fosforo41

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  1. Stranamente, dopo la presentazione della temuta manovra, non è arrivata l'apocalisse bensì è salita la Borsa ed è calato lo spread. Ma l'apocalittico Martina (pardon, apocalittico è una parola grossa per un bufalaro irresponsabile, meglio parlare di uccello del malaugurio) stamane continuava a spargere allarmi campati in aria ("questa manovra ci porterà fuori dall'euro"). Meno male che nessuno lo ascolta: non i mercati e nemmeno la base del partito (o quel poco che ne resta). Sono mesi che lo iettatore cerca qualcuno che lo proponga come candidato al Congresso. Poveraccio, non ne può più di fare il segretario eternamente dimezzato, ma non trova un cane disposto a sostenerlo. Quanto a me, io non mi sono alleato con nessuno, il 4 marzo ho votato PaP. E ribadisco che Di Maio ha sbagliato ad allearsi con Salvini (anche se le alternative erano poche e difficili), ma questo strano governo, anche dopo una prima occhiata alla manovra, per ora mi sembra meno peggio di quelli che lo hanno preceduto nella Seconda Repubblica.
  2. Lo sceriffo al!a frutta, benché visibilmente stagionato, sognava il secondo mandato alla Regione, come Bassolino (che fece alcuni errori, ma almeno era un politico serio e di sinistra). Ora non si rassegna all'idea che dovrà cedere la poltrona a un grillino o, peggio ancora per lui, a uno di DeMa. Questo pensiero lo manda in bestia, lui che per natura è già poco trattabile. Ormai è più ridicolo della caricatura che ne fa Crozza. Matteo Richetti è un ragazzo serio e delle isterie del governatore si farà un baffo. Ma non capisco proprio come un politico serio possa resistere in questo Pd. Quanto allo sceriffo, finalmente avrà tempo per rilassarsi con i nipotini, lunghe passeggiate sul lungomare di Salerno, qualche gustosa frittura di pesce con i suoi amici di Agropoli.
  3. Passando dal governo all'opposizione, cioè dalla padella alla brace per uno con le sue modeste capacità, il patetico Martina pensava che bastasse farsi crescere la barba per trasformarsi in tupamaro. E invece si è trasformato in bufalaro. Secondo lui questo governo distruggerà l'Italia, distruggerà l'euro, distruggerà l'Europa. Per lui Salvini è Attila, Di Maio é il supervulcano dei Campi Flegrei e il ministro Tria una bomba a neutroni vagante nell'Eurozona. Nel frattempo il povero Maurizio ha le sue rogne con il partito e sta dimagrendo quasi al livello di Fassino. Non mangia, non dorme la notte, i suoi incubi costanti sono l'esplosione della bomba Tria e il Pd al 4% alle europee con Calenda che lo trasforma in Fronte repubblicano. Ma come può uno in queste condizioni dirigere un partito e organizzare un congresso?
  4. Beh, noi abbiamo un partito xenofobo al 17% alle ultime elezioni e sopra il 30% nei sondaggi. Mentre i nostri Verdi sono praticamente estinti, non pervenuti il 4 marzo. Ringraziamo l'incapace e sciagurato Bonelli che dopo avere fatto finta di criticare il governo delle trivelle (nelle aree protette!) e dei gasdotti (i.c.s.) finì tragicomicamente per allearsi con Renzi in una lista pasticciata comprendente altri due partitini che raccolse lo 0,58%. Se avessimo un grande partito ambientalista come quello tedesco, l'Italia sarebbe un paese migliore. L'ambiente non è solo un preziosissimo bene comune ma anche una risorsa potenzialmente immensa. Ma nel 2018 da noi manca una vera coscienza ambientalista. La stessa Costituzione dedica appena tre parole alla "tutela del paesaggio". Sotto questo aspetto è assolutamente deficitaria e obsoleta. Servirebbe una riforma per introdurre in Costituzione un intero capitolo dedicato all'ambiente, all'ecologia e all'energia. Le discipline ambientali dovrebbero diventare materie di studio obbligatorie in tutte le scuole. Oggi in parlamento c'è un solo partito con un programma moderatamente ambientalista, il M5s. Che però governa con un partito antiambientalista e inceneritorista. Ma è solo questione di tempo. Con l'avanzare del global warming, delle siccità, degli incendi, delle emergenze rifiuti, dei fiumi, dei laghi e delle falde avvelenate, dell'aria irrespirabile nei centri urbani,, anche gli italiani prima o poi saranno costretti a convertirsi all'ambientalismo radicale. Speriamo che accada prima che Venezia e altre città costiere finiscano sotto il livello del mare, cioè sott'acqua.
  5. Nobile, docile e intelligente animale l'asino. Il mio cuore batteva a sinistra quando il tuo era ancora nel nido della cicogna. Ma non divagare, non perderti in chiacchiere. Hai parlato di "deportazioni", un'affermazione grave. O è solo meccanica ripetizione a pappagallo di una delle fesserie di cui ci inondano da mesi i trom.bati del 4 marzo? Nuovo fascismo, deportazioni, uscita dall'euro, default, rischio bancarotta, etc. etc. Queste farneticazioni a ruota libera dimostrano solo due cose. Che in Italia non c'è nessun regime autoritario, altrimenti chi dice o scrive simili falsità finirebbe dritto in galera. E che a quelli del vecchio regime interessa solo riprendersi le poltrone e il potere, mentre del paese non gliene fregauntubo, altrimenti non insozzerebbero l'immagine dell'Italia per denigrare gli avversari. Ma ora rispondi: ci sono o non ci sono queste deportazioni? Ma conosci il significato di questa parola? Conosci l'Italiano? Conosci la Storia? Secondo gli addetti ai lavori a Riace non c'è nessunissima deportazione. Leggi attentamente e poi se hai tempo spiegami anche quanti italiani sarebbero rimasti in Italia, secondo te, se Stati Uniti e Argentina tra fine '800 e primi del '900 avessero accolto i migranti come li accogliamo noi, dandogli da mangiare e da bere gratis per mesi se non per anni. Secondo me l'Italia si sarebbe desertificata. https://www.corrieredellacalabria.it/regione/item/160754-direttrice-sprar-non-ci-sara-alcuna-deportazione/
  6. Il fatto che l'eredità politica di Enrico sia finita nelle mani di abusivi e di traditori o, nella migliore delle ipotesi, di indegni e incapaci nanerottoli, non vuol dire che i veri comunisti non possano e non debbano tenere vivi il suo esempio e la sua lezione, per adeguarla ai tempi ma senza tradirne lo spirito. Poi anche tu dovresti evitare di parlare a vanvera ripetendo a pappagallo le fesserie della retorica del vecchio regime. Quelli dal 4 marzo hanno il kulo in fiamme e sproloquiano, ma le persone razionali sanno che a Riace non c'è nessuna, nessunissima deportazione. E dovrebbero saperlo prima di tutti i partigiani dell'Anpi, che purtroppo non saranno ormai nemmeno l'1% degli iscritti all'associazione e molti dei pochi sopravvissuti probabilmente non saranno nemmeno in grado di leggere i giornali o ascoltare la TV. Colgo l'occasione per lanciare un appello al presidente emerito Carlo Smuraglia (95 anni). Compagno Carlo, prima di andartene nel paradiso dei partigiani, impedisci che la gloriosa associazione fondata dalle brigate combattenti finisca nelle mani di gentaglia che combatte con la menzogna, il raggiro, l'ipocrisia. L'Anpi deve morire con l'ultimo partigiano. Dopodiché chi volesse coltivare, senza fini di speculazione politica, la memoria storica della Resistenza, fondi un'associazione di carattere storico, ma senza dare il sacro nome di partigiano a chi partigiano non è mai stato. Dicevo nessuna deportazione a Riace. Quei migranti, e sfido chiunque a dimostrare il contrario, sono liberissimi di andare dove vogliono, incluso il paese d'origine e gli paghiamo pure il biglietto aereo. Però, se vogliono un tetto, un letto e tre pasti gratis, vadano dove gli si dice di andare. I nostri migranti che, a milioni, varcavano l'oceano con le loro valigie di cartone, arrivando in America non trovavano nessun comodo letto, nessun pasto caldo, nessun centro di accoglienza. Al massimo un giaciglio per la prima notte dopo lo sbarco, in un silo del porto, poi un pezzo di pane, un bicchiere di latte e via. E in sostanza io penso che fosse giusto così. Un vero comunista è per le frontiere assolutamente aperte, il pianeta è tutto di tutti, ma non per il campare a sbafo. A mio avviso i centri di accoglienza (tutti gestiti dallo Stato, mai dai privati, mai dai Comuni) dovrebbero ospitare i migranti maggiorenni per una settimana o due al massimo. Per l'identificazione e le prime necessità. Dopodiché esci e vai dove vuoi, e fai quel che vuoi, purché in modo onesto. Punto.
  7. Metti da parte il voto a DeMa per le prossime elezioni. Lui e il Dibba, e io mi auguro anche un'altra napoletana, Viola Carofalo di PaP, impediranno a Salvini di impadronirsi dell'Italia. Cosa che sarebbe già avvenuta senza l'exploit di Di Maio del 4 marzo. Che riuscì ribaltare il risultato previsto dai sondaggi che davano il centrodestra in netto vantaggio in moltissimi collegi del Sud, dalla Campania alla Sicilia. Senza questo coraggioso ragazzo del Sud oggi avremmo Salvini presidente del Consiglio, Brunetta ministro dell'Economia e l'avv. Ghedini ministro della Giustizia. Al termine di questa legislatura Luigi Di Maio lascerà la politica e dovremo in ogni caso tributargli un grosso applauso.
  8. Io faccio, o meglio facevo, l'ingegnere, mentre Salvini fa esattamente il suo mestiere, cioè il politico populista di destra, peraltro in modo assai più moderato rispetto alla vecchia Lega, quella dei Bossi che minacciavano la secessione con i mitra e dei Borghezio che andavano ad appiccare il fuoco ai pagliericci dei migranti senza tetto. Ma tu sei troppo giovane per ricordare queste cose. Però Monello ti ha ricordato le cose di destra fatte dalla sedicente sinistra. Ed è grave, anzi dal mio punto di vista è gravissimo, inammissibile e intollerabile, fare cose di destra con i voti della gente di sinistra. Magari dopo averli ingannati in campagna elettorale promettendo che avresti fatto (come priorità!) lo ius soli e che non avresti mai e poi mai messo le mani sull'articolo 18 e sulla Costituzione. Nella passata legislatura io votai per Sel, che era in coalizione con il Pd e fu decisiva per il premio di maggioranza alla Camera, ma poi mi ritrovai Sel all'opposizione e il Pd al governo prima con Berlusconi e poi con Alfano e Verdini. Purtroppo io sono un tipo intransigente, ho la testa dura (pare ereditata da un avo calabrese) e certe cose non le dimentico. Matteo Renzi ha tradito (e semidistrutto) la sinistra, ha mentito al popolo sovrano dopo averlo ricattato e condizionato in un referendum sulla Costituzione, e poi non ha nemmeno chiesto scusa. Queste cose per me non solo sono intollerabili in sé, ma non tollero nemmeno che chi le ha fatte resti impunito. Ho molti difetti ma un profondo senso della giustizia. Se gli sopravviverò, io continuerò a parlare male, malissimo di Berlusconi anche post mortem e a rinfacciare al mio paese la vergogna storica e incancellabile di non avere mai sbattuto in galera un simile furfante. E Renzi domattina potrebbe anche lasciare la politica (per darsi alla TV o alla finanza dove farebbe in ogni caso meno danni), ma sarebbe troppo tardi: doveva farlo il 5 dicembre 2016, come ci aveva promesso. Di conseguenza non perderò occasione per parlare male, malissimo di questo bugiardo matricolato, di questo traditore della sinistra. Anche se diventasse un cadavere politico. Ma ancora una volta pecchi di ingenuità, caro Cortomaltese. Renzi non è affatto politicamente finito. Lo sarebbe in ogni paese serio, dunque non nel paese di Pulcinella. Basta ricordare quante volte è stato dato per morto Berlusconi. Poi è sempre rinato, anche grazie ai generosi salvagente della sedicente sinistra (leggasi Bicamerale, larghe intese e patto del Nazareno). E Renzi sarà pure "l'allievo ripetente di Berlusconi", come lo definisce Andrea Scanzi, ma è fatto della stessa pasta e ha imparato dal cattivo maestro troppe cose per potercelo togliere facilmente dai piedi. Basta guardare la sua ultima mossa. Lui, sebbene malconcio, è ancora il ras del Pd. Non dimenticare che tutti gli attuali parlamentari pidini li scelse lui, uno per uno, inserendoli nelle liste bloccate e nei collegi sicuri. Quindi se si ricandidasse alla segreteria sarebbe sicuramente rieletto. Altro che cadavere politico! Però in questo modo metterebbe in fuga altri elettori dal Pd e dovrebbe accollarsi, come segretario, il peso dell'inevitabile e questa volta definitiva batosta alle europee. Passare dal 40% al 10% sarebbe un colpo troppo duro anche per la sua faccia di bronzo. E allora il furbetto indica, o meglio fa indicare Minniti, in attesa di tempi migliori, ovvero di tempi bui per il paese. Non solo Renzi per la verità, ma quasi tutti nel Pd stanno facendo gli iettatori. Sembra che non desiderino altro che lo spread a 1000, l'uscita dall'euro, il default, il caos, il paese alla fame pur di riprendersi le poltrone soffiate dai cosiddetti populisti. Che poi dovrebbero tutti andare a lezione da Renzi il quale in materia di populismo può insegnare anche a Berlusconi. Saluti
  9. Pur non essendo un paese di razzisti (ma con alcune, direi troppe, eccezioni), l'Italia ha fatto e continua a fare molte (troppe) cose brutte contro i nostri fratelli immigrati. Mettendo da parte gli atti di violenza fisica e il caso della nave Diciotti (con cui Salvini alla fine fece più danni alla nostra immagine internazionale che ai profughi), a mio avviso l'episodio di gran lunga più brutto, più vergognoso e più umiliante accadde l'anno scorso a Ercolano durante le primarie per la segreteria del Pd. Ne venimmo a conoscenza solo grazie a uno scoop degli impagabili ragazzi di Fanpage. https://youtu.be/OSbJFgNE-kE Una cinquantina di ospiti di un centro di accoglienza furono prelevati alle 7:30 del mattino, messi in fila in un seggio elettorale, muniti di due euro ciascuno, e a tutti fu ordinato di votare per un certo Renzi, candidato a loro perfettamente sconosciuto così come gli altri due, Emiliano e Orlando. Insomma, quegli immigrati furono trattati come polli di batteria ma a finire al macello furono la loro libertà di voto e la loro dignità di persone. Aveva bisogno di quei 50 voti così bassamente estorti il Tappetaro per essere rieletto segretario del Pd? Direi proprio di no, anche se non sappiamo se si siano verificati altri episodi del genere. Dovete sapere che il sindaco di Ercolano è un fedelissimo leopoldino e dicono che sia capace di tutto pur di farsi apprezzare dal suo capetto. Per esempio, pare che avesse offerto la sua città come collegio sicuro per l'aretina Boschi prima che venisse dirottata a Bolzano (che poi era tutt'altro che sicuro perché a Ercolano i 5stelle hanno superato il 50%) . Orbene, come sapete il 4 marzo il Tappetaro ha subito l'ennesima batosta e l'anno prossimo i resti del Pd rivotano per le primarie. Questa volta pare, dico pare perché con certe facce di bronzo non si può mai dire, che il più antipatico agli Italiani abbia deciso, per ovvi motivi, di non ricandidarsi ed è dunque da mesi alla disperata ricerca di un buon prestanome. Ovvero di uno che sia abbastanza forte da essere votato alle primarie e abbastanza debole da obbedirgli anche da segretario. La cosa più comica è che la popolarità dell'ex caudillo del Pd è sprofondata così in basso, financo tra gli iscritti, che non può più nemmeno permettersi di indicare un nome. Se il Tappetaro dicesse, apertis verbis, il mio candidato alla segreteria è Tizio, Tizio verrebbe bollato quasi con un marchio d'infamia, cioè come il prestanome dello sciagurato perdente che ha portato il partito al minimo storico del consenso e rischierebbe di finire travolto perfino dall'onesto mestierante Zingaretti. Allora hanno organizzato una divertente sceneggiata in soccorso di un pifferaio alla frutta che ha bisogno di prestanomi anche solo per indicare un nome. Ed ecco pronti 13 sindaci turborenziani, tra i quali non poteva mancare quello di Ercolano, che rivolgono all'unisono all'ex ministro dell'Interno Minniti l'invito a candidarsi. A questo punto una domanda nasce spontanea. L'anno prossimo a Ercolano rivedremo file di immigrati a votare per le primarie del Pd? Attenzione però: a differenza di Renzi, Minniti non è un nome sconosciuto a chi arriva in Italia passando per i campi libici. Qualche immigrato potrebbe non gradire: https://www.articolo21.org/2018/03/squallore-in-tv-minniti-si-vergogni-lager-libici-foraggiati-dal-governo-italiano-torture-stupri-violenze-tutto-sotto-controllo/ Di certo il predecessore di Salvini non sarà votato da Roberto Saviano: https://www.huffingtonpost.it/2017/03/17/saviano-pd-scappate_n_15428212.html
  10. Quello nella foto postata dal FALSARIO del forum è chiaramente un bimotore Airbus A319CJ del 31simo Stormo. L'Air Force Renzi, ovvero il quadrimotore A340-500 ha una fusoliera molto più grande ed è stato possibile dipingere la scritta REPUBBLICA ITALIANA in alto, al di sopra e non al di sotto dei finestrini.
  11. Non c'è niente da fare, questo Michele Anzaldi ha sbagliato mestiere. Doveva darsi al cabaret, alla commedia dell'arte, al circo, all'opera buffa, o all'opera dei pupi visto che è siciliano. Perché indiscutibilmente nell'avvincente gara con Dario Nardella e con Ernesto Carbone per accaparrarsi l'ambito ruolo di maschera comica del teatrino cui è ridotto il Pd lui esce vincitore. Il nostro puparo mancato entrò in politica tramite Legambiente, quindi dovrebbe conoscere la differenza enorme, in termini di costi di esercizio, consumi, inquinamento, che corre tra un quadrimotore Airbus A340-500 da 300 posti (il cosiddetto Air Force Renzi, preso in leasing dal megalomane di Rignano per 150 milioni di Euro, quasi 10 volte il suo valore di mercato) e un bimotore A319CJ da 36 o 48 posti (l'aereo della flotta di Stato presumibilmente usato dal premier Conte per il suo viaggio in Etiopia e per altri voli istituzionali). Una differenza analoga a quella tra una Panda e una berlinona Mercedes a 8 cilindri. Eppure il presunto ambientalista si scandalizza e protesta per i 30 voli di Stato in 4 mesi dei gialloverdi, ma non mi risulta (correggimi se sbaglio) una sola sillaba di Anzaldi sul colossale spreco dell'Air Force Renzi. Il quale, come abbiamo saputo solo grazie a uno scoop del benemerito FQ, nella sua breve vita operativa con la bandiera tricolore effettuò ben 88 voli di Stato trasportando una media di 23 passeggeri (lasciando dunque, sempre in media, 277 lussuose poltrone vuote). Per capirci, è come se una famigliola di 4 persone usasse per i suoi spostamenti un lussuoso autobus da 50 posti (giusto per viaggiare comodi). In particolare l'ex ministro Alfano amava la comodità e usò una ventina di volte il giocattolone, anche con pochissimi compagni di viaggio. Una volta viaggiò da Roma a Bruxelles addirittura da solo. Una scena surreale: un ministro che vola da solo, a spese dei contribuenti, circondato da 299 poltrone vuote. Roba che nemmeno uno sceicco arabo! Uno spreco da Guinness dei Primati! 320mila cavalli, 235 megawatt (la potenza di una piccola centrale nucleare), 25mila litri di carburante per trasportare un unico passeggero! Ma il patetico Anzaldi non trovava nulla da ridire. Nemmeno quando l'ex ministro ed ex premier Gentiloni usava quel quadrimotore transoceanico per andare da Roma a Marsiglia (600 km). Come prendere il Mercedes 8 cilindri per andare a comprare le sigarette dal tabaccaio dietro l'angolo. In compenso ad Anzaldi vanno di traverso gli assai più economici voli di Stato del governo Conte. Addirittura pretende che Di Maio abolisca la flotta aerea di Stato. Eppure un rigo prima aveva scritto che i voli di linea costano più dei voli di Stato. Evidentemente le immagini del ministro Di Maio che mostrava il biglietto in classe economica con cui andava in Cina hanno causato un travaso di bile ad Anzaldi. Che ragiona come un ubriaco da bar. Scherzi della faziosità. La verità è che per una piccola delegazione si risparmia con il volo di linea, mentre già con una dozzina di persone al seguito dell'autorità conviene usare l'A319 (ma non certo l'A340) come calcolò il giornalista della Stampa Nicola Lillo in occasione del viaggio di Conte in Canada. https://www.huffingtonpost.it/2018/08/03/gli-88-voli-semivuoti-dellair-force-renzi-quella-volta-che-alfano-viaggio-da-solo_a_23495154/
  12. Lucia Annunziata è stipendiata dal gruppo De Benedetti? A Napoli diciamo: Acquaiuo' l'acqua è fresca? E quello risponde: Comme 'a neve!
  13. Mi confermi, sei troppo giovane e/o troppo ingenuo, parli senza conoscere, per schemi preconcetti e non hai ancora imparato a ragionare con la tua testa. Altrimenti sapresti che i giornalisti Indro Montanelli e Marco Travaglio e il comico Beppe Grillo sono stati, e gli ultimi due lo sono tuttora, i più seri e più pericolosi avversari per Berlusconi da quando scese in politica. A Vittorio Sgarbi la Fininvest affidò addirittura una trasmissione quotidiana con il preciso compito di denigrare Montanelli. Che era anche, all'epoca, la missione quotidiana del direttore del Tg4 Emilio Fede, quello che Montanelli definiva "l'oco giulivo". Mentre gli avversari istituzionali, leggasi gli indegni, sciagurati, incapaci, e probabilmente in qualche caso anche venduti, eredi del PCI all'ex cavaliere gli hanno sempre fatto un baffo. Lo combattevano solo a chiacchiere e nei programmi elettorali, mai attuati. Anzi a Berlusconi, come ammise candidamente Luciano Violante, gli hanno sempre dato una grossa, generosa, insperata mano per mantenere e consolidare la sua posizione dominante nei media, ci hanno stretto perfino alleanze di governo e il più sciagurato e incapace di tutti ci strinse perfino un patto costituente. Grillo è stato spesso paragonato da Berlusconi a Hitler. Marco Travaglio, con migliaia di articoli al curaro e una quindicina di illuminanti libri-inchiesta su un delinquente costantemente protetto dall'omertà dei media, ha portato via milioni di voti a Berlusconi. Gli incapaci del Pd e sigle precedenti non gliene hanno portato via nemmeno uno, anzi hanno convinto milioni di italiani a votarlo. Questa è la storia, questa è la verità. Rifletti.
  14. Come avrete notato, il patetico e ipermoderato Beppe Severgnini dal 4 marzo appare, per ovvi motivi, ulteriormente impallidito e invecchiato. E devo dire che ieri sera mi ha fatto un po' pena mentre il suo vecchio (anche se sembra suo nipote) amico e collega del Giornale e della Voce di Montanelli, Marco Travaglio, lo randellava senza pietà a Otto e mezzo. Ben gli sta. Il canuto (si dice che avesse i capelli bianchi fin dalla culla) è un po' invidioso del collega che non ha inseguito la pagnotta ma la lezione montanelliana dell'eterno bastian contrario e fustigatore del potere. Nel corso della trasmissione aveva addirittura osato dargli del "filogovernativo"! A Travaglio! Che proprio ieri in un sulfureo editoriale paragonava il governo Conte all'armata Brancaleone. E naturalmente il pagnottista pallido difendeva con le unghie e con i denti (o con la dentiera?) la Banca d'Italia e i poteri forti nazionali ed esteri che pretendono di dettare al governo italiano le cose da fare e quelle da non fare. Mal gliene incolse! Marco gli ha impartito una memorabile lezione di giornalismo e di democrazia. Uno dei più appassionati interventi televisivi che io ricordi dall'epoca di Enrico Berlinguer. https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/10/11/def-travaglio-vs-severgnini-fmi-e-bankitalia-critichino-governo-per-coperture-ma-non-dicano-leggi-da-fare/4684803/
  15. Continuando a ragionare per schemi non andrai da nessuna parte. Se Travaglio dice una cosa forte e di sinistra, io lo applaudo. E se tu leggessi i suoi editoriali ci troveresti dentro più cose di sinistra di quelle, non dico dette e tanto meno fatte, ma pensate, da Renzi, Boschi, Minniti e Gentiloni messi insieme, da quando sono nati fino ad oggi.
  16. Leggiti bene l'editoriale sull'armata Brancaleone. Scoprirai che Travaglio, grande giornalista senza padroni, critica duramente il governo Conte per il modo disorganizzato, confuso, sbracato, con cui sta "andando alla guerra" contro i vecchi poteri. Ma, nello stesso tempo, egli approva le ragioni di questa guerra e incita l'armata Brancaleone gialloverde ad organizzarsi, a "non cedere di un millimetro" e a combattere con la massima serietà. Grande Marco!
  17. Ma che cavolo dici? O non hai ascoltato fino in fondo le parole di Travaglio o eri molto distratto. Sono le parole più dure che io abbia sentito in tv da decenni, dai tempi appunto di Berlinguer, contro i mercati, le Borse e quelle istituzioni, elette da nessuno, che tutelano gli interessi del capitalismo finanziario a costo di calpestare la democrazia e la sovranità delle democrazie. Vatti ad ascoltare di nuovo l'ultima parte dell'intervento di Travaglio (se non hai tempo lo trovi anche alla fine dell'articolo di commento). Dopodiché, se sei davvero di Sinistra, e non un banale pidino deluso, alzati in piedi e applaudi a quelle parole, come certamente le applaudirebbe Berlinguer se fosse ancora tra noi.
  18. È ormai da qualche anno che, per meditata scelta, non acquisto più Repubblica in edicola. Chi mi legge può facilmente indovinare i motivi. Qui mi limito a dire generaliter che i cosiddetti "giornaloni", politicamente schierati ma ipocriti nel non ammetterlo, generalmente schierati con i poteri forti, nazionali ed esteri, e spesso manovrati da editori "impuri", portatori di colossali conflitti di interessi, hanno fatto il loro tempo, hanno ormai imboccato il viale del tramonto, e questa è una buona notizia per i lettori e per l'ambiente. I lettori affezionati al cartaceo e desiderosi di una informazione corretta e indipendente si orienteranno sempre più verso il "giornalismo puro" dei piccoli giornali senza padroni come il FQ. Mentre è ormai insostenibile anche dal punto di vista ambientale (è di pochi giorni fa l'ultimo drammatico allarme dell'IPCC sul riscaldamento globale) la stampa quotidiana di centinaia migliaia di copie cartacee, copie di 50 e passa pagine fatte per lo più di pubblicità e di articoli leggibili solo dai fannulloni, e per giunta in buona parte invendute e destinate al macero. Potete quindi immaginare con che goduria abbia letto questo splendido editoriale di Marco Travaglio, a mio avviso il miglior rappresentante di quel giornalismo puro, libero e appassionato, piccolo e bello, che ha poco o nulla da temere da Internet. Con la sua certosina e impietosa precisione Travaglio mette a nudo la disinformazione perpetrata negli ultimi anni dal quotidiano-partito fondato da Scalfari. Ma alla fine rivendica la solidarietà espressa dal comitato di redazione del Fatto a Repubblica per le parole del vicepremier Di Maio. Su questo non sono d'accordo con Travaglio, ma sto con Di Maio. A mio avviso un giornale, per quanto glorioso, come l'Unità o Repubblica, se si riduce alla faziosità patetica e un po' servile dei Rondolino e dei Lavia o all'antigrillismo viscerale e altrettanto patetico di Repubblica degli ultimi mesi, merita un solo destino: sparire. https://infosannio.wordpress.com/2018/10/09/trova-le-differenze/
  19. Caro Maltese, devi essere molto giovane e/o molto ingenuo. Ti informo che da quando se ne andò il direttore e fondatore Montanelli (nel 1994, sbattendo la porta in faccia all'editore Berlusconi sceso in politica) il Giornale è uno dei quotidiani più faziosi dell'Universo. Bossi politicamente (e anche fisicamente) è un rottame, tuttavia la sua figura e il suo passato sono tuttora un piccolo argine, all'interno della Lega, allo straripare di Salvini. Il quale straripa nei consensi ma a sua volta è la palla al piede di questo governo, almeno sui fronti dell'economia, della giustizia sociale e di quella penale. Salvini in sostanza, come solo gli ingenui non hanno ancora capito, è la quinta colonna della conservazione all'interno del cosiddetto governo del cambiamento. Falliti miseramente Berlusconi e Renzi, oggi l'uomo della conservazione e dei poteri forti è Salvini. Tutto questo Di Maio lo sa, ma per ovvi motivi non può dirlo. Ha scelto, sbagliando, di avventurarsi in questo strano, improbabile governo con la Lega, e ora per coerenza cerca di andare avanti a suon di compromessi e nel modo meno peggiore possibile. Non so come andrà a finire ma ritengo assai improbabile che finirà peggio dei disastri di Berlusconi e di Renzi (leggasi intere legislature buttate nel cesso e irripetibili occasioni sprecate di agganciarsi alla ripresa economica globale, agganciata perfino da paesini che erano sull'orlo della bancarotta come Irlanda e Portogallo). Ora avrebbe poco senso chiedere le dimissioni del rottame Bossi senza chiedere quelle di Salvini (es. per la faccenda dei 49 milioni). In compenso il M5s fa una cosa del tutto inedita e lodevole nel paese delle caste, delle partigianerie e degli amici degli amici. Il ministro Bonafede merita un plauso. https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/10/09/vilipendio-al-capo-dello-stato-il-ministro-bonafede-firmate-nove-autorizzazioni-a-procedere-tra-cui-grillo-e-salvini/4681548/
  20. Conosco poco anche la faccenda Riace. Ma qui non si discute nel merito delle responsabilità bensì di certezza della pena. Di innocenti arrestati e condannati ce ne sono e ce ne saranno sempre. Ma la giustizia umana e imperfetta purtroppo DEVE essere applicata senza sconti anche in questi casi. Ricordiamo la grande lezione di Socrate, innocente condannato a morte, che rifiutò la possibilità della fuga dicendo: "Meglio subire un'ingiustizia che commetterla". Peraltro non mi pare che per il sindaco di Riace si parli di innocenza, bensì di disobbedienza civile, di reati commessi a fin di bene. Anche in questi casi la giustizia DEVE fare il suo corso, tutt'al più riconoscendo qualche significativa attenuante all'imputato. Però questi sbaglia di grosso se dagli arresti domiciliari fa professione di innocenza sapendo di avere violato il codice penale. In particolare un sindaco, un rappresentante dello Stato, dovrebbe mostrare totale sottomissione alla legge. Se ha commesso reati, pur con le migliori intenzioni, quel sindaco dovrebbe confessarli tutti e accettare la conseguente condanna, al limite senza neppure provare a difendersi. Al momento, per quel poco che so, non posso escludere che il sindaco di Riace sia un furbo di tre cotte, uno che con una mano aiutava i migranti e con l'altra faceva affari illeciti, anche se decisamente non ha la faccia né del furbo né del delinquente. Infatti non escludo che sia un santo. Posso solo escludere che sia Socrate.
  21. Ho scritto che fu realizzato interamente con soldi svizzeri, mentre il tappetaro raccontava di "quasi 30 miliardi" investiti dal suo governo nei progetti cofinanziati di tre tunnel: Gottardo, Brennero e Val di Susa. Ma nel Gottardo il suo governo non aveva investito una lira. Dunque mentì sapendo di mentire. Dunque non una gaffe ma una balla da venditore (disonesto) di tappeti. Punto. Anzi no. Prima di stendere un velo pietoso su questa colossale figuradimmerda internazionale di Matteo Renzi è molto opportuno leggere quanto segue: https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/01/san-gottardo-gli-svizzeri-ci-hanno-dato-lennesima-lezione/2786970/amp/ Hai letto? Gli svizzeri ci pagarono perfino l'adeguamento dei NOSTRI vetusti treni e della NOSTRA vetusta rete alla LORO nuova e modernissima infrastruttura. Ma un nostro premier dalla faccia di bronzo, dopo avere millantato la paternità dell'opera ed essere stato sbeffeggiato e irriso dai media e dai cittadini elvetici, si presentò ugualmente al taglio del nastro. Io mi sarei vergognato come un cane. In sintesi, rileggiamo la storia alla luce dei FATTI. Gli svizzeri realizzano con soldi loro un tunnel avveniristico e da persone educate invitano all'inaugurazione i leader degli altri due paesi che beneficeranno dell'opera sulla tratta Germania-Svizzera-Italia. Tanto basta al nostro bronzeofacciuto tappetaro per vantarsi del tunnel come se l'avesse costruito lui. E tu lo difendi pure? E lo paragoni a Toninelli? Roba da matti! Paragonalo semmai a Wanna Marchi o al De Luca in versione Crozza. Il quale direbbe: in Campania il tunnel del Gottardo ce l'ho portato io!
  22. Non ho seguito la vicenda ma una cosa è certa: se uno è fisicamente compatibile con la funzione di parlamentare, lo è anche con il regime carcerario. Questo almeno nei paesi seri, mentre sul paese di Pulcinella dopo la "pena" (si fa per dire) ridicola scontata dal frodatore Berlusconi dovremmo solo stendere un velo pietoso. Ma è il paese dove viviamo e non ci resta che sperare che quella "certezza della pena" di cui si parla nel contratto di governo venga un giorno rigorosamente attuata. Certo da un altro governo perché il partito di Bossi, Salvini e Belsito non l'attuerà mai. Quando nelle sentenze definitive di condanna c'è scritto carcere o reclusione per tot anni, carcere e reclusione deve essere, e per tot anni, non un giorno, non un minuto di meno. Salvo casi del tutto eccezionali, tipo malattie e infermità gravissime, non curabili in carcere. I cosiddetti arresti domiciliari andrebbero semplicemente aboliti: chi può stare comodamente a casa sua può stare quasi altrettanto comodamente anche in un carcere degno di un paese civile. Lo stesso dicasi per i cosiddetti servizi sociali. E non ci devono essere limiti di età. Un novantenne che commette un reato grave deve andare in galera, e chi commette un crimine da ergastolo deve sapere che uscirà dal carcere solo nella bara. Punto.
  23. Signori, sapete quanto malvolentieri il sottoscritto si abbassi, sporadicamente, a discutere con il fazioso, falsario e incivile del forum. Ma davanti alla tragedia di Genova e al vergognoso mutismo di un vergognoso ministro dei Trasporti su ben due interrogazioni parlamentari inerenti alla SICUREZZA del viadotto Morandi, non posso lasciar passare le menzogne del falsario. Il senatore genovese Rossi parlava espressamente di "cedimento dei giunti", di "ponte a rischio chiusura", ma il vergognoso ministro faceva l'orecchio del mercante. Non solo inefficiente e irresponsabile, pure maleducato. VERGOGNA! In qualsiasi paese serio il signor Delrio sarebbe già sotto inchiesta della magistratura. Leggete e ascoltate attentamente le parole del sen. Rossi: https://www.imolaoggi.it/2018/08/20/crollo-genova-delrio-mai-ricevuto-nulla-su-pericolosita-ex-senatore-rossi-sapeva-tutto/
  24. Ohibò, il delinquente in via di putrefazione ha ancora una fan. Roba da matti! Ma de gustibus...
  25. Dov'erano gli investimenti pubblici del governo Renzi in questi contributi di due aziende italiane ai lavori del Gottardo? Ancora ti fai abbindolare dal tappetaro? Che farebbe il caudillo a vita se tutti gli italiani fossero polli come te.