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  1. È iniziato il conto alla rovescia per l’inizio di un nuovo programma che vede come conduttrice Raffaella Carrà, la donna più amata dagli italiani , pronta a tornare in tv con un nuovo progetto dal titolo “A raccontare comincia tu“. Un programma del tutto nuovo che non ha nulla a che fare con lo show. Infatti la stessa Carrà in una intervista ha rivelato: “Torno in tv, ma non canto né ballo: sono già troppo i reality tutti uguali”. Le novità sono che la conduttrice proporrà una serie di interviste a personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura, ma anche della politica e dello sport e per l’occasione si recherà proprio nelle case dei protagonisti, ispirato al format spagnolo “Mi casa es tu casa”. Il nuovo programma di Raffaella Carrà è senza alcun dubbio uno dei programmi più attesi della primavera 2019. In tv è stato già trasmesso il promo e anche sui social questa novità sta scatenando un grande successo. Del resto la conduttrice manca nella tv italiana da dodici anni, da quando condusse su Rai 1 il programma “amore”. Il programma dovrebbe partire il 28 marzo in prima serata su Rai 3. Be direi che mancava proprio da tanto tempo! Sono sicura che sarà un successo, ti aspettiamo Raffa! https://ilformat.***/raffaella-carra-torna-in-tv-con-un-programma-tutto-nuovo/
  2. Due provvedimenti ministeriali vogliono escludere o limitare l’accesso alla riabilitazione ai malati. Lettera appello Il governo ha deciso di fare un grande passo indietro nel trattamento della Sclerosi Multipla. È una scelta grave, che impatterà sulla vita di migliaia delle 118.000 persone che in Italia soffrono di questa patologia. Tra cui la mia, una delle tante mamme che lottano contro questo male. Questo cosa significa? La Sclerosi Multipla è una malattia subdola che, spesso improvvisamente, ti toglie un pezzo di vita alla volta. Un giorno cammini, il giorno dopo non riesci più. Un giorno corri. Il giorno dopo i tuoi bambini scappano e tu non li puoi inseguire. La riabilitazione serve a diminuire la gravità delle conseguenze. Ad essere più autonomi. Ad essere più sereni, meno ansiosi. Ritarda sensibilmente il momento che temiamo tutti di più: la perdita dell’autosufficienza. Ho deciso di appoggiare la battaglia di Aism e di metterci la faccia. Lo faccio con forza perché nella certezza di non essere ridotta alla mia malattia, sono altrettanto certa che per vivere al meglio bisogna condurre alcune battaglie, come questa. Questa è una battaglia che dovremmo fare tutti, queste cure non vanno tolte! https://www.tempi.it/perche-il-governo-vuole-togliere-la-riabilitazione-a-118-000-malati-di-sclerosi-multipla/
  3. Ho capito che ‘mamma’ è un privilegio e un titolo nobiliare”, ha detto Lorena Bianchetti nell’intervista rilasciata al magazine diretto da Alfonso Signorini a qualche giorno dalla nascita della piccola che deve il suo nome, Estelle, a un film che lei e il marito hanno visto insieme qualche tempo fa. Si tratta di ‘Paradiso Perduto’ di Alfonso Cuaròn, girato nel 1998 e ispirato a ‘Grandi speranze’ di Charles Dickens, che ha protagonista una bimba di 11 anni, Estelle, appunto, interpretata da Gwyneth Paltrow. Felice per lei e il marito sono proprio una bella coppia, ora, anche di genitori http://www.today.it/gossip/vip/lorena-bianchetti-mamma.html
  4. Bellissima rivoluzione per la maternità in Spagna non saranno più le sole madri a dover farsi carico dei neonati, con le inevitabili assenze dal lavoro che ritardano o condizionano carriera e promozioni. Il governo socialista di Pedro Sanchez ha varato un decreto che, in modo progressivo da qui al 2021, porterà i padri ad avere gli stessi diritti-doveri delle madri, equiparando i congedi di paternità a quelli di maternità. Alla nascita di un figlio, i neo genitori avranno entrambi 16 settimane di congedo, di cui 6 obbligatorie, pagate al 100% delle stipendio. Le prime 6 dovranno essere godute subito dopo il parto e in maniera simultanea dai genitori, ma le successive 10 nell’arco del primo anno di vita del bambino con la possibilità di alternarsi nei permessi. Io la trovo una riforma giustissima e bella per far godere anche ai padri la gioia dei primi mesi di vita di un figlio http://www.ladige.it/popular/lifestyle/2019/03/02/rivoluzione-spagna-ogni-bimbo-mamma-pap-casa-16-settimane-entrambi
  5. Domenica (3 marzo), Fedez sarà protagonista del tradizionale volo dell'aquila in piazza San Marco a Venezia. Il rapper si lancerà mascherato dal campanile della basilica di SanMarco insieme alla pattinatrice olimpica Arianna Fontana. In passato si sono cimentate in una “prova” del genere anche la pattinatrice Carolina Kostner e la pallavolista Francesca Piccinini. Fedez e Arianna Fontana, intorno alle 11 di mattina, planeranno sulle oltre 23mila persone presenti in piazza. Se il volo della campionessa sarà un messaggio a sostegno della promozione della candidatura diMilano-Cortina dei Giochi Olimpici invernali 2026, quello del rapper sarà invece un volo social, che porterà in Laguna i Ferragnez con la loro schiera di fan. Comunque ci vuole del coraggio a farlo, io l'ho visto una volta, volano altissimi
  6. Ora la scaricano, ma tutti sapevano di questa cosa aberrante che ha fatto la Sarti deputata 5 stelle, presidente della commissione giustizia, lei che parlava di valori... Siccome non aveva versato il suo obolo al movimento, facendo falsi bonifici, quando è stata scoperta, dice di essere stata consigliata da Casalino di denunciare il suo fidanzato di furto, scaricando la colpa su di lui per coprire lo scandalo e lei lo ha fatto, ha avvisato il ragazzo, gli ha detto che era stata consigliata a fare così dal portavoce del presidente del consiglio, lui ha cercato di dissuaderla, ma niente da fare, la deputata, che oggi siede in parlamento nel gruppo misto, dimessa dai 5 stelle, ha sporto una falsa denuncia contro il suo fidanzato. Il ragazzo giustamente si difende, ha raccontato tutto e oggi che tutti la scaricano sta dicendo che tutti sapevano di questa montatura. Denunciare qualcuno per un reato che non ha commesso è reato, cara deputata che siedi indegnamente in parlamento. Ecco la conversazione in chat, su Telegram, fra l’ex presidente della commissione Giustizia della Camera Giulia Sarti, e il suo ex fidanzato, Andrea Tibusche Bogdan. I due parlano della presunta richiesta dei vertici dei 5 Stelle a lei di accusare lui, che oggi medita di querelarla, per i mancati versamenti al Movimento. Giulia Sarti: «Le Iene hanno i nomi da mesi e mi hanno chiesto se denuncio te perché mi stanno chiedendo come uscire da questa storia. Io ho detto di no e mi piglio tutta la colpa». Bogdan Andrea Tibusche: «Denunciare me... Te l’hanno chiesto le Iene?» Giulia Sarti: «No no, me l’ha chiesto Ilaria con Rocco. Per salvarmi la faccia... Cinque sono fuori ma ho detto di no. Però tesoro è finita, ora devo restituire quei 23.500 euro. Stasera ho parlato con la comunicazione. Domattina devo fare un post su Facebook, avrò lo stesso trattamento di Cecconi e Martelli». Bogdan Andrea Tibusche: «Io mi sparo». Giulia Sarti: «No è inutile che fai così forza dai, si affronta. Devo firmare il foglio in cui rinuncio ad essere eletta. Cioè tutto il restituito non conta nulla?». Bogdan Andrea Tibusche: «Sono penosi mi dispiace tesoro sono a pezzi». https://www.lastampa.it/2019/02/28/italia/i-cinque-stelle-scaricano-sarti-lex-fidanzato-tutti-sapevano-jD96FLZO2Tx4I0ylKDA9SL/pagina.html
  7. Hai un bel da combattere gli stereotipi e da portare avanti battaglie per la parità dei sessi, se poi lo stereotipo di genere passa anche dai libri che insegnano l'italiano alle scuole elementari. La mamma? "Cucina", oppure "stira", invece il papà "lavora" o "legge". Sono le frasi riportate in un libro di italiano per bambini, utilizzato alle elementari e non certo 'datato': il volume in questione si chiama "Nuvola", Libro dei Percorsi, edizioni La Spiga, anno di pubblicazione 2017. La foto dell'esercizio di italiano 'incriminato' è stata postata domenica mattina su Facebook da una mamma che se l'è trovato davanti mentre faceva i compiti con la figlia che frequenta la seconda elementare. In breve è diventata virale e sta facendo il giro dei social, con molte critiche Bell'insegnamento! Bravi davvero... poi dice che in Italia c'è ancora maschilismo... http://www.bolognatoday.it/scuola/donne-libro-elementari-polemica.html
  8. Punita dalla madre (anche fisicamente a colpi di mestolo di cucina) se a 15 anni non metteva il velo islamico o se parlava con compagni di scuola maschi. Costretta insieme al fratellino a dormire per terra quando in casa c’era il compagno della madre. Obbligata a non andare a scuola e non uscire mai di casa per tre giorni nel periodo in cui la madre era ritornata in Egitto. L'allarme, raccontano sul Corriere della Sera, è scattato tre mesi fa, quando la ragazzina è svenuta in classe e ha trovato il coraggio di aprirsi con una professoressa, che l'ha ascoltata. Le sue parole hanno portato all'arresto della madre, una 31enne egiziana, che è poi stata messa ai domiciliari in attesa del processo con rito immediato“. La ragazzina e suo fratello - che venivano interrogati ogni 15 giorni sul testo sacro della religione islamica - sono stati messi in una comunità protetta. Donne schiavizzate che diventano le peggiori nemiche delle loro figlie http://www.milanotoday.it/cronaca/picchia-figlia-velo-arrestata.html
  9. I carabinieri hanno depositato, in Procura, l'informativa che, a chiusura delle indagini, ridisegna la scena del crimine, individuando 5 persone da mandare sotto processo. E, soprattutto, conferma che Serena Mollicone fu uccisa durante una discussione con Marco Mottola, figlio dell'ex maresciallo, all'interno della caserma dei carabinieri di Arce. Dunque, quel drammatico 1° giugno del 2001 Serena, 18 anni, fu colpita e poi sbattuta, con la testa, contro la porta di un alloggio, interno alla caserma, nella disponibilità dell'ex maresciallo Franco Mottola. Povera ragazza, pare che fosse andata a denunciare spaccio di droga nel suo paese, ma era proprio il figlio del maresciallo lo spacciatore e quindi ci fu una discussione finita con l'omicidio della ragazza nell'alloggio della famiglia del comandante della stazione dei carabinieri. La ragazza fu tramortita sbattendole la testa, poi portata in un boschetto legata ad un albero e soffocata con un sacchetto sulla faccia. Sono quindi iniziati i depistaggi, false accuse, arresto di innocenti fino a quando oggi sta venendo fuori la verità, tutta la famiglia del maresciallo è coinvolta, magra consolazione per il padre vedovo di Serena che aveva questa unica figlia https://www.ilmessaggero.it/italia/serena_mollicone_omicidio_maresciallo_figlio_ultime_notizie-4312441.html
  10. Un articolo interessante sull'amore e sul perchè fa così bene. Barbara Fredrickson, professoressa di Psicologia e Psicofisiologia dell’Università della Carolina del Nord, spiega che l’amore è la somma di micro momenti di connessione con le altre persone. Dunque l’amore si ritrova ogni volta che si crea una connessione mentale con qualcuno e che percepiamo quella sensazione di piacevole benessere che ci porta a desiderare di passare del tempo con quella persona. L'amore dunque è in tutte quelle frazioni di tempo in cui vogliamo dare il meglio di noi proprio a quella persona. È il collante delle emozioni Se ci pensate bene, l’amore racchiude anche tutte le altre emozioni. Ad esempio nell’amare il nostro partner si riconoscono altre emozioni come la paura o la gioia. O ancora quando amiamo qualcuno e non siamo corrisposti arrivano rabbia e tristezza.Insomma, l’amore è così importante perché in ogni emozione ne troviamo sempre un po’. Che ne pensate? https://www.grazia.it/stile-di-vita/***/perche-lamore-e-importante
  11. Il consigliere comunale di Bolzano della Lega Kevin Masocco, finito in mezzo alle polemiche per un audio messaggio a lui attribuito in cui si sentono parole sessiste su una «dj da violentare», ha rassegnato le sue dimissioni. In un comunicato condanna quella che definisce «la sua bravata, per quanto inopportuna e condannabile», che si sarebbe «trasformata in un accanimento mediatico». «In questa vicenda ho sbagliato due volte, si legge nel suo comunicato, la prima ad affermare cose inopportune delle quali mi vergogno e mi dispiaccio, la seconda - complice la mia giovane età e inesperienza - aver negato la paternità del file audio». http://www.ladige.it/territori/alto-adige-s-dtirol/2019/02/19/kevin-masocco-si-dimesso-dj-violentare-ho-sbagliato-anche
  12. "Quando sento una donna, anche le mogli dei calciatori, parlare di tattica mi si rivolta lo stomaco. Non ce la faccio! Se tu parli della partita, di come è andata e cose così, bene. Ma non puoi parlare di tattica perché la donna non capisce come un uomo, non c’è niente da fare" sono le parole di Collovati, durante la puntata di domenica del programma di Rai 2, che hanno fatto infuriare numerosi utenti sui social network. E la moglie Caterina gli da pure ragione Caterina Collovati è intervenuta sul tema sollecitata da un tweet di una donna che le chiedeva un parere: "Carissima , mio marito ha parlato di tattica... La tattica spiegata da una donna non mi convince... Quando presentavo le trasmissioni di calcio non ho mai avuto la pretesa di spiegare il 4 4 2. La visione del mondo unisex non mi appartiene". Povere noi... quanto maschilismo ancora anche fra le stesse donne! http://www.corrieredellosport.it/news/calcio/2019/02/18-53521241/_la_donna_non_capisce_come_l_uomo_bufera_su_collovati/
  13. Cristina Comencini è nata e vive a Roma. Figlia del regista Luigi Comencini e madre di Carlo, Giulia e Luigi, esordisce al cinema come attrice nel 1969, diretta dal padre in Infanzia,vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano, accanto a Tina Aumont e Maria Grazia Buccella. Laureata in Economia e Commercio con Federico Caffè, lavora per alcuni anni come giornalista economica e ricercatrice. Inizia la carriera di scrittrice nel cinema sceneggiando insieme al padre il film TV Il matrimonio di Caterina (1982) ed il lungometraggio Buon Natale... Buon anno del 1989; è co-sceneggiatrice di Ennio De Concini in Quattro storie di donne (1986) ed autrice insieme a Suso Cecchi D’Amico dei televisivi Cuore e La Storia, entrambi diretti dal padre. Nel 1988 esordisce alla regia, del 2005 è La bestia nel cuore, pellicola nominata all’Oscar come miglior film straniero e premiata al Festival del Cinema di Venezia con la Coppa Volpi per l’interprete femminile protagonista, Giovanna Mezzogiorno. Nel 1991 pubblica Pagine strappate, il suo primo libro. Attiva anche in campo teatrale, Cristina Comencini esordisce sul palcoscenico nel 2006 , insomma regista, scrittrice e madre di Carlo Calenda del quale si dichiara molto fiera https://stream24.ilsole24ore.com/video/notizie/cristina-comencini-molto-fiera-mio-figlio-carlo-calenda/AFVY66K
  14. “I miei genitori non credono nei vaccini, li ritengono uno schema del governo, così non mi hanno mai vaccinato e solo Dio sa come sono ancora vivo. Ho avuto molte discussioni sul tema ma non c'è niente da fare. Ora ho 18 anni e vorrei sapere se sono ancora in tempo per farmi immunizzare. Se costerà molto e dove andare”: a scrivere queste parole in rete è stato un ragazzo dell’Ohio, Ethan Lindenberger, che lo scorso novembre è diventato maggiorenne. E ha pensato di poter finalmente fare ciò che ritiene giusto per se stesso, ovvero vaccinarsi. Ethan ha raccontato su Reddit di avere genitori no-vax che non l’hanno fatto vaccinare (tra i timori della madre anche che i vaccini possano causare l’autismo, tesi sempre negata dalla comunità scientifica) e che da solo si è informato e convinto dell’importanza dei vaccini. La sua “richiesta di aiuto” in rete è diventata ben presto virale: in tantissimi hanno risposto e lo hanno guidato al dipartimento della Salute dell'Ohio, dove il giovane ha ricevuto il suo primo round di vaccini contro tetano, influenza, Hpv ed epatite B. “Mia mamma per anni mi ha spiegato che i vaccini fanno male e io credevo che nessuno li facesse”, ha spiegato il neo-diciottenne aggiungendo che però poi, col ritorno del morbillo e di altre malattie, si è reso conto parlando con i suoi compagni di scuola che tutti erano vaccinati. Dopo qualche ricerca si è convinto della necessità di vaccinarsi e ne ha parlato con sua madre, che però non ha cambiato idea. Ethan ora è anche preoccupato per i suoi fratelli più piccoli, come lui lasciati senza vaccini (a differenza dei fratelli maggiori, che la madre aveva fatto vaccinare). “Il fatto che io abbia un buon sistema immunitario mi mette al sicuro, ma non mette al sicuro mia sorella di due anni. Questo è un pensiero che mi spaventa moltissimo Quando i figli sono più assennati del genitori https://www.fanpage.it/compie-18-anni-e-sfida-la-madre-no-vax-facendo-i-vaccini-dio-solo-sa-come-sono-ancora-vivo/
  15. Sabri Ben Ali, partito ad agosto del 2013 e morto a dicembre dello stesso anno. Aveva 19 anni, fisico atletico da giocatore di basket, dotato di bell’aspetto ma insicuro di sé, perché balbuziente: un difetto che lo aveva portato ad abbandonare gli studi nella scuola alberghiera che frequentava. Sabri non viveva a Moleenbeek, quartiere brussellese noto per aver dato i natali agli autori degli attentati di Parigi del 2015, bensì nella tranquilla Vilvorde. Un luogo neutro, un comune fiammingo nella periferia nord di Bruxelles, scelto appositamente dai suoi genitori per dargli un avvenire migliore, senza condizionamenti di natura etnico-religiosa, ma i lunghi tentacoli del radicalismo islamico erano capaci di uscire dal ghetto e intercettare i disagi dei ragazzi con la pelle scura cresciuti nelle scuole della classe operaia bianca. Sabri è partito per la Siria nell’estate del 2013, e non mai più ritornato. È stato condannato per partecipazione a un’organizzazione terrorista, in contumacia, dalla Stato belga, «la stessa condanna scontata dal suo reclutatore che lo ho mandato verso morte certa», osserva con amarezza Saliha Ben Ali, la madre del ragazzo. La incontriamo nella sede dalla sua associazione S.A.V.E Belgium (Society Against Violent Extremism, Società contro l’estremismo violento) in un grande spazio co-working a Evère, Nord di Bruxelles. «È questo che mi tiene in vita – spiega Saliha mostrando i faldoni accumulati nel suo ufficio – aiutare i genitori, impotenti, di giovani radicalizzati. Li assisto nelle loro difficoltà psicologiche e burocratiche enormi». Saliha ha un passato da assistente sociale, è una belga tunisina di seconda generazione che ha aderito completamente ai valori democratici e europei del Belgio. Paese che sente suo, come spiega nel suo libro Maman, Entends tu le vent? (Mamma, lo senti il vento?). Un’autobiografia di valore storico in cui racconta le difficoltà e gli entusiasmi della sua integrazione, negli anni Settanta, e il calvario di quella di suo figlio Sabri, nato a Bruxelles nel 1994, e morto in un ospedale clandestino di Aleppo mentre faceva il jihad. «Ho fatto di tutto per impedirgli di partire – racconta Saliha – ma come molti ragazzi determinati nel loro progetto eversivo, Sabri ha praticato la dissimulazione. Qualche giorno prima che partisse ci ha fatto credere che si era rinsavito». Madre coraggiosa che ora aiuta altri genitori nella sua stessa condizione https://www.avvenire.it/mondo/pagine/saliha-il-daesh-mi-ha-rubato-un-figlio-non-fate-il-mio-errore