fosforo41

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  1. Che Luigi Di Maio sia un ragazzo intelligente credo sia fuori di dubbio. Lo ha dimostrato, per esempio, nella sua esemplare campagna elettorale per le politiche del 2018 dove diede quasi 20 punti di scarto sia a Salvini che a Renzi. Scommetterei che in un test sul Q.I. infliggerebbe ad ambedue uno scarto analogo. Naturalmente Salvini e Renzi sono molto più furbi, più esperti, più ambiziosi e spregiudicati di Di Maio. E molto, ma molto, più populisti. Certo Luigi può e deve migliorare la sua padronanza del linguaggio. Probabilmente nella sua vita ha dedicato poco tempo alla lettura e ha frequentato per lo più persone semplici e di limitate capacità espressive.
  2. La domanda così come è posta, cioè in termini assoluti, ha poco senso. In fondo anche i maschi sono poco adatti al gioco del calcio. Nella nostra specie gli arti superiori sono molto più sensibili e più governabili dal cervello di quelli inferiori. Gli esseri umani in teoria sono molto più adatti alla pallamano che al calcio. Ma le regole della pallamano non valorizzano le potenzialità delle mani e delle braccia e ne risulta uno sport molto meno spettacolare di quello pedatorio. Naturalmente le donne, che nell'antichità erano escluse dallo sport (alle Olimpiadi antiche non potevano neppure assistere come spettatrici), hanno tutto il diritto di praticare tutti gli sport che vogliono. Inclusi il calcio, il rugby e il pugilato. Così come noi abbiamo il diritto di dire che il calcio femminile sul piano spettacolare è solo un lontano parente povero di quello maschile. A differenza, per esempio, del tennis o della pallavolo dove non di rado una partita tra donne professioniste può risultare più avvincente e piacevole di una tra uomini. Nel calcio la maggiore forza, velocità e resistenza dei maschi consente a questi ultimi di mascherare molto meglio delle donne l'innaturalezza del gesto pedatorio. In effetti anche le migliori calciatrici se paragonate ai colleghi professionisti appaiono un po' goffe. Sono penalizzate a mio avviso anche dalle regole, identiche a quelle degli uomini. Io farei giocare le donne su campi più piccoli, con palloni più leggeri e con regole più severe contro i falli e il gioco duro. Ma anche così difficilmente vedremmo campionesse all'altezza non dico di Maradona ma nemmeno di Del Piero.
  3. La Lega negli ultimi anni è "leggermente" cambiata. Da secessionista e federalista è diventata sovranista e nazionalista. Venerava il dio Po, ora è fondamentalista cattolica. Per risanare il debito pubblico proponeva di vendere la Sardegna, ora propone i minibot: https://www.tpi.it/2019/02/26/lega-vendere-sardegna-debito/ http://www.lanuovasardegna.it/regione/2012/04/18/news/borghezio-lega-a-monti-vendiamo-la-sardegna-1.4384857 Le sole cose che non sono cambiate sono la xenofobia e il becero populismo leghisti e la memoria corta dei sardi e di tutti gli italiani.
  4. La stessa domanda potremmo porcela per Pasolini. A chi lasciò il suo cuore? Forse a quegli stessi ragazzi di vita della periferia romana uno dei quali glielo fermò barbaramente? In questo articolo per il Fatto Quotidiano, diventato virale, il più grande critico musicale italiano (e forse mondiale), Paolo Isotta, accenna con la crudezza tipica del suo stile al privato di Zeffirelli. Non era un bel privato. Forse, e senza forse, era peggio di quello di Pasolini. Isotta non gli faceva sconti e non a caso Zeffirelli detestava Isotta. Ma se perfino il grande critico napoletano conclude il suo spietato necrologio con un: "Tutte le parti negative scompaiono con la sua vita. Ci resta il ge.nio", dobbiamo credergli. Franco Zeffirelli era un ge.nio. Il suo cuore, come quello di Pier Paolo, era, ed è, nelle opere d'arte che ci ha lasciato. http://www.paoloisotta.it/index.php/articoli/255-zeffirelli
  5. Non era un gen.io creativo, non era un visionario come Kubrick o Fellini, non un eretico come Pasolini, non un inimitabile maestro di genere come Leone, ma è stato certamente un artista geniale. Con Franco Zeffirelli se ne va uno dei più grandi registi della storia del cinema e del teatro (lirico e di prosa). Se ne va un alfiere mondiale dell'italianità e della nostra cultura. Amatissimo dal pubblico di ogni angolo del pianeta, non sempre dalla critica, la visione e lo studio delle opere di Zeffirelli sono ancora oggi, e forse per sempre, semplicemente irrinunciabili per chiunque voglia imparare e perfezionare la tecnica, il mestiere, l'arte della regia. Davanti a un film o a una rappresentazione teatrale di Zeffirelli non si può che usare un aggettivo, e corredarlo con il punto esclamativo: magistrale! Un talento incredibile, un titano della cinepresa, un colosso della scenografia, il regista totale, un maestro assoluto della Settima Arte. Ho visto migliaia di film, confesso che solo due mi hanno commosso e mi commuovono tuttora fino alle lacrime: Quattro passi tra le nuvole di Blasetti e Romeo e Giulietta di Zeffirelli. Tra le oltre 40 più o meno libere trasposizioni cinematografiche della immortale tragedia shakespeariana, quella del maestro fiorentino è, a mio avviso e con tutto il rispetto per West Side Story, la più riuscita e più bella. Anche il Gesù di Nazareth televisivo del 1977 mi toccò profondamente pur essendo io già all'epoca non credente. Zeffirelli riusciva a sublimare una storia più o meno famosa, più o meno avvincente o emozionante, in quella strana, indefinibile e irresistibile elevazione dello spirito che solo la grande arte può innescare. Si dice che il regista toscano fosse un lontano discendente di Leonardo da Vinci. Non stento a crederlo. Grazie per la tua immensa arte, maestro Zeffirelli!
  6. Cari forumisti seri, come ho prontamente ammesso nel mio secondo post, questa discussione era destinata al forum di Sport ed è finita per errore in quello di Politica. Chiedo venia, ma i miei errori finiscono lì mentre incominciano quelli, colossali, di un guitto ridicolo che si ostina a parlare di tennis senza capirne palesemente una mazza. È evidente, e lo avete già capito, che questo presuntuoso ignorante, nonché maleducato, non merita alcuna risposta. Tuttavia questa è una mia discussione e non posso lasciar passare stronzate di questo calibro. Dunque rimbocchiamoci le maniche con santa pazienza. 1) Il bufalaro pisano inizialmente sosteneva che il torneo ATP di Stoccarda (Mercedes Cup), vinto (alla grande) dal nostro Matteo Berrettini, fosse un torneino qualsiasi, boicottato non solo dai grandissimi come Federer e Nadal, ma da tutti i primi 20 giocatori della classifica ATP. Ho fatto presente che Federer era il campione uscente ma aveva preferito rinunciare per smaltire le fatiche del Roland Garros; che Nadal ha vinto questo prestigioso torneo tre volte; e che all'edizione 2019 hanno partecipato 5 giocatori tra i top 20. Al che il guitto maleducato, invece di ammettere le sue fesserie e chiedere scusa al forum, posta il seguente comunicato degli organizzatori che, secondo lui, smentirebbe quanto avevo scritto su Federer: "Lo svizzero ha deciso di non prendere parte all'edizione 2019 della Mercedes Cup... La scelta appare comprensibile e condivisibile visto che per la prima volta dal 2016 Federer tornerà a giocare sulla terra battuta e quindi molto probabilmente vuole riservarsi qualche giorno in più per preparare la transizione dal rosso all'amata erba". Che è esattamente quello che dicevo io! L'anno scorso il campione svizzero saltò l'intera stagione sulla terra rossa e partecipò al torneo di Stoccarda sull'erba. Quest'anno invece ha giocato a Roma (ritirato nei quarti per infortunio) e a Parigi (sconfitto in semifinale da Nadal). Orbene, il torneo di Parigi si chiudeva domenica 9 giugno, il torneo di Stoccarda partiva lunedì 10 giugno, anche se Federer come testa di serie n.1 avrebbe esordito negli ottavi mercoledì 12. È del tutto evidente che un giocatore di quasi 38 anni non può affrontare il torneo di gran lunga più faticoso del circuito (fino a 7 turni sulla terra battuta, la superficie dove gli scambi sono mediamente più lunghi, e al meglio dei 3 set su 5) e la settimana successiva partecipare a un altro torneo. La transizione terra-erba è legata al calendario ATP ma è chiaro che Federer aveva programmato di saltare Stoccarda per concedersi una settimana di riposo tra il Roland Garros e il torneo di Halle (dove è in campo mentre scrivo). Se non avesse giocato a Parigi, avrebbe giocato anche quest'anno a Stoccarda (e probabilmente Berrettini non avrebbe vinto). 2) Da una veloce ricerca su Google non risulta nessun infortunio, nessuna contrattura di Karen Kachanov al Roland Garros. E non risulta nemmeno dal suo profilo Twitter dove il russo non parla di infortuni ma solo della bravura dell'avversario che lo eliminò in quel torneo. L'ultima partita a Parigi del russo è il quarto di finale perso con Thiem il 6 giugno. Con Berrettini ha giocato e perso a Stoccarda il 13 giugno. Orbene, tutti quelli che masticano di sport (dunque non il mio interlocutore) sanno che una contrattura si recupera in un tempo tra 1 e 7 giorni al massimo, dunque Kachanov, ammesso che si fosse infortunato, aveva recuperato. Peraltro se uno crede che un tennista professionista possa scendere in campo in condizioni menomate, può credere tutto. 3) I punti del ranking ATP si calcolano a cadenza settimanale ed esattamente come scrivevo, cioè sottraendo ai punti guadagnati nell'eventuale torneo in corso quelli eventualmente guadagnati nella corrispondente settimana dell'anno precedente. Un meccanismo molto criticato che generalmente non fornisce una misura assoluta e realistica della forza di un giocatore. Ho fatto l'esempio di Djokovic che oggi è n.1 con ampio distacco ma un anno fa era solo n.22, cioè la stessa attuale posizione di Berrettini. Un altro esempio: Nadal ha vinto il Roland Garros e ha guadagnato 2000 punti, ma ne ha persi altrettanti perché aveva vinto questo torneo anche l'anno scorso. Con il risultato paradossale che Djokovic, pur eliminato in semifinale, ha allungato il distacco su di lui. La forza di un tennista più che dal punteggio ATP si evince dal numero e dalla qualità dei tornei vinti o dei tornei in cui ha superato molti turni. Berrettini ha già vinto tre tornei del circuito maggiore (Master) ATP. Alla sua età nessun italiano, nemmeno Panatta, ci era riuscito. Questo paragone, che non piace al panzanaro pisano, non l'ho fatto io, l'ha fatto la Gazzetta dello Sport. Aggiungo che ai tempi di Panatta era senza dubbio meno difficile di oggi vincere un torneo ATP (a meno che non fosse presente un certo Borg). E aggiungo che i nostri 4 più forti tennisti di sempre, i soli a essere stati in top ten, Pietrangeli, Panatta, Barazzutti e Fognini, nelle loro lunghe carriere non hanno mai vinto un torneo sull'erba. L'impresa di Berrettini a Stoccarda merita dunque di essere definita "storica". 4) L'ignorante pisano scarica il barile sul suo correttore automatico. Potrei capire una correzione da Fabio a Fabiano o forse anche da Fabio a Franco, ma mi pare molto improbabile da Fabio a Tommaso, anche perché non esistono personaggi famosi che si chiamano Tommaso Fognini. Il patetico pisano, pur di non ammettere la sua totale ignoranza in materia tennistica, preferisce rimediare l'ennesima figurina dicacca. Non ci sentiamo di dargli torto: una più una meno... Ormai si è perso il conto. Il patetico mi dice che ha scritto un post sul grande Maurizio Sarri. Doveva prima sciacquarsi la bocca e dovrebbe sapere che generalmente io non leggo i suoi post. 5) Devo ripetermi: il culto della personalità lo pratica (su stesso) chi si ostina a parlare (a costo di cadere nel ridicolo) di cose di cui non capisce e non ha mai capito una emerita mazza. P.S. Vi aggiorno sui risultati del torneo di Halle, anch'esso su erba. Ha vinto King Roger, ma ha passato il primo turno anche il nostro Berrettini. Con un secco 6-4 6-4 ha regolato il forte georgiano Nikoloz Basilashvili, n.17 della classifica mondiale. E il servizio di Matteo è ancora immacolato sull'erba! Evvai!!!
  7. Dopo due nanerottoli, un gigante! https://youtu.be/8RBjRVi5pRY
  8. Intervista un po' lunga, ma densa e interessante, vi assicuro che sono 40 minuti "veloci". Si parla del Movimento, della sua natura, dei suoi errori, dei suoi pregi e dei suoi difetti (che spesso coincidono) e delle sue prospettive. Si parla di proposte concrete per il futuro del paese e di prospettive del governo. Si parla dell'attualità e del colossale scandalo politica-magistratura. Si parla un pochino anche del privato. Qualche preghiera. Se volete intervenire in questa discussione, prima guardatevi bene il video per intero, magari prendendo qualche appunto; e nel commentare non divagate: per favore, limitatevi ai contenuti dell'intervista. Infine, ricordatevi sempre una cosa, che peraltro emerge chiarissimamente da ogni parola, da ogni fotogramma del video: l'intervistato non è un politico, è un semplice cittadino, è uno di noi. https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/06/17/travaglio-intervista-di-battista-salvini-cerca-pretesto-per-far-cadere-il-governo-m5s-mantenga-i-nervi-saldi/5262483/?pl_id=1&pl_type=category
  9. 1) Non mi sono scusato perché non avevo scritto nessuna bufala su Federer ma avevo scritto, ripeto, quanto confermato nel comunicato riportato dal mio stesso e confuso interlocutore, annebbiato dalla faziosità e dal livore al punto da non saper più nemmeno leggere quello che scrive. 2) Ho assolutamente smentito che Kachanov fosse reduce da un infortunio. Infatti, come ho scritto, era reduce dal suo brillante torneo disputato a Parigi. 3) A Stoccarda Matteo Berrettini ha sconfitto (nettamente) 5 avversari, due con un ranking migliore del suo e tre con uno peggiore. Ma il profano ignora che: a) il ranking non esprime affatto il valore assoluto di un giocatore, essendo calcolato confrontando il rendimento attuale con quello di un anno prima: basta osservare che Novak Djokovic, oggi n.1 al mondo con gran distacco sul secondo (Nadal), esattamente un anno fa era n.22 cioè occupava la stessa posizione oggi occupata da Berrettini; b) Matteo aveva poca esperienza sulla superficie in erba ma ha dominato il torneo, un'impresa: nelle loro lunghe carriere campioni come Pietrangeli, Panatta e Fognini non sono mai riusciti a vincere un torneo sull'erba; c) occasionalmente si possono battere giocatori con un ranking molto migliore ma il difficile per vincere un torneo è mantenere alto il rendimento per una intera settimana (o due nel caso dei tornei del Grande Slam) come ha saputo fare Berrettini. 4) Mettersi a discutere di tennis con un incompetente che sostiene che l'Italia ha un solo giocatore di caratura internazionale "che si chiama Tommaso Fognini", è tempo perso. È come parlare di calcio con uno che ha sentito vagamente nominare un certo Giovanni Maradona o un tale Francesco Buffon, o come discutere di ciclismo con uno che ti parla di Pasquale Coppi o di Vincenzo Bartali. Roba da matti! 5) Il culto della personalità lo pratica (su se stesso) chi pretende di mettersi a discutere e di avere ragione anche sugli argomenti di cui non capisce e non ha mai capito una emerita mazza.
  10. Signori, il mio barbiere mi dice che sua moglie non aveva mai visto in TV una partita di calcio prima del mondiale femminile in corso, trasmesso dalla Rai, in cui le azzurre stanno ben figurando. Ebbene, vi assicuro che questa signora capisce di calcio molto più di quanto il quadrupede pisano capisca di tennis. Il poveraccio scopiazza come può dai siti specializzati ma posta ugualmente monumentali sciocchezze. È talmente un pesce fuor d'acqua che si confonde pure sulla lingua italiana (quella che toscani non decerebrati dovrebbero conoscere). Infatti il comunicato che riporta, e che dovrebbe smentirmi, in realtà conferma esattamente quello che avevo scritto. Ovvero che Roger Federer quest'anno ha deciso di rinunciare al torneo di Stoccarda per prendersi qualche giorno di riposo dopo il torneo di Parigi da lui saltato l'anno scorso. Questo ridicolo forumista, che non saprebbe distinguere una racchetta o una pallina da tennis da una da ping pong, aveva ironizzato su un torneo organizzato dalla Mercedes e che ha nell'albo d'oro campioni come Borg, Lendl, Nadal e Federer. Aveva scritto che quest'anno non era iscritto neppure un giocatore tra i primi 20 al mondo e invece ce n'erano ben 5. Aveva scritto che una vittoria per 2 set a zero è di "strettissima misura". Roba da matti! Ora scrive che Berrettini ha incontrato Kudla al primo turno (no: lo ha sconfitto nei quarti di finale) e ironizza sullo stesso Kudla, un forte specialista dell'erba capace di raggiungere il quarto turno a Wimbledon. A titolo di paragone il nostro attuale n.1 Fabio Fognini, che il nostro quadrupede menziona come "Tommaso Fognini" (ahahahah!) in 8 partecipazioni a Wimbledon non ha mai superato il terzo turno. Si inventa che Kachanov, dominato negli ottavi da Berrettini, era reduce da un infortunio e invece era reduce dal Roland Garros dove aveva brillato giungendo al quinto turno, cioè ai quarti di finale, piegato solo da Thiem, finalista del torneo e n.4 al mondo. Ironizza sul tedesco Struff, uno dei tennisti più in forma del circuito, che ha eliminato Cilic a Roma e Tsitsipas a Barcellona. Ironizza perfino su Nick Kyrgios, australiano, dunque erbivoro per definizione, campione eccentrico e discontinuo ma dal talento indiscusso, un fuoriclasse già capace di battere Federer e che quest'anno ha vinto il torneo di Acapulco superando, nell'ordine, Seppi, Nadal (!), Wawrinka, Isner e Zverev, e non so se mi spiego. Preciso anche che Fabio (alias "Tommaso") Fognini oggi non è "mono" al mondo e nemmeno nono, bensì decimo, che è il suo miglior ranking. Ma all'età di Berrettini, che oggi è n.22, navigava intorno al n.70. Come leggiamo nell'articolo della Gazzetta dello Sport che ho allegato in precedenza, nessun italiano, nemmeno Panatta, era riuscito già a vincere tre tornei ATP all'età di 23 anni e due mesi come è riuscito a Berrettini.
  11. Signori, ditemi voi: se uno non capisce una mazza di sport, e men che meno di tennis, perché si mette a discutere di tennis con il sottoscritto? Perché è un maso.chista e gli piace rimediare figuredimerda? Bene, accontentiamolo. Il torneo ATP di Stoccarda non è esattamente un torneino secondario come pensa il quadrupede pisano. Matteo Berrettini succede nell'albo d'oro a un certo Roger Feder, che vinse l'anno scorso e che nel 2019 ha preferito rinunciare per smaltire le fatiche del Roland Garros dove era rientrato dopo tre anni di assenza giungendo in semifinale (ricordo che il più grande tennista di tutti i tempi in agosto compie 38 anni). Nell'albo d'oro di Stoccarda, storico torneo patrocinato e sponsorizzato da una piccola azienda locale, la Mercedes-Benz, figurano tra gli altri anche Bjorn Borg, Ivan Lendl, Rafa Nadal (3 volte). Il quadrupede pisano raglia che tra i partecipanti al torneo vinto alla grande da Berrettini non c'era nemmeno un tennista tra gli attuali primi 20 al mondo. E invece ce n'erano ben 5. Alexander Zverev, n.5 (ma n.3 di best ranking); Karen Kachanov, n.9 (sconfitto nettamente da Matteo al primo turno); Danil Medvedev, n.13; Nicoloz Basilashvili, n.17; Milos Raonic n.18 (già n.3). L'altro finalista, il canadese di padre togolese Felix Auger-Aliassime, nella settimana del torneo era n.21 (oggi è n.23) ed è realmente "famosissimo" come scrive con infondata ironia il mio sprovveduto interlocutore, in quanto non ha ancora 19 anni ed è considerato (con Zverev, pure lui già battuto da Berrettini a Roma) la più grande promessa del tennis mondiale. Il mio ridicolo interlocutore tocca il fondo della comicità quando scrive che un 6-4 7-6 è una vittoria di "strettissima misura". Forse confonde il tennis con le dimensioni, invero ristrette, del proprio cervello. Una vittoria per 2 set a zero in un incontro al meglio dei tre set non è mai di stretta misura. Nel caso in oggetto poi Berrettini non solo non ha mai ceduto il servizio all'avversario, ma non gli ha concesso neppure una sola palla break in tutti i suoi turni di battuta. Il che vuol dire che la sua vittoria e la sua superiorità non sono mai state in discussione. Se il quadrupede pisano vuole aprire una discussione di sport, eviti il tennis e scelga l'unica disciplina a lui congeniale (non fosse altro che per ragioni genetiche): l'ippica.
  12. Sono contrario, contrarissimo alla violenza fine a se stessa, ma non sono per il porgere l'altra guancia quando ci sono in gioco i princìpi. 4 ventenni, nel pieno degli anni e delle forze, davanti a una simile aggressione DEVONO reagire, DEVONO mandare in ospedale anche qualcuno dei loro 10 vigliacchi aggressori. Anche a costo della vita! Purtroppo il benessere, il consumismo, la fine della politica intesa come LOTTA per l'affermazione o la difesa di un'idea superiore a ogni valore, incluso quello della propria vita, ci rendono un po' tutti deboli e vigliacchi. Mi spiace dirlo, ma concordo con Massimo Fini quando scrive che non tutto il bene viene dalla pace e non tutto il male dalla guerra. In Europa non si combattono guerre da 74 anni (a parte qualche focolaio nella ex Jugoslavia e in Ucraina): un tempo di pace senza precedenti che sta oggettivamente infiacchendo il corpo, la mente e l'anima degli europei. La guerra purtroppo è nei nostri geni, che purtroppo o per fortuna non sono quelli delle pecore o delle farfalle. Quando uscì la serie cinematografica su Hannibal Lecter, il maniaco assassino e cannibale, molti giudicarono del tutto irrealistiche le scene in cui uomo di media corporatura riusciva a sopraffare e ad ammazzare tanta gente in pochi secondi e a mani nu.de o con i denti. Fu fatto uno studio e risultò che invece era possibile, purché il soggetto fosse animato dal livello massimo di rabbia e di adrenalina che si può scatenare nel nostro organismo. Ebbene, la rabbia di un aggredito per motivi politici può essere certamente superiore, molto superiore a quella degli aggressori. Se vivessimo nello stato di natura invece che nella fiacchezza del benessere, molti di quei 10 fascistelli sarebbero finiti all'ospedale o al cimitero. Per il momento possiamo solo sperare che finiscano in galera e che qualcuno si decida finalmente a reagire a queste prepotenze fasciste. Ritorneremmo alle piazze insanguinate degli anni di piombo? Meglio il sangue che la pecoraggine e la rassegnazione.
  13. Un'altra grande, straordinaria, sensazionale impresa del Matteo che piace agli italiani. Modestamente, da navigato uomo di sport, ho un certo fiuto per il talento e Matteo Berrettini non ha tradito le mie aspettative, anzi ha fatto anche meglio. È andato a vincere contro ogni pronostico il torneo ATP di Stoccarda. Un torneo sull'erba, superficie atipica, difficile, tradizionalmente ostica per i tennisti italiani. Sulla quale in tutta la storia del nostro tennis avevamo vinto solo tre tornei, con Roberta Vinci, Camila Giorgi e Andreas Seppi. Matteo a Stoccarda non era neppure tra le teste di serie, aveva scarsa esperienza sull'erba, ma ha vinto da dominatore, travolgendo tutti gli avversari come un rullo compressore. In tutto il torneo il ragazzone romano non ha ceduto nemmeno un set e non ha ceduto nemmeno una volta il suo formidabile, inattaccabile servizio. Un'impresa incredibile. Roba che nel tennis moderno riesce, raramente, solo ai grandissimi: Federer, Nadal, Serena Williams. Matteo porta a casa i 120.000 euro del primo premio ma soprattutto sale al 22simo posto nella classifica mondiale e si guadagna con pieno merito un posto tra le teste di serie nel prossimo torneo di Wimbledon, il tempio sacro dell'erba e del tennis mondiale. Dall'inizio dell'anno ha già scalato 30 posizioni, due anni fa era n.233. Peccato per quell'anno di carriera perso per infortunio, ma l'umiltà e la forza di volontà di questo ragazzo sono esemplari. Questo è il Matteo che piace agli italiani veri! Abbiamo trovato finalmente l'erede di Panatta? Rispetto ai tempi di Adriano la concorrenza oggi è molto più folta e agguerrita ma io ho molta fiducia. Forza Matteo! https://www.gazzetta.it/Tennis/17-06-2019/berrettini-meglio-panatta-tris-tornei-7-mesi-anticipo-340136152811.shtml?refresh_ce-cp
  14. Commemorare un gigante della cultura mondiale come Franco Zeffirelli concentrandosi sulla sua omosessualità (peraltro dichiarata e vissuta con la giusta sobrietà e naturalezza, trattandosi per l'appunto di una "variante naturale del comportamento umano" secondo l'OMS) è come ricordare Napoleone parlando della sua bassa statura (fisica) o della sua paura dei gatti (neri), o come concentrarsi sulla bisessualità di Alessandro il Grande o sulla sua eterocromia (aveva gli occhi di colori diversi). A me freguntubo dell'orientamento sessuale e di quello politico di Zeffirelli (ex parlamentare di FI). È stato uno dei più grandi registi della storia del cinema e del teatro, un maestro della tecnica e dell'arte della regia. Punto. Questo è ciò che resterà di lui. Ne discuto nel forum di ATTUALITÀ.
  15. Un alto organo costituzionale, il Consiglio Superiore della Magistratura presieduto dal capo dello Stato, è allo sbando. 5 consiglieri togati autosospesi e sottoposti a procedimento disciplinare. Ma ormai si vocifera addirittura di autoscioglimento del CSM. Il tutto in seguito allo scandalo nato dalle intercettazioni ottenute infiltrando un trojan nel telefonino di un magistrato che si incontrava con uomini politici per parlare di nomine nella procura di Roma. Intanto un grazie al M5STELLE che ha salvato questo potente e prezioso strumento d'indagine dalla scure della riformaccia Orlando (Pd). Poi due ovvie considerazioni. Si tratta di un fatto gravissimo in sé: una lesione plateale al principio costituzionale dell'autonomia della magistratura e al principio precostituzionale (illuministico) dell'equilibrio tra i poteri dello Stato. Si conferma inoltre la distanza abissale che tuttora separa sul piano etico la magistratura dalla politica. La prima, dopo avere accusato il colpo, reagisce (dimissioni, autosospensioni, azioni disciplinari); la seconda non fa una piega. I due parlamentari coinvolti non si autosospendono ma si autodipingono come gigli di campo e il loro partito (il Pd) minimizza (Zingaretti) o addirittura li difende e li giustifica (Renzi). Premesso ciò, nel caso specifico in oggetto la gravità è amplificata ed elevata all'ennesima potenza da una circostanza ben nota: uno dei politici coinvolti (Lotti) è imputato di un grave reato dalla stessa procura di Roma. In breve: egli avrebbe tramato con dei magistrati per condizionare la nomina del suo accusatore nel processo che lo vedrà alla sbarra. Questa tesi viene oggi solennemente abbracciata, alla luce della intercettazioni, dal procuratore generale della Cassazione nel suo atto di incolpazione verso i 5 togati del CSM. Secondo il pg è accaduto che "la volontà di un imputato abbia contribuito alla scelta del futuro dirigente dell'ufficio della Procura di Roma deputato a sostenere l'accusa nei suoi confronti". Parole chiarissime e durissime che hanno finalmente scalfito perfino le facce di bronzo del Pd. Poco fa a Piazza Pulita la sfinge Gentiloni ha definito "assolutamente inopportuni" i comportamenti di Lotti. Non è molto ma è già qualcosa rispetto all'assordante silenzio denunciato nei giorni scorsi dal dottor Franco Roberti, neo-parlamentare europeo del Pd. Ora deve assolutamente intervenire il segretario Zingaretti. C'è una questione enorme di etica pubblica in cui il Pd si gioca la sua immagine, o ciò che ne resta, presso la parte migliore del suo elettorato. Nicola, come è noto, non è un cuor di leone, è un timido, un indeciso. Bene, anzi male, e allora lo inviterei a riflettere sulla lezione etica di Enrico Berlinguer. Che se fosse oggi al suo posto gli garantisco che caccerebbe quel signore dal partito, a calci se necessario. https://www.italianotizie24.it/scandalo-csm-il-procuratore-generale-della-cassazione-accusa-lotti-contribui-alla-scelta-dei-magistrati/
  16. In un sistema di libero mercato può accadere anche di peggio. A una mia figlia che per motivi di studio aveva preso un monolocale in affitto a Bologna, zona periferica, un idraulico chiese 50 euro (fatturati) per sostituire un flessibile sotto un lavandino. Costo approssimativo del materiale 3 euro, durata dell'intervento 5 minuti. Fossi stato presente, a quel ladro avrei dato 20 euro e lo avrei messo alla porta. Io sono per l'abolizione del libero mercato, ma in attesa del comunismo (vero) non possiamo fare altro che esigere i preventivi ed eventualmente denunciare questi casi sui social. Ma in modo ben dettagliato indicando in modo chiaro il nome del tecnico o del ristorante che spenna i ***. Quando mi capita di mangiare in ristoranti, trattorie o pizzerie che non conosco chiedo sempre il menù con i prezzi. Se mi viene detto che al momento è indisponibile, alzo i tacchi, saluto e me ne vado. Se i prezzi li trovo esagerati, ringrazio, saluto e me ne vado.
  17. In questa discussione si parlava di ben altro, ovvero di FATTI ACCERTATI, come li definisce l'ex procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, e di una GRAVITÀ INAUDITA. Tu invece mi parli di PRESUNTE E FANTASIOSE EVASIONI O ELUSIONI FISCALI DEL CO-FONDATORE DEL M5S. E allora sgomberiamo il campo dagli equivoci, dalle falsità e dalle calunnie. Beppe Grillo ha sempre pagato le tasse in Italia. Nel 2008 comprò un appartamento (non una villa) a Lugano, dove non si è mai trasferito e che poi ha venduto. In vita sua non ha MAI subito procedimenti amministrativi né giudiziari per evasione o per frode fiscale. Non lo dico io, lo dice una sentenza del 2015 del Tribunale di Genova. Non risultano procedimenti negli anni successivi. A suo carico risultano solo l'adesione a un condono fiscale del 2003 per la modestissima somma di 500 euro (probabile errore del fiscalista) mentre i giornali berlusconiani parlano di un paio di condoni edilizi per variazioni non autorizzate in immobili di sua proprietà. Risulta inoltre la dichiarazione di un impresario che dopo alcuni decenni "si ricorda" di avere pagato in nero 4 o 5 serate del comico genovese. Probabile faziosità politica dell'impresario ma scagli la prima pietra l'uomo (o la donna) di spettacolo che in Italia non è mai stato pagato in nero. Nel 2017 Grillo ha dichiarato un reddito imponibile di 420.000 euro, molto meno cioè di quanto dichiarava negli anni in cui faceva solo il comico (fino a circa 4 milioni). Non essendo un evasore, ciò vuol dire che con la politica Grillo non si è arricchito, ma al contrario SI È IMPOVERITO. Ovvio, avendo rinunciato a ogni incarico istituzionale e a ogni poltrona e avendo dedicato al blog e alla politica buona parte del tempo che in precedenza poteva dedicare ai suoi lucrosi spettacoli in tv o in tournée. Grillo diede il suo assenso all'accordo di governo con la Lega ma in ogni caso non avrebbe potuto impedirlo avendo ceduto a Di Maio il ruolo di capo politico del Movimento. Come ho scritto innumerevoli volte e in tempi non sospetti (cioè fin da prima che l'accordo venisse siglato sotto forma di "contratto"), Di Maio commise un grave errore politico, peraltro in chiara buona fede e con molte attenuanti (si pensi alle pressioni di Mattarella per uscire dal drammatico stallo istituzionale in cui eravamo precipitati grazie a quella porcheria di legge elettorale chiamata Rosatellum). L'errore di Grillo a mio modesto avviso fu un altro: al suo posto io avrei scelto Di Battista. Tutta la vita. E Salvini avrebbe trovato pane per i suoi denti, ma è anche possibile che l'oltranzismo del Dibba avrebbe allontanato elettori. L'ideale sarebbe stato Di Maio a guidare la campagna elettorale e il Movimento, e il Dibba a fare il vicepremier e il ministro per mettere a cuccia Salvini. Ma del senno di poi son piene le fosse. Di inquisiti nel M5S ce ne sono per ora ben pochi rispetto agli altri grandi partiti. E il primo ed unico grillino arrestato per corruzione (in 10 anni) è stato espulso dal Movimento nel giro di minuti. Saluti
  18. Egregio Sempre, il M5S non ha ereditato e non ha dilapidato nulla. È la maggiore novità della politica italiana degli ultimi 25 anni, prima c'erano state la Lega di Bossi e Forza Italia del Delinquente e stiamo ancora pagando i loro disastri. Anche il Pd (e sigle precedenti) ha raccolto e dilapidato, in questo caso ben due eredità, quelle del Pci e della Dc. L'infelice operazione politica avviata da Occhetto e Martinazzoli, due galantuomini purtroppo privi di coraggio e di lungimiranza che preferirono rottamare anziché ripulire e rifondare, e completata tragicamente da Renzi, si è rivelata un disastro epocale per la sinistra e per il centro, ambedue pressoché scomparsi, ma soprattutto per il paese. Intendiamoci: i grillini non hanno inventato nulla. La democrazia diretta risale ai Greci, le tematiche ambientali vengono alla ribalta negli anni '60 con la Silent Spring e il Club di Roma, il reddito di cittadinanza e il salario minimo esistono da tempo in quasi tutti i paesi civili e progrediti. La novità di Grillo è stata semplicemente il tentativo di coniugare queste tematiche con la riesumazione dei princìpi di legalità e di responsabilità che in Italia erano morti e sepolti dopo l'effimera risurrezione degli anni di Mani Pulite. Si tratta, come vedi, di temi e valori trasversali, anzi prepolitici. In sostanza Beppe Grillo ha capito ciò che era sfuggito a Occhetto e Martinazzoli, ovvero che la politica prima di fare un passo avanti doveva fare un passo indietro per rifondarsi su principi e valori universali. Dal che non è nato un nuovo partito tra i tanti, innumerevoli della Seconda Repubblica (anche il proliferare delle sigle è un sintomo della paurosa degenerazione della politica italiana) bensì un movimento fortemente identitario, rigido negli schemi interni, irriducibile agli schemi politici tradizionali, fortemente contrapposto a tutti partiti esistenti. Con il contratto di governo con l'antipodale Lega di Salvini il Movimento non ha dilapidato eredità politiche, non avendone ricevuta alcuna, piuttosto ha in parte snaturato se stesso. Per loro natura e per la radicalità dei loro programmi i pentastellati non possono allearsi con nessuno, se non, forse, con movimenti altrettanto antagonisti e fuori dagli schemi (penso a Luigi de Magistris: a mio avviso un patto nazionale a trazione meridionale DeMa-5Stelle può essere l'unico antidoto al populismo nordista, becero e fascistoide di Salvini). Ma dobbiamo pur riconoscere che andando al governo qualche oggettiva e positiva novità l'hanno portata. Molti italiani, oscurati e obnubilati dai media dei poteri forti e della conservazione, non se ne sono accorti. Ma se n'è accorto il corrotto Formigoni finito dietro le sbarre grazie allo Spazzacorrotti del ministro Bonafede. E senza lo stop alla riformaccia del Pd che voleva limitare l'uso dei trojan nelle intercettazioni oggi non sapremmo NULLA del merdaio Pd-CSM e degli spudorati renziani che insieme a traditori della magistratura tramavano per "sistemare" a loro piacimento la procura di Roma e molte altre. E Repubblica oggi non uscirebbe con questo titolone virgolettato a tutta pagina: "COSÌ AGGIUSTIAMO CONSIP" Naturalmente quella di Di Maio & C. è una mission impossible. Un po' sono inesperti, ingenui e pasticcioni di loro. Poi hanno per alleato un furbone messo dai poteri forti nel governo del cambiamento per impedire il cambiamento. Poi hanno il 99% dei media contro. Poi devono rimediare ai disastri lasciati dai predecessori (in primis il debito pubblico e un apparato produttivo che ha perso competitività ed efficienza). Infine vanno a sbattere contro il muro di gomma di un paese largamente depresso e rassegnato sotto il profilo etico. A partire dall'alto cioè dalle istituzioni. Vedasi il caso del Csm e del deputato Lotti che viene addirittura ringraziato da quella macchietta del suo segretario. In altre epoche ben altro trattamento avrebbe ricevuto da ben altri leader un politico imputato per favoreggiamento che intrallazza con un magistrato a sua volta indagato per corruzione. Per finire con il popolo bue che si fa illudere dal pifferaio di turno, nonostante il carrozzone di inquisiti e condannati che si tira dietro e i 49 milioni spariti nel nulla. Ho letto oggi il titolo di una discussione in questo forum: BRAVO LUCA LOTTI! Ma che bravo, non è vero? Ma che cosa deve fare un politicante dei miei stivali per riuscire a cavare, non dico un moto di indignazione, ma almeno una parola di critica dal popolo bue? Saluti
  19. Finalmente l'ex ministro Lotti si è autosospeso dal Pd. Decisione inevitabile e terribilmente tardiva che allevia una situazione terribilmente imbarazzante per il Pd e il suo segretario. Resta aperto il caso politico-istituzionale, gravissimo, cui si aggiunge la figuraccia di Zingaretti che conferma di non avere il polso, la personalità e il coraggio necessari per guidare un grande partito, e men che meno per fare pulizia al suo interno e liberarlo dalle zavorre del passato e del presente. Addirittura il segretario oggi si abbassa a ringraziare Lotti (!!) per la sua decisione, mentre dovrebbe ringraziare solo il calendario, perché se il vergognoso caso fosse scoppiato prima delle europee, il 22,7% non lo vedeva neppure col binocolo. Resta lettera morta l'appello di Franco Roberti che aveva chiesto al segretario una severa e pubblica censura dei comportamenti dei parlamentari pidini coinvolti. A questo punto, io al posto di Roberti uscirei dal Pd. Dal canto suo Lotti ha confermato di essere un politico di ben modesto spessore perché, invece di accompagnare la sua tardiva decisione con un dignitoso silenzio (assodato che il verbo scusarsi nel vocabolario dei renziani non esiste), ha polemizzato con i suoi stessi compagni... pardon, colleghi di partito, in primis Zanda, definendolo, senza nominarlo, "moralista senza morale". Saremmo curiosi di capire in cosa consiste il senso morale o etico dell'on. Lotti. Personalmente sottoscrivo le parole di questo tweet al curaro del prof. Tomaso Montanari: Dopo la scoperta della loggia notturna in cui l'imputato fiorentino tramava intorno alla successione della procura di Roma, chiedo se gli innumerevoli cantori del renzismo come rottamazione, novità, fuoco giovanilistico abbiano qualcosa da dire: è chiaro di che fogna si trattasse?
  20. Anche il vecchio tesoriere del Pd, il senatore Zanda, per difendere quel poco che resta della disastrata immagine del partito che gli arrotonda la pensione, oggi chiede all'indifendibile Lotti di farsi da parte. Glielo chiede garbatamente, pacatamente, democristianamente. È lo stesso che garbatamente, pacatamente, democristianamente, chiedeva di reintrodurre un finanziamento pubblico ai partiti e di aumentare gli stipendi dei parlamentari. Purtroppo, caro tesoriere - caro nel senso di costoso - certi metodi con certe facce di bronzo non servono. Ci vuole il pugno duro. Purtroppo, con tutta evidenza, chi è rimasto nel Pd è rimasto anche sotto il tacco di un ex caudillo e dei suoi spudorati amichetti. Non tutto il male viene per nuocere, il Pd potrebbe cogliere al volo questo ennesimo disastro e trasformarlo in occasione di riscatto. Potrebbe finalmente liberarsi della zavorra leopoldina. Ma è un partito senza coraggio, appare rassegnato, dunque senza futuro. https://www.corriere.it/politica/19_giugno_13/c-stato-salto-gravita-adesso-luca-valuti-se-caso-lasciare-pd-9f2d4606-8e13-11e9-bd73-fad8388dc5ff.shtml
  21. Anche il bravo Massimo Giannini (che ha il solo difetto di essere allineato sulle posizioni di Repubblica che spesso coincidono con quelle pidine e con quelle antigrilline a prescindere) è in perfetto accordo con l'umile sottoscritto: Sul piano politico Lotti e Ferri non sono difendibili (specie il primo, per i noti motivi, nda). Il segretario deve allontanarli per difendere il Pd. Rinnovo l'invito: Nicola che cosa aspetti? Le palle ce le hai o no? https://rep.repubblica.it/pwa/commento/2019/06/13/news/il_pd_e_lo_scandalo_csm_il_dovere_di_zingaretti-228713561/?ref=RHPPTP-BH-I228399577-C12-P1-S1.4-T1
  22. Splendido, appassionato, caustico, grandioso articolo di Maria Annunziata. Da leggere e da meditare parola per parola. Anche Maria, come l'umile sottoscritto, conclude richiamandosi a Enrico Berlinguer. Celebrato in questi giorni "ma evidentemente dimenticato in tutti gli altri giorni dell'anno" dai nanerottoli che ne hanno raccolto e dilapidato l'eredità. https://www.huffingtonpost.it/entry/lotti-zingaretti-e-berlinguer_it_5d02a118e4b0985c419a1ba1?1g8&utm_hp_ref=it-homepage&ref=RHPPLF-BH-I228647726-C8-P2-S1.8-L
  23. Non solo qualcosa di strano ma di ripugnante. Un "lurido gioco di potere" lo definisce Maria Annunziata, coraggiosa giornalista napoletana. Un potere "senza regole e senza limiti". Questo articolo di Maria è da leggere e da meditare parola per parola, e da incorniciare. Nemmeno il grande Travaglio aveva mai bollato e incenerito con parole così chiare e così forti, così infuocate dalla passione civile di una vera donna di Sinistra, l'arroganza subdola e incivile del potere renziano. https://www.huffingtonpost.it/entry/lotti-zingaretti-e-berlinguer_it_5d02a118e4b0985c419a1ba1?1g8&utm_hp_ref=it-homepage&ref=RHPPLF-BH-I228647726-C8-P2-S1.8-L
  24. Un politico serio e onesto può aiutare il proprio paese anche senza essere uno statista. Come pure non mancano esempi di populisti che hanno realmente migliorato le condizioni del popolo, vedasi il venezuelano Chavez. Salvini non sarà mai uno statista, come la Gelmini non sarà mai Nobel per la Fisica. Io non ho mai visto uno statista ignorante. De Gaulle e De Gasperi erano persone di buoni studi e vasta cultura, la Merkel è una scienziata prestata alla politica. Noi abbiamo cabarettisti e barzellettieri prestati alla politica. Salvini in 17 anni non riuscì a prendersi una lauretta in Storia. Eppure ne aveva tutto il tempo. Faceva il politico, cioè il mestiere che lascia più tempo libero di tutti. È un populista della peggiore specie, cioè di quelli che promettono l'impossibile, come la flat tax e lo stop ai flussi migratori (che è come pretendere di fermare la storia); o l'inammissibile, come sparare alle spalle e restare impuniti.
  25. La Lega ripristina i vitalizi in Sardegna e, in combutta col Pd, ripristina il foraggiamento pubblico della radio privata mangiasoldi del partito radicale. 9 milioni l'anno senza gara non gli bastavano, ne hanno spillati altri tre. Vergogna! Ma fino a quando quei milioni di beoti che vogliono il cambiamento ma votano per i conservatori non impareranno a distinguere i veri innovatori dai soliti gattopardi?