mia-2017

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  1. Franco Di Mare (direttore di Rai3) ha una bellissima fidanzata di 36 anni più giovane di lui, si chiama Giulia Berdini ed è balzata agli onori delle cronache per un suo duro commento su Fedez quando lui ha accusato il direttore di Rai3 di voler censurare il suo discorso contro la Lega al Concertone del Primo Maggio: “… Fedez è un finto rivoluzionario, innocuo come un omogeneizzato Plasmon, manda messaggi che sembrano elaborati da Detto Laqualunque durante un comizio in un centro sociale…” Giulia Berdini ha un fisico da modella ma fa tutt’altro, è responsabile operativo dell’azienda che svolge i servizi di ristorazione alla Rai. Inevitabili sono i pettegolezzi sulla differenza d’età con Di Mare (lei ha 30 anni, lui 66) che a questo proposito scrisse: “non avevo messo in conto che, molto banalmente, il cuore conosce ragioni che la ragione non conosce, come diceva Blaise Pascal molto prima di diventare un bigliettino nei cioccolatini. Ora so che è vero.” Che ne pensi?
  2. C'è una mamma che ogni tanto controlla il cellulare del figlio, ancora ragazzino, tanti genitori non lo fanno, lei si per fortuna e ha trovato un gruppo terribile, dal nome "The Shoah party" “Ha attirato subito la mia attenzione una chat, per via del nome, ‘The Shoah Party’. Mi sembrava offensiva, e così l’ho aperta. E lì è cominciata la discesa nei gironi dell’inferno. Le immagini erano indescrivibili. Non ci sono davvero parole adeguate per rendere l’orrore”. Oltre alla pedopornografia, sul gruppo erano presenti anche immagini inneggianti a Hitler, Mussolini e terroristi islamici. “Era tutta una violenza, un sopruso, una dominazione fisica e psicologica sul prossimo. Si trattasse di ebrei, malati, bambini. Ogni messaggio si apriva con una bestemmia”. Lei ha informato le mamme dei compagni di scuola di suo figlio che accedevano al gruppo ma senza successo: “Nessuno ha voluto denunciare. Non so se per vergogna o cos’altro. Mio figlio in questa vicenda risulta un testimone, non è indagato. Ma io comunque non mi sono fermata in ogni caso. Non solo perché ritengo che sia un dovere civile sporgere denuncia, ma anche perché non si può accettare che dei ragazzini divulghino oscenità e appelli in nome di Hitler o della Jihad. È assolutamente inconcepibile”. I carabinieri hanno indagato per cinque mesi su quella chat, creata da un gruppo di ragazzi residenti a Rivoli. Una trentina in tutto i ragazzi coinvolti negli accertamenti della procura dei minori e della procura distrettuale di Firenze. Tra questi, 20 con un’età compresa tra i 14 e i 17 anni, cinque maggiorenni e altri cinque non imputabili perché tutti con un’età inferiore ai 14 anni. Sono così scattate perquisizioni in 13 province italiane e sono stati emessi 25 decreti di perquisizione a carico degli indagati. Che ne pensate? Voi controllate il cellulare dei vostri figli?

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