fosforo41

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  1. Signori, ditemi voi: se uno non capisce una mazza di sport, e men che meno di tennis, perché si mette a discutere di tennis con il sottoscritto? Perché è un maso.chista e gli piace rimediare figuredimerda? Bene, accontentiamolo. Il torneo ATP di Stoccarda non è esattamente un torneino secondario come pensa il quadrupede pisano. Matteo Berrettini succede nell'albo d'oro a un certo Roger Feder, che vinse l'anno scorso e che nel 2019 ha preferito rinunciare per smaltire le fatiche del Roland Garros dove era rientrato dopo tre anni di assenza giungendo in semifinale (ricordo che il più grande tennista di tutti i tempi in agosto compie 38 anni). Nell'albo d'oro di Stoccarda, storico torneo patrocinato e sponsorizzato da una piccola azienda locale, la Mercedes-Benz, figurano tra gli altri anche Bjorn Borg, Ivan Lendl, Rafa Nadal (3 volte). Il quadrupede pisano raglia che tra i partecipanti al torneo vinto alla grande da Berrettini non c'era nemmeno un tennista tra gli attuali primi 20 al mondo. E invece ce n'erano ben 5. Alexander Zverev, n.5 (ma n.3 di best ranking); Karen Kachanov, n.9 (sconfitto nettamente da Matteo al primo turno); Danil Medvedev, n.13; Nicoloz Basilashvili, n.17; Milos Raonic n.18 (già n.3). L'altro finalista, il canadese di padre togolese Felix Auger-Aliassime, nella settimana del torneo era n.21 (oggi è n.23) ed è realmente "famosissimo" come scrive con infondata ironia il mio sprovveduto interlocutore, in quanto non ha ancora 19 anni ed è considerato (con Zverev, pure lui già battuto da Berrettini a Roma) la più grande promessa del tennis mondiale. Il mio ridicolo interlocutore tocca il fondo della comicità quando scrive che un 6-4 7-6 è una vittoria di "strettissima misura". Forse confonde il tennis con le dimensioni, invero ristrette, del proprio cervello. Una vittoria per 2 set a zero in un incontro al meglio dei tre set non è mai di stretta misura. Nel caso in oggetto poi Berrettini non solo non ha mai ceduto il servizio all'avversario, ma non gli ha concesso neppure una sola palla break in tutti i suoi turni di battuta. Il che vuol dire che la sua vittoria e la sua superiorità non sono mai state in discussione. Se il quadrupede pisano vuole aprire una discussione di sport, eviti il tennis e scelga l'unica disciplina a lui congeniale (non fosse altro che per ragioni genetiche): l'ippica.
  2. Sono contrario, contrarissimo alla violenza fine a se stessa, ma non sono per il porgere l'altra guancia quando ci sono in gioco i princìpi. 4 ventenni, nel pieno degli anni e delle forze, davanti a una simile aggressione DEVONO reagire, DEVONO mandare in ospedale anche qualcuno dei loro 10 vigliacchi aggressori. Anche a costo della vita! Purtroppo il benessere, il consumismo, la fine della politica intesa come LOTTA per l'affermazione o la difesa di un'idea superiore a ogni valore, incluso quello della propria vita, ci rendono un po' tutti deboli e vigliacchi. Mi spiace dirlo, ma concordo con Massimo Fini quando scrive che non tutto il bene viene dalla pace e non tutto il male dalla guerra. In Europa non si combattono guerre da 74 anni (a parte qualche focolaio nella ex Jugoslavia e in Ucraina): un tempo di pace senza precedenti che sta oggettivamente infiacchendo il corpo, la mente e l'anima degli europei. La guerra purtroppo è nei nostri geni, che purtroppo o per fortuna non sono quelli delle pecore o delle farfalle. Quando uscì la serie cinematografica su Hannibal Lecter, il maniaco assassino e cannibale, molti giudicarono del tutto irrealistiche le scene in cui uomo di media corporatura riusciva a sopraffare e ad ammazzare tanta gente in pochi secondi e a mani nu.de o con i denti. Fu fatto uno studio e risultò che invece era possibile, purché il soggetto fosse animato dal livello massimo di rabbia e di adrenalina che si può scatenare nel nostro organismo. Ebbene, la rabbia di un aggredito per motivi politici può essere certamente superiore, molto superiore a quella degli aggressori. Se vivessimo nello stato di natura invece che nella fiacchezza del benessere, molti di quei 10 fascistelli sarebbero finiti all'ospedale o al cimitero. Per il momento possiamo solo sperare che finiscano in galera e che qualcuno si decida finalmente a reagire a queste prepotenze fasciste. Ritorneremmo alle piazze insanguinate degli anni di piombo? Meglio il sangue che la pecoraggine e la rassegnazione.
  3. Un'altra grande, straordinaria, sensazionale impresa del Matteo che piace agli italiani. Modestamente, da navigato uomo di sport, ho un certo fiuto per il talento e Matteo Berrettini non ha tradito le mie aspettative, anzi ha fatto anche meglio. È andato a vincere contro ogni pronostico il torneo ATP di Stoccarda. Un torneo sull'erba, superficie atipica, difficile, tradizionalmente ostica per i tennisti italiani. Sulla quale in tutta la storia del nostro tennis avevamo vinto solo tre tornei, con Roberta Vinci, Camila Giorgi e Andreas Seppi. Matteo a Stoccarda non era neppure tra le teste di serie, aveva scarsa esperienza sull'erba, ma ha vinto da dominatore, travolgendo tutti gli avversari come un rullo compressore. In tutto il torneo il ragazzone romano non ha ceduto nemmeno un set e non ha ceduto nemmeno una volta il suo formidabile, inattaccabile servizio. Un'impresa incredibile. Roba che nel tennis moderno riesce, raramente, solo ai grandissimi: Federer, Nadal, Serena Williams. Matteo porta a casa i 120.000 euro del primo premio ma soprattutto sale al 22simo posto nella classifica mondiale e si guadagna con pieno merito un posto tra le teste di serie nel prossimo torneo di Wimbledon, il tempio sacro dell'erba e del tennis mondiale. Dall'inizio dell'anno ha già scalato 30 posizioni, due anni fa era n.233. Peccato per quell'anno di carriera perso per infortunio, ma l'umiltà e la forza di volontà di questo ragazzo sono esemplari. Questo è il Matteo che piace agli italiani veri! Abbiamo trovato finalmente l'erede di Panatta? Rispetto ai tempi di Adriano la concorrenza oggi è molto più folta e agguerrita ma io ho molta fiducia. Forza Matteo! https://www.gazzetta.it/Tennis/17-06-2019/berrettini-meglio-panatta-tris-tornei-7-mesi-anticipo-340136152811.shtml?refresh_ce-cp
  4. Commemorare un gigante della cultura mondiale come Franco Zeffirelli concentrandosi sulla sua omosessualità (peraltro dichiarata e vissuta con la giusta sobrietà e naturalezza, trattandosi per l'appunto di una "variante naturale del comportamento umano" secondo l'OMS) è come ricordare Napoleone parlando della sua bassa statura (fisica) o della sua paura dei gatti (neri), o come concentrarsi sulla bisessualità di Alessandro il Grande o sulla sua eterocromia (aveva gli occhi di colori diversi). A me freguntubo dell'orientamento sessuale e di quello politico di Zeffirelli (ex parlamentare di FI). È stato uno dei più grandi registi della storia del cinema e del teatro, un maestro della tecnica e dell'arte della regia. Punto. Questo è ciò che resterà di lui. Ne discuto nel forum di ATTUALITÀ.
  5. Un alto organo costituzionale, il Consiglio Superiore della Magistratura presieduto dal capo dello Stato, è allo sbando. 5 consiglieri togati autosospesi e sottoposti a procedimento disciplinare. Ma ormai si vocifera addirittura di autoscioglimento del CSM. Il tutto in seguito allo scandalo nato dalle intercettazioni ottenute infiltrando un trojan nel telefonino di un magistrato che si incontrava con uomini politici per parlare di nomine nella procura di Roma. Intanto un grazie al M5STELLE che ha salvato questo potente e prezioso strumento d'indagine dalla scure della riformaccia Orlando (Pd). Poi due ovvie considerazioni. Si tratta di un fatto gravissimo in sé: una lesione plateale al principio costituzionale dell'autonomia della magistratura e al principio precostituzionale (illuministico) dell'equilibrio tra i poteri dello Stato. Si conferma inoltre la distanza abissale che tuttora separa sul piano etico la magistratura dalla politica. La prima, dopo avere accusato il colpo, reagisce (dimissioni, autosospensioni, azioni disciplinari); la seconda non fa una piega. I due parlamentari coinvolti non si autosospendono ma si autodipingono come gigli di campo e il loro partito (il Pd) minimizza (Zingaretti) o addirittura li difende e li giustifica (Renzi). Premesso ciò, nel caso specifico in oggetto la gravità è amplificata ed elevata all'ennesima potenza da una circostanza ben nota: uno dei politici coinvolti (Lotti) è imputato di un grave reato dalla stessa procura di Roma. In breve: egli avrebbe tramato con dei magistrati per condizionare la nomina del suo accusatore nel processo che lo vedrà alla sbarra. Questa tesi viene oggi solennemente abbracciata, alla luce della intercettazioni, dal procuratore generale della Cassazione nel suo atto di incolpazione verso i 5 togati del CSM. Secondo il pg è accaduto che "la volontà di un imputato abbia contribuito alla scelta del futuro dirigente dell'ufficio della Procura di Roma deputato a sostenere l'accusa nei suoi confronti". Parole chiarissime e durissime che hanno finalmente scalfito perfino le facce di bronzo del Pd. Poco fa a Piazza Pulita la sfinge Gentiloni ha definito "assolutamente inopportuni" i comportamenti di Lotti. Non è molto ma è già qualcosa rispetto all'assordante silenzio denunciato nei giorni scorsi dal dottor Franco Roberti, neo-parlamentare europeo del Pd. Ora deve assolutamente intervenire il segretario Zingaretti. C'è una questione enorme di etica pubblica in cui il Pd si gioca la sua immagine, o ciò che ne resta, presso la parte migliore del suo elettorato. Nicola, come è noto, non è un cuor di leone, è un timido, un indeciso. Bene, anzi male, e allora lo inviterei a riflettere sulla lezione etica di Enrico Berlinguer. Che se fosse oggi al suo posto gli garantisco che caccerebbe quel signore dal partito, a calci se necessario. https://www.italianotizie24.it/scandalo-csm-il-procuratore-generale-della-cassazione-accusa-lotti-contribui-alla-scelta-dei-magistrati/
  6. In un sistema di libero mercato può accadere anche di peggio. A una mia figlia che per motivi di studio aveva preso un monolocale in affitto a Bologna, zona periferica, un idraulico chiese 50 euro (fatturati) per sostituire un flessibile sotto un lavandino. Costo approssimativo del materiale 3 euro, durata dell'intervento 5 minuti. Fossi stato presente, a quel ladro avrei dato 20 euro e lo avrei messo alla porta. Io sono per l'abolizione del libero mercato, ma in attesa del comunismo (vero) non possiamo fare altro che esigere i preventivi ed eventualmente denunciare questi casi sui social. Ma in modo ben dettagliato indicando in modo chiaro il nome del tecnico o del ristorante che spenna i ***. Quando mi capita di mangiare in ristoranti, trattorie o pizzerie che non conosco chiedo sempre il menù con i prezzi. Se mi viene detto che al momento è indisponibile, alzo i tacchi, saluto e me ne vado. Se i prezzi li trovo esagerati, ringrazio, saluto e me ne vado.
  7. In questa discussione si parlava di ben altro, ovvero di FATTI ACCERTATI, come li definisce l'ex procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, e di una GRAVITÀ INAUDITA. Tu invece mi parli di PRESUNTE E FANTASIOSE EVASIONI O ELUSIONI FISCALI DEL CO-FONDATORE DEL M5S. E allora sgomberiamo il campo dagli equivoci, dalle falsità e dalle calunnie. Beppe Grillo ha sempre pagato le tasse in Italia. Nel 2008 comprò un appartamento (non una villa) a Lugano, dove non si è mai trasferito e che poi ha venduto. In vita sua non ha MAI subito procedimenti amministrativi né giudiziari per evasione o per frode fiscale. Non lo dico io, lo dice una sentenza del 2015 del Tribunale di Genova. Non risultano procedimenti negli anni successivi. A suo carico risultano solo l'adesione a un condono fiscale del 2003 per la modestissima somma di 500 euro (probabile errore del fiscalista) mentre i giornali berlusconiani parlano di un paio di condoni edilizi per variazioni non autorizzate in immobili di sua proprietà. Risulta inoltre la dichiarazione di un impresario che dopo alcuni decenni "si ricorda" di avere pagato in nero 4 o 5 serate del comico genovese. Probabile faziosità politica dell'impresario ma scagli la prima pietra l'uomo (o la donna) di spettacolo che in Italia non è mai stato pagato in nero. Nel 2017 Grillo ha dichiarato un reddito imponibile di 420.000 euro, molto meno cioè di quanto dichiarava negli anni in cui faceva solo il comico (fino a circa 4 milioni). Non essendo un evasore, ciò vuol dire che con la politica Grillo non si è arricchito, ma al contrario SI È IMPOVERITO. Ovvio, avendo rinunciato a ogni incarico istituzionale e a ogni poltrona e avendo dedicato al blog e alla politica buona parte del tempo che in precedenza poteva dedicare ai suoi lucrosi spettacoli in tv o in tournée. Grillo diede il suo assenso all'accordo di governo con la Lega ma in ogni caso non avrebbe potuto impedirlo avendo ceduto a Di Maio il ruolo di capo politico del Movimento. Come ho scritto innumerevoli volte e in tempi non sospetti (cioè fin da prima che l'accordo venisse siglato sotto forma di "contratto"), Di Maio commise un grave errore politico, peraltro in chiara buona fede e con molte attenuanti (si pensi alle pressioni di Mattarella per uscire dal drammatico stallo istituzionale in cui eravamo precipitati grazie a quella porcheria di legge elettorale chiamata Rosatellum). L'errore di Grillo a mio modesto avviso fu un altro: al suo posto io avrei scelto Di Battista. Tutta la vita. E Salvini avrebbe trovato pane per i suoi denti, ma è anche possibile che l'oltranzismo del Dibba avrebbe allontanato elettori. L'ideale sarebbe stato Di Maio a guidare la campagna elettorale e il Movimento, e il Dibba a fare il vicepremier e il ministro per mettere a cuccia Salvini. Ma del senno di poi son piene le fosse. Di inquisiti nel M5S ce ne sono per ora ben pochi rispetto agli altri grandi partiti. E il primo ed unico grillino arrestato per corruzione (in 10 anni) è stato espulso dal Movimento nel giro di minuti. Saluti
  8. Egregio Sempre, il M5S non ha ereditato e non ha dilapidato nulla. È la maggiore novità della politica italiana degli ultimi 25 anni, prima c'erano state la Lega di Bossi e Forza Italia del Delinquente e stiamo ancora pagando i loro disastri. Anche il Pd (e sigle precedenti) ha raccolto e dilapidato, in questo caso ben due eredità, quelle del Pci e della Dc. L'infelice operazione politica avviata da Occhetto e Martinazzoli, due galantuomini purtroppo privi di coraggio e di lungimiranza che preferirono rottamare anziché ripulire e rifondare, e completata tragicamente da Renzi, si è rivelata un disastro epocale per la sinistra e per il centro, ambedue pressoché scomparsi, ma soprattutto per il paese. Intendiamoci: i grillini non hanno inventato nulla. La democrazia diretta risale ai Greci, le tematiche ambientali vengono alla ribalta negli anni '60 con la Silent Spring e il Club di Roma, il reddito di cittadinanza e il salario minimo esistono da tempo in quasi tutti i paesi civili e progrediti. La novità di Grillo è stata semplicemente il tentativo di coniugare queste tematiche con la riesumazione dei princìpi di legalità e di responsabilità che in Italia erano morti e sepolti dopo l'effimera risurrezione degli anni di Mani Pulite. Si tratta, come vedi, di temi e valori trasversali, anzi prepolitici. In sostanza Beppe Grillo ha capito ciò che era sfuggito a Occhetto e Martinazzoli, ovvero che la politica prima di fare un passo avanti doveva fare un passo indietro per rifondarsi su principi e valori universali. Dal che non è nato un nuovo partito tra i tanti, innumerevoli della Seconda Repubblica (anche il proliferare delle sigle è un sintomo della paurosa degenerazione della politica italiana) bensì un movimento fortemente identitario, rigido negli schemi interni, irriducibile agli schemi politici tradizionali, fortemente contrapposto a tutti partiti esistenti. Con il contratto di governo con l'antipodale Lega di Salvini il Movimento non ha dilapidato eredità politiche, non avendone ricevuta alcuna, piuttosto ha in parte snaturato se stesso. Per loro natura e per la radicalità dei loro programmi i pentastellati non possono allearsi con nessuno, se non, forse, con movimenti altrettanto antagonisti e fuori dagli schemi (penso a Luigi de Magistris: a mio avviso un patto nazionale a trazione meridionale DeMa-5Stelle può essere l'unico antidoto al populismo nordista, becero e fascistoide di Salvini). Ma dobbiamo pur riconoscere che andando al governo qualche oggettiva e positiva novità l'hanno portata. Molti italiani, oscurati e obnubilati dai media dei poteri forti e della conservazione, non se ne sono accorti. Ma se n'è accorto il corrotto Formigoni finito dietro le sbarre grazie allo Spazzacorrotti del ministro Bonafede. E senza lo stop alla riformaccia del Pd che voleva limitare l'uso dei trojan nelle intercettazioni oggi non sapremmo NULLA del merdaio Pd-CSM e degli spudorati renziani che insieme a traditori della magistratura tramavano per "sistemare" a loro piacimento la procura di Roma e molte altre. E Repubblica oggi non uscirebbe con questo titolone virgolettato a tutta pagina: "COSÌ AGGIUSTIAMO CONSIP" Naturalmente quella di Di Maio & C. è una mission impossible. Un po' sono inesperti, ingenui e pasticcioni di loro. Poi hanno per alleato un furbone messo dai poteri forti nel governo del cambiamento per impedire il cambiamento. Poi hanno il 99% dei media contro. Poi devono rimediare ai disastri lasciati dai predecessori (in primis il debito pubblico e un apparato produttivo che ha perso competitività ed efficienza). Infine vanno a sbattere contro il muro di gomma di un paese largamente depresso e rassegnato sotto il profilo etico. A partire dall'alto cioè dalle istituzioni. Vedasi il caso del Csm e del deputato Lotti che viene addirittura ringraziato da quella macchietta del suo segretario. In altre epoche ben altro trattamento avrebbe ricevuto da ben altri leader un politico imputato per favoreggiamento che intrallazza con un magistrato a sua volta indagato per corruzione. Per finire con il popolo bue che si fa illudere dal pifferaio di turno, nonostante il carrozzone di inquisiti e condannati che si tira dietro e i 49 milioni spariti nel nulla. Ho letto oggi il titolo di una discussione in questo forum: BRAVO LUCA LOTTI! Ma che bravo, non è vero? Ma che cosa deve fare un politicante dei miei stivali per riuscire a cavare, non dico un moto di indignazione, ma almeno una parola di critica dal popolo bue? Saluti
  9. Finalmente l'ex ministro Lotti si è autosospeso dal Pd. Decisione inevitabile e terribilmente tardiva che allevia una situazione terribilmente imbarazzante per il Pd e il suo segretario. Resta aperto il caso politico-istituzionale, gravissimo, cui si aggiunge la figuraccia di Zingaretti che conferma di non avere il polso, la personalità e il coraggio necessari per guidare un grande partito, e men che meno per fare pulizia al suo interno e liberarlo dalle zavorre del passato e del presente. Addirittura il segretario oggi si abbassa a ringraziare Lotti (!!) per la sua decisione, mentre dovrebbe ringraziare solo il calendario, perché se il vergognoso caso fosse scoppiato prima delle europee, il 22,7% non lo vedeva neppure col binocolo. Resta lettera morta l'appello di Franco Roberti che aveva chiesto al segretario una severa e pubblica censura dei comportamenti dei parlamentari pidini coinvolti. A questo punto, io al posto di Roberti uscirei dal Pd. Dal canto suo Lotti ha confermato di essere un politico di ben modesto spessore perché, invece di accompagnare la sua tardiva decisione con un dignitoso silenzio (assodato che il verbo scusarsi nel vocabolario dei renziani non esiste), ha polemizzato con i suoi stessi compagni... pardon, colleghi di partito, in primis Zanda, definendolo, senza nominarlo, "moralista senza morale". Saremmo curiosi di capire in cosa consiste il senso morale o etico dell'on. Lotti. Personalmente sottoscrivo le parole di questo tweet al curaro del prof. Tomaso Montanari: Dopo la scoperta della loggia notturna in cui l'imputato fiorentino tramava intorno alla successione della procura di Roma, chiedo se gli innumerevoli cantori del renzismo come rottamazione, novità, fuoco giovanilistico abbiano qualcosa da dire: è chiaro di che fogna si trattasse?
  10. Anche il vecchio tesoriere del Pd, il senatore Zanda, per difendere quel poco che resta della disastrata immagine del partito che gli arrotonda la pensione, oggi chiede all'indifendibile Lotti di farsi da parte. Glielo chiede garbatamente, pacatamente, democristianamente. È lo stesso che garbatamente, pacatamente, democristianamente, chiedeva di reintrodurre un finanziamento pubblico ai partiti e di aumentare gli stipendi dei parlamentari. Purtroppo, caro tesoriere - caro nel senso di costoso - certi metodi con certe facce di bronzo non servono. Ci vuole il pugno duro. Purtroppo, con tutta evidenza, chi è rimasto nel Pd è rimasto anche sotto il tacco di un ex caudillo e dei suoi spudorati amichetti. Non tutto il male viene per nuocere, il Pd potrebbe cogliere al volo questo ennesimo disastro e trasformarlo in occasione di riscatto. Potrebbe finalmente liberarsi della zavorra leopoldina. Ma è un partito senza coraggio, appare rassegnato, dunque senza futuro. https://www.corriere.it/politica/19_giugno_13/c-stato-salto-gravita-adesso-luca-valuti-se-caso-lasciare-pd-9f2d4606-8e13-11e9-bd73-fad8388dc5ff.shtml
  11. Anche il bravo Massimo Giannini (che ha il solo difetto di essere allineato sulle posizioni di Repubblica che spesso coincidono con quelle pidine e con quelle antigrilline a prescindere) è in perfetto accordo con l'umile sottoscritto: Sul piano politico Lotti e Ferri non sono difendibili (specie il primo, per i noti motivi, nda). Il segretario deve allontanarli per difendere il Pd. Rinnovo l'invito: Nicola che cosa aspetti? Le palle ce le hai o no? https://rep.repubblica.it/pwa/commento/2019/06/13/news/il_pd_e_lo_scandalo_csm_il_dovere_di_zingaretti-228713561/?ref=RHPPTP-BH-I228399577-C12-P1-S1.4-T1
  12. Splendido, appassionato, caustico, grandioso articolo di Maria Annunziata. Da leggere e da meditare parola per parola. Anche Maria, come l'umile sottoscritto, conclude richiamandosi a Enrico Berlinguer. Celebrato in questi giorni "ma evidentemente dimenticato in tutti gli altri giorni dell'anno" dai nanerottoli che ne hanno raccolto e dilapidato l'eredità. https://www.huffingtonpost.it/entry/lotti-zingaretti-e-berlinguer_it_5d02a118e4b0985c419a1ba1?1g8&utm_hp_ref=it-homepage&ref=RHPPLF-BH-I228647726-C8-P2-S1.8-L
  13. Non solo qualcosa di strano ma di ripugnante. Un "lurido gioco di potere" lo definisce Maria Annunziata, coraggiosa giornalista napoletana. Un potere "senza regole e senza limiti". Questo articolo di Maria è da leggere e da meditare parola per parola, e da incorniciare. Nemmeno il grande Travaglio aveva mai bollato e incenerito con parole così chiare e così forti, così infuocate dalla passione civile di una vera donna di Sinistra, l'arroganza subdola e incivile del potere renziano. https://www.huffingtonpost.it/entry/lotti-zingaretti-e-berlinguer_it_5d02a118e4b0985c419a1ba1?1g8&utm_hp_ref=it-homepage&ref=RHPPLF-BH-I228647726-C8-P2-S1.8-L
  14. Un politico serio e onesto può aiutare il proprio paese anche senza essere uno statista. Come pure non mancano esempi di populisti che hanno realmente migliorato le condizioni del popolo, vedasi il venezuelano Chavez. Salvini non sarà mai uno statista, come la Gelmini non sarà mai Nobel per la Fisica. Io non ho mai visto uno statista ignorante. De Gaulle e De Gasperi erano persone di buoni studi e vasta cultura, la Merkel è una scienziata prestata alla politica. Noi abbiamo cabarettisti e barzellettieri prestati alla politica. Salvini in 17 anni non riuscì a prendersi una lauretta in Storia. Eppure ne aveva tutto il tempo. Faceva il politico, cioè il mestiere che lascia più tempo libero di tutti. È un populista della peggiore specie, cioè di quelli che promettono l'impossibile, come la flat tax e lo stop ai flussi migratori (che è come pretendere di fermare la storia); o l'inammissibile, come sparare alle spalle e restare impuniti.
  15. La Lega ripristina i vitalizi in Sardegna e, in combutta col Pd, ripristina il foraggiamento pubblico della radio privata mangiasoldi del partito radicale. 9 milioni l'anno senza gara non gli bastavano, ne hanno spillati altri tre. Vergogna! Ma fino a quando quei milioni di beoti che vogliono il cambiamento ma votano per i conservatori non impareranno a distinguere i veri innovatori dai soliti gattopardi?
  16. Per quanti sforzi faccia, io non riesco proprio a capire cosa siano e a che possano servire questi minibot, al di là di un eventuale effetto dimostrativo e di uno psicologico, che peraltro non è nemmeno detto che siano positivi. I minibot non sono né carne né pesce. Non sono titoli di Stato perché non hanno rendimento né scadenza. Li si vorrebbe introdurre come valuta parallela all'euro ma non sono moneta a corso legale perché nessuno, eccetto lo Stato e le aziende di Stato, sarebbe tenuto ad accettarli. Dunque per Draghi sono moneta illegale. A me sembrano più che altro un giochino a somma zero. Lo Stato paga i creditori in minibot e quelli glieli restituiscono pagando le tasse in minibot. Ammesso che nessuno ci perda, ovvero che i mercati non sentano odore di uscita dall'euro facendo lievitare lo spread, chi ci guadagna? Boh! Non è certo con simili trovate, letteralmente di bassa "Lega", che si riconquista la sovranità monetaria come vorrebbe far credere il furbo Borghi Aquilini. Il quale ha curato per benino la grafica, invero accattivante, di queste strane banconote. Vuol dire che punta molto sull'effetto psicologico perché di sostanza ce n'è ben poca. Peraltro la sovranità monetaria, anche quella reale e non illusoria, è un concetto largamente sopravvalutato dai sedicenti sovranisti. Borghi Aquilini dice che la sovranità monetaria ci renderà padroni del nostro destino. Magari bastasse! Ci sono paesi che stampano da secoli la loro moneta ma sono poverissimi e vengono sfruttati pure da quelli come noi che questa sovranità non ce l'hanno più. Lo stesso Borghi è costretto ad ammettere che non è la moneta che crea la ricchezza bensì il lavoro. Infatti è proprio il lavoro che oggi in Italia funziona male, e che va sempre peggio a prescindere dai governi, mentre funzionava benissimo negli anni del boom. Oggi molti giovani italiani vanno a lavorare in Germania, e va bene: è il paese che più si è giovato dell'euro. Ma che ci vanno a fare i nostri laureati in Irlanda? E perché gli irlandesi non vengono da noi? I nostri sovranisti d'accatto vendono fumo: il pugno duro sui migranti e i minibot non hanno effetti economici rilevanti. Come pure la detassazione è meno efficace dell'investimento pubblico (se è investimento oculato, produttivo, e non spreco). Un sovranista vero in realtà è Macron che ha fatto saltare, a ragion veduta, la fusione Renault-FCA, altro che minibot! Una fusione in apparenza conveniente per i transalpini perché FCA negli ultimi anni faceva più utili di Renault. Ma il rovescio della medaglia valeva molto di più: il patrimonio di conoscenze e di tecnologie innovative (es. nel settore dell'auto elettrica) cui gli Agnelli hanno rinunciato per privilegiare il profitto. Macron ha difeso quel patrimonio di Renault, azienda controllata dallo Stato, e ha difeso il lavoro francese dalla pur remota possibilità che qualche produzione passasse in Italia, dove il costo del lavoro è più basso e la settimana lavorativa più lunga. La sovranità monetaria è solo un'appendice inessenziale della sovranità produttiva. Il concetto di sovranità è strettamente correlato con quello di lavoro, sia nella sfera privata (chi non lavora non fa l'amore) che in quella pubblica (come testimonia la non casuale e mirabile giustapposizione dei commi 1 e 2 dell'articolo 1 della nostra Costituzione). L'Italia ha perso e continua a perdere la sua sovranità non certo e non solo per colpa dell'euro, ma per l'indebolimento del suo tessuto produttivo, per l'inefficienza e la grettezza dei suoi imprenditori privati, e per la svendita del grande patrimonio produttivo pubblico, quello che in un tempo felice era controllato dal ministero delle Partecipazioni Statali. Quel poco che ne resta: Eni, Enel, Poste, Fincantieri, Leonardo Finmeccanica, è ancora oggi il meglio del lavoro italiano.
  17. E ci ritorna nel magnifico e illuminante editoriale di oggi, dedicato a Enrico Berlinguer e ai suoi indegni eredi. https://infosannio.wordpress.com/2019/06/12/fritture-alla-berlinguer/ "I partiti non fanno più politica" ma "sono macchine di potere e di clientela" diceva Enrico 35 anni fa. Chissà cosa direbbe oggi della macchina di potere e di clientela "organizzata, scientifica, razionale", creata in Campania dal feudatario De Luca e dai suoi vassalli, valvassori e valvassini alla Alfieri. "Parenti in lista. Fedelissimi. Un sistema clientelare blindato. A Salerno De Luca è tutto" scrive l'Espresso, certo non un giornale ostile al Pd: http://espresso.repubblica.it/attualita/2018/02/13/news/viaggio-nel-feudo-campano-dei-dei-luca-dove-il-seggio-va-di-padre-in-figlio-1.318249 E se il molto compianto ma poco ascoltato Enrico Berlinguer potesse leggere queste poche righe sul Fatto, si rivolterebbe nella tomba. Si chiederebbe: dove ho sbagliato per generare simili "eredi"? https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/18/de-luca-al-sindaco-di-agropoli-fai-quello-che-***-vuoi-ma-porta-4mila-persone-a-votare-video/3203425/ Se Nicola Zingaretti l'anno venturo ricandiderà Vincenzo De Luca in Campania (e io temo proprio che lo faccia sperando che la rete clientelare supporti la rielezione dello "sceriffo") allora cadrà l'ultimissima speranza di rivedere un grande partito serio e pulito di sinistra. E cadrà definitivamente nel vuoto la lezione morale di Berlinguer.
  18. Del caso di Capaccio parla anche Travaglio nel suo editoriale di ieri: https://infosannio.wordpress.com/2019/06/11/i-veteromelodici/
  19. Avevo invitato gli abitanti di Capaccio-Paestum a guardare in faccia il sindaco che hanno eletto, o meglio a guardare la sua faccia, che è cosa un po' diversa. Ora ce lo ritrae il grande Andrea Scanzi. A occhio non sembra il ritratto di uno che discende dai Greci. https://infosannio.wordpress.com/2019/06/11/andrea-scanzi-luomo-che-dimostra-il-fallimento-delle-teorie-di-darwin/
  20. Scherzi a parte, quella vista su YouTube è una scena da Terzo Mondo. E invece siamo poco lontano dal luogo in cui Parmenide e Zenone fondavano la filosofia e il pensiero occidentale.
  21. Prova a chiedere a Salvini: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/20/ponte-morandi-pd-nel-2008-salvini-voto-salva-benetton-il-ministro-si-e-vero-poi-non-mi-ricordo-cosa-facevo-allora/4569715/
  22. Mentre il venditore d'aria fritta di turno, stipendiato da ministro (dei miei stivali), saltella da mane a sera da un palco a uno studio televisivo, cioè da un comizio in piazza a uno in tv, e viene per questo premiato dal popolo bue più bue e più pecora di tutti i luoghi e di tutti i tempi, c'è ancora in Italia un ministro serio che LAVORA. Lavora nell'ombra, con umiltà ma con serietà e fermezza. E i risultati CONCRETI arrivano, anche se i media della conservazione li occultano. Quante volte abbiamo sentito ministri del Lavoro o dello Sviluppo Economico promettere: mi siederò al tavolo e battero i pugni? Poi puntualmente si calavano le brache davanti al capitalista di turno. Quando mai abbiamo visto un ministro minacciare una potente multinazionale: se chiudi questa fabbrica ti facciamo uscire dal buco del kulo fino all'ultimo centesimo dei contributi pubblici che hai ricevuto, non solo per quella fabbrica ma per tutte le altre che hai in Italia? A mia memoria non era MAI accaduto. MAI, negli ultimi decenni, un segretario o una segretaria nazionale della FIOM si era complimentato con il ministro al suo fianco in un tavolo sindacale, per una difficile vertenza, definendolo MINISTRO AUTOREVOLE. Signori, questo è un ministro vero! https://youtu.be/WJjuFfwNQVY Ebbene, L'AUTOREVOLEZZA E LA FERMEZZA DEL MINISTRO LUIGI DI MAIO HANNO PIEGATO LA WHIRPOOL, LA MULTINAZIONALE AMERICANA CHE VOLEVA CHIUDERE UNA GRANDE FABBRICA A NAPOLI. La Whirpool fa marcia indietro, Di Maio ha salvato 800 posti di lavoro tra dipendenti e indotto. https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/06/11/whirlpool-non-chiuderemo-a-napoli-di-maio-firma-gli-atti-per-la-revoca-degli-incentivi-tornino-a-piu-miti-consigli/5247664/ LUIGI UNO DI NOI! oggi cantano in corteo le operaie e gli operai della Whirpool di Napoli. Mi sembra ieri, io c'ero, ma sono passati quasi 43 anni dal giorno in cui una folla oceanica alla Mostra d'Oltremare, a Fuorigrotta, acclamava: ENRICO UNO DI NOI! Caro Enrico, te ne sei andato 35 anni fa, NESSUNO ha saputo sostituirti, NESSUNO mai più come te nella politica italiana. Ma oggi un giovane ministro della città che tanto amavi, e per la città che tanto amavi, ha onorato degnamente la tua memoria.
  23. Infatti Alfieri la clientela la sa fare "come Cristo comanda" (Vincenzo De Luca, Napoli 15 novembre 2016), e la clientela in Campania, come tutti sanno, la si fa prima di tutto e soprattutto nella sanità. Di cui De Luca è governatore ordinario e commissario straordinario insieme. Non a caso in quel famoso discorso raccomandò ai sindaci della Campania di raccogliere Sì al referendum di Renzi proprio nel settore sanità. Quello di De Luca è un conflitto d'interessi monumentale, un doppio incarico da repubblica delle banane, un obbrobrio voluto a suo tempo dal Pd e oggi difeso dalla Lega. In Campania saranno centinaia le ditte private di ambulanze che lavorano per le strutture pubbliche e private. Spuntano come funghi. A Capaccio hanno festeggiato a sirene spiegate 7 ambulanze per l'elezione del sindaco. Che vergogna e che schifo! Ammesso che ne abbiano lasciata almeno una per l'emergenza, vuol dire che in un comune di 20.000 abitanti, ci sono 8 ambulanze private, roba che nemmeno in Svizzera. Tra poco in Campania avremo più ambulanze che posti letto negli ospedali. Hanno eletto e festeggiato un signore già noto per le clientele e attualmente indagato per voto di scambio politico-mafioso. Ai capaccesi vorrei dire: ma l'avete vista la faccia di questo signore? Ai capaccesi che l'hanno votato e l'hanno festeggiato dico: SPARATEVI, ma prima mangiatevi una bella frittura di pesce, così morite contenti.
  24. Non sono ottimista come te. Salvini nel 2013 era al 4% (parlo di voti effettivi, non di sondaggi), ora è sopra il 34. È evidente, per non dire matematico, che c'è chi (e sono alcuni milioni di persone) prima di votare Salvini ha votato per Berlusconi (che aveva oltre il 35% alle europee 2009 e oltre il 37% alle politiche del 2008) e poi per Renzi (oltre il 40% alle europee 2014). Ebbene, è altrettanto evidente che queste persone (ripeto alcuni milioni) che hanno votato Berlusconi, poi Renzi, infine Salvini, sono soggetti IRRECUPERABILI. Sotto ogni punto di vista. Mi dispiace dirlo ma se io fossi uno di costoro, non troverei di meglio che spararmi. Se lo facessero tutti, lascerebbero un paese migliore. Ma non lo faranno, sono una freccia dura a morire, sono la rovina dell'Italia. Molti di loro sono benestanti e fanno figli e nipoti. Sono per lo più pagnottisti, evasori fiscali, conservatori nemici del cambiamento. Saluti