fosforo41

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  1. Fui il primo a scrivere che Grillo commise un errore nel preferire il "moderato" Di Maio al più divisivo ma più tosto Di Battista. Per sgominare un affarista putrefatto e un bulletto qualsiasi di Rignano, Luigi bastava e avanzava. E lo dimostrò nella splendida campagna elettorale per le politiche. Ma governando con un alleato scomodo e infido come Salvini serviva uno capace di alzare la voce e di restituire pan per focaccia. Con il Dibba Salvini avrebbe trovato pane per i suoi denti. E probabilmente se li sarebbe spezzati. Ma più probabilmente ancora, il Dibba con Salvini non si sarebbe mai alleato ma sarebbe andato all'ordalia delle elezioni anticipate. Con buone possibilità di vittoria. Tuttavia è anche vero che è contro la logica del Movimento personalizzare la politica e radicalizzare lo scontro. Come ho gia scritto in passato, il M5s per sua natura può esprimere il meglio di sé solo governando da solo e applicando alla lettera, ma senza fretta e forzature, il suo programma. Forse, al massimo, potrebbe allearsi con una sinistra comunitarista, ambientalista e legalitaria: quella che lentamente sta cercando di costruire Luigi de Magistris. Napoli e il Sud, nonostante il pericoloso calo di affluenza, hanno confermato di essere l'ultimo baluardo contro il dilagare di queste becere destre che minacciano di riportarci indietro di secoli. Io penso che dovrebbero unire le forze i due Luigi, il Dibba e tutti quelli che mettono al primo posto la Costituzione, cioè i diritti universali, la giustizia e la giustizia sociale. Solo così le sconfiggeremo.
  2. Quindi, secondo il patetico Cuperlo, uno prima di mettersi a fare il pastore o il minatore dovrebbe prendersi un diploma di scuola secondaria superiore? Ora capisco perché il biondino con la erre moscia veniva indicato come l'ultimo dei mohicani, l'unico irriducibile, l'unico di sinistra rimasto nel Pd geneticamente modificato dall'ex caudillo. In realtà non era più di sinistra neppure lui. Aveva frequentato troppi salotti e si era dimenticato cos'è la Sinistra. Detto ciò,i sardi che hanno tradito il Movimento per buttarsi tra le braccia di un venditore d'aria fritta presto se ne pentiranno amaramente.
  3. In una Europa che si rinnova noi mandiamo i partiti retrogradi di Salvini e Meloni, cioè il nostro peggior vecchiume cattofascista, lateranense, fanatico, fondamentalista, omofobo e xenofobo. Che respinge i migranti ma organizza i convegni sulla famiglia cristiana. Con la ciliegina sulla torta del putrefatto Berlusconi, il delinquente cacciato per indegnità dal parlamento italiano, che va a posare il suo minettiano "kulo flaccido" sugli scranni di Bruxelles e Strasburgo. Mentre in madrepatria è indagato per corruzione di testimoni e concorso in strage, e hanno messo la sordina sulla tragica fine della povera Imane Fadil. Se io fossi un parlamentare europeo, uscirei dall'aula ogni volta che entra il pregiudicato italiano. In Europa c'è il boom dei Verdi, da noi sono sotto la soglia di sbarramento e in Piemonte sono coalizzati con quelli che vogliono stuprare il territorio scavando 60 km di galleria nel cuore delle Alpi. Verdi secondo partito in Germania, colosso economico nato e cresciuto sul carbone; terzo partito in Francia il paese più nuclearizzato del mondo. In quei paesi hanno capito che non c'è alternativa alle fonti rinnovabili e che nessun altro settore può offrire altrettanto lavoro in Europa e nel mondo da qui alla fine del secolo. Da noi c'è un ignorante con la felpa che vuole tornare a perforare l'Adriatico e la martoriata terra di Orazio.
  4. Bentornato, Etrusco. Un tentativo di risposta c'era stato, ed era quasi andato in porto, ma uno sciagurato mandò tutto all'aria. E oggi Salvini ringrazia San Matteo. Saluti https://infosannio.wordpress.com/2019/02/16/cronache-di-un-governo-mai-nato-cosi-renzi-ha-fatto-nascere-e-morire-la-trattativa-pd-cinque-stelle/
  5. Rispetto alle mie valutazioni notturne su dati provvisori il Pd si è leggermente sgonfiato ma il risultato resta positivo per Zingaretti che ieri rischiava grosso. Diciamo che alla fine avrà fatto qualcosa di più che limitare i danni (perdita del Piemonte e di una dozzina di seggi in Europa).
  6. Non credo che DI Maio verrà sostituito, a meno che non mostrerà di avere paura della trincea in cui dovrà calarsi nei prossimi mesi per resistere e ribattere colpo su colpo alle pretese del pallone gonfiato (oggi più che mai) che si ritrova come alleato. Francamente non credo che sia un codardo, è solo un timido (almeno per lo standard dei politici, nota categoria di spudorati e facce di bronzo). Ma i timidi a volte, e all'uopo, sanno sfoderare un coraggio e una grinta insospettabili. D'altra parte il ragazzo non ha scelta: sa di avere commesso gravi errori e ora si gioca il ruolo di capo politico e il futuro del Movimento stesso. Dal canto suo Salvini, forte del botto elettorale, farà come il governatore spagnolo che nei giorni della rivolta del pane prometteva abbondanza per tutti venendo osannato dal popolo: prometterà TAV, flat tax, meno tasse e autonomia per tutti. Per ora, da politico navigato, la sua linea sembra essere: "Adelante, presto", ma "con juicio". Come il governatore spagnolo, Salvini sa bene che quel popolo (un po' bue) che oggi lo acclama, domani potrebbe linciarlo (ovvero sgonfiarlo come un tappetaro che in elezioni precedenti si era gonfiato perfino di più). Potete ingannare tutti per qualche tempo, potete ingannare qualcuno per sempre, ma non potete ingannare tutti per sempre: prima o poi anche Salvini si sgonfierà. Speriamo prima di aver fatto danni irreparabili. Saluti
  7. Obnubilato come sei dall'odio irrazionale verso i 5stelle, ti sfugge che qui non c'è nessun "capolavoro" politico all'incontrario, ma al massimo un capolavoro mediatico. Anche a te, come a milioni di italiani, è stato lavato il cervello. Eppure basta una banalissima riflessione per smontare la mitologia dell'uomo forte di turno e dei suoi turiferari, nonché la mitologia all'incontrario dei lavatori di cervello antigrillini. Quando mai si erano visti due che governano insieme, che condividono lo stesso programma, che approvano le stesse leggi, ma poi, dopo appena 12 mesi di convivenza, di collaborazione e di alleanza, uno dimezza i voti e l'altro li raddoppia? ASSURDO, politicamente ASSURDO! Il Pd e Alfano governarono insieme 5 anni, abusivamente, anch'essi in barba ai programmi e alle alleanze elettorali, anch'essi con qualche litigio, ma alla fine furono AMBEDUE duramente puniti dagli elettori. Il Pd al suo minimo storico nel 2018, mentre Alfano per evitare la punizione fece quello che avrebbe dovuto fare Renzi: si ritirò dalla politica ancora prima delle elezioni e il suo partito si scisse in cespugli da prefisso telefonico. Nel voto di ieri invece c'è qualcosa di molto strano e anomalo. Tutto è stato fuorché un giudizio politico negativo degli elettori sull'operato del governo (che anzi vede il suo consenso complessivo in lieve crescita rispetto al 4 marzo 2018). Ma direi che non è stato affatto un giudizio politico, bensì un VOTO DI PANCIA. Un voto di pura rabbia emotiva (come la tua) contro Di Maio e il suo Movimento che pretende di cambiare l'Italia, e un voto di pura illusione di un gregge che non aspettava altro che accodarsi al pifferaio e al populista di turno. Prima Berlusconi pompato dai media (che in parte erano i suoi) mandato al governo tre volte, poi Renzi pompato dai media (gruppo Repubblica, Telerenzi ex Rai, etc.) fino al 41% alle europee. Hai presente quei test di logica dove devi inserire il terzo conseguente dopo i due antecedenti? Ebbene, il terzo qui è Salvini, pompato dai media in modo addirittura trasversale. Gli stessi che per un anno (ma avevano cominciato molto prima, chiedere alla sindaca Raggi) hanno sparato a palle incatenate, con un fuoco concentrico, implacabile, inaudito, su un movimento politico antisistema e sul suo leader. Ieri poi abbiamo avuto l'ennesima conferma di un dato storico ineccepibile: GLI ITALIANI SONO UN POPOLO CHE HA BISOGNO DI POPULISTI. Li ama, li desidera, gode letteralmente nel farselo mettere in quel posto dal cosiddetto uomo forte. Salvo poi ricredersi quando paga sulla sua pelle i disastri del duce o del ducetto di turno. Del resto basta leggere la Storia. Senza i secoli di dominazioni straniere non avremmo avuto un Mussolini ma nemmeno un Berlusconi. Basta leggere i due meravigliosi capitoli del meraviglioso romanzo storico del Manzoni dedicati alla "rivolta del pane" e al modo in cui fui sedata dalle autorità: promettendo pane quasi gratis per tutti. Luigi Di Maio e il Movimento 5 Stelle TUTTO SONO FUORCHÉ POPULISTI. Gli 80 euro a 11 milioni di stipendiati erano una misura populistica. Il reddito di cittadinanza tutto è fuorché il regalo di un populista. È un civile sussidio a un piccolo ceto di disperati, che suscita invidia, rancore o disprezzo nei ben più numerosi ceti sovrastanti. Il Rdc ha tolto al M5S molti più voti di quanti ne abbia portati! Per non parlare del carcere agli evasori che era il primo provvedimento in cantiere ma che Salvini ora sicuramente bloccherà rimpiazzandolo con la populistica flat tax. Certo perfino l'italico gregge ha avuto dei momenti in cui ha rialzato la testa. Penso all'inchiesta Mani Pulite contro il populismo corrotto dell'ultima fase della Prima Repubblica; o al referendum del 4 dicembre 2016, quando i sudditi si ricordarono di essere cittadini e difesero con i denti la loro Costituzione dall'attacco di un populista matricolato. Abbiamo avuto finanche interi periodi in cui camminavamo sulle nostre gambe, senza seguire pifferai, e furono gli anni migliori, come quelli della ricostruzione e del boom economico, con i De Gasperi, i Fanfani e i Moro: non populisti incapaci ma statisti veri. E se lo ammette un comunista come me, puoi credergli. Ora Di Maio non sarà uno statista vero, ma è un ragazzo serio ed è in grado di capire che l'unico modo per arginare (e poi abbattere) il pericolosissimo populismo leghista, xenofobo e cattofascista, è la coerenza e la fermezza sui valori e sulle idee innovatrici del Movimento. NON SI DEVE CEDERE DI UN MILLIMETRO su TAV, conflitto di interessi, politiche ambientali, repressione della corruzione e dell'evasione fiscale, certezza della pena. Dovrà essere Salvini a cedere o a far cadere il governo su uno dei questi punti. Poi gli elettori lo giudicheranno e non è detto che lo faranno ancora da pecore.
  8. Commento molto sereno e obbiettivo. Però che tristezza vedere i Verdi brillare in Europa e languire sotto soglia di sbarramento in Italia. Dove nel 2018 erano addirittura alleati con l'amico delle trivelle. Roba da matti!
  9. Giusto, me lo ha detto anche il presidente di sezione a fine operazioni. Alla fine tra i rdl presenti ha firmato tutte le carte solo il sottoscritto. Nel paese di Pulcinella si introducono regole, le si fanno applicare, e poi si dice che non servono a nulla. D'altra parte, se fossimo un paese serio, non avremmo certo un Salvini al 34% e che, nel 2019, agita crocifissi e rosari in segno di ringraziamento. Se il cavaliere Brancaleone da Norcia, ai suoi tempi, avesse vinto le elezioni, avrebbe reagito in modo più laico, e... più serio. Saluti
  10. Qui c'è poco da scherzare, amico caro. Salvini per certi aspetti (in primis il pietoso livello culturale) è molto peggio della Le Pen, ma ha vinto con 10 punti più della Le Pen. Chi ha decisamente portato male all'Italia è il morto di fama Matteo Renzi il quale, dopo i disastri inenarrabili del suo governo e del governo fantoccio Gentiloni, e dopo aver sfasciato la Sinistra (quella con la S maiuscola in Italia è sotto soglia di sbarramento insieme ai Verdi), se ne andò irresponsabilmente a sgranocchiare il pop corn sull'Aventino pur di non vedere un ragazzo napoletano presidente del Consiglio e al di sopra di lui (ministro degli Esteri) in un governo 5S+Pd+Leu che era pressoché fatto. Di sicuro il cattofascistoide Salvini stanotte non ha mancato di ricordare, nelle sue preghiere e nei suoi rosari di ringraziamento, il fallito di Rignano. Ovviamente con una invocazione come postilla: Santi del Paradiso unitevi (contro San Gennaro: a Napoli il Movimento tuttora domina) e non fatemi fare la stessa fine di quel koglioncello che aveva preso il 40,8%.
  11. Ciao DB e ben trovato. Ho seguito umilmente il tuo prezioso consiglio e ho chiesto e ottenuto l'annullamento di un bel po' di schede avverse, peraltro quasi tutte palesemente nulle. Come pure ho chiesto e ottenuto, dopo dura battaglia con il presidente di sezione e con un testardo quanto insipiente rappresentante di altra lista, la convalida di un bel po' di schede della mia parte che si intendeva frettolosamente annullare. Ero alla mia primissima esperienza in un seggio elettorale, ma hanno trovato pane per i loro denti. Ho dovuto appellarmi a ben due sentenze del Consiglio di Stato citate nei due manuali pdf del RdL di cui mi ero premunito. In un caso le fattispecie non erano direttamente sovrapponibili ma lo erano per modus tollens. In un caso poi, sportivamente, ho fatto convalidare una scheda di cui la gentile ma sprovveduta rappresentante pidina aveva in un primo tempo accettato l'annullamento. Superfluo precisare che la mia sezione è stata l'ultima (su una decina) a chiudere lo spoglio. Per la cronaca la lista da me rappresentata è risultata prima nella sezione con il 35% circa dei voti. Deprimente l'affluenza: 39%. Alla fine sono pervenuto a due conclusioni: i presidenti di sezione andrebbero selezionati in modo più serio, mentre la fantasia dei napoletani nel rendere nulla o contestabile la scheda è sorprendente.
  12. Io sono alla prima esperienza, ma il fazioso pisano evidentemente è a zero. Confermo che ho dovuto firmare, pagina per pagina, ben 4 fascicoli, in appositi spazi, molto ristretti, riservati ai rappresentanti di lista. Dopo le firme (mi ci è voluto quasi un quarto d'ora) con il senno di poi ho chiesto se avrei potuto firmare con una sigla (le iniziali) invece che per esteso. Uno scrutatore mi ha risposto di sì, ma il presidente ha scosso la testa come per dire: meglio firmare per esteso. Così funziona il paese di Pulcinella. Per la cronaca: ho scoperto che il presidente di sezione è un toscano residente a Napoli.
  13. Un'altra considerazione a dir poco deprimente. Vista la scarsa affluenza di elettori (meno del 25% alle 17:30) il presidente mi ha consigliato di apporre le firme richieste a ogni rappresentante di lista in modo da guadagnare tempo per andare subito a casa al termine dello scrutinio notturno (salvo contestazioni). Pensavo di cavarmela con tre o quattro firme e invece ce ne sono volute almeno trenta o quaranta!!! Ho perso il conto esatto, ma vi assicuro che ho dovuto firmare, pagina per pagina, ben quattro fascicoli di ripetitive scartoffie. La stessa cosa devono farla tutti i rappresentanti di lista di ciascuna sezione elettorale, cioè in teoria una quindicina di persone per sezione. Ma le sezioni in Italia sono circa 60.000! Che incredibile e assurdo spreco di tempo e di carta! Bisogna introdurre al più presto il voto elettronico. Si ridurranno gli sprechi, si abbatterà quasi a zero il rischio di brogli, si velocizzeranno enormemente le operazioni di voto e di spoglio. Aboliremo quella idiozia degli exit poll e delle proiezioni, e 10 minuti dopo la chiusura dei seggi avremo già i risultati nazionali completi e definitivi.
  14. Sono d'accordo, libertà è partecipazione diceva Gaber, votare è dovere civico dice la nostra Costituzione (art.48). Poi l'Europa è, sulla carta, una gran bella cosa, ma in pratica ci sono molte cose che non vanno e che ti indurrebbero a restare a casa (visto che è domenica e piove). Non è bello che si voti in giorni diversi nei vari paesi; non è bello che siano già noti gli exit poll per i paesi dove si è già votato; non è bello (anzi è una pagliacciata) che si voti nel Regno Unito, paese che non ieri ma tre anni fa ha deciso democraticamente di uscire dall'Unione Europea e che per misteriosi motivi non è ancora uscito; non è bello che si voti politicamente per una Unione che politica non è, ma solo monetaria e commerciale; non è bello che questa Unione sia vista, e non senza ragioni, come un corpo estraneo, quando non un inutile peso morto, da almeno un terzo dei suoi cittadini. Scrivo questo post da un seggio elettorale dove sono rappresentante di lista. È la prima volta in vita mia che partecipo a operazioni elettorali. Lo faccio ovviamente a titolo gratuito, più che altro per curiosità e anche per dare una mano a un movimento politico fatto di gente onesta che tuttora stenta a organizzarsi sul territorio e che era in grossa difficoltà per portare un rappresentante in ogni sezione del mio comune. Fino a questo momento, ore 16:00, nella mia sezione hanno votato in 79 su quasi 500 iscritti, cioè circa il 16%. Un dato ben magro e deludente. Speriamo nell'afflusso serale. Ma la cosa più deprimente è che tra questi 79 votanti non c'è nemmeno un nato in questo secolo e sono appena 6 i nati negli anni '90. Non va molto meglio nelle altre sezioni del seggio, mi dicono i colleghi. Sembra che da queste parti ai giovani l'Europa interessi poco o nulla. In compenso ieri pomeriggio, durante la fase di accredito, c'erano una trentina di persone, per lo più donne attempate, in fila davanti all'ingresso del seggio. Due scrutatori sorteggiati avevano dato forfait e i miseri 96 euro del compenso facevano gola a chi sperava di sostituirli (criterio di scelta l'anzianità).
  15. In epoca borbonica i cantieri navali di Castellammare di Stabia (NA) erano tra i più importanti d'Europa, oggi sono solo i più antichi (1783) ma con il varo della Trieste, capolavoro assoluto dell'ingegneria navale Italiana, tornano agli antichi fasti. Diciamo subito che l'investimento pubblico su questa nave (1,13 miliardi di euro) è più che giustificato ed è stato una delle cose migliori fatte dal governo Renzi. C'era la necessità di sostituire la vecchia Garibaldi e di affiancare alla Cavour una portaeromobili più moderna e flessibile. A titolo di confronto la Cavour, leggermente più piccola e tecnicamente meno avanzata, costò 1,35 miliardi. Tra l'impostazione dello scafo e il varo (a La Spezia) passarono 3 anni, per la Trieste solo 15 mesi. Per le nuove superportaerei americane a propulsione nucleare della classe Gerald Ford le ultime stime prevedono un costo unitario di 14 miliardi di dollari. Dunque la Trieste non è affatto costosa per le sue caratteristiche e non è affatto una superportaerei idonea a una superpotenza militare aggressiva. Nominalmente è una portaelicotteri d'assalto ma in pratica è un'unità anfibia multiruolo estremamente flessibile, progettata anche per le missioni di pace e il soccorso in mare. Quando entrerà in servizio (2022) potrà imbarcare fino a 6 cacciabombardieri STOVL (a decollo corto e ad atterraggio verticale) contro gli 80 e passa di una vera superportaerei (che in genere prevede decollo a catapulta e appontaggio con cavi d'arresto). Qualche critico ha scritto che la Trieste fu voluta da Renzi per giustificare l'acquisto degli F-35, in particolare dei 30 F-35B (su una commessa di 90) che sono per l'appunto di tipo STOVL. Ma i 15 Harrier II di fabbricazione britannica in dotazione alla Marina Militare prima o poi andranno sostituiti (parliamo di aerei ancora validi ma progettati negli anni '70) e nella categoria STOVL, dopo il ritiro dello Yakovlev russo, il mercato oggi offre come unica alternativa solo l'F-35B. Se io andassi al governo mi fermerei agli F-35A già consegnati (una dozzina) e taglierei i 15 F-35B destinati all'Aeronautica Militare lasciando solo i 15 destinati alla Marina (cioè alla Cavour e alla Trieste). Con il varo della Trieste da parte di Fincantieri si ribadisce la fondamentale importanza della presenza dello Stato nell'industria. Il sicuro successo di questo progetto, che contiene molte soluzioni innovative come la propulsione elettrica (ecologica) a bassa velocità, potrebbe portare ai cantieri di Castellammare nuove commesse, per esempio dalla Cina che solo da poco tempo comincia a dotarsi di portaerei. Questo è quello che bisogna fare in Italia per rilanciare l'economia e l'occupazione: grandi investimenti pubblici in grandi aziende pubbliche, in grado di fronteggiare la concorrenza mondiale con progetti di alto contenuto tecnologico. Godiamoci lo spettacolo emozionante del varo della Trieste con il Vesuvio sullo sfondo: https://youtu.be/4mIgidI4Pg0
  16. Illuminante e sulfureo commento del grande Andrea Scanzi: https://infosannio.wordpress.com/2019/05/25/andrea-scanzi-cari-compagni-i-renzi-e-gli-andrearomano-erano-piu-gravi-di-belpietro/
  17. Magari fosse solo il forum! È tutto il sistema cristallizzato e impenetrabile dei poteri forti e dei poteri diffusi e clientelari che tuttora comandano in Italia (e che obbediscono ai poteri forti internazionali) a usare due pesi e due misure per Di Maio e Salvini. Il primo rappresenta il nuovo e il cambiamento, dunque il pericolo per quei signori, dunque viene attaccato e denigrato a prescindere; Salvini rappresenta il vecchio e la conservazione, dunque viene difeso e "pompato" per dirla con Di Battista, anche quando si finge di attaccarlo. Risultato: Di Maio perde consenso a vantaggio di Salvini. Vorrei dire due parole sul presidente Mattarella. Forse me le sarò perse io, ma io non ricordo una sola parola pubblica pronunciata dal capo dello Stato in occasione degli innumerevoli editti muscolari del capitano dei miei stivali contro le innumerevoli navi, italiane o straniere, che in questi mesi hanno chiesto di sbarcare naufraghi nei nostri porti. MAI, che io ricordi, il presidente ha fatto sentire agli italiani, chiara e forte, la sua voce autorevole in difesa dei diritti dei naufraghi. In occasione dello sblocco del caso Diciotti indiscrezioni giornalistiche parlarono di una telefonata tra il Quirinale e Palazzo Chigi. Ma Mattarella, in quanto capo delle forze armate, aveva la possibilità e a mio avviso il dovere di contattare personalmente il comandante di quella nave militare, o almeno di lanciare un pubblico e severo monito su quella incresciosa situazione. E invece si limitò a scaricare il barile su Conte con una telefonata riservata. Come pure non ho ancora sentito una sola parola pubblica dal Colle per stigmatizzare le ripetute violazioni dell'art.21 (rimozioni forzate di civili striscioni di protesta, sequestri di telefonini etc.) in occasione dei comizi di Salvini. Mattarella dovrebbe essere il garante della Costituzione e dei diritti costituzionali ma evidentemente anche lui sta bene attento a non urtare la suscettibilità del pallone gonfiato leghista. Quanto al destino del governo, io prevedo (ma lo prevedrebbe anche un bambino) che dopo le europee molti nodi verranno al pettine (penso in particolare a Tav, autonomie regionali, conflitto di interessi, carcere per gli evasori). Credo che sarà molto difficile sbrogliarli e che ciascuno dei due alleati cercherà, in caso di rottura, di scaricare la colpa sull'altro. Quello che è certo fin da ora è che il 98% dei media dirà, in buona sostanza, che la colpa è stata di Di Maio. Saluti
  18. Fermo di polizia? Arresto a bordo?? Ma di cosa cavolo blateri? Mi spieghi cortesemente la differenza tra l'essere trattenuti 6 giorni su una nave ancorata in porto (con tutta l'assi.stenza per chi era in grado di starci, gli altri furono sbarcati prima) e l'essere trattenuti 180 giorni, volenti o nolenti, in un CIE (ma in passato erano fino a 18 mesi!) per poi magari essere messi di forza su un aereo e rispediti a casa? Cosa lede di più i diritti umani? Ecco come funziona uno dei CIE più efficienti e "confortevoli" d'Italia: https://www.lastampa.it/2017/03/30/italia/dentro-al-cie-di-torino-tra-sbarre-e-psicofarmaci-perch-ci-tengono-qui-tkSX2V6ueOczapn34yK2XK/pagina.html La scelta di Salvini, criticabile quanto si vuole come ho scritto (e io la criticai duramente), fu politica, dunque insindacabile dai magistrati, così come politiche, faziose e strumentali sono le critiche, inclusa la tua, al comportamento dei 5Stelle. In base al tuo "ragionamento" i magistrati dovrebbero non solo processare Salvini ma anche chiudere i CIE di tutta Italia, eccetto quelli che trattengono i migranti e i profughi meno di 6 giorni (cioè nessuno). Io sarei d'accordo ma il 98% degli italiani (quelli cioè che il 4 marzo non votarono Potere al Popolo e simili) non lo sono. Poi mi spieghi cortesemente perché mai Mattarella, che "ha il comando delle Forze armate" (art.87 Cost.) ed è il garante della Costituzione, non ordinò al comandante della Diciotti (nave militare) di far sbarcare immediatamente tutti i profughi se era loro negato qualche diritto costituzionale? Diciamola tutta: la decisione di Salvini fu avallata, di fatto, dal silenzio assordante di Mattarella molto più che dalle autodenunce di Conte e Di Maio. Salvini recitò, come sempre, la parte del duro e dello xenofobo, ma lo votano proprio per questo. Mentre io domani voterò 5Stelle perché al momento restano l'unico argine concreto e credibile al dilagare di quel cattofascistoide pompato dai media (di maggioranza e di opposizione). Nel caso Diciotti in realtà Salvini una figuraccia di letame la fece, ma tu non la citi neppure. Fu quando, con una lettera al Corriere, si rimangiò la sua strombazzata sfida iniziale: autorizzate il processo, processatemi pure. Poi è scappato come un coniglio. O come un furbo che voleva mettere in imbarazzo l'alleato scomodo. Che in effetti dal caso Diciotti ha ricevuto un danno d'immagine molto maggiore del suo. Anche grazie a te. In fondo anche tu sei uno dei milioni di ingenui che cadono ogni giorno nel trappolone mediatico organizzato dal capitano dei miei stivali: lui fa le porcherie, i suoi quotidiani e i suoi fan lo esaltano, la stampa di opposizione e voi poveri ingenui ve la prendete con Di Maio.
  19. Nessuna vergogna e nessuna sudditanza dei 5stelle. Sei poco informato o hai poca memoria. Ma soprattutto sei prevenuto e non obbiettivo. Per quella faccenda infinitamente più di Salvini dovrebbe vergognarsi il premier maltese (amicone di un nostro tappetaro). I naufraghi raccolti dalla Diciotti erano in zona SAR maltese. Malta violò il trattato SAR e si rifiutò DELIBERATAMENTE di soccorrerli. Il nostro ministro dell'Interno negò per 6 giorni lo sbarco dei migranti nel porto di Catania in attesa di concreta collaborazione dei paesi UE nel dividere con noi il dovere di ospitarli. Dovere assolutamente non spettante alla sola Italia in quanto diretta conseguenza di gravissimo inadempimento (omissione volontaria di soccorso in mare) di altro paese membro. La decisione del nostro ministro era di natura strettamente politica, contestabile quanto si vuole ma del tutto legittima e del tutto insindacabile dalla magistratura, nel rispetto del principio della separazione dei poteri, come riconobbe lo stesso procuratore di Catania (tutt'altro che un simpatizzante di Salvini) nella sua richiesta di archiviazione. Mentre nella richiesta del Tribunale dei ministri di procedere contro il ministro dell'Interno si configurava con tutta evidenza una grave invasione di campo. Se il Parlamento l'avesse autorizzata, Salvini avrebbe potuto vantarsi (a torto) di essere il difensore dei nostri confini e (a ragione) di essere l'unico difensore delle prerogative del governo. Peraltro il premier Conte aveva affermato la completa condivisione della decisione politica di Salvini e si era autodenunciato con i ministri Di Maio e Toninelli (infatti fu aperto un fascicolo anche contro di loro). A quel punto era già ovvio che la maggioranza negasse l'autorizzazione a procedere, ma il M5S volle ugualmente sentire il parere (vincolante) del!a base. Votarono oltre 52.000 iscritti alla piattaforma Rousseau, il 59% a favore del no. Nulla ma proprio nulla di cui vergognarsi e, in concreto, evitato il probabile disastro di cui al mio post precedente.
  20. Davvero geniale la vignetta del grande Vauro sulla prima pagina di oggi del Fatto Quotidiano. Ricordatevene domani, quando sarete in cabina elettorale! https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2019/05/25/la-vignetta-di-vauro-286/5205912/
  21. Non ti offendere, ma qui la figura del pir.la la fai tu. Come spesso ti succede quando rispondi d'istinto, senza ragionare, pur avendo dato prova che sai ragionare. Se i 5stelle avessero mandato (con il Pd) Salvini davanti al Tribunale dei ministri (dopo che la Procura che aveva svolto le indagini aveva chiesto l'archiviazione), la probabilità di una condanna sarebbe stata prossima a zero. Mentre la probabilità di trasformare il ministro dell'Interno in un eroe, che difende i confini ma è perseguitato dalla giustizia, sarebbe stata prossima al 100%. Un'assoluzione sul caso Diciotti sarebbe stata un trionfo politico per Salvini e una legittimazione dei suoi metodi spicci da xenofobo autoritario. Mentre una improbabile condanna l'avrebbe trasformato in eroe e martire. In ogni caso, ben prima della sentenza e con tutta probabilità (99%), sarebbe caduto il governo Conte. Non subito (Salvini non è fesso) ma un mesetto o due DOPO l'autorizzazione a procedere contro di lui, il furbetto si sarebbe inventato un casus belli per rompere con l'alleato e per chiamarlo finalmente TRADITORE. E sulla scia di un trionfo alle europee la Lega avrebbe vinto a mani basse anche le politiche (tra giugno e settembre). Dopodiché ci saremmo divertiti tutti nel forum (eccetto director e pochi altri) nel bersagliare a colpi di tastiera, per un intero quinquennio, un altro governo di centrodestra, o meglio di destra-centro con Salvini a palazzo Chigi e Siri ministro. Si sarebbe divertita meno l'Italia. Anche perché a inizio 2022, se il Delinquente non fosse nel frattempo finito al fresco, cioè in un loculo del suo mausoleo privato, si sarebbe avverato con tutta probabilità (80-90%) il sogno proibito, perverso e osceno di Giovanni Toti: https://www.panorama.it/news/politica/toti-intervista-berlusconi-quirinale-forza-italia-alleanza-salvini/ Meno male che Di Maio, pur non essendo uno scaltro mestierante della politica, ma solo un giovane e inesperto idealista, di certo non è un pir.la.
  22. È un avido mestierante, un mercante di voti, il venditore di tappeti di turno. Farà la fine del morto di fama del Pd. Per ora però bisogna arginarlo alle Europee. Perché ha già messo le mani avanti: vuole Tav, altre opere inutili e flat tax, ma non vuole conflitto di interessi, carcere per gli evasori e acqua pubblica, che sono le sacrosante idee dei 5s per i prossimi mesi. Dipendesse da lui abolirebbe subito l'abu.so d'ufficio e la Spazzacorrotti appena varata. Se supera il 30% e se i 5s vanno male, potrebbe optare (50% circa di probabilità) per la crisi di governo, con due opzioni a valle. Se il cdx superasse quel 45% che con il Rosatellum dovrebbe bastare e avanzare, andremmo alle elezioni anticipate in autunno. In caso contrario e se Zingaretti non migliorasse il 19% delle politiche, il Pd subirebbe una ulteriore scissione (75% di probabilità), il morto di fama se ne andrebbe ad abbracciare i suoi partner naturali (abbraccio ovviamente mortale al 100% e per tutti) e potrebbe materializzarsi (10%) lo spettro di quel fantomatico (ma non troppo) Renzusconi enhanced che ho evocato in qualche post. Opzione ovviamente possibile (25%) anche a valle della prima diramazione (le elezioni anticipate). Non c'è niente da fare, similia similibus: il simile vuole stare con i suoi simili.
  23. È in libreria e in molte edicole un libro che consiglio a tutti. Di Chiara Geloni, ed. Paper First TITANIC. Come Renzi ha affondato la Sinistra Postfazione di Pier Luigi Bersani. Il FQ ce ne anticipa una pagina (interessante) che parla della trame del morto di fama a inizio 2017, appena bastonato al referendum. Altro che lasciare la politica come aveva promesso! https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2019/05/23/i-pranzi-degli-scissionisti-di-traverso-a-matteo/5200598/
  24. Caro Monello, qui devo correggerti. È scorretto dire "più peggiore" e "più migliore", mentre sono del tutto corrette le forme "molto peggiore" e "molto migliore". Per es. è lecito dire: questo governo, nonostante tutto, è molto migliore dei quattro che lo hanno preceduto. Certo è che Zingaretti non è un intellettuale ma questa non è una colpa Saluti https://www.newnotizie.it/2019/03/06/mi-hanno-imparato-i-bandi-non-si-interrompino-gli-strafalcioni-di-zingaretti-e-lironia-in-rete/
  25. Un'altra anticipazione interessante, direi molto interessante, dall'Huffington Post. È una testimonianza diretta dell'autrice del libro, Chiara Geloni, ex militante del Pd romano: https://www.huffingtonpost.it/entry/lei-non-puo-iscriversi-al-pd_it_5ce516c7e4b09b23e65ae5f4