fosforo41

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  1. Ricapitoliamo. Su 8 membri laici del CSM, eletti dal Parlamento in seduta comune delle due Camere, 3 sono andati al M5s, 2 alla Lega e a FI e uno al Pd. Cosa c'è che non va rispetto ai risultati del 4 marzo e alla distribuzione dei seggi in parlamento? Direi che l'unico che può sentirsi lievemente penalizzato è il Pd che nelle urne è il secondo partito ma il terzo nei seggi complessivi, grazie al brillante Ettore Rosato, con appena 4 seggi in più di FI, 18 meno della Lega e 173 meno del M5s (fonte Wiki). Diciamo che per rispettare un pochino meglio le proporzioni il Pd avrebbe dovuto eleggere 2 membri e uno FI. Probabilmente il Pd e FI (cioè Renzusconi) si sono accordati per dare una poltrona in più a FI che in cambio con i suoi due membri laici avrebbe votato per il pidino Ermini come vicepresidente del Csm (che di fatto è quasi un presidente). Il quale Ermini era l'unico parlamentare tra gli 8 membri laici, ovvero, secondo ogni logica ispirata al principio della separazione dei poteri, cardine delle democrazie moderne, era il meno indicato tra gli otto per diventare vicepresidente. Anche perché il Pd esprimeva già il presidente del Csm (Mattarella). E invece hanno eletto proprio lui, il politico Ermini, dello stesso partito del predecessore Legnini. Il fatto poi che Ermini si sia dimesso da deputato due giorni prima della sua elezione alla vicepresidenza del Csm non significa nulla. Era un atto dovuto. In base all'art. 104 della Costituzione nessun membro del Csm, non solo il vicepresidente, può stare in parlamento. Ermini è stato l'unico a doversi dimettere essendo l'unico parlamentare eletto al Consiglio. Il prof. Donati sarebbe stato una scelta molto migliore. Un non politico, un giurista come il prof. Donati indicato dalla base del M5s, era una scelta di gran lunga più logica: era molto più indicato lui dell'amico dei Renzi (figlio e padre inquisito) a tutelare l'indipendenza dei magistrati italiani. Saluti
  2. Quindi, se ho ben capito, tu dici che la conseguenza logica della frase "Se piove, esco con l'ombrello" è "Se non piove, non esco con l'ombrello". Confermi?
  3. Un piccolo quesito di logica. Se piove, esco con l'ombrello. Qual è la conseguenza logica di questa frase in caso di bel tempo?
  4. Il noto rincitrullito dalla faziosità oggi aveva aperto una discussione, in questo forum di politica, infarcendola di insulti e di ridicole farneticazioni intorno a un mio post del forum dedicato alla musica. Dopo essere stato irriso dal forumista Cortomaltese e bastonato dal sottoscritto, il tafazzi pisano ne ha avuto abbastanza, ha provato un po' di vergogna e ha deciso di cancellare la sua discussione. Bene, vuol dire che perfino in un lekkino del tappetaro lo sprezzo del ridicolo ha un limite.
  5. Ahahaha, ha cancellato la sua discussione sperando di non dare nell'occhio, ma ora, preso in castagna, dice che riposta domani. Faccia come crede, non perderò ulteriore tempo a discutere con un idi.ota che insulta me, i miei familiari e i miei concittadini, e che pensa (senza MAI riuscire a dimostrarlo) che io copi i miei post e che poi mi risponda da solo sotto altre sigle. Individuo penoso, lurido, irrecuperabile.
  6. Sono un po' scettico su questi casi di "genialità improvvisa". Probabilmente c'è un po' di retorica e di esagerazione in queste storie. Certe abilità richiedono studio, passione, allenamento, non ci si improvvisa pianisti o matematici da un giorno all'altro. Però è vero che il cervello umano ha grandi potenzialità. Io non credo nel ge.nio innato, penso che tutti saremmo potuti diventare come Einstein (o come Michelangelo o come Beethoven), e penso che Einstein, se fosse nato e vissuto in un altro posto e/o in un'altra epoca, ma con lo stesso patrimonio genetico, sarebbe forse diventato un buon contadino o un buon pescatore, o un anonimo impiegato. Però sotto c'è sempre un percorso di vita, dove intervengono innumerevoli fattori, l'educazione familiare, la scuola, l'ambiente, il caso. Non bisogna però esagerare nemmeno con le potenzialità del cervello. Si sente spesso dire che lo usiamo solo al 10%, ma è una bufala. https://it.m.wikipedia.org/wiki/Sfruttamento_del_10%_del_cervello
  7. Quando non c'è un governo sottomesso ai poteri forti certe verità scomode pian piano vengono a galla invece di finire seppellite sotto la polvere di qualche archivio ministeriale. Come nel caso del ponte Morandi. Ora scopriamo che il suo stato di grave deterioramento strutturale era ben noto da decenni, al gestore privato non a noi automobilisti usati addirittura come cavie, ma questi spendeva in manutenzione la misera cifra di 23.000 euro l'anno. Cioè molto meno dei pedaggi incassati in un solo giorno sui veicoli in transito sul viadotto. VERGOGNA! Mentre prima della privatizzazione, tra il 1982 e il 1999, benché la struttura fosse più giovane e meno corrosa, lo Stato vi spendeva l'equivalente di 1,3 milioni di euro l'anno. Da decenni ci raccontano la bufala che privato è bellezza ed efficienza, mentre pubblico è sinonimo di spreco e corruzione. La verità è che il privato, specie quando è lasciato senza regole o con regole molto comode, antepone il profitto a ogni altra cosa, perfino alla sicurezza e alla vita delle persone. Leggetevi quest'altro memorabile editoriale di Marco Travaglio e indignatevi con lui. Ora basta! Revocare la concessione ai Benetton e rinazionalizzare le autostrade costruite con i soldi e con il sangue degli italiani! https://infosannio.wordpress.com/2018/09/26/autostrade-come-incassare-pedaggi-e-risparmiare-in-sicurezza/
  8. Esatto, proprio questo. Che vestito come un pagliaccio da circo (pure le spalline giallorosse: certi narcisetti peggiorano con l'età, verso gli 80 anni perdono ogni pudore e ogni decenza) va in tv a dare del "bambinotto" al leader del primo partito d'Italia, a dire che 11 milioni di voti non significano assolutamente nulla, e ad accostarlo a Hitler, Peron e Mussolini. Unica ma "acuta", "dotta" e "convincente" argomentazione addotta nel filmato da questo intellettualoide dei miei stivali, la seguente (tono e gestualità, come sempre, da cattedratico che impartisce lezione a una platea di ignoranti): Io non conosco quasi nessuno che vota 5stelle (evidentemente al circo votano Berlusconi o Renzi, nda). Però un giorno incontrai un'avvocatessa, una ragazza molto brillante, molto bella, etc. etc., che mi confidò che aveva votato 5stelle per fare un dispetto al fidanzato con cui aveva litigato. Applausi del pubblico in studio. Non a caso gli intellettuali seri la chiamano TV spazzatura.
  9. Condivido solo in piccola parte l'analisi di Socci. Il quale, da cattolico fondamentalista e bigotto qual è, sarà ben felice di votare per Salvini (specie da quando va in giro col rosario e tiene lontani gli islamici dal Belpaese) al posto del suo vecchio idolo, il fornicatore Berlusconi. È vero o è probabile che non pochi ex elettori del Pci e del Pd, specie al Nord, oggi votano Lega, ma l'analisi dei flussi elettorali recenti ne individua principalmente due: quello da Forza Italia alla Lega e quello dal Pd al M5s. L'aneddoto di Brecht e la sindrome di Fonzie io non li applicherei al Pd e alla sinistra in generale, ma a questo Pd e al suo quasi rottamatore Renzi. Il quale una volta, quando era sulla cresta dell'onda, si presentò in tv (mi pare dalla De Filippi) vestito proprio come Fonzie, tal quale. È vero che la fiducia degli italiani nell'Europa e nell'euro è in calo, ma non direi in caduta libera come quella nel Pd. Questo crollo ha altre cause. In primis Renzi, i suoi disastri (oggi, manco a dirlo, la Consulta gli ha bocciato pure il Jobs act, e in un punto cruciale: gli indennizzi per i licenziati senza giusta causa), le sue bugie, la sua arroganza. Un partito che non riesce a liberarsi dalla zavorra del politico più antipatico agli italiani di tutti tempi, nonché uno dei più incapaci e incompetenti, è già un miracolo che sia ancora sopra il 10%. Direi anche che il Pd oggi viene percepito come in realtà è, cioè come un partito vecchio, da Prima Repubblica, con un vertice formato quasi esclusivamente da politici di professione. Questa figura, da Tangentopoli in poi, è alquanto scaduta nella considerazione degli elettori. Il politico di mestiere, il Fassino o l'Orfini o lo stesso Renzi, oggi è visto, nella migliore delle ipotesi, come un rappresentante della Casta e dei poteri forti, come un mantenuto a spese dei contribuenti. Mi si dirà che anche Salvini è un politico di professione. Vero, ma lui conosce il mestiere così bene da riuscire ad apparire spontaneo, non allineato e innovatore. L'inganno forse durerà un po' più di quello di Renzi, ma presto o tardi gli italiani manderanno in soffitta anche Salvini. In parlamento oggi c'è un solo partito non conservatore, i 5s, e gli italiani presto o tardi lo capiranno.
  10. Mughini??!!! Uuuuaaaaahhhhhaaaa!!!! Mughini spara a zero sul governo Conte? Uuuaaahhhhhhaaaa!!!!! L'ex sessantottino che tirava sampietrini sulla polizia (cosa non farebbero certi narcisetti pur di mettersi in mostra!), passato dal Manifesto e da Lotta Continua (i.c.s.) al craxismo, al berlusconismo e alla tv spazzatura nel ruolo di tuttologo juventino, per approdare finalmente al renzusconismo più sfegatato. Personaggetti del genere sono una cartina di tornasole del pauroso declino culturale dell'Italia, del regresso spaventoso del Q.I. della nazione. Un tempo avevamo Pasolini, Montanelli, Biagi, oggi abbiamo Sgarbi, Ferrara, Mughini. Mughini, ahahahah! La cosa più seria in questo intellettualoide, in questa sottospecie di radical chic, più ridicolo che anacronistico nel suo snobismo pallonaro (in realtà nemmeno di calcio capisce un tubo), per me sono i suoi occhiali, una via di mezzo tra un gay pride, una sfilata di carnevale e una pagliacciata da circo.
  11. La vecchiaia è un tema ricorrente nella storia dell'arte, basta pensare ai ritratti di Rembrandt e van Gogh. Mi è capitato di leggere questo articolo di Tommaso Merlo, un self publisher che potrebbe impartire lezioni di giornalismo a tanti pennivendoli professionisti, e mi è parso una piccola opera d'arte. Ve lo sottopongo. Il titolo è "La mummia di Arcore", ma se fosse un quadro potrebbe chiamarsi: ritratto di vecchio malvissuto. Naturalmente si parla, con crudo realismo, della mummia uscita dal sarcofago in tutta fretta, con le bende in mano e la dentiera ballerina, alle prime voci di un provvedimento del governo sulla pubblicità in tv, che priverebbe Mediaset del suo vecchio e assurdo privilegio di profitti sproporzionati agli ascolti. La mummia ha lanciato i soliti anatemi sui 5stelle, ideatori del provvedimento, e ha annunciato o biascicato l'ennesima ridiscesa in campo e la candidatura al parlamento europeo. Dove, visti i precedenti (kapò, etc.), pensano già di ingaggiare come commessi Brendan Fraser o Tom Cruise (quelli che accoppano la Mummia nei vari remake dell'omonimo film horror degli anni '30). La sintesi impietosa che conclude l'articolo di Merlo merita di essere riportata per esteso: Silvio Berlusconi non è stato solo un politico ripugnante ma anche un pessimo uomo perché se spendi tutta la vita ad accumulare soldi e potere e a scappare dalla galera con ogni mezzo e poi alla fine ti riduci a farti compatire su quel palco, vuol dire che sei proprio un povero fallito. https://infosannio.wordpress.com/2018/09/24/la-mummia-di-arcore/
  12. Direttoretto che fai, ora scimmiotti la Mummia di Arcore? Quello che diceva che i cinesi bollivano i bambini in pentola, ma non per mangiarli bensì per farne concime per i campi. La più grossa bufala del millennio insieme a quella della nipote di Mubarak. Le cifre che citi sono tratte dal Libro nero del Comunismo, vecchia e ben nota collezione di bufale ad uso degli anticomunisti più patologici e più ignoranti (in altri termini, il Delinquente e i suoi elettori). Applicando lo stesso identico metro e lo stesso identico metodo degli autori del libro, Noam Chomsky perviene al risultato che nella sola India, tra il 1917 e il 1979, l'esperimento del capitalismo democratico ha causato, tra carestie, inquinamento, sfruttamento etc., oltre 100 milioni di morti.
  13. Giornalista intelligente Massimo Giannini, ma patetico. Quello che lui chiama "fenomeno Berlusconi" per dare un'idea di ineluttabilità e di impronta epocale, in realtà, e lo sa benissimo, è stata una banale sciagura, per quanto tragica per il paese, ma evitabilissima. Giannini, invece di parlare di fenomeno epocale, dovrebbe prendersela con chi poteva e doveva evitare al paese questa disgrazia epocale. Giusto il parallelo con Mussolini, altro spregiudicato furbone, ma solo se si vuole evidenziare non l'inesistente grandezza di due squallidi e sopravvalutati personaggi, bensì la ricorrenza storica della banalità del male. Se al posto di quel vigliacco di Vittorio Emanuele ci fosse stato un sovrano appena serio, avrebbe ordinato a un reggimento di bersaglieri, ma poteva bastare un battaglione sostenuto da un po' di artiglieria, di caricare i marciatori su Roma e di trasformare in drappi funebri le loro camicie nere. E avrebbe fatto arrestare Mussolini per mandarlo all'ergastolo per eversione. Sciaboletta era un coniglio intellipgente e sapeva benissimo che Mussolini avrebbe fatto disastri, ma pensò di usarlo come scudo della monarchia e del capitalismo contro l'anarchismo e il bolscevismo. Poi lo fece arrestare nel luglio del '43 per pararsi il kulo ed evitare di finire di lì a poco davanti a un tribunale militare alleato. Ebbe cioè qualche attenuante rispetto ai conigli con poco cervello, Prodi, D'Alema e Bersani, che ebbero a turno la possibilità e il dovere di liberare l'Italia da Berlusconi ma non ebbero né il fegato né l'intelligenza per farlo. Bastava applicare la legge sull'ineleggibilità dei concessionari pubblici, o fare leggi rigorose su conflitto di interessi e frequenze tv, o andare a votare a inizio 2012, quando il delinquente era ormai ridotto a pelle di leone, invece di andare all'inciucio benedetto da Napolitano. Ci fosse stato al posto dei tre suddetti un politico dilettante, ma onesto e coraggioso come Di Maio, sono sicuro che di Berlusconi non sentiremmo più parlare da un pezzo. Bettino Craxi, a differenza dei tre suddetti, aveva fegato e cervello, ma purtroppo non era solo un grande statista (come dimostrò a Sigonella) ma era anche un gran ladrone e un gran corrotto, nonché amico personale e testimone di nozze del delinquente di Arcore. Altrimenti quest'ultimo avrebbe dato addio nel 1984 alle sue televisioni abusive e sarebbe tornato a fare il cabarettista sulle navi da crociera. In qualsiasi paese appena serio, governato da politici o monarchi provvisti di un minimo di onestà e attributi, Mussolini e Berlusconi sarebbero stati due meteorine. E invece sono stati due meteoriti e il loro impatto sul paese di Pulcinella è stato devastante.
  14. Molti, moltissimi ex berlusconiani, molti di quelli che stanno meglio ma che spesso meriterebbero di stare peggio per come hanno ottenuto e mantengono il loro benessere e la loro posizione sociale, hanno votato Renzi e ora votano Salvini. Molti, moltissimi italiani onesti e di sinistra, molti di quelli che stanno peggio e sono stufi di esserlo, stufi di un sistema politico che non li rappresenta e di un sistema sociale che li emargina, ora votano 5Stelle. Sono per lo più giovani italiani, italiani del Sud e italiani del Centronord deindustrializzato. Il futuro appartiene a loro e alla nuova sinistra, per ora non ancora rappresentata in parlamento (Pap, DeMa). Il boom di consenso di Salvini è poco più di un fuoco paglia attizzato dai media, come quello di Renzi nel 2014. La Lega è il partito più vecchio presente in parlamento, Salvini è politicamente vecchio, vecchio quasi come Berlusconi e perfino più di Renzi. Molti, delusi da Renzi e da Berlusconi e impauriti dai 5stelle, oggi si affidano a Salvini come "usato sicuro". La flat tax è un'idea berlusconiana e vetero-liberista,, attuata per alcune categorie dallo stesso Renzi. Sull'immigrazione la politica di Salvini in sostanza è quella del muro ai confini, tecnica risalente all'impero romano e, fin da allora, di provata inefficacia. Sulla sicurezza è un po' meno antiquato: si ispira al Far West. Sulla giustizia sociale, sulla lotta alla corruzione, sul lavoro, sull'ambiente, sulle energie rinnovabili, Salvini praticamente non ha idee. Dipendesse da lui, continueremmo a scavare tunnel inutili, a posare gasdotti inutili e a ricavare elettricità dal carbone e dal nucleare. Quanto può durare Salvini, pur "pompato" dai media che parlano di lui pure quando si soffia il naso? Presto gli italiani capiranno che l'immigrazione non è il loro principale problema, ce ne sono ben altri, e la bolla Salvini si sgonfierà, o scoppierà come una bolla di sapone. Salvini sarà il successore di Berlusconi e di Renzi anche nel ruolo del politico fallito.
  15. Una strumentalizzazione incredibile di un tragico episodio. Sono un lettore e un ammiratore di Saviano ma sono sorpreso e addolorato per le sue parole. Lui è uno dei pochi oppositori seri all'attuale governo, ma in questo caso si è accodato ai renzusconiani, ovvero alla più squallida e ridicola opposizione della storia repubblicana. Non sanno fare l'opposizione, figuriamoci che razza di governo da quinto mondo sarebbe stato il governo Renzusconi, che era il fine ultimo del Rosatellum ma fu, grazie al cielo, bocciato dagli italiani il 4 marzo. Di questo passo anche Roberto finirà per dirottare vagoni di voti su Salvini. Non vuole capire, o meglio, finge di non capire, che il M5s è l'unico argine, l'ultimo argine all'avanzata della destra becera e populista di Salvini, dei neofascisti e dei resti putrescenti ma tuttora mediaticamente e finanziariamente potenti del delinquente mummificato di Arcore. Saviano sa benissimo che la riforma Bonafede è mille volte meglio della pseudo-riforma Orlando. Definita dai giuristi legge Gattopardo o legge bavaglio. http://www.messinaora.it/notizia/2017/09/10/intercettazioni-ardita-sulla-riforma-orlando-***-gia-tutelata-cosi-solo-bavaglio/95738 Del resto Bonafede è un avvocato e un giurista, mentre Orlando è un (bravo) politico di mestiere (con lui segretario al posto del tappetaro oggi il Pd non sarebbe un partito decotto), ma che ci azzecca il suo diplomino con ministeri molto tecnici come Ambiente e Giustizia? Il primo forse, con molta buona volontà, con la maturità scientifica ci azzecca qualcosa, ma il secondo non ci azzecca proprio nulla. Personalmente poi trovo demenziale, anzi una forma di violenza abominevole, costringere dei bambini a vivere in carcere con le madri detenute. L'infanzia è libertà, conoscenza del mondo, gioia, l'esatto contrario del carcere. Ma se Saviano pensa diversamente e pensa che alcuni punti della leggiaccia Orlando fossero validi, allora dovrebbe prendersela prima di tutto con il Pd che ha governato e che non ha attuato quei punti. Per il Pd era più importante e prioritario minare l'indipendenza della magistratura con la responsabilità civile, e distribuire bonus e mancette elettorali.
  16. Saviano non è un peracottaro, è un grande scrittore e un profondo umanista, ma questa volta l'ha fatta fuori dal vaso. Uno con la sua sensibilità non può strumentalizzare un pietoso e tragico caso individuale di follia e di disperazione materna. Tutti sanno che Rebibbia è un carcere modello. Non a caso è il penitenziario preferito dai (pochi) colletti bianchi e dai (pochissimi) politici per i quali la condanna per gravi reati non resta sulla carta. Un mio amico c'è stato rinchiuso diversi anni, probabilmente per un errore giudiziario, e descrive Rebibbia quasi come un hotel a tre stelle se paragonato all'inferno di Poggioreale (che pure aveva assaggiato). E dice di essere stato perfino arricchito da quella esperienza.
  17. Tante1, tante grazie per l'apprezzamento! Ciao Libelleio, anche a me la grande Musica fa venire la pelle d'oca. Questo mi capita immancabilmente ogni volta che ascolto, per esempio, il tema del Lassan della Rapsodia ungherese di cui sopra, o lo scherzo alla turca del quarto movimento della Nona, e il famosissimo accordo del Canone di Pachelbel, che io adotto come suoneria per il telefonino. A ogni chiamata una scarica di dopamina. La Musica è un potente antidepressivo, dosabile a piacere e privo di controindicazioni. Saluti Gradirei un vostro commento all'esecuzione che vi ho proposto nel post iniziale. Intanto godetevi quest'altra performance, grandiosa, di Valentina in un altro brano arcifamoso di Liszt (su un tema di Paganini). Nella parte iniziale, conosciutissima, Valentina è impeccabile, ma per il finale posso usare un solo aggettivo: EPICA! https://youtu.be/MD6xMyuZls0
  18. Quello che ti sfugge è che il M5s nasce, cresce e va al governo esattamente con lo scopo di spazzare via la classe dirigente marcia - ma usiamo la parola esatta: corrotta - di cui parli. Credo che sia stata questa la motivazione principale che ha spinto milioni di italiani onesti a votare i 5stelle. Naturalmente tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, ma il ddl Bonafede contro la corruzione sembrerebbe già un passo avanti rispetto all'acqua di rose del passato. Non sono un tifoso grillino, non ho mai votato 5s, il 4 marzo votai per Potere al Popolo (quella sinistra "popolare", dimenticata dal Pd, di cui parlava ieri Bersani). Però sono un appassionato di probabilità e statistica e mi sorprenderebbe che nel più grosso partito italiano non ci fossero mele marce. Per ora non mi risulta che ci siano indagati del Movimento nell'inchiesta Parnasi. Peraltro un imprenditore che usa certi metodi per lavorare sarebbe anche capacissimo di diffamare un partito onesto. Resta in ogni caso da capire come mai per costruire uno stadio a Roma, città amministrata dai grillini, si vanno ad oliare prima gli altri partiti. Forse sono più "oliabili" e fanno parte di un vecchio e consolidato sistema politico-affaristico-mafioso. Leggasi mangiatoia romana. Al momento mi risulta che siano indagati i tesorieri di Lega e Pd: Centemero e il renziano Bonifazi. Sono sicuro che se venisse indagato il tesoriere del M5s, il Movimento come minimo lo sospenderebbe dall'incarico. In base a un criterio di minima prudenza - starei per dire di minima decenza - nessun partito serio e onesto al mondo si tiene un indagato in un ruolo così delicato. Saluti
  19. Il prof. Giuseppe Conte ha sbagliato. A mio avviso ha sbagliato di grosso. Si è dimostrato troppo rigoroso, troppo onesto, troppo rispettoso delle istituzioni. Doveva infischiarsene altamente dei pennivendoli che lo criticavano (il 98% dei quali non è stato assunto per concorso o per merito ma su raccomandazione) e andare a sostenere la prova d'esame per quel concorso per il quale si era preparato e che era una tappa importante per la sua carriera accademica. Dopo avere servito la nazione il prof. Conte non andrà a fare il consulente di banche o di gr.uppi finanziari, non farà programmi TV e non comprerà ville milionarie, ma tornerà in mezzo ai suoi studenti. Il prof. Conte non è un politico di professione, anzi non è un politico, non appartiene alla Casta, è un tecnico e i bravi tecnici studiano e fanno concorsi. Non ha mai aspirato a fare il presidente del Consiglio, non ha soffiato la sedia a nessuno e non ha pugnalato alle spalle nessuno (stai sereno). È stato chiamato da altri per coprire quel ruolo e con spirito di servizio ha accettato. Il prof. Conte non deve occuparsi di un gruppo aziendale da 5 miliardi di fatturato, di una grande squadra di calcio e di una dozzina di procedimenti penali a suo carico; e non deve nemmeno occuparsi di una vagonata di disinvolte signorine che dalla mattina alla sera, anzi soprattutto di notte, gli chiedono soldi, case, posti alla Rai, posti al parlamento europeo, e che lo costringono a fare il "premier a tempo perso". Il prof. Conte non deve dividere il suo tempo e i suoi doveri istituzionali con l'impegnativo e delicato ruolo di segretario di un grosso partito politico. E non deve perdere tempo (mesi) in giro per l'Italia a fare centinaia di comizi per un referendum costituzionale nel quale un premier serio, nelle repubbliche parlamentari serie, non mette assolutamente becco, anzi non dichiara neppure se voterà sì o no. Ma il paese di Pulcinella, con rispetto parlando di Pulcinella, non è un paese serio, è una repubblica delle banane come diceva già Montanelli (figuriamoci cosa direbbe ora), dove si digeriscono tranquillamente i più vergognosi scandali, i più colossali conflitti di interessi, i più ingombranti doppi e tripli incarichi, ma dove ci si allarma e ci si scandalizza perché un servitore dello Stato spenderà mezza giornata per andare a fare, COME È SUO INALIENABILE E INSINDACABILE DIRITTO, un concorso pubblico. L'Espresso ora si inventa una ulteriore ragione di scandalo per l'arbitrato da 27 milioni per il quale fu indicato Conte (N.B. nell'articolo c'è scritto "indicato", non "nominato" come si legge nel post) dal professore che avrebbe poi presieduto la commissione esaminatrice del concorso. E con ciò? Quella commissione è stata nominata da La Sapienza ben prima che fosse fatto il nome di Conte come possibile premier. Ma l'Espresso brillantemente deduce che quel professore della Sapienza conosceva e stimava Conte. E con ciò? Dove sta il "pieno conflitto di interesse" di cui farnetica il settimanale? E dove sta lo scandalo? Forse all'Espresso pensano che in Italia i presidenti e i membri delle commissioni dei concorsi a cattedra universitaria non conoscono mai e non stimano mai nessuno dei candidati? Roba da matti! In realtà, e non certo per colpa di Conte, succede generalmente il contrario. Da sempre. E a nessuno viene in mente di dire che c'è un conflitto d'interesse: rischierebbe una querela. La pietra dello scandalo sarebbero i 27 milioni dell'arbitrato (ma il compenso per l'avv. Conte, definito dalle tariffe della Camera arbitrale di Milano, sarebbe stato intorno agli 80.000 euro, soldi che non percepirà mai perché dopo la nomina a premier rinunciò all'incarico). Bene, moltiplichiamo quei 27 milioni per 100, otteniamo 2,7 MILIARDI. Cioè l'importo complessivo degli appalti dello scandalo CONSIP. Ebbene, l'Espresso fa le pulci al prof. Conte, peraltro senza scoprire nulla di eclatante, ma, stando a una veloce ricerca cronologica su Google, questo settimanale non scrive una riga sullo scandalo CONSIP dall'ottobre del 2017, cioè da quasi un anno. In pieno metodo manzoniano del "troncare, sopire...sopire, troncare". VERGOGNA!
  20. Di Maio ha promesso che chi farà carte false per ottenere il cosiddetto reddito di cittadinanza andrà in galera. Ma io penso che non ci andrà finché non saranno costruite nuove carceri (anche queste sono nel contratto di governo). Tu prendi gli 80 euro come operaio e dici che ti fanno comodo. Giusto. Però ci sono milioni di italiani che hanno un reddito inferiore al tuo e che non prendono una lira di bonus. Però questi pagano l'Iva e le imposte varie e dunque indirettamente finanziano anche i tuoi 80 euro. Pasticci del renzismo. Fosse dipeso da me avrei già abolito questa mancia elettorale. L'economia nel suo complesso ha bisogno di investimenti non di bonus fiscali. Alla lunga gli 80 euro danneggeranno anche te.
  21. Invece secondo me la cosa più grave è proprio la bugia raccontata da Alitalia al cliente per giustificare il sopruso. Di conseguenza la compagnia non solo deve risarcire il cliente ma deve essere multata dall'Autorità di vigilanza sui Trasporti.
  22. Si conferma l'estrema perniciosità, a 360 gradi, della grande distribuzione commerciale. Gravemente dannosa non solo per il piccolo commercio e per i piccoli fornitori, come argomentavo nell'altra discussione, ma anche per il turismo. Il turista, specie se straniero, è attirato dai piccoli negozi, dove può acquistare prodotti tipici, artigianali, e prelibatezze dell'agroalimentare locale. Nessun turista viene in Italia per mettersi a spingere un carrello al supermercato e riempirlo di prodotti industriali. Ma i piccoli commercianti delle località turistiche per 8-9 mesi su 12 devono fronteggiare la concorrenza dei grandi distributori e spesso non ce la fanno a sopravvivere fino all'estate. Chiudono e le località perdono di attrattiva. Le mie figlie andavano 3 o 4 volte l'anno a Sorrento per comprare il miglior Limoncello artigianale della Costiera, e dunque del mondo, per poi regalarlo al papà che ne era ghiotto. Ma ora quel negozietto tipico ha cessato l'attività e a Sorrento le mie figlie ci vanno più raramente. Piccolo commercio, piccole imprese, turismo, tre capisaldi storici dell'economia italiana, tutti e tre gravemente danneggiati dalla grande distribuzione. Un disastro epocale. La politica deve intervenire per imporre regole rigidissime ed eventuali imposte aggiuntive ai grandi distributori.
  23. Chi crede che un soggetto dall'ego patologicamente ipertrofico possa interpretare la politica solo come servizio alla Nazione, cioè alla collettività, può credere tutto, perfino che la Juve vinca i suoi scudetti a ripetizione solo sul campo. Matteo Renzi da quando è in politica, ma si può supporre anche da prima, è innanzitutto al servizio del proprio ego. Non c'è bisogno di essere psicanalisti iscritti all'albo per capirlo. È un fatto così evidente che lo ha capito da un pezzo la grande maggioranza degli italiani. La sintesi migliore e definitiva la fece il saggio Ciriaco De Mita al termine del confronto in tv sul referendum: "Renzi è irrecuperabile. Ha una tale consapevolezza di sé che non vede limiti alla sua arroganza". Ma si poteva e si doveva capirlo prima. Avremmo evitato di perdere tre anni dietro gli annunci e i progetti demenziali di un narcisetto incompetente che credeva di essere un grande statista e che per giunta pretendeva che anche gli italiani lo credessero. Prima di tutto c'era il precedente dell'altro egolatra, il piazzista di Arcore, che avrebbe dovuto farci aprire gli occhi per tempo. Non so se ci avete fatto caso, ma uno degli innumerevoli punti in comune tra i due personaggi è il loro costante e frequente ricorso alla battuta, al doppio senso. In tutte le sedi, anche mentre parlano di cose molto serie. Il cabarettista di Arcore si spingeva spesso e volentieri fino alla barzelletta. Il tappetaro toscano era senza dubbio meno volgare ma i suoi discorsi e le sue interviste sembravano scritti da un umorista. Ve lo dico per esperienza: diffidate di chi parla per battute, per doppi sensi, per paradossi. Una battuta sfornata di tanto in tanto, al momento opportuno, è gradevole, ma l'eccesso denota inclinazione alla falsità, al raggiro, all'egocentrismo e al desiderio di imporre la propria personalità anche su chi è più colto e più competente. Un giovane politico, serio, responsabile, alle prime esperienze, che va a servire la Nazione come presidente di Provincia, non spende 1 milione di euro con la carta di credito dell'Ente, pagata dai contribuenti, di cui 600.000 solo in ristoranti (fonte Dagospia). A giudicare dalla leggera pinguedine, Renzi deve essere una buona forchetta, ma non un mangione, non credo che il suo scopo fosse il mangiare a sbafo, a spese dei contribuenti. Lui voleva semplicemente apparire come un pezzo grosso, come un VIP (infatti si circondava di commensali). L'aeroplanone di Stato da 300 posti, le pacche sulle spalle di Obama e degli altri leader trattati al primo incontro come vecchi amiconi, e l'ultima villa di lusso presa a Firenze, sono ulteriori inequivocabili indizi del pacchiano egocentrismo di Matteo Renzi. Uno che dopo avere fatto solo l'amministratore locale finisce direttamente a palazzo Chigi (soffiando la sedia a tradimento a un compagno di partito) non si presenta per la prima volta al cospetto dei senatori della Repubblica annunciandogli che abolirà il Senato. E pensare che questo piccolo caudillo di provincia chiedeva la fiducia a una maggioranza raccogliticcia di nominati e di camaleonti che appena un paio di mesi prima la Consulta aveva dichiarato essere il frutto di una legge elettorale doppiamente incostituzionale. E con quella maggioranza "abusiva" pretendeva di stravolgere ben 47 articoli della Costituzione! Per giunta in modo pedestre. Inaudito! Il più grave attentato alla Costituzione e alla democrazia dalla caduta del fascismo! Qualcuno dirà che l'ultima parola spettava pur sempre agli italiani con il referendum. Già, ma vi ricordate cosa c'era scritto sulla scheda elettorale del referendum costituzionale? C'era scritto che votavamo per ridurre il numero dei parlamentari e il costo della istituzioni. Roba da votare SI' a occhi chiusi. Specie O:-)quegli 11 milioni di elettori beneficati con 80 euro in busta paga, il più grande bonus elettorale di tutti i tempi. E vi ricordate la promessa, ovvero il minaccioso e inaudito ricatto al popolo sovrano da parte del pinocchio di Rignano: se vince il NO cade il governo e lascio la politica. E vi ricordate l'occupazione della Rai, e i giornaloni e i poteri forti tutti schierati per il SÌ? Con la minaccia di tonfi epocali per l'economia, di peggioramento dell'assist.enza ai malati e addirittura di una Brexit italiana. Per fortuna, con un imprevisto (dal tappetaro) e insperato (dal sottoscritto) scatto d'orgoglio, gli italiani si rifiutarono di tradire la Costituzione per seguire un pifferaio. Il quale però non lasciò la politica, guadagnandosi l'Oscar della più sfrontata faccia di bronzo della storia della politica. Faccia nuovamente e duramente percossa dagli italiani il 4 marzo scorso. A questo punto l'ego ipertrofico, cui andavano stretti perfino i panni del premier che chiede il gimmi five a Obama (in un irresistibile inglese maccheronico), figuriamoci se poteva accontentarsi di fare il senatore di Scandicci. E allora eccolo inventarsi una nuova e redditizia attività da VIP. Quella di andare in giro per il mondo a tenere conferenze, lui le chiama speech, sfruttando le relazioni e il prestigio accumulati da uno che bene o male ha fatto il premier dell'ottava potenza mondiale. E anche l'aiutino del suo amico finanziere Davide Serra che l'ha assunto come consulente e che ritorna in patria dove pagherà tasse irrisorie grazie alla renzianissima "flat tax per i Paperoni". Leggina varata, voglio sperare obtorto collo, da Gentiloni, cioè da uno che da giovane militava con Mario Capanna in Democrazia Proletaria. Non c'è che dire: dalle lotte proletarie alle lotte per i big della finanza: anche Gentiloni è pronto per darsi all'ippica... pardon agli speech. Almeno lui non è un cafoncello di provincia, bensì un aristocratico, e parla un inglese decente. Non porto rancore per nessuno e auguro con tutto il cuore a Matteo Renzi le migliori fortune nella sua nuova attività. Se uno è irrecuperabile per la politica, come diceva De Mita, non è detto che lo sia anche per altre rispettabili professioni. Sono sicuro che Renzi ha migliorato il suo inglese: dopo centinaia di viaggi gratuiti all'estero (aveva iniziato da presidente di Provincia) è anche normale. E spero che le sue conferenze e le sue consulenze vengano profumatamente pagate. Che ci sarebbe di strano? Il mondo è pieno di mediocri dalla favella sciolta che si sono arricchiti vendendo aria fritta. In fondo anche Obama e Blair nelle loro conferenze dicono ben poco di notevole, se avessero cognomi diversi non andrebbe ad ascoltarli neppure un cane. All'ex segretario del Pd auguro di acquistare altre ville, più belle, più grandi, da fare invidia pure al suo amico e maestro Berlusconi, anche se resto in attesa delle dovute spiegazioni, da lui promesse, sull'esatta provenienza dei 400.000 euro versati come caparra per la villetta fiorentina da 1,2 milioni. Ma alla fine due cose sono davvero importanti: la felicità sua e della sua famiglia, e il bene del Paese. Per quest'ultimo è assolutamente necessario che Matteo Renzi si tolga dai piedi, cioè che mantenga finalmente la sua promessa di lasciare la politica. Dove ha già fatto troppi danni.
  24. D'accordo su tutto. Nella parte economica il contratto di governo sembra una scommessa, quasi una mission impossible, ma è una scommessa ancora più azzardata andare avanti con gli attuali livelli di evasione fiscale, corruzione, lavoro nero, economia criminale, sprechi, privilegi, disuguaglianze. Mandiamo prima in galera gli evasori fiscali e i corrotti, e togliamo le concessioni ai Benetton e ai Berlusconi, e poi forse diventeranno fattibili e compatibili anche flat tax, rdc e abolizione della Fornero. Peraltro il ministro Tria, che è una persona competente e responsabile, prima di accettare l'incarico il contratto l'aveva letto. Il passo indietro del governo sulle Olimpiadi è una buona notizia. Se ci tengono tanto, se le organizzino e se le paghino Malagò e Sala senza chiedere soldi ai contribuenti che hanno ben altro cui pensare che il bob a quattro o il curling (goffa versione su ghiaccio del gioco delle bocce). Le Olimpiadi del 2006 hanno lasciato un buco miliardario nei conti del comune di Torino. E impianti costosi e inutilizzati. Auguri a Milano e Cortina. Peraltro l'idea della tripartizione dei Giochi era una trovata abbastanza ridicola e senza precedenti, non sarebbe stata in ogni caso una candidatura seria. Magari una candidatura a due, se altri si ritirano, potrebbe avere una possibilità, ma bisognerà trovare dei privati che ci mettano i soldi. Difficile perché gli sport invernali in Italia sono seguiti e praticati da 4 gatti. Tutti (o quasi) sanno che le ultime Olimpiadi estive si svolsero a Rio nel 2016. Ma provate a chiedere in giro dove si sono svolti gli ultimi Giochi invernali. Vi risponderanno in modo corretto uno o due italiani su 100, eppure si sono svolti quest'anno, in febbraio. Dirò di più. A mio avviso LE OLIMPIADI INVERNALI ANDREBBERO ABOLITE. Perché gli sport invernali difettano di una caratteristica essenziale degli sport olimpici (e dello sport in generale): l'universalità. Le discipline invernali richiedono neve e ghiaccio, quindi almeno i 4 quinti dell'umanità anche volendo non possono praticarle. Un intero continente, l'Africa, è tagliato fuori. Inoltre sono per lo più discipline costose per i praticanti, e dunque elitarie. Tutto ciò è provato e sintetizzato in un dato. Un paese molto ricco (terzo al mondo nel PIL pro capite) ma con meno dello 0,07% della popolazione mondiale, primeggia con netto distacco nel medagliere complessivo di tutte le edizioni dei Giochi Olimpici Invernali. Parlo della Norvegia che ha meno abitanti della Campania e che nelle Olimpiadi Estive ha meno medaglie di Cuba. Sulle aperture domenicali e festive dei supermercati mi sono espresso giorni fa in altra discussione. Sono contrarissimo e più in generale sono contrario alla grande distribuzione che, con le attuali regole e dati alla mano, in Italia si dimostra una iattura per l'economia e per l'occupazione. Ai miei tempi, diciamo fino a una trentina di anni fa con riferimento al Sud, gli italiani la domenica non la dedicavano al consumismo. Avevano maggiore rispetto per la domenica e per se stessi. La domenica mattina si sonnecchiava un'ora o due in più poi si andava a messa. Pur essendo già un mangiapreti, ci andavo anch'io con i miei familiari o con la mia fidanzata, per rispetto di costoro e perché reputavo la religione cattolica, come la reputo tuttora al di fuori della bacchettoneria e del fondamentalismo, un modo decente di stare al mondo. E poi perché perfino i preti, almeno i migliori, possono insegnare qualcosa di buono. Dopo la messa si passeggiava per la città e ci si fermava a parlare con conoscenti e sconosciuti, magari davanti a un'edicola commentando i titoli, o davanti alla vetrina di un pasticciere pregustando le varie squisitezze, o assistendo alle esibizioni, non di rado stupefacenti, degli artisti di strada. Si pranzava insieme, con tutta la famiglia, a casa propria, spesso con ospiti, o a casa di parenti o amici, oppure al ristorante, anche in questo caso per lo più in numerosa e allegra comitiva. Nel pomeriggio un breve e meritato pisolino, con la sveglia posizionata rigorosamente 5 minuti prima delle 16. Imperdibile il rito di Tutto il Calcio Minuto per Minuto, che all'epoca trasmetteva solo i secondi tempi, ma di tutte le partite della serie A. Tutte in contemporanea, niente spezzatino degli orari, niente partite serali e men che meno a mezzogiorno. Ora in cui la radio, e spesso anche la tv, mandava in onda non il fischio di inizio di un arbitro ma la benedizione domenicale del Papa. Alle 16 le strade diventavano un deserto. Un'impresa anche trovare un taxi. Un silenzio tombale, interrotto di tanto in tanto da grida di esultanza o di delusione che traspiravano dalle finestre insieme alla voce roca del mitico Sandro Ciotti. Seguiva poi un altro rito imperdibile per decine di milioni di Italiani, quello di Novantesimo Minuto con gli indimenticabili conduttori Maurizio Barendson e Paolo Valenti. E gli indimenticabili e pittoreschi corrispondenti dai vari stadi. Nomi, voci e volti scolpiti nella memoria degli italiani della mia generazione, che vissero in un'Italia più semplice e più ingenua, ma molto più bella e umana dell'attuale. Ne cito alcuni, molti erano dei grandi giornalisti capaci di sintetizzare una partita in un minuto di gustoso, salace commento. Molti purtroppo non ci sono più. Beppe Viola ed Ennio Vitanza da Milano, Marcello Giannini da Firenze, Luigi Necco da Napoli e da Avellino (dove fu gambizzato dalla camorra), Giorgio Bubba da Genova, Piero Pasini da Bologna (morto in cabina durante una radiocronaca), "Bisteccone" Galeazzi da Roma, Luigi Tripisciano da Palermo, e infine i due più bersagliati dalla satira e dagli imitatori: Gianni Vasino da Bergamo e Tonino Carino da Ascoli. Dopo i riti pedatori si poteva uscire ma non certo per andare nei centri commerciali, chiusi o semideserti la domenica, bensì per fare due passi e smaltire le calorie dei babà o dei millefoglie, preferibilmente sul lungomare. Ma si poteva anche restare in casa ad ascoltare sul divano un buon disco in vinile di Mina o Battisti o, secondo i gusti, dei Pink Floyd o dei Led Zeppelin, o un 33 giri di Von Karajan o Bernstein. Oppure a giocare a carte con i convitati, talora anche Dama o a giochi di società. Insomma, gioco, riposo, divertimento, sport, buona musica, buona cucina, rapporti umani: quello di cui ha bisogno un essere umano dopo sei giorni di lavoro e di stress. La sera al cinema o in pizzeria, o meglio due pizze ordinate a casa e da dividere per quattro, per andare a letto leggeri, naturalmente non prima della Domenica Sportiva con Tito Stagno in conduzione (quello dell'allunaggio) e Carlo Sassi alla moviola.
  25. Infatti il mio post non voleva essere una critica nei tuoi confronti ma un apprezzamento del tuo senso dell'ironia. Saluti