fosforo41

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  1. Egregio Ahaha, direi che in questo caso i giornalisti che hanno a lungo adulato questo friggitore d'aria non c'entrano. È stata un'iniziativa del tappetaro alla frutta che ha deciso di aprire in grande stile, cioè nel suo stile pacchiano di provincialotto di scarsa cultura e scarsissima sensibilità, una nuova rubrica per i social. Ha scelto accuratamente la "location", come dicono oggi i provinciali del gregge modaiolo, e si è imbarcato su un lussuoso motoscafo sul Canal Grande da cui si è messo a pontificare di povertà e reddito di cittadinanza. Questo precocemente invecchiato mestierante della politica credeva di essere il futuro, ma è stato randellato dagli italiani e allora si è inventato il pacchiano e ridicolo slogan del "futuro che ritorna" (cioè lui che ritorna). Purtroppo non si è ripreso dalle randellate e vive nel passato come puoi notare dalla data in sovraimpressione. Hai ragione: se il Pd avesse una dirigenza seria, questa dovrebbe bacchettare duramente chi "uccide un partito morto" con simili pagliacciate. Il buon Mario Sechi pensa che sia proprio questa la finalità del tappetaro: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/stai-serenissima-ndash-contestare-reddito-cittadinanza-quota-100-193212.htm Io penso invece che sia solo un problema di stato confusionale di tutto il partito e dell'ex caudillo in particolare. Un partito che al momento non ha neppure un segretario, una barca che affonda senza timoniere anche in conseguenza dell'incredibile, demenziale scelta di rinviare alle calende greche la data del congresso. Hai subito una storica sberla il 4 marzo e, invece di cambiare subito rotta e dirigenza, lasci passare un anno intero in un vuoto di credibilità e di potere? Roba da matti! Mi si dirà: c'è il presidente Orfini a comandare la scialuppa. Già, quell'ometto dalla così spiccata personalità che dopo essere stato dalemiano (prima di diventare renziano) acquistò la stessa voce e la stessa cadenza del vecchio Max. Secondo me fu eletto presidente per motivi freudiani. Orfini con la sua vocina incarna la nostalgia inconscia dei pidini del loro passato, quando almeno erano in un partito serio. Saluti
  2. Lo sapevamo che era nel pallone. Del resto due randellate come quelle del 4 dicembre e del 4 marzo non potevano non lasciare il segno sulla psiche di un narcisetto che credeva di essere uno statista. Sapevamo anche che come sceneggiatore di se stesso e come imitatore di Alberto Angela vale perfino meno che come politico, dunque meno di niente. Vedasi i due clamorosi flop del treno elettorale e del documentario su Canale 9. Ma che potesse fare un autogol così plateale come quello girato a Venezia su un lussuoso motoscafo con lo scafo in legno pregiato per parlare di povertà e per attaccare il reddito di cittadinanza, non l'avrebbe immaginato neppure il sottoscritto che sulla "diversamente lince" di Rignano la pensa quasi come il caustico Andrea Scanzi: "anche una sogliola morta di onanismo sarebbe preferibile a Renzi". Non potevo crederci e allora sono andato a verificare: l'ex leader di un ex partito di sinistra ha davvero girato quel filmato e lo ha messo sui social. Credeva di fare colpo? Di strappare consensi ai gialloverdi? Ovviamente il tappetaro alla frutta è riuscito solo a scatenare l'indignazione e l'ilarità del popolo del web, perfino peggio del mummificato radical chic Gad Lerner quando lanciò un appello pro-migranti da una villa a Portofino per giunta con un Rolex al polso in bella mostra. Povera Sinistra! Logico che i poveri non la votino più. Logico che 502mila italiani, soprattutto giovani, siano scappati dall'Italia tra il 2013 e il 2017 quando c'era al governo questa gentaglia amica dei banchieri, dei petrolieri e degli speculatori alla De Benedetti. Guardatevi il filmato e indignatevi, leggetevi i commenti e fatevi due risate. http://www.secoloditalia.it/2019/01/renzi-parla -di-poverta-da-un-motoscafo-a-venezia-il-web-lo-fa-a-pezzi-video/
  3. Se quel povero nigeriano, che aspetta ancora di essere pagato per il suo lavoro e i suoi diritti, è una faccia di mer..., allora il maleducato Renzi (Tiziano) è una faccia di marmo. Del marmo che si usa per i sepolcri imbiancati. Che brutta gente!
  4. Cominciamo dalla fine. Negli ultimi 100 anni sono nati oltre 10 miliardi di uomini (e donne). Mi piacerebbe sapere chi è l'unico fortunato degno della tua considerazione. Le altre specie animali non hanno coscienza di sé ma solo istinto di conservazione. Tu dici che noi abbiamo perduto questa coscienza. A me francamente non pare. Negli USA, paese che molti considerano la patria dell'individualismo e dell'egoismo, il Terzo Settore, cioè il settore del volontariato, della beneficenza e delle opere sociali non governative, occupa, a titolo gratuito, l'11% della forza lavoro e vale il 6% del PIL: https://en.m.wikipedia.org/wiki/Voluntary_sector Una delle più grandi aziende industriali al mondo, la tedesca Bosch (80 miliardi di euro di fatturato, 400.000 dipendenti) leader mondiale della componentistica per auto, fu fondata da un filantropo e oggi è pressoché interamente controllata da una fondazione caritatevole: https://en.m.wikipedia.org/wiki/Robert_Bosch_Stiftung Organizzazioni umanitarie internazionali come FAO, UNESCO, UNICEF e OMS hanno budget di miliardi di dollari. Ogni anno nel mondo vengono effettuate oltre 100 milioni di donazioni volontarie e gratuite di sangue (3 milioni in Italia). Certamente gli esseri umani più fortunati potrebbero e dovrebbero fare di più, molto di più, per i loro simili meno fortunati (come pure i paesi ricchi verso i paesi poveri), ed è vero che la disuguaglianza economica cresce (in Italia e nel mondo) ma non mi pare di poter dire che abbiamo ormai perso la coscienza di specie. Per quanto riguarda la malnutrizione, le statistiche dicono che la fame nel mondo era in costante diminuzione negli ultimi decenni. Purtroppo è tornata ad aumentare nell'ultimo triennio, soprattutto in Africa e soprattutto a causa dei mutamenti climatici. Il global warming in effetti è un problema planetario ed epocale pericolosamente sottovalutato. Qui gli interessi economici contingenti sembrano per davvero prevalere, finora, sul bene comune e sulla coscienza di specie. Dato che gli effetti più gravi sono di lungo periodo, tendiamo incoscientemente a infischiarcene dei disastri che stiamo lasciando in eredità alle prossime generazioni. Quando queste ci malediranno noi saremo gia morti. Anche in questo campo però qualcosa si muove. Per un incosciente e un ignorante come Trump che vorrebbe riportare l'economia americana al carbone, c'è una Cina che tuttora dipende dal carbone ma che è di gran lunga il primo investitore mondiale in energie rinnovabili ed efficienza energetica. In conclusione, io penso che il tuo pessimismo sia nato, come quasi sempre accade, per ragioni personali, inerenti alla sfera privata, per poi diventare irrazionalmente un pessimismo universale che investe tutto il genere umano. Anche questo succede spesso, ma non fa che peggiorare le cose perché induce all'isolamento, alla chiusura in se stessi. Prova a essere più sereno e a guardare il bicchiere mezzo pieno. E a metterci più impegno e concretezza nell'affrontare i tuoi problemi. Anche se sono stati causati da altri, sei tu che devi risolverli ma non è detto che gli altri non possano aiutarti. Cerca di avere un po' più di fiducia in te stesso e negli altri. E non dimenticare mai che c'è tantissima gente che sta peggio di te e che tu potresti aiutare. Saluti
  5. Ahahahah, il politico inconsapevolmente più ridicolo e più ridicolizzato della storia continua imperterrito a parlare di politica nazionale, trascurando i suoi disastri regionali, dalla sanità ai rifiuti, e a fornire copioni a Crozza. Nel rimandare a quest'ultimo e alla ripresa del suo show l'analisi del filmato, mi limito a due osservazioni. Non ricordo più l'ultima volta in cui ho visto lo sceriffo (dei miei stivali) parlare senza insultare qualcuno, in primis i 5stelle. Ma soprattutto non ricordo l'ultima volta che l'ho visto sostenere un vero contraddittorio. Anche se per la verità ne propose uno a Travaglio: "Incontriamoci per strada, di notte...". Buon per lui che Marco abbia pietosamente ignorato la sfida, io gli avrei insegnato l'educazione e l'avrei mandato all'ospedale (in pasto alle formiche). Lo sceriffo (dei miei stivali) abitualmente convoca un reggimoccolo della salernitana Lira Tv e poi procede a ruota libera nel dispensare il suo esilarante verbo. E Crozza prende nota. L'altra osservazione è sull'unico passaggio serio del filmato, all'inizio, quando il governatore critica la manovra del governo che, secondo lui, non crea lavoro e accresce solo il debito pubblico. In un barlume di sincerità commenta, testuale: "È un po' la storia dell'Italia di questi decenni". Naturalmente il reggimicrofono di turno si è guardato bene dal chiedere allo sceriffo: "Ma chi erano i "somari" che hanno governato l'Italia in questi decenni?". Per questa domanda e relativa risposta non ci resta che attendere i bravissimi Crozza e Andrea Zalone.
  6. Il fatto che il pregiudicato andrà per la prima volta (e speriamo l'ultima) al Parlamento europeo in fondo è solo una piccola vergogna. E lo è prima di tutto per noi che ce lo mandiamo (invece di mandarlo in galera) e poi per l'Europa e per il parlamento che dovrà suo malgrado ospitare un delinquente. La vergogna più grande e incancellabile (per tutti noi italiani) è che questo signore è stato tre volte presidente del Consiglio ed è tuttora uno degli uomini più ricchi d'Italia grazie a concessioni pubbliche ottenute, o meglio stabilizzate 35 anni fa, a suon di tangenti, e mai revocate. Poi ci sarebbe il capitolo mafia (Dell'Utri, Mangano, Bontate, Graviano). Con tutta probabilità finirà tutto sotto la sabbia. Suggerirei ai candidati del M5s una mossa intelligente per la campagna elettorale. Dovrebbero promettere solennemente che, se eletti, usciranno dall'aula ogniqualvolta il delinquente prenderà la parola. Sono sicuro che molti parlamentari di altre nazioni li imiterebbero.
  7. Il tuo pessimismo mi sembra troppo radicale, temo che tu abbia superato la soglia di cui parlavo nel precedente post. Oppure stai attraversando una fase particolare in cui problemi irrisolti o altro ti portano a vedere tutto nero. Cose che succedono nella vita. In ogni caso il tuo è un giudizio soggettivo: il colore della realtà è il chiaroscuro, e non da oggi, da sempre. Se gli uomini non avessero il senso della morte, non ci sarebbero leggi contro l'omicidio, la terza guerra mondiale sarebbe già scoppiata e la specie umana si sarebbe già estinta. Ma, molto più probabilmente, non si sarebbe nemmeno evoluta, non ci saremmo mai differenziati dalle scimmie, vivremmo tuttora sugli alberi. Tu mi dirai: e allora staremmo meglio di come stiamo. Questo non posso escluderlo, anche se i leopardi e molti serpenti vanno anch'essi (a caccia) sugli alberi. Saluti
  8. Mi sembra un carcere decente, di sicuro più delle parole indecenti del ministro Salvini. Nella foto n.3 si vede qualche traccia di umidità sulle pareti ma quello dovrebbe essere un ufficio o una saletta di controllo. In cella si marcisce a Poggioreale e in altre carceri fatiscenti, non ad Oristano. In ogni caso Battisti, se sarà ancora tra i vivi, tra 10 anni al massimo sarà fuori, almeno in semilibertà. Alla faccia di Salvini. Che nel frattempo avrà fatto la fine di Renzi, o peggio.
  9. Episodio davvero indecoroso, stomachevole, mi spiace soprattutto per Bonafede che non doveva seguire Salvini sul terreno della propaganda e del protagonismo mediatico. Le parole del ministro dell'Interno sull'arrestato ("deve marcire in galera") non sono degne di una istituzione ma di un bar di periferia, non sono parole di giustizia ma di vendetta. Spero solo che resti un episodio e che non inneschi il risveglio di qualche gruppo estremista dormiente che potrebbe riportarci ad anni dolorosi e sanguinosi. Forse un monito del capo dello Stato sarebbe stato opportuno.
  10. Poco dopo la convergenza trasversale di Pd, FI e Lega contro il M5s per il "salvataggio" di alcuni parlamentari inquisiti, la medesima convergenza si è rimaterializzata sul Sì al TAV nella recente manifestazione di Torino e sull'eventuale (e demenziale) referendum nel caso in cui il responso dei tecnici fosse sfavorevole all'opera. Non c'è due senza tre e l'occasione è puntualmente arrivata l'altro ieri sera con una esclusiva e costosa (600 euro a coperto) nonché trasversale cena romana da ancien regime (così l'ha definita il Dibba). Tra gli invitati presenti sotto la suggestiva Lanterna di Fuksas, c'era Maria Etruria Boschi con una rappresentanza di pidini e il simpatizzante Malagò, presidente del CONI un po' intristito perché la Raggi gli ha tolto le olimpiadi e il governo gli ha tagliato i fondi, o meglio il controllo diretto degli stessi. Poi una rappresentanza forzitaliota capeggiata dall'immancabile Letta (zio Gianni); e il vicepremier nonché ministro dell'Interno Salvini, per una volta non protagonista ma nel ruolo di guest star, con un codazzo di leghisti al seguito. In effetti, stando alle cronache, il "capitano" (dei miei stivali) se ne sarebbe stato un po' in disparte, ben sapendo che la sua presenza alla cena era quasi un affronto all'alleato di governo. Anche se non sarebbe mancato uno scambio di baci a doppia guancia, solo di circostanza per carità, con miss Etruria. Presenti inoltre alcuni grossi imprenditori (o prenditori come li chiama Travaglio): da Briatore a Tronchetti, da Cairo a Montezemolo; il presidente di Confindustria, vari boiardi di Stato (qualche grossa azienda pubblica ha speso 6000 euro dei nostri soldi per prenotare un intero tavolo), lobbysti, faccendieri, pochi e selezionati giornalisti, etc. Ovviamente non poteva mancare un rappresentante della grande potenza che ci tiene sotto il tacco da 75 anni, nella persona di Edward Luttwak. Purtroppo erano presenti alla cena anche alcuni magistrati, anche noti e valorosi come il procuratore capo di Palermo Lovoi (che sedeva allo stesso tavolo del suo ex indagato Salvini) e il pm di Catanzaro Gratteri. Dico purtroppo perché un evento così esclusivo, costoso e politicamente controverso, sia pure ufficialmente dedicato alla giustizia, difficilmente si conforma ai criteri di sobrietà e terzietà cui dovrebbero attenersi le toghe nelle loro uscite pubbliche, ma soprattutto perché tra i presenti c'erano, secondo Travaglio, anche alcuni noti indagati e imputati. Tornando al discorso politico, alla cena trasversale sulla giustizia non c'era nessun rappresentante del M5s, come è ovvio trattandosi un movimento antisistema. Nessuno di loro è stato invitato, nemmeno il ministro della Giustizia Bonafede. Questo, a mio avviso, fa solo onore al Movimento. Resta da capire se questi strani contatti, queste strane convergenze, queste strane cene, tutto in un così breve lasso di tempo, siano semplici coincidenze o se stiamo assistendo alle prove tecniche di quello che io chiamo il Renzusconi enhanced, ovvero il governo implicitamente disegnato con il Rosatellum (ma sonoramente bocciato dagli italiani il 4 marzo) rinforzato dalla Lega. Insomma, il super-inciucio, il trionfo della partitocrazia e del gattopardismo, la presa per il kulo definitiva degli elettori, la morte della nostra democrazia rappresentativa. Certo in politica nulla accade per caso. Anche Travaglio sente puzza di inciucio e lo chiama "il Governo del Cambianiente". In effetti è opportuno ricordare che queste tre forze cominciarono a convergere e a coalizzarsi contro il M5s proprio in occasione delle votazioni in parlamento per la legge elettorale (poi rivelatasi, come il sottoscritto modestamente aveva previsto, manna dal cielo per la Lega, provvidenziale salvagente per Forza Italia e boomerang doloroso per il Pd). Se cadesse l'attuale governo (per es. sul TAV) e se Mattarella si opponesse, come il suo predecessore Napolitano, alle elezioni anticipate, il Renzusconi enhanced avrebbe i numeri in parlamento. In ogni caso non sarebbe difficile rinforzarlo ulteriormente con qualche "responsabile" senza vincolo di mandato (o senza dignità se preferite). Fantapolitica? Staremo a vedere. Intanto godiamoci questo magnifico editoriale di Marco, magistrale mix di arguzia, satira e analisi politica. https://infosannio.wordpress.com/2019/01/17/giustizia-smart-casual/
  11. Infatti, proprio questa è la speranza: che il 26 maggio gli Italiani non eleggano Berlusconi ma gli assestino uno storico calcio nel "kulo flaccido", che segnerebbe nel modo migliore la fine, questa volta direi definitiva, della sua disastrosa (per noi) carriera politica e manderebbe in pezzi una volta per tutte il suo partito personale di plastica. Purtroppo è una eventualità remota, anche se forse, a differenza che in passato, non proprio impossibile. Le sue madamine Sì-Tav, qualche suo coetaneo nostalgico, i soliti polli che si farebbero abbindolare dal piazzista anche se promettesse pensioni minime a 10.000 euro, e i soliti evasori fiscali lo voteranno anche per l'Europa. Con ciò arrecando un grave danno sia all'Italia che all'Europa. Perché non ci faremo certo una bella figura nel mandare un delinquente e un barzellettiere di quella sorta al Parlamento europeo, e per quest'ultimo sarà tutt'altro che piacevole ospitare, le rare volte che ci andrà, uno che in quell'aula si segnalò per il famigerato e a dir poco imbarazzante discorso del Kapò. https://m.youtube.com/watch?v=rAVXN3R-OEE Mi sono posto anch'io la tua domanda. Probabilmente vuole provare, raschiando il barile e raccattando qualche voto dalle categorie citate sopra, a tenere a galla Forza Italia sopra la soglia di sbarramento (4%) prima che Salvini e il tempo la desertifichino. Ma, più probabilmente ancora, l'ex cavaliere è tuttora ossessionato dalla questione immunità. Che è uno dei motivi principali per cui è in politica da 25 anni. È vero che la ex Cirielli (una delle oltre 40 leggi ad personam varate durante i suoi governi e mai abrogate dai governi della sedicente sinistra) evita il carcere agli over 70, ma non si applica ai reati di mafia e terrorismo, e uno dei 5 procedimenti giudiziari tuttora pendenti sulla testa asfaltata del frodatore è per concorso in strage (è coindagato con dell'Utri nell'inchiesta sui mandanti occulti delle stragi mafiose degli anni '90).
  12. Poveraccio, se non fosse un delinquente mi farebbe pena. Ha sprecato la sua vita a caccia prima del denaro e poi del potere (che gli serviva per conservare il denaro, ottenuto nei modi che sappiamo), ora a 82 anni suonati aspira a un'altra poltrona, decide di sottoporsi a un'altra campagna elettorale. Dove prevedibilmente farà promesse ancora più assurde e sparerà balle, volontarie o involontarie, ancora più grossolane che nelle precedenti. Mentre in qualsiasi paese serio al mondo questo "delinquente naturale" oggi sarebbe, come minimo, interdetto dai pubblici uffici e incandidabile. Vivere nel paese di Pulcinella e della giustizia colabrodo lo ha reso ricco e potente e gli ha evitato la galera, ma gli sta rovinando la vecchiaia.
  13. Noi esseri umani, a differenza della altre specie animali che hanno solo l'istinto di conservazione, abbiamo il senso, la coscienza della morte, che poi in buona parte è riconducibile al senso del limite, cioè della nostra impotenza di fronte al potere ineluttabile della Natura. Questo sentimento da un lato ci sgomenta, talora ci atterrisce, dall'altro ci spinge a rifugiarci in quella improbabile scappatoia chiamata religione, inventata per l'appunto con questa finalità. Primus in orbe deos timor fecit, scriveva Petronio Arbitro: fu la paura la prima sulla Terra a creare gli dei. Tuttavia il senso del limite è positivo e necessario per la nostra esistenza: potremmo dire che paradossalmente il senso della morte per noi è vitale. Guai se ne fossimo privi! Ci scanneremmo l'uno con l'altro, ci autoestingueremmo con armi di distruzione di massa o dopo avere distrutto l'ambiente in cui viviamo. Siamo l'unica specie in grado di autodistruggersi ma il senso della morte ci rende preziosa la vita. Le stesse religioni, fin dai tempi più antichi, svolgono una innegabile funzione positiva e concreta al di là dei loro contenuti metafisici più o meno illusori. Religione viene dal latino religare, legare insieme. La religione è un modo per tenere insieme una comunità di individui. In modo analogo anche la legge, etimologicamente, è ciò che lega, ed è a fondamento della società civile, dello Stato. Professare una religione, beninteso senza degenerare nel fanatismo, in fondo non è che un modo decente di stare al mondo. Il maggiore problema esistenziale di noi esseri umani, per il quale è molto più difficile trovare una soluzione o una scappatoia (proverò a indicarne una alla fine di questo post), è un altro ed è situato esattamente, e non a caso, nel punto di confine, misterioso e insuperabile, che separa la nostra grandezza (rispetto alle altre specie) dalla nostra nullità (rispetto al mondo): il senso della perfezione. Siamo esseri imperfetti, ma abbiamo il senso della perfezione; limitati, ma abbiamo il senso dell'infinito (che i matematici riescono perfino a formalizzare); relativi, ma con il senso dell'assoluto (che i filosofi delle varie scuole e i teologi delle varie religioni interpretano nei modi più vari). Siamo esseri perennemente infelici, ma abbiamo il senso della felicità; viviamo immersi nella falsità, nell'incertezza, nel dubbio, ma abbiamo il senso profondo della verità. Orbene, tutto questo ha su di noi un duplice effetto, uno positivo e uno negativo. Il senso della perfezione ci spinge a migliorarci, a superarci, a cercare la felicità, a cercare la verità. In una parola è il motore della nostra esistenza. Sia ontogeneticamente che filogeneticamente, ovvero sia nella crescita delle capacità e dei risultati individuali che nella crescita della specie umana nel suo insieme: il cosiddetto progresso. Il rovescio della medaglia è che questo motore consuma buona parte dell'energia e del tempo della nostra esistenza, ma ci spinge verso una meta irraggiungibile. Siamo come dei viaggiatori che iniziano un lungo viaggio pieni di curiosità e di entusiasmo, come generalmente ne sono pieni i bambini, e per lo più anche i giovani a dispetto dei primi incidenti di percorso; poi nell'età adulta ci godiamo più o meno brevemente qualche tappa raggiunta rammaricandoci però di quelle mancate, ci gustiamo qualche effimero boccone di felicità che però ci lascia quasi sempre un po' di amaro in bocca perché ce lo immaginavamo più buono o più abbondante; infine invecchiando percepiamo che il nostro motore perde i colpi, e qui non mi riferisco ai muscoli ma al motore della fiducia e della speranza in noi stessi, negli altri, nella società, nell'intero genere umano. Insomma, il nostro viaggio verso la perfezione da un certo punto in poi rallenta vistosamente, invece di accelerare come dovrebbe accorciandosi via via il tempo a disposizione per raggiungere la meta. La quale ci appare a sua volta sempre più lontana. L'età e l'esperienza ci rendono infatti più realisti e disillusi, più coscienti dell'imperfezione nostra e dei nostri simili. Stante il principio di relatività, l'effetto più evidente è l'accelerazione del tempo soggettivo. La giornata di un bambino non finisce mai, quella di un anziano vola. Ma attenzione: non c'è un'età precisa per l'inizio questo rallentamento o invecchiamento, che non è fisico e nemmeno intellettuale ma spirituale. Ad es. per Giacomo Leopardi iniziò prestissimo. Che pensieri soavi, che speranze, che cori, o Silvia mia! scriveva il poeta rimembrando la sua prima gioventù, ma già a 37 anni aveva perduto ogni speranza: Amaro e noia la vita, altro mai nulla, e fango è il mondo. Però ci può essere un 90enne come Michael Atiyah, scomparso una settimana fa, che negli ultimi mesi della sua vita ancora lottava come un leone per attingere la perfezione matematica, attività che richiede mente freschissima, risolvendo il più grande dei problemi irrisolti (l'ipotesi di Riemann) nella disciplina che forse più di ogni altra ci avvicina all'Assoluto. Quello che è certo è che prima o poi l'invecchiamento dello spirito, la frenata della volontà, l'inizio della fine della speranza, scatta per tutti. Spesso non ce ne accorgiamo neppure e, quel che è peggio, può scattare molti anni prima della morte (pochi hanno la fortuna di Atiyah), non di rado addirittura prima che inizi un tangibile decadimento fisico. A un certo punto ci accorgiamo che siamo ancora in viaggio ma senza più una meta. E allora, o ci chiudiamo nella rassegnazione, nella sfiducia, nel disincanto, dove tutto, dalla politica alla religione, dal cosiddetto progresso alla civiltà stessa, ci sembra vano, ingannevole e fallimentare, fino al più cupo pessimismo di Leopardi, oppure cerchiamo un rifugio nella fede (cosa diversa dalla religione) spostando oltre la morte la meta della felicità e della perfezione. Ma è un passaggio arbitrario, penso che nemmeno la fede possa cancellare del tutto questo tipo di sofferenza esistenziale. Per verità ci sarebbe una terza possibilità e cioè avere un approccio razionale e distaccato, per quanto possibile, al fenomeno. Considerarlo prima di tutto come un fatto fisiologico, ineluttabile, analogo al decadimento fisico. Perché, come ho scritto, tutti prima o poi lo sperimentiamo. Perfino un romantico come Alexandre Dumas scriveva che "la vita è un continuo naufragio delle nostre speranze". Eppure bisogna continuare a vivere e a lottare. Come? Magari non più per noi stessi, visto che ci sentiamo alla fine del viaggio, ma per aiutare altri nella loro lotta senza speranza. E così forse ci inventeremo, sia pure in modo artificioso, una "ragione" di esistere anche per noi. In una parola, l'unica alternativa razionale, oserei dire l'unico antidoto alla disperazione non può essere che l'amore. Ma quello paradossalmente più irrazionale, più disinteressato, senza finalità terrene né ultraterrene, l'amore più profondo, più umano, più vero. "Solo chi ama senza speranza conosce il vero amore", scriveva Neruda. E qui il cerchio si chiude. Noi, esseri imperfetti ma con il senso della perfezione, sperimentiamo di riflesso una duplice dimensione esistenziale: quella della disperazione e quella dell'amore. Tutti noi non nasciamo dal caso ma da un atto d'amore, come pure l'Universo per i credenti. E viviamo mossi dalla spinta interiore verso quella perfezione che non vediamo da nessuna parte ma che misteriosamente è in noi. Non la raggiungeremo mai, accumuleremo, tra poche ed effimere gioie, molte delusioni, sconfitte, naufragi. Ma l'amore può in qualche modo riscattare e restituire un senso a queste nostre povere, fallimentari esistenze. L'amore può illuminare il nostro volto negli ultimi anni e nell'ultima ora. Nella sofferenza fisica e anche in quella morale. La vita ci è stata donata, quando pensiamo che essa non vale più nulla perché non donarla agli altri? L'amore e solo l'amore, questa cosa misteriosa e bellissima che ci ha dato la vita, può evitarci di vivere e di morire disperati. Saluti
  14. Di Maio pensa alle autostrade digitali e parla di boom economico stile anni '60. Viene crocifisso dai media. Gli storyteller del Pd in servizio permanente effettivo (leggasi friggitori d'aria) pensano a un treno merci semivuoto ad alta velocità e parlano di nuovo Rinascimento e di nuovo Risorgimento (sic). Per fortuna nessuno li caga, altrimenti dovrebbero sul serio mettergli la camicia di forza.
  15. Guarda che il boom economico degli anni '60 arrivò dopo la miseria degli anni '50 in cui il paese era messo molto peggio di oggi sotto l'aspetto economico. Inoltre è pacifico che i precedenti governi non hanno saputo (o voluto) promuovere e valorizzare a sufficienza le nuove tecnologie digitali. Siamo nel 2019 e in Italia la grande maggioranza degli edifici, pubblici e privati, tuttora non è cablata, la fibra ottica arriva fisicamente nelle case di una minoranza e la banda ultralarga effettiva e per tutti è ancora un miraggio. Ma basta citare il monito del commissario europeo Avramopoulos: "L'unico paese a utilizzare la carta d'identità cartacea è l'Italia". Peraltro quello che stiamo vivendo è solo un piccolo antipasto della rivoluzione digitale. Con l'AI, il cloud computing e le nanotecnologie ci attende un salto ben più grande di quello che ci portò dalle prime radio e televisori a transistor degli anni '60 ai microprocessori e ai primi pc degli anni '80.