daiotto

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  1. Ecco quanto dichiarato dal presidente dell'Italia dei Diritti e capogruppo del movimento nel consiglio comunale di Roccagiovine, dopo il ritrovamento di Stefano Garzilli, il 24enne romano di cui si erano perse le tracce domenica scorsa nel Parco dei Monti Lucretili, nel territorio di Roccagiovine :"Da 2 giorni seguo con apprensione la vicenda della scomparsa del giovane Stefano Garzilli nei boschi di Roccagiovine, il bellissimo borgo alle porte della Capitale, in cui siedo in consiglio comunale in qualità di capogruppo dell'Italia dei Diritti. Antonello De Pierro Ho passato giorno e notte presso l'unità base dei soccorsi, allestita presso il ristorante Il Castagneto, al fianco dei familiari per tributare il mio supporto personale, ma anche quello istituzionale dettato dal comando imperioso del munus consiliare, sperando sin dal primo momento in un esito positivo. Da qualche minuto è giunta la notizia del suo ritrovamento. E' vivo e sta bene. Il mio grazie sentito va ai soccorritori, in primis ai Vigili del Fuoco, che ancora una volta hanno dimostrato il ruolo basilare svolto nel nostro parenchima sociale. ma anche tutti gli altri, tra cui i volontari della protezione civile, e tra questi mi piace citare Il consigliere Piero Moltoni, da sempre in prima linea quando si tratta di affrontare emergenze. Un grazie va anche al sindaco Marco Bernardi, il quale ha accolto senza indugi ieri sera la mia richiesta di fornire un'adeguata sistemazione per la notte ai familiari del ragazzo, per evitar loro di trascorrere la seconda notte all'aperto. Sono stati sistemati presso un'attività ricettiva a Roccagiovine".
  2. Il presidente Antonello De Pierro ha designato il sindaco di Saracinesco, dopo la sua adesione al movimento, per il coordinamento territoriale dell'area Marco Orsola Roma - A distanza di qualche settimana dall’adesione di Marco Orsola. sindaco di Saracinesco e presidente dell’Unione dei Comuni Valle del Giovenzano, al movimento Italia dei Diritti, il presidente Antonello De Pierro, sentito il parere del responsabile provinciale di Roma Carlo Spinelli e del direttivo territoriale, ha proceduto alla nomina diretta della new entry a responsabile per la Valle dell’Aniene. Certamente è un passo strategico di estrema importanza per l’espansione dell’Idd in quello che è considerato uno dei più bei paesaggi d’Italia. Uno sviluppo dell’insediamento politico del movimento, iniziato poco più di un anno fa e che ha portato all’elezione di ben 11 consiglieri, divisi tra i comuni di Roccagiovine, dove capogruppo è lo stesso presidente De Pierro, Sambuci, Vallepietra e Rocca Canterano. L’Italia dei Diritti è senz’altro la lista con più eletti in tutta la valle attraversata dal fiume Aniene e l’incarico affidato a Marco Orsola, un emblema inimitabile di buona amministrazione, mira a un radicamento territoriale molto più diffuso, per affermare solidamente i principi fondanti del movimento, basati soprattutto su legalità e giustizia. La soddisfazione del numero uno del movimento è lapalissiana: “La scelta di affidare a Marco il ruolo di coordinatore dell'Italia dei Diritti per il perimetro territoriale della Valle dell'Aniene è frutto di una scelta ben ponderata. Innanzitutto pochi come lui conoscono quel territorio e le sue dinamiche sotto un profilo socio-politico, ma anche storico-culturale. Questo naturalmente è un grosso vantaggio nel recepire le istanze della popolazione e cercare di soddisfarle nel migliore dei modi. Un altro nodo fondamentale è che è un amministratore molto capace e ho deciso di costruire la gestione amministrativa tipo per il nostro movimento sulla scorta della sua esperienza gestionale presso gli enti locali. Questi sono gli assunti precipui da trasmettere a chi vuole accingersi a entrare nella macchina amministrativa sotto l'egida dell'Italia dei Diritti, informati all'efficienza, al buon andamento e all'imparzialità, come da dettato costituzionale dell'art. 97, con tutti i criteri di legalità e trasparenza che ne conseguono. Chi sposa queste linee basilari è il benvenuto e, anche se non aderisce al movimento, troverà in noi un solido alleato in ottica collaborativa. Chi è lontano da quelle che consideriamo indicazioni comportamentali imprescindibili troverà la nostra ferma e intransigente opposizione. Per noi esistono prima di tutto la legalità e la giustizia, e queste si traducono, ancora prima che in espressioni delle norme di diritto positivo, anche e sopratutto in condotte di matrice etica, basate su norme morali. Il ruolo assegnato a Marco Orsola non lo considero assolutamente definitivo, ma spero sia solo l'inizio di un processo evolutivo della sua totale integrazione nelle file dell'Italia dei Diritti. Presto ci sarà un congresso regionale in Sicilia e subito dopo conto di annunciarlo nel Lazio. Auspicherei in quell'occasione la presentazione di una sua mozione per candidarsi a guidare la nostra squadra a livello regionale".
  3. Il gruppo dell'Italia dei Diritti, capeggiato dal presidente Antonello De Pierro, ha presentato una mozione con istanza di consiglio straordinario La consigliera Michela Facioni Roma - Nuova vibrante protesta dell'Italia dei Diritti, gruppo di opposizione nel consiglio comunale di Roccagiovine, contro l'amministrazione guidata dal sindaco Marco Bernardi. Il movimento presieduto a livello nazionale dal giornalista romano Antonello De Pierro, che tra l'altro è consigliere capogruppo proprio nell'assise consiliare roccatana, da tempo fa sentire forte la sua voce contro le numerose inefficienze gestionali della maggioranza locale, da sempre puntualmente denunciate nel consesso assembleare, in particolar modo da parte dallo stesso De Pierro. Questa volta il dissenso si appunta sull'opportunità di un'assunzione effettuata nei mesi scorsi a seguito di un avviso di selezione pubblica finalizzato alla ricerca di una figura professionale da impiegare presso l'Ufficio Tributi. La congiuntura aveva subito incontrato le perplessità dei consiglieri dell'Italia dei Diritti per una serie di motivazioni, tanto da indurre il leader del movimento, esercitando il diritto di sindacato ispettivo legato al munus consiliare, a produrre subito un'istanza di accesso agli atti, rimasta parzialmente inevasa, con un'ostensione documentale lacunosa, soddisfatta solo dopo un rinnovo di richiesta al fine di ottenere il materiale preteso, ma con un'inevitabile e penalizzante dilatazione dei tempi di attesa e quindi dell'espletamento dell'auspicata attività istituzionale di manifestazione della contrarietà al provvedimento emesso. Vincitrice della procedura concorsuale è risultata Giada Facioni, sorella dell'autorevole consigliera di maggioranza Michela, miss preferenze (è stata la più votata in assoluto), nonché parente dello stesso sindaco Bernardi, ma De Pierro si è affrettato subito a chiarire che la disapprovazione esula dall'esito della selezione, che considera una mera coincidenza. Antonello De Pierro "Tengo a precisare, per fugare ogni equivoco — ha dichiarato —, che non contestiamo nella maniera più assoluta l'assunzione della signora Facioni, la quale è risultata avere tutti i requisiti richiesti dal bando e tali da farle attribuire il punteggio più alto, ma altri fattori, tra cui la stessa opportunità di dare avvio a una procedura di reclutamento". Infatti De Pierro, insieme agli altri consiglieri dell'Italia dei Diritti Paolo Nanni e Aurelio Tartaglia, ha inoltrato al sindaco, e per conoscenza al prefetto di Roma, nonché alle procure generale e regionale del Lazio della Corte dei Conti, una mozione con richiesta di consiglio straordinario, in cui viene estrinsecato dettagliatamente il corpo motivazionale che avrebbe dovuto, a loro avviso, evitare di avviare l'iter selettivo e il successivo perfezionamento negoziale. Ciò che balza subito all'occhio, scorrendo lo sguardo tra le righe dell'atto redatto, è l'approvazione della deliberazione della giunta comunale, composta dal sindaco Bernardi e dal vicesindaco Angelo Fabiani, presenti nella circostanza mentre risultava assente l'assessora Annita Cocchieri, alle ore 17,30 del 17 dicembre, giorno in cui è stato pubblicato il bando. In pratica l'approvazione sembrerebbe essere stata successiva alla pubblicazione dell'avviso di selezione a cui fa riferimento. E' lecito domandarsi come sia stato possibile tutto ciò e soprattutto chi era deputato a esprimere il parere tecnico sulla regolarità dell'atto come abbia potuto pronunciarsi favorevolmente. Quesiti a cui si cerca una risposta, ma ci si perde inevitabilmente in una buia vallata di ipotesi. "Prima facie qualcosa non torna — tuona De Pierro — e pretendiamo delle risposte esaustive, che siamo certi il sindaco e il vicesindaco, nonché la segretaria comunale Giulia Orefice, che ha espresso parere tecnico favorevole, riusciranno a fornirci fugando ogni dubbio in merito". La polemica dei consiglieri di opposizione si sofferma altresì sul compresso lasso temporale concesso agli aspiranti per formalizzare la presentazione delle istanze di partecipazione, dal 17 al 28 dicembre, per di più a cavallo delle festività natalizie, che ha ridotto ulteriormente il tempo a disposizione. Ma il perno dell'impianto argomentativo di dissenso si fonda sull'utilità di un'ulteriore assunzione, alla luce del fatto che un dipendente del Comune di Roccagiovine è comandato da lungo tempo presso un'altra amministrazione e mai sembra essere stata ventilata una remota possibilità di richiamarlo in sede. Pertanto, secondo la minoranza in consiglio, non era assolutamente necessario un ulteriore esborso di pubblico denaro, tenuto conto tra l'altro che quasi in concomitanza con la stipula del contratto di assunzione, per ridurre le spese del Comune, si era provveduto a sospendere un servizio di trasporto per la scuola della limitrofa Licenza, privando alcuni bambini di un servizio di fondamentale importanza. Non manca inoltre una critica all'asserita insindacabilità del giudizio del Ruf (Responsabile Ufficio Finanziario), alla cui competenza monocratica è stata affidata la disamina valutativa dei requisiti dei partecipanti e la formulazione della graduatoria finale, non riuscendo a identificare dei netti contorni di certezza cognitiva a un approccio esegetico. Alquanto interessante appare infine, nella mozione prodotta, il percorso deduttivo tracciato sotto il profilo giuridico, a conforto dell'asserita nullità ab origine dell'avviso di selezione da parte dei consiglieri sottoscrittori. Ciò prende le mosse da una netta duplicità identificativa del bando in questione. da un punto di vista legale. Infatti, richiamando a supporto i chiarimenti in merito di una nota sentenza della Corte di Cassazione, in via preliminare, i componenti del gruppo Italia dei Diritti si soffermano sull'inequivocabile inferenza concettuale, che conferisce, in materia di pubblico impiego, a ogni bando di concorso per l'assunzione di personale, la doppia natura di provvedimento amministrativo e di atto negoziale quale offerta al pubblico. E proprio su quest'ultima qualificazione attributiva si fonda l'argomentazione dei proponenti che riconduce a ritenere nullo il documento in esame. Com'è noto ogni attività contrattuale può prevedere come accessori degli elementi accidentali, tra cui è ben definita da specifiche previsioni normative la condizione. Com'è più dettagliatamente specificato nella mozione formulata, oltre alle condizioni potestative, casuali e miste, esiste una specifica figura giuridica, ben definita da un apposito articolo del codice civile, il 1355, che contravviene alle statuizioni legittimate dalla legge e costituisce una distorsione giuridica che rende nullo l'atto. Si tratta della condizione "meramente potestativa", che affida alla mera volontà di una sola parte, pertanto al mero arbitrio, l'efficacia della stipula contrattuale. E' la medesima massima cassazionistica a reputare nulla "...la clausola con cui la p.a. si riservi la facoltà di non procedere all'assunzione......perché integra una condizione meramente potestativa ai sensi dell'art. 1355 c.c." ed è proprio la fattispecie che ci interessa, alla luce del fatto che l'avviso di selezione pubblica promanante dal Comune di Roccagiovine recita testualmente che il Comune "si riserva, altresì, il diritto di revoca del procedimento in qualsiasi momento". "Ci opporremo con ogni mezzo lecito a nostra disposizione — fa sapere il numero uno dell'Italia dei Diritti — a un'assunzione che riteniamo assolutamente inopportuna. Visto il particolare frangente dell'anno in cui è stato pubblicato il bando e si è proceduto alla contrattualizzazione, il tutto nell'arco di una decina di giorni e durante le vacanze natalizie, ci siamo accorti di quanto era avvenuto solo a cose fatte. Ci siamo immediatamente attivati formulando un'istanza di accesso agli atti, a cui abbiamo ottenuto una risposta parziale. Praticamente ci è stata fornita solo la documentazione rinvenibile agevolmente sul sito *** del Comune. Siamo stati costretti a produrre un rinnovo di istanza di accesso e siamo venuti in possesso dell'intero corpo documentale solo dopo ben 75 giorni, quando il dettato dell''articolo 43 c. 3 del T.U.O.E.L. parla esplicitamente di 30 giorni per le risposte alle istanze di sindacato ispettivo presentate dai consiglieri. In questo modo si dilatano notevolmente i tempi e la nostra azione subisce inevitabilmente una coartazione. In questo modo non ci viene permesso di espletare compiutamente l'attribuzione mandataria affidataci dagli elettori. Meglio tardi che mai. Ora siamo qui e nei prossimi giorni in consiglio si discuterà e si voterà la nostra mozione, inserita all'ordine del giorno in una seduta ordinaria anche se avevamo chiesto in maniera lapalissiana un consiglio straordinario. Ma non obietteremo su questo. Ci interessa soprattutto capire se questa maggioranza avrà il coraggio di avallare quello che riteniamo un inutile esborso di denaro pubblico, a fronte di tante richieste da noi avanzate, a cui è stato opposto sempre un netto rifiuto per mancanza di fondi, oppure voterà la nostra mozione. L'ente ha un dipendente comandato presso un'altra amministrazione da lungo tempo e mai ci risulta che sia stata nemmeno presa in considerazione l'ipotesi di un suo rientro in sede. Peraltro la dipendente in questione è stata assunta per un ufficio specifico che è quello finanziario, che ci pare abbia finora espletato brillantemente i suoi compiti senza alcun problema. Per di più, in base alle elaborazioni dottrinali e giurisprudenziali, l'atto con cui è stato attivato il procedimento di reclutamento sembrerebbe essere nullo. In pratica, se ancora assumiamo per autorevole l'orientamento della Suprema Corte, si sarebbe proceduto a un'assunzione sulla base di un bando concorsuale affetto da nullità ex tunc. La nostra espressione di dissenso continuerà all'infinito con manifestazioni di protesta anche eclatanti qualora non venga revocato in autotutela il provvedimento di assunzione o quantomeno non vengano fornite risposte plausibili alle nostre perplessità in merito. E quando parlo di manifestazioni eclatanti parlo di incatenamenti di fronte a vari luoghi istituzionali o sedi di organi mediatici, sperando di non dover arrivare a occupare l'aula consiliare. Se necessario arriveremo a sottoporre la questione a referendum a iniziativa popolare". Mozione e richiesta consiglio straordinario assunzione 15072019.pdf
  4. Il presidente dell'Italia dei Diritti: "Un'amministrazione comunale che non è sensibile alla corretta valorizzazione delle enormi potenzialità del territorio è orfana degli strumenti basilari e dei più elementari supporti concettuali e valoriali per poter espletare l'attribuzione mandataria affidatale dal corpo elettorale Roma - Chi era presente parla di un uomo alquanto perplesso di fronte alla situazione riscontrata e determinato a impegnarsi per il cambiamento. Lui è il presidente dell'Italia dei Diritti Antonello De Pierro e il riferimento è alla sua visita a Fiuggi in occasione del XIII Festival Internazionale della Chitarra in svolgimento in questi giorni nella nota cittadina ciociara. Il leader del movimento, accompagnato dal capogruppo Idd nel consiglio comunale di Castel San Pietro Romano Tony Gallo e da alcuni sostenitori anticolani, ha fatto un giro per le strade avviando un confronto dialogico con molti cittadini, che lamentavano inefficienze gestionali dell'attuale amministrazione guidata dal sindaco Alioska Baccarini. facendo trapelare un diffuso malcontento. La reazione del numero uno dell'Italia dei Diritti è stata immediata:"Non riesco a credere di dover raccogliere queste doglianze a Fiuggi. Verificherò personalmente in maniera più approfondita la circostanza recandomi qui più spesso e delegando i competenti nostri esponenti per individuare un valido gruppo dirigente locale. Un'amministrazione comunale che non è sensibile alla corretta valorizzazione delle enormi potenzialità del territorio, che si esplicano specie nello sviluppo turistico, l'ambito settoriale su cui si fonda gran parte della sua economia, è orfana degli strumenti basilari e dei più elementari supporti concettuali e valoriali per poter espletare l'attribuzione mandataria affidatale dal corpo elettorale. Avevamo già in mente di presentare una nostra lista a Fiuggi, sulla scia di quanto stiamo facendo in molti altri comuni, in cui i nostri eletti stanno garantendo il rispetto delle regole e il controllo sull'operato di chi gestisce la potestà amministrativa, in virtù di un lapalissiano stato di inerzia in cui versa la città. Avendo a mente gli antichi fasti a cui ero abituato venendo a Fiuggi mi piange il cuore a riscontrare ictu oculi, al di là delle doglianze dei residenti, il processo involutivo a cui è stata sottoposta. Ancora più doloroso è prendere atto dell'inadeguatezza dell'opposizione a interpretare il ruolo che le compete. Fiuggi merita indubbiamente di più. In ogni caso la nostra presenza al prossimo appuntamento elettorale è pressoché certa per rimuovere dal proscenio politico chi finora dagli scranni del potere amministrativo, ma anche dai banchi dell'opposizione, ha relegato il tessuto sociale di Fiuggi ai margini dei parametri idonei allo sviluppo e dotare i corpi collettivi locali di un'amministrazione che risponda finalmente alle istanze provenienti dal basso. E' un preciso impegno che assumo di fronte a questo apodittico immobilismo per poter restituire al territorio le specificità peculiari che l'hanno sempre contraddistinto. Nell'interesse dei cittadini, con un atto di coraggio di fronte a un palese fallimento politico, auspicherei le dimissioni del sindaco e dell'intera maggioranza e li inviterei a perseguire questa strada, per poter ridare la parola al corpo elettorale nel segreto dell'urna elettorale. In caso contrario chiediamo ai cittadini di armarsi di pazienza e attendere il momento in cui, grazie all'utilizzo di tutti gli strumenti offertici dalle regole della democrazia partecipativa, potranno accordarci, tramite suffragio, quella fiducia necessaria per lavorare alla rinascita di Fiuggi".
  5. Il primo cittadino di Saracinesco (Rm) ha aderito al movimento presieduto da Antonello De Pierro Marco Orsola Roma - L'espansione del movimento Italia dei Diritti, presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro, ormai non conosce sosta. Dopo aver ottenuto l'elezione di undici consiglieri in sei comuni, che aggiunti ai precedenti eletti fanno quattordici in sette comuni, solo nella Città Metropolitana di Roma Capitale, dove risulta essere la lista con più eletti nei comuni sotto i 15.000 abitanti, ora incassa l'adesione del primo sindaco targato Idd. Un colpo da novanta in quanto non si tratta di un primo cittadino qualsiasi, ma di un emblema di ottima amministrazione, ammirato e stimato da ogni parte per la sua lapalissiana competenza gestionale. Si tratta di Marco Orsola, sindaco di Saracinesco, un piccolo borgo alle porte della Capitale, che da oggi ha aderito ufficialmente all'Italia dei Diritti. E' lo stesso De Pierro a renderlo noto. "Ci siamo incontrati a cena — spiega il leader del movimento — insieme al neo vice presidente Oscar Tortosa, e Marco mi ha comunicato la sua volontà di entrare a far parte della nostra squadra. Sono stato felicissimo di fronte a questa esternazione intenzionale. La prima cosa che ho pensato è che se uno come lui vuole entrare a far parte del nostro gruppo significa che stiamo lavorando bene. E' un amministratore che stimo da sempre. Basta recarsi a Saracinesco per constatare ictu oculi i risultati di un'impeccabile attitudine alla gestione della cosa pubblica. Stiamo portando il nostro contributo nelle realtà in cui ci viene accordata la fiducia da parte del corpo elettorale, improntando sempre la nostra azione amministrativa ai principi fondanti della nostra organizzazione politica, espressi dalle categorie concettuali della legalità e della trasparenza, nell'ottica costituzionale del buon andamento della attività della pubblica amministrazione, informata ai canoni di efficacia ed efficienza, in ossequio all'interesse primario dei corpi collettivi. E quando si parla di legalità non basta limitarsi a non infrangere le norme ordinamentali, ma il nostro pensiero si rivolge anche alle regole morali, all'etica, che spesso alcune fattispecie comportamentali, pur rimanendo nel perimetro imposto dalla legge, vanno a violare. Do il benvenuto a Marco Orsola e attiverò immediatamente il responsabile provinciale romano Carlo Spinelli, affinché convochi il direttivo provinciale per assegnare un ruolo nell'organigramma dell'Italia dei Diritti a una persona che incarna l'essenza del nostro concetto di primo cittadino".
  6. Il presidente del movimento ha scelto con convinzione: "E' stato dalla prima ora una figura molto affidabile per il nostro movimento, che ha sostenuto con coerenza e impegno ogni battaglia. La sua storia politica non ha bisogno di commenti e credo fosse la persona più adatta per ricoprire il ruolo" Oscar Tortosa e Antonello De Pierro Roma - Sarà l'on. Oscar Tortosa il nuovo vice presidente del movimento politico Italia dei Diritti. La carica è rimasta vacante per qualche anno per scelta del presidente Antonello De Pierro, al quale spetta il compito di individuare la persona giusta e procedere all'investitura. Tortosa, ex assessore del Comune di Roma per moltissimi anni e consigliere regionale del Lazio, era già parte integrante dell'organizzazione politica facente capo al giornalista romano come responsabile nazionale per la Politica Interna. Oggi la decisione di De Pierro di volerlo al suo fianco nella gestione del movimento, che appare in buona salute e in costante crescita, è dettata dal fatto di voler dare linfa vitale a una realtà associativa in continua espansione puntando sulla grande esperienza di un politico di lungo corso. Dopo i verdetti emessi dalle urne in occasione delle ultime elezioni, 14 consiglieri eletti in ben 7 comuni, oltre a un numero elevato in quota Idd in altre liste, erano e sono attesi grandi cambiamenti nell'organigramma dirigenziale. Oscar Tortosa Oscar Tortosa e Antonello De Pierro "Oscar Tortosa è stato dalla prima ora una figura molto affidabile per il nostro movimento — ha spiegato De Pierro —, che ha sostenuto con coerenza e impegno ogni battaglia. La sua storia politica non ha bisogno di commenti e credo fosse la persona più adatta per ricoprire il ruolo. Dopo gli ultimi risultati elettorali che, alle amministrative, hanno fatto registrare una crescita esponenziale per il movimento che sono onorato di presiedere, nonostante la ricusazione della lista alle consultazioni europee solo perché penalizzati da norme ingiuste e inique, avevo bisogno di rafforzare l'Ufficio di Presidenza, che per un lungo lasso temporale è rimasto ancorato solo alla mia figura. Mi piace confessare che non è stato facile convincerlo ad accettare. Negli ultimi anni Oscar ha sempre insistito per dare spazio ai giovani, a cui affida la speranza per una palingenesi di un quadro istituzionale disastroso. Un assunto concettuale che mi vede assolutamente d'accordo, ma che non può far prescindere dall'affidare la cura formativa delle nuove leve a chi ha un bagaglio esperienziale tale da aver scritto pagine importanti negli annali della storia politica peninsulare. Oscar è l'emblema della teorizzazione appena espressa e rivendico con orgoglio la sua nomina. Mi dà un notevole sussulto emozionale pensare all'entusiasmo con cui si è messo subito al lavoro, che ha già tracciato la previsione di grandi novità evolutive. Nelle prossime ore credo che annunceremo le prime notizie di rilievo". (Foto di Pino Briotti)
  7. La scelta di candidare solo donne è spiegata dal presidente Antonello De Pierro: "Da sempre, a prescindere dagli obblighi imposti dall'impianto normativo in vigenza in afferenza alle quote di genere, abbiamo sempre prestato attenzione, nella formazione delle liste, alla presenza di donne. A Sambuci abbiamo tenuto conto della scarsa attenzione che da sempre viene riservata al genere femminile" Dantina Salzano Roma - Sono molte le liste presentate dal movimento Italia dei Diritti per le elezioni amministrative 2019 nei vari comuni italiani. Se si lascia scorrere lo sguardo sugli elenchi dei candidati non è difficile notare un dato oggettivo incontrovertibile, la presenza di molte donne. Una partecipazione che diventa più evidente nel caso di Sambuci e Saracinesco, due piccoli comuni facenti parte della Città Metropolitana di Roma Capitale, dove la rappresentanza femminile è totale, tranne la candidatura di un maschio e solo perché imposto dalla normativa in vigenza. Antonello De Pierro La compagine rosa è guidata a Sambuci dalla vice responsabile del movimento per la Provincia di Roma Dantina Salzano, che corre per la carica di sindaca, mentre a Saracinesco l'aspirante prima cittadina è la giovane Dalila Italiano. In lista spiccano le presenze di Fiorella Bellagotti, nota fotografa internazionale nel campo della moda, e della sua collega Paola Lustrissimi, professionista per le riviste patinate. A Sambuci la presenza, al secondo posto, dell'affermata commercialista e revisore dei conti Maria Condrò esprime una garanzia, come la capolista Giovanna Ara, impiegata pubblica con una lunga esperienza alle spalle. L'unico uomo in lista a Sambuci è Giovanni Ziantoni, responsabile per Vicovaro della formazione politica presieduta da Antonello De Pierro, capogruppo a Roccagiovine e consigliere proprio in seno alla Comunità Montana dell'Aniene, a cui appartengono i due comuni della Valle del Giovenzano. E' lo stesso presidente De Pierro a spiegare le ragioni della scelta al femminile: "Da sempre, a prescindere dagli obblighi imposti dall'impianto normativo in vigenza in afferenza alle quote di genere, abbiamo sempre prestato attenzione, nella formazione delle liste, alla presenza di donne. Infatti, le nostre quote rosa hanno fatto registrare spesso cifre superiori a quanto richiesto dalla legge. Quest'anno, pur confermando, dove possibile, questa linea, ho voluto fortemente, almeno in due comuni chiamati alle urne per l'elezione del sindaco e del consiglio comunale, la presenza di sole donne in lista. Ciò, in ossequio alle prescrizioni legislative, è possibile solo nei comuni sotto i 3000 abitanti, purché almeno un'unità esprima la presenza dell'altro sesso. Il responsabile provinciale di Roma Carlo Spinelli, candidato alla carica di sindaco a Capranica Prenestina, è stato ben felice di questa mia volontà, e dopo averla sottoposta al direttivo provinciale come è prassi, abbiamo individuato insieme i due comuni della Città Metropolitana di Roma Capitale in cui esplicitare questo intento. Dantina Salzano La preferenza è caduta su Sambuci e Saracinesco, due comuni limitrofi ai quali siamo particolarmente legati. La valutazione non è stata casuale. Se l'opzione Saracinesco è nata tenendo conto della peculiarità che lo indica come il paese delle modelle e pertanto dall'esigenza di individuare una candidata a sindaco giovane e bella qual è Dalila Italiano, ragazza laureanda in giurisprudenza e molto preparata in materia amministrativa, quella di Sambuci affonda le radici in una ragione completamente differente. Infatti qui abbiamo tenuto conto della scarsa attenzione che da sempre viene riservata al genere femminile. Ne è prova la composizione della lista locale formata da soli uomini e con la presenza di un'unica donna. Praticamente il contrario di quanto abbiamo fatto noi. Abbiamo peraltro voluto assicurare una candidatura qualificata alla carica di sindaco, che si è tradotta nella scelta di Dantina Salzano, valida esponente del nostro movimento e con alle spalle una consolidata esperienza come amministratrice pubblica. Confido nella risaputa capacità valutativa del corpo elettorale di Sambuci riguardo alla decisione più idonea da assumere nel segreto della cabina elettorale circa l'affidamento della gestione amministrativa del Comune. Sono certo che i cittadini sambuciani sapranno attuare la scelta migliore scegliendo l'Italia dei Diritti, unica forza capace di porre in essere un'inversione di rotta rispetto all'inefficacia gestionale finora dimostrata e a cui affidare la speranza di un cambiamento, come abbiamo già dimostrato nei comuni in cui siamo presenti. Tra l'altro non mi pare che l'offerta sul proscenio politico sia rassicurante. L'unica lista locale ha già dato un cenno di lapalissiana debolezza e difficoltà, non riuscendo a presentare una lista completa, ma orfana di ben due nominativi rispetto al numero massimo previsto. Ci chiediamo quale possa essere l'affidabilità di chi fatica anche a comporre un elenco completo di candidati da presentare alla popolazione. Il nostro appello è al buon senso di chi aspira realmente alla valorizzazione delle enormi potenzialità di Sambuci, rimaste finora inespresse e coartate, e in particolar modo alle elettrici, che potranno finalmente avere una rappresentanza che accolga le istanze delle donne a cui fino a oggi non è stata fornita una risposta soddisfacente". (Foto di Luigi Giordani)
  8. Il presidente del movimento Antonello De Pierro: "La chiusura degli uffici municipali di un comune interessato da una tornata elettorale amministrativa nel giorno della presentazione delle liste confligge in maniera lapalissiana con l'esercizio del diritto all'elettorato passivo, che risulta inevitabilmente coartato" Dalila Italiano candidata a sindaco Roma - "Quanto verificatosi ieri a Saracinesco ha dell'incredibile. Ancora non riesco a credere che sia potuto accadere. La chiusura degli uffici municipali di un comune interessato da una tornata elettorale amministrativa nel giorno della presentazione delle liste è qualcosa di inaccettabile, che confligge in maniera lapalissiana con l'esercizio del diritto, costituzionalmente sancito, all'elettorato passivo, che risulta inevitabilmente coartato". Tanto ha dichiarato, ancora in preda a stupore e incredulità, il presidente del movimento politico Italia dei Diritti Antonello De Pierro, dopo essere giunto presso gli uffici del Comune di Saracinesco, bellissimo borgo della Città Metropolitana di Roma Capitale, per presentare, insieme alla vice responsabile provinciale di Roma Dantina Salzano, la lista per concorrere all'elezione diretta del sindaco e dei consiglieri dell'organo amministrativo locale. L'Idd, che corre in altri 7 comuni dell'hinterland capitolino (Capranica Prenestina, Castel San Pietro Romano, Gorga, Pisoniano, Rocca Canterano, Vallepietra e Sambuci), ha rischiato di rimanere fuori, incolpevolmente, dalla competizione proprio in un paese a cui guarda con grande interesse, con una lista tutta rosa. Antonello De Pierro De Pierro, che è anche capogruppo dell'Italia dei Diritti in seno al consiglio comunale di Roccagiovine e consigliere della X Comunità Montana, di cui fa parte anche Saracinesco, così spiega la scelta: "A Saracinesco, dove è candidata a sindaco la giovanissima Dalila Italiano, come a Sambuci, ho voluto essere presente alla consegna della lista, in quanto questa è composta da sole donne, tranne la presenza di un candidato di sesso maschile, come imposto dalla legge. Una scelta voluta per dimostrare che noi, a prescindere dal dettato normativo, siamo da sempre a favore delle quote di genere. Non è un mistero che le nostre liste vedono , a prescindere, la presenza di molte donne". L'apertura degli uffici comunali era prevista fino alle 20, ma alle 17 erano già chiusi. Inevitabile, di fronte all'impossibilità concreta di non poter consegnare la lista di candidati, la richiesta di intervento dei Carabinieri, che giunti prontamente dalla stazione di Ciciliano, hanno potuto appurare, alle 18,20, la chiusura degli uffici in questione. Una conseguenza naturale la successiva presentazione della denuncia all'Autorità Giudiziaria, in afferenza all'evento consumatosi. "Ringrazio il grande impegno — ha voluto sottolineare De Pierro — dell'Ufficio Elettorale della Prefettura di Roma per far sì che fosse assicurato al nostro movimento il diritto all'elettorato passivo. Infatti la loro attivazione ci ha permesso di effettuare tutte le operazioni per presentare la nostra lista poco prima delle 20 ed evitare di espletare il tutto il giorno dopo, entro le 12, come da previsioni regolamentari. E nell'occasione non posso non sottolineare l'alta professionalità espressa nel frangente dal comandante della stazione dei Carabinieri di Ciciliano".
  9. Il giornalista presidente dell'Italia dei Diritti è stato ospite al party in onore della celebre attrice, tenutosi a Roma presso il MoMò Republic e organizzato da Andrea Ripa di Meana e Alfonso Stani Roma - Si è svolto nell'incantevole e suggestiva cornice del MoMò Republic di Roma, il noto ristorante dell'imprenditore Alberto Salerno, il megaparty per celebrare i 73 anni di carriera della fantastica Sandra Milo. Ottantacinque anni di età portati splendidamente, in un concentrato di vitalità ed energia adolescenziali, la Milo, al secolo Salvatrice Elena Greco, nutre ancora un'invidiabile, quanto inalterata, passione per il lavoro che l'ha consacrata nella vetrina della notorietà, proiettandola nelle vette più elevate della classifica delle più autorevoli dive nostrane. E il ricevimento hollywoodiano, organizzato in suo onore dagli indefessi Andrea Ripa di Meana e Alfonso Stani, non ha tradito le aspettative, facendo scivolare nella sala allestita, in pompa magna, circa 200 ospiti selezionatissimi. Lapalissiani entusiasmo e commozione per la Sandra nazionale, fasciata in un magnifico abito rosso fuoco e issata sul tacco 15 di un paio di seducenti sandali, quando si è trovata circondata dall'affetto dei tanti invitati e sommersa da fiori e regali di ogni genere, mentre i suoi adorati figli Ciro e Azzurra la coccolavano amorevolmente. All'ingresso, sulla parete di sinistra, i presenti hanno potuto ripercorrere le tappe della sua straordinaria carriera professionale, ammirando l'interminabile serie di foto e copertine patinate allestita da Angelo Genovese e Franco Brel. A rendere omaggio allo straordinario traguardo raggiunto dall'adorabile attrice e conduttrice, che le cronache delle spettacolo hanno da sempre indicato come la musa ispiratrice di Federico Fellini, è giunto, in compagnia della nota pr Antonella Aragoni, anche il giornalista presidente dell'Italia dei Diritti e direttore di Italymedia.it Antonello De Pierro, che più volte, durante la sua carriera, l'aveva intervistata o fatta intervistare dai suoi collaboratori, specie nel decennio trascorso alla direzione di Radio Roma, che l'hanno reso tra l'altro l'indiscussa voce storica dell'emittente capitolina. In particolare in quegli anni il conduttore romano aveva lanciato una commendevole iniziativa, attraverso le frequenze della prestigiosa radio, mirata all'istituzione di un pronto soccorso veterinario gratuito nella Capitale, che aveva incontrato subito il consenso della giunta comunale guidata all'epoca da Walter Veltroni, grazie anche all'impegno di Monica Cirinnà, che aveva messo a disposizione il canile comunale della Muratella, ma si era infranta successivamente sugli scogli della giunta Storace in Regione Lazio, titolare dell'indirizzo politico delle Asl, che aveva risposto negativamente al progetto avanzato, ancorché sul campo si fosse assistito a una pressione indefessa dei consiglieri di maggioranza Stefano De Lillo e Gigliola Brocchieri. Furono numerosissimi i personaggi della cultura e dello spettacolo che parteciparono come ospiti alla trasmissione condotta da De Pierro e annunciarono in diretta via etere il loro sostegno alla proposta. Tra questi c'era anche Sandra Milo. "Sono contento di essere qui e poter tributare a Sandra le mie felicitazioni per questo fantastico traguardo raggiunto — ha esordito il leader dell'Italia dei Diritti —. Credo che sia il giusto suggello a una straordinaria carriera che ha attraversato il lasso temporale di molti decenni, in cui ha scritto pagine indelebili nella storia della settima arte, secondo la definizione coniata da Ricciotto Canudo. E, a giudicare dalla vitalità e dalla passione che traspare palesemente da ogni sua espressione comportamentale, nonché dal suo ancora immutato charme, credo che la parola fine sia ancora lontana dal suo percorso professionale. Se osservo Sandra sfido chiunque a propormi un confronto con una donna della sua età che possa solo lontanamente reggerlo. A parte il lato professionale e quello estetico, voglio sottolineare che il personaggio Milo dispiega un'illimitata intensità nell'alveo della sensibilità, con uno spessore umano senza precedenti. E' una peculiarità, a prova di qualsivoglia detrattore, che ho potuto apprezzare in ogni approccio dialogico con lei, soprattutto in occasione di interviste che mi ha rilasciato personalmente o che le ho fatto realizzare da miei collaboratori, nonché nella circostanza della sua importante adesione all'iniziativa che lanciai, come direttore di Radio Roma, per l'apertura di un pronto soccorso veterinario gratuito a Roma Auspico di poter presto renderle ufficialmente omaggio da amministratore pubblico nel territorio in cui ricade la mia competenza istituzionale". Tra gli altri ospiti presenti anche una smagliante e fascinosa Corinne Cléry, apparsa in splendida forma. Anche l'attrice di origine francese aderì all'iniziativa lanciata da De Pierro sulle frequenze di Radio Roma a favore degli amici a quattro zampe e gode dell'indiscussa stima del giornalista e politico romano, il quale non cela il suo entusiasmo: "Sono stato felicissimo di rivedere Corinne, per cui nutro una grande stima. E' una persona che incarna quelle peculiarità commendevoli che impreziosiscono il patrimonio umano di un individuo. E' sensibilissima, fine, elegante e affabile, senza tralasciare che è dotata di un fascino innegabile che non trova facilmente un riscontro altrove". Nella sala riservata al memorabile evento si sono visti molti altri volti noti tra cui Massimo Ghini, Sabrina Impacciatore, Alessia Fabiani, Andrea Roncato, Alessandro Di Carlo, Daniela Chessa, Antonella Salvucci, Nadia Bengala, Maria Monsè, Gabriele Muccino, Gino Riveccio, Desirée Colapietro Petrini, Angela Melillo, Pascal Vicedomini, Camilla Nata, Antonella Martini, Olga Bisera, Carlotta Bolognini, Vassili Karis, Gabriella Giorgelli, Claudio Insegno, Pierfrancesco Campanella, Anna Nori, Claudio Carboni, Lino Bon, Fanny Cadeo, Emilio Sturla Furnò, Mara Keplero, Claudia Arcara e Fabrizio Perrone. Presente anche la sanremese Michelle Morell, una giovanissima nuova promessa del cinema, letteralmente presa d'assalto dai fotografi presenti. C'è chi si è accorto della presenza del mito di "Sapore di Mare" Marina Suma, apparsa, in controtendenza con le sue colleghe, decisamente segnata dal passare incessante degli anni. "Ho stentato a riconoscerla — ha dichiarato De Pierro — e la cosa mi addolora non poco. La Suma è stata a mio avviso una delle attrici italiane più belle della storia italiana del grande schermo. E ancora adesso comunque mantiene intatto il suo charme. La bellezza vera credo non sfiorisca mai, nemmeno in presenza del fisiologico invecchiamento anagrafico". A nessuno è sfuggita nemmeno la presenza della regina del gossip Gabriella Sassone, storica firma di Dagospia e di tante altre testate, nonché ex collaboratrice di Simona Ventura a "Quelli che il calcio", personaggio alquanto eccentrico e di un talento giornalistico non comune. Qualcuno ha però storto il naso di fronte al fatto che si sia messa a fumare in un locale pubblico e peraltro arredato con numerose piante. Anche su questo è intervenuto De Pierro: "Conosco Gabriella da un lasso temporale che sfugge alla memoria. Le devo molto anche da un punto di vista professionale. Nell'occasione, quando mi sono accorto che alcuni si stavano lamentando della circostanza che la vedeva fumare una sigaretta, gliel'ho fatto notare. E lei mi ha risposto come mi aspettavo, con il suo simpatico, spontaneo e inconfondibile slang romanesco:'Nun me frega un c...'. Le voglio molto bene perché è una persona vera. E' una giornalista molto brava, una professionista della penna accreditatissima, a fronte di tanti improvvisati di cui pullula il nostro ambiente. Gliela vogliamo perdonare una debolezza? Tra l'altro era arrivata tardi senza cenare, come testimonia il fatto di averla vista mangiare una pizza a tarda ora nel giardino del noto ristorante capitolino". (Foto di Giancarlo Fiori)
  10. Il presidente dell'Italia dei Diritti e capogruppo dell'omonimo gruppo nel consiglio comunale del paese della Città Metropolitana di Roma Capitale annuncia battaglia per garantire la sicurezza dei cittadini: "Qui non siamo in Africa" Roma - Appaiono sempre più critiche le condizioni di degrado della rete viaria urbana di Roccagiovine, il pittoresco borgo della Città Metropolitana di Roma Capitale, immerso nel Parco dei Monti Lucretili e facente parte del meraviglioso territorio della Valle dell'Aniene. La circostanza era stata già ampiamente sottolineata dal presidente dell'Italia dei Diritti Antonello De Pierro durante il consiglio comunale del Comune roccatano, dove siede in qualità di capogruppo del movimento di cui è leader nazionale, insieme ai consiglieri Dantina Salzano e Paolo Nanni, ma ha ottenuto sempre risposte alquanto evasive da parte del sindaco Marco Bernardi. De Pierro aveva annunciato anche un accesso agli atti al fine di ottenere la documentazione relativa agli interventi di manutenzione strutturale, ordinaria e straordinaria, delle strade, effettuata negli ultimi cinque anni, cosa a cui ancora non ha dato seguito nella speranza che l'attuale maggioranza adottasse i provvedimenti necessari a mettere in sicurezza e rendere almeno un minimo percorribili le vie del paese che, ironia della sorte, è il luogo di origine della sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi, anche lei alle prese con gli stessi problemi, anche se, nonostante le accese polemiche, sembrano essere di minore entità rispetto a quelli che affliggono il bellissimo borgo di oraziana memoria. "Ho sperato troppo — ha dichiarato De Pierro — che il sindaco adottasse quei provvedimenti necessari a mettere in sicurezza le strade dello splendido paese-bomboniera di Roccagiovine. Ciò non è avvenuto e le strade sono sempre più vittima del degrado. Sul manto stradale sono presenti delle vere e proprie voragini. La situazione è particolarmente critica sulla strada che conduce al cimitero cittadino, su cui transitano numerose persone anziane, che quotidianamente mettono a repentaglio la loro incolumità. Ma ancora peggiori sono le condizioni della strada vecchia che conduce nel limitrofo comune di Licenza, che presenta un degrado indegno di un paese civile nella parte che ricade nella competenza gestionale del Comune roccatano, mentre fortunatamente la carreggiata diviene praticabile quando si passa in territorio licentino, grazie alle indubbie e palesi capacità amministrative del sindaco Luciano Romanzi. La strada in questione peraltro è meta di numerose persone che praticano jogging. La misura è colma e la nostra pazienza è finita. I cittadini roccatani e coloro i quali vengono a visitare il borgo hanno diritto a transitare in sicurezza sulle strade. Qui non siamo in Africa. E' il momento di agire. Pretendiamo che il sindaco intervenga senza ulteriori indugi a porre fine a questo intollerabile disagio e metteremo in atto ogni mezzo che l'impianto normativo in vigenza ci attribuisce, oltre a programmare azioni clamorose di protesta. Innanzitutto procederemo a produrre istanza, come già avevamo accennato in consiglio, al fine di ottenere l'ostensione e la copia di tutta la documentazione afferente agli interventi manutentivi delle strade nei cinque anni della scorsa consiliatura, e chiederemo la fissazione di un'assemblea consiliare straordinaria per dibattere in merito alla vicenda. Noi teniamo a questo paese e ai suoi abitanti e se qualcun altro dimostra nei fatti di non riuscire ad amministrare adeguatamente saremo i cani da guardia dei cittadini. D'altronde non possiamo nemmeno pretendere molto da chi non ha sentito per cinque anni l'esigenza di dotarsi del prescritto regolamento consiliare per stabilire i precetti a cui attenersi durante l'attività assembleare e ha aspettato che fossimo noi a pretendere l'immediata adozione regolamentare, in ossequio alle previsioni del Tuel Avevamo annunciato collaborazione per qualsivoglia provvedimento a beneficio della cittadinanza e linea dura in caso di inerzia amministrativa. Alla luce dei fatti, attualmente l'unica via percorribile ci sembra inevitabilmente l'opposizione rigorosa e intransigente, nutrendo un barlume di speranza che il sindaco inizi finalmente ad amministrrare adeguatamente Roccagiovine".
  11. Il presidente dell'Italia dei Diritti: "Sarebbe un segnale molto importante nei confronti di una squadra di governo inadeguata a soddisfare le istanze della popolazione peninsulare, basando tutta la sua azione sul populismo, nutrito a suon di proclami elettoralistici, e manifestando una lapalissiana incapacità gestionale" Roma - "I parenti delle vittime rifiutino all'unanimità i funerali di Stato. Specie se ai vertici istituzionali siedono, con le loro terga sugli scranni, personaggi improbabili che rappresentano chi sosteneva che il crollo annunciato di un ponte fosse una "favoletta" e non hanno nemmeno avuto il coraggio di confutare questa tesi. Pertanto si presume che la pensino ancora così. E ora blaterano sulle responsabilità dimostrando di non avere alcuna conoscenza di diritto costituzionale. Perdonatemi, ma sono davvero incazzato per una tragedia che non sarebbe mai dovuta accadere. Grazie, ma il pianto del coccodrillo e le celebrazioni di facciata non ci servono". E' questo l'invito lanciato da Antonello De Pierro, presidente dell'Italia dei Diritti e amministratore presso il Comune di Roccagiovine, nella Città Metropolitana di Roma Capitale, ai parenti di chi ha perso la vita nel tragico crollo del ponte Morandi, avvenuto l'altra mattina a Genova. "Ho assistito ¬— ha continuato — a uno spettacolo indecoroso di attribuzione di responsabilità da parte delle forze politiche, a proclami da campagna elettorale, mentre continuava la lugubre contabilità dei morti e dei feriti che uomini e donne commendevoli e con alto senso civico e istituzionale estraevano dalle macerie. Un teatrino che mi ha lasciato interdetto, inscenato sul proscenio da un manipolo di politicanti, che troppo è apparso in insanabile contrasto con lo spessore umano e professionale dei soccorritori. Il premier Giuseppe Conte, che è corso immediatamente a Genova, questo gli va riconosciuto, e ha dichiarato di non poter aspettare i tempi della giustizia, in barba a ogni codifica di diritto costituzionale e alla triplice suddivisione dei poteri dello Stato, come se l'esecutivo potesse sostituirsi alla magistratura nelle valutazioni giudiziali, invece di annunciare magari un impegno per accelerare i tempi della giustizia lumaca. Matteo Salvini, sulla stessa linea ha rassicurato tutti che i colpevoli pagheranno. Questo è anche il nostro auspicio, quei morti gridano vendetta, ma con sua buona pace non dipende da lui, perché in Italia, fortunatamente abbiamo ancora una magistratura indipendente, che con tutte le sue lacune, ancora costruisce le pronunce sentenziali con istruttorie dibattimentali basate sull'acquisizione di elementi probatori e non emette verdetti mediatici a effetto propria dell'autoritarismo. Capisco la vocazione assolutistica, ma per fortuna siamo ancora in un paese democratico. Anche noi chiediamo giustizia e anche celermente, ma sarà la magistratura, prescrizione e vari elementi ostativi permettendo, a decretarne la quantificazione. Affermando il contrario si prendono solo in giro gli italiani. Stesso discorso vale per Luigi Di Maio e per Danilo Toninelli. Il primo con un invidiabile intuito a metà tra un esimio giurista e un accreditato veggente ha già individuato i responsabili, il secondo ha replicato che i colpevoli pagheranno tutto, passando direttamente alla fase sanzionatoria, probabilmente confidando nella giustezza dell'elaborazione accusatoria del suo leader. Ma ha fatto di più. Ha annunciato che il ministero si costituirà parte civile. Innanzitutto per costituirsi parte civile è necessario che la Procura della Repubblica, valutati gli elementi probatori acquisiti con un complesso lavoro investigativo, basato in primis sui mezzi di ricerca della prova, come disciplinato dal codice di procedura penale, richieda il rinvio a giudizio. Una cosa data già per scontata da Toninelli. E poi a quanto mi risulta presso il ministero dei Trasporti è stato istituito un organo di vigilanza e pertanto il dicastero potrebbe essere responsabile civile e giammai, in questo caso, potrebbe chiedere l'ammissione alla costituzione di parte civile. Tra l'altro, in afferenza al ministro Toninelli, come presidente del movimento Italia dei Diritti e come amministratore in un territorio su cui insiste l'autostrada A 24 Roma-Teramo, chiederò ufficialmente un incontro per ottenere garanzie sulla sicurezza dei ponti di tutta la rete autostradale italiana e, in particolare, dell'arteria che interessa gli abitanti della zona su cui ricade la mia competenza istituzionale, su cui grava un pedaggio molto oneroso e in merito avevo già annunciato interventi e azioni dimostrative. Alla luce di tale pressappochismo mi auguro che i parenti di chi purtroppo è deceduto nel tragico evento siano uniti nel rinunciare al funerale di stato. Sarebbe un segnale molto importante nei confronti di una squadra di governo inadeguata a soddisfare le istanze della popolazione peninsulare, basando tutta la sua azione sul populismo, nutrito a suon di proclami elettoralistici, e manifestando una lapalissiana incapacità gestionale".
  12. Il giornalista presidente dell'Italia dei Diritti al premio dedicato all'indimenticabile produttore e regista: "L'iniziativa di stasera apre la strada a un crescendo evolutivo di grande prestigio e impatto che condurrà certamente a un appuntamento irrinunciabile nel panorama cinematografico made in Italy" Roma - L'impegno del giornalista Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti e direttore di Italymedia.it, a sostegno della cultura non conosce sosta. Quello che è stato sempre al centro di ogni trasmissione da lui condotta sulle frequenze di Radio Roma, emittente che l'ha visto direttore per un decennio, e diventato parte inderogabile della linea programmatica del gruppo politico di cui è leader, ha dispiegato compiuta espressione l'altra sera sull'Isola Tiberina di Roma. In questo caso di scena era la settima arte, la locuzione coniata dal critico Ricciotto Canudo per indicare la cinematografia, che De Pierro, nell'alveo delle forme culturali, ha sempre collocato ai primissimi posti. Infatti, nell'ambito della manifestazione estiva "L'Isola del Cinema", è andata in scena la prima edizione del "Premio Luciano Martino", dedicato alla memoria del grande produttore, regista e sceneggiatore, considerato il padre della commedia sexy all'italiana. La prestigiosa kermesse, ideata dalla sua ultima compagna e collaboratrice Olga Bisera, attrice e validissima scrittrice, in collaborazione con Steve Della Casa e Luca Pallanch, ha ottenuto il patrocinio dell'Anica e del Centro Sperimentale di Cinematografia. La conduzione è stata affidata a Ottavia Fusco Squitieri e a Daniela Cecchini. A scegliere i vincitori che si sono aggiudicati l'ambito trofeo è stata un'autorevole giuria presieduta da Giuliano Montaldo e composta da Franco Nero, Gianni Garko, Pippo Franco, Barbara Bouchet, George Hilton, Carlotta Bolognini, Manetti Bros, Isabel Russinova, Martine Brochard, Antonella Lualdi, Saverio Vallone, Felice Laudadio, Michele Massimo Tarantini, Steve Della Casa e Luciano Sovena. Il tutto coordinato da Francesca Piggianelli. De Pierro è giunto all'appuntamento con la grande serata di cinema in compagnia di una sua cara amica, la nota imprenditrice pontina Simonetta Braga. "E' assolutamente commendevole — ha commentato il numero uno dell'Italia dei Diritti — la dedizione con cui la mia cara amica Olga Bisera onora la memoria del suo amato e compianto compagno di vita Luciano Martino, tenendone vivo il ricordo con varie iniziative in suo onore. Quella di stasera apre la strada a un crescendo evolutivo di grande prestigio e impatto che condurrà certamente a un appuntamento irrinunciabile nel panorama cinematografico made in Italy. La qualità degli ospiti e l'autorevolezza dei componenti della giuria corroborano la mia esplicitazione concettuale circa la concretizzazione dell'auspicato sviluppo del neonato riconoscimento premiale. Il mio amore per il cinema e l'impegno che durante la mia carriera giornalistica ho profuso per la promozione delle pellicole made in Italy, mi porta a ipotizzare l'organizzazione di varie iniziative dedicate al mondo della celluloide nel territorio dove da poco sono amministratore, ossia quello di Roccagiovine e della Valle dell'Aniene, nell'ambito della Città Metropolitana di Roma Capitale. Parlerò con Olga affinché si possa pianificarne una proprio in ricordo del padre della commedia sexy all'italiana". Oltre al giornalista romano, tra i tanti ospiti in platea, quasi tutti invitati sul palco, c'erano Gloria Guida, Barbara Bouchet, Pippo Franco, Adriana Russo, Martine Brochard, Dagmar Lassander, Malisa Longo, Gabriella Giorgelli, Gegia, Cinzia Monreale, Fulvio Lucisano, Italo Moscati, Pierfrancesco Campanella, Carlotta Bolognini, George Hilton, Saverio Vallone, Lisa Bernardini, Ester Campese, l'on. Gigliola Brocchieri, Elisabetta Pellini, Kaspar Capparoni, Gabriele Marconi, Massimiliano Buzzanca, Simone Sabani, Cristina Moglia, Gianni Garko, Silvio Laurenzi, Enrique Del Pozo, Roberto Girometti, Pier Ludovico Pavoni, Nadia Vitali e Antonio De Feo. Una veloce apparizione anche per Barbara D'Urso. (Foto di Marco Bonanni)
  13. Il giornalista presidente dell'Italia dei Diritti è stato ospite nella storica struttura pontina per un evento esclusivo svoltosi sulla suggestiva terrazza con vista mare e organizzato da Raffaele Manfredi e Monica Fiorucci Roma - Previsioni della vigilia confermate all'Hotel "Le Dune" di Sabaudia, il comune pontino meta estiva dei vip, tra cui Francesco Totti, Ilary Blasi, Giovanni Malagò e Roberto D'Agostino, in occasione dell'apertura della stagione, salutata con l'evento "L'Aperitif", organizzato dagli indefessi Raffaele Manfredi e Monica Fiorucci sulla terrazza con l'affascinante e seducente vista mare. Un party sfavillante che, grazie al martellante tamtam scatenato dagli ideatori, ha catapultato nella suggestiva location a picco sulla spiaggia un fiume debordante di gente accorsa da tutto il Lazio, decisa a non perdersi l'irripetibile appuntamento di inizio estate, allietato dalla musica del noto dj Antonello Bortolotto, gettonatissimo principe della consolle, accompagnato per l'occasione dalle note del sax del talentuoso Paolo Di Girolamo. Attesissimo ospite dell'esclusivo ricevimento, con un parterre selezionatissimo, è stato il giornalista presidente dell'Italia dei Diritti Antonello De Pierro, che ha voluto rendere omaggio alla storica ed emblematica struttura ricettiva e balneare sul litorale sabaudiano e festeggiarne l'ennesima stagione lavorativa, nell'ambito dell'attività di sostegno all'imprenditoria da sempre ai primissimi posti della linea programmatica del movimento da lui fondato e presieduto. De Pierro è noto anche per detenere il non invidiabile primato di essere stato il primo giornalista vittima di un'aggressione da parte del clan Spada di Ostia, prima di Federica Angeli e Daniele Piervincenzi, in quanto minacciato e aggredito dal famigerato boss Armando, ora alla sbarra nel maxiprocesso che si sta celebrando nell'aula bunker di Rebibbia a Roma, accompagnato in macchina sotto casa dal noto imprenditore del litorale romano Alfonso De Prosperis e da sua moglie Angela Falqui, allo scopo di farlo desistere dal denunciare vari abusi edilizi con clamorose coperture a vari livelli istituzionali. Il leader dell'Italia dei Diritti è giunto nel locale accompagnato dalla splendida modella Alessia Piochi. Ad accoglierli è stata una conturbante Monica Fiorucci, una delle più note organizzatrici di eventi culturali al livello regionale, grande amica di entrambi. Tra gli altri numerosi invitati i celebri artisti Gino Di Prospero e Claudia Saba, la nota imprenditrice Simonetta Brega e Stefania Campora. (Foto di Enrico Paoletti)
  14. Il presidente dell'Italia dei Diritti, neoeletto in minoranza al consiglio comunale del bellissimo borgo della Valle dell'Aniene, annuncia un'opposizione intransigente e al contempo collaborativa, sempre nell'interesse dei cittadini Roma - Si è svolto in un clima incandescente, come da copione, la seduta di insediamento del sindaco e del nuovo consiglio comunale di Roccagiovine, nella Città Metropolitana di Roma Capitale. Le previsioni della vigilia non sono state disattese, con l'attenzione rivolta al debutto del presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro, ai primi posti della classifica *** dei politici nazionali più seguiti sul web, tra gli scranni del consesso assembleare del bellissimo borgo immerso nel Parco del Monti Lucretili. Il neoconsigliere, è stato eletto a capo dell'opposizione dopo aver scelto di candidarsi a sindaco proprio nel paese della Valle dell'Aniene, nell'ambito dell'audace progetto, portato avanti dall'Italia dei Diritti, di inserirsi col proprio simbolo (finora i vari eletti, anche alla Camera erano in quota in altre liste), nel tessuto istituzionale dei vari comuni dell'ex Provincia romana e del resto della Penisola, per affermare il primato dei fondamenti ideali alla base del movimento, che afferiscono ai principi della legalità e della giustizia, ma soprattutto dell'etica, sempre a tutela dei diritti delle cellule più deboli del tessuto collettivo. E la linea che il leader dell'Idd ha esplicitato nell'aula consiliare di Roccagiovine, debordante di cittadini intervenuti, al limite della capienza, si è inserita nel solco tracciato da sempre per il movimento che presiede. Il suo eloquio è stato da subito chiaro e inequivocabile, edificando sin dalle prime battute la piattaforma su cui i tre componenti dell'opposizione (gli altri due sono Dantina Salzano e Paolo Nanni) baseranno la linea comportamentale, orientata alla più assoluta intransigenza, ma sempre in ottica collaborativa, per portare in consiglio le istanze della cittadinanza roccatana e tutelarne ogni esigenza. Il preludio al clima acceso che si è manifestato successivamente nel divenire fenomenico della seduta consiliare ha avuto luogo quando l'insediando sindaco Marco Bernardi ha indossato la fascia tricolore e ha pronunciato il canonico giuramento sulla Costituzione Italiana. L'intervento di De Pierro è stato tempestivo nell'osservare che, per rispetto istituzionale, sarebbe stato meglio prestare giuramento con davanti una copia della Carta Costituzionale. Fedele al mandato conferitogli dall'urna il riconfermato primo cittadino ha ammesso la sua mancanza, si è fatto portare ben due copie della legge fondamentale dello Stato e ha ripetuto la formula del giuramento. Dopo che il neosindaco ha espletato gli adempimenti imposti dall'assunto normativo in materia, tra cui il prefato giuramento, la presentazione della giunta e l'elezione dei membri delle commissioni, ha chiesto la parola De Pierro, appena investito del munus di consigliere, che ha subito estrinsecato e tratteggiato, fin dalle prime battute, con lapalissiana fermezza, quello che sarà l'orientamento operativo dell'opposizione nel corso della consiliatura appena iniziata. "Innanzitutto assumo con orgoglio il mandato che mi è stato conferito dall'espressione consensuale degli elettori — è staro il suo incipit — e, qualora qualcuno avesse ancora qualche dubbio, ribadisco che lo onorerò fino alla fine, sempre nell'interesse dei cittadini di Roccagiovine, non solo di coloro i quali ci hanno accordato la loro fiducia nel segreto della cabina elettorale, ma anche di quelli, visto che un amministratore non è legato al vincolo di mandato, che hanno deciso di dare continuità all'operato dell'amministrazione uscente. La nostra presenza qui è ad adiuvandum. La nostra compagine di minoranza sarà il cane da guardia della nuova giunta. Tutto ciò che verrà deliberato a favore della comunità roccatana troverà sempre il nostro sostegno e, se necessario anche la nostra critica a fini migliorativi, perché crediamo che il confronto dialettico sia il sale della democrazia e solo con quello, con una disamina valutativa delle varie opzioni, si possa giungere alle soluzioni più adeguate. Se lo spirito della maggioranza sarà volto a cercare e accettare la nostra offerta collaborativa per migliorare il paese noi saremo qui sempre a prodigarci in questo senso. Qualora riterremo che alcuni provvedimenti non vadano a tutelare gli abitanti di questo splendido borgo la nostra opposizione sarà dura e tenace, dentro e fuori dal consesso consiliare. Purtroppo nel quinquennio appena trascorso è stato fatto molto poco, a cominciare dal regolamento consiliare, che, con mio sommo stupore, ho appreso poc'anzi non esistere presso il Comune di Roccagiovine. Lei, sig. sindaco, sta dicendo che la redazione del documento de quo sia stata prevista nel programma stilato per il prossimo mandato, ma le faccio notare che ciò andava fatto forse all'inizio dell'investitura funzionale. Auspichiamo che si proceda al più presto a sanare questa clamorosa lacuna. Lei sbandiera, a conforto dell'impeccabile lavoro svolto, il fatto di aver risanato l'esposizione debitoria del Comune. Ne prendo atto favorevolmente, ma le vorrei far osservare che ha adempiuto esattamente ciò che rientrava nei suoi compiti istituzionali, anche perché in caso contrario sarebbe stato incombente lo spettro del commissariamento. Purtroppo devo prendere atto del fatto che molte vie del paese presentano una scarsa pulizia e in più punti una inesistente attività manutentiva. A questo proposito chiederemo di accedere ai contratti stipulati per la pulitura delle strade e a tutti gli atti afferenti alla loro manutenzione strutturale. In tale contesto avanzo la proposta di istituire, a costo zero, una commissione per l'edilizia, urbanistica e decoro urbano e inoltre colgo l'occasione per suggerire una nuova commissione sui servizi sociali. Se penso al nome della vostra lista 'Proviamoci Insieme', mi sorge qualche nota di preoccupazione per l'attività gestionale futura. Pensando a ciò che non è stato fatto la cosa non mi rassicura. Le prove sono finite, ora chiediamo certezze per i cittadini roccatani. Le posso assicurare che tanti, tra coloro che hanno contribuito alla sua elezione a sindaco la pensano in questo modo. Noi naturalmente paghiamo il fatto di aver presentato una lista con candidati esterni alla comunità di Roccagiovine, e pertanto siamo stati penalizzati dalla fisiologica espressione familiare del consenso propria dei piccoli centri, ma anche di quelli più grandi. Noi pertanto le chiediamo di adoperarsi per risolvere tali problematiche, per tutelare gli interessi, che in alcuni casi si traducono in incolumità, anche e soprattutto di coloro i quali hanno orientato il suffragio verso la sua lista. Purtroppo conosco certe logiche e a tal proposito mi piacerebbe aprire una piacevole parentesi sui percorsi della mia memoria. Mio padre era originario di un piccolo paese della Basilicata che si chiama Roccanova, dove le logiche familiari influiscono, come ovunque, sul verdetto delle urne. A Roccagiovine, al di là dell'incredibile assonanza fonetica, ho respirato gli stessi odori, ho sentito gli stessi sapori di Roccanova". A questo punto dal numero uno dell'Italia dei Diritti parte una stoccata molto incisiva: "Però a Roccanova e in tanti altri paesi non ho mai trovato gli uffici comunali chiusi, a Roccagiovine mi è successo due volte su tre. Questa è una situazione che non tollereremo. Il Comune è un ente pubblico ed eroga un pubblico servizio. Il tessuto normativo del diritto amministrativo fa riferimento al sacrosanto principio della continuità del servizio pubblico. I cittadini hanno il diritto di usufruire di questo servizio con costanza e non a intermittenza". Il riferimento di De Pierro è al fatto che il Comune di Roccagiovine ha un solo dipendente all'attivo e purtroppo attualmente è assente per giustificati motivi. Un secondo dipendente è comandato da molti anni presso un altro ente. Pertanto più volte l'intero edificio comunale rimane chiuso. A questo punto il sindaco, annuncia una consultazione popolare a cui De Pierro risponde con un sorriso ironico, che non cela un concentrato di forte incredulità. "Invece di cercare una soluzione idonea a garantire la continuità del servizio erogato — continua il presidente dell'Italia dei Diritti — lei indice una consultazione popolare per trovare un supporto alla chiusura degli uffici. La cosa non può che vederci espressivi di una grande contrarietà, ma soprattutto ci produce un sentimento che ci fa trasecolare. L'apertura degli uffici è una questione etica, prima ancora che di antigiuridicità e noi siamo aggrappati all'etica come motore di una nazione sana, che tutela le cellule più deboli del suo parenchima sociale nel garantire i loro diritti". Per chiudere De Pierro chiede al sindaco di valutare la possibilità di trasmettere le sedute del consiglio in streaming, fedele alla linea del movimento che presiede di rendere obbligatoria per legge tale pratica in ogni consesso istituzionale del territorio nazionale, a cui il sindaco si oppone adducendo una questione di costi. Il consigliere commenta così l'atteggiamento ostativo del primo cittadino: "Non è detto che la trasmissione debba essere per forza in diretta. Se è un problema di costi possiamo optare per una registrazione da caricare sul sito del Comune, come si fa per ogni tipo di documento. Come vedete siamo collaborativi". La battaglia dell'Italia dei Diritti per il cambiamento al Comune di Roccagiovine è appena iniziata.
  15. Il presidente dell'Italia dei Diritti e candidato a sindaco di Roccagiovine: "Non possiamo più tollerare una gabella dal sapore altamente speculativo e mirata a incidere pesantemente la sfera economica di fasce reddituali di matrice impiegatizia. Se necessario mi incatenerò a ogni casello dell'esosissima tratta autostradale Roma - Continua a tambur battente la campagna elettorale dell'Italia dei Diritti nei paesi della Valle dell'Aniene, dove è sceso in campo il suo leader Antonello De Pierro, il quale ha scelto di candidarsi a sindaco di Roccagiovine, un paese, appartenente alla Città Metropolitana di Roma Capitale, messo da troppo tempo ai margini di chi l'ha amministrato, come del resto quasi tutti quelli del territorio. La scelta adottata in seno al direttivo regionale del Lazio di rivolgere l'attenzione ai centri urbani che sorgono nell'area circostante le rive dell'affluente del Tevere è stata dettata proprio dall'immobilismo gestionale delle varie amministrazioni che li hanno guidati e mira a dare un deciso apporto al miglioramento delle condizioni umane e strutturali dei corpi collettivi locali. Una decisione sposata appieno dal presidente del movimento, il quale non ha avuto indugi a schierarsi in prima persona per tutelare i diritti degli abitanti, che spesso non sono stati difesi adeguatamente. E' il caso del caro pedaggi afferente all'autostrada A 24, che coinvolge, suo malgrado buona parte della popolazione della zona. Infatti sono moltissimi coloro i quali sono costretti a percorrerla quotidianamente in quanto l'attività lavorativa esercitata li costringe a raggiungere la Capitale, complice anche la carenza occupazionale, la cui responsabilità va in parte ascritta in capo a molti amministratori, i quali non hanno saputo valorizzare opportunamente le potenzialità territoriali, quella scarsità di offerte di impiego su cui l'Italia dei Diritti vuole intervenire per creare nuove opportunità e tentare di comprimere l'annoso fenomeno del pendolarismo. Ma la sfida più immediata che il movimento e in primis il suo presidente De Pierro vogliono affrontare è appunto il periodico e consistente aumento del prefato dazio autostradale e riguardo a ciò lo stesso De Pierro ha minacciato incatenamenti e altre clamorose manifestazioni di protesta. "E' una vergogna — ha tuonato l'aspirante primo cittadino di Roccagiovine —. Non possiamo più tollerare una gabella dal sapore altamente speculativo e mirata a incidere pesantemente la sfera economica di fasce reddituali di matrice impiegatizia, le quali non possono tra l'altro sottrarsi alla vessatoria imposizione in quanto costretti a percorrere l'autostrada non certo per diporto, bensì per motivi occupazionali. E' assurdo che si faccia finta di niente a livello governativo, quasi a fregarsene dei disagi patiti da una popolazione tradizionalmente onesta e laboriosa. L'unica voce che si è levata è stata quella di molti sindaci della zona, ma evidentemente non è bastata. Probabilmente non sono in grado di far valere i diritti e le esigenze dei cittadini che rappresentano e pertanto non riescono a soddisfare le istanze da questi formulate. Le promesse sbandierate dalla Regione Lazio e dal ministero competente si sono rivelate solo enunciazioni preelettorali di circostanza. Personalmente non mi arrenderò e per questo chiedo il sostegno della gente. Le promesse sbandierate dalla Regione Lazio e dal ministero competente si sono rivelate solo enunciazioni preelettorali di circostanza. Se ho già ingaggiato e vinto la battaglia per evitare l'istituzione del pedaggio sul Grande Raccordo Anulare, l'arteria che cinge la Capitale, e sull'autostrada Roma - Fiumicino, posso riuscire anche qui a contrastare quegli odiosi aumenti che vanno a calpestare la dignità di cittadini impotenti. Però ho bisogno dell'ausilio della stessa popolazione. Se necessario mi incatenerò a ogni casello dell'esosissima tratta autostradale. Non sono nuovo a iniziative del genere. Per ottenere il trasferimento intermunicipale periodico degli appartenenti alla Polizia Locale di Roma Capitale, contro possibili casi di corruzione, ho inscenato ben diciotto incatenamenti davanti a emblematiche sedi istituzionali e di organi di informazione e alla fine sono riuscito a raggiungere il risultato agognato. Quelle sono state due vittorie dell'Italia dei Diritti e di tutti i cittadini interessati. Qui la battaglia sta per iniziare e alla fine sono certo che trionferemo e quella sarà una vittoria degli abitanti della Valle dell'Aniene, ma anche delle altre comunità coinvolte, fino alle coste abruzzesi"