gianvale53

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  1. Nel 1975 giocavo a tennis con un dipendente Alitalia di Malpensa e visto che era sempre disponibile nell'arco della giornata gli chiesi se lavorasse di notte: in risposta mi disse che per le sue mansioni erano in quattro con una sola scrivania per cui si accordavano tra di loro sulle presenze effettive (comunque tutte sempre retribuite pur essendo sui campi con me). Erano i tempi in cui i piloti e non solo loro prendevano il taxi a spese Alitalia per andare da casa (anche 100Km) all'aeroporto e viceversa perchè (ben difesi dai sindacati) non potevano giungere stanchi utilizzando una loro autovettura; o la "sig.na hostess" più volte invitata a portare un bicchiere d'acqua alla bambina, scocciata per averla distratta da altre faccende, mi disse che non c'era solo mia figlia (anni 5) sull'aereo al che feci notare alla "sig.na" che sull'aeromobile si faceva chiamare "hostess" quasi quanto titolo nobiliare ma, per le stesse mansioni, a terra l'avrei chiamata "cameriera" (con la differenza che chi opera a terra non fa la spocchiosa) ottenendo applausi dei viaggiatori presenti ecc. ecc. Con questo background avrei sperato, dopo decenni di soldi buttati al vento per una compagnia fallita nei fondamentali, di non sentirne parlare ancora. Da anni non viaggio più con Alitalia e probabilmente qualcosa è cambiato ma, considerando i continui buchi finanziari nonostante continue immissioni di denaro, ancora troppo poco e i fasti del passato sono fantasmi a cui è difficile dire addio