fosforo311

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  1. Con Roberto Saviano mi è capitato di dissentire, specie per i suoi giudizi (o pregiudizi) sul M5s, ma resta un'intellettuale di statura mondiale e una persona seria e onesta. Lui non ha mai detto che sarebbe espatriato in caso di vittoria dei post fascisti. Il suo pensiero è stato alterato: https://notizie.virgilio.it/saviano-lancia-l-allarme-dopo-la-vittoria-di-giorgia-meloni-la-risposta-a-chi-lo-invita-a-lasciare-l-italia-1543073 Scrittori e intellettuali come Saviano, uno che vende milioni di copie all'estero e che firma articoli per i più prestigiosi giornali e riviste del pianeta, dovremmo rispettarlo, ammirarlo e tenercelo stretto. Tutti, ma in particolare i sedicenti patrioti e sovranisti. A proposito di Roberto, oggi è lunedì e stasera, invece di guardarmi uno stucchevole dibattito sulle elezioni non mi perdererò la puntata o meglio le consuete due puntate su Canale 8 di Gomorra. Non avendo Sky, mi ero perso questa fortunata serie tv (in realtà sono 5 serie, su Canale 8 siamo alla replica della terza). Pensavo che fosse una fiction sopravvalutata come tante. E invece mi sono accorto che è un capolavoro assoluto. Francamente erano decenni che non mi appassionavo così a un prodotto televisivo. Certo le scene sono un po' crude, ma il cinismo dei criminali organizzati e l'attrazione che questi esercitano sul sottoproletariato urbano senza lavoro e con tanta rabbia in corpo, i diseredati che tengono arraggia e famma, è descritto con magistrale realismo. Un accostamento tra Saviano e Hugo può sembrare eccessivo ma alcune scene di Gomorra mi fanno pensare ai bassifondi di Parigi e alla malvagità dei poveri disperati alla Thènardier nelle pagine più tenebrose de I miserabili. Come magistrale è l'interpretazione degli attori protagonisti, molti dei quali erano semisconosciuti, e anche dei figli del popolo prelevati direttamente dalle strade e dai vicoli di Napoli. Nessuna meraviglia che Gomorra abbia ottenuto un successo travolgente negli USA, dove il genere è molto apprezzato e ha grandi maestri. Su YouTube sono più i video in inglese che quelli in italiano. Ma parliamo sempre di sottotitoli: la lingua di Gomorra è il napoletano. https://youtu.be/v2slFKOTnCk
  2. Ancora questa BUFALA del gas nell'Adriatico pompato a tutto spiano dalla Croazia. Eppure l'avrò già smontata una mezza dozzina di volte. Repetita iuvant. Secondo gli ultimi dati disponibili dell'Agenzia Croata per gli Idrocarburi (2020) la Croazia dispone nell'Adriatico settentrionale di riserve per 1.300 miliardi di piedi cubi di gas. Essendo un piede pari a 30,48 cm, un m³ contiene 1/(0,3048)³=35,315 piedi cubi. Quindi le riserve croate in Adriatico ammontano a circa 36,8 miliardi di m³, pari a meno di 6 mesi del nostro fabbisogno nazionale (76,1 miliardi di m³ nel 2021). Da queste riserve la Croazia ha estratto nel 2020 1,2 miliardi di m³, che coprirebbero il fabbisogno italiano per meno di 6 giorni! https://www.azu.hr/en/exploration-and-production/hydrocarbon-prospectivity/ Nella stessa pagina leggiamo che nella parte italiana dell'Adriatico furono scoperti (notare il verbo al passato) giacimenti di gas per circa 23.000 miliardi di piedi cubi, ovvero per circa 650 miliardi di m³. Questo dato viene attribuito al MISE. Ma queste non sono certo riserve attuali. Probabilmente ci si riferisce alle riserve in gran parte già sfruttate per vari decenni e oggi quasi esaurite. Infatti i dati ministeriali sulle riserve attuali (2021) sono questi: https://unmig.mise.gov.it/index.php/it/dati/ricerca-e-coltivazione-di-idrocarburi/riserve-nazionali-di-idrocarburi dove l'Adriatico comprende le zone di estrazione e ricerca A e B e parte delle zone D e F. Come si vede, le cifre sono molto più basse, anche aggiungendo alle riserve accertate quelle probabili e quelle possibili. Le riserve accertate includono anche quelle rimanenti in pozzi ormai abbandonati che sarebbe antieconomico riaprire. Mentre lo sfruttamento delle eventuali riserve probabili e di quelle possibili richiede lunghi anni per la ricerca e, ammesso che le si trovino, per la realizzazione delle piattaforme marine e dei gasdotti di collegamento. Alle zone suddette va aggiunta una zona vietata, più piccola e grosso modo coincidente col golfo di Venezia, dove una legge dello Stato vieta le ricerche e l'estrazione di idrocarburi per il rischio subsidenza. Secondo una stima di Nomisma Energia riportata dal Corriere le riserve ammonterebbero a meno di 40 miliardi di m³, ovvero poco più delle modeste riserve croate. Ovviamente si tratta di riserve probabili o possibili, tutte da dimostrare. E noi per questa ipotetica e relativamente modesta quantità di gas, che potremmo iniziare a estrarre, forse, tra una decina d'anni, e che oggi coprirebbe poco più di 6 mesi di fabbisogno, vorremmo rischiare lo sprofondamento di Venezia? Dispensare pensioni di invalidità in cambio di voti era (ed è) un grave reato. Il Rdc è una misura di solidarietà e di civiltà esistente in tutti i paesi dell'UE e che l'Italia ha introdotto precedendo, se non erro, solo la Grecia. Vogliono abolirla per far pagare meno tasse ai ricchi e per retrocederci alle spalle della Grecia? Facciano pure. Penso che di retrocessioni ne vedremo diverse nella legislatura che sta per iniziare.
  3. Fare silenzio lo dici a tua sorella.
  4. Bravo. Quindi Conte, dopo le 7 piaghe d'Egitto, è colpevole pure del governo Meloni. Roba da matti! O da furbi scaricabarile. È la tesi ribadita poco fa da Enrico Letta il quale, invece di incolpare sé stesso e la fantomatica agenda Draghi da lui eletta a programma elettorale scritto sull'acqua, dice che se Conte non avesse fatto cadere Draghi non ci sarebbe un governo Meloni. Questa non è una banalità, è una fesseria. Prima di tutto Draghi si è dimesso senza essere sfiduciato, quindi poteva tranquillamente mettere da parte il proprio ego e completare umilmente il mandato visto che lui non è un premier politico ma tecnico e viste le varie emergenze in corso. Ma in ogni caso, anche se Conte avesse abbassato la testa sull'inceneritore e davanti all'arroganza dell'ex banchiere, che cosa sarebbe successo dopo altri 6 mesi di questo governaccio? Semplice: la Meloni avrebbe continuato a crescere nel consenso. Alle elezioni del 2018 FdI era al 4,35%, alla fine del Conte2 i sondaggi la davano al 16,1%, oggi è al 26,03%. Dunque l'opposizione della Meloni in 32 mesi di governi Conte (con una crisi di governo e una terribile crisi pandemica ed economica in mezzo) guadagnò meno di 12 punti (alla media di 0,36 punti al mese) mentre ne guadagnò 10 nei 19 mesi di governo Draghi (alla media di 0,52 punti al mese). Di questo passo a marzo 2023 la post fascista della Garbatella sarebbe salita al 29%. Il governo delle destre che purtroppo ci attende è l'abbastanza ovvia eredità di Draghi e della sua accozzaglia. Le colpe del M5s vanno attribuite soprattutto a Grillo e Di Maio, che fecero l'alleanza con Salvini e poi misero in fuga buona parte degli elettori superstiti appoggiando Draghi e Cingolani (comicamente presentati alla base dal comico come due "grillini"). Ovviamente sono gravissime e specifiche anche le colpe di Renzi nell'ascesa di Meloni al governo. Il Rosatellum lo scrisse lui (dettandolo al suo fedelissimo Rosato) e lo fece approvare a colpi di fiducia tramite il governo del suo prestanome Gentiloni. Lo scopo era tagliare fuori i 5 stelle che non si coalizzano, ma poi si rivelò un boomerang. La legge elettorale che serve per eleggere il parlamento era sempre stata il frutto dei lavori del parlamento e dell'apposita commissione. Le scriveva e le imponeva con la fiducia solo il governo Mussolini (legge Acerbo, 1923). Ebbene, oggi possiamo dire che la post fascista Meloni avrà la maggioranza assoluta in ambedue le Camere solo grazie alla leggiaccia elettorale voluta e imposta da Renzi con metodo fascistoide. Il quale Renzi con la sua scissione dal Pd fece un ulteriore favore alla destra, così come alleandosi con Calenda (per non sparire) convincendolo a uscire dalla coalizione col Pd. Senza quella scissione oggi avremmo probabilmente ancora in carica il Conte2, che avrebbe potuto lavorare bene, con il Pd di Zingaretti che sarebbe messo molto meglio del Pd di Letta e avrebbe almeno un'identità riconoscibile dal popolo della sinistra.
  5. Delusione e tristezza, nell'ordine, compongono stamane il mio stato d'animo. Delusione soprattutto per il risultato del M5s, poco sopra il 15%, che i più giudicano positivo visto che a luglio erano dati intorno al 10. Ma io mi aspettavo almeno un 20% che, unito a una migliore tenuta del Pd nelle ex regioni rosse e nelle grandi città, e a un'affermazione finalmente tangibile della sinistra ambientalista (se non ora quando?), poteva oggi tradursi in una "non vittoria" della destraccia post fascista. Purtroppo Conte, lodevole e stoico nella sua splendida campagna condotta alla vecchia maniera in centinaia di piazze d'Italia, non ha avuto abbastanza tempo per rimediare agli erroracci di Grillo e Di Maio. È stato anche sfortunato perché, per esempio, in provincia di Napoli, dove il Movimento è sopra il 41% e prende tutti i collegi uninominali, l'affluenza è stata bassissima (addirittura sotto il 50% nel capoluogo). Ma questa volta non solo per l'apatia dei cittadini: c'è stato anche un nubifragio durato quasi tutta la giornata con l'allerta arancione della Protezione civile che equivale a una raccomandazione a non uscire di casa. Un tempaccio in quasi tutto il Sud, dove il calo dell'affluenza è stato ben più marcato che altrove. Secondo una mia valutazione molto grossolana, se questo calo fosse stato invece proporzionato a quello del resto d'Italia, il M5s avrebbe potuto incrementare di quasi 2 punti il suo risultato nel proporzionale nazionale. E se il garante (dei miei stivali) Grillo non avesse messo il veto al nome di Conte nel simbolo sulla scheda, come ce l'aveva Meloni, secondo me potevano arrivare altri 2 o 3 punti come minimo, visto che l'avvocato, specie al Centronord, è assai più apprezzato del Movimento: nell'ultimo sondaggio Demos del 9 settembre il suo gradimento era al 43% contro il 41% della Meloni. Superfluo aggiungere che Conte ha avuto quasi tutti i media contro ed è stato certamente lui, e non la post fascista Meloni, il più penalizzato sotto questo aspetto. Pensate che Repubblica, ex giornalone di sinistra oggi agnellizzato, l'ultimo giorno di campagna elettorale uscì con un'articolessa di due pagine firmata da ben 9 pennivendoli (!) e mirata a denigrare l'avvocato e a fermarne la rimonta. Che schifo! Lo dico convintamente: per me oggi Repubblica è meno di carta da cesso! Premesso ciò, è chiaro che un Movimento che in 4 anni e mezzo dimezza i suoi voti deve prendersela soprattutto con sé stesso. L'erroraccio iniziale, come scrissi a suo tempo, fu l'alleanza con Salvini. Bisognava mantenere la promessa elettorale e non accettare alleanze ma solo appoggi esterni. A costo di andare alle elezioni anticipate in agosto minacciate da Mattarella. L'erroraccio finale l'appoggio al governo Draghi. Per Conte fu come mettersi una bomba a mano nelle mutande, direbbe Franco Bechis. Il ravvedimento c'è stato, purtroppo tardivo. In ogni caso Giuseppe Conte, novellino della politica, ha dimostrato sul campo di essere un grande premier e uno statista (cosa faremmo oggi senza i 209 miliardi che andò a conquistare in Europa?) e un leader capace di parlare al cuore della gente. Sono certo che si dimostrerà anche un fiero oppositore. La vera remuntada del Movimento inizierà in parlamento, il giorno dell'insediamento della post fascista. Poco da dire sugli altri. Enrico Letta è negato per la politica, ed è un galantuomo, quindi deve dimettersi subito. Ma è chiaro che se i post fascisti vincono in Emilia e in Toscana, le colpe vanno divise con tutta l'infelice storia del Pd. Del duo tragicomico Renzi-Calenda ho parlato brevemente in altra discussione. Nota positiva la scoppola di Salvini, il cui tramonto iniziò col Papeete e con le legnate che gli rifilò in aula Conte sul groppone dopo il tradimento. Avere distrutto, en passant, la carriera di due politucoli come Salvini e Di Maio è un altro piccolo merito che gli italiani seri devono riconoscere al loro Avvocato. Giorgia Meloni è la fonte di tutta la mia tristezza. Desidero da sempre una donna premier, ho sempre sognato un parlamento di soli uomini e un governo di sole donne (chi è negato per governare una casa secondo me è negato, a maggior ragione, anche per governare un paese), ma la Meloni proprio no. Specie in questo difficile momento storico è uno scherzare col fuoco. E i suoi alleati proprio no. E il suo retroterra politico-culturale men che meno. Gli italiani l'hanno scelta per pigrizia, per effetto gregge, ma soprattutto per la loro innata inclinazione al disimpegno e all'affidarsi all'uomo del balcone. In questo caso è la donna del balcone. Poiché c'è una giustizia nella storia, gli italiani saranno puniti, anche se come al solito in modo non equo. Con Andrea Scanzi non posso che augurare loro: BUONA CATASTROFE https://infosannio.com/2022/09/26/andrea-scanzi-buona-catastrofe/
  6. Ottimo lascito del governaccio Draghi: l'estrema destra post fascista si prende il governo, mentre il disamore per la politica e l'astensione raggiungono i livelli più alti di sempre. Fossi al posto dell'ex banchiere, oggi mi sparerei o me ne scapperei in Papuasia. Che erroraccio quello dei grillini di sostenere il governaccio dei peggiori: in due mesi di opposizione sono risaliti dal 10 al 15%. Tecnici dei miei stivali, incapaci perfino di scrivere una norma per tassare gli extraprofitti. Dilettanti stomachevoli, raccomandati e celebrati da un sistema marcio e demeritocratico, facce di bronzo tra le più perniciose che abbiano mai messo piede nelle istituzioni. Durante la "maratona Mentana" più triste e soporifera di sempre si è acceso un lampo solo con la battuta di Franco Bechis, giornalista di centrodestra, ma giornalista serio. Una battuta che ha messo in imbarazzo il conduttore: "I partiti che hanno puntato sull'Agenda Draghi è come se si fossero infilati una bomba a mano nelle mutande".
  7. Calenda è un bambinone viziato, ma perfino più incompetente che vanaglorioso: credeva di superare il 10% parlando di nucleare e rigassificatori e trattando tutti gli altri come dei dilettanti. Invece il dilettante della politica è lui e sarebbe rimasto ben sotto il 5% se i media e i poteri forti non lo avessero pompato all'inverosimile. Con lo stesso spazio mediatico un de Magistris avrebbe ampiamente superato lo sbarramento. Il suo compare invece ha tenuto un profilo basso, bassissimo per i suoi standard di televenditore, limitandosi sostanzialmente a criticare Letta e a insultare Conte e i 5stelle. Ovvero a fare il gioco per la destra. Ormai perfino il piccolo (ex) egoarca toscano ha capito, e si è fatto una ragione, che a ogni apparizione televisiva mette in fuga i telespettatori.
  8. https://youtu.be/ILgrVNpTHNc
  9. Ma che voto di scambio, qui si tratta di salvare l'Italia! Il voto di scambio sono la flat tax e le promesse da tappetaro del vecchio piazzista Berlusconi.
  10. Giornataccia. Qui a Napoli e credo in tutta la Campania piove a dirotto da stamattina presto, senza interruzioni. E non accenna a smettere. Allagamenti in molti punti della città, diversi seggi elettorali sono oggettivamente problematici da raggiungere, sia a piedi che in auto. Assolutamente tagliati fuori gli anziani privi di un accompagnatore. Vorrei proprio sapere chi è il KOGLIONE che ha stabilito di concentrare il voto in un'unica giornata. L'affluenza alle ore 12 in Campania è 4 punti e mezzo sotto quella, già bassa, del 2018. A Napoli città siamo 5 punti e mezzo sotto. Mia moglie è andata a votare con gli stivaletti di gomma, che qui sono una rarità, poi li a prestati a una vicina, ovviamente fedelissima di Conte. Si spera in una tregua serale di Giove Pluvio, io come al solito sarò tra gli ultimi a votare. In ogni caso notizie non buone per chi spera in Giuseppa Conte e in una epica remuntada del M5s per arginare le destre. La Campania è la roccaforte del Movimento, che nel 2018 vinse a mani basse in tutti i collegi uninominali. Spero che l'exploit si ripeta ma una bassa affluenza potrebbe ridurre il peso della regione nel proporzionale nazionale. Ma crediamoci ancora: non consegniamo l'Italia ai fascioleghisti! w.napolitoday.it/cronaca/pioggia-napoli-ora-25-settembre.html
  11. Perché mi costringi a parlare di politica nel giorno del silenzio elettorale, Los? Ma parliamone pure, visto che si tratta di roba pregressa. Hai espresso un concetto giusto, ma in modo non preciso. Conte in effetti aprì la porta, ma la porta della crisi di governo, non della caduta di Draghi. Perché di crisi si trattò, in quanto Draghi rassegnò dimissioni non irrevocabili nelle mani di Mattarella, il quale ovviamente le respinse e rinviò il presidente del Consiglio alle Camere. In sostanza Mattarella gli disse: Mario, abbiamo già abbastanza guai, non farmi sciogliere le Camere in piena estate, datte nu pizzico 'ncoppa a panza e porta regolarmente a termine la legislatura, si tratta solo di pochi mesi in più ma te li fai con i pieni poteri. Bisogna anche ricordare che Draghi avrebbe potuto tenere serrata quella porta, ovvero blindare il governo, semplicemente stralciando dall'odg sottoposto a voto di fiducia il provvedimento sull'inceneritore di Roma. Impianto indigeribile per i grillini che bene o male avevano avviato con la Raggi un piano ecologico per lo smaltimento dei rifiuti senza inceneritori. Non per motivi ideologici, ma in accordo con le indicazioni della Commissione europea e dello stesso PNIEC italiano sulla riduzione del numero degli inceneritori in funzione degli obbiettivi di decarbonizzazione. Draghi si ripresentò in parlamento e avrebbe potuto nuovamente evitare il peggio aprendo per lo meno una discussione sui famosi 9 punti in cui un documento consegnatogli da Conte ben prima della crisi riassumeva il "disagio" dei 5stelle. Invece il premier liquidò con rapidità e arroganza le questioni sollevate dalla forza politica più votata nel 2018. A quel punto Lega e FI sentirono odore di elezioni anticipate e uscirono dall'aula, ma il governo ottenne la fiducia. Naturalmente la crisi politica era evidente, ma un premier tecnico come Draghi, stante anche il quadro emergenziale, poteva e doveva restare al timone in virtù della mera fiducia "tecnica" o formale ricevuta. L'impressione fu che l'ex banchiere più che un tecnico al servizio del paese si considerasse un padreterno e che fosse stato il parlamento, per una volta autonomo e non prono, a perdere la fiducia del premier e non viceversa. In ogni caso, quindi anche ammesso (e non concesso) che il suicidio del governaccio Draghi fu tutta colpa di Conte, cosa sarebbe cambiato con 6 mesi di legislatura in più? La Meloni avrebbe continuato a crescere, nutrendosi dell'opposizione, e Pd e M5s avrebbero continuato a decrescere deludendo la base con l'appoggio a un governaccio neoliberista e guerrafondaio. Se invece Conte fosse uscito o se Draghi avesse recepito i 9 punti, allora sarebbe cresciuto anche il Movimento. Secondo me, questo, dopo la stanchezza per un lavoro che non gli era mai piaciuto e che non era mai riuscito a imparare (un burocrate, per quanto bravo, non diventerà mai uno statista) fu il secondo motivo più importante delle dimissioni di Draghi. In un mese scarso di campagna elettorale (in agosto gli italiani pensavano ad altro) Conte è cresciuto non di poco (stando alle indiscrezioni sui sondaggi non pubblicabili), figuriamoci quanto sarebbe cresciuto con 6 mesi di opposizione al governaccio.
  12. Mestieranti disonesti e svergognati. Se l'Italia si affida ancora una volta a questa gentaglia, questa volta deve affondare insieme a loro. Una volta e per sempre.
  13. In questo giorno di silenzio elettorale non si deve parlare di politica. E allora colgo l'occasione per fare una cosa che volevo e dovevo fare da tempo. Un appello a Dune-Buggi, forumista simpaticissimo, garbato e per me stimolante con le sue curiosità e le sue interessanti questioni tecniche. Caro D/b, è un bel po' che non ti fai vivo nel forum. Se ci sei, batti un colpo. Ci manchi.

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