fosforo41

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  1. Confermo tutto quello che ho scritto e documentato. Argomenti, porta argomenti, seri se ti riesce. Ma, visto che ti rifugi sul piano della polemica personale, allora ti ripago con la tua moneta e ti dico che il garzone del mio barbiere di mobilità elettrica ne capisce molto, ma molto più di te.
  2. Visto che qualche forumista ha la testa dura, aggiungo ulteriori dettagli sul generatore ecologico brevettato dalla società Aquafuel e usato, per esempio, anche al Gran Prix di Formula E di Parigi: https://www.aquafuelresearch.com Qui leggiamo che la glicerina vegetale che alimenta il generatore è prodotta a partire dalle alghe marine. Altro che gasolio! Altro che inquinamento di Roma! Il generatore ecologico è in grado di caricare velocemente e simultaneamente fino a 20 auto elettriche da corsa da oltre 300 cavalli. La potenza elettrica complessiva erogata è pari a ben 850 kW, fuori portata per qualsiasi colonnina di ricarica attualmente disponibile: https://cleantechnica.com/2016/11/04/formula-e-uses-recharging-generators-run-glycerine/ Il tutto con emissioni di polveri sottili praticamente zero!
  3. Ciarle napoletane? Ma quali ciarle?? Sei tu che hai postato una colossale BUFALA senza andare a verificare e poi non ti sei nemmeno scusato. Anzi insisti! Errare è umano, perseverare nell'errore è diabolico! Come ho scritto, le auto elettriche del Gran Premio di Roma, come in tutte le altre gare del Campionato mondiale di Formula E, non erano alimentate da nessuna colonnina e da nessun gasolio. Erano caricate da uno speciale e apposito generatore alimentato a glicerina vegetale. Biocombustibile ecologico da fonte rinnovabile e a bassissimo impatto ambientale. Molto più ecologico perfino delle colonnine elettriche dato che buona parte dell'elettricità del!a rete italiana purtroppo è prodotta ancora a partire da combustibili fossili. Evidentemente mi rispondi senza nemmeno leggere quello che scrivo. Spero che ora, da persona seria, vorrai scusarti per la bufala che hai riportato e per le ciarle che hai scritto. Saluti
  4. Non lo dico io lo dice il sito di ricerca di punti di ricarica più accreditato da Google. In Italia al momento le colonnine operative disponibili per il pubblico sono 1644, indicate una per una, provincia per provincia, con tanto di indirizzo. Povero te che ti arrampichi sugli specchi per difendere un bugiardo matricolato. Le colonnine pubbliche oggi potrebbero anche essere 3000 o 4000 un ma sarebbero sempre meno, molte ma molte meno delle 20.000 promesse per la fine del 2017. Punto. Ti faccio solo notare che nella medesima conferenza stampa che ho citato il piazzista all'epoca insediato a palazzo Chigi ne sparò anche un'altra e ben più grossa: "Se perdo il referendum..."
  5. Un piccolo suggerimento per gli ingenui che non hanno ancora chiara la differenza tra chi è davvero di Sinistra, idealmente, culturalmente, sinceramente, e gli opportunisti e i mestieranti che si professano tali. Per schiarirvi le idee andate su questa pagina di Repubblica e leggete il brano sull'accoglienza estratto da un libro dell'ex segretario del Pd Matteo Renzi e postato sui canali social del partito (ma rapidamente cancellato per la vergogna). Leggete in particolare i commenti dell'articolista, quello di Pippo Civati e quello di Arturo Scotto: https://www.repubblica.it/politica/2017/07/07/news/_aiutiamo_i_migranti_a_casa_loro_il_post_del_pd_poi_cancellato_che-170225416/ Dopodiché andate su YouTube e guardate il filmato della puntata di 8emezzo di ieri dal minuto 21:00 in poi. C'era la Moretti candidata alle europee per il Pd e si parlava di accoglienza e di dialogo tra Pd e M5S (sostenuto dal prof. Cacciari). Ascoltate attentamente per un minuto le parole del prof. Tomaso Montanari e forse capirete cosa vuol dire essere di Sinistra, con la S maiuscola: https://youtu.be/aYUNjJwfL08
  6. Repetita iuvant (ma solo a chi non ha il cervello chiuso dalla faziosità). Riscrivo le parole testuali pronunciate da Matteo Renzi, all'epoca presidente del Consiglio, nella conferenza stampa di fine anno, a Palazzo Chigi, il 29 dicembre 2015, alle ore 12:18, ripeto alle ore dodici e diciotto, nel rispondere alla domanda di un giornalista sull'emergenza smog nei centri urbani: "Abbiamo preso l'impegno con Enel, Delrio e Galletti, con l'obbiettivo NELL'ARCO DI UN PAIO DI ANNI, di passare da 2.000 centrali di ricarica elettrica a 20.000 colonnine di ricarica". Ed ecco il link dove verificare quanto sopra: https://www.giornalettismo.com/archives/1982758/discorso-fine-anno-matteo-renzi-conferenza-stampa-diretta-live Promessa ribadita qualche mese dopo in sede ONU, dove veniva indicata tra le "priorità assolute" del governo, ma clamorosamente smentita dai FATTI: a fine 2017 le colonnine pubbliche in servizio erano molte ma molte meno delle 20.000 promesse, e lo sono tutt'ora! Mi si contesta un dettaglio marginale, ovvero la mia constatazione del fatto che il premier MENTIVA non solo sull'obbiettivo ma perfino sul punto di partenza. A fine 2015 lui parlava di "duemila centrali di ricarica elettrica" presenti in Italia. Ebbene io dico che non solo le centrali (o stazioni) pubbliche di ricarica (che possono disporre anche di tre, quattro o più colonnine ciascuna) ma anche le singole colonnine pubbliche in servizio a quella data erano (molte) meno di 2000. SFIDO CHIUNQUE A DIMOSTRARE IL CONTRARIO! Secondo questa pagina del sito Virgilio Motori, datata da Google 4 settembre 2015, le colonnine pubbliche presenti in Italia erano appena 461: https://motori.virgilio.it/auto/auto-elettrica-mappa-dei-punti-rifornimento-in-italia-foto/344/ Secondo questo altro sito, che riporta il dato *** del ministero delle Infrastrutture, a gennaio 2016 le colonnine erano 1700. Ma questo dato, si precisa, non includeva solo le colonnine pubbliche, che sono quelle che qui ci interessano: https://tg24.sky.it/ambiente/2017/01/26/colonnine-elettriche-italia.html
  7. Sono in sostanza d'accordo. In Italia c'è un grave problema di stagnazione dei consumi interni. Servono misure strutturali per incrementare il potere d'acquisto delle famiglie. Il reddito di cittadinanza è il giusto punto di partenza. Perché aiuta le famiglie più povere cioè quelle con la maggiore propensione marginale al consumo. Gli 80 euro vanno a chi ha una propensione minore o molto minore (es. famiglie con doppio reddito) e sono comunque pochi per rappresentare uno stimolo concreto. Sono un privilegio inefficace e inaccettabile. Del resto è noto che nacquero come mancia elettorale. Subito dopo le europee vanno aboliti. L'aumento dell'IVA farebbe esattamente il contrario di ciò che oggi serve al paese. Deprimendo i consumi di chi già oggi stringe la cinghia e in generale di tutto il ceto medio. Ci sarebbe una corsa ai prodotti a basso costo, al mercato nero, alle bancarelle dei cinesi, al mercato on line: un disastro per il piccolo commercio, per il made in Italy e per l'occupazione. Un ministro dell'Economia serio oggi può pensare a tutto eccetto che a un aumento dell'IVA (sebbene al riguardo i suoi predecessori siano molto più colpevoli di lui). Dopo le europee Tria va mandato a casa. Naturalmente è anche assurdo il solo pensare a una flat tax. Le tasse devono diminuire per i poveri non per i ricchi. Probabilmente per Salvini è solo propaganda elettorale, ma se insisterà allora gli italiani dovranno indossare il gilet giallo e alzare le barricate.
  8. Il tuo intervento mi era sfuggito, non sto al computer h24, ma è una bella pretesa la tua. Amico caro, nemmeno io ho il tempo per ricercare il tuo link www.vattelapesca.it. Il motore di ricerca che ho indicato, che è al primo posto nella lista Google, individua i punti di ricarica pubblici effettivamente operativi e aperti a tutti gli automobilisti. Per esempio per Napoli (1 milione di abitanti) ne indica uno solo, in via Pigna. Con la media di Napoli sarebbero appena 60 in tutta Italia. Lo stesso fanno altri motori, però io ho notato che in città ci sono almeno altre due colonnine non ancora allacciate alla rete o fuori servizio, comunque non operative. Poi ci sono le colonnine private e quelle riservate ai proprietari di vetture elettriche di un singolo produttore, es. le stazioni di ricarica veloce della Tesla. Questo sito dice che a fine 2017 le colonnine pubbliche erano 2741: https://www.fleetmagazine.com/colonnine-ricarica-auto-elettriche-italia/ Ma in ogni caso, e questo è il punto in discussione, eravamo lontanissimi dalle 20.000 promesse da Renzi (e lontanissimi dalla media europea, per es. in Germania erano oltre 25.000, in Francia oltre 16.000). Ma perché arrampicarsi sugli specchi per difendere un indifendibile bugiardo quando sarebbe più facile dire la verità e cioè che quella promessa era solo propaganda e aria fritta?
  9. Cosa hai notato, egregio Ariafresca? Hai notato che la storiella delle auto elettriche che al Gran Premio di Roma andrebbero a gasolio era, come ho pazientemente spiegato, solo l'ennesima COLOSSALE BUFALA confezionata per screditare e denigrare la sindaca Raggi? Hai notato che lo svergognato falsario del forum (il quale ridicolmente si permette di dare del falsario a me che documento tutto quello che scrivo) si era spinto a negare perfino l'evidenza di uno dei tanti annunci, di una delle tante (finte) "priorità assolute" del parolaio toscano che nella conferenza stampa di fine anno del 29 dicembre 2015 alle ore 12:18 prometteva di fronteggiare il problema dello smog nei centri urbani e di stimolare la mobilità elettrica incrementando entro due anni le colonnine pubbliche di ricarica da 2.000 a 20.000? https://www.giornalettismo.com/archives/1982758/discorso-fine-anno-matteo-renzi-conferenza-stampa-diretta-live Promessa poi solennemente ribadita in sede ONU il 21 aprile 2016 nell'ambito di un ambizioso programma ambientalista in 10 punti rimasto desolatamente sulla carta. Oggi, 18 aprile 2019, ore 10:08, il motore di ricerca https://www.colonnineelettriche.it ci dice che le colonnine pubbliche operative in Italia sono 1644. Sono aumentate di 5 unità in due giorni ma sono molte meno di quelle promesse dal bugiardo di Rignano e di quelle presenti nei paesi europei seri (in Norvegia già a fine 2017 erano oltre 9000). Oggi l'Enel ne promette 14.000 entro il 2022, il bugiardo di Rignano ne prometteva 20.000 entro il 2017. Questi sono i fatti tutto il resto è fango, propaganda, menzogna. Saluti
  10. Questo governo non aumenterà mai l'IVA. Sarebbe un provvedimento non solo (molto) impopolare ma oggettivamente (molto) dannoso per l'economia, dunque controproducente, nonché altamente riprovevole, per non dire immorale, sotto l'aspetto sociale. Molto più semplice abolire gli inutili 80 euro, costruire nuove carceri per rinchiudervi gli evasori (inclusi gli evasori dell'IVA), cancellare il TAV e le opere inutili, tagliare la spesa militare e uscire dalla Nato (ente costoso e inutile), supertassare i big della telefonia, della televisione e del commercio on line (provvedimento che rilancerebbe il piccolo commercio e il made in Italy), imporre una patrimoniale ai ricchi, mandare a casa Tria (deludente e inadeguato). Meno semplice ma molto efficace sarebbe l'abolizione delle Regioni, enti costosi e inutili dove imperano corruzione, inefficienza, spreco, kakistocrazia e clientelismo: 20 bubboni pestiferi incistati nel corpo del paese. Una possibilità estrema sarebbe l'uscita dall'Eurozona e il ritorno alla lira e alla svalutazione competitiva. Francamente oggi non saprei dire se questo sarebbe un male minore o peggiore dei 4 punti in più di IVA di cui si parla. Ma può anche darsi che l'euro muoia di morte naturale, o che i paesi membri si mettano d'accordo per fargli l'eutanasia. Saluti
  11. Non capisco perché hai cancellato l'intera discussione per poi riaprirla senza i miei interventi e senza le bufale del tappetaro e del suo lekkino pisano. Cmq ho appena scoperto una cosa: l'intera faccenda del generatore diesel è una BUFALA, l'ennesima, costruita ad arte per gettare fango su Virginia Raggi e sul M5S. Nella foto quel generatore a gasolio della Aggreko si trova vicino a una colonnina di ricarica e c'è un cavo piazzato in modo da far credere che essa riceva la corrente dal generatore. Ma è roba buona solo per ingannare i polli. Mi chiedevo infatti perché non alimentare le automobili in gara direttamente dal generatore invece di passare per la colonnina (con dissipazioni aggiuntive e problemi di interfacciamento). Allora ho fatto una breve ricerca in Rete e ho scoperto la verità. Il generatore Aggreko nella foto NON alimentava affatto le vetture iscritte alla gara, né direttamente, né indirettamente tramite la colonnina. Era il classico gruppo elettrogeno che vediamo nelle mostre o nelle giostre itineranti. Nella fattispecie esso serviva solo ad alimentare gli stand della mostra sulla mobilità elettrica associata al Gran Premio e i box delle squadre partecipanti. Le batterie delle vetture in gara erano invece caricate direttamente da un apposito generatore ecologico brevettato dalla società Acquafuel, presente nelle varie tappe del circuito di Formula E e in grado di fare rapidamente "il pieno" a tutte le auto elettriche in competizione. Questo speciale generatore non brucia neppure una goccia di gasolio, bensì una sostanza naturale, glicerina vegetale, che è un sottoprodotto della produzione del biodiesel (fonte energetica rinnovabile). Le emissioni inquinanti (NOx e polveri sottili) sono pressoché azzerate (rispetto al gasolio) come si vede nel grafico nella pagina allegata. Naturalmente la combustione produce CO2, ma, trattandosi di un biocombustibile di origine vegetale, questa è compensata dalla CO2 catturata per fotosintesi clorofilliana durante la crescita delle piante da cui è ricavato. Parliamo quindi di un combustibile ecologico e pressoché pulito che si sposa perfettamente con la finalità ecologica della Formula E. Anzi, visto che in Italia solo un terzo circa dell'elettricità della rete viene da fonti rinnovabili, se le auto in gara fossero state alimentate da colonnine di ricarica (ma la rete elettrica romana non è ancora in grado di fornire il picco di potenza necessario), le emissioni di inquinanti e di CO2 sarebbero state ben maggiori. Ricapitolando, quella delle auto elettriche che a Roma, per colpa della Raggi, diventano auto a gasolio, è una BUFALA COLOSSALE. Alla sindaca va invece riconosciuto il merito di avere portato stabilmente a Roma una tappa del campionato mondiale di Formula E, insieme a sedi prestigiose come New York, Parigi, Berlino, etc. https://www.dmove.it/news/formula-e-i-generatori-diesel-e-le-menzogne-dei-detrattori-ecco-quali-sono-cosa-bruciano-e-perche-servono
  12. Quello a cui ti riferisci sembra davvero un fatto di scarsa o nessuna rilevanza: pare che l'indagata (con altri) per "invasione di terreni pubblici" non abbia neppure ricevuto un avviso di garanzia. Probabilmente si è trattato di un errore tecnico di un geometra un po' distratto nel prendere le misure. Un commissario prefettizio non può certo rispondere (addirittura in sede penale!) di banali errori del genere. https://bari.repubblica.it/cronaca/2019/04/15/news/indagata_a_brindisi_la_capolista_m5s_alle_europee_mariangela_danzi_-224102464/ Verrà tutto archiviato ma naturalmente tu e i giornaloni non avete perso l'occasione di gettare un'altra palata di fango gratuito sul partito o movimento più onesto della corrotta politica italiana. Non erano irrilevanti le accuse a quel consigliere del Comune di Roma che difatti è stato immediatamente ESPULSO da Di Maio. Mentre non risulta che la governatrice dell'Umbria sia stata espulsa dal Pd, nonostante una intercettazione a dir poco imbarazzante a suo carico. Così come, se non erro, non risulta espulso l'ex governatore della Basilicata il quale era addirittura finito agli arresti domiciliari. Almeno la governatrice dell'Umbria ha avuto la buona creanza di dimettersi (quasi) subito. Al contrario del signor Pittella che aveva il Super Attack spalmato sulle chiappe.
  13. Metti le tracce della prova scritta in busta e portale alla Marisa? Non so se ridere o se piangere. Così funziona la kakistocrazia pidina. Che si autoreplica come un focolaio infettivo ad alta virulenza. I peggiori passano le tracce ad altri raccomandati come loro, che poi finiscono ai posti di comando, mentre i migliori e i meritevoli restano a casa. Una cosa è certa: se io fossi uno dei candidati che persero quel concorso chiederei centinaia di migliaia di euro di danni.
  14. "Indizi labili", già, ma indizi ci sono: li vede pure il vecchio Scalfari (95). "Scenario poco verosimile" scrive il vegliardo, già, ma non del tutto inverosimile. Tanto è vero che gli dedica l'ultimo editoriale domenicale dal titolo "Renzi e Salvini, la strana alleanza fra i due Mattei". Complimenti per il fiuto e per il coraggio (necessario per rompere l'ipocrisia di Repubblica) ma, come avrebbe detto il mitico "petisso", Eugenio me ha rubato la idea. Più di una volta, infatti, il sottoscritto aveva accennato alle "notevoli e oggettive affinità" tra i due Mattei. "Due mestieranti della politica, due arruffapopolo (definirli populisti è un'offesa ai populisti seri) che puntano tutto sulla comunicazione e sulla narrazione, due gattopardeschi sbruffoni sottomessi ai vecchi poteri, due spregiudicati intellettualmente disonesti e sempre pronti a farsi belli con le imprese altrui..." (forum di politica, 5/12/2018). In effetti Scalfari oggi ha capito quello che il sottoscritto, modestamente, aveva capito fin dall'approvazione del Rosatellum (votato da Pd, FI e Lega): Salvini è politicamente (nonché caratterialmente) assai meno distante da Renzi che da Di Maio e l'ipotesi di un'alleanza di governo tra i due Mattei non è campata in aria. Non acquisto Repubblica da anni e non ho trovato in rete l'articolo completo. Non so se Scalfari pensi a un'alleanza in questa legislatura o dopo elezioni anticipate. Nel primo caso (ma forse anche nel secondo) sarebbero necessari i voti di FI realizzando quello che nei miei post chiamavo il "Renzusconi enhanced" (Renzi+Berlusconi+Salvini). Di certo Scalfari pensa all'uscita di Renzi e dei renziani dal Pd per fondare una sorta di nuova Dc. Secondo lui, il Tappetaro e il Capitone sono i due uomini forti della politica italiana. Lo spregiudicato Renzi che - ricorda Scalfari - riunì in sé le due cariche di premier e segretario senza aver vinto le elezioni, potrebbe essere addirittura "la persona ideale (testuale, nda) per fare blocco con i suoi seguaci ancora numerosi e quelli di Salvini". Il vegliardo delira? Non credo proprio. La verità è che a Scalfari, a Renzi, a Salvini, e al sistema dei poteri forti che sta dietro i suddetti, chi sta realmente sullo stomaco è Di Maio con il suo movimento antisistema. Il ragazzo di Pomigliano è il vero, potenziale e pericoloso rottamatore. Mentre il sedicente rottamatore di Rignano in realtà è la conservazione, è la vecchia Dc. Non meno conservatore risulta, come ho scritto più volte, l'altro Matteo. Complimenti a Scalfari per l'acume, ma io avevo capito tutto anni prima di lui. Ed ecco a voi la cinica conclusione dell'editoriale: "Renzi prenderebbe il posto di Di Maio... e cambierebbe il tenore generale dell'alleanza di governo: non più di centrodestra ma soltanto di centro. È il massimo che si possa desiderare (avete capito? è il sogno di tutti i gattopardi italiani, e forse anche di quelli stranieri: un'alleanza di governo Salvini-Renzi! nda). Un partito di centro fu la Democrazia Cristiana che guidò l'Italia per quasi mezzo secolo e quindi è normale sia per Renzi che addirittura per Salvini un'alleanza tra i due Mattei". Pochi giorni prima era uscito un articolo su Dagospia che Scalfari deve aver letto. Vi si legge che Renzi vorrebbe fondare un partito cattolico-liberale (ma che ci faceva nel Pd un cattolico-liberale?) guardando all'elettorato cattolico e agli imprenditori del Nord delusi dall'attuale governo. Non a caso avrebbe scelto Milano e non Firenze come sede della sua nuova fondazione. Chiudo con un mio commento. Preso atto che i due Mattei sarebbero partner "ideali" e che un loro governo sarebbe, per Eugenio Scalfari, "il massimo che si possa desiderare", io dico: IL CIELO CE NE SCAMPI E LIBERI!
  15. Io non avrei pagato un cappuccino bensì una cena a chi prima delle elezioni avesse osato pronosticare un governo 5Stelle-Lega. Due forze politicamente agli antipodi accomunate solo da un certo massimalismo e da una certa avversione agli schemi tradizionali e al sistema di potere dominante, avversione che peraltro nella Lega di Salvini è molto più di facciata che reale (diversamente dalla prima Lega bossiana). Non ho ancora potuto leggere l'articolo integrale ma dalle sintesi sembra che Scalfari non parlasse di fantapolitica bensì di una "ipotesi non confermata" che starebbe circolando nei corridoi che contano. Noi, che quei corridoi non frequentiamo, e che anzi vomiteremmo solo a metterci piede, non possiamo che limitarci a qualche ponderata riflessione. Che Salvini e Renzi siano (molto) meno distanti di Salvini e Di Maio, è pacifico. I secondi due al di fuori del contratto di governo hanno poco o nulla in comune. I primi due hanno in comune prima di tutto lo stile: la loro invadente arroganza, la loro ossessiva narrazione, la loro inclinazione autocratica, il loro ego smisurato, la loro ipocrisia nel cercare di mimetizzarlo. Ma le style c'est l'homme: lo stile è tutto, lo stile è l'uomo. Poi ambedue sono stati alleati di Berlusconi (Renzi addirittura in un patto costituente), ambedue hanno votato il Rosatellum, ambedue sostengono il Tav, le trivelle, gli F-35, l'incremento della soglia del contante e quant'altro. Sono due mestieranti puri della politica, non sanno fare altro, sono quasi coetanei, hanno iniziato a far politica attiva uno nel '93 l'altro nel '94 e sembrano ambedue intenzionati a campare a nostre spese per vari decenni ancora. Naturalmente per formare un governo insieme i due Mattei dovrebbero avere i numeri. Orbene, in eventuali elezioni anticipate un Salvini tra il 30 e il 35% farebbe il pieno di collegi uninominali al Nord e per avere una solida maggioranza in parlamento potrebbe bastargli un singolo alleato, naturalmente in posizione a lui subalterna. Potrebbe essere Berlusconi (ma è ormai putrefatto), la Meloni (ma sarebbe un governo troppo a destra per un popolo di moderati e per quel che resta della sinistra che potrebbe tornare a fare la sinistra nelle piazze), oppure Renzi. Un governo Matteo&Matteo, come scrive Scalfari, sarebbe percepito quasi come un governo di centro e sarebbe gradito ai poteri forti, cioè all'unica cosa alla quale i due obbediscono più che ai loro ego smisurati. Ma Renzi li avrebbe i numeri? Diversamente da Ahahah io non credo che un eventuale partito del Tappetaro sarebbe un flop. Quello lì il mestiere lo conosce: in campagna elettorale i tappeti li sa vendere. Certo nel governare è un brocco e il 4 marzo 2018 gli italiani avevano ancora memoria dei suoi disastri. Ma la perderanno presto, come più volte accadde per Berlusconi, a patto che i media non gliela rinfreschino. I quali media, dopo avere "pompato" negli anni Berlusconi, Renzi e Salvini, oggi non vedono l'ora di tornare a "pompare" Renzi. I media sono per la gran parte controllati dai poteri forti e Renzi è figura gradita ai poteri forti, questo è pacifico. Più gradita di Salvini che non è certo un cane sciolto ma è un po' meno prevedibile, un po' meno "addomesticato" del toscano. Tutto questo il vecchio e saggio Scalfari lo sa bene. Resta la questione della subalternità. Potrebbe il bullo di Rignano accontentarsi di fare da spalla a Salvini (o a chiunque altro)? Si direbbe di no, ma... Come è noto, il bullo è incapace ma non è fesso. Potrebbe ragionare più o meno così. Governando con Salvini i media pomperanno me e sgonfieranno Salvini che farà la fine di Di Maio. D'altra parte gli italiani, brava gente, sono un popolo di moderati (solo poco meno moderati di un gregge di pecore) e se io rifondo la Dc il gregge tornerà a seguire me. Mi basteranno l'aiuto dei media e un buon piffero. Del resto, a dare ripetutamente del "pifferaio" a Renzi fu a suo tempo proprio Scalfari. Quello che oggi non vede l'ora di rimettersi a seguire il piffero del parolaio toscano. Saluti
  16. Letta su Twitter e Facebook: Ultimi 7 anni Tot. arresti Pd: 1043 Tot. arresti Cdx: 978 Tot. arresti M5S: 1 Azz che differenza... https://infosannio.wordpress.com/2019/04/13/andrea-scanzi-ultimi-arresti-pd-sulla-questione-morale-con-il-m5s-non-ce-proprio-partita/
  17. Spesso definisco "illuminanti" gli editoriali di Marco Travaglio. Quello di oggi lo è in modo speciale. Marco ci illumina ricordando un clamoroso episodio del 1995 ormai caduto nel dimenticatoio. Un viva voce resta aperto per sbaglio durante un incontro dei vertici della Regione Lombardia per le nomine nella Sanità. Potete immaginare quello che ne venne fuori: praticamente lo scoperchiamento di un MERDAIO. Non c'era ancora il delinquente Formigoni ma la cosiddetta sanità modello lombarda non era amministrata meglio (un modello di logica spartitoria e predatoria). Governava il leghista Arrigoni sostenuto da una strana alleanza con Pds ed ex democristiani. Quasi l'intera giunta regionale fu rinviata a giudizio, ma poco prima della sentenza la maggioranza parlamentare di centrosinistra e l'opposizione di centrodestra votarono insieme la sciagurata leggina che depenalizzò l'ab.uso d'ufficio non patrimoniale (che da allora ha prodotto danni inenarrabili) e tutti restarono impuniti. 24 anni dopo, il caso Basilicata e il caso Umbria dimostrano che la logica spartitoria nella Sanità non è cambiata e che i pidini hanno cambiato il pelo (cioè la sigla da Pds a Pd) ma non il vizio. Travaglio conclude con un appello che da anni è anche il mio: abolire la mangiatoia a sbafo delle Regioni e riportare la sanità pubblica sotto il controllo dello Stato. https://infosannio.wordpress.com/2019/04/14/ladri-in-salute/
  18. Probabilmente bisognerebbe isolare il dato degli investimenti pubblici. Sul sito dell'Ocse leggo che sono solo il 3% del Pil dei paesi membri. Immagino che il governo cinese investa di più (es. 44 miliardi di dollari nel 2O17 solo nel settore delle rinnovabili). Ricordiamo che le quattro più grandi banche del mondo (e 18 delle prime 100) sono controllate dal governo cinese. Nel contratto di governo tra 5s e Lega c'è la banca pubblica per gli investimenti: un punto da attuare al più presto.
  19. Qualche premessa. Chi mi legge sa che non sono un fanatico del (falso) mito della crescita. Tutt'altro. Per me la finalità prioritaria dell'economia non è la crescita del PIL, e nemmeno quella della produzione industriale e dei consumi, bensì l'abbattimento della disoccupazione, della precarietà e delle disuguaglianze. Il lavoro stabile e un livello base di qualità della vita sono diritti fondamentali (e costituzionali) della persona, dunque non possono e non devono dipendere dalla produzione industriale o dalla congiuntura internazionale. E men che meno dalle decisioni del governatore della BCE o dalle valutazioni delle agenzie di rating. Premetto inoltre che non mi faccio troppe illusioni sul futuro a breve e medio periodo della nostra economia, la quale andrebbe radicalmente riformata (es. con una maggiore e più diretta presenza dello Stato, che poi è il segreto dell'economia cinese, come lo fu del nostro boom degli anni '60 con le Partecipazioni Statali). Aggiungo che un dato statistico su un trimestre vale per quello che vale. Ebbene, premesso ciò, come italiano non posso che guardare con piccola ma orgogliosa soddisfazione l'istogramma della produzione industriale nell'Eurozona nel primo quarto 2019 (frutto dei dati su gennaio e febbraio e delle stime su marzo). L'autorevole analista BLOOMBERG lo presenta non a caso con un titolo italianizzato e del tutto meritato: Euro's Tiramisù. Per una volta, infatti, da tempo immemorabile, nella produzione industriale l'Italia è la locomotiva dell'Europa. Un dato tanto più significativo in un congiuntura internazionale sfavorevole. Dove noi mostriamo, sia pure, per ora, per un solo trimestre, di essere più resilienti alle difficoltà. I più solidi, i più resilienti di tutti, incluso il gigante teutonico. Che bella soddisfazione vedere il nostro paese al primo posto, e con un certo distacco sulla seconda (la Francia), mentre la Germania dell'euro forte è relegata per una volta tristemente all'ultimo posto e per giunta nella parte sinistra (negativa) dell'istogramma. Nel difficile primo trimestre dell'anno oltre un terzo della crescita industriale europea (per l'esattezza il 35%) si concentra in Italia. Vogliamo tributare al governo Conte, dopo tante critiche, anche meritate, un piccolo ma meritato e incoraggiante plauso? Oggettivamente quando mai, almeno negli ultimi 30 anni, si era visto un istogramma del genere? Fosse capitato ai tempi del pagliaccio di Arcore o del tappetaro di Rignano, i media avrebbero tambureggiato di grancassa, insalivata la lingua e tessuto inni di lode al timoniere. https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/04/12/industria-bloomberg-nel-primo-trimestre-dallitalia-il-maggior-contributo-ad-aumento-produzione-nelleurozona/5106156/
  20. Nella cosiddetta agogica musicale, cioè l'insieme delle indicazioni dell'andamento e dello stile espressivo di una composizione, ci si imbatte in espressioni abbastanza comprensibili anche ai profani come il sottoscritto. Per esempio quando leggiamo poco sopra o poco sotto il pentagramma di uno spartito indicazioni come: con brio, con dolcezza, energico, maestoso, impetuoso, capriccioso, scherzando, con estro, con bravura, con forza, con enfasi, etc. Tutte rigorosamente in italiano (anche per le opere straniere) a parte poche eccezioni come il latino ad libitum (a piacere). La bravura e lo stile di un esecutore, che so, un pianista o un violinista, consistono in buona misura proprio nell'interpretazione personale che egli dà delle suddette indicazioni dell'autore. Una volta mi sono imbattuto in questa indicazione che mi ha davvero lasciato a bocca aperta: con anima. Qui il profano deve arrendersi: credo che solo un vero musicista, solo un vero artista possa capire appieno che cosa significa eseguire delle note con anima! Un semplice appassionato come me può al massimo intuire, in base alle emozioni provate nell'ascolto, che nell'esecuzione di certe note c'è un'anima e in altre no. Nel mio precedente intervento in questo forum, dal titolo Esiste la perfezione nella musica?, parlai di un difficile brano per pianoforte, la famosa Rapsodia Ungherese n.2 di Liszt, eseguito in modo a dir poco magistrale dalla straordinaria Valentina Lisista: https://youtu.be/LdH1hSWGFGU Oggi vi propongo un pezzo molto popolare, e molto più facile, di musica leggera. Probabilmente esso non richiede il virtuosismo di cui sopra, ma a me sembra che anche questo pianista ci metta davvero l'anima. L'esecuzione, anche per un appassionato di musica classica come me, risulta molto piacevole, a tratti emozionante. Voi che ne dite? https://m.youtube.com/watch?v=GmtTDvNcXcU
  21. Ti ripeto: nel Pd largo ai giovani e ai giovanissimi (ce ne sono tanti, in gamba e con le idee chiare e di sinistra). Via gli anziani, inclusi Renzi e il giglio tragico che io vedo politicamente più vecchi e decotti dei vari Zanda, De Luca e Fassino. Se poi qualche anziano onesto ha le idee chiare come questo ragazzo qui, allora resti pure. Ma francamente nel Pd attuale non ne vedo nemmeno uno. Forse Michele Emiliano, ma perfino lui ha qualche problemino con la giustizia. https://youtu.be/ZN3Gj_0FC1M
  22. Nulla di speciale, Conte sta facendo solo il suo dovere mettendo in campo, per il solo bene del paese (ha già detto che lascerà la politica a fine mandato) tutte la sue competenze e capacità, le quali superano di gran lunga, a mio avviso, quelle dei suoi predecessori (per lo più incapaci e incompetenti mestieranti della politica che gli hanno lasciato in eredità oltre 2300 miliardi di debito pubblico, ma soprattutto ministeri, enti pubblici e pubblica amministrazione divorati dalla corruzione e dalla kakistocrazia). Nelle sue numerose visite all'estero e nei suoi incontri con capi di governo e imprenditori il nostro premier ha confermato di essere un ottimo negoziatore e procacciatore di affari (caratteristica professionale dei grandi avvocati). E le nostre esportazioni e il nostro saldo commerciale crescono visibilmente nonostante la difficile congiuntura europea e mondiale. Nel decreto dignità, nella legge di bilancio e nel decreto semplificazione vi sono svariate misure a favore delle imprese (che non delocalizzano la produzione all'estero). Ma a mio avviso il provvedimento più importante è stato la legge anticorruzione del M5s. La corruzione è sempre stata una enorme palla al piede dell'economia italiana. Privilegia gli imprenditori che pagano le mazzette rispetto agli onesti che investono in qualità, ricerca e sviluppo. Ora con il DASPO a vita ai corrotti, con la riforma della prescrizione, gli agenti sotto copertura e nuove tecnologie applicate alle intercettazioni, la parte sporca e parassitaria dell'economia italiana dovrà stringere la cinghia a vantaggio della parte sana e produttiva.
  23. Concordo. Ma qui si parlava del Pd. E gli "anziani" del Pd li possiamo suddividere in tre ***: quelli che (sulla scia dei giovani come Civati e Fassina) hanno lasciato il partito (come D'Alema e Bersani); quelli che hanno lasciato la politica attiva (come Letta e Cuperlo); e quelli che sono rimasti. Questi ultimi, se non hanno proprio appoggiato, hanno avallato le politiche disastrose dei "giovani vecchi mestieranti" Renzi & cerchio tragico, o non hanno preso le dovute distanze. Tra questi lo stesso Zingaretti che a me, per ora, non sembra affatto avere imboccato strade nuove e più a sinistra. Gli anziani in politica mi vanno benissimo, purché non siano mestieranti come Casini, Zanda, lo stesso Bersani (che dopo i disastri che ha combinato e di cui ho parlato in altre discussioni, aveva a mio avviso il dovere di chiedere scusa e lasciare la politica). Ho accennato a Lorenza Carlassare: ha 88 anni ma io la vedrei benissimo al posto di Mattarella. Saluti
  24. Beh, il 4 marzo fu il vecchio Pd a essere svuotato dai grillini. Chi è di sinistra tra Renzi e Di Maio, allora come oggi, non può che scegliere Di Maio.
  25. Il Capitone e direttoretto sono indietro di decenni, per non dire di secoli, rispetto agli italiani degli anni '70. Oggi questi due farebbero quasi scandalo, all'epoca gli italiani li amavano, gli compravano milioni di dischi, e li portavano in cima alla hit parade: https://youtu.be/JwXFV80ZZMk