fosforo41

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  1. Non so se in Europa o nell'universo mondo si produca quotidianamente una carta da cesso più scadente di Libero (anzi Occupato secondo Travaglio). Penso proprio di no, penso che il foglietto becero-leghista che ha sostituito La Padania (che era più seria ed è tutto un dire) sia un altro dei record mondiali (in negativo) del paese di Pulcinella. Il becero e sessista Feltri (bravo giornalista malamente invecchiato) si scandalizza perché la donna che ha umiliato Salvini si presenta in procura senza reggiseno. Forse confidando ancora una volta, dopo il titolone dedicato alla PATATA BOLLENTE della Raggi, nella scoptofilia dei suoi beceri lettori. Ma Feltri non si scandalizza per un ministro che non ha né la serietà né il coraggio per presentarsi in parlamento a rispondere su fatti gravissimi e scottanti. Il presidente del Consiglio, interpellato dal Pd, ha risposto in vece del ministro fuggiasco, e lo ha sbugiardato e bacchettato non poco al cospetto dei senatori, come correttamente riferisce il Fatto Quotidiano: "SAVOINI VOLUTO A MOSCA DAL MINISTRO MA SENZA INCARICHI (ufficiali, nda): NON ACCADA MAI PIÙ!". Ma il trio Lescano dei giornaletti berlusconiani saltati sul carro di Salvini (Libero, anzi Occupato secondo Travaglio; il Giornale, umoristico secondo Cicchitto; e La Bugia, pardon La Verità secondo Belpietro) oggi ripete a pappagallo la bufala che Conte avrebbe "salvato" Salvini (anzi, secondo homo ridens Belpietro, sarebbe addirittura Conte a essersi salvato da Salvini!) e naturalmente avrebbe spaccato i 5Stelle. Volete leggere a colpo sicuro una bufala o una castroneria colossale? Vi basta aprire una rassegna stampa e andare sulla prima pagina di Libero, anzi Occupato. Eccovi per esempio il demenziale titolo dell'editoriale di oggi, 24 luglio, firmato dal direttore: L'INQUINAMENTO GIOVA ALLA SALUTE IN ITALIA RECORD DEI CENTENARI E anche record del giornale più bufalaro di tutti i tempi. Inquinate l'ambiente, mangiate cibi contaminati, respirate fumo e polveri sottili, a pieni polmoni, e camperete cent'anni! Ve lo garantisce Vittorio Feltri! È vero che (in Italia) l'Ordine dei giornalisti è un ente inutile. Ma se un quotidiano scrive in prima pagina che l'inquinamento giova alla salute, dovrebbe intervenire la magistratura. Per chiuderlo e per chiudere in cella (o in una casa di cura) il direttore.
  2. Marco Travaglio è uno dei pochissimi giornalisti in Italia (gli altri sono quasi tutti al FQ) che possono permettersi di ridicolizzare un Tribunale, o meglio una sua decisione, senza generare dubbi sul suo rispetto per la Magistratura (provato e indiscutibile) e senza difendere padroni o interessi particolari ma una superiore (al Tribunale) idea di giustizia. Francamente concordo con Marco: la scarcerazione del corrotto Formigoni dopo appena 5 dei 70 mesi che doveva scontare dietro le sbarre, e che avrebbe certamente scontato in un paese serio, ha sfiorato se non superato i limiti del ridicolo. Questo a voler essere buoni e a buttarla sull'ironia, arte in cui Travaglio è maestro. Perché su questa decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano, che fa il paio con i ridicoli servizi sociali di Berlusconi (4 anni di carcere convertiti in 9 mesi di barzellette e cioccolatini, un'ora la settimana, in un istituto per anziani, accompagnato sotto scorta a nostre spese) ci sarebbe molto (ma molto) più da indignarsi che da ridere. E ci sarebbe forse anche da aprire un procedimento disciplinare per capire se questi generosi magistrati possono restare in quell'ufficio senza nuocere al prestigio della Magistratura e senza abbassare ulteriormente il livello di fiducia degli italiani onesti in questa istituzione. https://infosannio.wordpress.com/2019/07/24/formigodi/
  3. Non puoi. Deve scegliere necessariamente uno dei 4, altrimenti perdi la cassaforte. A chi la affidi?
  4. La premessa era: dovendo scegliere tra Di Maio e Salvini. Un altro esempio. Se tu avessi 49 milioni di euro in cassaforte, tra Di Maio e Salvini a chi affideresti la cassaforte? E tra Di Maio e il frodatore Berlusconi? E tra Di Maio e il bugiardo Renzi?
  5. Questi due fortunati mi ricordano vagamente una "vigilessa" urbana di Firenze promossa a palazzo Chigi. Tra i due Mattei non saprei dire chi è più "meritocratico". Il punto è che a una bella fetta di italiani, per ragioni che sarebbe lungo spiegare, piace la kakistocrazia, cioè piace farsi governare dai peggiori. I lombardi sapevano benissimo che Formigoni era un corrotto. Ma lo hanno eletto governatore 4 volte. Gli italiani sanno benissimo che Salvini è più furbo e spregiudicato, ma sanno anche che è peggiore, meno affidabile, meno serio di Di Maio. Infatti al governo preferiscono Salvini. Ma se dovessero scegliere a chi lasciare le chiavi della propria casa, il 95% degli italiani le lascerebbe a Di Maio.
  6. Ti ho allegato gli orari, consultali. Per esempio con il TGV delle 7:39 da Torino ti fai la Bardonecchia-Modane, collegate dal traforo del Frejus, e arrivi a Lione alle 11:23, cioè dopo meno di 4 ore (3h44') con 5 fermate intermedie. Poi in meno di 6 ore (5h40') arrivi a Parigi alle 13:19. Comodissimo per i passeggeri, figuriamoci per le merci che non hanno nessuna fretta. Ma ora toglimi tu una curiosità: che ci va a fare un torinese a Lione? Non a caso la linea esistente è largamente sottoutilizzata. Per non parlare della parallela tratta autostradale. Nel traforo del Frejus transitano in media poco più di 2000 mezzi pesanti al giorno, sulla tangenziale di Torino sono 80.000. https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2019/02/08/tav-ultima-balla-falso-che-faccia-sparire-i-camion-dalle-strade/4956336/ Ogni euro speso per il TAV Torino-Lione è un euro buttato nel cesso.
  7. Il "mandato zero" è un nome un po' ridicolo per un'idea giusta. Per i media è un comodo spunto per il loro esercizio quotidiano: dileggiare Di Maio. Ma nessuno dice che la regola dei due mandati ha una sua validissima ragione (impedire che la politica diventi un mestiere e una concentrazione di potere) e in sostanza non viene tradita dall'unica forza politica che lodevolmente la applica. Il mandato zero per i consiglieri comunali è la classica eccezione che conferma la regola. Non si applica ai sindaci, ai consiglieri regionali, ai parlamentari. Fare tre volte il sindaco o il governatore (il delinquente Formigoni lo fece addirittura 4 volte) o il deputato resta impossibile con il M5S. Ma il consigliere comunale è la carica elettiva di rango più basso e per molti costituisce l'esordio nella politica. Per avere un po' meno esordienti, meno inesperti, meno candidati sconosciuti alle elezioni comunali, il Movimento ha saggiamente deciso di non contare quella carica ricoperta all'esordio. D'altra parte uno che ha lavorato bene come sindaco o come parlamentare certamente merita di potersi ricandidare per ricoprire una seconda volta quella carica (ma non una terza volta perché diventerebbe attaccamento alla poltrona). Un bravo sindaco grillino che aveva esordito in politica come semplice consigliere comunale, fino a ieri non poteva ricandidarsi a sindaco (e a qualsiasi altra carica elettiva), ora con il "mandato zero" può farlo, e mi sembra giusto.
  8. Ci sono anche un TGV (Train à Grande Vitesse, cioè treno ad alta velocità) Torino-Lione e un TGV Torino-Parigi: https://it.oui.sncf/it/tgv-italia-francia/orari Quindi il TAV Torino-Lione (se si farà) sarà nella migliore delle ipotesi un (costoso) doppione. E sarà anche INUTILE perché tra 15-20 anni, quando l'opera sarà completata (se sarà completata, ma ho forti dubbi), le Alpi Occidentali saranno attraversate nei due sensi da veloci, efficienti e non inquinanti camion elettrici che consegneranno le merci a destinazione. Cosa che non può e non potrà mai fare nessun treno a meno che la destinazione delle merci non sia all'interno di una stazione (per esempio un carico di bibite per il bar della stazione). Il treno non potrà mai sostituire il camion. https://www.repubblica.it/motori/sezioni/attualita/2017/09/25/news/piu_di_1000_km_con_un_pieno_si_carica_in_15_minuti_cco_il_super_camion_elettrico-176445265/#gallery-slider=176446159
  9. Farneticate. L'odio contro un Movimento di onesti che cercano di cambiare le cose in un paese rassegnato al peggio vi annebbia la vista e vi chiude la mente. Questi ragazzi di buona volontà, ma umanamente limitati, incontrano quotidiane, colossali e quasi sovrumane difficoltà e resistenze: dai media asserviti a Salvini (ennesimo comizio in prima serata su La7 in collegamento con Bibbiano) fino al Tribunale di Sorveglianza di Milano che si erge a quarto grado di giudizio mandando a casa dopo pochi mesi un detenuto eccellente ingabbiato per miracolo (ovvero grazie allo Spazzacorrotti di Bonafede). Vi ci mettete anche voi con i vostri meschini pregiudizi e il vostro fazioso livore. Non c'è stata nessunissima giravolta del Movimento sul TAV. Di Maio si prepara a una battaglia in parlamento, la sede della democrazia, contro quella che ribadisce essere "un'opera dannosa" e "un regalo a Macron". Gli attivisti grillini e NO-TAV si preparano ad altre battaglie, più dure ma meno scontate nell'esito, nella Valle di Susa. In realtà nemmeno il presidente del Consiglio ha cambiato idea, ha solo ribadito, alla faccia vostra e dei critici faziosi, la sua assoluta indipendenza di giudizio. Conte non aveva MAI detto NO al TAV. Il 7 marzo scorso aveva solo espresso un dubbio: "Non credo che l'opera serva all'Italia", e aveva preso l'impegno di analizzare a fondo la questione. Nel frattempo è sopravvenuto un fatto nuovo: l'UE promette di portare il suo finanziamento fino al 55% dei costi (dal precedente 40%). Secondo le analisi di Conte ora all'Italia costerebbe "molto di più" fermare i cantieri che completare l'opera. In attesa di vedere queste analisi nel dettaglio, resta ovviamente INTATTA la conclusione dell'analisi costi/benefici commissionata dal ministero delle Infrastrutture: IL TAV TORINO-LIONE È UN'OPERA ALTAMENTE DANNOSA, NEL SENSO CHE I COSTI TOTALI SUPERANO LARGAMENTE I BENEFICI TOTALI A PRESCINDERE DALLA RIPARTIZIONE DEI COSTI. Dunque è un'opera IMMORALE, che danneggerà l'economia europea e per giunta sarà uno stupro ambientale di un territorio stupendo. Spero che da qui alla seduta del Parlamento che dovrà dire l'ultima parola ci sia una grande mobilitazione nel Paese. Spero che questo paese rassegnato dia un segno di vita, un segno di ribellione a un destino già scritto da poteri forti ma non invincibili. Spero che gli ambientalisti, gli studenti, i giovani, le persone autenticamente di Sinistra, gli italiani coraggiosi, gli italiani seri, gli italiani veri, diano una mano al Movimento NO TAV e al Movimento 5 Stelle in questa difficilissima ma non impossibile battaglia civile politica. Se avessi 20 anni di meno (o qualche acciacco di meno), vi giuro che comprerei un sacco a pelo e partirei domani per un campeggio di resistenza e di lotta in Val di Susa. http://www.notav.***/post/25-28-07-venaus-festival-alta-felicita/
  10. Fino a poco tempo fa forse avrei messo un like a questo post, ma ora mi sembra abbastanza probabile (diciamo 60 a 40) che si andrà a elezioni anticipate. In questo caso si dovrà pur costruire un'alternativa valida a Salvini. Certo la Lega potrebbe non incrementare e nemmeno mantenere l'attuale consenso, e non è detto che i sondaggi si trasformino in voti. Così come è probabile un recupero del M5S nel voto politico nazionale. Salvini potrebbe perfino sgonfiarsi come Renzi, ma questo a mio avviso purtroppo è meno probabile, per ora. Perché è più furbo e prudente, perché ha un alleato sul quale scaricare le colpe di errori e omissioni del governo (e i media lo aiutano nello scaricabarile) e perché ha un elettorato poco esigente, che vota di pancia. Gli italiani, come è noto, tendono a fare gregge, a seguire i pifferai, a premiare oltre misura la personalità dell'uomo forte del momento, di colui che sembra cavalcare l'onda. Ma, al di là di queste ipotesi, Salvini ha un vantaggio oggettivo: il meccanismo elettorale (il boomerang confezionato dal Pd). Per almeno tre motivi. La Lega è un partito ben radicato sul territorio; è radicato soprattutto al Nord, l'area più popolosa e di solito con le più alte percentuali di affluenza; e ha la possibilità di allearsi in tutti i collegi uninominali con due partiti (FI e FdI) più forti dei cespugli (Bonino, etc.) vicini al Pd, mentre il M5S non si allea con nessuno. Almeno finora. Naturalmente da qui al voto (primavera-estate 2020?) può accadere di tutto, ma se, per ipotesi, si votasse a settembre, penso che sarebbe difficile per Di Maio ripetere l'exploit del 2018. Quando in regioni come Campania e Sicilia gli ultimi sondaggi pubblicati davano quasi tutti i collegi uninominali al centrodestra e invece andarono quasi tutti al Movimento: 21 su 22 alla Camera in Campania, 19 su 19 in Sicilia. Quasi un miracolo! Credo che Salvini farà cadere il governo quando si convincerà di potersi prendere una buona fetta di questi decisivi collegi del Centrosud. Per impedirlo, e magari anche guadagnare qualche seggio al Nord, al momento (ripeto, al momento) io non vedo alternative a un patto elettorale tra 5S e Pd. Che potrà essere reso credibile, ovviamente, solo da un parallelo patto programmatico. Oggi ciò può sembrare irrealistico, ma una volta sfiduciato Conte (da Salvini, mai da Di Maio: questo punto è cruciale) e una volta sciolte le Camere, non vedo cosa potrebbe obbiettare Salvini se il M5S decidesse di stipulare un "contratto" di governo con il Pd così come lo aveva stipulato con lui. Sarebbe un contratto analogo ma ovviamente diverso nei contenuti, e più serio. Questo perché, precedendo le elezioni, sarebbe sottoposto al giudizio degli elettori. Dunque un patto più credibile per gli elettori e più vincolante per i contraenti rispetto a quel "Salvimaio" scritto velocemente (pure di notte) da due forze che in campagna elettorale se le erano suonate di santa ragione. Superfluo dire che il Pd dovrebbe privarsi dell'ala renziana (ma è più corretto dire liberarsi della zavorra renziana) e virare a sinistra visto che al centro ha raccolto poco e immaginando che una collocazione alla destra del nuovo alleato lo connoterebbe come sostituto della Lega e sarebbe a dir poco ridicola. Dal canto suo il Movimento dovrà migliorare nella selezione dei candidati (per trovare non uno ma tanti nuovi Giuseppe Conte) e nella democrazia interna (non si possono espellere deputati e senatori a ogni minimo dissenso). I punti programmatici? Non corriamo troppo, ma direi sicuramente il lavoro (anche con misure shock tipo nazionalizzazioni e riduzione dell'orario), la lotta alla corruzione e un grande, epocale piano nazionale per l'ambiente e le rinnovabili. Solo per dirne una: entro la legislatura la più grande azienda nazionale, l'ENI, dovrebbe convertirsi in ENER (Ente Nazionale Energie Rinnovabili). E a palazzo Chigi? Beh, questo problema non si porrebbe nemmeno. C'è un professionista di Foggia, serio, onesto, intelligente, presentabile, al quale non vedo proprio come un italiano serio, onesto e intelligente possa preferire un tipaccio come Salvini.
  11. Mi dispiace dirlo, ma in un paese che ha mandato tre volte al governo un delinquente amico di mafiosi, in un paese la cui regione più ricca e popolosa ha eletto quattro volte governatore un altro delinquente, in un paese dove un partito che altrove sarebbe travolto dagli scandali (49 milioni spariti, Siri, Rixi, Arata, Savoini, etc.) cresce nel consenso, in un paese così resta davvero poco di cui scandalizzarsi. L'omofobia becera e insolente di un consigliere comunale alla fine è poca cosa rispetto a ben altri casi. Io lo manderei in galera, come avrei mandato in galera l'ex ministro Calderoli che paragonò la ministra Kyenge a una scimmia. In effetti Calderoli fu condannato a un anno e sei mesi di reclusione per diffamazione aggravata dall'odio razziale. Ma nel paese di Pulcinella le sentenze, come ben sanno Berlusconi e Formigoni, restano sulla carta. E allora aprire un procedimento contro quel consigliere comunale significherebbe più che altro intasare e rallentare una giustizia che è già su livelli di efficienza da terzo mondo. E se facciamo fare 18 mesi di carcere a Calderoli, allora al corruttore prescritto di giudici, finanzieri e testimoni, all'autore di leggi ad personam e ad aziendam, all'imbroglione diventato capo con l'inganno di un impero televisivo e di un impero editoriale, al pagatore della mafia (come risulta da una sentenza definitiva), al megafrodatore fiscale, etc. etc., cosa gli facciamo? Lo fuciliamo?
  12. Infatti oggi il Dibba è un privato cittadino.
  13. Fin troppa! Ma l'estrema personalizzazione della politica italiana, iniziata con Craxi, proseguita senza freni con Berlusconi e Renzi, per arrivare a Salvini che praticamente è un uomo-partito (gli altri leghisti gli sono quasi d'intralcio: se non ci fossero, i sondaggi della Lega resterebbero uguali) non è un bene. È un fenomeno a mio avviso degenerativo e deleterio e che non ha riscontro nelle altre democrazie occidentali. Perfino negli USA, dove personalizzano tutto, un presidente fa uno o due mandati poi si ritira. Durante il mandato si fa aiutare da un nutrito staff di consiglieri e non è che sta dalla mattina alla sera in tv e sui social a rompere le scatole. Anche se Trump è un'eccezione e le somiglianze con Berlusconi e Salvini sono evidenti. Secondo me in una democrazia parlamentare dovrebbe comandare il Parlamento e, all'interno dei singoli partiti, mai una singola persona ma il collegio degli eletti. Il segretario del partito dovrebbe fare per l'appunto il segretario, il presidente di un partito dovrebbe limitarsi a presiedere il collegio che prende le decisioni e dove ognuno vale uno. Mentre premier, vicepremier e ministri dovrebbero svolgere un ruolo essenzialmente tecnico, meramente esecutivo dell'indirizzo politico dettato dalla maggioranza parlamentare. Faccio qualche esempio. Che si faccia o no il TAV, che si acquistino o no 90 cacciabombardieri, o che si mandi un corpo militare per una missione di pace all'estero, per me non dovrebbe mai deciderlo il governo. Dovrebbe riunirsi il Parlamento e prendere decisioni a maggioranza. In Italia invece il governo, e in particolare il premier, ha poteri di indirizzo politico (art.95 della Costituzione) e può emanare decreti legislativi. Quindi siamo, in teoria, una democrazia semiparlamentare. Ma di fatto il parlamento in Italia sta cedendo progressivamente poteri e responsabilità al governo. Il voto di fiducia, pensato per permettere agli eletti dal popolo di tenere sotto controllo il governo, è diventato un modo per consentire al governo di controllare il parlamento. E quando parliamo di governo parliamo in realtà di quei due o tre capi di partito che guidano la maggioranza e che spesso fanno anche i ministri o il premier. In Unione Sovietica un bel giorno si riunì il Comitato centrale del Partito Comunista e decise di mandare a casa il potente segretario Krusciov. Da noi quando mai vedremo un comitato della Lega di Salvini dire a Salvini: vai a casa?
  14. "Libero non è un quotidiano, è un foglio di propaganda che vuole alimentare i peggiori istinti e i più beceri pregiudizi". Laura Boldrini L'ex presidente della Camera ha perfettamente ragione. Ecco alcuni dei titolacci beceri e offensivi apparsi sulle prime pagine Libero (anzi Occupato secondo Travaglio): La vita agrodolce della Raggi - Patata bollente (si commenta da solo) B A S T A R D I ISLAMICI (accomunando gli islamici perbene ai terroristi) COMANDANO I T E R R O N I (insulto gratuito a Conte, Di Maio e Fico) LO HANNO PORTATO GLI IMMIGRATI - Torna il colera a Napoli (si commenta da solo) Calano fatturato e Pil ma aumentano i gay (associando la crisi economica agli omosessuali). Ed ecco, dulcis in fundo, il titolone di OGGI del "quotidiano portavoce di Salvini" (Leoluca Orlando): Grillini assetati dei nostri soldi - RAPINANO IL NORD Cui si accompagna questo titolo vomitevole dell'editoriale di Vittorio Feltri (il più becero e ridicolo direttore di giornale di tutti i tempi, ormai ridotto a macchietta di Crozza): Neo brigantaggio - Rassegniamoci, siamo la mammella di tutto il Sud Nella sua triste vecchiaia Feltri (che fu buon giornalista) non solo ha perso il pudore ma anche la memoria. Ha dimenticato la Storia, dimentica che nell'800 furono i predoni del Nord a calare al Sud come "una nuova invasione barbarica" (Denis Mack Smith, massimo studioso mondiale della storia d'Italia) e a spogliarlo delle sue ricchezze (i due terzi delle riserve auree italiane: F.S. Nitti, Scienza delle Finanze, pag.292) gettando le basi dell'industrializzazione del Nord (all'epoca agricolo e arretrato). I briganti furono i primi meridionali impoveriti dal saccheggio e i primi a ribellarsi, ma anche gli ultimi in seguito alla sanguinaria repressione dei macellai sabaudi. Il disinformatore Feltri dimentica che ancora oggi siamo noi meridionali, in realtà, la mammella del Nord, comprando i prodotti delle sue industrie e depositando i nostri soldi nelle sue banche. Le quali per giunta ci "ringraziano" imponendo al Sud un costo del denaro più alto che al Nord. I governatori di Lombardia e Veneto ora pretendono pure una più larga autonomia finanziaria, cioè la fine di quella perequazione fiscale che il becero Feltri chiama "rapina" ma che è sancita dall'art.119 della Costituzione. Il cialtrone Fontana dà dei cialtroni a Conte e al M5S, dice che se non gli danno quell'autonomia il governo non ha più senso. È vero il contrario: un governo centrale e uno Stato unitario hanno senso solo se mirano a un'equa redistribuzione delle risorse fra le regioni ricche e quelle povere, fra i cittadini ricchi e quelli poveri. Il cialtrone Fontana delira che la sua autonomia finanziaria sarebbe un volano di crescita per l'intero paese. Balla colossale! Sarebbe un volano di disuguaglianza e dunque di decrescita, secondo il pensiero di tutti gli economisti (seri). Il cialtrone Fontana, invece di insultare la parte non leghista al governo , dovrebbe studiare l'economia e la Costituzione. E guardarsi un po' allo specchio: forse cambierebbe alcune sue idee sulla a lui tanto cara "razza bianca". Le Regioni, carrozzoni inutili anzi dannosi, andrebbero ABOLITE. Questa sì che sarebbe un'utile riforma costituzionale: risparmieremmo decine di miliardi l'anno.
  15. Ricordi bene. Parlò di dignità da presidente del Consiglio al cospetto degli eletti del popolo il 20 gennaio 2016 (Aula del Senato): "Lo ribadisco anche qui: se perdessi il referendum considererei conclusa la mia esperienza politica. Perché credo profondamente in un valore, che è il valore della DIGNITÀ del proprio impegno nella cosa pubblica". Ora questo "omuncolo meschino", questo politucolo - aggiungo io - palesemente a corto di dignità nel suo impegno nella cosa pubblica, invece di occuparsi di altro, come ci aveva promesso e ripromesso, viene a insultare il vicepremier Di Maio e a fare il predicozzo al buon Franceschini. Il quale molto saggiamente, molto realisticamente, faceva notare che l'unica alternativa, per lo meno numerica, alla deriva salviniana del paese poteva essere, e forse potrebbe essere tuttora ma a mio avviso solo passando per le elezioni, un accordo programmatico del Pd con il M5S, movimento per sua natura e per base elettorale MOLTO MENO DISTANTE DAL PD CHE DALLA LEGA. Se il bulletto di Rignano non capisce questo elementare concetto, vuol dire che è davvero in confusione (peraltro più che comprensibile dopo tutte le legnate incassate). Ma io penso che in realtà egli faccia solo finta di non capirlo. In realtà non è il Pd, è lui, il bulletto, a essere irrimediabilmente distante dal M5S. Ma nel contempo, non a caso, è meno distante da Salvini su vari temi importanti, dal Tav alle olimpiadi, dalla giustizia (incertezza della pena e bavaglio sulle intercettazioni) alle concessioni autostradali. Per non parlare dello "Aiutiamoli a casa loro" che accomuna alla lettera i due Mattei. Ma soprattutto è meno distante, per non dire vicino o contiguo, da Berlusconi. Con il quale strinse un patto costituente rimettendo in gioco il pregiudicato per il quale, pochi mesi prima, aveva finto di decretare game over. E con il quale votò l'incostituzionale Italicum e poi il Rosatellum sperando nell'improbabile Renzusconi. Orbene, se il bulletto non è distante dal piduista e se questi è a distanza siderale dai grillini (è come se appartenessero a due universi separati), allora è chiaro che non ci può essere nessunissimo dialogo tra Rignano e Pomigliano. Se si andasse alle elezioni anticipate, io credo che il Pd e i renziani farebbero meglio ad andarci separati Saluti
  16. Cazzaro io? Semmai qui il cazzaro è Bruno Vespa, che però di solito non difetta di precisione. Ma di sicuro il maleducato patologico sei tu. E non è una novità. Ti invito a rileggere le frasi testuali che ho linkato. Non mi sorprenderebbe affatto che la frase sull'invasione barbarica, un po' imbarazzante per qualcuno, fosse stata tagliata nella tua edizione di "Garibaldi". Un'altra cosa sicura è che dopo qualche moderato entusiasmo iniziale i napoletani, e i meridionali in genere, non furono affatto contenti dell'unificazione e molti di loro rimpiansero i Borbone. Questo è un FATTO accertato. Lo testimoniano il brigantaggio post-unitario, che non fu un mero fenomeno criminale ma una vera e propria guerra civile secondo molti storici; le migrazioni di massa verso l'estero, e lo stesso plebiscito farsa del 1860 organizzato dalle autorità con metodi che oggi diremmo da regime nordcoreano. La repressione del brigantaggio fu cruenta, spietata: torture, stragi, efferatezze sui cadaveri, sulle donne, decine di migliaia di vittime, e scatenò un moto di indignazione nell'intera Europa dell'epoca. Di tutto ciò sui libri di testo di Storia adottati ai miei tempi nelle scuole non c'era traccia. Non so oggi, e non so nei libri di Mack Smith. C'era solo l'oleografia uffi.ciale del Risorgimento e dell'Unificazione. Quella alla quale ti abbeveri.
  17. Vecchio? Non lo era quando si tuffava dallo yacht del suo amico e coimputato. Vedrai che il vecchio ciellino di Corruzione e Liberazione ritornerà giovane e forte quando si ritufferà in una nuova campagna elettorale. Vecchi, morti, mummificati, saranno solo quelli che lo voteranno.
  18. Ci sono parole che restano scolpite nella memoria collettiva. Quelle del dottor Francesco Saverio Borrelli, il capo dell'eroico pool di Milano dell'inchiesta MANI PULITE, sono già nella Storia: RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE, COME SU UNA IRRINUNCIABILE LINEA DEL PIAVE! Spero che oggi, il giorno in cui questo grande magistrato, questo grande italiano ci ha lasciati, quelle parole entrino finalmente anche nell'anima di questa Nazione. Furono pronunciate contro Berlusconi e le leggi vergogna di un delinquente impunito e ineleggibile che aveva conquistato abusivamente, calpestando leggi dello Stato, prima il potere economico poi quello politico. E furono le parole più forti dirette contro uno dei personaggi più squallidi e vergognosi della nostra storia, parole che le deboli, finte e appecorite opposizioni politiche non osarono mai pronunciare. Ma sono sempre attuali. C'è sempre da RESISTERE, per i giusti e per gli onesti, in questo paese carente di anticorpi contro i furbi e i pifferai di turno. Chi l'avrebbe detto: stamane ero appena uscito dalla basilica di Santa Chiara a Spaccanapoli, mischiato nella folla commossa per l'ultimo saluto all'indimenticabile Luciano De Crescenzo, ero ancora scosso dalle parole e dalle lacrime di Renzo Arbore per il suo fraterno amico, quando ho appreso la notizia della morte di un altro illustre figlio di Napoli. Borrelli ha fatto la Storia d'Italia, hanno subito scritto vari siti web. Mentre il degno figlio del ladrone Craxi aveva pronto il suo schifoso commento: "Borrelli guidò un colpo di Stato". Vergognati, miserabile che non sei altro, già condannato per diffamazione dello stesso procuratore Borrelli! Dicci piuttosto dove stanno i soldi rubati da tuo padre e non ancora restituiti agli italiani onesti! Le parole vergognose del figlio di Craxi, più che la vile rivalsa di un politucolo contro un titano della legalità e della giustizia, mi sembrano un avvertimento diretto a quei magistrati impegnati in procedimenti aperti e politicamente scottanti: le indagini sui mandanti occulti delle stragi mafiose, il caso Consip, il caso Ruby e il caso Rubli. Vorrei vederli, TUTTI, questi magistrati, al funerale del dottor Borrelli. Per dare un chiaro segno che non si lasciano intimidire ma sono pronti a RESISTERE e a fare GIUSTIZIA, fino in fondo, senza guardare in faccia a nessuno, a costo di abbattere un intero sistema. Proprio come fecero gli eroi del pool di Mani Pulite guidati dal loro indimenticabile procuratore capo. Grazie, dottor Borrelli!
  19. Fiona May era una saltatrice in lungo britannica (di origini giamaicane) già ben affermata quando prese la cittadinanza italiana per matrimonio con l'astista Iapichino. Le sue prestigiose medaglie conquistate con la maglia azzurra io le considero italiane solo a metà. Non certo per il colore della pelle, che per un uomo di sport non esiste, ma solo perché parliamo di un'atleta di scuola britannica. Al contrario di un altro nostro forte (ma sfortunato in carriera) saltatore in lungo, Andrew Howe, americano di nascita ma di formazione sportiva assolutamente italiana. Come di scuola tutta italiana è la bravissima Larissa che ha vinto come la mamma l'Europeo under20. 6,58 è una bella misura per una 17enne, farla in una gara importante e combattutissima denota grande personalità. Diciamo che ha i geni della campionessa. Larissa ha un personale di 6,64, penso che tra un anno o due supererà i 7 metri e che a Parigi 2024 potrà lottare per l'oro olimpico, quello sfuggito due volte, di poco, a mamma Fiona (che si consola con tre titoli mondiali).
  20. Quando morì Mack Smith, l'Osservatore Romano gli dedicò un articolo dal titolo eloquente: Più garibaldino di Garibaldi. Invece io non ho molta simpatia per l'avventuriero opportunista che tradì i suoi ideali mazziniani a vantaggio dei Savoia, e certo non spenderei una lira per comprare un libro su Garibaldi di un ammiratore di Garibaldi. Naturalmente non spenderei un centesimo nemmeno per i pesanti e ingombranti "mattoni" natalizi di Bruno Vespa. Purtroppo mi vengono puntualmente regalati. Allora io leggo qualche pagina qua e là poi faccio cambio con il mio bancarellaio di fiducia. La frase di Mack Smith citata da Vespa mi colpì, la ricordo bene e la puoi leggere qui: https://books.googrle.it/books?id=YpRt-k0VDEEC&pg=PA90&lpg=PA90&dq=garibaldi+mack+smith+incursione+spada&source=bl&ots=5uflwoumgS&sig=ACfU3U22dYtkTLkQDwlgtaAHb53XpgMxNQ&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwiv3JuU_MfjAhULsaQKHcaZARQQ6AEwEXoECAkQAQ#v=onepage&q=garibaldi mack smith incursione spada&f=false Vespa la riferisce al libro "Garibaldi", potrebbe essere una svista ma è più probabile che, trattandosi di un'opera degli anni '50, abbia subito revisioni nelle varie edizioni. In ogni caso ti informo che la frase è certamente dello storico inglese, dato che ce n'è una quasi uguale in un altro suo libro di poco posteriore: https://books.google.it/books?id=u1SODAAAQBAJ&pg=PT78&lpg=PT78&dq=incursione+mack+smith+invasione+barbarica&source=bl&ots=ygWuUKpc50&sig=ACfU3U11HoVf2To-34Il8-syUFqozgP3bw&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwiNz_q2_MfjAhUkMewKHdUlCuYQ6AEwCXoECAoQAQ#v=onepage&q=incursione mack smith invasione barbarica&f=false Mack Smith è giustamente considerato un grande storico ma, pur essendo straniero, nemmeno lui riesce a filtrare le distorsioni della storiografia uffi.ciale e antiborbonica. Come è stato detto: le bugie dei vinti vengono smascherate, quelle dei vincitori diventano storia. In sostanza egli sostiene che la "rivoluzione" garibaldina fu accolta con favore e speranza dalle popolazioni meridionali (in realtà lo stesso Garibaldi si stupì della prevalente indifferenza che incontrava), ma non appena queste assaggiarono il malgoverno piemontese la sensazione fu quella di essere finiti nelle mani di barbari invasori. Un mutamento tanto più significativo se si considera che non molti decenni prima a Napoli c'era stata una rivoluzione repubblicana contro i Borbone (e Garibaldi era mazziniano), che proprio al Sud era nato il Risorgimento con la Carboneria e i primi moti carbonari del '20-'21, e che intorno al '60 l'idea dell'unificazione nazionale era ormai ben radicata e popolare anche al Sud. Insomma, c'erano belle speranze ma furono completamente disattese. Il popolo viveva meglio sotto i bistrattati (dagli storici) Borbone. Lo sostiene in buona sostanza Mack Smith, lo confermano la rivolta dei (cosiddetti) briganti e l'emigrazione di massa da un Sud depredato e impoverito dalla "invasione barbarica" (ma i primi migranti italiani erano in prevalenza settentrionali ed è tutto un dire). Ancora oggi qui al Sud, specie nella ex capitale, la sensazione di essere stati invasi e saccheggiati dai barbari non è del tutto spenta. La questione meridionale è ancora aperta, le industrie e le banche stanno quasi tutte al Nord, il flusso reale netto di ricchezza è tuttora diretto da Sud verso Nord. Ma a Salvini, Zaia e Fontana evidentemente non basta.
  21. Prima di tutto Napoli scrivila con la MAIUSCOLA e sciacquati la bocca prima di nominarla. Ma poi perché cambi discorso? Di' la verità, ti hanno fatto il PACCO. Non è vero? Dove? A Forcella, alla Duchesca o alla Pignasecca? Mi dispiace, direttoretto, ma sappia che a Napoli si ruba per sopravvivere, mai per avidità. E sappi che questa città ha dato i natali al grande Borrelli e a Ilda - la Tigre - Boccassini. Quella che fece sudare freddo il Delinquente in aula quando faceva il premier. Mi dirai: ma perché questi grandi magistrati napoletani sono andati a lavorare a Milano? Semplice: perché è lì che c'erano e ci sono i ladroni più grossi e più avidi.
  22. Ma che cavolo scrive il Capitone? Invece di inviare carta al cestino del collega francese, avrebbe fatto molto meglio a partecipare ai tavoli europei per rinegoziare gli accordi di Dublino. E invece ne disertò 22 fino alla data di questo articolo. https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/06/13/migranti-schlein-in-europa-la-lega-assente-alle-22-riunioni-per-negoziare-il-regolamento-di-dublino/4425592/ Poi ce ne sono stati altri e ha disertato pure quelli. Il perché è presto detto. Senza i migranti è come un capitone fuor d'acqua. Se gli tolgono Dublino e gli sbarchi diventa un ministro inutile.
  23. Pensione? Reversibilità? Ma che cavolo scrivi? Ma l'hai letto l'articolo di Travaglio? Alzati in piedi prima di leggerlo. E poi fai un minuto di silenzio. Un grande come Borrelli meritava come minimo un seggio di senatore a vita. E meritava molto più lui di Napolitano il Quirinale. Ma li avrebbe rifiutati entrambi. Chiediti piuttosto quando guadagna un ministro dell'Interno per dare della "zecca" a una operatrice umanitaria. La quale gli ha imposto una figuraccia planetaria, lo ha sconfitto, umiliato, ridicolizzato su tutto il campo. Mentre il ministro farneticava sui social, ha acceso i motori, ha levato l'ancora ed è entrata in porto, un porto italiano. Ha messo in fuga i finanzieri mandati a immolarsi tra nave e banchina da un ordine scellerato. Ha fatto sbarcare tutti i migranti e, come avevo previsto, non si è fatta neppure un minuto di carcere. E la sua nave è stata prontamente dissequestrata. Ma non finisce qui: il ministro dovrà rispondere di diffamazione e istigazione a delinquere. In Italia il Capitone fa il gallo sulla monnezza, perché non ci sono più magistrati come Borrelli ma procure generose che gli spalmano i debiti su 76 anni. In certi paesi quegli anni glieli avrebbero dati di carcere!
  24. Lo scrivano del giornaletto di famiglia dell'amico di Craxi (22 miliardi di vecchie lire sui conti svizzeri del PSI) accusa Borrelli di delirio di onnipotenza. A me questo articolo sembra un delirio di scemenza.
  25. Hai dimostrato l'esatto contrario di quello che credevi di dimostrare. Quel marocchino che percepiva il Rdc e nel contempo lavorava in nero è stato denunciato, gli sarà tolto il sussidio e rischia da due a sei anni di carcere. Vuol dire che la legge Di Maio funziona!