fosforo41

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  1. Uno spreco non è di per sè un reato, ma per le casse dello Stato e per il bene comune può essere molto peggio di un reato. Uno spreco di 100 milioni è molto peggio di un furto di 2 milioni. Concetto elementare che sfugge al disturbatore pisano rimbecillito dalla faziosità. Eppure nell'articolo che avevo allegato c'era un esempio illuminante. Il bob è una disciplina olimpica in cui vantiamo un passato glorioso ma i praticanti in Italia sono ridotti a 4 gatti. Secondo questo articolo si contano sulle dita di due mani:

    https://www.oasport.it/2019/01/bob-patrick-baumgartner-possibile-pioniere-della-rinascita-italiana-fondamentali-le-olimpiadi-2026/

    Il tipico sport privo di una solida base di praticanti ma alimentato dall'alto, cioè dalle gerarchie sportive, i vari Carraro, Pescante, Malagò, che hanno bisogno di pingui medaglieri per giustificare i loro kuli incollati alle poltrone. Ebbene, per le gare olimpiche di bob a Torino 2006 la Francia ci aveva gentilmente offerto una pista efficiente a due passi dal confine. Le nostre gerarchie politiche e sportive si opposero in nome di uno strumentale e poco convincente patriottismo: bisognava costruire una nuova pista in Piemonte per uno sport praticato in Italia da una decina di persone. La pista di bob ci costò 110 milioni di euro. Dopo le olimpiadi fu usata per pochissime gare, fino al 2011 quando si preferì smantellarla perché costava 1,3 milioni l'anno solo di manutenzione. Nessun reato, ma 110 milioni e passa buttati nel cesso. Con quei soldi si potevano realizzare decine di piccoli e medi impianti sportivi nei comuni del Sud e avvicinare decine di migliaia di ragazzi alla pratica sportiva. Ma ai nostri politicanti e ai vari Malagò interessa altro. Gli Interessano le grandi manifestazioni e i relativi lavori urgenti con appalti senza gara, le medaglie e le poltrone.

     


  2. Per non parlare di quello che è successo a Torino. Come dicono gli economisti e gli analisti seri, le olimpiadi le vince chi le perde e le perde chi le vince (cioè chi se le aggiudica). Ma ci guadagna solo il CIO (e la cricca affaristico-politica che si nutre alla mangiatoia degli appalti).

    https://infosannio.wordpress.com/2019/06/26/giochi-olimpici-col-buco-ecco-il-conto-di-torino-2006-rosso-a-nove-zeri-e-cattedrali-nel-deserto/


  3. 5 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

    Si va ben, ma lancilotto? 

    Condivido quello che ha scritto sig fosforo.

    Come mai non siamo in otto? Perché manca Lancillotto! Ma poi arriva Lancillotto e succede un quarantotto!

    https://youtu.be/zyKofdjjLaM

    Che nostalgia, che bei tempi, caro Ahaha, che Italia bella, semplice e pulita era quella! E non solo per i nostri occhi innocenti di bambini che si godevano il Carosello prima di andare a letto (quelli di oggi stanno fino alle due di notte con i tablet accesi, poi vanno a scuola e si addormentano sui banchi). Quella era un'Italia davvero seria e pulita: le Olimpiadi di Roma 1960 furono forse le ultime non toccate dai ladri e dagli speculatori. Mi ricordo le mie prime olimpiadi seguite intensamente in tv, nel 1972, quelle invernali a Sapporo in Giappone, quelle estive a Monaco di Baviera (all'epoca si disputavano nel medesimo anno). Ricordo le gesta del più grande sciatore di tutti i tempi, Gustavo Thoeni, e di due dei più grandi velocisti di sempre, il mitico Valery Borzov (che umiliò gli sprinters americani, due dei quali addirittura finsero di essersi svegliati in ritardo per la finale, per evitare di finire battuti da un bianco, addirittura sovietico) e un ventenne, magrissimo ma già velocissimo, Pietro Paolo Mennea da Barletta. Mi ricordo lo scandalo dell'esclusione a Sapporo di alcuni forti sciatori professionisti (all'epoca il dilettantismo nello Sport era ancora un valore) e la finale al cardiopalmo del basket con la storica vittoria dell'Unione Sovietica sugli universitari USA. Agli americani, che si consideravano imbattibili pure con i dilettanti, brucia tuttora il kulo per quella sconfitta, che hanno contestato per decenni, ma la vittoria del mitico Sergej Belov e della sua Armata Rossa fu regolarissima e meritata. Mi ricordo soprattutto il bagno di sangue nel villaggio olimpico di Monaco, il più eclatante atto terroristico prima delle Torri Gemelle. Dopo di allora ho seguito in tv tutte le olimpiadi estive (i miei familiari sono abituati: ogni 4 anni mi chiudo due settimane seminudo in una cameretta di 6 metri quadri con televisore, computer e ventilatore, loro devono limitarsi a portarmi cibo e acqua) ma non ho più seguito, se non in modo frammentario, i giochi invernali. Campioni come Thoeni non nascono più, inoltre molte discipline invernali le trovo insulse. Mi piace molto però il salto con gli sci dal trampolino e mi incuriosisce il curling, una sorta di bocce su ghiaccio dove i giocatori sono muniti di strane scope. 

    Colgo l'occasione per allegare questo lungo, imperdibile, illuminante editoriale di Marco Travaglio. Che non fa stime e proiezioni fantasiose sul futuro ma analizza i dati certi e mette a confronto quello che dicevano i giornaloni quando le  olimpiadi le cancellò (saggiamente) il prof. Monti e quando poi le cancellò la Raggi. Con Monti tutti d'accordo: le olimpiadi sono spreco incalcolabile e fomite di corruzione. Poi sono diventate per miracolo prestigiosa occasione di sviluppo. Interessante anche quello che diceva Salvini su Roma 2024. Come sul Tav, ha cambiato idea pure sulle olimpiadi. 

    https://infosannio.wordpress.com/2019/06/26/le-linguiadi/

    Saluti

     


  4. I forumisti ricorderanno il famoso attacco di Fini a Berlusconi nel 2007: "Siamo alle comiche finali". Mi sono venute in mente quelle precise parole ieri, mentre assistevo in tv alle scene di giubilo della delegazione italiana a Losanna per l'assegnazione dei Giochi invernali 2026 a Milano e Cortina. C'era il presidente del Coni visibilmente emozionato, come dopo il suo primo "trenta" truccato all'università. C'era il sindaco di Milano che si abbandonava a gesti da ultrà della curva sud. Dopo l'Expo anche le Olimpiadi: che colpi, che soddisfazioni! E c'erano le famigerate e imperiture cariatidi dello sport e degli affari del paese di Pulcinella: Carraro, Pescante, Montezemolo. I "rieccoli" direbbe Montanelli, io ve li raccomando tutti. Plateale trionfalismo italiota ma era una vittoria scontata: avevamo un solo concorrente, la Svezia, presente più che altro pro forma essendo l'unico importante paese nordico a non avere mai ospitato le olimpiadi della neve, ma Stoccolma non aveva neppure voluto firmare il contratto di candidata città ospitante. Saggiamente alla larga tutti gli altri paesi del globo. Noi invece desideravamo ardentemente il costoso bidone, il "pacco" invernale, e il CIO è stato ben contento di rifilarcelo. 20 anni dopo Torino, tuttora alle prese con il mega-buco nel bilancio creato dai Giochi del 2006. Il villaggio olimpico oggi ospita immigrati, sul trampolino per il salto con gli sci si gareggia ogni morte di papa ma costa 1 milione l'anno solo di manutenzione. Esultanza smisurata nella nostra delegazione a Losanna, ma posso garantirvi che qualcuno, a casa sua davanti al televisore, ha gioito anche più del sindaco capotifoso Sala. Parlo ovviamente degli affaristi senza scrupoli come quelli che alla notizia del terremoto dell'Aquila si sfregavano le mani in odore di appalti. E parlo dei politici lombardo-veneti - ma chissà, forse pure qualche big nazionale - che avranno fiutato mazzette e tangenti. C'era aria di comiche finali ieri a Losanna. Il moribondo pagliaccio era questo sfortunato paese, ma sfortunato fino a un certo punto perché continua ad affidarsi a irresponsabili quanto inamovibili cialtroni. Tutti voi ricordate quella frase di Fini del 2007, ma chi di voi ricorda quale nazione ospitò, l'anno scorso, l'ultima Olimpiade invernale? L'Italia vinse tre ori, chi di voi ricorda il nome di almeno uno di questi tre campioni olimpici? I giochi invernali sono meno costosi di quelli estivi ma anche molto meno seguiti. Anche la partecipazione è ridotta: meno di 3000 atleti in rappresentanza di una novantina di paesi, cioè meno della metà degli aderenti al CIO. Alle Universiadi di Napoli che iniziano il 3 luglio sono iscritti quasi 8000 atleti di 170 nazioni. Ma costeranno molto meno degli 1,3 miliardi preventivati per Milano-Cortina 2026. 1,3 miliardi per due settimane di gare sono già uno spreco plateale. Poi si vedrà il consuntivo. Secondo un famoso studio dell'università di Oxford le spese per i giochi olimpici lievitano in media del 185%. A Torino andò bene: si sforò "solo" dell'80%. Fu un'olimpiade pidina (Chiamparino, Bresso), tutto lascia pensare che quella del 2026 sarà a trazione leghista: che Dio ci protegga (noi contribuenti)! Nelle comiche finali non poteva mancare l'incerta gara al rialzo tra i vari tg nelle stime dei nuovi posti di lavoro "creati" dai Giochi: 15.000? No: 20.000 (la stima di Salvini). Macché: saranno ben 35.000! Venghino signori, venghino! Togliete uno zero a queste cifre e avrete stime realistiche dei posti creati, non certo stabili ma da qui al 2026. Mentre uno studio della Banca Mondiale, basato non su fantasie ma su dati reali, assicura che con 1,3 miliardi investiti nell'eolico o nel solare si creano più di 20.000 posti stabili ed effettivi. Giova ricordare che per le Olimpiadi di Roma del 2024, per fortuna cancellate dai 5Stelle, il signor Malagò prevedeva addirittura 170.000 nuovi posti di lavoro. Roba da matti! Ma stranamente il signor Salvini era contrario a quelle olimpiadi. 

     

     

     

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  5. Ahahahah! Siamo alla farsa. O meglio il Pd è alla farsa. O meglio ancora: questo è un partito alla frutta, un partito finito, un partito impazzito! Ricapitoliamo. L'anno scorso, non appena passati all'opposizione, i dem(enti) lanciano un ambizioso disegno di legge sul salario minimo, quello che non avevano mai voluto fare in 5 anni di governo. La proposta è firmata da Delrio e altri e viene strombazzata con molta enfasi dal giornalino on line del partito (lo stesso partito che lasciò fallire l'Unità ma che ha salvato Radio radicale con i voti di Salvini e con i soldi nostri): Qualsiasi lavoratore dovrebbe percepire almeno 9 euro netti l'ora ovvero una retribuzione sufficiente ad assicurare una vita dignitosa come dice l'articolo 36 della Costituzione.

    https://www.democratica.com/focus/pd-rilancia-sul-salario-minimo-legale/

    Inoltre sono previste sanzioni fino a 20.000 euro per gli imprenditori che violano la regola. Ma 9 euro netti sono più di 12 euro lordi, un onere forse eccessivo per le imprese italiane nella difficile congiuntura economica, e allora il M5S ridimensiona nella sua proposta il salario minimo a 9 euro lordi (cioè circa 6,50 netti). Ma anche questi sono troppi per Confindustria, sono uno spauracchio, come dice il titolo di questa discussione, per gli sfruttatori abituati a sottopagare i lavoratori. Ecco allora che arriva in soccorso il Pd di Zingaretti che cambia radicalmente e ridicolmente la sua proposta di salario minimo. Una proposta ridicola prima di tutto perché i 9 euro netti del ddl Delrio finiscono nel dimenticatoio e non viene specificata nessuna cifra per il salario minimo. È come se una repubblica delle banane varasse una legge sull'età minima per il diritto di voto senza specificare questa età. Roba da matti! La proposta rimanda alla contrattazione collettiva, in assenza della quale prevede che il salario minimo sia deciso caso per caso da un'apposita "commissione paritetica" (non a caso il paese di Pulcinella è anche il paese delle commissioni). Ma qui tenetevi l'ombelico perché si ride forte. Questa commissione sarebbe formata da 20 persone pagate da noi contribuenti, istituita presso il CNEL e presieduta dal presidente del CNEL. Ahahahah! Avete capito bene: il CNEL, l'ente inutile che il Pd voleva abolire con la sua riforma costituzionale. Roba da matti! Infine cambiano pure le sanzioni ridotte a un massimo di 10.000 euro e un minimo di appena 1000: una cifra irrisoria, quasi un invito a pagare i lavoratori meno del salario minimo deciso dalla contrattazione o dall'ente inutile. Signori, a questo punto ditemi voi se il Pd è un partito serio o un partito in putrefazione.

    https://www.ilblogdellestelle.it/2019/05/il-salario-minimo-del-pd-solito-poltronificio-e-zero-euro-per-i-lavoratori.html

     

     

     

     

     

     

     


  6. Ahahahaha!!! Il sempre più confuso pisano non riesce a smentire una sola delle mie cifre e invece di scusarsi per le sue colossali balle (tipo gli 11 euro di retribuzione media dei lavoratori dipendenti italiani) copiaincolla una stucchevole articolessa di uno studio legale che appare decisamente più sensibile agli interessi dei padroni che a quelli dei lavoratori. 

    Di suo il mentecatto si limita a specificare che tutto l'universo mondo sarebbe contrario al salario minimo proposto dai 5 Stelle. Tutti: partiti, sindacati, Confindustria (graziealcazzo!), autorità indipendenti (indipendenti??!!). Trascura però una categoria marginale: i lavoratori dipendenti. E trascura pure quegli antiquati padri costituenti del secolo scorso e il loro obsoleto articolo 36. Tutti gli altri sarebbero contrari, compreso il Pd. Che però va controcorrente e per una volta ritorna a sinistra: il Pd vorrebbe un salario minimo molto più alto dei 9 euro lordi grillini (circa 6,50 netti): vorrebbe 9 euro netti, ma l'ebete pisano preferisce sorvolare. 


  7. Niente da fare: il mentecatto pisano non ne azzecca una neppure per sbaglio. Dato che l'argomento è importante, sorvolo sui consueti insulti e passo a demolire le balle. Intanto registriamo che il lekkino di Renzi è uscito dal Pd prima di Renzi. In effetti sospettavamo che questo traditore della Sinistra fosse più a destra perfino dell'ex caudillo di Rignano. Sostiene infatti che i 9 euro lordi di retribuzione oraria minima previsti dai 5 Stelle sarebbero troppi. Con ciò il mentecatto si schiera dalla parte degli sfruttatori e degli affamatori, in assoluto spregio dell'articolo 36 della Costituzione, e va allo scontro frontale con il suo stesso ex partito che  nella proposta di legge firmata da Graziano Delrio prevede un salario minimo di 9 euro netti, cioè ben più alto di quello proposto dai grillini: 

    https://www.corriere.it/politica/cards/scontro-salario-minimo-pd-nove-euro-netti-m5s-nove-euro-lordi/pd-9-euro-netti.shtml

    Il mentecatto spara poi una balla colossale: dice che il salario medio lordo in Italia sarebbe poco più di 11 euro l'ora, cioè poco più alto del salario minimo grillino. Per fortuna non siamo ancora alla fame o quasi. Infatti, secondo l'Istat, il salario medio lordo in Italia nel 2016 era pari a 19,92 euro l'ora. Cioè sotto la media dell'Eurozona ma non ancora a livelli da Terzo Mondo o quasi come ci vorrebbe lo sprovveduto gufo annidato in qualche anfratto della Torre di Pisa: 

    https://www.toscanaoggi.it/Italia/Lavoro-nel-2016-retribuzione-oraria-lorda-italiani-sotto-media-eurozona

    Non a caso LEU, che è senza dubbio più a sinistra di Delrio e Zingaretti, propone un salario minimo ancora più alto di quello del Pd, ovvero pari al 50% del salario medio Istat (circa 10 euro). Per completezza è opportuno dare una stima del salario orario netto corrispondente a 9 euro lordi. Ipotizzando il caso più favorevole per il lavoratore, ovvero che rientri nella fascia più bassa di tassazione, l'imposizione fiscale complessiva risulta quella indicata nella tabella Eurostat  riportata nell'articolo che segue, pari al 27,48%: 

    https://it.businessinsider.com/salario-minimo-occhio-al-fisco-i-23mila-euro-lordi-italiani-ne-valgono-17mila-i-19mila-del-belgio-sono-18mila-netti/?refresh_ce

    Da cui risulta che con un salario minimo di 9 euro lordi l'ora un lavoratore si mette in tasca, nella migliore delle ipotesi, 6 euro e 52 centesimi netti.  Siamo davvero ai livelli minimi di civiltà e di decenza per un paese del G7. Ma per il mentecatto pisano, servo dei padroni e degli sfruttatori, sono TROPPI!!!

     

     

     

     

     


  8. 20 ore fa, mondilumondoblg ha scritto:

    che ne dite?..

    Articolo molto interessante. Il salario minimo e il cosiddetto reddito di cittadinanza (che in realtà è un reddito minimo garantito ai meno abbienti) sono misure di CIVILTÀ. I 5Stelle hanno un merito: stanno rendendo l'Italia un paese più civile, più vicino alla parte migliore dell'Europa. Allego un altro esempio degli sfruttatori e degli incivili che non amano queste misure. Si parla dei proprietari terrieri che sfruttano come schiavi i braccianti agricoli al Sud? No, si parla, per esperienza diretta, degli albergatori e dei ristoratori della Riviera Romagnola. Un turismo di massa alimentato dallo sfruttamento del lavoro. E pensare che quella era considerata una regione rossa. VERGOGNA!

    https://infosannio.wordpress.com/2019/06/23/riviera-romagnola-sfruttamento-buste-paga-false-orari-infiniti-la-stagione-in-riviera-peggio-dei-lavori-forzati/

     


  9. 5 ore fa, sempre135 ha scritto:

    L'ironia e la satira per i componenti di questo Gov. non hanno bisogno di ricerche.....sono talmente esaltanti che si presentano naturalmente da sole..:D

    Vero, ma finora sui giornali e in TV io vedo poca ironia e pochissima satira su Salvini. Eppure il capitano dei miei stivali ne fornisce argomenti a cadenza quotidiana e in abbondanza. Al contrario, viene preso troppo sul serio dai giornalisti, inclusi quelli che lo criticano o fingono di criticarlo. O la adulano (come il vergognoso Tg2) o lo prendono sul serio e lo descrivono come un eroe negativo, un duro, un pragmatico. Così il popolo bue si convince che questo politicante senza idee (serie) sia per lo meno un politico serio, dopo i tanti pagliacci, e lo vota. Lo stesso accadeva per Renzi, la cui popolarità però cadde in picchiata non appena perfino i giornali amici come Repubblica, davanti alla ridicola inconsistenza delle sue idee e dei suoi programmi, smisero di prenderlo sul serio. Uno dei pochissimi giornalisti seri, coraggiosi, autorevoli e indipendenti dai poteri forti, che oggi può permettersi, e si permette, di fare ironia e satira pungente sull'uomo forte di turno è Marco Travaglio. Che è stato a suo tempo l'alfiere dell'antiberlusconismo militante, come pure dell'antirenzismo, e che ora con il suo piccolo giornale è la più grossa spina nel fianco di Salvini. Se tutti i giornalisti italiani fossero bravi, seri e indipendenti come Marco, oggi la Lega sarebbe ben sotto il 10%. Perché gli italiani saprebbero la verità, cioè che di concreto e di positivo questo partito poco serio ma pieno di indagati fino a oggi non ha prodotto quasi nulla. Nemmeno sul fronte immigrazione, che solo in minima parte è quello presidiato da Salvini, cioè i porti.  Al contrario Di Maio, ministro di gran lunga più serio e più operoso di Salvini, viene bersagliato e preso in giro continuamente dai media. Una vaschetta gonfiabile per bambini nel giardino di suo padre diventa una piscina, un immobile abusivo. Un congiuntivo sbagliato diventa un caso eclatante di ignoranza terronica. Peraltro a squallidi polentoni come Vittorio Feltri stanno sui koglioni pure i meridionali colti come Camilleri e Saviano. Sono giornalisti che parlano alla pancia dei lettori esattamente come Salvini (e prima di lui Berlusconi) parla alla pancia degli elettori. Il risultato, sotto gli occhi di tutti, è che la testa degli italiani si svuota sempre di più e si spiana la strada al populismo più becero, quello che probabilmente condurrà l'Italia al più grande disastro del dopoguerra. Ce lo saremo meritato. 


  10. Avrò letto una quindicina di libri e due o tremila articoli di Travaglio. Mi sono fatto l'idea di un grande giornalista (oggi a mio avviso l'unico erede di Biagi e Montanelli) ma anche di uno che avrebbe potuto forse guadagnare di più facendo l'autore di satira politica (per esempio scrivendo i testi per Crozza). Alla satira e al principe del sorriso (Totò) Travaglio dedica la sua rubrica del lunedì sul Fatto. Che oggi contiene questa perla imperdibile dal titolo: Adrianaaaaa!

    "Una volta a Washington andammo al come si chiama, alla scalinata di Rocky" (Matteo Salvini, Lega, ministro dell'Interno, in visita a Washington, al Lincoln Memorial, 17 giugno). L'ambasciatore Armando Verdicchio gli fa notare che la scalinata di Rocky è a Filadelfia. Già che c'era, poteva aggiungere che invece il suo ufficio al ministero dell'Interno è a Roma, piazza del Viminale 1. 


  11. Un altro magnifico torneo per il Matteo che piace agli italiani. Dopo avere vinto, a sorpresa ma con pieno merito, la Mercedes Cup di Stoccarda (portando a casa 117.000 euro di primo premio più un SUV elettrico da 86.000), Berrettini era chiamato a una prova ancora più impegnativa ad Halle, sempre in Germania e sempre sull'erba, la superficie tradizionalmente più ostica ai tennisti azzurri. Ebbene, Matteo non ha tradito le attese. Dopo la citata vittoria con Basilashvili (n.17 al mondo), ha affrontato il n.9 Kachanov, già umiliato a Stoccarda, che cercava la rivincita. Niente da fare per il fortissimo tennista russo, regolato ancora in 2 set. Ora l'incompetente disturbatore pisano (lekkakulo di un altro Matteo, quello che ha stufato gli italiani) si inventerà un altro fantomatico infortunio di Kachanov. Nei quarti derby con Andreas Seppi, l'esperto altoatesino che prima di Berrettini era l'unico italiano ad avere vinto un torneo sull'erba (Eastbourne 2011). Matteo ha vinto una bella partita in tre set e in rimonta, ed ha raggiunto la semifinale con David Goffin che aveva a sua volta eliminato l'idolo di casa, il tedesco (di origini russe) Alexander Zverev, n.5 al mondo.  Questa vittoria la dice lunga sul valore del belga, già n.7 al mondo ma reduce da un periodo di crisi e di infortuni. Goffin è uno dei pochissimi tennisti in attività che può vantarsi di avere battuto almeno una volta tutti e tre i supercampioni del XXI secolo: Djokovic, Nadal e Federer, che sono anche i primi tre dell'attuale classifica mondiale. Naturalmente il mentecatto pisano non ci risparmierà un post dove descriverà il fuoriclasse belga come una mezza scartina che ha sconfitto Berrettini. In effetti Matteo si è arreso dopo un primo set molto combattuto, pagando nel secondo probabilmente la stanchezza per gli impegni ravvicinati delle ultime settimane. È stato anche sfortunato con gli orari perché molte di queste partite ha dovuto giocarle nel primo pomeriggio con un gran caldo. Peccato, perché in finale avrebbe avuto l'onore di affrontare per la prima volta in carriera sua maestà Roger Federer. Il quale battendo Goffin si è aggiudicato il 102simo torneo della sua fenomenale carriera ma ha anche fatto un piccolo favore a Berrettini. Se avesse vinto il belga, questi avrebbe sopravanzato il romano in classifica tra i primi 20. E invece, con i punti guadagnati ad Halle, è proprio Berrettini a entrare per la prima volta nella top 20 mondiale! Un risultato incredibile per un ragazzo di 23 anni che, dopo avere perso un anno per infortunio, due anni fa era n.234 e un anno fa n.80. Continua così Matteo, facci sognare! La sfida con Federer è solo rimandata.


  12. Egregio d/b anch'io ero molto mattiniero, mi godevo spesso lo spettacolo del Sole nascente, forse il più suggestivo che ci offra la Natura. Ancora oggi mando in solluchero mia moglie quando le dico: Sei bella come il Sole del mattino! Mi piaceva anche alzarmi senza svegliare le mie donne per passeggiare quella mezz'oretta all'alba, specie in estate, e raggiungere un caffè poco distante che apriva alle 6:30 precise insieme all'edicolante. Sedersi a un tavolino all'aperto, nell'aria fresca, pura e silenziosa del mattino, gustare un cappuccino schiumeggiante con una bella sfogliata riccia o frolla quasi altrettanto calda, e sfogliare le pagine del giornale commentandole a bassa voce con qualche avventore altrettanto mattiniero. Era un piacere impagabile. Mi manca molto. Napoli all'alba è un incanto. Purtroppo, un po' per l'età un po' per i postumi di un intervento chirurgico, da qualche tempo soffro d'insonnia. Evito ostinatamente i sonniferi e al mattino tendo a sonnecchiare (quando posso). Ero sempre il primo in famiglia a alzarmi, ora di solito sono l'ultimo e mi prendono pure in giro. Mia moglie mi ha ribattezzato Lucariello, mi scuote e mi dice: Lucarie', Lucarie', scetate songo 'e nnove! Mentre magari io sono nel meglio del sonno o di un bel sogno. Naturalmente mi rivolto un poco tra le lenzuola, poi mi arrendo, mi stiracchio come faceva il nostro gatto, e le rispondo: Te piace 'o presepio?  

    Chiusa la parentesi eduardiana, torno al tema della  discussione con due link illuminanti su problemi drammatici che potrebbero essere risolti, almeno in parte, con la ricetta del LAVORARE MENO LAVORARE TUTTI. Saluti

    https://infosannio.wordpress.com/2019/06/21/i-tirocini-della-vergogna-500-mila-lavorano-gratis-schiavi-di-imprese-senza-scrupoli/

    https://infosannio.wordpress.com/2019/06/21/recessione-demografica-litalia-sta-diventando-un-paese-fantasma-e-la-colpa-e-tutta-della-politica/


  13. 16 minuti fa, etrusco1900 ha scritto:

    Visto che sono a mio malgrado tirato in causa con attributi si può dire offensivi?  anziché rispondere negli stessi termini  mi limiterò a fare solo poche considerazioni:

    prima considerazione:  è  vero o no che la nostra costituzione dice che la sovranità appartiene al popolo?

    seconda considerazione: è vero o no che il popolo in un referendum  ha liberamente deciso di abolire il finanziamento pubblico ai partiti?

    terza considerazione: è vero no che i partiti TUTTI hanno aggirato il referendum chiamando rimborsi elettorali quello che prima si chiamava finanziamento pubblico?

    quarta considerazione:  Radio radicale è una radio di partito oppure no?

    quinta considerazione: il finanziamento a una radio di partito non è una forma di finanziamento occulto che aggira quanto deciso dai cittadini in un referendum?

    sesta considerazione; radio radicale svolge un servizio pubblico? come lo ha ottenuto? c'è stata una regolare gara per affidare il servizio vinta da radio radicale?

    settima considerazione: ma per svolgere il servizio pubblico non esiste la RAi pagata con il canone da tutti i cittadini. dotata di impianti in grado di diffondere il segnale in tutta Italia?

    per quanto riguarda quella che tu definisci " cattolica e molto “poco” integralista Radio Maria  "  ti da fastidio? guarda che non la paghi tu; forse ti da fastidio che altri la paghino? o forse ti da fastidio il fatto che in base ai dati degli ascolti sia una delle radio più ascoltate in Italia?  quali sono i dati degli ascolti di radio radicale? 

    Egregio Etrusco, oltre all'apposito canale Rai, sia la Camera che il Senato mandano in streaming le dirette delle loro sedute:

    http://webtv.senato.it/webtv_live

    https://webtv.camera.it/homepag

    La Radio Mangiasoldi dei radicali svolge un servizio pubblico ma lo fa con un mezzo quasi obsoleto, senza nemmeno coprire l'intero territorio, e in modo assolutamente ridondante e intollerabilmente costoso. Saluti 


  14. Grazie per l'intervento, Etrusco. Dal primo articolo si evince la ben nota ipocrisia di quella ben nota faccia di bronzo di Giachetti. Che parla dei 3 milioni aggiuntivi (a spese nostre) votati da Pd, Lega e Forza Italia (l'asse della conservazione, il Gattopardo trasversale, il Renzusconi enhanced). Ma si dimentica di dire che quest'anno c'erano già la bellezza di 9 milioni (sempre a spese nostre) a disposizione della Radio Mangiasoldi. Poverini, non gli bastavano per sopravvivere con i loro lauti stipendi e con l'azienda privata miliardaria che hanno alle spalle. A proposito di Giachetti e della sua ben nota, notissima faccia di bronzo. Ce ne accenna anche Di Battista nel suo ultimo interessante e godibilissimo pamphlet (Politicamente Scorretto, ed. Paper First). Nella passata legislatura il pidino permaloso e ipocrita si segnalò, oltre che per la tranvata inflittagli dalla Raggi, per un lungo sciopero della "fame" per il ripristino del Mattarellum (la legge elettorale sostituita a suo tempo dall'incostituzionale Porcellum e che sarebbe stata molto meglio del fascistoide Italicum e del pasticciato Rosatellum). Sembrava che Giachetti si fosse messo coraggiosamente contro il partito e il suo aspirante caudillo (che sognava di prendersi tutto con l'Italicum). Ma un giorno fu beccato dal Dibba nel cortile della Camera mentre parlava in modo concitato al cellulare: "Matteo, non la ritiro, non la ritiro... Tanto i grillini votano contro, quindi non c'è nessun problema". Invece i grillini alla fine votarono a favore ma la mozione Giachetti non passò ugualmente. Hai capito di che razza di personaggio parliamo e che razza di "battaglie" conduce? La Radio Mangiasoldi ha mangiato negli anni 250 milioni di euro di soldi pubblici senza gara e senza controlli. Un caso unico al mondo per una radio privata, una radio di partito che non pubblica nemmeno i suoi dati di ascolto (essendo ascoltata da 4 gatti). Ma i milioni per questi  inutili e viziati mangiasoldi non sono i miliardi per l'inutile TAV, quindi Di Maio tutto sommato ha fatto bene a non far cadere il governo su quel pur vergognoso spreco. Mentre Salvini ha confermato di essere l'uomo della conservazione e dei poteri forti messo nel governo del cambiamento per impedire il cambiamento (con l'aiuto del Pd e Forza Italia su TAV, nazionalizzazione di Autostrade e tante altre cosette). Ho letto anche il secondo articolo che hai postato e ho deciso, pur non essendo credente, di versare un piccolo contributo a Radio Maria. Una emittente seria. Saluti

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/06/13/radio-radicale-ok-a-3-milioni-per-salvarla-la-lega-vota-a-favore-contrario-il-m5s/5252371/


  15. 5 ore fa, dune-buggi ha scritto:

    Ciao Fosforo da d/b – al tempo delle miniere si lavorava dodici ore al giorno. Ricordi il libro “e le stelle stanno a guardare” di A. J. Cronin dal quale hanno ricavato una interessante serie televisiva come pure  “la cittadella”. Poi l’ orario è sceso gradualmente ad otto ore e con una giornata libera oltre la domenica. Ora giustamente si cerca di portarlo alle sei ore giorno. Ovviamente per i servizi che richiedono maggior copertura oraria come ospedali, trasporti, centri commerciali, fabbriche a ciclo continuo ed altro, si lavorerà a turni. – lavorare meno e più umanamente. Così si creano maggiori posti di lavoro, non solo direttamente sul posto, ma anche nei settori collegati. Pensa al maggiore tempo libero da dedicare agli hobby, al bricolage, al turismo, e tanto altro. Così si creerebbero ulteriori posti di lavoro e maggiore benessere collettivo. Ovviamente maggior tempo libero significa anche maggiori possibilità di incontrare altre persone, di scambio di idee e di arricchimento culturale. Possibilità di pensare ed è proprio il “pensare, il pensiero razionale ed autonomo” che crea fastidio e disagio in una certa “sinistra di sinistra” che vorrebbe tutti uniformati e condizionati al “loro potere centrale”. Ciao Fosforo da d/b ed alle prossime.  

    Ciao d/b, hai messo a fuoco la questione. Che il Pd - partito di destra e "iperliberista" lo definisce il Dibba nel suo ultimo libro - sia contrario a cose di sinistra come il reddito e il salario minimo, e addirittura contrario al "lavorare meno lavorare tutti" (che era un motto della sinistra d'antan) non sorprende. Soprendono le contrarietà o le perplessità di un Landini e di altri che non hanno seguito la deriva renziana. Costoro vorrebbero lavorare meno e guadagnare uguale o di più, cosa evidentemente difficile da garantire a priori. Servirebbe un aumento consistente della produttività oraria. Tuttavia questo aumento non è affatto utopico. È chiaro che le macchine, l'informatica e ancora di più l'intelligenza artificiale, incrementano e incrementeranno sempre di più la produttività. Inoltre, lavorando meno ci si stanca meno e si rende di più. Ma soprattutto, come giustamente scrivi, la creazione di nuovo tempo libero innescherebbe la creazione di tantissimi nuovi posti di lavoro, per giunta posti poco sostituibili dalle macchine. Per esempio le guide turistiche, gli artisti dello spettacolo, i cuochi e i camerieri nei ristoranti e negli alberghi, il personale dei musei, dei cinema, dei teatri, etc. Avremmo più tempo per pensare, per studiare, scambiare idee, coltivare hobby, viaggiare, intrecciare rapporti umani, fare più figli e seguirli nella crescita, insomma: più tempo per vivere. Diventeremmo (un pochino) simili a quegli aristocratici dell'800 che passavano il tempo tra il circolo del bridge o degli scacchi e il salotto letterario, tra il teatro e il campo da tennis o di golf. Lavorando meno ma lavorando tutti le paghe individuali potrebbero anche diminuire ma aumenterebbero il reddito familiare e quello nazionale e la ricchezza sarebbe meglio distribuita cioè diminuirebbero le disuguaglianze (e le piaghe sociali connesse: emarginazione, criminalità, etc.). Una famiglia monoreddito dove entrano 1500 euro al mese o una dove ci sono due lavoratori precari pagati 1000 euro ciascuno ma a rischio licenziamento, starà sempre peggio di una famiglia dove ci sono due posti stabili ed entrano due stipendi da 1000 euro. E due giovani volenterosi che prendono solo 800 euro a testa, ma stabili e con tempo libero, potrebbero mettere su casa e famiglia, e procreare, agire cioè su quel potentissimo motore dell'economia che in Italia, con il crollo della natalità, sta paurosamente rallentando e mettendo a rischio le pensioni degli anziani. Uno scenario di lavoro stabile per tutti in teoria dovrebbe piacere a tutti. In pratica non piace a certa sinistra per le ragioni che hai detto. Aggiungo che in una società dove, PER LEGGE DELLO STATO, c'è la piena e stabile occupazione è difficile che la domanda di lavoro superi l'offerta, di conseguenza è difficile che i lavoratori siano sottopagati e sfruttati. In una simile società il ruolo dei sindacati sarebbe fortemente ridimensionato. Come ci sarebbe poco spazio per gli sfruttatori, cioè per chi nel sistema liberista e capitalista è abituato ad arricchirsi con il valore aggiunto creato dai lavoratori. Saluti

     

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  16. Per la dignità e la stabilità del lavoro, condizione essenziale per la dignità della persona e per il futuro del Paese, dell'Europa e del mondo, non c'è altra strada che la riduzione GENERALIZZATA degli orari di lavoro. Lo hanno capito in Germania, lo ha capito da noi Leonardo Del Vecchio, presto lo capirà il mondo intero. Quando l'Intelligenza Artificiale scatenerà una rivoluzione industriale e sociale da fare impallidire tutte le precedenti messe insieme. In un prossimo futuro avremo auto e tir senza pilota, grandi navi senza equipaggio, enormi stabilimenti (tipo Ilva di Taranto) governati da un pugno di persone e da una rete di processori, sensori e attuatori. Il decreto Dignità, il Reddito di Cittadinanza e il Salario Minimo vanno nella giusta direzione, il passo successivo deve essere l'accorciamento, ex lege, della settimana lavorativa in tutti i paesi dell'Unione Europea. Altro che sovranità monetaria! Altro che minibot e simili stronzate! Riprendiamoci la sovranità del lavoro, attuiamo l'articolo 1 della Costituzione. 

    https://www.repubblica.it/economia/2019/06/21/news/luxottica_tempo_indeterminato-229327945/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T1

     

     

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  17. Che Luigi Di Maio sia un ragazzo intelligente credo sia fuori di dubbio. Lo ha dimostrato, per esempio, nella sua esemplare campagna elettorale per le politiche del 2018 dove diede quasi 20 punti di scarto sia a Salvini che a Renzi. Scommetterei che in un test sul Q.I. infliggerebbe ad ambedue uno scarto analogo. Naturalmente Salvini e Renzi sono molto più furbi, più esperti, più ambiziosi e spregiudicati di Di Maio. E molto, ma molto, più populisti. Certo Luigi può e deve migliorare la sua padronanza del linguaggio. Probabilmente nella sua vita ha dedicato poco tempo alla lettura e ha frequentato per lo più persone semplici e di limitate capacità espressive. 


  18. La domanda così come è posta, cioè in termini assoluti, ha poco senso. In fondo anche i maschi sono poco adatti al gioco del calcio. Nella nostra specie gli arti superiori sono molto più sensibili e più governabili dal cervello di quelli inferiori. Gli esseri umani in teoria sono molto più adatti alla pallamano che al calcio. Ma le regole della pallamano non valorizzano le potenzialità delle mani e delle braccia e ne risulta uno sport molto meno spettacolare di quello pedatorio. Naturalmente le donne, che nell'antichità erano escluse dallo sport (alle Olimpiadi antiche non potevano neppure assistere come spettatrici), hanno tutto il diritto di praticare tutti gli sport che vogliono. Inclusi il calcio, il rugby e il pugilato. Così come noi abbiamo il diritto di dire che il calcio femminile sul piano spettacolare è solo un lontano parente povero di quello maschile. A differenza, per esempio, del tennis o della pallavolo dove non di rado una partita tra donne professioniste può risultare più avvincente e piacevole di una tra uomini. Nel calcio la maggiore forza, velocità e resistenza dei maschi consente a questi ultimi di mascherare molto meglio delle donne l'innaturalezza del gesto pedatorio. In effetti anche le migliori calciatrici se paragonate ai colleghi professionisti appaiono un po' goffe. Sono penalizzate a mio avviso anche dalle regole, identiche a quelle degli uomini. Io farei giocare le donne su campi più piccoli, con palloni più leggeri e con regole più severe contro i falli e il gioco duro. Ma anche così difficilmente vedremmo campionesse all'altezza non dico di Maradona ma nemmeno di Del Piero. 


  19. La Lega negli ultimi anni è "leggermente" cambiata. Da secessionista e federalista è diventata sovranista e nazionalista. Venerava il dio Po, ora è fondamentalista cattolica.  Per risanare il debito pubblico proponeva di vendere la Sardegna, ora propone i minibot:

    https://www.tpi.it/2019/02/26/lega-vendere-sardegna-debito/

    http://www.lanuovasardegna.it/regione/2012/04/18/news/borghezio-lega-a-monti-vendiamo-la-sardegna-1.4384857

    Le sole cose che non sono cambiate sono la xenofobia e il becero populismo leghisti e la memoria corta dei sardi e di tutti gli italiani.

     

     


  20. 22 ore fa, robyrossa236 ha scritto:

    Ci ricorderemo di LUI per le sue opere..ma non ci ha lasciato il suo cuore..

    ...a chi ha lasciato il suo cuore? Io non l'ho sentito e voi??

    La stessa domanda potremmo porcela per Pasolini. A chi lasciò il suo cuore? Forse a quegli stessi ragazzi di vita della periferia romana uno dei quali glielo fermò barbaramente? In questo articolo per il Fatto Quotidiano, diventato virale, il più grande critico musicale italiano (e forse mondiale), Paolo Isotta, accenna con la crudezza tipica del suo stile al privato di Zeffirelli. Non era un bel privato. Forse, e senza forse, era peggio di quello di Pasolini. Isotta non gli faceva sconti e non a caso Zeffirelli detestava Isotta. Ma se perfino il grande critico napoletano conclude il suo spietato necrologio con un: "Tutte le parti negative scompaiono con la sua vita. Ci resta il ge.nio", dobbiamo credergli. Franco Zeffirelli era un ge.nio. Il suo cuore, come quello di Pier Paolo, era, ed è, nelle opere d'arte che ci ha lasciato.

    http://www.paoloisotta.it/index.php/articoli/255-zeffirelli

     

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  21. Cari forumisti seri, come ho prontamente ammesso nel mio secondo post, questa discussione era destinata al forum di Sport ed è finita per errore in quello di Politica. Chiedo venia, ma i miei errori finiscono lì mentre incominciano quelli, colossali, di un guitto ridicolo che si ostina a parlare di tennis senza capirne palesemente una mazza. È evidente, e lo avete già capito, che questo presuntuoso ignorante, nonché maleducato, non merita alcuna risposta. Tuttavia questa è una mia discussione e non posso lasciar passare stronzate di questo calibro. Dunque rimbocchiamoci le maniche con santa pazienza.

    1) Il bufalaro pisano inizialmente sosteneva che il torneo ATP di Stoccarda (Mercedes Cup), vinto (alla grande) dal nostro Matteo Berrettini, fosse un torneino qualsiasi, boicottato non solo dai grandissimi come Federer e Nadal, ma da tutti i primi 20 giocatori della classifica ATP. Ho fatto presente che Federer era il campione uscente ma aveva preferito rinunciare per smaltire le fatiche del Roland Garros; che Nadal ha vinto questo prestigioso torneo tre volte; e che all'edizione 2019 hanno partecipato 5 giocatori tra i top 20. Al che il guitto maleducato, invece di ammettere le sue fesserie e chiedere scusa al forum, posta il seguente comunicato degli organizzatori che, secondo lui, smentirebbe quanto avevo scritto su Federer: "Lo svizzero ha deciso di non prendere parte all'edizione 2019 della Mercedes Cup... La scelta appare comprensibile e condivisibile visto che per la prima volta dal 2016 Federer tornerà a giocare sulla terra battuta e quindi molto probabilmente vuole riservarsi qualche giorno in più per preparare la transizione dal rosso all'amata erba". Che è esattamente quello che dicevo io! L'anno scorso il campione svizzero saltò l'intera stagione sulla terra rossa e partecipò al torneo di Stoccarda sull'erba. Quest'anno invece ha giocato a Roma (ritirato nei quarti per infortunio) e a Parigi (sconfitto in semifinale da Nadal). Orbene, il torneo di Parigi si chiudeva domenica 9 giugno, il torneo di Stoccarda partiva lunedì 10 giugno, anche se Federer come testa di serie n.1 avrebbe esordito negli ottavi mercoledì 12.  È del tutto evidente che un giocatore di quasi 38 anni non può affrontare il torneo di gran lunga più faticoso del circuito (fino a 7 turni sulla terra battuta, la superficie dove gli scambi sono mediamente più lunghi, e al meglio dei 3 set su 5) e la settimana successiva partecipare a un altro torneo. La transizione terra-erba è legata al calendario ATP ma è chiaro che Federer aveva programmato di saltare Stoccarda per concedersi una settimana di riposo tra il Roland Garros e il torneo di Halle (dove è in campo mentre scrivo). Se non avesse giocato a Parigi, avrebbe giocato anche quest'anno a Stoccarda (e probabilmente Berrettini non avrebbe vinto).

    2) Da una veloce ricerca su Google non risulta nessun infortunio, nessuna contrattura di Karen Kachanov al Roland Garros. E non risulta nemmeno dal suo profilo Twitter dove il russo non parla di infortuni ma solo della bravura dell'avversario che lo eliminò in quel torneo. L'ultima partita a Parigi del russo è il quarto di finale perso con Thiem il 6 giugno. Con Berrettini ha giocato e perso a Stoccarda il 13 giugno. Orbene, tutti quelli che masticano di sport (dunque non il mio interlocutore) sanno che una contrattura si recupera in un tempo tra 1 e 7 giorni al massimo, dunque Kachanov, ammesso che si fosse infortunato, aveva recuperato. Peraltro se uno crede che un tennista professionista possa scendere in campo in condizioni menomate, può credere tutto.

    3) I punti del ranking ATP si calcolano a cadenza settimanale ed esattamente come scrivevo, cioè sottraendo ai punti guadagnati nell'eventuale torneo in corso quelli eventualmente guadagnati nella corrispondente settimana dell'anno precedente. Un meccanismo molto criticato che generalmente non fornisce una misura assoluta e realistica della forza di un giocatore. Ho fatto l'esempio di Djokovic che oggi è n.1 con ampio distacco ma un anno fa era solo n.22, cioè la stessa attuale posizione di Berrettini. Un altro esempio: Nadal ha vinto il Roland Garros e ha guadagnato 2000 punti, ma ne ha persi altrettanti perché aveva vinto questo torneo anche l'anno scorso. Con il risultato paradossale che Djokovic, pur eliminato in semifinale, ha allungato il distacco su di lui. La forza di un tennista più che dal punteggio ATP si evince dal numero e dalla qualità dei tornei vinti o dei tornei in cui ha superato molti turni. Berrettini ha già vinto tre tornei del circuito maggiore (Master) ATP. Alla sua età nessun italiano, nemmeno Panatta, ci era riuscito. Questo paragone, che non piace al panzanaro pisano, non l'ho fatto io, l'ha fatto la Gazzetta dello Sport. Aggiungo che ai tempi di Panatta era senza dubbio meno difficile di oggi vincere un torneo ATP (a meno che non fosse presente un certo Borg). E aggiungo che i nostri 4 più forti tennisti di sempre, i soli a essere stati in top ten, Pietrangeli, Panatta, Barazzutti e Fognini, nelle loro lunghe carriere non hanno mai vinto un torneo sull'erba. L'impresa di Berrettini a Stoccarda merita dunque di essere definita "storica".

    4) L'ignorante pisano scarica il barile sul suo correttore automatico. Potrei capire una correzione da Fabio a Fabiano o forse anche da Fabio a Franco, ma mi pare molto improbabile da Fabio a Tommaso, anche perché non esistono personaggi famosi che si chiamano Tommaso Fognini. Il patetico pisano, pur di non ammettere la sua totale ignoranza in materia tennistica, preferisce rimediare l'ennesima figurina dicacca. Non ci sentiamo di dargli torto: una più una meno... Ormai si è perso il conto. Il patetico mi dice che ha scritto un post sul grande Maurizio Sarri. Doveva prima sciacquarsi la bocca e dovrebbe sapere che generalmente io non leggo i suoi post.

    5) Devo ripetermi: il culto della personalità lo pratica (su stesso) chi si ostina a parlare (a costo di cadere nel ridicolo) di cose di cui non capisce e non ha mai capito una emerita mazza.

    P.S. Vi aggiorno sui risultati del torneo di Halle, anch'esso su erba. Ha vinto King Roger, ma ha passato il primo turno anche il nostro Berrettini. Con un secco 6-4 6-4 ha regolato il forte georgiano Nikoloz Basilashvili, n.17 della classifica mondiale. E il servizio di Matteo è ancora immacolato sull'erba! Evvai!!!

     

     


  22. Intervista un po' lunga, ma densa e interessante, vi assicuro che sono 40 minuti "veloci". Si parla del Movimento, della sua natura, dei suoi errori, dei suoi pregi e dei suoi difetti (che spesso coincidono) e delle sue prospettive. Si parla di proposte concrete per il futuro del paese e di prospettive del governo. Si parla dell'attualità e del colossale scandalo politica-magistratura. Si parla un pochino anche del privato. Qualche preghiera. Se volete intervenire in questa discussione, prima guardatevi bene il video per intero, magari prendendo qualche appunto; e nel commentare non divagate: per favore, limitatevi ai contenuti dell'intervista. Infine, ricordatevi sempre una cosa, che peraltro emerge chiarissimamente da ogni parola, da ogni fotogramma del video: l'intervistato non è un politico, è un semplice cittadino, è uno di noi.  

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/06/17/travaglio-intervista-di-battista-salvini-cerca-pretesto-per-far-cadere-il-governo-m5s-mantenga-i-nervi-saldi/5262483/?pl_id=1&pl_type=category


  23. 1 ora fa, mark222220 ha scritto:

    Ahahahah a , insomma tanti bla bla bla e poi ancora bla bla bla . Però : 1)non ti sei scusato per la bufala che hai detto su Federer 2). Non hai smentito che Kachanov ha partecipato al trofeo reduce da un infortunio e presente solo per ritrovare la forma 3) Non hai smentito che tutti “fuoriclasse “ battuti dal Matteo che piace agli Italiani ( 6.000 su 60.000.000 , ndr) sono nel ranking in quelle posizioni . Tanti e tanti discorsi, come al solito , per esprimere il nulla !! Conclusioni : sei uno stratosferico Cazzaro che via via si “innamora “di qualcuno . Ergo : solo gli i bexcilli ed i men che mediocri come te amano rappresentare e rappresentarsi nel culto  della personalità . 

    1) Non mi sono scusato perché non avevo scritto nessuna bufala su Federer ma avevo scritto, ripeto, quanto confermato nel comunicato riportato dal mio stesso e confuso interlocutore, annebbiato dalla faziosità e dal livore al punto da non saper più nemmeno leggere quello che scrive.

    2) Ho assolutamente smentito che Kachanov fosse reduce da un infortunio. Infatti, come ho scritto, era reduce dal suo brillante torneo disputato a Parigi.

    3) A Stoccarda Matteo Berrettini ha sconfitto (nettamente) 5 avversari, due con un ranking migliore del suo e tre con uno peggiore. Ma il profano ignora che: a) il ranking non esprime affatto il valore assoluto di un giocatore, essendo calcolato confrontando il rendimento attuale con quello di un anno prima: basta osservare che Novak Djokovic, oggi n.1 al mondo con gran distacco sul secondo (Nadal), esattamente un anno fa era n.22 cioè occupava la stessa posizione oggi occupata da Berrettini; b) Matteo aveva poca esperienza sulla superficie in erba ma ha dominato il torneo, un'impresa: nelle loro lunghe carriere campioni come Pietrangeli, Panatta e Fognini non sono mai riusciti a vincere un torneo sull'erba; c) occasionalmente si possono battere giocatori con un ranking molto migliore ma il difficile per vincere un torneo è mantenere alto il rendimento per una intera settimana (o due nel caso dei tornei del Grande Slam) come ha saputo fare Berrettini.

    4) Mettersi a discutere di tennis con un incompetente che sostiene che l'Italia ha un solo giocatore di caratura internazionale "che si chiama Tommaso Fognini", è tempo perso. È come parlare di calcio con uno che ha sentito vagamente nominare un certo Giovanni Maradona o un tale Francesco Buffon, o come discutere di ciclismo con uno che ti parla di Pasquale Coppi o di Vincenzo Bartali. Roba da matti! 

    5) Il culto della personalità lo pratica (su se stesso) chi pretende di mettersi a discutere e di avere ragione anche sugli argomenti di cui non capisce e non ha mai capito una emerita mazza. 


  24. Signori, il mio barbiere mi dice che sua moglie non aveva mai visto in TV una partita di calcio prima del mondiale femminile in corso, trasmesso dalla Rai, in cui le azzurre stanno ben figurando. Ebbene, vi assicuro che questa signora capisce di calcio molto più di quanto il quadrupede pisano capisca di tennis. Il poveraccio scopiazza come può dai siti specializzati ma posta ugualmente monumentali sciocchezze. È talmente un pesce fuor d'acqua che si confonde pure sulla lingua italiana (quella che toscani non decerebrati dovrebbero conoscere). Infatti il comunicato che riporta, e che dovrebbe smentirmi, in realtà conferma esattamente quello che avevo scritto. Ovvero che Roger Federer quest'anno ha deciso di rinunciare al torneo di Stoccarda per prendersi qualche giorno di riposo dopo il torneo di Parigi da lui saltato l'anno scorso. Questo ridicolo forumista, che non saprebbe distinguere una racchetta  o una pallina da tennis da una da ping pong, aveva ironizzato su un torneo organizzato dalla Mercedes e che ha nell'albo d'oro campioni come Borg, Lendl, Nadal e Federer. Aveva scritto che quest'anno non era iscritto neppure un giocatore tra i primi 20 al mondo e invece ce n'erano ben 5. Aveva scritto che una vittoria per 2 set a zero è di "strettissima misura". Roba da matti! Ora scrive che Berrettini ha incontrato Kudla al primo turno (no: lo ha sconfitto nei quarti di finale) e ironizza sullo stesso Kudla, un forte specialista dell'erba capace di raggiungere il quarto turno a Wimbledon. A titolo di paragone il nostro attuale n.1 Fabio Fognini, che il nostro quadrupede menziona come "Tommaso Fognini" (ahahahah!) in 8 partecipazioni a Wimbledon non ha mai superato il terzo turno. Si inventa che Kachanov, dominato negli ottavi da Berrettini, era reduce da un infortunio e invece era reduce dal Roland Garros dove aveva brillato giungendo al quinto turno, cioè ai quarti di finale, piegato solo da Thiem, finalista del torneo e n.4 al mondo. Ironizza sul tedesco Struff, uno dei tennisti più in forma del circuito, che ha eliminato Cilic a Roma e Tsitsipas a Barcellona. Ironizza perfino su Nick Kyrgios, australiano, dunque erbivoro per definizione, campione eccentrico e discontinuo ma dal talento indiscusso, un fuoriclasse già capace di battere Federer e che quest'anno ha vinto il torneo di Acapulco superando, nell'ordine, Seppi, Nadal (!), Wawrinka, Isner e Zverev, e non so se mi spiego. Preciso anche che Fabio (alias "Tommaso") Fognini oggi non è "mono" al mondo e nemmeno nono, bensì decimo, che è il suo miglior ranking. Ma all'età di Berrettini, che oggi è n.22, navigava intorno al n.70. Come leggiamo nell'articolo della Gazzetta dello Sport che ho allegato in precedenza, nessun italiano, nemmeno Panatta, era riuscito già a vincere tre tornei ATP all'età di 23 anni e due mesi come è riuscito a Berrettini.