fosforo41

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  1. Però, nonostante tutto e nonostante la Lega (partito messo nel governo del cambiamento per opporsi al cambiamento), qualcosa si muove. Per esempio, senza la legge Spazzacorrotti del M5Stelle e del ministro Bonafede il corrotto Formigoni oggi non sarebbe in galera, sarebbe a casa sua a godersi il malloppo. Qualcuno lo chiama "eccesso", io lo chiamo certezza della pena: https://www.panorama.it/news/in-giustizia/formigoni-gli-eccessi-della-legge-spazza-corrotti/ Dove sta scritto che un settantenne può tuffarsi tranquillamente, come un giovinotto, da uno yacht di lusso nelle acque dei Caraibi, ma non può sopportare qualche annetto al fresco di una cella?
  2. Il meccanismo che hai descritto si chiama, in termini tecnici, MOLTIPLICATORE KEYNESIANO dell'investimento. Mentre abbattere gli investimenti pubblici per regalare una mancia a una fascia di 10 milioni di persone senza nessuna selezione in base al reddito familiare e al patrimonio personale e familiare si chiama POPULISMO.
  3. Ecco alcuni striscioni esposti e fotografati dai lettori per la puntata di ieri del bellissimo gioco a premi del Fatto Quotidiano PERDISALVINI: HAI BLOCCATO I BARCONI NON BLOCCHERAI I BALCONI ZORRO È QUI LO RIAVRAI PER 49 MILIONI DI EURO PER TOGLIERE QUESTO MANDA BRUNETTA (striscione esposto a una finestra di un sottoscala a piano terra)
  4. Ho espresso il mio giudizio, ribadendo ciò che scrissi all'epoca dei fatti. Peraltro l'analisi logica (nel senso della logica proposizionale classica) e l'analisi semantica di un testo (es. articoli della Costituzione) non sono metodi opinabili ma oggettivi, così come è indiscutibile che il sistema disegnato dai padri costituenti era ed è la repubblica parlamentare e non certo la repubblica presidenziale. Dunque il presidente Mattarella violò (a mio avviso in buona fede) sia la lettera che lo spirito della nostra Carta. Ma in questioni così delicate è sempre bene richiamarsi agli scritti degli addetti ai lavori. "La proposta dei ministri (quella formulata dal premier incaricato in conformità all'art.92, nda) deve ritenersi strettamente vincolante per il capo dello Stato" si legge nel classico testo di dirtto costituzionale di Temistocle Martines, maestro di tanti autorevoli costituzionalisti (come Michele Ainis), testo tuttora tra i più usati nei nostri atenei. "È quindi evidente che i ministri debbano avere la fiducia del Presidente del Consiglio, ed è da escludersi che il Capo dello Stato abbia il potere di rifiutarne la nomina" scriveva Aldo Bozzi, politico liberale, giurista e magistrato, ma anche partigiano nella Resistenza e membro dell'Assemblea Costituente (cioè uno di quelli che la Costituzione LA SCRISSERO!). Naturalmente le precedenti e categoriche asserzioni non escludono che il presidente della Repubblica possa invitare l'incaricato a riformulare la proposta di uno o più nomi per i ministeri. Ma se un nome viene ribadito dal premier in pectore sostenuto dalle forze democratiche di maggioranza, come nel caso di Paolo Savona che stiamo discutendo, egli DEVE accettarlo. Come osservò a suo tempo il prof. Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, Mattarella aveva fatto un lungo giro di consultazioni per verificare l'esistenza di una maggioranza, che alla fine era emersa. Aveva potuto visionare il programma di governo e non aveva mosso rilievi di natura costituzionale. Non si oppose per nulla al contratto di governo, ma alla fine si oppose, "per ragioni politiche", solo al nome di una persona che peraltro non avrebbe potuto determinare l'indirizzo politico dell'esecutivo (potere che in base all'art.95 spetta al presidente del Consiglio, a sua volta sottoposto al voto di fiducia del Parlamento in base all'art.94). Quindi, secondo Onida, Mattarella andò "al di là di ciò che dice la Costituzione quando parla di formazione del governo". Per chi non fosse ancora convinto proviamo a estrapolare le estreme conseguenze che potevano derivare dall'infelice scelta del capo dello Stato. Se nel drammatico braccio di ferro tra Quirinale e maggioranza parlamentare nessuna delle parti avesse ceduto, Mattarella avrebbe portato un esecutivo tecnico guidato da Cottarelli e sostenuto da nessuno (eccetto un iniziale e timido appoggio del Pd, poi rientrato) davanti al Parlamento. Dopo l'inevitabile bocciatura, avrebbe dovuto sciogliere le Camere e richiamare i cittadini alle urne il 27 luglio, o addirittura il 3 o il 10 agosto così come aveva minacciato. Ma la data era solo un dettaglio imbarazzante rispetto al vulnus gravissimo e senza precedenti alla democrazia dato da un Parlamento appena eletto dal popolo sovrano e che aveva espresso una maggioranza politica ma che viene sciolto, azzerato, distrutto per un puntiglio del capo dello Stato sul nome di un ministro. Credo che nessuno avrebbe più potuto seriamente sostenere che questa è una repubblica parlamentare e non presidenziale.
  5. Cerca di pesare le parole. Se mi accusi di evasione fiscale allora io potrei accusarti di terrorismo o di pe-do-filia. Potrei giurarti sulla testa della mie figlie di non avere mai evaso scientemente un euro, ma che dico, manco una lira in vita mia, pur avendone avute e avendone tuttora ogni possibilità. Mi limito a ricordarti che in questo forum nessuno ha scritto più di me (centinaia di post) contro gli evasori e contro l'evasione fiscale. Quella che, insieme alla corruzione, alla giustizia colabrodo e alla "peggiocrazia" (così ho chiamato per anni il governo dei peggiori e dei non meritevoli, prima di scoprire il termine esatto: kakistocrazia), costituisce una delle 4 piaghe incancrenite di questo sfortunato paese. Mi sembravi un forumista serio ed educato, e non privo di acume, quindi mi ha sorpreso questa tua accusa gratuita, ma soprattutto non capisco come possa sfuggirti, se sei di sinistra, l'evidente inequità della mancia renziana. Che poteva essere destinata alla stessa fascia di reddito degli attuali percettori, o forse anche leggermente più estesa verso l'alto, ma solo DOPO avere garantito un sussidio di sopravvivenza agli indigenti e solo applicando un razionale e costituzionale criterio di selezione e progressione (es. non 80 euro a tutti ma da zero a 200 euro in relazione all'ISEE familiare). Ti sfugge anche che una decina di miliardi l'anno ben investiti potevano risultare più utili, sul medio o lungo periodo, agli attuali percettori e ai loro figli in cerca di lavoro. Se io sono malato (mentale) di renzite, allora che mi dici dei tanti che in questo forum sono ossessionati dai 5Stelle e li condannano e li insultano dalla mattina alla sera e a prescindere? Le (rare) cose giuste e di sinistra fatte o pensate dal morto di fama io le ho sempre riconosciute. Per es. la parte della riforma costituzionale che sottraeva poteri alle Regioni (peraltro assurdamente non applicata alle Regioni a statuto speciale, quelle che di poteri e privilegi ne hanno più di tutte). Avrei perdonato o dimenticato molti errori e molti disastri del morto di fama, inclusa quella riformaccia scritta con i piedi, inclusa l'occupazione della Rai a suo tempo ridotta a Telerenzi, inclusa la rottamazione quasi riuscita della Sinistra, incluso il fascistoide Italicum, incluso perfino il patto costituente con un delinquente appena condannato, se avesse mantenuto la sua promessa di lasciare la politica. Ma non puoi condizionare, non puoi ricattare, non puoi prendere in giro il popolo sovrano su una cosa importante come un referendum che mette in gioco 47 articoli della Costituzione. Certe cose possono dimenticarle solo i sudditi, i faziosi, i superficiali e gli smemorati patologici, io no.
  6. Ma che cavolo scrivi tu! Devi essere un altro beneficato dalla immorale e incostituzionale mancetta renziana. Pertanto ti rimando alla mia ultima risposta a Cortomaltese.
  7. Io di domande te ne faccio una sola. Sei per caso uno di quei 10 milioni di privilegiati che si beccano gli 80 euro ogni mese? Scommetterei di sì e sarei contento per te. Ma devo ricordarti quelle migliaia di poveracci che gli 80 euro (x12) hanno dovuto restituirli perché da un anno all'altro erano scesi sotto la soglia minima di retribuzione. Della serie: dopo il danno, la beffa. Ti ricordo pure quei milioni di poveri assoluti che gli 80 euro non li hanno mai visti, neppure col binocolo. E ti cito infine un mio conoscente che ha intestato alla moglie la sua impresa, mentre lui vi lavora come dipendente, che gira in Mercedes o in Bmw a giorni alterni, e che si è appena trasferito dal Vomero in una villetta a Posillipo con giardino e maggiordomo. Questo signore mi disse che prendeva gli 80 euro di Renzi,, ma mi disse pure che non erano abbastanza per sfamare i suoi cani un po' viziati. Saluti
  8. Probabilmente anche tu, come il rimbecillito di Pisa (dalla faziosità e dalle batoste elettorali), mi leggi a spizzichi e bocconi. Nel mio post allegato, che ti invito a rileggere con più attenzione, c'era la precisa risposta alla tua obiezione. La ripeto dilungandomi un po'. Che io sappia, nei vari casi precedenti in cui venne nominato un ministro diverso dalla prima proposta del premier incaricato, quest'ultimo aveva sempre accettato l'invito del capo dello Stato a proporre un nome alternativo e a lui gradito (vedasi Orlando alla Giustizia al posto di Gratteri, stranamente sgradito a Napolitano). Nel nostro caso Conte, in un incontro con Mattarella successivo alla proposta iniziale, aveva invece confermato e ribadito il nome di Savona all'Economia. A quel punto Mattarella era OBBLIGATO ad accettare. L'unica alternativa erano le sue dimissioni immediate, e invece scelse la rottura, lo stallo, la minaccia delle elezioni ad agosto. In sostanza, scelse di sfidare a braccio di ferro la maggioranza parlamentare costituitasi dopo il voto (ma non meno legittima di una coalizione elettorale dato che si votò con un sistema quasi proporzionale: non a caso nella Prima Repubblica e col proporzionale puro i partiti correvano sempre da soli e le alleanze di governo si formavano solo DOPO le elezioni). Il precedente gravissimo di cui parlavo era per l'appunto questo: un presidente della Repubblica (repubblica parlamentare) che, violando la Costituzione, entra in plateale conflitto con la maggioranza parlamentare. È come se, dopo avere rinviato una legge alle Camere e vedendosela riproporre tal quale, si rifiutasse di firmarla. Non può farlo, andrebbe incontro all'impeachment. L'articolo 92 della Costituzione dice che il presidente nomina i ministri proposti dal premier incaricato. Punto. Non dice che questi ministri devono essere di suo gradimento. Fallita la moral suasion, il presidente della Repubblica può solo esercitare i suoi poteri di garanzia, ma questi esulano dalla sfera politica che, in base all'articolo 95, è di pertinenza del presidente del Consiglio, unico responsabile dell'indirizzo politico unitario del governo. Savona, in quanto euroscettico, era sgradito al Colle come ministro dell'Economia ma, STRANAMENTE, non lo era come ministro per gli Affari Europei (carica che alla fine andò a occupare dopo il compromesso all'italiana che risolse la crisi). Dunque era del tutto degno di fare il ministro (sotto questo aspetto il "garante" Mattarella non aveva nulla da eccepire) e non era abbastanza euroscettico da rappresentare una minaccia per la nostra appartenenza all'Europa. Poteva essere una minaccia alla moneta unica? Anche ammesso (e non concesso) che Savona fosse uno sfegatato No-Euro, della moneta unica nella nostra Costituzione non c'è traccia, l'Eurozona e l'Unione Europea sono cose ben diverse (si può stare nell'UE anche con la sterlina o la corona danese, e forse perfino con la lira), e, ripeto, non è certo un singolo ministro, nemmeno quello dell'Economia, che può determinare l'indirizzo politico del governo. Ma è anche vero che, in democrazia, se un governo e una maggioranza scelsero di aderire all'euro, nessuno, neppure il presidente della Repubblica, può impedire a un altro governo e a un'altra maggioranza democraticamente eletta di ritornare alla lira.
  9. Ignorante, clicca due volte sul link in blu, leggi attentamente fino alla fine e troverai la dimostrazione logica, banale ma inoppugnabile, della violazione dell'art.92 della Costituzione da parte del capo dello Stato. La mia opinione riguarda solo la buona fede (in cui credevo e credo) di Mattarella, ma il suo errore, grave, non è una opinione, è un FATTO. A meno che non vogliamo negare la logica. Il che, per motivi che non posso spiegare a un decerebrato, sarebbe molto, ma molto peggio che negare la matematica.
  10. Rispondo a un maleducato solo perché la questione posta è interessante sotto l'aspetto tecnico, molto rilevante sotto quello politico e interessa a tutti. L'incostituzionale veto di Mattarella su Savona è un precedente grave per il nostro sistema democratico.
  11. La solita trita e ritrita tecnica (raccomandata dai sofisti 25 secoli fa) di soffermarsi sul dettaglio (la tempistica dell'annuncio di Tria) tralasciando la sostanza (è immorale e incostituzionale regalare 80 euro al mese a chi lavora per hobby godendo di un ingente patrimonio personale o familiare). Bene, guardiamoci allora la tempistica con cui fu varato il provvedimento: https://www.lastampa.it/2014/04/28/italia/in-vigore-il-bonus-irpef-euro-in-pi-in-busta-paga-da-maggio-lwrwTZ4nXm4uaXUj2tNBXP/pagina.html Annunciati in pom.pa magna il 12 marzo 2014 e approvati in tempi rapidi dal Parlamento, gli 80 euro finirono in Gazzetta Uffi.ciale il 24 aprile e il primo maggio la mancia era bella e pronta nelle buste paga di una decina di milioni di lavoratori. I quali quello stesso mese, maggio 2014, andarono a votare per l'Europa, per due Regioni e per svariati Comuni. Il Pd, cioè il partito del furbetto populista ideatore della mancetta, si prese ambedue le Regioni (strappandole al centrodestra) e 20 Comuni capoluogo su 28, mentre alle Europee fece il botto con il 40,8%. Della serie: quando lo Stato regala, il popolo bue ringrazia. Il regalo è tuttora in vigore, e c'è da scommettere che il popolo bue non perdonerà l'ingenuo ministro Tria che, a 5 giorni dalle elezioni, va in TV e minaccia di abolirlo.
  12. Infatti (grazie per la foto) si vede benissimo la posizione sopraelevata del comiziante (che non è alto 2 metri) rispetto al pubblico. Quindi era sul pulpito, proprio come avevo scritto: non dietro l'altare (e ci mancava solo questo!) ma dietro il leggìo (dal greco Logeion : pulpito, palcoscenico) riservato alle Sacre Letture e non certo ai foglietti di propaganda dei politici di passaggio in tour elettorale. Tra i banchi dei "devoti" e dei "fedeli", anzi fedelissimi, in prima fila c'erano il governatore De Luca (con suo figlio Piero in seconda fila, che poi sarà eletto deputato grazie al ripescaggio in un collegio blindato) e l'allora sindaco di Agropoli, Franco Alfieri (Pd) (nella foto è quello seduto con le mani incrociate). Il quale non deve essere solo un bravo cuoco (specialità: la frittura di pesce) ma anche un buon cristiano. Infatti è tra i migliori allievi dello "sceriffo" di Salerno nel fare "clientela organizzata, scientifica, razionale, come Cristo comanda" (Vincenzo De Luca, Napoli, 15 novembre 2016). Solo un peccatuccio, secondo i magistrati: è indagato per voto di scambio politico-mafioso. Mi fermo qui, essendomi improvvisamente ricordato che questi sono o sarebbero gli eredi di Enrico Berlinguer. La cui anima è in Paradiso (se esistono anima e aldilà) ma il cui corpo si rivolta nella tomba. Saluti
  13. Non so cosa accadesse ai tempi di Beppone e Don Camillo, ma negli anni '70 e '80, quando da ragazzo andavo ai comizi della Dc (bisogna sempre ascoltare l'altra campana), io non ho mai visto un leader democristiano brandire dal palco un rosario come se fosse un amuleto, non li ho mai sentiti parlare espressamente di religione o di morale cattolica, perfino le battaglie contro l'introduzione del divorzio e dell'aborto furono combattute, per quanto possibile, laicamente dal partito dello scudo crociato. All'epoca erano i preti, negli oratori ma anche dal pulpito e perfino nel confessionale, a invadere scorrettamente il terreno della politica. Per esempio dalle mie parti c'era un monaco che al termine della confessione regalava un santino. Sotto elezioni il santino diventava un bigliettino elettorale con l'immagine di un candidato, e poteva capitare che il penitente, per forza d'abitudine, la baciasse, credendo di baciare San Ciro e invece era Cirino Pomicino. Quello che ha fatto Salvini al comizio di Milano in piazza Duomo, invocando la Madonna e agitando il Rosario, è altrettanto grave e tragicomico. Penso che Crozza ci lavorerà sopra, ma intanto fa bene la Chiesa a bollare l'episodio, che poi non è un episodio perché la strumentalizzazione politica della religione e dei suoi simboli è una costante nell'ultimo Salvini. Non so se questo penoso cattolico comiziante sia anche un cattolico praticante, di certo a Milano ha gravemente peccato sia contro il secondo comandamento della Chiesa sia contro quel comandamento non scritto che è il principio di laicità dello Stato e della politica (parliamo di un ministro della Repubblica). Domenica ho accompagnato mia moglie a messa e stava quasi per scapparmi un applauso, a me non credente, quando il parroco, alla fine dell'omelia, ha bollato duramente i fatti di Milano, pur senza fare il nome di Salvini, sottolineando la violazione di ambedue i comandamenti di cui sopra. Certo c'è poco da stare allegri e molto da riflettere se in Italia nel 2019 sono i preti e i vescovi a dover difendere la laicità dello Stato. Purtroppo, a costo di tediare i forumisti con la mia solfa antirenziana, devo ricordare che c'è stato chi, prima di Salvini, ha fatto peggio di Salvini andando addirittura a fare un comizio dal pulpito di una chiesa (!) tra lo sconcerto e l'indignazione del parroco e dei fedeli. Parliamo di appena due anni e mezzo fa nel pieno della campagna referendaria. Eccovi la conclusione del duro e sarcastico commento dell'Huffington Post (che era schierato per il Sì): ...c'è spazio per un ultimo appello politico-elettorale: "Abbiamo sbloccato cantieri e procedure, ancora non è tutto quello che avremmo voluto fare", dice il Vangelo secondo Matteo Renzi. https://www.huffingtonpost.it/2017/10/26/il-comizio-di-renzi-nella-chiesa-paleocristiana-di-paestum-la-parrocchia-siamo-turbati-non-sapevamo-nulla_a_23256685/ Una ulteriore dimostrazione delle rilevanti ed evidenti affinità tra i due Mattei, tra questi due rovinosi, spregiudicati e spudorati personaggi della politica italiana. Non ci resta che sperare che il secondo faccia la stessa fine del primo, possibilmente dopo aver fatto meno danni.
  14. https://m.youtube.com/watch?v=Ptbzn96JvV4 Come si vede molto chiaramente scorrendo filmato, l'allora premier Renzi non è sull'altare a elevare il calice (e ci mancava solo questa) ma non è nemmeno su un palchetto laterale come si inventa il falsario matricolato del forum. È sul pulpito, cioè sulla piattaforma sopraelevata che ospita l'altare maggiore della chiesa di Paestum, sotto la navata centrale. Legge qualche appunto poggiato sul leggìo dove normalmente il celebrante legge il Vangelo e le Letture bibliche. Fa propaganda e autocelebrazione del suo governo e di se stesso (ho sbloccato i cantieri, etc...) in vista del referendum costituzionale. In sostanza un breve comizio. Senza nessuna autorizzazione, in un luogo sacro, all'insaputa del parroco! VERGOGNA!
  15. Gli 80 euro sono tecnicamente sbagliati, dice il ministro Tria. Già, ma erano e sono soprattutto uno spreco inutile e immorale. Una mancia elettorale assegnata indipendentemente dal reddito familiare e dal patrimonio personale e familiare dei percettori è un'offesa alla povertà e al buon senso. Supponendo un costo annuo di 9 miliardi, in 5 anni la mancia elettorale di un cialtrone che si permette di chiamare cialtroni gli attuali governanti è già costata 45 miliardi di minori entrate. Con impatto minimo sull'economia. Quando si potevano investire per creare occupazione. Giustissimo abolire questo enorme regalo di Stato, ma è un enorme regalo elettorale alle opposizioni quello dell'ingenuo (per non dire di peggio) ministro dell'Economia. Il quale, dopo quasi un anno di governo e con 4 anni ancora davanti a sé, sceglie la settimana delle elezioni europee per inimicarsi 11 milioni di percettori del bonus. Roba da matti! Che erroraccio fecero Salvini e Di Maio nel cedere al veto incostituzionale di Mattarella sul nome di Savona all'Economia!
  16. Prendiamo dunque atto che per alcuni decerebrati e faziosi, nonché per i servi della conservazione che si oppongono al cambiamento (cioè al M5S), un vicepresidente della Camera non è libero di partecipare, insieme a molte altre autorità, a un rito religioso, perché la sua presenza (non quella degli altri politici presenti) diventa propaganda e strumentalizzazione della religione. E viene posto sullo stesso piano, o peggiore, di chi fa un comizio elettorale blasfemo invocando la Madonna e agitando il Rosario come un amuleto; e di chi occupa una chiesa, con la sua claque e il suo codazzo di galoppini, e sale sul pulpito all'insaputa del parroco per autocelebrarsi e fare propaganda politica. Roba da matti!
  17. Ho già risposto e sbugiardato il FALSARIO in altra discussione.
  18. Nessun comizio in chiesa, solo due parole scambiate in privato con il sindaco de Magistris al termine del rito. Però si intromisero i ficcanaso con microfoni e telecamere.
  19. Naturalmente il bacio della reliquia di San Gennaro da parte di Di Maio non ci azzecca un tubo con il comizio da talebano cattolico di Salvini in piazza Duomo a Milano, e men che meno di azzecca con la "predica" dell'altro spudorato Matteo dal pulpito di una chiesa di Paestum. A proposito, guardate attentamente la foto nell'articolo che ho allegato in precedenza: il pulpito c'è, il leggìo c'è, la faccia da prete c'è, al Tappetaro manca solo la tonaca. Il motivo lo capisce anche un bambino, non un rimbecillito dalla faziosità. Luigi Di Maio nel duomo di Napoli non proferì parola, non fece nessuna predica, nessun comizio. Mischiato agli altri fedeli, da buon credente e da buon napoletano si mise in fila per baciare l'ampolla con il sangue del santo, e fu fotografato come vengono fotografate tutte le autorità presenti (il governatore De Luca, il prefetto, il questore, a suo tempo il sindaco ateo Bassolino, etc.). Il ministro era presente al rito in veste assolutamente privata, come chissà quante altre volte gli sarà capitato nella vita. Insomma, un atto di pratica religiosa, inerente alla sfera privata e personale. Luigi partecipava a un rito, altri hanno vergognosamente strumentalizzato la cosa per bassi fini politici e denigratori. L'esatto contrario hanno fatto Matteo I e Matteo II, che nei due casi citati erano in veste pubblica e che, in modi diversi, hanno usato senza pudori un luogo sacro e un simbolo sacro, rispettivamente, per un comizio di campagna elettorale. VERGOGNA!
  20. Amanti del prossimo, nemici del fanatismo e sospettosi verso chi predica da pulpiti impropri.
  21. I veri cristiani domenica prossima voteranno contro Salvini. Temo, purtroppo, che i veri cristiani oggi in Italia siano pochi.
  22. https://www.bufale.net/insegnante-sospesa-in-classe-per-aver-letto-il-diario-di-anna-frank/
  23. Anche se dovessero essere molti di più, i cd. sovranisti non concluderebbero un tubo. Per due motivi: 1) Sono ignoranti, incompetenti e incapaci, o capaci solo di vendere slogan e aria fritta. 2) Non solo non hanno una visione europea, ma nemmeno una visione comune. Per definizione, ciascuno di loro pensa solo ai cavoli suoi.
  24. Adesso non esageriamo. Salvini è un ministro ed è tenuto ad adeguarsi alle decisioni del Consiglio dei Ministri. È anche il capetto accentratore (alla Renzi) di un partito decisivo per la maggioranza di governo ma non autosufficiente. Ma soprattutto è sottoposto, come tutti, alla legge. È tenuto a rispettarla, e la legge in Italia non è Salvini che la fa rispettare bensì la magistratura. Insomma, il "Capitano" (dei miei stivali) non è affatto il capo dell'Italia. Lo dimostra, per esempio, quello che accadeva ieri sera a Lampedusa proprio mentre il capetto leghista faceva il guappo da Giletti: finché ci sarò io al Viminale nessun magistrato farà sbarcare i migranti senza la mia autorizzazione. In contemporanea la Procura di Agrigento sequestrava la Sea Watch e faceva sbarcare tutti i migranti nel porto Lampedusa. Mentre Il patetico Giletti gli lasciava fare la parte del duro in tv, la procura di Agrigento dimostrava che quel signore è solo un guappo di cartone.
  25. Dopo la nomina di Zanda (classe 1942), imberbe tesoriere che riesuma il finanziamento pubblico (abrogato dagli italiani 26 anni fa), e dopo la passeggiata con le madamine torinesi (l'età delle signore non si dice) a sostegno del Tav tra Torino e Lione (idea ipermoderna di appena 29 anni fa), il segretario Zingaretti insiste sulla linea del rinnovamento annunciata al Congresso e in vista delle europee decide di sommare ai voti del rampante ex rifondarolo Pisapia (70 anni), il pacchetto offerto a scatola chiusa dal sempre democristiano (a dispetto delle varie casacche indossate) e sempreverde Paolo Cirino Pomicino (classe 1939) detto 'o ministro. Questo articolo che allego, la cui attenta lettura raccomando soprattutto agli elettori del Pd, è per l'appunto dedicato al rinnovamento molto coerentemente e molto radicalmente portato avanti dal nuovo segretario. https://infosannio.wordpress.com/2019/05/15/i-pomicioni/