fosforo41

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  1. Mentre il venditore d'aria fritta di turno, stipendiato da ministro (dei miei stivali), saltella da mane a sera da un palco a uno studio televisivo, cioè da un comizio in piazza a uno in tv, e viene per questo premiato dal popolo bue più bue e più pecora di tutti i luoghi e di tutti i tempi, c'è ancora in Italia un ministro serio che LAVORA. Lavora nell'ombra, con umiltà ma con serietà e fermezza. E i risultati CONCRETI arrivano, anche se i media della conservazione li occultano. Quante volte abbiamo sentito ministri del Lavoro o dello Sviluppo Economico promettere: mi siederò al tavolo e battero i pugni? Poi puntualmente si calavano le brache davanti al capitalista di turno. Quando mai abbiamo visto un ministro minacciare una potente multinazionale: se chiudi questa fabbrica ti facciamo uscire dal buco del kulo fino all'ultimo centesimo dei contributi pubblici che hai ricevuto, non solo per quella fabbrica ma per tutte le altre che hai in Italia? A mia memoria non era MAI accaduto. MAI, negli ultimi decenni, un segretario o una segretaria nazionale della FIOM si era complimentato con il ministro al suo fianco in un tavolo sindacale, per una difficile vertenza, definendolo MINISTRO AUTOREVOLE. Signori, questo è un ministro vero! https://youtu.be/WJjuFfwNQVY Ebbene, L'AUTOREVOLEZZA E LA FERMEZZA DEL MINISTRO LUIGI DI MAIO HANNO PIEGATO LA WHIRPOOL, LA MULTINAZIONALE AMERICANA CHE VOLEVA CHIUDERE UNA GRANDE FABBRICA A NAPOLI. La Whirpool fa marcia indietro, Di Maio ha salvato 800 posti di lavoro tra dipendenti e indotto. https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/06/11/whirlpool-non-chiuderemo-a-napoli-di-maio-firma-gli-atti-per-la-revoca-degli-incentivi-tornino-a-piu-miti-consigli/5247664/ LUIGI UNO DI NOI! oggi cantano in corteo le operaie e gli operai della Whirpool di Napoli. Mi sembra ieri, io c'ero, ma sono passati quasi 43 anni dal giorno in cui una folla oceanica alla Mostra d'Oltremare, a Fuorigrotta, acclamava: ENRICO UNO DI NOI! Caro Enrico, te ne sei andato 35 anni fa, NESSUNO ha saputo sostituirti, NESSUNO mai più come te nella politica italiana. Ma oggi un giovane ministro della città che tanto amavi, e per la città che tanto amavi, ha onorato degnamente la tua memoria.
  2. Infatti Alfieri la clientela la sa fare "come Cristo comanda" (Vincenzo De Luca, Napoli 15 novembre 2016), e la clientela in Campania, come tutti sanno, la si fa prima di tutto e soprattutto nella sanità. Di cui De Luca è governatore ordinario e commissario straordinario insieme. Non a caso in quel famoso discorso raccomandò ai sindaci della Campania di raccogliere Sì al referendum di Renzi proprio nel settore sanità. Quello di De Luca è un conflitto d'interessi monumentale, un doppio incarico da repubblica delle banane, un obbrobrio voluto a suo tempo dal Pd e oggi difeso dalla Lega. In Campania saranno centinaia le ditte private di ambulanze che lavorano per le strutture pubbliche e private. Spuntano come funghi. A Capaccio hanno festeggiato a sirene spiegate 7 ambulanze per l'elezione del sindaco. Che vergogna e che schifo! Ammesso che ne abbiano lasciata almeno una per l'emergenza, vuol dire che in un comune di 20.000 abitanti, ci sono 8 ambulanze private, roba che nemmeno in Svizzera. Tra poco in Campania avremo più ambulanze che posti letto negli ospedali. Hanno eletto e festeggiato un signore già noto per le clientele e attualmente indagato per voto di scambio politico-mafioso. Ai capaccesi vorrei dire: ma l'avete vista la faccia di questo signore? Ai capaccesi che l'hanno votato e l'hanno festeggiato dico: SPARATEVI, ma prima mangiatevi una bella frittura di pesce, così morite contenti.
  3. Non sono ottimista come te. Salvini nel 2013 era al 4% (parlo di voti effettivi, non di sondaggi), ora è sopra il 34. È evidente, per non dire matematico, che c'è chi (e sono alcuni milioni di persone) prima di votare Salvini ha votato per Berlusconi (che aveva oltre il 35% alle europee 2009 e oltre il 37% alle politiche del 2008) e poi per Renzi (oltre il 40% alle europee 2014). Ebbene, è altrettanto evidente che queste persone (ripeto alcuni milioni) che hanno votato Berlusconi, poi Renzi, infine Salvini, sono soggetti IRRECUPERABILI. Sotto ogni punto di vista. Mi dispiace dirlo ma se io fossi uno di costoro, non troverei di meglio che spararmi. Se lo facessero tutti, lascerebbero un paese migliore. Ma non lo faranno, sono una freccia dura a morire, sono la rovina dell'Italia. Molti di loro sono benestanti e fanno figli e nipoti. Sono per lo più pagnottisti, evasori fiscali, conservatori nemici del cambiamento. Saluti
  4. Non ho affatto paragonato Di Maio a Berlinguer, ci mancherebbe. Ho solo scritto che il ministro del Lavoro oggi ha onorato degnamente la sua memoria. Mentre tanti altri la disonorano, alcuni con la loro stessa vergognosa presenza nel partito che ha dilapidato l'eredità del PCI e della Sinistra, dopo avere cancellato diritti dei lavoratori, essersi genuflessi a Confindustria e avere stretto patti costituenti e alleanze di governo con la peggiore destra che, fino a prova contraria, non è quella di Salvini ma, di gran lunga non dimentichiamolo, quella di Berlusconi: piduista, plurinquisito e pluriprescritto, pregiudicato in conflitto di interessi, amico di mafiosi e indagato per strage mafiosa. Per non parlare della questione morale nel Pd dei Lotti & C.: Berlinguer si rivolta nella tomba. Di Maio ha sbagliato nel fare il governo con Salvini, e ha pagato duramente in termini elettorali. Ora cosa vogliamo fare: fucilarlo? Ora Di Maio non può far cadere il governo, significherebbe consegnare l'Italia su un vassoio d'argento ai fascioleghisti (e al solito Berlusconi). Ma deve continuare a fare il ministro come lo sta facendo, cioè bene, in una situazione difficilissima, drammatica per il lavoro e l'economia. E deve alzare le barricate davanti a Salvini su questioni cruciali come Tav, giustizia, salario minimo, lotta all'evasione. Deve essere Salvini a sfiduciare Conte su una o più di queste cose, poi gli elettori giudicheranno. I fatti hanno la testa dura, più dura di quella di Salvini e del popolo bue. Se poi vogliamo criticare Di Maio, la persona più criticata d'Italia, anche quando i fatti dicono che andrebbe elogiato, allora delle due l'una: o ci aggreghiamo ai servi di Salvini, dei poteri forti e della conservazione, o ci aggreghiamo al popolo bue. Saluti
  5. La riporta oggi Travaglio nella sua rubrica del lunedì dedicata al sorriso e al principe del sorriso, Antonio de Curtis, in arte Totò: "C'è tanta enfasi intorno a Salvini, ma Berlusconi ha raggiunto il 37-38% ed è stato un grandissimo leader!" Nicola Zingaretti, 5 giugno. Il commento di Marco: "Ormai B. non piace più ai suoi ma gli resta il Pd". Il commento di fosforo41: se Zinga fosse nato 50 anni prima non avrebbe fatto il politico, avrebbe fatto l'attore come suo fratello: sarebbe stato una discreta "spalla" per Totò.
  6. Non me ne vogliano gli amici di Paestum, posto bellissimo e ricco di storia, ma quelli che a suo tempo tollerarono la predica-comizio di un volgare e spudorato tappetaro pidino direttamente dal pulpito della loro chiesa, era inevitabile e scontato che scegliessero come primo cittadino un pidino indagato per voto di scambio politico-mafioso nonché additato ad esempio, da una macchietta di governatore, di provetto mestierante nell'arte della clientela politico-gastronomica. Non saprei se ci sia più da ridere o da piangere. Propendo per la seconda quando penso che proprio da quelle parti, sulla costa del Cilento, nacque il pensiero occidentale, nacque la filosofia. Passare dal grande Parmenide e dal suo allievo (e amante) Zenone al friggitore d'aria De Luca e al friggitore di pesce Alfieri è una delle involuzioni più plateali della storia umana, un paradosso degno del grande Zenone.
  7. Parliamo di cose diverse ma a un anzianotto come me questi minibot leghisti non possono non ricordare, d'emblée, i famosi (o famigerati) "miniassegni" che negli anni '70 invasero l'Italia andando a integrare la moneta spicciola corrente (il taglio più grosso era sulle 300 lire), coadiuvati dagli altrettanto popolari gettoni telefonici. Mi ricordo che molti di quei miniassegni, dimenticati nei taschini di camicie e pantaloni, facevano una triste fine, miseramente inzuppati e scoloriti in lavatrice. Sul finire del liceo e ai primi anni di università li usavo come soprattutto come segnalibri. Ma ci pagavo anche il cappuccino al bar, il biglietto della metro, il cuoppetiello di lupini da dividere con la ragazza a Mergellina (un salato lupino e un dolce bacio alternati erano un giochino all'epoca di moda), e il parcheggiatore abusivo davanti al Politecnico o sul lungomare per la mia indimenticabile e indimenticata V35. Naturalmente gli assegnini te li davano anche come resto ed erano accettati quasi da tutti, sebbene un buon 20% di quelli circolanti a Napoli fossero notoriamente falsi. Era un falso ben tollerato e ritenuto fisiologico per quella che in fondo era considerata da tutti una via di mezzo tra la carta moneta e la carta straccia. Di conseguenza l'unica limitazione era che nessuno ti cambiava un miniassegno integralmente in lire e nessuno ne accettava più di due o tre alla volta. I miniassegni bancari come valuta corrente durarono poco, ma forse più di quanto durerebbero i minibot di Borghi Aquilini sui quali il giorno dopo l'entrata in circolazione si abbatterebbe l'inevitabile scure della procedura d'infrazione europea. Alla fine i rari miniassegni in buone condizioni e non andati al macero andarono a ruba tra i collezionisti. Sotto questo aspetto penso che i minibot avrebbero perfino maggior successo perché sono esteticamente molto più belli. Il furbo Aquilini ha pensato di raffigurarci sopra italiani molto amati e popolari: da Pertini a Falcone e Borsellino. Sul taglio da 5 euro c'è Tardelli che esulta dopo il famoso gol alla Germania nel 1982. Come a significare: con l'euro si sono avvantaggiati i tedeschi, con i minibot noi ci prenderemo la rivincita. Ridicole illusioni da vendere a un popolo bue, lo stesso che 40 anni prima si fidava dei miniassegni di dubbia autenticità. Mi ricordo che all'epoca detestavo quei pezzettini di carta, li giudicavo espressione monetaria degenere di un paese poco serio. Ma oggi li ricordo con qualche nostalgia e penso che quell'Italia fosse decisamente più seria e migliore dell'attuale.
  8. Chi ha studiato l'Analisi Complessa conosce una delle sue nozioni più importanti: il prolungamento analitico di una funzione olomorfa. Ebbene, il ministro Salvini ha introdotto nella politica italiana la nozione di prolungamento all'infinito della campagna elettorale. Dopo avere passato una settimana in tv e sui social a bearsi del successo alle europee, domenica era ancora in prima serata su La7, collegato con Giletti, che gli faceva un'intervista fiume in ginocchio dopo avere negato alla pidina Tinagli il permesso di fare un po' di contraddittorio. Martedì sera era a un comizio a Forlì e allora Floris, assalito dallo scrupolo di non far mancare nemmeno per una volta l'Onnipresente al suo programma, mandava le telecamere di La7 a Forlì. Stasera era collegato con Lilli Gruber, sempre su La7. Non seguo tutti i talk show, anzi seguo abitualmente solo quelli serali di La7, quindi invito i forumisti ad aggiornare il conteggio delle recenti presenze in video dell'Onnipresente. Mi chiedo: ma questo signore al Viminale, dove in teoria dovrebbe svolgere il lavoro per cui lo paghiamo, da quanto tempo non lo vedono? Ammesso che qualche volta lo abbiano visto. Di certo la campagna elettorale permanente per ora dà i suoi frutti. Vedremo se e quando gli italiani ne avranno piene le scatole anche di quest'altro Matteo. Mentre nel paese di Pulcinella l'impegno e la serietà di un ministro nel suo lavoro spesso passano inosservati. È il caso del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Di Maio, da un anno in trincea nella drammatica, quotidiana e incessante lotta per salvare i posti di lavoro in centinaia di fabbriche a rischio chiusura o delocalizzazione. Naturalmente non ha la bacchetta magica, ma Luigi ci mette l'anima, a differenza di tanti predecessori calabraghe davanti ai padroni del capitale. Ora è impegnato sullo stabilimento Whirpool di Napoli: 430 lavoratori a rischio, 800 con l'indotto. Vi invito a guardare attentamente e fino alla fine questo breve filmato. Sentite il giudizio che dà sul ministro la segretaria nazionale della Fiom, Barbara Tibaldi, subito dopo avere partecipato al tavolo con le parti: "Oggi ho visto l'atteggiamento di un ministro autorevole. Come non lo vedevo da tempo, eppure ho una certa età". Eppure la Fiom non era mai stata tenera con l'attuale governo. https://youtu.be/QRwfJdxFrcE Avanti così Luigi. Noi non sappiamo che farcene di ministri che fanno la spola tra gli studi televisivi e i social per raccattare voti. A noi non interessa vincere elezioni europee, o regionali o comunali. A noi interessano ministri seri che lavorano dalla mattina alla sera per il bene del paese e degli italiani.
  9. Facilità estrema, assist e autogol a getto continuo. Ecco un esempiuccio tra i tanti. Alla Regione Lazio, quella di Zingaretti, valorizzano uno strano ruolo dirigenziale, di cui nemmeno immaginavo l'esistenza: quello del "dirigente esterno". Da non confondersi con il consulente esterno, facile e abituale voce di spesa, o meglio di spreco, nelle aziende pubbliche del paese di Pulcinella. Ma a che serve il dirigente esterno? Boh! Alla lettera, dovrebbe essere uno che dirige un ente senza appartenervi, senza avervi fatto carriera, dall'esterno. Però si pappa uno stipendio simile a quello del dirigente interno. La Regione Lazio ha assunto ben 68, dicasi sessantotto dirigenti esterni. I dirigenti interni della Regione Lazio allora hanno fatto ricorso al Tar che gli ha dato ragione, ha detto che 68 esterni erano decisamente troppi. Ma la Regione si è appellata al Consiglio di Stato, che ha mandato le carte in Cassazione che le ha rimandate al Tar che ora dovrà pronunciarsi di nuovo sui 68 dirigenti esterni di Zingaretti. Tipici giretti viziosi all'italiana. Intanto il contribuente paga ben 68 stipendi per delle funzioni a dir poco strane. Ma c'è di più. Tra questi 68 strani dirigenti esterni ci sono alcuni strani nomi. Per esempio la moglie di tale Palamara (!) solo un omonimo di quel famoso magistrato... o no? E uno con un cognome aristocratico, tale Gentiloni Silverj ma sul sito della Regione lo chiamano Silvestri. Sarà mica parente del conte Paolo Gentiloni Silverj di Cingoli, Filottrano e Macerata? Roba da matti! E pensare che qualche babbeo fino a qualche anno fa credeva ancora che questo fosse il partito del popolo, il partito dei lavoratori. https://infosannio.wordpress.com/2019/06/07/poche-righe-a-chi-votera-il-pd-di-zingaretti/
  10. Le parole durissime e inequivocabili del dr. Franco Roberti, magistrato, neo-parlamentare europeo del Pd, ex procuratore nazionale Antimafia, mettono a nudo il disastro renziano sulle procure. Disastro di cui oggi con il caso Palamara-Lotti-Ferri emerge probabilmente, come scrive Roberti, solo la punta dell'iceberg. Leggete attentamente e indignatevi: https://infosannio.wordpress.com/2019/06/07/pd-in-pezzi-sul-caso-lotti/
  11. Per certi fatti (ripeto, fatti assolutamente certi come dice il dr. Roberti) non bastano le parole, non basta l'indignazione. Sono cose di una gravità inaudita. Se quei due parlamentari pidini fossero stati del M5S, sarebbero stati espulsi dopo 25 secondi, ma ciò non avrebbe fermato il diluvio di critiche feroci contro il Movimento. Diluvio che non si abbatte sul Pd, al massimo una pioggerella. Ma è chiaro che se Zingaretti non è in grado non dico di espellere ma nemmeno di esprimere una sola e ferma parola di condanna verso quei due parlamentari renziani, come gli chiede Roberti, vuol dire che è un segretario inadeguato, un semplice passacarte che non ha il controllo del partito, tutt'ora saldamente in mano ad altri. A questo punto, al posto di Roberti io valuterei l'opzione di lasciare il Pd. Colpisce anche l'assordante silenzio di Mattarella, garante della Costituzione e presidente del Csm, che fa trapelare di essere sconcertato e arrabbiato ma finora ha fatto parlare solo il suo vice. Questi è un altro ex parlamentare del Pd, fedelissimo di Renzi, ed è tutto un dire. Non c'è niente da fare: serviranno decenni per lasciarci alle spalle i disastri inenarrabili prodotti da quel personaggetto e dalla sua cerchia.
  12. Quindi, in definitiva, i "grillini", qualunque cosa facciano, sbaglieranno sempre, mentre Salvini vincerà sempre. MA BASTA!!! Mi sono stufato di questa gentaglia, famosi e strapagati giornalisti o scribacchini da due soldi, che fingono tutti di criticare Salvini ma che alla fine dei conti cercano e producono tutti lo stesso risultato: la denigrazione gratuita dei 5Stelle (inetti e perdenti a prescindere) e il "pompaggio" mediatico del "capitano" dei miei stivali: cinico, sciacallo, cattivo, ma vincente a prescindere. Anche quest'altro decerebrato meriterebbe di essere pagato da Salvini per la propaganda implicita che gli fa. Anche questo scribacchino dei miei stivali non capisce, o finge di non capire, che c'è un'altra possibilità oltre quelle considerate dalla sua zucca vuota E cioè che Di Maio, capo del partito di maggioranza relativa, può respingere tutte le condizioni che ritiene inaccettabili senza per questo dover sfiduciare Conte. Lasciando così a Salvini due possibilità ambedue negative per lui: o resta nel governo rinunciando alle sue assurde pretese e finendo lui sotto il tacco di Di Maio, oppure provoca lui la crisi e dovrà risponderne agli italiani. Cioè dovrà spiegare, se ci riesce, che le sue assurde pretese (es. i miliardi buttati nel cesso per l'inutile TAV o il condono agli evasori o la flat tax per i ricchi) sono buoni motivi per condurre un paese alle elezioni anticipate.
  13. Sarebbe interessante capire quali provvedimenti intenda prendere (e quando: la notte di Natale?) il serafico Zingaretti sui due parlamentari pidini direttamente implicati nella torbida vicenda che vede già 4 membri di un alto organo costituzionale, il Csm presieduto dal capo dello Stato, autosospesi e un quinto dimissionario in quanto indagato. Il mio illustre e autorevole concittadino Franco Roberti, ex procuratore nazionale Antimafia, neo-eletto al Parlamento europeo per il Pd, aveva rotto il fronte del silenzio: "Chiedo al Pd, finora silente, di prendere una posizione di NETTA ED INEQUIVOCABILE CONDANNA dei propri esponenti coinvolti in questa vicenda, i cui comportamenti diretti a manovrare sulla nomina del successore di Giuseppe Pignatone SONO ASSOLUTAMENTE CERTI". Perché il dott. Roberti può dire che quei comportamenti sono altamente riprovevoli e sono "assolutamente certi"? Semplice, perché risultano da intercettazioni ambientali effettuate mediante trojan inoculati nel telefonino del dott. Palamara. E IL MERITO È DEI 5STELLE che bloccarono la riformaccia Orlando (Pd) che voleva limitare e depotenziare questo utilissimo strumento di indagine (una delle innumerevoli VERGOGNE dell'era Renzi). Orbene, come risponde il serafico segretario del Pd alla sacrosanta richiesta di Roberti motivata da FATTI ACCERTATI E GRAVISSIMI? Risponde, calmo e serafico, con una generica dichiarazione di principio in difesa dell'indipendenza della Magistratura e con un generico invito ai pidini coinvolti - di cui non fa neppure il nome, altro che la "netta e inequivocabile condanna" chiesta da Roberti - a collaborare con la giustizia. Naturalmente quelle facce di bronzo si limitano a dichiararsi gigli di campo, anzi sono loro a minacciare querele. Ha ragione un altro pidino serio, l'ex senatore del Pd ed ex magistrato Gianrico Carofiglio, nel mostrarsi incazzato e indignato per un politico del suo partito che avrebbe tramato (a differenza di Roberti usa il condizionale) per la nomina del capo della procura da cui è imputato in un procedimento in corso. Parliamo di cose di una gravità inaudita, un autentico VERMINAIO lo definisce Massimo Giannini di Repubblica. Ma il serafico Zingaretti non fa una piega. Senza il M5Stelle di quel VERMINAIO oggi non sapremmo nulla. E il grande Travaglio non avrebbe potuto informare e illuminare i lettori con un editoriale da antologia del giornalismo: https://infosannio.wordpress.com/2019/06/06/la-nuova-pd2/
  14. Martedì sera dalla Berlinguer ho visto Gianrico Carofiglio (scrittore, ex magistrato, ex senatore Pd) noto fustigatore televisivo dei pentastellati, per la prima volta indignato e arrabbiato di brutto contro il suo partito. Parlava di una gravissima e intollerabile invasione di campo della politica a danno della magistratura e della sua indipendenza. Dato che è una persona intelligente, spero che prenda finalmente coscienza del dove stanno i veri nemici della legalità e della democrazia.
  15. NULLA CHE POSSA LONTANAMENTE COMPETERE CON "SE PERDO IL REFERENDUM LASCIO LA POLITICA"
  16. USalvini non ha nulla da lamentarsi su La7. È invitato (o si autoinvita) circa 20 volte al mese. C'è chi lo intervista in ginocchio e chi meno, come la Gruber, ma in ogni caso viene "pompato" mediaticamente. Del resto Cairo sta nei poteri forti e il capitone è quello che deve proteggere i poteri forti da quei pericolosi grillini che vorrebbero cambiare le cose.
  17. Vediamo il fact checking sulla polemica Di Maio-Pd. Secondo quei buontemponi del Pd i "dati uffi.ciali" smentirebbero il vicepremier. Ma quelli relativi al 2019 ovviamente non sono dati uffi.ciali (non siamo ancora a metà anno), sono solo stime UE. Mentre il dato sul rapporto debito/PIL del 2018 è da ascriversi all'esecutivo che ha varato la relativa legge finanziaria, ciò il governo Gentiloni a guida Pd. Dunque il "buontempone" non è Di Maio ma lo sprovveduto pidino (mannaggia, ogni volta che provo a scrivere "pidino" il correttore automatico del mio tablet mi scrive "piedino") autore del fantozziano post contro il vicepremier, tale Antonio Misiani, che la faccina rotondetta da buontempone in effetti c'è l'ha. Come volevasi dimostrare. https://www.polisblog.it/post/436502/debito-il-pd-rispedisce-le-accuse-a-di-maio-ma-chi-ha-ragione Ricordo comunque che in questa discussione si parla d'altro, cioè di ministri del Lavoro. A me pare che passare da Poletti a Di Maio sia stato come passare dalle stalle alle stelle. Chiedere anche all'autore della bellissima lettera che avevo segnalato.
  18. Avrai certo anche notato la faccia un poco stanca e stressata del capitone. Le campagne elettorali permanenti, alla lunga, stancano gli elettori ma anche i tappetari che le fanno. Alla fine non è detto che il pallone gonfiato si sgonfierà poco alla volta: potrebbe anche scoppiare. Saluti
  19. Balle! La lettera della Commissione datata 29 maggio 2019 fa riferimento solo all'andamento del debito nel 2018: Based on notified data for 2018, Italy is confirmed not to have made sufficient progress towards compliance with the debt criterion in 2018. A fine 2017 il debito pubblico era a 2263,5 miliardi. A fine maggio 2018 era salito a 2327,4 miliardi. Questa fu l'eredità lasciata dal Pd al governo Conte che giurò il primo giugno. Ebbene, dopo 7 mesi di governo, a fine 2018 il debito era sceso a 2316,7 miliardi. Cioè oltre 10 miliardi MENO del debito ereditato. Quanto al PIL e al rapporto debito/PIL i risultati del 2018 vanno attribuiti soprattutto a chi aveva governato in precedenza e fatto l'ultima legge di bilancio (Gentiloni). In ogni caso in questa discussione si parlava di ALTRO.
  20. Leggere molto attentamente la lettera, e fino alla fine. Si capiranno molti perché sul disastro perpetrato dal Pd e sulle praterie aperte al signor Salvini da questi sciagurati scalzacani e traditori della Sinistra.
  21. Ridi ??!! Evidentemente come ministro del Lavoro preferivi uno di "sinistra", uno come questo qui: https://ilfastidioso.***.it/2017/09/09/la-fantastica-lettera-al-ministro-poletti-di-un-ragazzo-barese-costretto-dai-ciarlatani-come-lui-a-fuggire-allestero-per-lavorare-uno-dei-100mila-giovani-che-secondo-questa-bestia-e-meglio-non-av/ P.S. leggere attentamente la lettera
  22. Cari forumisti seri che partecipate a questa discussione, criticatemi pure se mi abbasso a rispondere al falsario maleducato pisano. Avete ragione: nessuno di noi dovrebbe minimamente considerare un simile guitto propalatore di menzogne. Ma è più forte di me: sono stato educato laicamente ad amare la verità, a difenderla, e a combattere la menzogna in ogni luogo e a ogni costo (questo è anche il più importante insegnamento del santo napoletano Giuseppe Moscati). E qui la verità è che nel suo libro Matteo Renzi non accennava minimamente ai costi della Torino-Lione. La parola "costo", non compare proprio in quella pagina. La definiva semplicemente opera INUTILE, FUORI TEMPO E FUORI SCALA (anche se non dannosa, ma qui peccava di superficialità e ottimismo perché i danni ambientali nella fase di realizzazione di un'opera del genere sono seri e inevitabili). Un'opera può essere costosa ma utile (come il ponte sullo Stretto o il nuovo stadio di Roma) ma anche economica e nondimeno inutile. Che Renzi abbia cambiato idea sul TAV a prescindere da eventuali analisi costi/benefici, è testimoniato dalla cronologia. Cambiò idea appena diventò premier, ben prima cioè che l'opera fosse ripianificata nel progetto (peraltro con variazioni marginali: il grosso dei costi resta nel tunnel sotto le Alpi) e in parte rifinanziata dalla UE. Per esempio già nel giugno 2014, a un convegno di industriali, la definiva "URGENTE". Nel giro di un anno un'opera da INUTILE E FUORI TEMPO, diventa URGENTE. Nel magico mondo delle televendite e dei tappetari succede anche questo.
  23. Esatto. Come avevo scritto anch'io nell'ultimo post, Renzi nel 2013 sosteneva, in sostanza, che il TAV Torino-Lione è UN'OPERA INUTILE, dunque è un INVESTIMENTO SBAGLIATO A PRESCINDERE DAI COSTI. Giustissimo. Quando è sincero, quando non è sopraffatto dal suo ego, quando non si piega ai poteri forti e quando non vende tappeti, il bugiardo di Rignano si rivela politico intelligente. Purtroppo gli capita in rare occasioni.
  24. Ma come si permette questo tronfio e invadente maleducato di ficcare il naso negli affari interni del Regno Unito, e di sparare giudizi perfino sul sindaco eletto dai cittadini di Londra? Se lo avesse fatto un qualsiasi altro capo di Stato o di governo la stampa britannica lo avrebbe linciato. Spero che il popolo americano si liberi presto di questo BUFFONE, uno squallido personaggio, un guerrafondaio ignorante, niente affatto migliore di suo nonno. Che era un tedesco della Baviera scappato in America a fine '800 per evitare il duro e lungo servizio militare dell'epoca. Il codardo fece fortuna aprendo case da gioco e case di tolleranza per i cercatori d'oro del Klondike. Berlusconi (il capostipite), Trump, Orban, Renzi, Salvini... Il populismo che invade l'Occidente è il segno più evidente della crisi e della irreversibile degenerazione del sistema capitalista e liberista. Ci aspettano tempi duri, molto duri.
  25. Cari forumisti seri, la sapete l'ultima? Il falsario maleducato pisano è riuscito perfino a smentire quell'altro noto bugiardo da lui idolatrato. Dice che Renzi non ha affatto cambiato idea perché (testuale) "mai e poi mai si dichiarò contrario alla Tav per motivi ideologici". Lasciamo perdere i motivi ideologici che qui chiaramente non ci azzeccano un tubo. La VERITÀ è che il morto di fama era talmente contrario all'opera, nel 2013, che la Stampa di Torino commentò il suo libro con questo titolone: IL LIBRO DI RENZI ROTTAMA LA TAV Come potete leggere nell'articolo allegato, voleva rottamarla per motivi molto precisi e molto concreti. http://www.lastampa.it/2013/05/21/cronaca/renzi-rottama-la-tav-non-e-dannosa-e-inutile-g43jcuXwORq75b6u7uSVCK/pagina.html Secondo il falsario pisano, Renzi nel 2013 poneva solo un problema di costi, problema (secondo lui) oggi risolto dalla parziale ripianificazione dell'opera e dall'aumento del contributo UE. FALSO! Renzi non parlava affatto dei costi, bensì sottolineava la palese INUTILITÀ DELL'OPERA. Ecco le sue parole testuali. Renzi afferma di "non credere a quei movimenti di protesta che considerano dannose iniziative come la Torino-Lione. Per me è quasi peggio: non sono dannose, sono inutili, sono soldi impiegati male". Chiaro, falsario matricolato? SONO SOLDI IMPIEGATI MALE. Per giunta parlava anche di progetto faraonico e obsoleto (nel 2013, figuriamoci oggi!): "...rischia semplicemente di essere un investimento fuori scala e fuori tempo". Riassumendo, in buona sostanza nel suo libro del 2013 Renzi sosteneva che il TAV non è dannoso, ma è INUTILE, dunque è un investimento sbagliato a prescindere dai costi. Poi diventò premier e cambiò idea. Ma naturalmente il TAV è anche dannoso. Anche un bambino capirebbe che scavare un tunnel di quasi 60 km, asportare decine di milioni di tonnellate di roccia, nonché polveri e detriti, e trasferirle altrove non è una ferita ambientale da poco. Basta ricordare il disastro idrogeologico prodotto dai lavori per la linea TAV nel Mugello. Per non parlare dell'amianto, dell'uranio e del gas radon contenuti in quelle rocce profonde nel cuore delle Alpi.