stranamalattia

  • Numero messaggi

    4
  • Registrato

  • Ultima Visita

Reputazione Forum

0 Calma piatta

1 Follower

Su stranamalattia

  • Rank
    Utente nuovo
  • Compleanno
  1. Sono innumerevoli i pazienti che affetti da ansia, depressiva o non depressiva, si vedono prescrivere, dal medico generale, o dallo specialista psichiatra, ansiolitici benzodiazepinici, i quali non curano minimamente l’ansia, anzi la cronicizzano (oltre a creare, inevitabilmente, una grave dipendenza, tanto più nei soggetti psicologicamente “alterati”). Le benzodiazepine servono unicamente ad attenuare, e per un breve periodo, i sintomi (non la malattia) legati all’ansia, sia di tipo sociale, generalizzata o somatizzata. Sono utili solo per attenuare, al bisogno, un eventuale stato di particolare agitazione, in caso di attacchi di panico (solo al bisogno), e in pre-anestesia prima di interventi chirurgici. Fuori da questi casi sono assolutamente sconsigliate, tanto più, sempre e comunque, il loro uso cronico. Infatti, un loro uso continuato non solo cronicizza la patologia dell’ansia (la quale non viene curata), ma associa, ai sintomi della malattia stessa, tutta una serie di svariati e complessi sintomi da assuefazione e da sospensione (la quale avviene già in corso di terapia prolungata), con il risultato di aggravare e complicare, nel tempo, sia i sintomi, sia la malattia, e rendere più difficoltosa e complessa, sia l’eventuale somministrazione di una corretta terapia in un secondo momento, sia la guarigione dalla stessa. L’ansia (come pure e soprattutto la depressione), dovrebbe essere trattata unicamente solo con un antidepressivo della classe SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina), in quanto la causa eziologica scatenante la malattia (ipersensibilità dei recettori serotoninergici, con la conseguente atrofia dei rispettivi neuroni, per via dell’aumentato metabolismo ivi innescatosi) è la stessa per entrambe, con differenze solo nella gravità dell’alterazione della sensibilità recettoriale e dell’atrofia neuronale. Il consiglio, dunque, se state assumendo, da tempo, benzodiazepine (Xanax, En, Tavor, Lexotan, Valium, En, Diazepam, Alprazolam, Lorazepam…), è quello assoluto di recarvi da uno specialista psichiatra ed iniziare, molto gradatamente, una sospensione totale dal farmaco (nel giro di svariati mesi -utile sarà passare, se lo assumete in compresse, al formato in gocce, per meglio procedere in ciò), con contestuale inizio di una appropriata terapia antidepressiva della classe degli SSRI, tra i quali sono fortemente consigliati solo il Citalopram, e ancor più lo Escitalopram, gli unici, ad oggi, ad essere davvero, e unicamente, inibitori selettivi della ricaptazione del neurotrasmettitore serotonina (agente chiamato in causa in queste patologie). Importante sarà il vostro impegno e la vostra costanza nel voler uscire fuori, sia dalla vostra dipendenza, sia dalla malattia che vi ha indotto all’assunzione cronica della benzodiazepina, ma non basteranno; è necessario, infatti, che acquisite una certa individuale conoscenza su tutti quelli che sono i sintomi da sospensione che vi potrebbero invadere, di modo che possiate essere consapevoli del quanto e stare relativamente sereni, senza auto-indurvi in comuni errori di sorta. Allo stesso modo, nella fase di sospensione graduale da benzodiazepina, saranno molto utili procedure di disintossicazione; utili saranno tisane o sostanze depurative, attività fisica gradatamente intensa, saune…, insomma tutto ciò che può farvi disintossicare dall’accumulo dei metaboliti della benzodiazepina andrà bene, purché fatto con criterio, prudenza, e gradualità. E’ noto, infatti, che i metaboliti della benzodiazepina si accumulano (come le sostanze comunemente denominate droghe), nelle cellule adipose dell’organismo, e che quindi una loro parte è difficile da eliminare del tutto e precocemente. Ma tutto ciò vi aiuterà. Inoltre, nel mio libro troverete argomentata, in modo dettagliato, una sostanza naturale che vi potrà ulteriormente aiutare, sia nella fase di sospensione dalla benzodiazepina, sia nella fase di cura con l’antidepressivo SSRI. https://ansiadepressionecura.wordpress.com
  2. Con questa discussione voglio presentarvi il mio libro riportandone la sua ampia e dettagliata descrizione. Sono, dunque, graditi commenti e/o domande costruttive nel merito dei temi ivi trattati. Un libro che, da un lato, nella sua prima parte, racconta una particolare e drammatica storia avvenuta, ad un avvocato, nel brindisino (ben rappresentativa delle problematiche che vivono, ed incontrano, gli individui affetti da ansia e depressione), ispirata a fatti realmente accaduti, e che mette in luce i risvolti, la diagnosi e la cura, di malattie tanto frequenti, ma, allo stesso tempo, tanto poco conosciute nella loro eziologia, biologia e clinica; da un altro lato, nella sua seconda parte, è un utile manuale pratico, rigorosamente scientifico, nell'interesse di chiunque, per un corretto approccio preventivo, diagnostico e terapeutico. Argomentato in modo comprensibile, questo libro, è rivolto in generale a tutti, ma in particolar modo a chi soffre di patologie come l'ansia -depressiva o non depressiva- (ansia sociale, ansia generalizzata, ansia somatica), e la depressione (depressione maggiore, depressione cronica -distimia-), o semplicemente sta vivendo un periodo stressante dal punto di vista emotivo. Nel libro, l'ansia e la depressione sono state adeguatamente, e con semplicità, argomentate da un punto di vista prettamente biologico, sia nei riguardi della loro eziologia, sia nei riguardi del loro trattamento (è stata ivi esclusa solo la trattazione della depressione psicotica, della depressione bipolare, e della psicosi -schizofrenia-). Si comprenderà come sia assolutamente errato -e contro ogni evidenza clinica e scientifica-, l'uso di ansiolitici (specie se di tipo benzodiazepinico), nel trattamento dell'ansia e come coadiuvanti nel trattamento della depressione. Entrambe, sia l'ansia (depressiva o non depressiva), sia la depressione maggiore o cronica (distimia), debbono essere unicamente trattate con un antidepressivo di tipo SSRI, senza uso di antidepressivi a pluri azione neurotrasmettitoriale, né di benzodiazepine (ansiolitici, i quali non curano per nulla l'ansia, anzi la cronicizzano), né di antipsicotici (farmaci che si somministrano ai malati di psicosi, schizofrenia “e nei confronti dei quali unicamente dovrebbero essere prescritti”), i quali, anche se a basso dosaggio, spesso vengono, del tutto erroneamente, associati nel trattamento della depressione maggiore. Questo predetto approccio medico specialistico, del tutto confusionario ed errato, sia da un punto di vista dell'evidenza clinica, sia da un punto di vista puramente scientifico, è frequentemente causa di insorgenza di una profonda sfiducia nel paziente ansioso e/o depresso, il quale spesso ha paura di curarsi “temendo”, e non senza ragione alcuna, che possa “stare peggio”. In questo libro, inoltre, si parlerà di una sostanza naturale (a livello internazionale del tutto sconosciuta nella prassi psichiatrica), la quale, come coadiuvante agli antidepressivi, risulta essere efficacissima, mostrando effetti positivi diretti, sia nei confronti dei sintomi dell'ansia e della depressione, sia nei confronti degli effetti negativi secondari, iniziali e non, legati alla somministrazione degli antidepressivi. Dall'ansia e dalla depressione, con un corretto trattamento, si può guarire del tutto, tenendo ben presente che la loro causa eziologica è un alterazione della sensibilità di alcuni recettori -ipersensibilità- (e la conseguente atrofia dei rispettivi neuroni per via dell'aumentato metabolismo ivi innescatosi), e che, in quanto tale, ha bisogno di un trattamento farmacologico volto a normo-sensibilizzarli. Nella fase patologica saranno inutili le sole terapie psicologiche (utili solo come coadiuvanti alla terapia farmacologica), in quanto esse, da sole, potranno essere efficaci solo a scopo preventivo o come mantenimento (dopo la guarigione). Conoscere il proprio io emotivo sarà comunque necessario per cambiare in noi ciò che emotivamente va modificato.