fosforo41

  • Numero messaggi

    1420
  • Registrato

  • Ultima Visita

fosforo41 è il vincitore del giorno luglio 17

fosforo41 ha pubblicato il contenuto con più like

Reputazione Forum

124 Sono il Re del Forum

Su fosforo41

  • Rank
    Utente avanzato
  • Compleanno

Visite recenti

2297 visite al profilo
  1. Quel dato è campato in aria. Forse si fa confusione con le mucche. Ma i cani non sono ruminanti, non emettono grosse quantità di metano (gas serra molto più climalterante, a parità di peso, dell'anidride carbonica). Quindi per stimare le emissioni serra di un cane sembra più realistico accostarlo al maiale. Come si legge qui, per produrre un kg di carne di maiale si emettono 3250 g di CO2. https://timeforchange.org/eat-less-meat-co2-emission-of-food Supponendo che le parti non commestibili del maiale (ossa, sangue, interiora, etc.) siano il 50% del peso, allora dobbiamo dimezzare a 1625 g le emissioni del maiale per ogni kg di peso. Estendendo questo valore alla carne di cane abbiamo che per far crescere un grosso cane in un anno di ben 20 kg si emettono 32,5 kg di CO2. Sulla rivista Al Volante leggo che le emissioni di una Fiat Panda 1.2 a benzina sono 114 g/km di CO2. Parliamo di una piccola utilitaria e di un dato dichiarato dal costruttore, probabilmente le emissioni reali sono maggiori. Percorrendo 3700 km la nostra Panda emetterà 3700x0,114kg= 421,8 kg di CO2 che sono circa 13 volte il valore stimato sopra per il cane (e parliamo di un grosso cane nella fase di crescita cioè di massimo metabolismo). Dunque un grosso cane riscalda il pianeta molto meno di una piccola utilitaria, tuttavia ritengo che l'ambientalista abbia ragione nel dire che nel mondo occidentale e ricco nutriamo troppi animali domestici. In particolare troppi cani. Salverei i miei amici gatti che sono molto più piccoli e più saggi dei cani quindi mangiano molto meno. In generale sarebbe bene avere meno animali domestici e più animali selvatici come lo sfortunato orso che si vuole assurdamente sopprimere.
  2. Vi ricordate il grande Montanelli? Il suo ultimo articolo prima di morire fu il proprio necrologio. Un breve e sobrio, ma ugualmente commovente, saluto ai suoi amati lettori. Ebbene, quando stamane ho visto questa vignetta sul Fatto Quotidiano ho pensato che l'avesse disegnata per se stesso e per i suoi lettori proprio Luciano De Crescenzo. Il testo sembra scritto da lui, del resto era anche un buon disegnatore. Una cosa del genere sarebbe stata perfettamente coerente con lo stile del personaggio. Poi mi sono accorto che la vignetta è di Mario Natangelo, giovane vignettista napoletano (non a caso). Io la trovo semplicemente perfetta. https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/07/18/addio-de-crescenzo/5335162/
  3. Ho una casa piena di libri ma, mi vergogno un po' a dirlo, nemmeno uno del grande Camilleri del quale ho letto più che altro dialoghi, interviste e interventi sulla rivista Micromega. Una grave lacuna che ho iniziato a colmare stamane prenotando dal mio libraio La setta degli angeli, un romanzo storico di cui ho letto buone recensioni. Lo raccomanda tra gli altri Paolo Isotta in questo interessante articolo: http://www.paoloisotta.it/index.php/articoli/257-camilleri La vasta e popolarissima serie di Montalbano invece mi attira poco. Il poliziesco è un genere che non amo. Per quanto ne so, restano insuperate, nella loro epica drammaticità, le pagine dedicate da Victor Hugo ne I miserabili alla terribile figura dell'ispettore Javert. Confesso che non ho visto nemmeno una puntata della serie televisiva. Da ragazzo guardavo in tv il commissario Maigret e Nero Wolfe, ma, con tutto il rispetto, il pur bravo Zingaretti è lontano anni luce da due giganti come Gino Cervi e Tino Buazzelli. Ho letto invece tutti i libri del mio concittadino Luciano De Crescenzo, eccetto gli ultimissimi, scritti forse più dalla figlia che dal vecchio e malato ingegnere-filosofo che ci ha lasciati un giorno dopo Camilleri. Così parlò Bellavista, best seller degli anni '70, resta un classico imperdibile per tutti. Chi ama la napoletanità, la filosofia e i miti greci, o ne è solo incuriosito, leggerà o rileggerà con piacere anche gli altri libri. Ottimi per le vacanze e sotto l'ombrellone.
  4. Ambedue raggiunsero la popolarità e il successo in età matura. A un certo punto scoprirono di avere delle cose da raccontare, e ce le raccontarono bene.
  5. Il menù a destra è sbagliato. L'albero di Natale, le renne e Babbo Natale non ci azzeccano nulla con l'autentica tradizione natalizia partenopea. Devi sostituirli con presepe, scopa (e calzetta) e Befana (o con cammelli e re Magi). Come pure il panettone da sostituire con struffoli, raffiuoli e susamelli (l'unico dolce d'importazione tollerato è la cassata siciliana). Inoltre mancano i contorni obbligatori: broccoli di Natale e "insalata di rinforzo". Non è affatto vero che a Napoli si mangi più che altrove. È vero che si mangia meglio. L'abbondanza è raccomandata (per chi può permettersela) solo nel pranzo domenicale, nei cenoni delle Vigilie (di Natale e Capodanno) e nelle altre feste comandate. Questo perché uno dei valori centrali della napoletanità è la convivialità. Celebrata in modo magistrale in Sabato, Domenica e Lunedì di Eduardo. Nei giorni di festa può e deve riunirsi tutta la famiglia, cui si aggiungono parenti, amici e vicini di casa. Le molte portate servono a stare più tempo insieme. Ciò che eventualmente si perde in salute del corpo lo si recupera con gli interessi in salute dello spirito. Medici e psicologi oggi stanno riscoprendo il valore della convivialità, sacro per i popoli antichi (basta ricordare il simposio dei Greci e dei Romani) . Nessun social network potrà mai sostituire il valore della commensalità, il piacere del mangiar bene e dello star bene insieme. Non a caso, come ricordava stasera il Tg1, il post più cliccato nella storia di Internet è l'apparentemente banale foto di un uovo (oltre 5O milioni di like). Per il sommo Kant il banchettare in buona compagnia era un valore quasi supremo: Il solipsismo convittorio è nocivo. Una buona tavola richiede una buona compagnia. Da tre a nove commensali, non meno delle Grazie e non più delle Muse, i quali sappiano raccontare, ragionare, scherzare.
  6. In due giorni se n'è andato un pezzo d'Italia. Un pezzo dell'Italia migliore. Ieri Andrea Camilleri, oggi Luciano De Crescenzo. Due meridionali doc, alfieri della sicilianità e della napoletanità rispettivamente, ma due grandi italiani, due grandi scrittori, popolari e amati in tutta Italia e in tutto il mondo. Quasi 50 milioni di libri venduti in due: bisognerebbe dirgli grazie già solo per questo, per avere avvicinato alla lettura e alla cultura una miriade di persone. Due intellettuali del popolo, direbbe Gramsci, ambedue agli antipodi della figura del letterato o dell'artista che vive isolato nella sua elite, nella sua casta. Non hanno vinto premi Nobel, ma i contributi di Camilleri e De Crescenzo alla nostra cultura, se la intendiamo come primo fattore identitario di un popolo, sono stati, mi azzardo a dire, non inferiori a quelli di Pirandello e Montale. Carissimi, indimenticabili Andrea e Luciano, ci mancherete molto, benché ci abbiate lasciato moltissimo da leggere (o da riscoprire e rileggere). Ci mancherà la vostra cultura, la vostra maestria nello scrivere, ma anche la vostra semplicità e cordialità. Eravate per tanti italiani come due nonni: dai vostri pori sprizzavano saggezza e acutezza, ma soprattutto simpatia e umanità.
  7. Un altro aneddoto è stato citato questa sera a In Onda su La7. Durante l'occupazione nazista il giovane Camilleri partecipa a una manifestazione letteraria. Vede esposte la bandiera fascista e quella nazista e urla: "Togliete quelle bandiere!". Viene picchiato selvaggiamente. Senza il provvidenziale intervento di un prefetto siciliano presente all'evento l'avrebbero ammazzato di botte.
  8. In realtà fu proprio Mussolini a prendere sul serio la lettera di quel bambino siciliano di 9 o 10 anni che gli chiedeva di essere arruolato per la guerra in Abissinia. L'episodio viene ricordato in una intervista di Camilleri di qualche anno fa, mandata in onda insieme a molte altre nel Tg1 delle 13:30. Il duce rispose personalmente al piccolo balilla scrivendo ovviamente che era ancora troppo piccolo ma aggiunse che in futuro non gli avrebbe fatto mancare l'occasione per andare in guerra. Lapidario e molto siciliano il commento dello scrittore alla postilla del duce: C O R N U T O !
  9. Dobbiamo catturare l'orso Matteo, portarlo di peso in Parlamento in una gabbia elettrificata e fargli spigare i misteri di M49 (Milioni 49 da restituire in 80 anni) e di M65 (Milioni 65 di dollari dagli amici russi). A ogni reticenza o bugia una bella scossa a 7000 volt per rinfrescare la memoria.
  10. M49

    In estate ci si inventa sempre qualcosa da dare in pasto ai lettori sotto gli ombrelloni, magari anche per distrarli da faccende politiche più serie e imbarazzanti per qualcuno. Non ho seguito la vicenda dell'orso M49 (che brutto nome: forse un tentativo inconscio di scaricare sul bestione i Milioni 49 rubati da un partito di ladroni?), qualcuno per favore mi spieghi perché lo stanno braccando per ucciderlo. Se era pericoloso (ma quale orso non lo è?) perché non l'hanno abbattuto subito invece di rinchiuderlo in una gabbia elettrificata a 7000 volt? Una bufala, il tentativo di qualche politucolo locale di mettersi in mostra, o M49 ha approfittato di un black out per svignarsela ed esporre il politucolo locale a una meritata figuraccia?
  11. Preciso che non sono mai stato amico, nel vero senso della parola, del fazioso e incivile pisano. Non si può essere amici di un nickname, né ci si può innamorare su una chat, a meno che non si abbia un concetto superficiale, puerile e poco serio di questi nobili sentimenti. Ho dialogato per anni civilmente con il fazioso, che mi elogiava fino all'adulazione, finché questi non ha preso ad attaccarmi sul piano personale fino all'insulto più squallido e gratuito. Quando non si può attaccare il ragionamento si attacca il ragionatore, diceva Paul Valéry. Quando io usavo nei confronti del pisano (come di ogni altro forumista) le parole "amicizia" e "stima", è solo per brevità e cortesia che omettevo l'aggettivo "virtuale". Un'amicizia in Rete, specie per quelli come me nati e cresciuti nell'era analogica, non può che essere virtuale. Naturalmente il fazioso e squallido personaggio che ormai frequenta questo forum solo per attaccare il sottoscritto e i 5Stelle, ha tradito anche quella amicizia virtuale. Poca cosa, lo definirei un tradimento residuale rispetto al suo plateale tradimento della Sinistra. Anche se, con il senno di poi, penso che questo lekkino di Renzi, questo svergognato difensore di vergognosi personaggi come Lotti, Malagò, De Luca, Berlusconi (sic!), in realtà non sia mai stato seriamente di sinistra. Un fazioso e basta. Anzi, anche un po' asino ("sospettoso silenzio", "ignomignoso cazzaro di Napoli", etc.) e molto, molto maleducato. Quanto poi a questa ridicola discussione sulle Universiadi di Napoli, anch'essa aperta solo per attaccare il sottoscritto, vi si leggono un mucchio di fesserie. Non è affatto vero che il sindaco di Napoli fu fischiato all'unisono da tutto lo stadio durante la cerimonia di apertura, come racconta il falsario. I pochi fischi iniziali furono rapidamente sovrastati dagli applausi: https://www.napolimagazine.com/attualità/articolo/universiade-napoli-fischi-per-de-magistris E non è affatto vero che de Magistris era contrario alle Universiadi. Una volta assicurato sulle coperture finanziarie (270 milioni quasi tutti europei e destinati a impianti sportivi fruibili dai cittadini), il sindaco sostenne strenuamente la manifestazione. Molto più di De Luca come potete leggere qui: https://www.quotidiano.net/sport/altri sport/universiade-2019-1.4017701 In ogni caso è chiaro che senza il consenso e l'azione del sindaco di Napoli le Universiadi di Napoli non si sarebbero fatte, così come sfumò la candidatura olimpica di Roma per l'opposizione della Raggi. Su Lotti, Malagò e De Luca andrebbe steso un velo pietoso. Il primo, "autosospeso" dal Pd, continua a organizzare assemblee della sua corrente. Alla faccia di Zingaretti che non vede e non sente. Il magistrato Palamara è stato sospeso dalle funzioni e dallo stipendio, il suo amico Lotti ha solo fatto finta di autosospendersi dal Pd. Malagò truccava gli esami all'Università, ma il Pd lo confermò alla presidenza del Coni. Meritocrazia pidina. Con De Luca, governatore e commissario straordinario insieme (altra pulcinellata del Pd), la sanità campana è allo sfascio. Peggio ancora va la Circumvesuviana, ferrovia regionale gestita da un fedelissimo del governatore. Caos completo: non sai quando parti, non sai quando arrivi, non sai se ritorni. Ritardi inenarrabili su tratte brevi (tipo Napoli-Pompei o Napoli-Sorrento), treni soppressi senza preavviso, vagoni affollati come carri bestiame, nessuno controlla i biglietti, vandali, borseggiatori e rapinatori in azione. Un'arteria vitale per la Campania, usata da turisti, studenti e pendolari. Un tempo era efficiente, oggi gli utenti sono a dir poco nauseati. Eccetto i tanti che viaggiano a sbafo. Le receptionist degli hotel di Sorrento e Pompei, come scrive il FQ, passano metà del loro tempo a consolare i turisti stranieri che arrivano sul "trenino" da terzo mondo. Grazie, De Luca, meno male che l'anno prossimo te ne vai!
  12. Damilano ha ragione ma la diagnosi è tardiva e andrebbe completata e aggravata con una osservazione cruciale: l'Italia è un malato che non vuole essere curato. Prendiamo qualche medicina e facciamo malvolentieri qualche sacrificio quando i sintomi si aggravano e si intravede qualche rischio serio a breve, ma poi ritorniamo al disimpegno e alla bella vita, e ai pifferai che ce la promettono, come prima più di prima, anche se il malato sta oggettivamente peggio di prima. Un popolo che subito dopo l'infezione di Tangentopoli e la cura da cavallo di Mani Pulite si butta tra le braccia di un Berlusconi; che dopo 20 anni di populismo allegro con i Berlusconi e i Renzi (con la breve e amara parentesi della medicina Monti) sceglie finalmente un partito dell'onestà e un governo del cambiamento ma poi si consegna a un iperpopulista allegro e spregiudicato come Salvini, è un popolo che non vuole e che non merita di essere curato. Se sceglieremo il governo della Lega Ladrona temo che non ci saranno altre cure e altre medicine. A meno che non ce le impongano, durissime e amarissime, dall'esterno. Faremo una brutta fine e ce la saremo meritata tutta. Nella migliore delle ipotesi diventeremo una colonia dell'America o della Russia. Non ci porteranno via solo le figurine Panini: ci svuoteranno tutti i nostri risparmi, si prenderanno tutto, i nostri giovani scapperanno via, ci toglieranno pure il battesimo dalla fronte.
  13. CONTINUA DAL MIO POST PRECEDENTE Per il Polonio207 (ti ricorda qualcosa?) l'emivita è meno di 9 giorni. Il che vuol dire che dopo un mese la sua concentrazione si riduce a meno di un decimo. Ciò che poteva ancora essere apprezzabile dagli strumenti può non esserlo più dopo un mese. Il Polonio206 decade in meno di 6 ore. In pochi giorni una forte contaminazione da Po206 può diventare inapprezzabile. Naturalmente esistono centinaia di radionuclidi (naturali e sintetici) e un ipotetico avvelenatore può giostrare sui tempi a suo piacimento per far sparire le tracce. Quello che resta sono le conseguenze della radiazioni: neoplasie, alterazioni genetiche, etc. Aspettiamo che ci dicano finalmente di cosa è morta Imane. Ma si è già perso molto tempo. Forse troppo. Perché?
  14. Egregio, intervengo in questa discussione aperta dall'odiatore fazioso e incivile del forum (con le consuete finalità dell'attacco personale e dell'insulto gratuito) per ringraziarti per l'intervento in mia difesa. Ma, già che ci sono, preciso che quelle che giravano 4 mesi fa non erano ipotesi bensì esiti di esami tossicologici citati, per esempio, da Repubblica. La quale Repubblica ancora ieri ricordava, e ribadiva "L'alta percentuale di metalli trovata nel sangue" della povera e coraggiosa Imane (decisa a testimoniare nel processo Ruby pur temendo per la propria vita), nonché la presenza di "radiazioni... rilevate in analisi sulle urine e sul sangue": https://milano.repubblica.it/cronaca/2019/07/12/news/imane_fadil_morte_autopsia_procura_milano_ruby_ter-231058204/?ref=search Ecco cosa scriveva testualmente REPUBBLICA il 15 marzo scorso quando fu resa pubblica la notizia della morte della ragazza, avvenuta ben due settimane prima: È morta per un "mix di sostanze radioattive" Imane Fadil, la modella testimone chiave nel processo Ruby ter, sulle cosiddette cene eleganti ad Arcore, deceduta lo scorso primo marzo. È quanto è emerso dagli esiti degli esami tossicologici disposti lo scorso 26 febbraio dai medici dell'Humanitas di Rozzano ed eseguiti presso un centro specializzato di Pavia. https://milano.repubblica.it/cronaca/2019/03/15/news/imane_fadil_ruby_ter_silvio_berlusconi_morta-221646092/?ref=search A questo punto io e te, egregio Ahaha, siamo in attesa di un post indignato dove il cazzaro pisano invochi gli arresti del direttore di Repubblica e/o degli specialisti del centro tossicologico di Pavia. Al contrario, mere ipotesi, illazioni o indiscrezioni, sono proprio quelle in base alle quali il cazzaro pisano invoca l'arresto del sottoscritto. Infatti, gli esiti dell'autopsia sul corpo di Imane, eseguita il 26 marzo, non sono stati ancora depositati. Repubblica (vedasi il primo articolo allegato) ci informa che fino a pochi giorni fa i medici legali erano ancora al lavoro per chiarire "punti controversi". Ma ricapitoliamo. Imane comincia a stare male ai primi di gennaio dopo una cena. Peggiora gradualmente e si ricovera il 29 gennaio. Nonostante le cure generiche continua a peggiorare. In due mesi i medici non riescono a individuare nessuna causa della patologia, ci sono solo gli esiti degli esami citati sopra: metalli pesanti nel sangue, radioattività nel sangue e nelle urine. Imane muore il primo marzo, aveva solo 34 anni, fino a tre mesi prima godeva di una salute di ferro. Aveva detto al suo avvocato che temeva di essere avvelenata. Il procuratore di Milano Greco - cito sempre Repubblica - parla di "anomalie nella cartella clinica". Si attendono ben due settimane per pubblicare la notizia del decesso. Perché? Si attendono altri 11 giorni per eseguire l'autopsia. Perché? Viene eseguita un mese dopo gli esami di Pavia che avevano rilevato radioattività nel sangue e nelle urine e quasi un mese dopo il decesso. ANOMALIA COLOSSALE! Un breve richiamo di fisica nucleare. L'emivita dei radionuclidi, ovvero il tempo dopo il quale la metà degli isotopi radioattivi considerati decade in un nucleo stabile, è una grandezza fisica estremamente variabile. Per alcuni radionuclidi è molto maggiore dell'età attuale dell'Universo. Per il Piombo205 è 17 milioni di anni. Per il famigerato Stronzio90, quello che dopo Chernobyl finì sui lamponi e sulle foglie di lattuga, è 29 giorni.
  15. E l'ignorante, puntualmente, è intervenuto.