fosforo41

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  1. Ma che cavolo scrivi tu! Devi essere un altro beneficato dalla immorale e incostituzionale mancetta renziana. Pertanto ti rimando alla mia ultima risposta a Cortomaltese.
  2. Io di domande te ne faccio una sola. Sei per caso uno di quei 10 milioni di privilegiati che si beccano gli 80 euro ogni mese? Scommetterei di sì e sarei contento per te. Ma devo ricordarti quelle migliaia di poveracci che gli 80 euro (x12) hanno dovuto restituirli perché da un anno all'altro erano scesi sotto la soglia minima di retribuzione. Della serie: dopo il danno, la beffa. Ti ricordo pure quei milioni di poveri assoluti che gli 80 euro non li hanno mai visti, neppure col binocolo. E ti cito infine un mio conoscente che ha intestato alla moglie la sua impresa, mentre lui vi lavora come dipendente, che gira in Mercedes o in Bmw a giorni alterni, e che si è appena trasferito dal Vomero in una villetta a Posillipo con giardino e maggiordomo. Questo signore mi disse che prendeva gli 80 euro di Renzi,, ma mi disse pure che non erano abbastanza per sfamare i suoi cani un po' viziati. Saluti
  3. Probabilmente anche tu, come il rimbecillito di Pisa (dalla faziosità e dalle batoste elettorali), mi leggi a spizzichi e bocconi. Nel mio post allegato, che ti invito a rileggere con più attenzione, c'era la precisa risposta alla tua obiezione. La ripeto dilungandomi un po'. Che io sappia, nei vari casi precedenti in cui venne nominato un ministro diverso dalla prima proposta del premier incaricato, quest'ultimo aveva sempre accettato l'invito del capo dello Stato a proporre un nome alternativo e a lui gradito (vedasi Orlando alla Giustizia al posto di Gratteri, stranamente sgradito a Napolitano). Nel nostro caso Conte, in un incontro con Mattarella successivo alla proposta iniziale, aveva invece confermato e ribadito il nome di Savona all'Economia. A quel punto Mattarella era OBBLIGATO ad accettare. L'unica alternativa erano le sue dimissioni immediate, e invece scelse la rottura, lo stallo, la minaccia delle elezioni ad agosto. In sostanza, scelse di sfidare a braccio di ferro la maggioranza parlamentare costituitasi dopo il voto (ma non meno legittima di una coalizione elettorale dato che si votò con un sistema quasi proporzionale: non a caso nella Prima Repubblica e col proporzionale puro i partiti correvano sempre da soli e le alleanze di governo si formavano solo DOPO le elezioni). Il precedente gravissimo di cui parlavo era per l'appunto questo: un presidente della Repubblica (repubblica parlamentare) che, violando la Costituzione, entra in plateale conflitto con la maggioranza parlamentare. È come se, dopo avere rinviato una legge alle Camere e vedendosela riproporre tal quale, si rifiutasse di firmarla. Non può farlo, andrebbe incontro all'impeachment. L'articolo 92 della Costituzione dice che il presidente nomina i ministri proposti dal premier incaricato. Punto. Non dice che questi ministri devono essere di suo gradimento. Fallita la moral suasion, il presidente della Repubblica può solo esercitare i suoi poteri di garanzia, ma questi esulano dalla sfera politica che, in base all'articolo 95, è di pertinenza del presidente del Consiglio, unico responsabile dell'indirizzo politico unitario del governo. Savona, in quanto euroscettico, era sgradito al Colle come ministro dell'Economia ma, STRANAMENTE, non lo era come ministro per gli Affari Europei (carica che alla fine andò a occupare dopo il compromesso all'italiana che risolse la crisi). Dunque era del tutto degno di fare il ministro (sotto questo aspetto il "garante" Mattarella non aveva nulla da eccepire) e non era abbastanza euroscettico da rappresentare una minaccia per la nostra appartenenza all'Europa. Poteva essere una minaccia alla moneta unica? Anche ammesso (e non concesso) che Savona fosse uno sfegatato No-Euro, della moneta unica nella nostra Costituzione non c'è traccia, l'Eurozona e l'Unione Europea sono cose ben diverse (si può stare nell'UE anche con la sterlina o la corona danese, e forse perfino con la lira), e, ripeto, non è certo un singolo ministro, nemmeno quello dell'Economia, che può determinare l'indirizzo politico del governo. Ma è anche vero che, in democrazia, se un governo e una maggioranza scelsero di aderire all'euro, nessuno, neppure il presidente della Repubblica, può impedire a un altro governo e a un'altra maggioranza democraticamente eletta di ritornare alla lira.
  4. Ignorante, clicca due volte sul link in blu, leggi attentamente fino alla fine e troverai la dimostrazione logica, banale ma inoppugnabile, della violazione dell'art.92 della Costituzione da parte del capo dello Stato. La mia opinione riguarda solo la buona fede (in cui credevo e credo) di Mattarella, ma il suo errore, grave, non è una opinione, è un FATTO. A meno che non vogliamo negare la logica. Il che, per motivi che non posso spiegare a un decerebrato, sarebbe molto, ma molto peggio che negare la matematica.
  5. Rispondo a un maleducato solo perché la questione posta è interessante sotto l'aspetto tecnico, molto rilevante sotto quello politico e interessa a tutti. L'incostituzionale veto di Mattarella su Savona è un precedente grave per il nostro sistema democratico.
  6. La solita trita e ritrita tecnica (raccomandata dai sofisti 25 secoli fa) di soffermarsi sul dettaglio (la tempistica dell'annuncio di Tria) tralasciando la sostanza (è immorale e incostituzionale regalare 80 euro al mese a chi lavora per hobby godendo di un ingente patrimonio personale o familiare). Bene, guardiamoci allora la tempistica con cui fu varato il provvedimento: https://www.lastampa.it/2014/04/28/italia/in-vigore-il-bonus-irpef-euro-in-pi-in-busta-paga-da-maggio-lwrwTZ4nXm4uaXUj2tNBXP/pagina.html Annunciati in pom.pa magna il 12 marzo 2014 e approvati in tempi rapidi dal Parlamento, gli 80 euro finirono in Gazzetta Uffi.ciale il 24 aprile e il primo maggio la mancia era bella e pronta nelle buste paga di una decina di milioni di lavoratori. I quali quello stesso mese, maggio 2014, andarono a votare per l'Europa, per due Regioni e per svariati Comuni. Il Pd, cioè il partito del furbetto populista ideatore della mancetta, si prese ambedue le Regioni (strappandole al centrodestra) e 20 Comuni capoluogo su 28, mentre alle Europee fece il botto con il 40,8%. Della serie: quando lo Stato regala, il popolo bue ringrazia. Il regalo è tuttora in vigore, e c'è da scommettere che il popolo bue non perdonerà l'ingenuo ministro Tria che, a 5 giorni dalle elezioni, va in TV e minaccia di abolirlo.
  7. Infatti (grazie per la foto) si vede benissimo la posizione sopraelevata del comiziante (che non è alto 2 metri) rispetto al pubblico. Quindi era sul pulpito, proprio come avevo scritto: non dietro l'altare (e ci mancava solo questo!) ma dietro il leggìo (dal greco Logeion : pulpito, palcoscenico) riservato alle Sacre Letture e non certo ai foglietti di propaganda dei politici di passaggio in tour elettorale. Tra i banchi dei "devoti" e dei "fedeli", anzi fedelissimi, in prima fila c'erano il governatore De Luca (con suo figlio Piero in seconda fila, che poi sarà eletto deputato grazie al ripescaggio in un collegio blindato) e l'allora sindaco di Agropoli, Franco Alfieri (Pd) (nella foto è quello seduto con le mani incrociate). Il quale non deve essere solo un bravo cuoco (specialità: la frittura di pesce) ma anche un buon cristiano. Infatti è tra i migliori allievi dello "sceriffo" di Salerno nel fare "clientela organizzata, scientifica, razionale, come Cristo comanda" (Vincenzo De Luca, Napoli, 15 novembre 2016). Solo un peccatuccio, secondo i magistrati: è indagato per voto di scambio politico-mafioso. Mi fermo qui, essendomi improvvisamente ricordato che questi sono o sarebbero gli eredi di Enrico Berlinguer. La cui anima è in Paradiso (se esistono anima e aldilà) ma il cui corpo si rivolta nella tomba. Saluti
  8. Non so cosa accadesse ai tempi di Beppone e Don Camillo, ma negli anni '70 e '80, quando da ragazzo andavo ai comizi della Dc (bisogna sempre ascoltare l'altra campana), io non ho mai visto un leader democristiano brandire dal palco un rosario come se fosse un amuleto, non li ho mai sentiti parlare espressamente di religione o di morale cattolica, perfino le battaglie contro l'introduzione del divorzio e dell'aborto furono combattute, per quanto possibile, laicamente dal partito dello scudo crociato. All'epoca erano i preti, negli oratori ma anche dal pulpito e perfino nel confessionale, a invadere scorrettamente il terreno della politica. Per esempio dalle mie parti c'era un monaco che al termine della confessione regalava un santino. Sotto elezioni il santino diventava un bigliettino elettorale con l'immagine di un candidato, e poteva capitare che il penitente, per forza d'abitudine, la baciasse, credendo di baciare San Ciro e invece era Cirino Pomicino. Quello che ha fatto Salvini al comizio di Milano in piazza Duomo, invocando la Madonna e agitando il Rosario, è altrettanto grave e tragicomico. Penso che Crozza ci lavorerà sopra, ma intanto fa bene la Chiesa a bollare l'episodio, che poi non è un episodio perché la strumentalizzazione politica della religione e dei suoi simboli è una costante nell'ultimo Salvini. Non so se questo penoso cattolico comiziante sia anche un cattolico praticante, di certo a Milano ha gravemente peccato sia contro il secondo comandamento della Chiesa sia contro quel comandamento non scritto che è il principio di laicità dello Stato e della politica (parliamo di un ministro della Repubblica). Domenica ho accompagnato mia moglie a messa e stava quasi per scapparmi un applauso, a me non credente, quando il parroco, alla fine dell'omelia, ha bollato duramente i fatti di Milano, pur senza fare il nome di Salvini, sottolineando la violazione di ambedue i comandamenti di cui sopra. Certo c'è poco da stare allegri e molto da riflettere se in Italia nel 2019 sono i preti e i vescovi a dover difendere la laicità dello Stato. Purtroppo, a costo di tediare i forumisti con la mia solfa antirenziana, devo ricordare che c'è stato chi, prima di Salvini, ha fatto peggio di Salvini andando addirittura a fare un comizio dal pulpito di una chiesa (!) tra lo sconcerto e l'indignazione del parroco e dei fedeli. Parliamo di appena due anni e mezzo fa nel pieno della campagna referendaria. Eccovi la conclusione del duro e sarcastico commento dell'Huffington Post (che era schierato per il Sì): ...c'è spazio per un ultimo appello politico-elettorale: "Abbiamo sbloccato cantieri e procedure, ancora non è tutto quello che avremmo voluto fare", dice il Vangelo secondo Matteo Renzi. https://www.huffingtonpost.it/2017/10/26/il-comizio-di-renzi-nella-chiesa-paleocristiana-di-paestum-la-parrocchia-siamo-turbati-non-sapevamo-nulla_a_23256685/ Una ulteriore dimostrazione delle rilevanti ed evidenti affinità tra i due Mattei, tra questi due rovinosi, spregiudicati e spudorati personaggi della politica italiana. Non ci resta che sperare che il secondo faccia la stessa fine del primo, possibilmente dopo aver fatto meno danni.
  9. https://m.youtube.com/watch?v=Ptbzn96JvV4 Come si vede molto chiaramente scorrendo filmato, l'allora premier Renzi non è sull'altare a elevare il calice (e ci mancava solo questa) ma non è nemmeno su un palchetto laterale come si inventa il falsario matricolato del forum. È sul pulpito, cioè sulla piattaforma sopraelevata che ospita l'altare maggiore della chiesa di Paestum, sotto la navata centrale. Legge qualche appunto poggiato sul leggìo dove normalmente il celebrante legge il Vangelo e le Letture bibliche. Fa propaganda e autocelebrazione del suo governo e di se stesso (ho sbloccato i cantieri, etc...) in vista del referendum costituzionale. In sostanza un breve comizio. Senza nessuna autorizzazione, in un luogo sacro, all'insaputa del parroco! VERGOGNA!
  10. Gli 80 euro sono tecnicamente sbagliati, dice il ministro Tria. Già, ma erano e sono soprattutto uno spreco inutile e immorale. Una mancia elettorale assegnata indipendentemente dal reddito familiare e dal patrimonio personale e familiare dei percettori è un'offesa alla povertà e al buon senso. Supponendo un costo annuo di 9 miliardi, in 5 anni la mancia elettorale di un cialtrone che si permette di chiamare cialtroni gli attuali governanti è già costata 45 miliardi di minori entrate. Con impatto minimo sull'economia. Quando si potevano investire per creare occupazione. Giustissimo abolire questo enorme regalo di Stato, ma è un enorme regalo elettorale alle opposizioni quello dell'ingenuo (per non dire di peggio) ministro dell'Economia. Il quale, dopo quasi un anno di governo e con 4 anni ancora davanti a sé, sceglie la settimana delle elezioni europee per inimicarsi 11 milioni di percettori del bonus. Roba da matti! Che erroraccio fecero Salvini e Di Maio nel cedere al veto incostituzionale di Mattarella sul nome di Savona all'Economia!
  11. Prendiamo dunque atto che per alcuni decerebrati e faziosi, nonché per i servi della conservazione che si oppongono al cambiamento (cioè al M5S), un vicepresidente della Camera non è libero di partecipare, insieme a molte altre autorità, a un rito religioso, perché la sua presenza (non quella degli altri politici presenti) diventa propaganda e strumentalizzazione della religione. E viene posto sullo stesso piano, o peggiore, di chi fa un comizio elettorale blasfemo invocando la Madonna e agitando il Rosario come un amuleto; e di chi occupa una chiesa, con la sua claque e il suo codazzo di galoppini, e sale sul pulpito all'insaputa del parroco per autocelebrarsi e fare propaganda politica. Roba da matti!
  12. Ho già risposto e sbugiardato il FALSARIO in altra discussione.
  13. Nessun comizio in chiesa, solo due parole scambiate in privato con il sindaco de Magistris al termine del rito. Però si intromisero i ficcanaso con microfoni e telecamere.
  14. Naturalmente il bacio della reliquia di San Gennaro da parte di Di Maio non ci azzecca un tubo con il comizio da talebano cattolico di Salvini in piazza Duomo a Milano, e men che meno di azzecca con la "predica" dell'altro spudorato Matteo dal pulpito di una chiesa di Paestum. A proposito, guardate attentamente la foto nell'articolo che ho allegato in precedenza: il pulpito c'è, il leggìo c'è, la faccia da prete c'è, al Tappetaro manca solo la tonaca. Il motivo lo capisce anche un bambino, non un rimbecillito dalla faziosità. Luigi Di Maio nel duomo di Napoli non proferì parola, non fece nessuna predica, nessun comizio. Mischiato agli altri fedeli, da buon credente e da buon napoletano si mise in fila per baciare l'ampolla con il sangue del santo, e fu fotografato come vengono fotografate tutte le autorità presenti (il governatore De Luca, il prefetto, il questore, a suo tempo il sindaco ateo Bassolino, etc.). Il ministro era presente al rito in veste assolutamente privata, come chissà quante altre volte gli sarà capitato nella vita. Insomma, un atto di pratica religiosa, inerente alla sfera privata e personale. Luigi partecipava a un rito, altri hanno vergognosamente strumentalizzato la cosa per bassi fini politici e denigratori. L'esatto contrario hanno fatto Matteo I e Matteo II, che nei due casi citati erano in veste pubblica e che, in modi diversi, hanno usato senza pudori un luogo sacro e un simbolo sacro, rispettivamente, per un comizio di campagna elettorale. VERGOGNA!
  15. Amanti del prossimo, nemici del fanatismo e sospettosi verso chi predica da pulpiti impropri.
  16. I veri cristiani domenica prossima voteranno contro Salvini. Temo, purtroppo, che i veri cristiani oggi in Italia siano pochi.
  17. https://www.bufale.net/insegnante-sospesa-in-classe-per-aver-letto-il-diario-di-anna-frank/
  18. Anche se dovessero essere molti di più, i cd. sovranisti non concluderebbero un tubo. Per due motivi: 1) Sono ignoranti, incompetenti e incapaci, o capaci solo di vendere slogan e aria fritta. 2) Non solo non hanno una visione europea, ma nemmeno una visione comune. Per definizione, ciascuno di loro pensa solo ai cavoli suoi.
  19. Adesso non esageriamo. Salvini è un ministro ed è tenuto ad adeguarsi alle decisioni del Consiglio dei Ministri. È anche il capetto accentratore (alla Renzi) di un partito decisivo per la maggioranza di governo ma non autosufficiente. Ma soprattutto è sottoposto, come tutti, alla legge. È tenuto a rispettarla, e la legge in Italia non è Salvini che la fa rispettare bensì la magistratura. Insomma, il "Capitano" (dei miei stivali) non è affatto il capo dell'Italia. Lo dimostra, per esempio, quello che accadeva ieri sera a Lampedusa proprio mentre il capetto leghista faceva il guappo da Giletti: finché ci sarò io al Viminale nessun magistrato farà sbarcare i migranti senza la mia autorizzazione. In contemporanea la Procura di Agrigento sequestrava la Sea Watch e faceva sbarcare tutti i migranti nel porto Lampedusa. Mentre Il patetico Giletti gli lasciava fare la parte del duro in tv, la procura di Agrigento dimostrava che quel signore è solo un guappo di cartone.
  20. Dopo la nomina di Zanda (classe 1942), imberbe tesoriere che riesuma il finanziamento pubblico (abrogato dagli italiani 26 anni fa), e dopo la passeggiata con le madamine torinesi (l'età delle signore non si dice) a sostegno del Tav tra Torino e Lione (idea ipermoderna di appena 29 anni fa), il segretario Zingaretti insiste sulla linea del rinnovamento annunciata al Congresso e in vista delle europee decide di sommare ai voti del rampante ex rifondarolo Pisapia (70 anni), il pacchetto offerto a scatola chiusa dal sempre democristiano (a dispetto delle varie casacche indossate) e sempreverde Paolo Cirino Pomicino (classe 1939) detto 'o ministro. Questo articolo che allego, la cui attenta lettura raccomando soprattutto agli elettori del Pd, è per l'appunto dedicato al rinnovamento molto coerentemente e molto radicalmente portato avanti dal nuovo segretario. https://infosannio.wordpress.com/2019/05/15/i-pomicioni/
  21. Oggi, però, il pubblico ministero responsabile dell'antiterrorismo Alberto Nobili, dopo che la Digos gli ha trasmesso gli atti relativi all'episodio, ha deciso di aprire un fascicolo e indagare la donna per diffamazione. Scusa, egregio, ma che ci azzecca uno striscione dove si definisce "amico dei mafiosi" un politico che non è indagato per mafia e che non risulta avere amici condannati per mafia, con striscioni dove c'è scritto "Salvini non sei il benvenuto" oppure "Restiamo umani"? Nel primo caso ci potrebbero essere gli estremi della calunnia, e la rimozione dello striscione non mi sembra contestabile. "Amico dei mafiosi" può essere legittimamente definito Berlusconi, attualmente indagato per concorso in strage mafiosa e amico dei vari Mangano e Dell'Utri, non certo Salvini. Certo Salvini è amico di Berlusconi ma l'amicizia, come direbbe un matematico, non è una relazione transitiva (anche se non è nemmeno antitransitiva, cioè non esclude affatto che un amico di un mio amico sia mio amico, come lo sono invece, per esempio, le relazioni di paternità e di maternità). Negli altri due casi la rimozione forzata dello striscione è stata, come ho già spiegato, una palese violazione dell'articolo 21 della Costituzione. Ora, se ho ben capito, tu poni una questione molto seria e delicata: se la forza pubblica commette un sopruso di tale gravità, ho io il diritto di oppormi, o meglio di resistere, a mia volta con la forza? A mio modesto avviso sì, specie se il sopruso non è un fatto puramente episodico o accidentale e se avviene a casa mia o nella mia sfera privata ma nel contempo lede un diritto universale. Faccio un esempio per dimostrare questa tesi. Supponiamo che io stia portando un ferito grave o un infartuato al pronto soccorso sulla mia auto. Non c'era il tempo di chiamare il 118 e attendere l'ambulanza. Tengo premuto il clacson per farmi largo nel traffico e mi dirigo verso l'ospedale più vicino. A un certo punto un'auto della polizia mi insegue, mi accosta e mi impone l'alt. Naturalmente io mi fermo e una volta rapidamente accertato quello che sto facendo mi lasciano subito andare, magari mi fanno anche strada precedendomi a sirena spiegata. Supponiamo invece che gli agenti mi trattengano lungamente, per controllare i miei documenti, quelli del ferito, quelli dell'auto, etc. e che di fatto provino a ostacolare la mia operazione di soccorso mettendo a repentaglio una vita umana. Supponiamo, inoltre, che svariati episodi del genere si siano verificati in Italia nei giorni precedenti. A quel punto io innesto la prima, schiaccio a tavoletta e gli agenti li lascio sul posto. E se mi inseguono e mi sorpassano (cosa, ti assicuro, non facile), io non ci penso due volte a speronarli. Insomma: per fermarmi dovrebbero solo spararmi. Come ho già scritto, per me (ma direi in assoluto) il diritto alla vita o alla salute (art.32) non è più importante della libertà di manifestare il proprio pensiero (art.21), e una vita umana (cioè la mia, quella del ferito a bordo o quella degli agenti che mi inseguono) non è affatto più importante della Costituzione, anzi. Da cui la tesi: È LEGITTIMO RESISTERE CON LA FORZA A CHI, IN MODO DIFFUSO, INGIUSTIFICATO E REITERATO, VIOLA CON LA FORZA L'ART.21 DELLA COSTITUZIONE. Q.e.d. Saluti
  22. Suvvia, uno di sinistra non può credere al malocchio! Berrettini può arrivare tra i primi 10, e non lo dico io ma gli addetti ai lavori: https://www.ubitennis.com/blog/2019/05/15/perche-sognare-berrettini-top-10-oggi-non-e-assurdo/ Del resto io non ho mai scritto né pensato che Berrettini fosse già in grado di vincere un torneo Masters 1000 come Roma. Ci è riuscito un mese fa Fognini a Montecarlo, con un'impresa storica. Ma Fabio era n.18 al mondo (ora è 12 e lunedì prossimo sarà 11) ed è uno specialista della terra battuta.
  23. Non informo un maleducato incivile, nonché ignorante e incompetente, che confonderebbe il tennis con il ping pong. Mi rivolgo solo ai forumisti seri. Matteo Berrettini ha fatto a Roma un grandissimo torneo. Innanzitutto precisiamo che per le sue caratteristiche fisiche e tecniche Matteo, gigante di 1,96 dotato di un gran servizio, non può considerarsi uno specialista della terra rossa, superficie dove il servizio è meno efficace rispetto ai campi veloci e che richiede in primis grande agilità e velocità negli spostamenti. Sia quelli laterali (per reggere i lunghi scambi dalla linea di fondo), sia quelli in avanti (per replicare alle palle corte o drop shots), sia quelli in aggiramento palla (sfruttando la lentezza del rimbalzo per colpire di dritto anziché di rovescio, tecnica in cui è maestro Nadal, senza dubbio, con Borg, il più forte terraiolo di sempre). Va aggiunto che questa edizione degli Internazionali d'Italia è stata una delle più sfortunate sotto l'aspetto climatico: pioggia, freddo, umidità, pessime condizioni dei campi di gioco. Per giunta ci sono state lacune ed errori nell'organizzazione che hanno alimentato polemiche e proteste da parte dei giocatori. La più eclatante quella dell'australiano Kyrgios, atleta talentuoso quanto scorretto e arrogante, che lamentandosi per il pubblico rumoroso ha scagliato una sedia in campo e poi si è ritirato. Ma c'è stata un'ecatombe di teste di serie nei primi turni, come la campionessa uscente delle ultime due edizioni Svitolina e la n.2 del ranking femminile Halep. Molte altre teste di serie sono state costrette al ritiro per infortunio: Kerber, Kvitova, Serena Williams, etc. Il più doloroso è stato il ritiro di Roger Federer che tornava a Roma dopo tre anni di assenza e che è scivolato su una riga bagnata. Tornando a Berrettini, attuale n.33 ATP, dopo avere battuto nettamente al primo turno il francese Pouille (n.25 ma è stato tra i primi 10), ha fatto un'impresa eliminando in soli due set il n.5 (già n.3) Zverev, considerato, insieme al greco Tsitsipas, la maggiore promessa del tennis mondiale. In realtà il tedesco di origini russe è assai più di una promessa: l'anno scorso è stato finalista a Roma (piegato a fatica da Nadal) e ha vinto le ATP Finals, il torneo in cui si affrontano gli 8 migliori giocatori della stagione. Una splendida e meritata vittoria di Berrettini, che però al turno successivo ha dovuto arrendersi a Schwartzman (n.24). Matteo non era nella sua migliore giornata, ma va detto che il piccolo e agile argentino, oltre a essere avvantaggiato dalle condizioni ambientali, è uno specialista puro del mattone tritato, senza dubbio tra i primi 10 su questa superficie. Tanto è vero che poi nei quarti ha battuto nettamente il n.6 Nishikori e si è arreso in semifinale, dopo una durissima battaglia finita al terzo set, solo a Novak "Robot" Djokovic, l'attuale n.1 al mondo. Se Nole perderà la finale di oggi con Nadal (che in semi ha massacrato Tsitsipas), come è probabile che perda, ciò sarà anche per le tossine accumulate nella partita con Schwartzman. In ogni caso, grazie ai 45 punti guadagnati a Roma (più un prize money di 61.000 euro), Matteo sale al n.32 e agguanta quindi l'ultimo posto utile tra le teste di serie al prossimo torneo del Roland Garros di Parigi (il tempio sacro della terra battuta, torneo del Grande Slam con un montepremi di 43 milioni di euro). Un risultato incredibile per un ragazzone che appena un anno fa non era tra i primi 100 e che ha avuto una carriera tormentata dagli infortuni. Dopo due nanerottoli della politica, questo è un Matteo che ci piace!
  24. E.C. ERRATA: In questo caso quel proprietario è un codardo... CORRIGE: In questo caso quel proprietario per me è un codardo...
  25. Qui bisogna capire bene chi è che appende questi striscioni e chi è che li rimuove o ordina di rimuoverli. Ho già scritto che se io appendo al balcone di casa mia uno striscione di protesta privo di contenuti incivili, contrari al buon costume, offensivi, falsi o diffamatori, nessuno, ripeto NESSUNO, nemmeno i pompieri con uno scalone automatico, nemmeno la Digos con le pistole e i mitra spianati, nemmeno l'Arcangelo Gabriele disceso dal cielo può permettersi di venire a rimuoverlo. Questo finché vale l'articolo 21 della Costituzione. E ho aggiunto che chi osasse violarlo a casa mia, dovrebbe passare sul mio cadavere, ma prima di farlo, e questo è certo come la morte, rischierebbe molto seriamente pure lui, a meno che non fosse immortale come l'Arcangelo Gabriele, di rimetterci le penne. Se "Zorro" era il proprietario di quel balcone su piazza Duomo, dove ha appeso la striscione con la scritta RESTIAMO UMANI, nel momento in cui la Digos si è presentata a casa sua, io al suo posto avrei estratto la spada. E se gli agenti avessero osato insistere, la spada purtroppo l'avrei usata. Naturalmente, se fosse sopravvissuto allo scontro sanguinoso, Zorro sarebbe stato arrestato e processato, ma avrebbe avuto la solidarietà di tutti gli italiani liberi, e vorrei vedere vedere il giudice che avesse osato condannare un cittadino che ha difeso la Costituzione. La quale vale più, molto più di qualsiasi vita umana, di quella di Zorro, della mia o di quella di un agente della Digos. Naturalmente io non posso invitare pubblicamente tutti i cittadini alla LOTTA E ALLA RESISTENZA, CON OGNI MEZZO E FINO ALL'ULTIMO SANGUE contro chi da oggi in poi si permettesse di violare, a casa loro, il loro sacrosanto diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero senza offendere nessuno, diritto sancito dall'ARTICOLO 21. Ho solo ribadito come mi regolerei io. Diverso il caso in cui il legittimo proprietario dell'immobile, dopo avere autorizzato terzi ad appendere un legittimo striscione di protesta, acconsente all'ordine di rimozione emesso dall'autorità. In questo caso quel proprietario è un codardo, ma resta la palese violazione dell'articolo 21 da parte dell'autorità. E qui si pone un enorme problema politico. Che DEVE essere assolutamente risolto. Prima di tutto sul piano disciplinare. Chi ha emesso un ordine del genere ha violato la Costituzione e ha commesso un gravissimo sopruso, dunque, come minimo, DEVE ESSERE RIMOSSO dalla carica che ricopre. Fosse anche un questore, un prefetto, un dirigente del Viminale o il ministro dell'Interno stesso. Naturalmente la CENSURA, di qualsiasi segno, va SEMPRE condannata. Non si può estromettere da una fiera del libro un editore solo perché si dichiara fascista, come è successo a Torino. Intanto continuano le rimozioni di striscioni e i sequestri di telefonini. A questo punto non si può più ignorare il problema politico. Tutte le forze democratiche, ma soprattutto il CAPO DELLO STATO, supremo garante della Costituzione, hanno il DOVERE di intervenire. Francamente sono sorpreso e preoccupato per il silenzio del presidente Mattarella su questi ripetuti ab.usi di potere, su queste inammissibili e intollerabili CENSURE. Confido in un suo prossimo, durissimo monito. In mancanza del quale dovrebbe essere il POPOLO SOVRANO, tradito dai suoi rappresentanti, a riprendersi i propri diritti, e con mezzi ben diversi che gli striscioni appesi alle finestre. Ma qui sono molto scettico: dopo la fine della RESISTENZA antifascista gli italiani hanno dato più prove di codardia che di coraggio.