fosforo41

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  1. Come ti dicevo qualche giorno fa, Roma e Parigi hanno già un collegamento ferroviario ad alta velocità, grazie al TGV per il Frejus (Torino-Bardonecchia-Modane). Inoltre c'è anche il collegamento autostradale, sempre attraverso il Frejus (A32). Ambedue le linee sono ben lontane dalla saturazione. Per giunta a breve sarà raddoppiato il traforo autostradale con il completamento della seconda canna. I benefici del nuovo TAV riguarderebbero soprattutto il trasporto merci. Ma è demenziale spendere decine di miliardi per guadagnare qualche ora nel trasporto merci. L'unico beneficio reale sarebbe il trasferimento su rotaia di una parte del traffico su gomma, ma è tutto da dimostrare. Al momento è solo una speranza che cozza contro la netta superiorità del trasporto stradale in termini di flessibilità. Il caso dell'Eurotunnel ferroviario della Manica, come ho già scritto, è molto diverso. Prima che venisse costruito non c'era nessuna possibilità di andare da Londra a Parigi e viceversa senza fare un tratto via mare (molto lento per i passeggeri) o senza usare l'aereo (costoso e poco adatto alle merci). Tuttora l'Eurotunnel non ha concorrenti stradali né alternative ferroviarie, come invece avrebbe il TAV Torino-Lione, eppure sotto il profilo economico ha avuto periodi di grossa difficoltà. Secondo gli inglesi andava costruito solo con fondi privati, secondo i francesi solo con fondi pubblici. Prevalse la prima opzione: ai contribuenti dei due paesi è andata bene. Purtroppo il TAV si farà (se si farà) solo con soldi pubblici. Quanto costerà alla fine ai contribuenti italiani? Secondo un rapporto del 2014 della Commissione Europea basato sui dati effettivi sulle opere completate, l'Alta Velocità ferroviaria costava in media 10,2 milioni al km in Francia, 9,8 milioni in Giappone, 9,3 milioni in Spagna. In Italia costava in media 61 milioni al km. C'entra qualcosa la corruzione? Il rapporto in oggetto era per l'appunto un rapporto sulla corruzione nei paesi dell'UE. Gli amici dei partiti pro-TAV (Lega, Pd, FdI, FI) pregustano buoni affari. Una buona quota delle spese la coprirà l'Europa? Speriamo. Intanto, se io fossi un contribuente spagnolo o svedese, olandese, etc., scenderei in piazza con il forcone o mi unirei ai NO TAV della Val di Susa. Saluti https://www.eunews.it/2014/02/03/tav-in-italia-costa-61-milioni-al-chilometro-in-spagna-10-e-in-giappone-9/12344
  2. Trasformare Rotondi in vittima ed eroe? In martire della democrazia (cristiana)? Questi salviniani sono ridicoli anche come squadristi.
  3. Salvini meriterebbe una pallottola in fronte? Se quella donna ha detto quelle parole vuol dire che le pensava e che aveva qualche motivo per pensarle. Come le pensano di sicuro molti nomadi come lei e probabilmente molti italiani. Naturalmente sono parole che non si devono dire, nemmeno usando il condizionale, e che non andrebbero nemmeno pensate. Ma chi sparge odio si attira inevitabilmente odio. E parole come "zingaraccia" non andrebbero neppure pensate da un uomo delle istituzioni. Perché mettono il timbro dell'autorità su cose immonde, infami, come la discriminazione e l'odio razziale. I politici della Prima Repubblica rischiavano sul serio le pallottole, ma non ricordo una sola parola offensiva, volgare, minacciosa, insultante, da nessuno di loro nei riguardi dei brigatisti rossi. Salvini è l'ultimo risultato della degenerazione personalistica e populistica e dello sbraco linguistico e culturale della politica italiana iniziati con Bossi e Berlusconi. E speriamo di fermarci qui e di non vedere di peggio. Naturalmente una parolaccia inopportuna può scappare, specie se ci si trattiene dalla mattina alla sera nella cloaca dei social (invece di lavorare al ministero), ma è tutta l'impostazione di Salvini che è sbagliata. Un politico di governo prima di pensare alle ruspe deve pensare alle persone, che non sono pietre o baracche o roulotte, ma esseri umani, e in quanto tali mai abusive e sempre meritevoli di rispetto, e ai loro diritti primari come il diritto alla casa. La minaccia ripetuta, ossessiva, elevata a slogan politico, non solo incattivisce gli animi ma incancrenisce il problema invece di favorire la soluzione dell'integrazione. Se Salvini fosse una rappresentazione fedele del genere umano, saremmo ancora all'età della pietra e vivremmo sparsi sul pianeta in tante piccole tribù.
  4. Ho sempre considerato Salvini un problema per il nostro paese. Ma finché faceva i cori razzisti, l'assenteista a Bruxelles e il capetto di un partito di opposizione dal 4% con un programma a base di ruspe scritto sulla felpa, lo consideravo un problema marginale, uno dei tanti personaggetti, più ridicoli che vergognosi, del teatrino della politica. Poi quando, grazie alla scellerata e abusiva legislatura pidina, quel politucolo quadruplicò il consenso, e quando poi salì al governo grazie al M5S (ma anche Mattarella e il Pd fecero poco per impedire quella scelta scellerata di Di Maio), e quando infine, sponsorizzato dai poteri forti e "pompato" dai media, ha ulteriormente raddoppiato il consenso, ho preso a considerare Salvini un problema serio, molto serio per l'Italia. Tuttavia, reputandolo un po' meno assetato di potere, un po' meno irresponsabile e più realista e prudente di Berlusconi e Renzi, per quanto ugualmente incapace e vuoto di idee, lo giudicavo fino a ieri una minaccia tutto sommato meno grave per il bene comune al confronto con i due suddetti sciagurati (ovviamente considerati ambedue al loro apice, visto che oggi sono ridotti all'irrilevanza). Ultimamente tendo a rivedere questo giudizio. La vittoria sulla importante e simbolica questione del TAV (anche se non è detta l'ultima parola), il muro alzato contro la cruciale riforma della giustizia, e la palese perdita di controllo da parte del politucolo gonfiato sui propri nervi in seguito a qualche imprevisto dispiacere (figuraccia internazionale nel caso Rackete, caso Russia e figuraccia per il figlio che scambia una mezzo della polizia per un giocattolo privato), mi fanno temere che i tempi di un Salvini a palazzo Chigi potrebbero essere più vicini e soprattutto più cupi del previsto. Ieri il vicepremier in versione spiaggia ha dato implicitamente e pubblicamente del pe.do.filo al giornalista di Repubblica che aveva ficcato il naso nei "giochi" di suo figlio sedicenne (che definisce "bambino", povera stella, invece di chiamarlo adolescente viziato). Questo video è francamente sconcertante: uno così se va al governo da solo (o con la fascistoide che vuole affondare le navi umanitarie) può fare disastri inenarrabili, forse senza precedenti nel dopoguerra: https://www.repubblica.it/politica/2019/08/01/news/saverio_lo_muzio_matteo_salvini_lega_figlio_ministro-232534953/?ref=RHPPLF-BH-I232536239-C8-P2-S1.8-T1 Per giunta mi preoccupa l'atteggiamento dei giornali, come la stessa Repubblica, sulla carta antitetici a Salvini ma che continuano a dipingere Di Maio e i 5Stelle non come il male minore nel governo Conte ma come il male maggiore, non come l'unico, forse ultimo argine al salvinismo ma come degli inetti da mandare a casa al più presto anche a costo di un quinquennio fascioleghista da farci rimpiangere perfino Renzi e Berlusconi. Mi ero prefisso di non guardare più In Onda, il programma serale dove anche un bravo giornalista come Luca Telese sta a Salvini come gli arbitri onesti stanno alla Juve: ne subisce un plateale condizionamento psicologico e inconscio. Ma ieri durante la cena il telecomando è finito ancora su La7: c'era un altro bravissimo giornalista, Sergio Rizzo, che bollava l'episodio del figlio di Salvini e delle minacce al collega di Repubblica, ma solo per qualche secondo. Il mirino si spostava subito sui 5Stelle colpevoli di non avere stigmatizzato la cosa a sufficienza, di non avere scatenato l'inferno (testuale!) sul web come avrebbero fatto se fossero stati all'opposizione. E il dibattito in studio puntualmente si incentrava sulla crisi d'identità di un movimento legalitario ridotto a fare la stampella di un populista arrogante. Meno male che Di Maio non ha figli e che scarrozzato su quella moto d'acqua della polizia non c'era il figlioletto di Di Battista.
  5. Purtroppo non esistono ancora i camion anfibi. Ma quando ci sono alternative al treno (o al traghetto) la stragrande maggioranza dei camionisti sceglie di guidare il proprio camion su strada dall'origine fino alla destinazione. Perfino nell'attraversare La Manica (che ha un tunnel solo ferroviario, non stradale) molti camionisti preferiscono ancora il traghetto via mare al treno veloce. Un motivo ci sarà. Tieni anche conto che i treni merci tra Italia e Francia viaggiano già tranquillamente nei vari trafori, anzi spesso viaggiano semivuoti (di merci e di tir). Spendere una ventina di miliardi per far correre le merci a (relativamente) alta velocità mi pare assurdo.
  6. Arrestati i capigruppo di Pd e FdI della Regione Calabria ma stamane sulla prima pagina di Repubblica non c'era traccia di questa notizia. Però si parlava di cose più importanti, tipo: "Totem e ragù. L'ossessione della dieta". Un giornale alla frutta che sta seguendo passivamente il triste destino di un partito alla frutta.
  7. Piaceva anche a me prima di ascoltare quelle sue assurde e volgari teorie contro i napoletani. Mi piaceva come critico d'arte. Ma un critico d'arte che si mette a pontificare in tv di scienza dei trasporti lo trovo come minimo un presuntuoso. Saluti
  8. Non ti sbagli affatto, egregio. Chiunque abbia studiato con un minimo di attenzione e di serietà la questione non può che essere decisamente contrario a un'opera assurda come il TAV Torino-Lione. Un esempio è il giornalista Tommaso Cerno, ex direttore dell'Espresso, eletto al Senato con il Pd. Sotto la sua direzione il settimanale pubblicò vari articoli e inchieste sul TAV, e in una illuminante intervista al Fatto Quotidiano (sulla quale ritornerò nei prossimi giorni) Cerno afferma che voterà per la mozione del Movimento 5Stelle, cioè per la cancellazione di quell'assurdo progetto, e invita il Pd, con validissimi argomenti, a fare altrettanto. A giudicare dalla foto credo che i tir su quel treno siano non più di 20 o 30. Penso anche che siano stati caricati tutti nella stessa stazione di partenza e che scendano tutti nella medesima stazione di arrivo. Fare scendere in una stazione intermedia un tir che occupa una posizione intermedia nel convoglio lo vedo problematico. Fino a qualche tempo fa le Ferrovie dello Stato offrivano questo servizio anche per le auto (cioè potevi viaggiare in treno facendo un biglietto anche per la tua auto). Mi pare che il servizio sia stato abolito: troppo costoso e poco efficiente. Invece esiste ancora il trasporto delle auto private sulle bisarche. A conferma della netta superiorità, in termini di flessibilità, del trasporto su gomma rispetto a quello su rotaia. Saluti
  9. A proposito del "grande" Philippe Daverio (così lo definisce il falsario pisano), è opportuno ribadire che questo intellettualoide venuto in Italia a insultare i meridionali (vedasi la citata trasmissione di In Onda) non ha MAI conseguito una laurea. Lo afferma lui stesso: "Non sono dottore perché non mi sono laureato. Ero iscritto alla Bocconi nel 1968-1969. In quegli anni si andava all'università per studiare e non per laurearsi" (fonte: Wiki). Il falsario pisano ignora che si può insegnare negli atenei del paese di Pulcinella senza nessuna laurea, anzi senza avere neppure la terza media: https://ricercatoriprecari.wordpress.com/2008/07/20/vieni-anche-tu-ad-insegnare-alluniversita/ Di seguito un paio di esempi della scarsa simpatia verso i meridionali di questo francesotto simpatizzante della Lega (lui si autodefinisce "stalinista"): https://www.strill.it/rubriche/lettere-strill/2013/08/qprofonda-indignazione-per-le-parole-di-pura-volgarita-del-prof-daverio/ https://www.ilsussidiario.net/news/cronaca/2010/7/16/daverio-contestato-video-il-critico-ai-senza-tetto-per-voi-ci-vorrebbero-i-gulag-di-stalin/100188/ Stalinista, poco educato, professore senza laurea e antimeridionale: nessuna meraviglia che un simile personaggetto piaccia molto al becero forumista pisano. Però perfino questo "Sgarbi minore" ha studiato qualcosa e in questo video deluderà fortemente il razzista antipartenopeo di Pisa: https://m.youtube.com/watch?v=ncCq-dwTsns
  10. La possibilità che citi non sposta di una virgola (semmai ribadisce!) il concetto fondamentale che intendevo sottolineare: il trasporto su ferro non potrà MAI sostituire il trasporto su gomma. Usare il treno come traghetto per i camion fa risparmiare il tempo necessario per trasbordare le merci (ma non so se ti è mai capitato di farti una, due o più ore di fila per imbarcare l'auto a Villa San Giovanni), però l'operazione ha un costo, sia in termini economici sia in termini di efficienza del trasporto. Un grosso convoglio merci è certamente in grado di trasportare tutte le merci caricabili su 100 camion, ma non so se possa trasportare 100 camion! Non credo. Mentre escluderei del tutto, per motivi di ingombro, che possa trasportare 100 tir a molti assi. L'esempio classico di trasporto dei camion (e delle auto) su treno è il tunnel ferroviario ad alta velocità sotto il Canale della Manica. Che è l'unica alternativa all'assai più lento trasporto via mare. Nel caso del tunnel che si vuole scavare sotto le Alpi ci sono invece almeno tre alternative: l'attuale autostrada del Frejus e i passaggi del Bianco e di Ventimiglia. Eppure l'Eurotunnel della Manica è stato quasi un flop: i volumi di traffico (sia merci che passeggeri) sono stati negli anni molto inferiori a quelli previsti in fase di progetto, anni fa il gestore rischiò addirittura di fallire. Eppure è l'unico collegamento ferroviario tra Londra e Parigi, due metropoli alle quali, con tutto il rispetto, non possiamo neppure lontanamente paragonare Torino e Lione. Il TAV Torino-Lione, se si farà, avrà nella migliore delle ipotesi volumi di traffico dell'ordine di un decimo di quelli dell'Eurotunnel, ma nella peggiore delle ipotesi verrà a costare (come costo effettivo e finale) addirittura di più! https://www.corriere.it/solferino/severgnini/04-04-14/11.spm?refresh_ce-cp Saluti
  11. Prima di segnalare questo post delirante e offensivo verso il sottoscritto e verso il popolo napoletano all'Amministratore del forum, ricordo al maleducato e incivile panzanaro pisano che i giovani della scuola Diaz di Genova non erano criminali drogati e assassini e nemmeno teppisti anti-G8, ma studenti e pacifisti perbene autorizzati dalla Provincia a dormire nella scuola; che i loro aguzzini (non uno ma oltre 100 poliziotti in assetto antisommossa e i loro dirigenti) non si limitarono a bendarli ma li torturarono e li pestarono a sangue per ore e furono condannati in appello per lesioni gravi (prescritti in Cassazione); che quei delinquenti in divisa tentarono di far passare quei pacifisti inermi per teppisti introducendo nella scuola prove false (mazze e bottiglie molotov); che dei 93 attivisti fermati 61 finirono in ospedale, dei quali 3 in prognosi riservata e uno in coma (fonte: Wiki); e che il vicequestore di Genova parlò di pestaggio da "macelleria messicana". Solo un soggetto inebetito dalla faziosità può paragonare i fatti della scuola Diaz al bendaggio del killer americano. Ribadisco la mia personale opinione che in qualsiasi altra caserma al mondo, inclusa la caserma delle guardie svizzere del Vaticano, uno che avesse appena sgozzato uno dei giovani militari di quella caserma se la sarebbe passata probabilmente peggio o molto peggio. Gli ricordo anche che il sottoscritto, a suo dire fautore dello "stato poliziesco dove le forze dell'ordine possono fare di tutto e di più senza nessun controllo" era sceso in strada per difendere, da solo, un ladruncolo di etnia rom dalle botte di un energumeno della polizia. Avrei voluto vedere il sedicente difensore pisano dello Stato di diritto al mio posto: penso che si sarebbe fatto i fatti suoi o si sarebbe mischiato alla folla inferocita che incitava l'energumeno.
  12. Trovo ingiusta la prima e incoerenti le due norme. È pacifico che il testimone ha il dovere di rendere testimonianza veritiera e completa. Per quanto riguarda l'imputato o l'indagato, io potrei anche giustificare la facoltà di non rispondere, anche se con qualche perplessità, specie per i reati gravi come l'omicidio volontario. Però se l'indagato decide di parlare, allora DEVE dire la verità, magari incompleta ma non deve depistare le indagini con la menzogna. Se lo fa, dovrebbe essere imputato come un falso testimone. In base a quale principio si può giustificare la facoltà di non rispondere? É il principio o l'istinto naturale di autoprotezione. I giuristi dicono nemo tenetur se detegere, cioè nessuno è tenuto a tradire (o smascherare o accusare) se stesso. Ma elevare questo istinto naturale a diritto giuridico è a mio avviso discutibile. Tra l'altro è in plateale contrasto con la religione cattolica che prevede il sacramento della Confessione e la preghiera del Confiteor. Più che come tutela di un diritto naturale, la norma potrei giustificarla come una forma a sua volta di autoprotezione: della giustizia dalle menzogne dei colpevoli. Un colpevole che si dichiara innocente probabilmente dirà il falso, quindi tutto sommato meglio che non risponda. Però in Italia si riconosce all'imputato non solo il diritto di tacere ma anche quello di parlare per mentire e per sviare o intralciare la giustizia. Questa è una palese e autolesiva contraddizione del nostro sistema giudiziario. Secondo Gian Carlo Caselli, uno dei più esperti e autorevoli magistrati italiani, non esiste e non è mai esistito al mondo un altro sistema così garantista, ovvero così buono e permissivo con gli imputati: https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/31/giustizia-garantisti-come-noi-nessuno-mai/2177068/
  13. Nel paese di Pulcinella è consentito mentire agli imputati non ai testimoni. Questo mi pare ingiusto.
  14. Questa domanda viene spesso posta dai superficiali e dai qualunquisti (e da Berlusconi che la pone a Di Maio non a Salvini). Prima di tutto la politica non è assolutamente un lavoro, non è una professione, è servizio e missione. Che nei paesi seri si svolge senza nessuno scopo di lucro o di sussistenza ma al massimo con un equo rimborso spese e per un tempo limitato. Un caso come quello del mestierante Salvini, che fa il politico a tempo pieno da 28 anni, sarebbe quasi inconcepibile in tutti i paesi seri e democratici, per non parlare dei dinosauri della nostra politica (Napolitano, Casini, Fassino, etc.). Un caso eccezionale all'estero è Angela Merkel che è in politica da oltre 30 anni, ma la cancelliera ha già annunciato il suo ritiro a fine mandato. Da noi le eccezioni sono i 5Stelle con la loro lodevole regola dei due mandati elettivi (o al massimo tre per chi comincia come consigliere comunale) e singoli casi lodevoli, come quelli di D'Alema, Veltroni e Letta che hanno rinunciato a tutte le poltrone quando potevano ancora vivacchiare per decenni in parlamento. Premesso ciò, non vedo perché un disoccupato o un inoccupato, uno che non ha mai lavorato in vita sua, non possa diventare un buon politico. La prima qualità richiesta è, o dovrebbe essere, l'onestà. L'onestà è migliore di ogni politica, diceva un grande filosofo. Craxi era un grande statista ma rubava. Toninelli è onesto dunque è, per il suo paese, un politico di gran lunga migliore di Craxi. Naturalmente aiuta avere una buona base di cultura generale, padronanza del linguaggio, una buona conoscenza della storia e dei principi dell'economia e delle scienze sociali. È necessaria anche una buona dose di umiltà: non avere la presunzione di imporre le proprie idee, ascoltare le critiche, rispettare gli avversari, saper cambiare idea. Pensare al bene comune e non agli interessi particolari. Non obbedire ai potenti. Essere capaci di scelte impopolari. In poche parole potrei dirti: prendi esempio da Matteo Salvini e Matteo Renzi, fai l'esatto contrario e diventerai un buon politico per il tuo paese. Saluti
  15. Sì, ma nel paese di Pulcinella si riconosce all'imputato perfino il diritto di rispondere e di mentire. Roba da matti!
  16. Cosa c'è di più normale, facendo un viaggio medio o lungo in questo paese dal territorio molto ondulato e ricco di fiumi, dell'attraversare ponti e viadotti? Naturalmente li vorremmo attraversare tutti in sicurezza. Ma cosa pensereste se vi dicessero che se volete essere sicuri di sopravvivere all'attraversamento dei vari ponti e viadotti del vostro itinerario, dovete PAGARE e pagare discrete cifre? Pensereste che siamo alla follia. Ebbene, proprio questo succede da qualche anno nel paese di Pulcinella, dopo i crolli del viadotto di Annone Brianza e del Morandi. Leggete attentamente questo incredibile, sconcertante articolo: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/07/28/trasporti-eccezionali-le-aziende-chi-si-deve-occupare-delle-strade-chiede-a-noi-se-i-ponti-reggono-e-scarica-i-costi/5350075/ Avete letto? Ora ditemi se con un problema nazionale del genere, che tocca la sicurezza di tutti noi ma che affligge gravemente un intero settore della nostra economia, il settore legato ai trasporti eccezionali (che vale circa 3 punti di PIL e occupa 160.000 persone) non è un'indecenza e una vergogna il solo pensare di buttare nel cesso miliardi per un'opera faraonica quanto inutile come il TAV Torino-Lione.
  17. Una sera d'estate di qualche anno fa un ladruncolo minorenne, forse proveniente da un campo nomadi, si arrampicò come uno scoiattolo fino a una finestra aperta al primo piano del palazzo di fronte al mio. In quel periodo c'erano stati vari furti nella zona. In quella casa c'era una donna anziana e sola che si mise urlare a squarciagola. Il ladruncolo tentò di svignarsela ma trovò giù alcune persone che lo bloccarono. Tra queste qualche vittima dei furti comprensibilmente desiderosa di dare una lezione al malandrino. Io guardavo la scena dal balcone. Per fortuna del ladruncolo arrivò un poliziotto in borghese che lo prese in consegna, ma il ragazzo, che poteva avere 15 o 16 anni ma era robusto, invece di ringraziarlo si mise a scalciare per liberarsi, a insultarlo, a graffiarlo e a sputargli in faccia. A quel punto il poliziotto perse la pazienza e gli mollò quattro o cinque tremendi ceffoni che riecheggiarono per tutto l'isolato tra le urla di dolore del giovinastro e quelle di approvazione dei presenti i quali lo incoraggiavano a dargliene ancora. Francamente temetti che il poliziotto avesse perso il controllo e che volesse ammazzare di botte quel nomade. Allora scesi in strada per fermarlo ma trovai le acque calme: i ceffoni avevano fatto il loro effetto. In attesa della volante azzardai a chiedere all'agente se non avesse un poco esagerato. Mi rispose che quel ladruncolo lo conosceva già, sapeva che aveva la pelle dura e che quegli schiaffi sarebbero rimasti l'unica punizione, l'unico deterrente per indurlo a cambiare vita perché l'indomani l'avrebbero rimesso in libertà. Così fu. Ora si è sollevato un polverone per la foto di quel giovane assassino arrestato e bendato. Prima di tutto gli ultimi a poter protestare sono gli americani. Conosciamo tutti i metodi della polizia statunitense. Se un turista italiano avesse ucciso in quel modo un poliziotto a Chicago, sarebbe stato sottoposto a trattamento Cucchi, o giù di lì. Nemmeno Repubblica e gli altri giornaloni o giornalini benpensanti hanno diritto di protestare. Quando i brigatisti rossi venivano pestati nei commissariati, nelle caserme e nelle carceri, per rivelare i complici e i covi, tutti sapevano ma nessuno o quasi protestava. Senza il pugno duro le BR sarebbero durate non so quanti altri anni ancora e non so proprio dove sarebbero arrivate. Certo non le avrebbero fermate i Craxi, gli Andreotti e i Forlani. Chi crede che le teste di cuoio (NOCS) giunsero alla "prigione del popolo", in cui era sequestrato il generale della NATO Dozier, rispettando i codici e usando i guanti bianchi può credere tutto. Certo in un paese civile, in uno Stato di diritto, non si interroga un fermato con gli occhi bendati. Ma ci sono casi limite. Poliziotti, carabinieri e inquirenti sono esseri umani. Se un cocainomane viziato che ha appena sgozzato un tuo collega non risponde alle domande ma ti guarda negli occhi, ti provoca, ti sfida, probabilmente la benda è la minore umiliazione che un simile soggetto possa attendersi in qualsiasi commissariato o caserma del mondo. In Italia, dalla fine degli anni di piombo, siamo fin troppo garantisti. Non abbiamo avuto il coraggio di debellare le mafie, il traffico di droga e la corruzione con i metodi che usammo contro il terrorismo. E allora ce li teniamo. E ci teniamo fior di criminali, di corrotti e narcotrafficanti che si avvalgono della facoltà di non rispondere. Una norma che va assolutamente cambiata. Un innocente ha sempre tutto l'interesse a collaborare con la giustizia. Chi sceglie di non farlo dovrebbe essere processato per direttissima e condannato senza appello al massimo della pena prevista, ed essere escluso da ogni misura alternativa al carcere. Vorrei proprio vedere i Berlusconi e i Formigoni, con una legge del genere, fare scena muta davanti al pm.
  18. Nell'articolo che avevo allegato si legge che dopo i crolli dei viadotti in Brianza e a Genova i vari gestori stradali (pubblici e privati) hanno drasticamente abbassato i limiti di peso per i trasporti eccezionali. Non solo: ora le verifiche sulla sicurezza della struttura per un dato peso del mezzo in transito non sono più a carico del gestore ma dell'utilizzatore. I trasporti eccezionali di solito si effettuano di notte e sono ovviamente molto lenti (pochi km/h), ma nel paese di Pulcinella le consegne dei carichi eccezionali sono rallentate non tanto dal peso del carico quanto dal peso della burocrazia e dall'inefficienza dei gestori stradali. Per esempio, ci sono volute materialmente tre notti per trasportare un trasformatore elettrico da 245 tonnellate costruito a Modena fino al porto fluviale di Ostiglia (circa 60 km). Ma ci son voluti ben 10 mesi per i permessi e le prove di collaudo sul percorso. Il prezioso e pesante carico, vanto della nostra industria elettrotecnica, è destinato alla Norvegia. Non tutti i clie.nti delle nostre aziende hanno la pazienza per attendere tanto tempo. Nei paesi seri questi collaudi sono a carico dello Stato o del gestore privato. Di ogni strada, ponte o viadotto si conosce la portata massima attuale. Nel paese di Pulcinella è il produttore o la ditta che deve fare la consegna a dover pagare le costose perizie per avere questi dati. Dopodiché deve rivolgersi alla burocrazia per avere i permessi di transito. Un enorme bastone tra le ruote della nostra economia. Ma Pd, Lega e Forza Italia pensano al TAV. Roba da matti! Saluti https://www.fagioli.com/it/news-it/trasporto-eccezionale-di-un-trasformatore-da-245-ton-a-modena
  19. BASTA.RDI AMERICANI ! Naturalmente mi riferisco alle BESTIE responsabili dell'uccisione di quel giovane carabiniere a Roma. Purtroppo, dico purtroppo per la FECCIA fascioleghista e razzista, non erano poveracci nordafricani, come speravano, ma ricchi e viziati nipotini dello zio Sam. Dopo l'assassinio erano rientrati come nulla fosse nel loro albergo di lusso. Sono in attesa di adeguato titolone di LIBERO (anzi OCCUPATO) e dell'ira fascioleghista sui social contro i bas.tardi assassini statunitensi. Nel frattempo permettemi anche di ricordare i BAS.TARDI MILITARI AMERICANI responsabili della strage del Cermis (20 morti per un tragico gioco) e i BAS.TARDI GIUDICI AMERICANI che li giudicarono (in base a una norma da occupazione coloniale tuttora in vigore) e li lasciarono IMPUNITI.
  20. Condannato a 5 anni e 10 mesi in Cassazione, il corrotto Formigoni esce dal carcere dopo appena 5 mesi e va ai domiciliari. Senza la legge Spazzacorrotti del M5S (che limita le misure alternative al carcere per i corrotti) questo delinquente col colletto bianco in galera non ci avrebbe nemmeno messo piede. Una tipica vicenda da paese di Pulcinella. Il 4 volte governatore della Lombardia (mi spiace per i lombardi seri e onesti che non lo hanno mai votato, ma prima o poi se lo ritroveranno su qualche altra poltrona) era finito sotto inchiesta come il fulcro politico di un sistema corruttivo che aveva distratto ben 100 milioni di fondi pubblici complessivi verso due ospedali privati (San Raffaele e Maugeri, prescritto il primo caso). Non ci sono particolari motivi di salute, il condannato non aveva mai minimamente collaborato con la giustizia, ma secondo il Tribunale di Sorveglianza di Milano aveva iniziato un percorso di recupero: "Comprendo il disvalore dei miei comportamenti" aveva ammesso il detenuto eccellente per guadagnare clemenza. E l'ha ottenuta! Ora io posso capire un atto di clemenza verso un detenuto anziano che ha scontato i 3/4 della pena mantenendo una buona condotta. Ma Formigoni non aveva scontato nemmeno il 7% della sua pena. In questi casi, come già accadde per il frodatore Berlusconi, la decisione del giudice di sorveglianza si configura, di fatto, come un quarto grado di giudizio. Un paese dove non c'è la minima certezza della pena, dove le sentenze cosiddette definitive restano sulla carta e dove i condannati eccellenti se la cavano con poco (Formigoni, Berlusconi) o nulla (vedasi per esempio le 8 prescrizioni di Berlusconi) a dispetto della gravità dei reati commessi, è un paese poco serio, un paese destinato a fare una brutta fine, un paese che istiga i disonesti a delinquere e dove non c'è futuro né speranza per i cittadini onesti. VERGOGNA!
  21. A proposito di giullari del Capitone. Non se ne può proprio più dei due menestrelli incaricati di sostituire la Gruber nel periodo estivo. Sono riusciti a farci rimpiangere la versione al femminile di Bruno Vespa! Cara Lilli, per favore, torna presto dalle vacanze! Luca Telese e (soprattutto) David Parenzo sembrano ormai due speaker dell'EIAR, quelli cioè che quando il duce improvvisava un discorsetto nel più sperduto paesino di provincia, petto in fuori e mani ai fianchi, o si metteva a torso nudo a mietere il grano, o si soffiava il naso o gli scappava una scorreggia, sentivano il dovere di farne minuziosa radiocronaca ai radioascoltatori. Immagino che quando Salvini andrà al potere da solo (o con Meloni a portargli acqua e il Mummificato di Arcore qualche voto in Senato) In Onda cambierà nome in Cronache del Regime, popolare trasmissione EIAR degli anni '30. Ma già adesso Salvini a In Onda è come il prete alla messa o il pallone alla partita di calcio: non manca mai, nemmeno per sbaglio. Non solo si parla e si discute sempre di lui, in ogni puntata (e sono 6 la settimana), ma gli si dà costante e ampio spazio di parola. In collegamento televisivo diretto dalla piazza di turno dove il ministro in campagna elettorale permanente tiene il suo comizio estivo, guarda caso sempre in sincronia con la prima serata tv. In diretta video dai social, anch'essa sempre sincronizzata con In Onda. Negli innumerevoli post e tweet dai quali il verbo di Salvini viene puntualmente irradiato e commentato ai telespettatori di La7, come nemmeno Radio Vaticana fa con le omelie del papa. E nei lanci delle agenzie di stampa che seguirebbero il Capitone come un'ombra pure se andasse a deporre le uova negli abissi del Mar dei Sargassi (essendo il capitone la femmina dell'anguilla). Se La7 seguisse con troupe e telecamere l'anguillesco ministro itinerante in tutti i suoi comizi, il patron Urbano Cairo finirebbe sul lastrico per le spese. E allora a volte ci si affida alle agenzie di stampa. Come nella puntata di ieri con Luca e David, i due apostoli della Ruspa discesa dal Cielo e fatta carne, in trepidante attesa di rilanciare in diretta i vari aggiornamenti (uno ogni 5 minuti circa) sull'attesissimo comizio del vicepremier in quel di Golasecca, che abbiamo scoperto essere non il nickname di un alcolista in terapia intensiva, bensì uno sperduto paesino del varesotto. L'agenzia, se non ricordo male, insieme ai proclami del Capitone, tipo o Autonomia o Morte (del governo Conte), riportava pure gli applausi e il tripudio dei golasecchesi. Per la gioia del saccente leghista nonché critico d'arte Philippe Daverio, il quale ci spiegava in diretta che questi golasecchesi altro non sono che i discendenti della più antica tribù celtica venuta a insediarsi nel Belpaese. Praticamente gli antenati del Trota e di Borghezio. A un certo punto mi sono stufato di quel bagno di retorica e di saliva sulle natiche di Salvini e ho cambiato canale. Dunque non so dirvi se il comiziante abbia indossato o meno, a furor di popolo di Golasecca, il canonico elmo celtico con le corna. Posso dirvi però cosa ha detto Daverio sul TAV (o sulla TAV: il saccente ha declinato l'acronimo in ambedue i generi ma l'unico corretto é il maschile: il Treno ad Alta Velocità). Questo francesotto che in Italia ha trovato l'America (fu anche vicesindaco di Formentini a Milano) e che in tv si atteggia a tuttologo (una sorta di Sgarbi minore, che è come dire un mal di stomaco minore, però più educato) pensa che il TAV possa essere nel contempo opera utile, inutile e dannosa. Inutile per Di Maio e per i napoletani in genere, in quanto popolo di fannulloni che vivono di sussidi. Ma anche dannosa per i napoletani stessi, essendo tutta partenopea, udite udite, una fantomatica lobby del trasporto su gomma che, secondo il francesotto, riciclerebbe nell'acquisto di costosi e potenti camion e tir i soldi sporchi della camorra. Roba da matti! Anche se fosse vera questa farneticazione, ovvero anche se il traforo del Frejus fosse intasato ogni giorno da migliaia di camion napoletani, ho spiegato più volte che è una bufala colossale la teoria che un treno, per quanto veloce, possa sostituire i camion. Se un treno trasporta il carico di 100 camion, serviranno esattamente 100 camion per caricare il treno con le merci provenienti dalle varie origini, e altri 100 per scaricare il treno e consegnare le merci alle varie ed effettive destinazioni (a meno che origini e destinazioni delle merci non siano all'interno di stazioni ferroviarie). Operazioni lente, costose e laboriose: molto spesso conviene effettuare su gomma l'intero viaggio tra origine e destinazione. Infine, secondo il saccente francesotto (che in realtà non è neppure laureato) il TAV Torino-Lione sarebbe utile, utilissimo, sacrosanto ma solo per gli italiani che lavorano sul serio, cioè gli italiani del Nord. Al che il triestino Patuanelli, senatore del M5S, mostrava, dati alla mano, che il TAV è inutile anche per il Nord (tanto è vero che perfino la Lega Nord a suo tempo era NO TAV e Borghezio manifestava con gli attivisti della Val di Susa). A quel punto, non avendo nulla di serio da replicare, lo Sgarbi minore reagiva come lo Sgarbi maggiore, cioè scomponendosi e urlando: "Balle, quei dati sono tutte balle!". Caro Telese, sorprende che un bravo giornalista come te non capisca che tenere un politico costantemente al centro dell'attenzione significa regalargli una implicita ma enorme e gratuita propaganda. Mi spiace ma io ne ho piene le balle e non seguirò più In Onda, anche se è l'unico programma estivo di politica. Ridateci Lilli Gruber!
  22. Una correzione: la prima pagina di Libero di oggi 25 luglio, e non 24 luglio come avevo scritto.
  23. Non so se in Europa o nell'universo mondo si produca quotidianamente una carta da cesso più scadente di Libero (anzi Occupato secondo Travaglio). Penso proprio di no, penso che il foglietto becero-leghista che ha sostituito La Padania (che era più seria ed è tutto un dire) sia un altro dei record mondiali (in negativo) del paese di Pulcinella. Il becero e sessista Feltri (bravo giornalista malamente invecchiato) si scandalizza perché la donna che ha umiliato Salvini si presenta in procura senza reggiseno. Forse confidando ancora una volta, dopo il titolone dedicato alla PATATA BOLLENTE della Raggi, nella scoptofilia dei suoi beceri lettori. Ma Feltri non si scandalizza per un ministro che non ha né la serietà né il coraggio per presentarsi in parlamento a rispondere su fatti gravissimi e scottanti. Il presidente del Consiglio, interpellato dal Pd, ha risposto in vece del ministro fuggiasco, e lo ha sbugiardato e bacchettato non poco al cospetto dei senatori, come correttamente riferisce il Fatto Quotidiano: "SAVOINI VOLUTO A MOSCA DAL MINISTRO MA SENZA INCARICHI (ufficiali, nda): NON ACCADA MAI PIÙ!". Ma il trio Lescano dei giornaletti berlusconiani saltati sul carro di Salvini (Libero, anzi Occupato secondo Travaglio; il Giornale, umoristico secondo Cicchitto; e La Bugia, pardon La Verità secondo Belpietro) oggi ripete a pappagallo la bufala che Conte avrebbe "salvato" Salvini (anzi, secondo homo ridens Belpietro, sarebbe addirittura Conte a essersi salvato da Salvini!) e naturalmente avrebbe spaccato i 5Stelle. Volete leggere a colpo sicuro una bufala o una castroneria colossale? Vi basta aprire una rassegna stampa e andare sulla prima pagina di Libero, anzi Occupato. Eccovi per esempio il demenziale titolo dell'editoriale di oggi, 24 luglio, firmato dal direttore: L'INQUINAMENTO GIOVA ALLA SALUTE IN ITALIA RECORD DEI CENTENARI E anche record del giornale più bufalaro di tutti i tempi. Inquinate l'ambiente, mangiate cibi contaminati, respirate fumo e polveri sottili, a pieni polmoni, e camperete cent'anni! Ve lo garantisce Vittorio Feltri! È vero che (in Italia) l'Ordine dei giornalisti è un ente inutile. Ma se un quotidiano scrive in prima pagina che l'inquinamento giova alla salute, dovrebbe intervenire la magistratura. Per chiuderlo e per chiudere in cella (o in una casa di cura) il direttore.
  24. Marco Travaglio è uno dei pochissimi giornalisti in Italia (gli altri sono quasi tutti al FQ) che possono permettersi di ridicolizzare un Tribunale, o meglio una sua decisione, senza generare dubbi sul suo rispetto per la Magistratura (provato e indiscutibile) e senza difendere padroni o interessi particolari ma una superiore (al Tribunale) idea di giustizia. Francamente concordo con Marco: la scarcerazione del corrotto Formigoni dopo appena 5 dei 70 mesi che doveva scontare dietro le sbarre, e che avrebbe certamente scontato in un paese serio, ha sfiorato se non superato i limiti del ridicolo. Questo a voler essere buoni e a buttarla sull'ironia, arte in cui Travaglio è maestro. Perché su questa decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano, che fa il paio con i ridicoli servizi sociali di Berlusconi (4 anni di carcere convertiti in 9 mesi di barzellette e cioccolatini, un'ora la settimana, in un istituto per anziani, accompagnato sotto scorta a nostre spese) ci sarebbe molto (ma molto) più da indignarsi che da ridere. E ci sarebbe forse anche da aprire un procedimento disciplinare per capire se questi generosi magistrati possono restare in quell'ufficio senza nuocere al prestigio della Magistratura e senza abbassare ulteriormente il livello di fiducia degli italiani onesti in questa istituzione. https://infosannio.wordpress.com/2019/07/24/formigodi/
  25. Non puoi. Deve scegliere necessariamente uno dei 4, altrimenti perdi la cassaforte. A chi la affidi?