fosforo41

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  1. Io parlo di quello che poteva succedere DOPO le elezioni del 4 marzo 2018 e l'allocco pisano risponde con delle sue farneticazioni (in realtà dopo il 4 marzo il Pd di Renzi non ha mai nemmeno lontanamente considerato la possibilità di un accordo di governo con il M5) e copiaincollando un articolo datato 29 maggio 2017. Roba da matti! O da allocchi faziosi.
  2. Come era prevedibile il noto fazioso, razzista e odiatore dei napoletani mark... non si capacita che tre studenti partenopei possano farsi onore a livello mondiale, ma, non sapendo una mazza di robotica e non potendo quindi contestare il valore dei tre piccoli geni, contesta il sottoscritto che accennava alla scuola napoletana di robotica. Per farlo copia e incolla un elenco di master in robotica confermando con ciò che i razzisti non sono altro che un sottoinsieme degli ignoranti. Ignora completamente cosa siano i master universitari altrimenti non li userebbe come metro di valutazione della qualità e del prestigio di una scuola accademica, in robotica o in qualsiasi altra disciplina. Ignora che nel paese di Pulcinella (che non è Napoli ma l'Italia intera) non c'è solo inflazione di tappetari e peracottari ma anche di master. Ignora che questi sono un autentico business per i nostri atenei, pubblici e privati. Corsi a pagamento per gratificare con un pezzo di carta e senza troppi sforzi studenti più ricchi che capaci, spesso non in grado di accedere non dico al dottorato ma nemmeno alla laurea magistrale. Anni fa lessi che nel Belpaese c'erano oltre 2000 master offerti a laureati di primo o secondo livello, incluso uno sull'olio d'oliva e uno in addestramento dei cani. Ma oggi con i master on line si è perso il conto. Nell'elenco postato dall'allocco pisano risalta un'affermazione particolarmente ridicola. Genova sarebbe la capitale della robotica per il fatto di ospitare la sede dell'IIT. Cioè del carrozzone di Stato della ricerca tecnologica. Roba da matti! Secondo molti autorevoli addetti ai lavori l'IIT è una delle palle al piede della ricerca italiana in quanto collettore di fondi pubblici che vengono distolti da università e centri di ricerca assai più efficienti e produttivi. Ecco per es. cosa ne pensa Elena Cattaneo, senatrice a vita per meriti scientifici: https://www.lastampa.it/2016/06/09/tecnologia/la-senatrice-cattaneo-contro-liit-di-genova-la-ricerca-non-si-trasforma-in-aziende-e-prodotti-z7LnhFBmLn00bu8PmLXZ1H/pagina.html Informo poi l'allocco pisano che dei dieci atenei citati nel suo elenco tutti hanno un master e naturalmente uno o più corsi in robotica, ma solo uno, quello di Bologna, offre un corso di laurea specifico e completo (triennale e magistrale) in Ingegneria dell'Automazione. Al momento ce ne sono solo altri due in Italia: al Politecnico di Milano e alla Federico II di Napoli. Sulla prestigiosa scuola napoletana di robotica ribadisco che è un'eccellenza nazionale ed europea (mentre a livello mondiale per ora siamo un gradino sotto americani e giapponesi). Sviluppatasi intorno al prof. Bruno Siciliano e ai suoi team di ricercatori del Prisma Lab (per la robotica industriale e la meccatronica) e di Icaros (per la chirurgia robotica). Con il prof. Paolo Dario del Sant'Anna di Pisa, l'ing. Siciliano è la massima autorità nazionale nel settore. Pluripremiato e già presidente della Società Internazionale di Robotica, è coautore e curatore della bibbia della robotica, lo Springer Handbook of Robotics, ponderoso testo adottato in tutte le università del mondo. A parziale consolazione del razzista pisano aggiungo che il prof. Siciliano purtroppo è "malato". La robotica è solo la sua seconda passione, la prima è Napoli con la sua squadra di calcio di cui è tifoso assiduo e sfegatato. Allego una mirabile lezione di robotica e di napoletanità, che penso farà rodere un po' il fegato all'allocco razzista pisano: https://youtu.be/01AZm1GSIgE
  3. Forza Italia, Lega e Pd compatti nella difesa di Gasparri. Di Gasparri!!!! Quello dell'omonima leggiaccia sull'informazione che avrebbe dovuto fare il centrosinistra che invece la lasciò fare a un berlusconiano. Da mesi mi pongo una domanda. Cosa sarebbe successo se dopo le elezioni Di Maio fosse entrato, per usare una metafora scacchistica, nella "variante critica"? Cioè se avesse mantenuto il punto sul monocolore pentastellato sostenuto da appoggi esterni, come da campagna elettorale. Escludo che si sarebbe andati a elezioni anticipate. Il "sistema" non avrebbe mai accettato il rischio, sia pure minimo in termini di probabilità, di un M5s che, solo contro tutti (questo sarebbe stato il motivo conduttore della infuocata campagna elettorale estiva), si pappava la maggioranza assoluta in parlamento. Restavano quindi solo due possibilità per uscire dal drammatico stallo istituzionale. L'appoggio esterno del Pd (più Leu) che si liberava di Renzi e sceglieva la via più dignitosa per non sparire. E il mostro a tre teste. Ovvero il governaccio più spudorato di tutti i tempi: Salvini+Berlusconi+Renzi. Perché tutti e tre erano e sono abbastanza spudorati e avidi di potere per buttarsi in un'operazione del genere. Naturalmente avrebbero detto che si sacrificavano in una grosse koalition per il bene del paese. E gli italiani brava gente avrebbero digerito pure questa. Sono sempre stato in dubbio, ma dopo il voto su Gasparri tendo a credere che la "variante critica" sarebbe sfociata proprio nel mostro a tre teste.
  4. Al Politecnico di Napoli abbiamo una delle migliori scuole europee di robotica con il prof. Bruno Siciliano e uno dei pochi corsi di laurea in Ingegneria dell'Automazione. Ma anche gli istituti tecnici non scherzano. Peccato per la cronica mancanza di fondi. Se il Righi avesse le strutture e i mezzi di una normale scuola media superiore americana o tedesca, o forse anche lombarda, porterebbe studenti in finale mondiale ogni anno. E invece purtroppo non è nemmeno in grado di pagargli il viaggio. Mi pare che anche Bombassei, il patron della Brembo, si sia fatto avanti per le spese. Il punto è che bisognerebbe investire sulla didattica, sui laboratori, sulla formazione continua dei docenti (specie quelli delle materie tecniche), sulle borse di studio per gli studenti meritevoli. Altro che liceo breve (insana idea della ex ministra Fedeli), altro che alternanza scuola-lavoro (per giunta non pagato). L'alternanza dovrebbe essere scuola-scuola, cioè tra le normali lezioni ed esercitazioni per lo svolgimento del programma e attività extra di approfondimento, di ricerca e di progetto.
  5. Non è un post contro i giornalisti liberi, è un post contro i servi e i mercenari della disinformazione. È un inno alla libertà. Un post semplicemente grandioso. Alessandro, torna! Lo sappiamo che non sei un politico, sei un giovane italiano che ha messo la sua libertà, la sua intelligenza e il suo coraggio al servizio del Paese. Ma in tua assenza il vecchio regime ha infiltrato il doppiogiochista Salvini nel governo del Cambiamento, e i servi e le "put.ta.ne" della stampa e della televisione lo "pompano" dalla mattina alla sera. Di Maio è troppo inesperto e troppo buono, e fa quel che può. Il tuo Movimento e il tuo Paese hanno bisogno di te. https://it-it.facebook.com/dibattista.alessandro/posts/1758911434220913?__xts__[0]=68.ARAtiPqs68AURZcui5z9N-UQtCnOAlllo0s-hg99v1jKq2HLedCbELNBxGGyIUe80QE_5s_grMG8XV4aMMnk3DOj6t9-7V2E5iHb2h7BZfP_mBi5SNCXMZAQ_bQrq6LdZAKUiY2mduL2lMWJoeMedAlT9jvjFXkbwljXDmBhykLdsq0ZLl_Gyc1wjDAUGTXhu268deNhpMm8Jfw-Elcf48tYHsMq78shR7OkESwMT2AZYJR-EbnAjob5ySXzqXdvD6Hk3kb-C3qm_3-DSWLSwAdhnYXaLUtBApU2BeYwCm6mNg-9KVWlyh01n9UjWdrNWEy1Rbf4j12Dl6WXSRZJKA&__tn__=K-R
  6. Poco fa Maurizio Corona (scrittore, scultore, alpinista e boscaiolo) nel programma della Berlinguer, commentando i recenti disastri nel bellunese: "Non potremo più credere in questo governo se non ripristina il Corpo Forestale dello Stato. Se non restituisce ai forestali, che con l'Arma dei Carabinieri non c'entrano nulla, la loro divisa e la loro dignità". Il simpatico (e acuto) Maurizio ha pienamente ragione, ma deve avere ancora un po' di pazienza. Il governo Conte aspetta solo la sentenza della Consulta che a marzo affosserà l'ennesimo pasticcio incostituzionale di Renzi, Madia & C. Accorpare un corpo civile a un corpo militare non è una roba da dittatura militare, ma da dittatura dell'incompetenza e dell'ignoranza.
  7. No, i devastanti incendi in California non sono colpa di Renzi, sono la vendetta di Madre Natura contro il semianalfabeta Trump, negazionista del global warming di origine antropica (solo ultimamente ha ammesso che non è una bufala) e fautore del ritorno al carbone (di cui gli USA possiedono un quarto delle riserve mondiali). Più in generale sono un monito a tutti gli americani che dovrebbero drasticamente cambiare il loro stile di vita altamente inefficiente ed energivoro. Tuttora emettono 15 tonnellate l'anno di CO2 a testa, il doppio dei cinesi che hanno un'economia basata sul carbone ma che sono anche i maggiori investitori mondiali in energie rinnovabili. Premesso ciò, per i renziani come te c'è poco da ridere. Renzi e il suo governo, nonché il governo Gentiloni, hanno precise colpe politiche per gli incendi record del 2017 che distrussero 113.567 ettari dei nostri boschi. In primis l'assurda cancellazione del Corpo Forestale dello Stato, e poi la pessima gestione del territorio, specie sul fronte della prevenzione, e la pessima gestione della flotta aerea antincendio affidata ai privati. Ti ricordo anche che in Italia nel 2015 e nel 2016 sono cresciute le emissioni di CO2, quando nel resto del mondo e perfino in Cina sono diminuite, e che con il governo Renzi, come denunciato da Legambiente e da Greenpeace, e come evidenziato dai dati, il settore delle rinnovabili conobbe una vistosa frenata. Temo che presto tu e gli altri pochi renziani in circolazione dovrete andarvi a nascondere nei boschi sopravvissuti agli incendi.
  8. C'è una sostanziale differenza tra quello che vorrebbe fare ai giornalisti Di Maio e quello che gli facevano i governacci di B. e del centrosinistra. Di Maio vorrebbe azzerare ogni finanziamento pubblico alla stampa quotidiana. Un provvedimento sacrosanto, anche se io comincerei da Radio Radicale, emittente seguita 4 gatti ma che ha ricevuto negli anni centinaia di milioni di euro di denaro pubblico. Una montagna di denaro che poteva essere investita per creare centinaia di migliaia di posti di lavoro, uno spreco che grida vendetta. Di Maio vorrebbe inoltre estromettere dal mondo dell'informazione i cosiddetti editori impuri, quelli cioè che hanno rilevanti interessi al di fuori dell'informazione, per es. nel settore industriale, commerciale, finanziario, etc. Altro provvedimento sacrosanto. Però non vuole cacciare via nessun giornalista, nemmeno quelli hanno infangato e messo in croce la Raggi (alcuni di questi servi del vecchio regime lavorano in Rai). Al contrario, i precedenti governi i giornalisti li cacciavano. Vedasi gli editti bulgari del delinquente, vedasi le epurazioni dalla Rai renziana di Floris e Giannini, il Tg3 tolto alla Berlinguer, il vergognoso trattamento riservato a due campioni del servizio pubblico come Santoro e la Gabanelli. E quando non potevano cacciarli li insultavano e li minacciavano. https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/11/la-confessione-sallusti-ospite-di-peter-gomez-renzi-mi-disse-vengo-sotto-casa-tua-e-ti-spacco-le-gambe-***/4348378/ Insomma, Di Maio viene accusato di autoritarismo, ma oggettivamente nel suo rapporto con i giornalisti è molto più democratico e tollerante lui di vari suoi predecessori.
  9. Ieri ha parlato il Putrefatto, nel paese di Pulcinella a volte parlano anche gli zombie, naturalmente solo per dire terrificanti banalità e fesserie. Ma ha trovato una giornalista del Tg2 pronta a leccargli il "kulo flaccido" e a descrivere il comizietto di una cassandra rinkoglionita e autocontraddittoria ("il governo cadrà, siamo all'anticamera della dittatura", ma di solito le dittature non cadono così presto, nda) come una lectio magistralis (sic). La lezione del professore emerito della barzelletta, del bunga bunga e di molto peggio. Caro Monello, hai ragione, dalla fine del fascismo a oggi la democrazia non è mai stata a rischio come negli anni del delinquente di Arcore. Gli anni bui del suo colossale conflitto di interessi, della sua impunità, delle sue spudorate leggi ad personam e ad aziendam, delle sue amicizie mafiose, del suo controllo pervasivo sui media tradizionali quando Internet era accessibile solo da una minoranza, del suo tentativo di forzare l'assetto istituzionale e l'equilibrio dei poteri con una riformaccia della Costituzione (poi copiata da un suo allievo), e di una debole o finta opposizione la cui funzione si ridusse in sostanza a legittimare e a rafforzare la più grande anomalia democratica del mondo libero di quell'epoca. Credo sia opportuno ricordare, a beneficio dei più giovani ma non solo, una pagina storica. Che ci ammonisce sulle origini e sulla vera essenza del berlusconismo, del potere prima economico e poi politico del delinquente; e che nel contempo ci ricorda che cos'era la Rai, il servizio televisivo pubblico, prima di essere depredata dal centrodestra a suon di editti bulgari e dal centrosinistra renziano con l'occupazione totale, e di essere svuotata dei suoi uomini migliori e venire sottomessa alla politica quasi come accade nelle vere dittature. Altro che governo gialloverde! Senza ombra di dubbio il più criticato, il meno riverito dalla Rai negli ultimi 25 anni! Dopo avere scritto quella pagina storica, memorabile, un esempio a mio avviso tuttora insuperato in tv di giornalismo e di satira politica, i due protagonisti, due uomini liberi, due giganti della libertà, furono cacciati dalla Rai e l'ostracismo nei loro confronti, di fatto, perdura tuttora. A tutti i forumisti che amano la libertà e la democrazia dico: prendetevi 25 minuti, magari prima di andare a letto, e guardatevi questo emozionante, imperdibile filmato fino in fondo. Vi rinfrescherà la memoria e forse vi restituirà un po' di orgoglio di uomini liberi, di italiani liberi. https://m.youtube.com/watch?v=q-Vh2-DZXV8
  10. Esattamente, bisogna ritornare al concetto estensivo della grande opera, in contrapposizione a quello intensivo che oggi va per la maggiore. Due esempi sono il riassetto idrogeologico del territorio nazionale e la messa in sicurezza antisismica e anti-usura del tempo di ponti, viadotti, edifici pubblici e privati. Opere molto più grandi di qualsiasi TAV o ponte sospeso, ma distribuite in modo capillare sul territorio, capaci di dare lavoro a migliaia di imprese (non solo alle solite note) e a centinaia di migliaia di persone. E di creare know-how e innovazione da esportare all'estero. Penso per es. ai sensori per il monitoraggio strutturale, quelli che avrebbero salvato 43 vite sul ponte Morandi e che hanno un potenziale mercato globale di decine di miliardi di dollari. Ma queste cose nei meet up dei 5 stelle vengono dette da anni.
  11. Se ci sono i soldi questi vanno spesi per fare opere utili e che possibilmente restituiscano l'investimento negli anni. Ciò che è da escludersi per la Torino-Lione in base a una mole di argomentazioni raccolte, per esempio, nel PDF al link che avevo allegato. Ne ricordo qui una tra le tante: il TAV, se e quando sarà completato (tra il 2030 e il 2040) avrà almeno 5 concorrenti: il Frejus, il Sempione, la linea per Ventimiglia, il trasporto via mare (es. Genova-Marsiglia) e il trasporto su gomma. Se si facesse il Ponte sullo Stretto (opera meno inutile del TAV) questo avrebbe solo l'alternativa via mare. Il motivo cruciale per cui il TAV non va assolutamente fatto è che in Italia ci sono tante altre opere che si devono assolutamente fare e alcune di queste si possono fare con i soldi del TAV. Non è affatto vero che il M5s sia pregiudizialmente contrario alle grandi opere. Di Maio dice un'altra cosa: dice che bisogna tornare a spendere i soldi per fare le opere, come negli anni della ricostruzione e del boom economico, mentre nei decenni successivi l'ossessione dei politici è stata quella di fare le opere per spendere i soldi. Ha perfettamente ragione.
  12. Secondo te il dio Progresso, con la P maiuscola, esige il sacrificio disumano di una ventina di miliardi da buttare nel cesso per una delle più faraoniche e più inutili opere di tutti i tempi? Oltre un punto di PIL da dilapidare per scavare più di 40 milioni di mc di roccia nella montagna e per abbreviare il trasporto merci su una tratta con un traffico in netto calo (cereali, lamiere e tubi d'acciaio, quarti di bue, salumi, formaggi, ortaggi, etc.) di un tempo inferiore ai tempi di carico e scarico delle stesse merci sui vagoni e nei containers? Roba da matti! Sì perché il TAV Torino-Lione è pensato soprattutto per le merci dato che i passeggeri (anch'essi in netto calo) viaggiano già comodamente sui TGV (Train à Grande Vitesse) attraverso il traforo del Frejus (recentemente ammodernato). Ma il progetto prevede una linea mista dove i treni merci finiranno inevitabilmente per rallentare quelli passeggeri, dunque, come precisano gli esperti, è perfino improprio parlare di Linea ad Alta Velocità. Da alcuni giorni i tg della Rai e i giornaloni ci rompono gli zebedei parlando con toni retorici e faziosi della manifestazione dei SÌ TAV a Torino. L'hanno paragonata addirittura alla marcia dei 40.000 del 1980. Ne parlava ancora oggi il Tg2 delle 13 con un ampio servizio, mentre un altro ampio servizio era dedicato a un comizio antigovernativo propinato agli abbonati come una "lectio magistralis" (sic) tenuta da Silvio Berlusconi (professore emerito di bunga bunga, nda). Evidentemente la tv pubblica non è stata ancora derenzusconizzata e pullula tuttora di lekkini del delinquente e del tappetaro. Ma avete mai visto sulle reti Rai uno spazio analogo dedicato a qualcuna delle centinaia di manifestazioni NO TAV di questi anni? Ci mostrano solo quelle (una piccola minoranza) che degenerano in disordini e scontri con la polizia, in modo da inculcare la falsa idea che i NO TAV siano dei teppisti quando non addirittura dei terroristi. E avete mai visto in Rai una seria e dettagliata analisi, condotta da esperti, sul TAV Torino-Lione sotto il profilo dei costi e dei benefici? Io ricordo solo una puntata di Santoro di molti anni fa, ma non a caso Santoro non ha più un programma in Rai. Quella di Torino deve essere definita, nella migliore delle ipotesi, la manifestazione dei disinformati. Di quelli cioè che sul TAV si bevono le balle della Rai e dei giornaloni, di Renzi e di Berlusconi, e dello stesso Salvini che, come ho sempre scritto, è un mestierante assolutamente organico alla Casta e oggi molto gradito ai poteri forti, alla lobby parassitaria dello spreco e delle opere inutili (e spesso dannose) che vede nei 5 stelle una seria minaccia per i suoi affari. Quei manifestanti disinformati dovrebbero leggersi prima di tutto questo fondamentale e illuminante articolo di un grande giornalista torinese: http://www.notav.***/post/alta-voracita-di-marco-travaglio/ E poi possibilmente passare a uno studio attento e dettagliato come questo: http://torino.pro-natura.it/150-ragioni-contro-tav/
  13. Credo di avere già scritto, e qui lo confermo, di non avere mai visto in vita mia un politico così scandagliato, vivisezionato, sottoposto a raggi X, prima dai media e poi dalla magistratura, e così aspramente criticato ma soprattutto così pervicacemente preso a secchiate di fango dai media, come Virginia Raggi. La sua colpa? Essere stata eletta sindaco di Roma senza essere nessuno ma quasi con un plebiscito e avere impresso una svolta epocale, all'insegna della legalità, all'amministrazione della città di gran lunga più grande e più problematica, di gran lunga più indebitata e di gran lunga più corrotta d'Italia. Davanti a un compito così arduo, quasi impossibile, e attaccato dalla mattina alla sera sul fronte mediatico e su quello giudiziario, il più incallito dei mestieranti della politica probabilmente si sarebbe arreso. Virginia no, Virginia continua a lottare benché non sia una professionista della politica. Forse è stata proprio la sua fede incrollabile nell'impegno politico come servizio, come missione civile, a sostenerla in questi due anni durissimi. E questa vittoria sacrosanta in tribunale le darà ulteriore spinta morale, ulteriore entusiasmo. Certo è che sotto il suo aspetto di donna esile e timida si cela un carattere di ferro. Di Battista e de Magistris permettendo, io penso che nella prossima legislatura Virginia meriterebbe di essere la prima donna presidente del Consiglio. Si colmerebbe una lacuna gravissima, sono sicuro che sarebbe un ottimo premier e sono ancora più sicuro che ai suoi nemici e ai suoi odiatori si fonderebbe il didietro per il bruciore. Devo fare un plauso anche a Di Maio che il giorno prima della sentenza aveva precisato: se verrà condannata, la prima cittadina della capitale si dimetterà. Parole coerenti e coraggiose. L'accusa era una quisquilia, il fatto contestato, peraltro inesistente come reato e secondo Travaglio anche come fatto, era irrilevante perfino per la legge Severino. Sappiamo benissimo come avvengono in Italia le nomine dei dirigenti nelle amministrazioni comunali: amicizie, parentele, raccomandazioni, scambi di favori, intrallazzi, per non dire di peggio, di molto peggio. Se la Raggi fosse stata condannata e si fosse dimessa, allora sui circa 8000 sindaci italiani avrebbero dovuto dimettersi almeno in 7990. Ve lo garantisco. Ma per serietà e coerenza Di Maio avrebbe applicato lo Statuto. Basta questo per capire la differenza, abissale, che c'è tra il Movimento e i partiti della Casta e degli impuniti. Ha avuto coraggio Di Maio perché la condanna delle Raggi e la perdita di Roma (che sarebbe finita nelle mani di Salvini e dei vecchi e ben noti poteri) sarebbero stati un colpo durissimo per lui e per il Movimento, che da 5 mesi, cioè da quando è nato il governo Conte, sono sotto attacco. Un plauso infine anche ai giudici del Tribunale di Roma. Si può immaginare la pressione cui erano sottoposti. Un processo che rischiava di essere condizionato e politicizzato come pochi altri. Ma i giudici hanno difeso la giustizia e la loro indipendenza. Una nota infine sui giornaloni, che è meglio chiamare giornalacci visto come stanno dimagrendo nelle vendite (ben gli sta). Sottoscrivo le parole di Di Maio. Una cosa è l'informazione altra cosa l'attacco fazioso e sistematico all'insegna del due pesi e due misure e della distorsione dei fatti. Bisogna azzerare qualsiasi forma di finanziamento pubblico e strappare la stampa agli editori impuri. Chi ha rilevanti interessi economici al di fuori dell'editoria deve stare fuori dai quotidiani. Mi si dirà: ma così giornali come La Stampa e Repubblica probabilmente sparirebbero. Peggio per loro. Senza di loro e dei loro padroni avremo una stampa più libera e più credibile.
  14. Ma vogliamo parlare o no della porkata che metteva i bastoni tra le ruote alle indagini? Se l'avesse varata Berlusconi, apriti cielo!
  15. Pare che nel forum, dove c'è chi si beve le bufale su Casalino e chi vive il mini-condono edilizio del padre di Di Maio (legge Craxi del 1985) come una una tragedia di Stato, sia sfuggita a tutti un'importante decisione della Corte Costituzionale. Che ha cancellato l'incredibile norma varata dal governo Renzi-Alfano che obbligava alla trasmissione ai vertici delle forze di polizia delle informative di reato. Naturalmente dato che questi vertici sono nominati dalla politica e che quindi molti (non tutti) fanno linguainbocca con i politici (vedasi caso Consip), quella leggina tornava utile ai politici per venire a conoscenza in anticipo di *** coperte dal segreto istruttorio (e regolarsi di conseguenza). Una norma che ledeva la libertà e la segretezza dell'azione del pm e la cui palese incostituzionalità era stata segnalata da vari autorevoli giuristi e magistrati ma che fu imposta ugualmente a conferma del fatto, arcinoto, che il governo Renzi-Alfano è stato, di gran lunga, il peggiore governo dell'era repubblicana. Pensate per esempio quanto avrebbe fatto comodo al plurinquisito Berlusconi una leggina del genere. Ma nemmeno i suoi governi osarono farla. Ancora una volta ha provveduto la Consulta, meno male. Sarà un lavoro lungo, ma la derenzizzazione del paese continua. https://infosannio.wordpress.com/2018/11/07/consulta-incostituzionale-unaltra-norma-varata-dal-governo-renzi/