fosforo41

  • Numero messaggi

    1182
  • Registrato

  • Ultima Visita

Contenuti inviati da fosforo41

  1. Adesso non esageriamo. Salvini è un ministro ed è tenuto ad adeguarsi alle decisioni del Consiglio dei Ministri. È anche il capetto accentratore (alla Renzi) di un partito decisivo per la maggioranza di governo ma non autosufficiente. Ma soprattutto è sottoposto, come tutti, alla legge. È tenuto a rispettarla, e la legge in Italia non è Salvini che la fa rispettare bensì la magistratura. Insomma, il "Capitano" (dei miei stivali) non è affatto il capo dell'Italia. Lo dimostra, per esempio, quello che accadeva ieri sera a Lampedusa proprio mentre il capetto leghista faceva il guappo da Giletti: finché ci sarò io al Viminale nessun magistrato farà sbarcare i migranti senza la mia autorizzazione. In contemporanea la Procura di Agrigento sequestrava la Sea Watch e faceva sbarcare tutti i migranti nel porto Lampedusa. Mentre Il patetico Giletti gli lasciava fare la parte del duro in tv, la procura di Agrigento dimostrava che quel signore è solo un guappo di cartone.
  2. Dopo la nomina di Zanda (classe 1942), imberbe tesoriere che riesuma il finanziamento pubblico (abrogato dagli italiani 26 anni fa), e dopo la passeggiata con le madamine torinesi (l'età delle signore non si dice) a sostegno del Tav tra Torino e Lione (idea ipermoderna di appena 29 anni fa), il segretario Zingaretti insiste sulla linea del rinnovamento annunciata al Congresso e in vista delle europee decide di sommare ai voti del rampante ex rifondarolo Pisapia (70 anni), il pacchetto offerto a scatola chiusa dal sempre democristiano (a dispetto delle varie casacche indossate) e sempreverde Paolo Cirino Pomicino (classe 1939) detto 'o ministro. Questo articolo che allego, la cui attenta lettura raccomando soprattutto agli elettori del Pd, è per l'appunto dedicato al rinnovamento molto coerentemente e molto radicalmente portato avanti dal nuovo segretario. https://infosannio.wordpress.com/2019/05/15/i-pomicioni/
  3. Oggi, però, il pubblico ministero responsabile dell'antiterrorismo Alberto Nobili, dopo che la Digos gli ha trasmesso gli atti relativi all'episodio, ha deciso di aprire un fascicolo e indagare la donna per diffamazione. Scusa, egregio, ma che ci azzecca uno striscione dove si definisce "amico dei mafiosi" un politico che non è indagato per mafia e che non risulta avere amici condannati per mafia, con striscioni dove c'è scritto "Salvini non sei il benvenuto" oppure "Restiamo umani"? Nel primo caso ci potrebbero essere gli estremi della calunnia, e la rimozione dello striscione non mi sembra contestabile. "Amico dei mafiosi" può essere legittimamente definito Berlusconi, attualmente indagato per concorso in strage mafiosa e amico dei vari Mangano e Dell'Utri, non certo Salvini. Certo Salvini è amico di Berlusconi ma l'amicizia, come direbbe un matematico, non è una relazione transitiva (anche se non è nemmeno antitransitiva, cioè non esclude affatto che un amico di un mio amico sia mio amico, come lo sono invece, per esempio, le relazioni di paternità e di maternità). Negli altri due casi la rimozione forzata dello striscione è stata, come ho già spiegato, una palese violazione dell'articolo 21 della Costituzione. Ora, se ho ben capito, tu poni una questione molto seria e delicata: se la forza pubblica commette un sopruso di tale gravità, ho io il diritto di oppormi, o meglio di resistere, a mia volta con la forza? A mio modesto avviso sì, specie se il sopruso non è un fatto puramente episodico o accidentale e se avviene a casa mia o nella mia sfera privata ma nel contempo lede un diritto universale. Faccio un esempio per dimostrare questa tesi. Supponiamo che io stia portando un ferito grave o un infartuato al pronto soccorso sulla mia auto. Non c'era il tempo di chiamare il 118 e attendere l'ambulanza. Tengo premuto il clacson per farmi largo nel traffico e mi dirigo verso l'ospedale più vicino. A un certo punto un'auto della polizia mi insegue, mi accosta e mi impone l'alt. Naturalmente io mi fermo e una volta rapidamente accertato quello che sto facendo mi lasciano subito andare, magari mi fanno anche strada precedendomi a sirena spiegata. Supponiamo invece che gli agenti mi trattengano lungamente, per controllare i miei documenti, quelli del ferito, quelli dell'auto, etc. e che di fatto provino a ostacolare la mia operazione di soccorso mettendo a repentaglio una vita umana. Supponiamo, inoltre, che svariati episodi del genere si siano verificati in Italia nei giorni precedenti. A quel punto io innesto la prima, schiaccio a tavoletta e gli agenti li lascio sul posto. E se mi inseguono e mi sorpassano (cosa, ti assicuro, non facile), io non ci penso due volte a speronarli. Insomma: per fermarmi dovrebbero solo spararmi. Come ho già scritto, per me (ma direi in assoluto) il diritto alla vita o alla salute (art.32) non è più importante della libertà di manifestare il proprio pensiero (art.21), e una vita umana (cioè la mia, quella del ferito a bordo o quella degli agenti che mi inseguono) non è affatto più importante della Costituzione, anzi. Da cui la tesi: È LEGITTIMO RESISTERE CON LA FORZA A CHI, IN MODO DIFFUSO, INGIUSTIFICATO E REITERATO, VIOLA CON LA FORZA L'ART.21 DELLA COSTITUZIONE. Q.e.d. Saluti
  4. Suvvia, uno di sinistra non può credere al malocchio! Berrettini può arrivare tra i primi 10, e non lo dico io ma gli addetti ai lavori: https://www.ubitennis.com/blog/2019/05/15/perche-sognare-berrettini-top-10-oggi-non-e-assurdo/ Del resto io non ho mai scritto né pensato che Berrettini fosse già in grado di vincere un torneo Masters 1000 come Roma. Ci è riuscito un mese fa Fognini a Montecarlo, con un'impresa storica. Ma Fabio era n.18 al mondo (ora è 12 e lunedì prossimo sarà 11) ed è uno specialista della terra battuta.
  5. Non informo un maleducato incivile, nonché ignorante e incompetente, che confonderebbe il tennis con il ping pong. Mi rivolgo solo ai forumisti seri. Matteo Berrettini ha fatto a Roma un grandissimo torneo. Innanzitutto precisiamo che per le sue caratteristiche fisiche e tecniche Matteo, gigante di 1,96 dotato di un gran servizio, non può considerarsi uno specialista della terra rossa, superficie dove il servizio è meno efficace rispetto ai campi veloci e che richiede in primis grande agilità e velocità negli spostamenti. Sia quelli laterali (per reggere i lunghi scambi dalla linea di fondo), sia quelli in avanti (per replicare alle palle corte o drop shots), sia quelli in aggiramento palla (sfruttando la lentezza del rimbalzo per colpire di dritto anziché di rovescio, tecnica in cui è maestro Nadal, senza dubbio, con Borg, il più forte terraiolo di sempre). Va aggiunto che questa edizione degli Internazionali d'Italia è stata una delle più sfortunate sotto l'aspetto climatico: pioggia, freddo, umidità, pessime condizioni dei campi di gioco. Per giunta ci sono state lacune ed errori nell'organizzazione che hanno alimentato polemiche e proteste da parte dei giocatori. La più eclatante quella dell'australiano Kyrgios, atleta talentuoso quanto scorretto e arrogante, che lamentandosi per il pubblico rumoroso ha scagliato una sedia in campo e poi si è ritirato. Ma c'è stata un'ecatombe di teste di serie nei primi turni, come la campionessa uscente delle ultime due edizioni Svitolina e la n.2 del ranking femminile Halep. Molte altre teste di serie sono state costrette al ritiro per infortunio: Kerber, Kvitova, Serena Williams, etc. Il più doloroso è stato il ritiro di Roger Federer che tornava a Roma dopo tre anni di assenza e che è scivolato su una riga bagnata. Tornando a Berrettini, attuale n.33 ATP, dopo avere battuto nettamente al primo turno il francese Pouille (n.25 ma è stato tra i primi 10), ha fatto un'impresa eliminando in soli due set il n.5 (già n.3) Zverev, considerato, insieme al greco Tsitsipas, la maggiore promessa del tennis mondiale. In realtà il tedesco di origini russe è assai più di una promessa: l'anno scorso è stato finalista a Roma (piegato a fatica da Nadal) e ha vinto le ATP Finals, il torneo in cui si affrontano gli 8 migliori giocatori della stagione. Una splendida e meritata vittoria di Berrettini, che però al turno successivo ha dovuto arrendersi a Schwartzman (n.24). Matteo non era nella sua migliore giornata, ma va detto che il piccolo e agile argentino, oltre a essere avvantaggiato dalle condizioni ambientali, è uno specialista puro del mattone tritato, senza dubbio tra i primi 10 su questa superficie. Tanto è vero che poi nei quarti ha battuto nettamente il n.6 Nishikori e si è arreso in semifinale, dopo una durissima battaglia finita al terzo set, solo a Novak "Robot" Djokovic, l'attuale n.1 al mondo. Se Nole perderà la finale di oggi con Nadal (che in semi ha massacrato Tsitsipas), come è probabile che perda, ciò sarà anche per le tossine accumulate nella partita con Schwartzman. In ogni caso, grazie ai 45 punti guadagnati a Roma (più un prize money di 61.000 euro), Matteo sale al n.32 e agguanta quindi l'ultimo posto utile tra le teste di serie al prossimo torneo del Roland Garros di Parigi (il tempio sacro della terra battuta, torneo del Grande Slam con un montepremi di 43 milioni di euro). Un risultato incredibile per un ragazzone che appena un anno fa non era tra i primi 100 e che ha avuto una carriera tormentata dagli infortuni. Dopo due nanerottoli della politica, questo è un Matteo che ci piace!
  6. E.C. ERRATA: In questo caso quel proprietario è un codardo... CORRIGE: In questo caso quel proprietario per me è un codardo...
  7. Qui bisogna capire bene chi è che appende questi striscioni e chi è che li rimuove o ordina di rimuoverli. Ho già scritto che se io appendo al balcone di casa mia uno striscione di protesta privo di contenuti incivili, contrari al buon costume, offensivi, falsi o diffamatori, nessuno, ripeto NESSUNO, nemmeno i pompieri con uno scalone automatico, nemmeno la Digos con le pistole e i mitra spianati, nemmeno l'Arcangelo Gabriele disceso dal cielo può permettersi di venire a rimuoverlo. Questo finché vale l'articolo 21 della Costituzione. E ho aggiunto che chi osasse violarlo a casa mia, dovrebbe passare sul mio cadavere, ma prima di farlo, e questo è certo come la morte, rischierebbe molto seriamente pure lui, a meno che non fosse immortale come l'Arcangelo Gabriele, di rimetterci le penne. Se "Zorro" era il proprietario di quel balcone su piazza Duomo, dove ha appeso la striscione con la scritta RESTIAMO UMANI, nel momento in cui la Digos si è presentata a casa sua, io al suo posto avrei estratto la spada. E se gli agenti avessero osato insistere, la spada purtroppo l'avrei usata. Naturalmente, se fosse sopravvissuto allo scontro sanguinoso, Zorro sarebbe stato arrestato e processato, ma avrebbe avuto la solidarietà di tutti gli italiani liberi, e vorrei vedere vedere il giudice che avesse osato condannare un cittadino che ha difeso la Costituzione. La quale vale più, molto più di qualsiasi vita umana, di quella di Zorro, della mia o di quella di un agente della Digos. Naturalmente io non posso invitare pubblicamente tutti i cittadini alla LOTTA E ALLA RESISTENZA, CON OGNI MEZZO E FINO ALL'ULTIMO SANGUE contro chi da oggi in poi si permettesse di violare, a casa loro, il loro sacrosanto diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero senza offendere nessuno, diritto sancito dall'ARTICOLO 21. Ho solo ribadito come mi regolerei io. Diverso il caso in cui il legittimo proprietario dell'immobile, dopo avere autorizzato terzi ad appendere un legittimo striscione di protesta, acconsente all'ordine di rimozione emesso dall'autorità. In questo caso quel proprietario è un codardo, ma resta la palese violazione dell'articolo 21 da parte dell'autorità. E qui si pone un enorme problema politico. Che DEVE essere assolutamente risolto. Prima di tutto sul piano disciplinare. Chi ha emesso un ordine del genere ha violato la Costituzione e ha commesso un gravissimo sopruso, dunque, come minimo, DEVE ESSERE RIMOSSO dalla carica che ricopre. Fosse anche un questore, un prefetto, un dirigente del Viminale o il ministro dell'Interno stesso. Naturalmente la CENSURA, di qualsiasi segno, va SEMPRE condannata. Non si può estromettere da una fiera del libro un editore solo perché si dichiara fascista, come è successo a Torino. Intanto continuano le rimozioni di striscioni e i sequestri di telefonini. A questo punto non si può più ignorare il problema politico. Tutte le forze democratiche, ma soprattutto il CAPO DELLO STATO, supremo garante della Costituzione, hanno il DOVERE di intervenire. Francamente sono sorpreso e preoccupato per il silenzio del presidente Mattarella su questi ripetuti ab.usi di potere, su queste inammissibili e intollerabili CENSURE. Confido in un suo prossimo, durissimo monito. In mancanza del quale dovrebbe essere il POPOLO SOVRANO, tradito dai suoi rappresentanti, a riprendersi i propri diritti, e con mezzi ben diversi che gli striscioni appesi alle finestre. Ma qui sono molto scettico: dopo la fine della RESISTENZA antifascista gli italiani hanno dato più prove di codardia che di coraggio.
  8. Vi ricordate la vecchia mitologia leghista, scopiazzata da quella medioevale, sul Carroccio (il carro da guerra dei Longobardi), sul giuramento di Pontida (inesistente secondo gli storici), sulla battaglia di Legnano contro il Barbarossa e sull'eroico (quanto inesistente) guerriero Alberto da Giussano? Ebbene, secondo gli inquirenti, oggi sul Carroccio di Legnano si imbarcano tangenti. Arrestati tre guerrieri: il sindaco leghista di Legnano, il suo vice di Forza Italia e l'assessore ai lavori pubblici. https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/05/16/legnano-arrestati-il-sindaco-leghista-il-suo-vice-e-un-assessore-per-tangenti-e-corruzione-elettorale/5183089/ Un altro brillante esempio del famoso ed efficiente sistema lombardo ben collaudato dal delinquente Formigoni & C. Vedremo cosa dirà e cosa farà il "capitano" dei Longobardi e dei combattenti a suon di mazzette, ma intanto si conferma ancora una volta che al governo c'è un partito che rappresenta il cambiamento e uno che rappresenta la conservazione, inclusa la conservazione di certi sistemi e di certi andazzi. Sistemi e andazzi gelosamente conservati, a quanto pare, anche dal partito neo-conservatore ed ex progressista che governa (o governava) il Lazio, la Campania, l'Umbria, l'Abruzzo, la Basilicata, la Calabria, etc. Eccovi un ultimo esempio. Una dirigente profumatamente pagata scelta "su valutazione del curriculum" spiegano in Regione Lazio. E che bel curriculum! Provate a immaginare il finimondo che si sarebbe scatenato sui media se l'avesse scelta la Raggi invece di Zingaretti: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/05/16/il-governatore-nicola-zingaretti-nomina-direttrice-la-funzionaria-a-processo-per-truffa-ai-danni-della-regione-lazio/5182437/ Non c'è niente da fare, per chi è onesto e vuole vivere in un paese onesto, dove solo gli incensurati possono amministrare e dove un presunto corrotto viene rimosso in due minuti dalla poltrona e cacciato dal partito, la scelta il 26 maggio è obbligata: MOVIMENTO 5 STELLE. Lo sceglierò anch'io, per la prima volta, in assoluta mancanza di alternative. Chi sceglie diversamente vuol dire che gradisce i vecchi sistemi e i vecchi andazzi. Vuol dire che gli piacciono le fritture di pesce: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/05/13/campania-indagato-per-voto-di-scambio-politico-mafioso-franco-alfieri-era-il-sindaco-delle-fritture-di-pesce/5175934/
  9. Dopo due nanerottoli, un gigante! https://youtu.be/8RBjRVi5pRY
  10. Prima di tutto avrei piacere che mi dessi del TU. Poi, per dirtela tutta, per me meglio un ladro conclamato (ma intelligente) della Prima Repubblica che 100 ipocriti mestieranti della Seconda. Pomicino, se non avesse rubato, sarebbe stato (e sarebbe tuttora) un mago della politica e Craxi sarebbe stato un grande statista. Sono certo, al 100%, che anche Bettino avrebbe votato NO al referendum costituzionale. Una riformaccia del genere nella Prima Repubblica avrebbe fatto vomitare anche le capre, prima per la forma poi per il contenuto. Avrebbe votato SÌ solo Pannella, ma solo per fare il Bastian contrario. Il mio era un discorso anagrafico. Il Pd aveva toccato il fondo e aveva bisogno di giovani, di forze fresche di sinistra per ritrovare un'identità e risalire. Qualche candidatura del genere al Congresso c'era. Invece ha stravinto la conservazione, con un leader maturo che si affida a uomini vecchi e a idee vecchie (tipo Tav e finanziamento pubblico), e si fida pure di Pomicino e del suo pacchetto di voti. Ignora che potrebbe essere il classico "pacco" napoletano confezionato da 'o ministro per un soggetto che, con quella faccia, non sembra esattamente una volpe. Salute .
  11. Attenzione, su De Mita il pool di Milano non scoprì nulla di penalmente rilevante. Non dico che fosse uno stinco di santo, ma non lo puoi certo accostare al ladrone Craxi e nemmeno ai tanti ladri e ladruncoli della Dc dell'epoca. Uno dei quali oggi offre al Pd un pacchetto di voti per le europee e il segretario sembra credergli e gradire. Con la pioggia di denaro pubblico che inondò l'Irpinia dopo il disastroso terremoto del 1980 un altro al posto di De Mita si sarebbe ingrassato a dismisura. Ciriaco, che era di umili origini, si limitò a guadagnare lecitamente sulle azioni della Banca dell'Irpinia. Come ad Andreotti, gli interessava il potere, non il denaro. E con Craxi la rivalità era vera e profonda. Men che meno puoi paragonare un ragazzo pulito come Di Maio al mestierante capo di un partito che ha le mani nel fango da decenni e che non dà segni di ravvedimento, anzi. Se ti vai a rileggere i miei post dopo il 4 marzo 2018, scoprirai che mi sono sempre battuto per le elezioni anticipate. Per me si poteva e si doveva votare anche a Ferragosto. Naturalmente quello di Mattarella più che un ricatto era un bluff. Se Di Maio avesse tenuto il punto, alla fine il Pd gli avrebbe dato l'appoggio esterno, magari per ritirarlo alla prima occasione propizia. L'errore di Di Maio non fu allearsi con la Lega, fu l'allearsi. Un movimento radicale e antisistema come i 5Stelle deve governare da solo e applicare alla lettera il suo programma per essere efficace. Oggi avrebbero già cancellato il TAV, gli 80 euro e gli F-35, e vedremmo i primi evasori fiscali alla sbarra. Gli agenti provocatori in incognito offrirebbero mazzette e incastrerebbero chi le accetta, dopodiché le mazzette e le tangenti diventerebbero come il virus Ebola e l'Italia un convento di francescani (o quasi). Mentre le autostrade e i relativi utili netti tornerebbero allo Stato. Con le decine di miliardi risparmiati o recuperati ci sarebbe spazio per rilanciare in modo serio gli investimenti pubblici e l'occupazione. Ma forse è solo fantapolitica. Forse l'unica possibilità per il Movimento era l'eterogenesi dei fini, cioè l'Italicum di Renzi. Una o due domeniche dopo il 4 marzo si sarebbe andati al ballottaggio con il centrodestra. Renzi avrebbe indicato alla base pidina l'astensione (per far vincere il suo padrino Berlusconi) e la base pidina avrebbe fatto il contrario facendo vincere il Movimento. Tra Renzi e Di Maio chi è di sinistra non può che scegliere tutta la vita Di Maio. Che infatti si oppose al fascistoide Italicum, benché fosse la potenziale arma vincente per il Movimento, e che oggi sacrifica il potenziale sindaco di Cagliari per difendere i diritti delle donne e degli omosessuali.
  12. Senza i 5Stelle oggi Salvini sarebbe a palazzo Chigi, con Meloni e Berlusconi ministri, e pure Siri. E senza la corrente renziana del Pd (corrente pop corn) oggi Salvini sarebbe all'opposizione del governo più a sinistra della storia repubblicana: 5S+Pd+Leu.
  13. In 10 anni di storia del M5S l'unico arrestato per corruzione è stato espulso su due piedi dal Movimento. Mentre dopo gli arresti di Legnano Salvini si è limitato a dire che ha fiducia nei suoi uomini e nei magistrati. E ci mancherebbe che un ministro degli Interni sfiduciasse i magistrati! Ma perché non espelle o almeno non sospende gli arrestati? Salvini li sa innocenti o sono gli arrestati a sapere qualcosa su Salvini che noi non sappiamo?
  14. Rinfreschiamo le idee al fazioso falsario del forum sulla COLOSSALE TRUFFA DA 163 MILIONI DI EURO AI DANNI DELLA REGIONE LAZIO e sulla dirigente IMPUTATA (non indagata, IMPUTATA) per falso ideologico e abu.so di ufficio, che rischia 10 anni di carcere. La Regione Lazio, AMMINISTRATA CON CRITERI DA PAESE DI PULCINELLA, si costituisce parte civile contro l'imputata ma poi la seleziona per un altissimo ruolo dirigenziale con 155.000 euro di compenso più indennità di risultato (compenso che è già uno scandalo di per sè). La Regione si giustifica dicendo che è stato valutato il curriculum che, in base ai criteri oggettivi del bando, risultava il migliore tra i concorrenti. Giustificazione TRAGICOMICA. Un curriculum non è un punteggio in graduatoria né un voto di laurea, la sua valutazione è SEMPRE SOGGETTIVA. Se la Regione Lazio avesse dovuto assumere per un posto di infermiere in un ospedale pediatrico un IMPUTATO PER PE.DO.FILIA, cosa avrebbe fatto? Avrebbe valutato il curriculum e lo avrebbe assunto temendo future ed eventuali richieste di risarcimento danni in caso di assoluzione? Roba da matti! E se nel frattempo quell'infermiere avesse abusato dei bambini a lui affidati? La sentenza di primo grado per la dirigente in questione è prevista per il mese prossimo. Ma in Regione Lazio in certi casi la burocrazia è VELOCE. Le hanno dato l'incarico e ne hanno stabilito la durata in ben 5 anni! E se durante questi 5 anni la dirigente organizzasse qualche altra truffa milionaria alla Regione, chi risarcirà noi contribuenti? Il signor Zingaretti di tasca sua? Una NOMINA ASSURDA, duramente contestata dall'ANAC (Autorità anticorruzione) e dal DIRER (il sindacato dei dirigenti regionali) che così commenta: "Ormai non si contano più i direttori apicali nominati da Zingaretti su cui pendono accuse in fase istruttoria o addirittura dibattimentale (che schifo! nda). Anche l'ANAC ha censurato il comportamento del presidente che ormai fa come gli pare (governatore o caudillo? nda). La Regione ha la facoltà di legge di tenere gli imputati per reati così gravi al minimo sindacale (e perché non se ne avvale? nda)". Un fatto incredibile, di una GRAVITÀ INAUDITA. Se qualcuno credeva nel signor Zingaretti che avrebbe ripulito e rinnovato il Pd, allora può anche credere che Renzi e la Boschi mantengano le promesse e lascino la politica.
  15. https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/21/contratto-di-governo-zagrebelsky-e-patto-per-il-potere-sulla-sicurezza-emerge-uno-stato-spietato-con-deboli-e-diversi/4370694/
  16. La critica di Augias è campata in aria e il prof. Zagrebelsky glielo fa notare. Una cosa sono le violazioni della Costituzione, che in Italia avvengono a cadenza quotidiana (vedasi la censura degli striscioni anti-Salvini o il veto politico di Mattarella su Savona) altra cosa era una riformaccia illeggibile che cambiava 47 articoli e che nel combinato disposto con l'Italicum mirava ad alterare l'equilibrio dei poteri e a mutare il sistema in un premierato forte. Peraltro il giornalista è poco informato perché interventi di Zagrebelsky e della sua associazione (Libertà e Giustizia) contro vari singoli atti del governo e della maggioranza ci sono stati eccome. Semmai dovrebbe essere lo stagionato "radical chic" Augias (così lo appella il professore) a spiegarci come mai nel 2006 scriveva peste e corna di una riforma molto simile alla Renzi-Boschi, anzi addirittura "IDENTICA" secondo la pidina Elisabetta Gualmini. Forse perché era targata centrodestra?
  17. Nessuna passione per l'argomento, mi sta a cuore solo il futuro delle mie figlie e del mio paese. Se vivessimo in un paese più serio, e meno smemorato, avresti ragione tu. Ma lo sai, per esempio, quante volte è stato dato per finito e per cadavere politico Berlusconi? Ho perso il conto, ma se ti guardi i giornali del 1995-98 di necrologi politici dell'ex cavaliere ne trovi a decine. Bossi, dopo averlo sfiduciato, gli dava continuamente del fascista, del mafioso e del trafficante di droga, e l'ometto di Arcore era così malridotto da incassare tutto senza fiatare e senza querelare. Poi lui e Bossi fecero altri due governi insieme. Ora il cadavere politico del Tappetaro ha senza dubbio ben poche possibilità di risorgere o di essere riesumato, ma a suo tempo aveva pure lui i suoi bravi poteri forti dietro le spalle e nel paese di Pulcinella può accadere di tutto. Io mi limito a rinfrescare la memoria ai miei quattro lettori. Anche perché ora c'è in giro un altro mestierante, un altro pericolo, un altro Matteo che sta facendo un percorso simile, e tra i due, come ho scritto più volte, ci sono diverse affinità. Salvini in sostanza ha fatto con la Lega ciò che Renzi non era riuscito a fare, o non completamente, con il Pd. Ha mutato geneticamente un movimento separatista o federalista in partito di estrema destra nazionalista e sovranista. Analogamente per il Matteo toscano l'approdo ideale sarebbe stato un partito personale simile a Forza Italia: un partito conservatore di centro con uno show-man al comando e tanti yes-men di contorno. Ti garantisco che, se dopo il boom alle europee del 2014 Renzi avesse continuato a mietere successi per un paio di anni ancora, cioè fino al referendum costituzionale incluso, il Pd oggi sarebbe esattamente quel tipo di partito lì.
  18. Una buona legge, un altro concreto risultato del Movimento legalitario che gli italiani onesti hanno mandato al governo. Aumentate le pene massime e le minime (la legge pidina all'acqua di rose le aveva ridotte). Le pene minime, come sottolinea Davigo, in Italia sono per vari motivi le più temute dai delinquenti. Maggiorazione di pena del 50% per il politico che scambia il voto mafioso e poi viene eletto, interdizione perpetua dai pubblici uffici (il famoso Daspo a vita promesso da un venditore di tappeti). https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/05/14/voto-di-scambio-politico-mafioso-e-legge-forza-italia-e-pd-hanno-votato-contro/5179258/ Che FI abbia votato contro è ovvio; che abbia votato contro anche il Pd, per chi vive in certe regioni, è UGUALMENTE ovvio. A proposito, è indagato per voto di scambio anche quel sindaco fedelissimo di De Luca ed espertissimo in clientele e fritture di pesce. https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/05/13/campania-indagato-per-voto-di-scambio-politico-mafioso-franco-alfieri-era-il-sindaco-delle-fritture-di-pesce/5175934/
  19. Vero, anche se certe posizioni dei 5Stelle incutono paura nei disonesti e nei conservatori (che in Italia, sommati, sono un'ampia maggioranza). Inoltre Di Maio è detestato da molti razzisti e ignoranti del Nord i quali ancora oggi non si capacitano che un 31enne di Pomigliano d'Arco che vendeva bibite al San Paolo possa aver vinto le elezioni con distacco. Su questo sentimento speculano giornalacci come Libero. Vedasi la prima pagina di oggi: http://www.giornalone.it/prima_pagina_libero/ Renzi all'inizio più che simpatie attirava speranze. Sembrava un tipo dinamico e pragmatico, un solutore di problemi. Poi si è capito che era un improvvisatore incompetente, un venditore di aria fritta, e che dietro la maschera del decisionista c'era un ego smisurato e niente altro. Salvini ha un vantaggio su Renzi e Di Maio: sorride di meno. Quindi può sembrare più serio. Anche se tra i tre è quello che avrebbe reso meglio se avesse intrapreso la carriera circense. Ieri sera a 8 e mezzo l'imprenditore Forchielli gli dava del "pagliaccio". Naturalmente in questo campo il clown di Arcore è fuori concorso. Saluti
  20. Sono onesto e confesso: questa discussione era destinata alla sezione Sport dove ne ho già aperte altre sul tennis, poi - per forza d'abitudine o torpore notturno - è finita nel forum di Politica. Ma, tutto sommato, non me ne dispiaccio. Intanto, a quanto pare, il mio post notturno ha avuto sul lekkino renziano di Pisa l'effetto di una supposta mattutina: sgradevole e fuori orario, ma gli farà bene. Più avanti farò una riflessione politica, ma prima è doveroso un breve commento sull'impresa sportiva di questo sorprendente ragazzone romano (1mt e 96), Matteo Berrettini, 23 anni, n.33 della classifica mondiale, già vincitore di due tornei ATP. Ieri Matteo, agli Internazionali d'Italia, nella sua città, ha infiammato il pubblico giocando un partitone ed eliminando Alexander Zverev, n.5 al mondo (ma è stato anche n.3), 22enne gigante tedesco (1,98) di origini russe, erede designato (dagli esperti) di Federer, Djokovic e Nadal, i tre fuoriclasse dominatori del tennis di questo inizio secolo e giudicati quasi unanimemente come i tre più forti tennisti di sempre (con buona pace di Laver, Borg e McEnroe). Zverev aveva vinto questo torneo due anni fa (su Djokovic!) e l'anno scorso si era arreso in finale solo a Nadal dopo averlo però dominato nel primo set (6-1) come mai era accaduto al re della terra rossa (8 volte trionfatore al Foro Italico, 11 volte al Roland Garros). Zverev è anche il vincitore delle ultime ATP Finals (Londra 2018), il prestigioso torneo in cui si affrontano i migliori 8 tennisti della stagione, e che dal 2021 al 2025 si disputerà a Torino (un grande risultato per la FIT e per la sindaca Appendino). È opportuno ricordare che due anni fa il fuoriclasse tedesco era già nella Top Ten mondiale, mentre Berrettini navigava intorno alla 250sima posizione, anche a causa di un gravissimo infortunio a inizio carriera. Ma dopo l'impresa di ieri Ubaldo Scannagatta, a mio avviso l'attuale n.1 tra i giornalisti italiani della racchetta (con tutto il rispetto per il decano Gianni Clerici e l'85enne Rino Tommasi), vede anche Matteo a breve tra i primi 10 giocatori al mondo (magari entro l'anno!). Per ritrovare un italiano così in alto dobbiamo risalire a 41 anni fa (Corrado Barazzutti n.7, mentre Adriano Panatta nel '76 raggiunse la quarta posizione). Naturalmente oggi la concorrenza mondiale è molto più agguerrita, ma a Berrettini non fanno difetto il fisico e la volontà, e sta migliorando a vista d'occhio anche sul piano tecnico, come dimostra il drop shot nel filmato che ho allegato. Un ricamo degno del miglior Nicola Pietrangeli. La riflessione politica. Avrete certo notato, cari forumisti, il sorriso radioso di Matteo Berrettini nel momento in cui ottiene il punto della vittoria. Un sorriso fatto al 50% di gioia e al 50% di umile incredulità per un risultato, il migliore della carriera, forse da lui stesso insperato. Come a dire: ma che ho fatto? Il formidabile avversario e i 12.000 spettatori e tifosi entusiasti del campo centrale, tutto esaurito, erano ai suoi piedi. Matteo a 23 anni è già un campione, in carriera ha già portato a casa 1,3 milioni di dollari di soli premi. Però il suo sorriso era quello di un umile, semplice, genuino ragazzo italiano. Senza la minima traccia di arroganza né di superiorità e men che meno di derisione verso l'avversario. Era il sorriso di uno di noi. Noi che, pur con tanti difetti e tantissime mele marce (penso ai due criminali di Piazza Nazionale a Napoli e agli ultimi corrotti e corruttori scovati in Lombardia), alla fine siamo brava gente, gente semplice, gente di cuore, un popolo molto migliore dei politici che lo rappresentano (molto male). Devo dire, da uomo di sport, che quel sorriso luminoso e sincero di Matteo Berrettini mi ha colpito molto, più ancora dei suoi ace a 220 km/h, più dei suoi dritti e delle sue volee. E ora, cari forumisti, provate a confrontarlo con il modo di sorridere, cinico e sprezzante, di Matteo Renzi o di Matteo Salvini. Come passare dal giorno alla notte. Qui troverete arroganza, supponenza, talora perfino tracotanza. Un sorriso irridente, quasi sfottente. Vi troverete furberia, ipocrisia e doppiezza, ma soprattutto autocompiacimento. Tipico di quelli che credono di saperla più lunga degli altri. Molto simile anche il ghigno di Berlusconi, forse meno ipocrita ma più malizioso, che sembra voler dire: avete visto come sono bravo? Ve l'ho messo in quel posto ancora una volta. Il sorriso di Luigi Di Maio però è diverso. La sera del 4 marzo 2018 sorrideva come ieri Berrettini. Incredulità e gioia. È un politico giovane, ingenuo e inesperto, ma attenzione a darlo per finito. A noi italiani alla fine piacciono le persone semplici anche se inizialmente subiamo la fascinazione delle maschere. Siamo ingenui, ma non siamo fessi: prima o poi andiamo a vedere quello che realmente c'è sotto la maschera. Se n'è accorto Renzi, prima o poi se ne accorgerà pure Salvini.
  21. Come ho scritto altre volte, la situazione dei movimenti neofascisti CasaPound e Forza Nuova è analoga a quella di Berlusconi. C'è infatti una sorta di conflitto di interessi tra la loro ideologia e i vari finanziamenti che ricevono (incluso il 5 per mille) da un lato, e il loro proselitismo e la loro partecipazione alle elezioni dall'altro. In questo caso una legge seria per regolare il conflitto c'è: la legge Scelba del 1952, la quale attua o dovrebbe attuare la disposizione costituzionale che vieta "la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista". Questa legge è stata applicata tre volte per sciogliere altrettanti movimenti politici neofascisti: Ordine Nuovo nel 1973, Avanguardia Nazionale nel 1976 e Fronte Nazionale nel 2000. In tutti e tre i casi lo scioglimento è stato decretato dal ministro dell'Interno. A differenza di CasaPound e Forza Nuova, nessuno dei tre suddetti movimenti si era mai presentato alle elezioni, ma a tutti e 5 sono più o meno riconducibili episodi di violenza, minacce, antisemitismo, xenofobia e omofobia, pur con i dovuti distinguo rispetto agli anni di piombo e alle finalità terroristiche ed eversive di Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale. Nel febbraio dello scorso anno l'allora presidente della Camera Boldrini chiese pubblicamente lo scioglimento d'autorità di tutte le formazioni neofasciste. Il ministro dell'Interno Minniti, chiamato in causa implicitamente dalla Boldrini ed esplicitamente dal giornalista Formigli che lo intervistava a Piazza Pulita, svicolò in modo goffo e codardo affermando in sostanza che un suo eventuale decreto di scioglimento poteva essere impugnato davanti al TAR e che lui non ci avrebbe fatto una bella figura in caso di annullamento. http://www.la7.it/piazzapulita/video/elezioni-minniti-stop-ai-partiti-fascisti-poi-cè-il-tar-22-02-2018-234797 Ma come? Un decisionista come Minniti, uno che faceva il duro con immigrati e vagabondi, uno con quella faccia da duro non applica la legge, non applica la Costituzione, non scioglie i partiti neofascisti perché ha paura del TAR? Vero è che uno con quella faccia da gerarca, immortalata da Crozza, avrebbe potuto tranquillamente partecipare alla marcia su Roma. Quanto all'edificio romano nella centrale via Napoleone III occupato da CasaPound, non c'entra nulla con le famiglie povere e gli oltre 100 bambini ai quali un benemerito pastore della Chiesa ha restituito luce e acqua calda con uno splendido, memorabile atto di disobbedienza civile. A quanto pare CasaPound e FN godono di cospicui finanziamenti e potrebbero tranquillamente pagare l'affitto e le bollette, oppure magari scegliere una sede un po' meno appariscente: http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/11/03/news/tutti-i-soldi-e-le-societa-di-casapound-e-forza-nuova-cosi-si-finanziano-i-partiti-neofascisti-1.313304?refresh_ce
  22. Episodio di una GRAVITÀ INAUDITA. Se si spegne la voce della protesta CIVILE, cioè quella dei liberi cittadini che protestano senza offendere nessuno, allora siamo davvero all'anticamera del REGIME. Per gravità potrei paragonarlo, che so, alla chiusura del programma di Enzo Biagi o alla rimozione di Bianca Berlinguer dal Tg3. Ma, a mio modesto avviso, la rimozione di quel civilissimo striscione è stata un atto PIÙ GRAVE. Perché ha colpito direttamente il popolo e il popolo è SOVRANO; e perché, piaccia o no, la Rai è un ente di Stato e quei giornalisti erano pagati dallo Stato, mentre lo striscione è stato rimosso da un edificio privato. È stato un atto di CENSURA assolutamente arbitrario, illegale e incostituzionale. È stato platealmente VIOLATO L'ARTICOLO 21 DELLA COSTITUZIONE. Esigo, ripeto ESIGO, immediate interrogazioni parlamentari e immediate e puntuali risposte. Esigo l'apertura di una inchiesta e la rapida individuazione e rimozione dall'incarico di chi ha ordinato quella CENSURA totalmente inaccettabile in quanto totalmente FASCISTA. E se per caso l'ordine è partito dal Viminale cioè dal ministro dell'Interno (che intanto dice di non saperne nulla), allora il ministro dell'Interno DEVE ESSERE CACCIATO come fu cacciato, per motivi seri ma meno gravi, il sottosegretario Siri. In ogni caso spero che questo atto di prepotenza si riveli un BOOMERANG. La PROTESTA CIVILE contro il ministro Salvini era già iniziata da Sud a Nord, e lo striscione di Brembate era lì a dimostrarlo, ma da domani in poi non deve essergli concessa tregua. Che sia trattato sempre e dovunque come merita, cioè come l'altro Matteo nel suo imbarazzante, mortificante e fallimentare tour ferroviario e referendario. Gli si faccia capire, senza violenze ma senza ombra di dubbio, che gli italiani non lo amano ma lo detestano e che sono molto (ma molto) MIGLIORI DI LUI. Mi sia consentito infine uno sfogo personale. Se quello striscione lo avessi esposto io, al balcone di casa mia (se Salvini viene a Napoli giuro che lo appendo, lo striscione, e ci scrivo di peggio), CON IL CAVOLO CHE I POMPIERI VENIVANO A RIMUOVERMELO! Sarebbero dovuti passare sopra il mio cadavere. Ma in questo caso è CERTO, COME LA MORTE, che di cadaveri prima del mio ce ne sarebbero stati altri.
  23. Dolente di informarti che PaP non sarà della partita il 26 maggio. Scelta in parte voluta e in parte forzata, a mio avviso dolorosa ma giusta. Mentre non solo è ingiusta, è assurda e antidemocratica la legge elettorale che regola le elezioni europee in Italia. Una legge di 40 anni fa che obbliga a raccogliere 150.000 firme per presentare una lista, cioè almeno 30.000 per ciascuna delle 5 circoscrizioni, di cui almeno 3000 in ciascuna regione. Per un piccolo movimento di volontari, per lo più meridionali, come PaP non è facile andare a raccogliere 3000 firme in Valle d'Aosta. Mentre sono esentate dalla raccolta firme le liste dei partiti già presenti nel Parlamento italiano o europeo e quelle che ricorrono a questo trucchetto: https://www.tpi.it/2019/04/07/europee-come-evitare-raccolta-firme/ 10 anni fa la (s)partitocrazia unita ha peggiorato la leggiaccia introducendo una soglia di sbarramento al 4%. Quando basterebbe l'1,3% per eleggere con il proporzionale uno dei 76 europarlamentari italiani. Per superare queste difficoltà PaP aveva provato a coalizzarsi con Sinistra Unita, Rifondazione e DeMa. Come ci spiega il compagno Cremaschi, le prime due non hanno condiviso il programma (ovvio, essendo forze già compromesse con il potere e con la pseudo-sinistra pidina) mentre de Magistris ha preferito rinunciare benché qualche sondaggio lo vedesse sopra il 5%. https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-ecco_perch_potere_al_popolo_non_parteciper_alle_prossime_elezioni_europee_intervista_a_giorgio_cremaschi/5496_27836/ A quel punto meglio rinunciare e non sottrarre voti al M5S. Perché è chiaro che chi vuole arginare Salvini e le destre, chi non vuole il Tav e altri costosi e inutili sfregi all'ambiente (tipo Mose, trivelle in mare e centrali nucleari), chi vuole realmente cambiare l'Italia e l'Europa, il 26 maggio non può che sostenere il MOVIMENTO 5 STELLE (magari turandosi montanellianamente il naso). Cioè l'unico movimento antisistema e anticasta, pacifista ed ecologista, realmente schierato dalla parte dei cittadini, per la legalità, contro la corruzione, contro i poteri forti e la troika, e che ha la possibilità di contare qualcosa in Europa. Se la Lega va sopra il 30%, francamente la vedo nera (in tutti i sensi), non tanto per l'Europa ma per l'Italia.
  24. Da tre mesi i pidini alla frutta e i loro scrivani al dolce terrorizzano il paese e i mercati parlando di una manovra che ci condurrà alla bancarotta. Massimo Giannini, ottimo giornalista tuttora visibilmente segnato dallo shock del 4 marzo, preconizzava "il primo caso di bancarotta fraudolenta di una nazione". E meno male che, cifre alla mano, questa è la manovra più prudente e virtuosa degli ultimi 10 anni. Ma da che pulpito predicano queste cassandre? Il Pd ha governato 5 anni con quasi 400 parlamentari (in buona parte eletti grazie a un premio di maggioranza incostituzionale) ciascuno dei quali versava al partito il contributo obbligatorio di 1500 euro al mese (per un totale di circa 7 milioni l'anno), inoltre incassava circa la metà dei fondi del 2 per mille, più donazioni private, cene di finanziamento (con i vari Buzzi), 30 euro a tessera dagli iscritti etc.etc. Eppure i 171 dipendenti del Pd oggi sono tutti in cassa integrazione, non hanno ricevuto la tredicesima e almeno la metà di loro rischia il licenziamento entro il prossimo agosto. Anche i circoli sul territorio se la passano male. Ce n'è uno che per sopravvivere affitta la sede come showroom di materassi, un altro come luogo di culto per una chiesa evangelica (chissà cosa direbbe il vecchio Beppone!). Ora i parlamentari sono più che dimezzati, gli elettori e i tesserati sono in fuga e il partito rischia seriamente la bancarotta. E questi incapaci che non sono riusciti tenere in vita l'Unità nonostante gli ingenti finanziamenti pubblici, questi cialtroni che non riescono a pagare le tredicesime ai loro dipendenti, vorrebbero insegnare ai 5Stelle e alla Lega come si governa l'economia di un paese? Roba da matti! Leggete attentamente come hanno ridotto il Pd: http://espresso.repubblica.it/palazzo/2018/11/30/news/pd-partito-democratico-numeri-incubo-circoli-1.329081 https://infosannio.wordpress.com/2018/12/22/bancarotta-democratica-cosi-il-pd-si-e-distrutto-da-solo-e-ora-si-ritrova-senza-soldi/ Vergogna!
  25. Il tuo paragone letterario é molto bello ed appropriato. Resto però dell'idea che il voto di bandiera alle europee sia inutile, anzi, come l'astensione, potrebbe tornare utile alle lobby e ai poteri forti. Senza i 5Stelle, oggi per la luce e per il gas saremmo già tutti nel mercato libero obbligatorio. Dove l'ossimoro la dice lunga. Saluti