guadagnare al quarantaduenne neozelandese l'appellativo di "mumbling jihadi" (jihadista pasticcione), risale al 2014, ovvero poco dopo il suo arrivo in Siria, quando pubblicò alcuni tweet propagandistici nei quali invitava i confratelli in Australia e Nuova Zelanda a compiere attentati. Tweet pubblicati senza prima, però, disabilitare la localizzazione geografica, consentendo così di individuare la posizione del covo dei terroristi. La cosa si ripetè ben 12 volte, finché il suo account non fu sospeso (era l'epoca in cui Twitter era nel mirino per la disinvoltura con la quale i jihadisti riuscivano a utilizzare il social network per fare propaganda). "Nel gennaio 2015 fui convocato con una lettera da uno degli ufficiali", ha raccontato Taylor ad Abc dal carcere curdo dove è oggi prigioniero, "mi portarono in una stanza, mi tolsero la mia arma e ogni altra cosa, compreso il mio telefono cellulare, che non avrei più visto, e mi dissero che ero sospettato di aver contribuito a localizzare via Gps 12 luoghi all'interno dello Stato Islamico". Con lo sgretolarsi del Califfato, la vita in quel che rimaneva dell'Isis era poi diventata sempre più difficile. Negli ultimi mesi del 2018 "non c'era cibo, non c'era denaro, non c'erano servizi di base, era collassato tutto", ricorda, "ero nei guai anch'io e dovetti prendere una decisione finale, ovvero andarmene". Così Taylor a dicembre decise di fuggire da Deir Ezzor, per trovare sulla sua strada i soldati curdi, ai quali si arrese. Ora la Nuova Zelanda non sa che fare di lui: non avendo Auckland una rappresentanza diplomatica nei dintorni, dice la premier Jacinta Arden, Taylor dovrebbe in teoria riuscire ad arrivare da solo presso la più vicina sede consolare neozelandese in Medio Oriente. Un qualcosa che, prosegue il primo ministro, "sarebbe difficile per lui". In patria lo attende, come ovvio, il carcere. Ma non si sa come potrà giungerci. Le capacità del governo di recuperarlo, ha ammesso Arden, "sono enormemente limitate". E meno male che ci sono anche questi idioti fra le file dell'Isis, lasciatelo al suo destino! https://www.agi.it/estero/jihadista_isis_pasticcione-5094328/news/2019-03-07/
  9. I protagonisti di questa bellissima storia che arriva dagli Ospedali Riuniti di Ancona sono Ivan Cottini, mamma Serena e la piccola Elisabetta. Il primo è un modello ed ex ballerino di “Amici” di trentatré anni che nel 2013 ha scoperto di soffrire di sclerosi multipla e con forza e coraggio ha continuato a danzare; la seconda condivide col ballerino la passione per la danza essendo una insegnante e la terza, la piccola Elisabetta, è la figlia di Serena. Serena ha otto anni ed è affetta da una cardiopatia congenita, la sindrome di George, che colpisce un bambino su quattromila. La piccola, ricoverata ad Ancona, era in coma dopo l'ultimo delicato intervento al cuore. Quando Ivan Cottini ha saputo delle condizioni della bambina ha deciso di correre ad Ancona e regalare una sorpresa e un sorriso a sua madre, con cui condivide il grande amore per la danza: il ballerino è arrivato in ospedale e insieme alla mamma di Elisabetta ha danzato nei corridoi emozionando pazienti e dottori mentre la bambina combatteva nel suo letto restando aggrappata alla vita. E poco dopo è successo qualcosa che ha stupito anche i medici: la sera stessa della sorpresa di Cottini a mamma Serena la piccola Elisabetta, entrata in ospedale il 20 gennaio scorso, si è risvegliata dal coma. Il cuore della piccola, che nella sua breve esistenza ha giù subito 8 operazioni, ha ricominciato a battere regolarmente e dopo un po' la bambina è uscita dal coma lasciando increduli tutti. Ogni tanto esistono anche le storie a lieto fine, forza generoso Ivan! La medicina sta facendo progressi anche per la tua malattia e tanti auguri alla piccola che ora sta molto meglio https://www.fanpage.it/ex-ballerino-di-amici-con-la-sclerosi-multipla-balla-per-una-bimba-in-coma-poco-dopo-lei-si-sveglia/
  10. Una bambola decapitata e la scritta: “Fate questa fine”. L’hanno recapitata a casa della moglie di Vincenzo Marino, il collaboratore di giustizia che ha rivelato le confessioni raccolte in carcere da Innocent Oseghale. Il pentito sarà chiamato all’udienza del 6 marzo per testimoniare contro il nigeriano imputato per la morte di Pamela Mastropietro, la 18enne romana, il cui cadavere fatto a pezzi fu trovato un anno fa in due trolley abbandonati nelle campagne di Pollenza. Ai giudici della Corte d’Assise di Macerata, il collaboratore dovrebbe riportare le confessioni carpite da Oseghale. I due sono stati per due settimane rinchiusi nella stessa cella del carcere di Ascoli Piceno. In quel periodo il nigeriano avrebbe confessato il delitto al suo compagno di cella. Ora che è divenuto uno dei testimoni chiave dell’accusa contro Oseghale, la sua situazione si è fatta più pericolosa: “La moglie è già stata oggetto di minacce – precisa l’avvocato – le è stata fatta recapitare una bambolina con la testa tagliata e la scritta Fate questa fine”. Secondo il criminologo Alessandro Meluzzi, che per primo ipotizzò un collegamento tra la mafia nigeriana e l’omicidio di Pamela, questa “è una delle modalità classiche della mafia nigeriana”. Secondo Meluzzi “è un’organizzazione ricca, potentissima e radicata un Italia”. Questa storia è terribile, crudele e fa paura per il livello di criminalità che mostra speriamo che le condanne siano severe https://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/pamela-mastropietro-minacce-moglie-pentito-oseghale-3006194/
  11. La figlia di Riina ha aperto un ristorante a Parigi, lo ha chiamato Corleone by Lucia Riina, sfruttando il nome e la "fama" del padre, capo dei capi, arricchitosi anche con le estorsioni e le richieste di pizzo. le Iene allora hanno pensato di fare uno scherzo, di provare a fare una richiesta di pizzo al ristorante di Lucia Riina, si sono fatti spiegare come i mafiosi fanno di solito e poi sono andati nel ristorante. Dopo le polemiche sul nome del locale, è rimasto solo Corleone, il nome della figlia di Riina è stato coperto, lì ci lavora anche il marito di Lucia Riina, guardate la sua reazione, qui il video Forse qualcosa su cui riflettere lo hanno lasciato a questi signori, uno delle iene però si è beccato un morso sulla mano e un microfono è stato rotto, reazione piuttosto violenta quando hanno capito che si trattava delle Iene... che ne pensate? https://www.lasicilia.it/video/gallery/226515/le-iene-e-la-richiesta-di-pizzo-alla-figlia-di-riina-ecco-come-e-finita.html
  12. Questa storia ha dell'incredibile, se non fosse su tutti i giornali non ci crederei, era lui la vittima, era lui che ha denunciato e fatto arrestare molti boss mafiosi, ma nonostante questo non gli hanno dato la certificazione antimafia necessaria per far lavorare la sua ditta e quindi ha perso tutti gli appalti, ha dovuto licenziare 50 operai e alla fine disperato si è suicidato, vittima dello stato che invece di premiarlo per il suo coraggio, lo ha punito! https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/sicilia/suicida-l-imprenditore-antiracket-denuncio-i-boss-ma-perse-gli-appalti_3194506-201902a.shtml
  13. Andrea Bizzotto, il cancer fighter di 33 anni che ha scritto “Storia di un maldestro in bicicletta” per la figlia Giulia Grace, è morto stanotte nella clinica in Germania in cui era ricoverato. Nato a Cittadella, era emigrato a Witten, vicino a Dortmund, inseguendo la sua passione per la cucina, ma aveva abitato a Tezze sul Brenta e a Bassano (dove insegna la madre, Marzia Zuccolo), lavorando anche a Rosà e praticando sport a Marostica. La sua storia ha commosso l’Europa. A dare l'annuncio è stata la moglie, Maria Brandt, che su Facebook ha pubblicato un'immagine di Andrea con la scritta “Be thou my vision”, “sii la mia visione”. Andrea, come riporta Il Mattino di Padova, lottava da due anni contro un sarcoma sinoviale che non lascia scampo. Ha vinto le previsioni dei medici, ha strappato settimane alla vita, ha pubblicato il suo libro - diventato un caso editoriale - ed è riuscito anche ad incidere una canzone (“From my Star”) - accordi immaginati quando aveva 17 anni, parole trovate a dicembre - che ha scalato la classifica di iTunes. Riposa in pace giovane guerriero e grande padre http://www.ilgiornaledivicenza.it/home/veneto/è-morto-andrea-il-papà-che-scrisse-il-libro-per-la-figlia-1.7157815
  14. Leggo su LINKIESTA "Veramente deprimente scoprire che Camilleri nell’ultima ‘fatica’, Conversazione su Tiresia, fa dire all’indovino riesumato dai sepolcri: «non riuscii a staccare gli occhi dal corpo di Atena… fu guardando il suo lato B che ebbi la certezza che il mondo fosse rotondo e non piatto». Minchionerie da cabaret di terza categoria. Fa impallidire la cretineria narrativa di Camilleri quando simula d’immedesimarsi nella psiche di una donna. Come narra il mito, a Tiresia viene stravolto il sesso, diventa donna, perché ha osato separare due serpenti in estro, uccidendo uno dei due. «Diventare una donna non significa solo perdere gli attributi maschili e ricevere in cambio quelli femminili, è qualcosa di più sconvolgente. Vale a dire ricevere un cervello di donna. E questo mi atterrì». Camilleri inizia a balbettare scempiaggini («Meglio non conoscere a fondo i pensieri che possono agitare la mente di una donna. Un cervello affollatissimo: piccole esigenze quotidiane convivono accanto a grandi quesiti universali»), per poi ridurre l’aureo concetto in svaccata arte masturbatoria («…la curiosità di trovarmi in un corpo che mi era estraneo fu fortissima. Devo ammetterlo, non ho resistito a sperimentarne tutti i possibili piaceri»). Insomma, questa Conversazione su Tiresia è una pasta con le sarde ammuffite, un cannolo con la ricotta rancida, è scritta male, negli interstizi della colazione e del ‘canone Camilleri’. Prossimamente in visione Rai – perché va in tivù l’opera minore di un rinoceronte rimbambito dalla fama piuttosto che una delle tante, belle, vigorose drammaturgie di un giovane autore? – questa Conversazione su Tiresia è già stata al Teatro Greco di Siracusa, lo scorso 11 giugno. Per fortuna le pietre non sanno frignare. Se pensiamo, a proposito di resurrezione dei ‘classici’, che nel 1960 Pier Paolo Pasolini (che aveva 38 anni mica plurinovanta) ha tradotto l’Orestiade di Eschilo per l’esercizio scenico, in atto proprio a Siracusa, di Vittorio Gassman, viene da urlare alla blasfemia – o per lo meno, da fare una pernacchia." Peccato, un triste declino... qualcuno lo ha letto o ha assistito all'evento al Teatro Greco? Che ci può dire? https://www.linkiesta.it/it/article/2019/02/28/lultimo-libro-di-camilleri-misoginia-da-brontosauro-scoprite-le-donne-/41242/
  15. Galeotto fu un selfie. Soprattutto se a chiederlo è una prorompente Laura Cremaschi, soubrettina di Avanti un altro, che l'altra sera è stata protagonista di una scenata di gelosia in un ristorante di Como. La showgirl ha chiesto una foto a Francesco che si è prestato senza nessun problema. Sarebbe finito tutto lì se non fosse che la Cremaschi «visto che era venuta male» si è avvicinata una seconda volta al tavolo per chiedere se poteva rifare lo scatto, mentre Laura si stava avvicinando al tavolo ha sbottato: «C'è un limite, gli stai facendo degli sguardi da ore». A quel punto la Cremaschi ha replicato: «Lo adoro da quando sono piccola, ho chiesto solo un selfie», ma Wilma non si è trattenuta e prima ha buttato un bicchiere d'acqua in faccia alla soubrette e poi le ha scagliato contro il bicchiere di vetro che si è frantumato in mille pezzi. Qui il video Be veramente una signora... https://www.ilmessaggero.it/video/gossip/francesco_facchinetti_laura_cremaschi_aggressione_moglie_wilma-4323151.html