fosforo311

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  1. Colgo l'occasione per un aggiornamento. Dopo quello del 14 gennaio (il primo in quasi 8 mesi), oggi si registra un nuovo decesso in Cina. Dove si muore con il contagocce ma si muore. La seconda ondata è arrivata anche lì.
  2. CORREZIONE. Scrivendo tra sonno e veglia si commettono errori grossolani. Confondendo due colonne adiacenti del tabellone Worldometer avevo scritto che ieri a Gibilterra erano stati eseguiti quasi 20mila test. In realtà sono stati 662, che comunque, in rapporto alla popolazione, corrispondono a quasi 1,2 milioni di test in 24 ore in Italia.
  3. Ieri il computo di Worldometer ha raggiunto i 100 milioni di casi positivi nel mondo dall'inizio della pandemia. Sono l'1,3% della popolazione mondiale, oltre 2 milioni di loro non ce l'hanno fatta. Naturalmente i test non riescono a tenere il passo del contagio cosicché i contagi e i decessi reali sono sottostimati. In particolare i primi visto che ai primi di ottobre, quando la seconda ondata era appena agli inizi, l'OMS ipotizzava che un 10% dell'umanità fosse già venuto in contatto col virus. Ma nel tabellone statistico di ieri c'è un altro dato che ha attirato la mia attenzione. Si direbbe poco significativo, una mera curiosità statistica, e invece è molto interessante e ahinoi anche preoccupante. Gibilterra ha strappato a San Marino il triste primato mondiale nel tasso di mortalità (rapporto decessi/popolazione): 1,930 per mille contro 1,913. La cosa curiosa è che Gibilterra e San Marino hanno lo stesso numero di decessi, 65, e quasi la stessa popolazione (poco meno di 34mila residenti) ma la colonia britannica ha qualche centinaio di abitanti in meno quindi il tasso di mortalità è maggiore. Per inciso nei primi 13 della classifica ci sono altri due staterelli: il Liechtenstein e Andorra. Non credo che la cosa sia casuale: le piccole comunità hanno grosse difficoltà nell'affrontare la pandemia. Tuttavia Gibilterra, che è da 3 secoli sotto la sovranità britannica, non sembra a corto di mezzi. Infatti detiene un secondo primato mondiale, questa volta lusinghiero: il maggior numero di test effettuati in rapporto alla popolazione: quasi 4500 per mille abitanti, mentre noi siamo a poco più di 500. Pensate che ieri a Gibilterra hanno fatto quasi 20mila test (per lo più tamponi antigenici rapidi), che in rapporto alla popolazione è come se noi ne facessimo 35 milioni in 24 ore! Ovviamente molti gibilterrini avranno fatto il test più di una volta ma è plausibile che l'intera popolazione sia stata testata almeno una volta. E una comunità interamente testata, per quanto piccola (come il paesino di Vo Euganeo o la nave da crociera Diamond Princess), è un campione statistico molto utile per la stima di importanti parametri epidemiologici, in primis il tasso di letalità effettivo o IFR (decessi effettivi/casi effettivi di infezione). Infatti, con un testing così spinto è plausibile che il tasso di letalità osservato o CFR (decessi/casi positivi registrati) sia una stima di IFR meno rozza che nei casi di popolazione non testata a tappeto. Un'altra peculiarità di Gibilterra è che i suoi 65 decessi sono avvenuti tutti nel corso della seconda ondata. Il primo decesso risale infatti all'11 novembre. A questo punto, se ipotizziamo che la seconda ondata sia partita il primo settembre, dividendo i decessi (65) per il totale dei casi positivi dal primo settembre (3704) otteniamo una letalità osservata (CFR) nella seconda ondata pari all'1,75%. Se consideriamo questo valore come una stima di IFR, avremo un errore per eccesso dovuto al fatto che perfino a Gibilterra qualche infetto sfugge ai test (per evitarlo bisognerebbe testare tutti e tutti giorni) e un errore per difetto perché i contagi precedono i decessi e qualche attuale positivo potrebbe morire nei prossimi giorni o settimane (Gibilterra ha 89 ricoverati in terapia intensiva contro gli 11 di San Marino). Ipotizzando una grossolana compensazione tra i due errori avremo una stima di IFR nella seconda ondata pari all'1,75%. Una letalità effettiva ben maggiore di quella della prima ondata (stimata dall'OMS tra lo 0,5 e l'1%). Se questa stima grossolana fosse corretta ci sarebbe dunque ragione di preoccuparsi. Vorrebbe dire che le nuove varianti del virus non sono solo più contagiose ma anche più letali.
  4. Davvero vergognoso. Ma questa gente la vergogna e il pudore non sa neppure cosa siano. Ho visto i sondaggi di oggi, gli svergognati sono addirittura in risalita. Ringraziano l'altro svergognato, il traditore di Conte e della maggioranza.
  5. voltagabbana

    Quella che rasenta il ridicolo è la concezione, tua e di Saurino pane e vino, di una Corte Costituzionale infallibile. Nei miei post ho spiegato perché un passaggio di una sentenza del 1961, ripreso in una sentenza del 2014, è una contraddizione logica, dunque una colossale castroneria. Dato che siamo nel 2021 e non nel Medioevo, se tu sei in grado di provare razionalmente il contrario, non ti resta che mettere in moto il cervello invece che appellarti al medioevale principio di autorità. O forse anche tu, come Saurino, usi la testa solo per separare le orecchie? La Corte Costituzionale è fallibilissima. Quando nel 2011 bocciò il referendum per l'abrogazione del Porcellum (legge elettorale che il suo stesso autore, il leghista Calderoli, definiva "una porcata"), referendum sostenuto da 1,2 milioni di firme tra le quali quelle di eminenti giuristi, il prof. Franco Cordero scrisse un articolo durissimo contro quella sentenza. Non riesco a ritrovarlo ma in sostanza l'insigne giurista scrisse, usando termini un po' meno espliciti, che la Corte aveva preso una serie incredibile di abbagli. Per la cronaca, meno di due anni dopo, la stessa Corte Costituzionale sentenziò ciò che tutti già sapevano ovvero che il Porcellum era una legge incostituzionale. Per l'esattezza doppiamente incostituzionale. Ma nel frattempo quella leggiaccia era stata usata nel febbraio 2013 per eleggere il nuovo parlamento. Quel parlamento che tenne in piedi per 5 anni la più svergognata e fallimentare legislatura della storia repubblicana. La legislatura di Renzi e delle sue riformacce invereconde. Quel parlamento eletto in barba ai principi fondamentali della Costituzione (principio di sovranità del popolo, principio di uguaglianza dei cittadini, principio di rappresentanza democratica) pretese addirittura di manomettere 47 articoli della Costituzione in seguito a uno scellerato patto tra Renzi e il condannato Berlusconi. Una sentenza sciagurata che grida ancora vendetta! Ora siamo in piena pandemia, ma siamo anche in crisi di governo a causa dei capricci e dell'irresponsabilità di Renzi. Di quell'erroraccio giuridico terribile, madornale, colossale della Consulta, bollato a suo tempo dal prof. Cordero e da altri (incluso l'umile sottoscritto), l'Italia paga ancora oggi, e a caro prezzo, le conseguenze.
  6. voltagabbana

    Scusa Etrusco, ma da quando in qua perseguire l'interesse personale è reato? I parlamentari che temono le elezioni anticipate perché rischiano di non essere rieletti, e forse nemmeno ricandidati, a un parlamento finalmente ridimensionato a numeri ragionevoli, hanno tutto il diritto di adoperarsi a tenere in piedi la legislatura. Purché lo facciano entro i binari della legalità. Secondo la Costituzione una legislatura dura 5 anni: le elezioni anticipate sono un vizietto italiano e un'anomalia sconosciuta (o quasi) alla maggior parte delle democrazie. Quei parlamentari hanno anche il diritto di pensare che chi verrà dopo di loro sarà peggiore di loro, cosa che in effetti nessuno può escludere. Hai mai sentito parlare del cosiddetto principio di libertà (o di legalità)? Tutto ciò che non è vietato è permesso. Sembra una banalità, ma è uno dei fondamenti dello Stato di diritto e dell'ordinamento giuridico, anche quando (come nel nostro) non viene espressamente sancito.
  7. Si conferma che gli italiani seri e onesti sono costretti a vergognarsi ogni giorno del paese in cui un destino cinico e baro li fece nascere. È appena ovvio che qualora il delinquente, pregiudicato e puttaniere, diventasse presidente della Repubblica, egli non sarebbe il presidente degli italiani seri e onesti ma solo degli escrementi personificati che lo avranno eletto e dei loro elettori che non se ne vergogneranno. Nonché dei delinquenti come lui. È appena ovvio che io continuerò a dargli del pregiudicato, del delinquente e del puttaniere, anche quando ricoprisse la più alta carica dello Stato. Ed è appena ovvio che egli non potrebbe che ricoprirla a eterno scorno della nazione e di tutti i suoi nativi, residenti e migranti, presenti, passati e futuri.
  8. voltagabbana

    Hai fatto un paragone assurdo, egregio Etrusco. Finché non sarà introdotto nella Costituzione il vincolo di mandato sarà perfettamente lecito, per quanto discutibile, provare a rafforzare una maggioranza proponendo a dei parlamentari esterni idee e programmi sui quali convergere. Rientra nella logica di un sistema proporzionale o quasi quale quello in vigore (benché un 36% dei parlamentari sia stato eletto nell'uninominale). È assai più discutibile farlo, come in passato è stato fatto, in un sistema maggioritario dove gli schieramenti dovrebbero essere determinati prima dell'elezioni in modo che l'elettore si regoli di conseguenza. Ma qui il punto cruciale che ti sfugge è un altro. In passato c'è stata letterale compravendita di parlamentari. Questa è corruzione e attentato alla democrazia. In certi paesi è prevista la pena di morte, nel paese di Pulcinella è finita a tarallucci e vino (leggasi prescrizione). Mentre ora non risulta che il presidente del Consiglio, o chi per lui, abbia offerto soldi o promesse di ricandidatura in collegi sicuri. Anche volendo, Conte non potrebbe farlo, non avendo un partito suo. Se poi arrivassero una dozzina di "volenterosi" in maggioranza, è naturale che avrebbero diritto a un sottosegretario o magari a un ministero di non primaria importanza. Teniamo anche conto del frangente che attraversa il paese. Io sarei d'accordo per le elezioni anticipate. Ma per il paese avrebbero un prezzo e sarebbero un rischio. Prudenza e realismo non vanno biasimati, tutt'altro.
  9. voltagabbana

    Saurino non si capacita. Nessuna meraviglia. Come tutti gli ignoranti che non sanno pensare con la propria testa si affida regolarmente e supinamente agli scritti altrui. Quella sentenza scritta dalla Corte Costituzionale (e non dal Padreterno) è chiarissima e contiene un chiarissimo errore logico, una plateale contraddizione che ho già spiegato più volte e sulla quale non ritornerò più. L'avrebbe capito anche un alunno di seconda media, ma non chi, come il nostro patetico Saurino, tene 'a capa pe' spartere 'e rrecchie. Del tutto inutile provare a sfidare il decerebrato a provare la coerenza logica e semantica di quel passaggio che francamente non fa onore a chi lo scrisse e all'istituzione che se ne assume la paternità.
  10. voltagabbana

    Benissimo, d/b, questo dizionario passiamolo subito al ragliante Sauro24ore che continua essere tragicomicamente convinto che il voto dei cittadini può essere eguale e nel contempo reso diseguale da un sistema elettorale da cui dipende esclusivamente il risultato delle elezioni. Con tanti saluti alla democrazia rappresentativa e al popolo sovrano, all'art.48 della Costituzione, alla lingua italiana del sommo Dante e alla logica del sommo Aristotele. Purtroppo temo che lo ZINGARELLI (quello originale) servirà a poco. Nella vita ne ho conosciuti di asini, ma uno così testardo, ti giuro, mai!
  11. Ti sbagli di grosso, Pignonista. Un algoritmo si limita a elaborare i dati. Se l'algoritmo dell'Istituto Superiore di Sanità è sbagliato, i risultati sono sempre sbagliati, per tutti; se i dati forniti dalla Regione Lombardia sono sbagliati (o non aggiornati), sono sbagliati i risultati relativi alla Lombardia. Quindi sarà eventualmente la Regione Lombardia a pagare i danni ai commercianti. E mi auguro che li paghino di tasca loro, fino all'ultimo centesimo, il signor Fontana e la signora Moratti. Qui puoi leggere la mail con cui la Regione comunicava TARDIVAMENTE l'aggiornamento dei dati: https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/01/25/lemail-che-sbugiarda-fontanamoratti/6076890/ https://www.repubblica.it/cronaca/2021/01/24/news/zona_rossa_per_errore_e_caccia_al_colpevole_le_mail_della_lombardia_i_dati_sono_cambiati_adesso_ricalcolate_l_rt_-284068784/
  12. voltagabbana

    Fattene una ragione, patetico Saurino: la Corte Costituzionale in quella sentenza e in quel passaggio contorto ha violato PLATEALMENTE le leggi della logica, in particolare il principio di non contraddizione, cioè il firmissimum omnium principiorum. I voti dei cittadini non possono "contribuire con pari efficacia alla formazione degli organi elettivi" se nel contempo il risultato elettorale non dipende da questi voti ma "esclusivamente dal sistema (elettorale)". L'estensore di quella sentenza ha scritto una castroneria colossale che fa rivoltare nella tomba prima il sommo Aristotele e poi i padri costituenti. E tu, allergico e negato alla logica, ti sei bovinamente accodato. Ficcatelo una volta per tutte nella zucca vuota: i sistemi elettorali maggioritari sono, a stretto rigore, incompatibili con LA LETTERA dell'articolo 48 della Costituzione. E nessuna sentenza della Corte, nessuna contorsione semantica o ermeneutica può sovvertire la logica. PUNTO.
  13. Davanti allo squallore politico e umano di simili personaggetti ritengo superfluo ogni commento: https://infosannio.com/2021/01/24/inciucione-per-fare-il-mazzo-a-conte-i-due-matteo-in-love/
  14. voltagabbana

    Gentile Mariella, non avevo dubbi sul fatto che sei una forumista che pensa e scrive con la propria testa. Però me lo fai nascere, un piccolo dubbio, se assimili la mascherina a un bavaglio. Non lo è affatto. Questo lo dicono per lo più le persone ignoranti o superficiali. E io penso che tu non lo sia. Un bavaglio è un freno perentorio alla nostra libertà di espressione, al nostro diritto di manifestare il nostro pensiero, il nostro dissenso rispetto alle opinioni dominanti. La mascherina è solo un dispositivo profilattico che aiuta, non solo e non tanto noi singoli ma la collettività, ad arginare la diffusione di un virus subdolo (asintomatici) e potenzialmente letale (specie per gli anziani e i malati cronici, ma non solo). Anthony Fauci, che non era solo il consigliere (inascoltato) di Trump ma è uno dei 4 o 5 virologi più esperti e più autorevoli al mondo, dice che il 50% dei contagi viene trasmesso dagli asintomatici e che in un paese come gli USA la differenza tra un uso massiccio e obbligatorio delle mascherine e uno occasionale o discrezionale sono centinaia di migliaia di morti (o di vite salvate se preferisci). Questo è un asserto scientifico, chiaro e incontestabile. Esistono studi statistici e simulazioni computerizzate. Ed esistono i dati oggettivi dei paesi dell'estremo oriente: Cina, Taiwan, Giappone, Corea del Sud, Singapore, Vietnam, Thailandia, etc., dove la popolazione - vuoi perché allenata da precedenti epidemie o dall'inquinamento atmosferico nelle città, vuoi per le direttive perentorie di governi in qualche caso (ma non sempre) autoritari - era già abituata all'uso frequente delle mascherine e oggi le accetta senza troppi problemi. Ebbene, in tutti questi paesi il tasso di mortalità del Covid è tuttora inferiore o largamente inferiore a 52 decessi per milione di abitanti. Il più alto è quello del Giappone pari a 39. Per inciso il Giappone è un paese di anziani, è l'unico grande paese al mondo con un'età mediana della popolazione maggiore della nostra. Cosa sono questi 52 decessi per milione? Sono il tasso di mortalità degli incidenti stradali in Italia nel 2019. Tieni conto che quando non c'erano l'ABS e gli altri dispositivi elettronici questo tasso arrivava a 200. Ebbene, in Italia, dove tolleriamo poco la mascherina e le altre restrizioni, oggi il tasso di mortalità da Covid è oltre 1400 per milione, cioè oltre 27 volte la mortalità degli incidenti stradali in un anno e oltre 36 volte quella del Giappone per Covid. Ma noi non siamo ancora a un anno di epidemia: il primo morto in Italia risale al 21 febbraio. Inoltre i morti effettivi da Covid, in base ai dati ISTAT sull'eccesso di mortalità rispetto agli anni precedenti, sono molto probabilmente più di 100mila e non gli 85mila delle cifre uffi.ciali. Oltre ai dati scientifici c'è un altro punto cruciale della questione, a mio modesto avviso non meno importante. È un concetto di natura ETICA. Se questo dannato microbo fosse meno contagioso, non si trasmettesse per via aerea e non lasciasse in giro tanti portatori asintomatici e inconsapevoli, io ti darei ragione. In tal caso perché uno dovrebbe essere obbligato a proteggersi? L'unica motivazione potrebbe essere il costo delle cure sanitarie a carico della collettività. Per es. un ricoverato in terapia intensiva costa circa 1500 euro al giorno. Ma tutti sono liberi di fumare e di ingozzarsi di zuccheri, benché il cancro al polmone e il diabete abbiano costi sanitari e sociali ingenti. Il punto è che la mascherina protegge (relativamente) chi la indossa ma protegge soprattutto le altre persone (es. in ufficio, in un negozio, su un mezzo pubblico). Quindi non indossare la mascherina quando siamo tra la gente non è un gesto di libertà bensì di egoismo e/o di inciviltà. E il fatto che alcuni incivili non usano la mascherina e che molti non la usano correttamente (es. abbassata sotto il naso) non è un buon motivo per imitarli. La libertà non è mai un diritto assoluto ma sempre relativo. Il diritto di andare in giro a volto scoperto finisce nel momento in cui va a minacciare il diritto alla salute e la vita stessa degli altri. Come scrivevo già ai primi di marzo, questa pandemia è una malattia collettiva rispetto alla quale ciascuno di noi dovrebbe avere coscienza di essere come una cellula di un unico organismo di 7 miliardi e mezzo di cellule. Tutto è partito da un paziente zero, probabilmente cinese, forse contagiato da un pipistrello, che ha innescato una catena di contagi che ha ucciso finora oltre 2 milioni di nostri simili nel mondo. Da ciascuno di noi potrebbe diramarsi una catena analoga. E non usciremo dalla pandemia finché non ci sarà più un solo infetto sulla faccia della terra. Più ci comportiamo in modo armonioso, coeso e responsabile, tanto prima arriverà quel giorno e tanto meno tragici saranno i giorni che ci separano da esso. Questo dannato microbo ci separa, ci distanzia, addirittura ci snatura dato che siamo animali sociali. Ma nello stesso tempo ci ricorda che siamo tutti sulla stessa barca e che ci dobbiamo dare una mano gli uni con gli altri, con la profilassi sanitaria, con la solidarietà verso chi è in difficoltà, e magari anche con un sorriso via Zoom o via Sky.pe. Senza retorica, credo che il motto di D'Artagnan e dei suoi tre amici sia la nistra migliore arma contro il microbo, anche migliore del vaccino: Un pour tous, tous pour un! Saluti
  15. voltagabbana

    Come al solito ti sbagli di grosso, patetico Saurino, e qui si sbaglia di grosso anche la Corte (e non sarebbe la prima volta, a detta di autorevoli giuristi come il compianto Franco Cordero) a meno che i tuoi omissis non alterino il senso di quanto hai riportato. Se ciascun voto deve contribuire non solo "potenzialmente" (eguaglianza formale o in entrata) ma anche negli effetti ovvero "con pari efficacia" alla formazione degli organi elettivi (eguaglianza sostanziale o in uscita), allora il principio costituzionale dell'eguaglianza del voto, al contrario di quanto scrive la Corte, DEVE estendersi al "risultato concreto" della manifestazione di volontà dell'elettore. Altrimenti la "pari efficacia" del contributo alla formazione degli organi elettivi era solo una presa in giro. Ripeto, la conclusione della Corte (salvo eventuali omissis) è dal punto di vista semantico un palese NON SEQUITUR o meglio una pacchiana CONTRADDIZIONE dal punto di vista logico. Si conferma, come avevo scritto, che le argomentazioni a sostegno della legittimità costituzionale dei sistemi maggioritari e delle soglie di sbarramento sono deboli e soggettive. La cosa non sorprende e la Corte non va biasimata troppo per queste imbarazzanti arrampicate sugli specchi. È oggettivamente difficile tenere insieme l'articolo 48 e un elettorato multipolare e frammentato come quello italiano con sistemi diversi dal proporzionale puro. Il male minore sarebbe a mio avviso un uninominale a doppio turno alla francese. Il bonus di maggioranza trasforma una minoranza di voti in una maggioranza di seggi. Nel bocciare il bonus del Porcellum e quello dell'Italicum la Corte evidenziò l'assenza di una soglia minima sul risultato effettivo della coalizione o della lista premiata. Ma non precisò (ovviamente) quanto dovrebbe valere questa soglia per essere considerata conforme alla Costituzione. Una soglia del 20% non avrebbe alcun senso, perché diverse coalizioni o liste potrebbero superarla di poco e sarebbe assurdo consegnare la maggioranza assoluta a una di esse. Una soglia del 40% potrebbe non essere superata da nessuno, ma anche da due coalizioni o liste. Per es. una con il 40,02% e l'altra con il 40,01%. La prima si prenderà la maggioranza assoluta dei seggi, l'altra le briciole. Nessuna delle due è maggioranza assoluta nel paese. In una Camera di 400 membri con bonus al 55% la prima coalizione ottiene 220 seggi, l'altra 120. La distorsione o diseguaglianza del voto in uscita supera l'83%. Accettabile? Abnorme? Boh, ma io propenderei per la seconda. La legge elettorale del '53 prevedeva una soglia del 50%, ossia si limitava a consolidare nell'Aula una maggioranza esistente nel Paese. Eppure la chiamarono "legge truffa". Quella era un'Italia più seria. Per non parlare delle soglie di sbarramento. Con quale criterio (del cavolo) la Corte potrebbe stabilire, per esempio, che una soglia al 3% (quella del Rosatellum per la quota proporzionale) è legittima e una al 6% no? Chi può escludere, almeno qui in Italia, che mezza dozzina di liste prendano più del 2% ma meno del 3%? Nessuno. Con l'affluenza delle ultime elezioni politiche sarebbero tra 4 e 6 milioni di elettori completamente esclusi dalla rappresentanza parlamentare. Peso dei loro voti in uscita pari a zero. Che democrazia del cavolo sarebbe questa? Strano, e anche comico, infine, che Saurino pane e vino, per corroborare le sue banalità e le sue idiozie, tiri in ballo perfino "voci" di corridoio che descriverebbero un Mattarella ansioso di portarci al voto nazionale in piena pandemia (??!!). Quando lo stesso ineffabile Saurino pretende invece le prove, ovvero nulla di meno di un "serio studio econometrico" (sic!) per convincersi che la recente impennata dello spread sia dovuta ai timori di crisi politica al buio innescati in piena crisi economica e sanitaria dai capricci (e dal tradimento) del bulletto irresponsabile di Rignano. Roba da matti! Ho scritto che le persone banali sono anche noiose. Ma ogni regola ha le sue eccezioni: Saurino riesce anche a essere divertente.

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