fosforo311

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  1. 1) Premesso che fino a prova contraria l'Italia fa parte dell'Europa, differentemente da te che usi la testa per dividere le orecchie, io non ho alcun bisogno di studi scientifici per pervenire a semplici e razionali conclusioni né di fogli EXCEL per fare una moltiplicazione (per 1000!). Semmai tocca a te trovare studi scientifici che confutino la mia conclusione, atteso che la tua zucca vuota non è neppure in grado di approcciare il problema. Provo a imboccarti con il cucchiaino. Definito IFR=decessi effettivi/contagi effettivi è del tutto evidente che questa grandezza varia sensibilmente non solo nello spazio (da una nazione all'altra o da una regione all'altra) ma anche e direi soprattutto nel tempo. Basta notare che, a causa dello sfasamento temporale tra contagio ed eventuale decesso, all'inizio di un'epidemia IFR è per definizione pari a zero. Ho già fatto l'es. della Germania che ancora l'8 marzo non registrava decessi (noi già 366) a fronte di 1040 casi accertati. Ma c'è l'Uganda che al momento dichiara 1043 casi e zero decessi. Preso per buono quest'ultimo dato (meno incredibile di quanto si possa pensare dato che l'epidemia si è sviluppata tardi e che l'età mediana della popolazione è 16 anni), a oggi 16 luglio l'IFR in Uganda è pari a zero. Come in Germania fino all'8 marzo e come in Italia fino alla tarda serata del 21 febbraio. Quindi, necessariamente, almeno in una prima fase, IFR cresce nel tempo. Inoltre, nelle prime fasi, se l'espansione del contagio è molto rapida, è plausibile che IFR sia sensibilmente più basso del valore "di regime", dato che il denominatore cresce rapidamente e lo fa in anticipo rispetto al numeratore che è temporalmente sfasato. Non ci sono studi né zucche vuote che tengano: in marzo, cioè in piena fase ascendente della curva del contagio, l'IFR dell'Italia era logicamente e sensibilmente più basso di oggi. Gli studi scientifici servono a stimare di quanto lo fosse, non se lo fosse. Chiaro? Se poi vogliamo definire IFR come un valore unico, definitivo e caratterizzante la letalità del virus, per stimarlo dobbiamo per forza attendere la fine dell'epidemia e dei suoi effetti (decessi e guarigioni) o la fine della pandemia se vogliamo stimare un valore medio globale. Tale valore potrebbe anche essere più basso di valori stimati nelle fasi intermedie, per es. a causa di miglioramenti nelle terapie, o nella profilassi nelle fasce di età per le quali il virus è tendenzialmente più letale. In ogni caso è solare che la letalità effettiva varia nel tempo sia pure di solito meno di quella apparente. Se disgraziatamente la pandemia continuasse per tutto il 2021, l'IFR del 2021 sarebbe diverso da quello del 2020. Chiaro? 2) Il tuo tragicomico ottimismo del 5 marzo non era minimamente giustificato. Per quanto ne sapevamo all'epoca, il Covid poteva (che non significa doveva) essere poco più letale di una banale influenza ma terribilmente più contagioso (in effetti c'erano stime di Ro intorno a 4, addirittura ne ricordo una al di sopra di 5). Non a caso, nella premessa ai provvedimenti del DPCM del 4 marzo, non si parlava di mortalità ma del carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia e dell'incremento dei casi sul territorio nazionale. Ma la mortalità, cioè il numero assoluto delle vittime, dipende da ambedue i fattori. Esistono infezioni con letalità uguale o prossima al 100% (come la rabbia) che non destano particolari preoccupazioni sociali, e malattie relativamente poco letali (come la malaria) che fanno centinaia di migliaia di morti l'anno. A quanto pare di IMMUNI hai capito poco o nulla. È uno strumento profilattico che aiuta a spezzare la catena del contagio. Quindi aiuta ad abbassare la mortalità e a convivere con il virus. Non è affatto vero che IMMUNI non serve a nulla perché lascia fuori milioni di contagiati. È una delle tue tipiche e colossali provolonate. Come ho già scritto, la stragrande maggioranza dei contagiati italiani oggi è guarita, circa l'1% è morto. Parli a sproposito di alcuni milioni di persone, tecnicamente definite "rimossi", che non hanno più alcuna pericolosità, o che sono potenzialmente le meno pericolose in circolazione nell'ipotesi (tuttora in discussione) che possano reinfettarsi e reinfettare. Certo un guarito è meno pericoloso di un suscettibile mai toccato dal virus e privo di anticorpi. Non si vede perché IMMUNI debba considerare queste persone! La app è più intelligente ed efficiente della tua zucca vuota e, come ho scritto, si limita a tracciare i contatti dei casi attivi. Questi, a differenza dei contagi cumulati, non sono affatto milioni, anzi forse in Italia non hanno mai superato il milione, o forse solo di poco. La app si limita a tracciare i contatti dei casi attivi, ma ovviamente può segnalare il contatto solo dopo l'accertamento del caso. Oggi i casi attivi accertati in Italia sono 12.493. Sono da tempo in netta diminuzione (fase discendente della "curva") ma ogni giorno se ne scoprono di nuovi. Se uno di questi, prima della diagnosi, ha avuto "contatti a rischio" tracciati da IMMUNI, la app avvisa i relativi proprietari dei telefonini. Naturalmente IMMUNI sarebbe stata più efficace nella fase ascendente della curva. Il picco dei casi attivi accertati si raggiunse il 19 e il 20 aprile con più di 108.000 casi. Il 24 marzo erano circa 54.000 ma per quella data l'ISPI stimò che i casi attivi effettivi erano quasi dieci volte di più, cioè circa 530.000. https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/coronavirus-la-letalita-italia-tra-apparenza-e-realta-25563 Potremmo quindi grossolanamente estrapolare che al momento del picco di aprile fossero intorno al milione. Se in quella fase tutti gli italiani avessero avuto l'app in funzione sul telefonino, avremmo probabilmente evitato alcune centinaia di migliaia di contagi e alcune migliaia di morti. Ma del senno di poi son piene le fosse. Oggi i numeri dei casi attivi sono (per fortuna) due ordini di grandezza inferiori. Ma evitare, per i prossimi mesi, migliaia di contagi e decine di morti è molto meglio di niente. Per non parlare del rischio di una seconda ondata. Purtroppo fanno malissimo gli incivili e i superficiali a non scaricare IMMUNI (l'ha installata al momento circa il 10% degli italiani) e fa benissimo la ministra Azzolina a reintrodurre da settembre l'insegnamento obbligatorio dell'Educazione Civica. 3) Vedi punto (1). Peraltro io non ho mai fatto stime personali di IFR: mi sono limitato a dire, come dice anche ISPI nello studio allegato, che per il Covid-19 IFR è sempre minore o molto minore di CFR, e che l'IFR dei paesi che facevano più test di noi era presumibilmente più vicino del nostro al valore del CFR. Fermo restando che, in ogni data nazione, ambedue variano nel tempo. 4) Hai scritto: "Se 1 è molto minore di 14 allora 1 è molto minore di 0,1". Rinnovo sommessamente l'invito: posa il fiasco e discuti con me solo quando sei sobrio. Non ho mai scritto che il nostro IFR doveva per forza essere uguale a quello dell'Islanda (peraltro ignoto), vedi punto (3). L'ipotesi dei quasi 6 milioni di contagi al 28 marzo non era mia ma dell'autorevole Imperial College. A posteriori, dopo gli screening sierologici e le recenti e più accurate stime di IFR nel mondo, possiamo dire che quella stima era molto probabilmente errata per eccesso, ma certo meno di quanto pensi. 5) Vedi punto (1) ma vedi anche lo studio ISPI citato. Dove tra l'altro si legge: Una volta stabilito che il CFR è una misura NON ATTENDIBILE, c’è estremo bisogno di stimare l’unico dato davvero importante, ovvero il tasso di letalità plausibile (IFR). Con ciò vengono definitivamente buttate nel cesso settimane o mesi di Zuccavuota test prodotti dalla tua zucca vuota nel ridicolo tentativo di dimostrare che l'IFR dell'Italia non può essere molto minore del CFR dell'Italia. Roba da matti! Era l'ipotesi di partenza quella non attendibile! 6) Della serie "disco rotto". Ripeto pazientemente. Io non ho mai scritto che i casi a marzo erano 6 milioni, l'hanno stimato l'Imperial College e altri. Ho solo scritto che l'IFR di marzo era plausibilmente molto minore del CFR di marzo (vedi ancora punto 3). Come al solito non sai leggere i grafici. Male, malissimo per un sedicente laureato in Economia. Nella figura al punto 8 dello studio dell'ISS ai 6-10 giorni intercorrenti tra ricovero e decesso (a seconda che il decesso avvenga in reparti ordinari o in rianimazione) devi sommare i 5 giorni tra l'insorgenza dei sintomi e il ricovero. Ma alla somma devi ulteriormente sommare i 2-12 giorni del periodo di incubazione del Covid, cioè tra il contagio e l'insorgenza dei sintomi, se vuoi ottenere una stima mediana congruente con quella dell'Imperial College (time from infection to death). Ovvero lo sfasamento temporale tra contagio e decesso di cui parlavo. Rifai i conti, possibilmente a mano e non con il foglio Excel, così c'è caso che qualche neurone atrofizzato della tua zucca vuota riprenda vita. 7) Continui a citare come un disco rotto i miei post di febbraio, ma non trovi niente di marzo. Ho ammesso i miei errori di sottovalutazione dell'epoca, altri non lo hanno fatto, pur sottovalutando molto più di me. PUNTO. In lingua italiana l'aggettivo dimostrativo "questo" indica vicinanza spaziale o temporale. Quando parlavo di lezioni da trarre da "questa piccola epidemia virale" mi riferivo evidentemente alle lezioni da trarre dal pregresso, non facevo certo proiezioni o previsioni per il futuro. E il pregresso in quel momento erano 21 morti e 889 casi, cioè una piccola epidemia virale. Ed era il discorso demenziale e razzista di Zaia sui cinesi che mangiano topi vivi. Cui era dedicato quel post. Il quale Zaia, ancora il primo marzo, nella sua regione epicentro infettivo insieme alla Lombardia, invocava la riapertura di chiese, cinema e teatri. Luoghi chiusi e affollati: roba da matti!
  2. 1) All'inizio di una epidemia il tasso di letalità è zero, a meno che non si tratti di un patogeno fulminante. Ad es. in Germania all'8 marzo avevano 1040 casi ma ancora zero morti. Quindi CFR=0 e anche IFR=0 (ipotizzando che non ci fossero morti da Covid non testati). Dopodiché i valori crescono ma se c'è uno sfasamento medio di quasi 24 giorni tra decessi e contagi (come stimava l'imperial College a fine marzo) è evidente che la letalità effettiva è sottostimata dai decessi effettivi. Specie all'inizio dell'epidemia quando i contagi a denominatore crescono rapidamente. Poi il dato tende ad assestarsi, ma molto lentamente. Perchè IFR non è determinato solo dai decessi entro la media dei 24 giorni ma da tutti i decessi. E nel grafico della densità di probabilità di morte (fig.6) questa si azzera solo dopo circa 60 gg dal contagio. Cioè ci sono malati che muoiono dopo quasi due mesi e anch'essi vanno a determinare, a scoppio ritardato, l'IFR. Che a un certo punto potrebbe anche diminuire, per es. per il miglioramento delle terapie, o della profilassi per le fasce di età più a rischio. In ogni caso, il valore vero e definitivo di IFR si determina (o si stima) solo alla fine dell'epidemia e dei suoi effetti. Non quando si azzerano stabilmente i contagi giornalieri, ma solo quando si azzerano stabilmente anche i casi attivi effettivi, cioè quando tutti i contagiati effettivi sono morti o guariti e nessuno si infetta più. 2) La prima affermazione contiene due banali non sequitur. CFR non tiene conto dei contagiati non testati, mentre la saturazione delle terapie intensive dipende dal valore assoluto dei casi gravi (polmoniti acute) non dalla loro incidenza relativa sul totale dei casi effettivi. Per quanto ne sapevamo a marzo, Covid-19 poteva essere poco più letale di un'influenza ma assai più contagioso. Oggi sappiamo che è 5-10 volte più letale (in realtà anche di più perché lo 0,1% non è l'IFR tipico delle comuni influenze ma il CFR) ma che non è poi molto più contagioso (Ro=2,8 in assenza di profilassi contro una fascia [0,9-2,1] delle influenze). Il test Z presuppone un campione di riferimento. Se tu prendi come frequenza di riferimento il CFR dell'Italia (in un dato momento), il test banalmente rifiuterà valori situati intorno alla metà di questo. IMMUNI è uno strumento profilattico, non certo diagnostico. Solo una zucca vuota può pensare che una app sia in grado di tracciare i contatti di portatori del virus mai testati (o testati quando erano sani). Peraltro IMMUNI dà una segnalazione solo in seguito a un contatto con un caso attivo (o diagnosticato come tale dopo il contatto). È appena ovvio che i casi attivi (effettivi) sono molti meno dei contagiati effettivi totali. Questi sono sicuramente milioni ma per lo più sono guariti (o non hanno mai avuto sintomi) mentre l'1% circa sono morti. 3) Perseveri nell'errore. Ti ho già spiegato che l'IFR varia nel tempo e quello di marzo non è quello di luglio. Molti dei contagiati effettivi di marzo che non ce l'hanno fatta sono morti in aprile, probabilmente (visto che erano tanti) alcuni anche a maggio. 4) Non concordo affatto. Nelle facoltà di Ingegneria si insegna che due grandezze appartenenti a ordini di grandezza diversi, come 1 e 14, sono "molto diverse". E non è mai possibile scrivere 1~14. Una tensione alternata di 30 volt normalmente è sopportabilissima, una di 420 volt normalmente ti fa secco. Prova anche a chiedere a chi campa con 1000 euro al mese se non pensa che camperebbe "molto meglio" con 14.000. 5) Vedi il punto (3) 6) 24 giorni non bastano, vedi punto (1). È francamente imbarazzante continuare a discutere con un borioso maleducato che si cimenta nei test statistici (con i risultati che sappiamo) ma che nel contempo si appalesa in seria difficoltà con l'aritmetica. Al 28 marzo i decessi in Italia erano 10.023. Con una letalità effettiva pari allo 0,1% questi non corrispondono a 1 milione di contagi bensì a circa 10 milioni. Con una letalità all'1% e circa 35.000 decessi oggi avremmo circa 3 milioni e mezzo di contagiati, pari a poco meno del 6% della popolazione nazionale. Un valore del tutto plausibile, ma probabilmente sono di più. Anche perché i decessi effettivi sono più di 35.000. 7) Continui a citare miei post di febbraio, per marzo e per il compitino a caso che ti avevo assegnato non riesci a cavare un ragno dal buco. Ti ricordo che una nota esponente del tuo schieramento politico il 29 febbraio, con 29 morti e 1128 casi, lanciava un accorato appello urbi et orbi dal Colosseo (ma in inglese) invitando i turisti di tutto il mondo a non badare all'allarmismo dei media e a venire in massa in Italia, dove "la gente è felice e il tempo è fantastico". Ti ricordo anche che il 5 marzo, con più di 100 morti e di 3000 casi, un inguaribile ottimista e disinformato del forum escludeva ogni possibilità di "strage" benché il giorno prima il presidente del Consiglio avesse chiuso, con un provvedimento senza precedenti neppure in tempo di guerra, tutte le scuole di ogni ordine e grado e tutte le università, nonché tutti i cinema, i teatri e gli stadi sportivi. P.S. Salutami Giorgia Meloni e il tuo amico allocco pisano che prevedeva un consuntivo di 96 morti e 3600 casi.
  3. Sommessamente faccio notare ai forumisti seri che la formuletta e lo studio della Banca d'Italia allegati dal suddetto e ben noto vandalo e guastatore gratuito e (inde)fesso della scienza economica riguardano le grandezze aggregate (consumo nazionale e reddito nazionale) mentre qui si parlava di consumi delle famiglie. Le quali, come è ben motivato dalla teoria e ben documentato dai dati empirici, hanno una propensione marginale al consumo decrescente al crescere del reddito disponibile. http://www.bsi-economics.org/628-income-inequality-activity
  4. Le gabbie salariali, ultimamente e infelicemente rispolverate dal pidino di destra Sala, a mio modesto avviso sarebbero una chiara iattura per questo paese. Nella migliore delle ipotesi sarebbero inutili. Il Nord diventerebbe più ricco di quello che è già mentre diminuirebbe ancora la capacità di spesa dei meridionali. E non si risolverebbe il problema del costo della vita, che diminuirebbe poco al Nord e crescerebbe molto al Sud. Infatti, come è noto, in risposta a uno stimolo esterno i prezzi hanno in genere maggiore facilità a salire che a scendere (vedasi per es. il rapporto prezzo della benzina/prezzo del greggio). Pertanto, e anche in considerazione del fondamentale principio di uguaglianza (che non è solo un principio etico e costituzionale ma è anche correlato all'efficienza del sistema economico) sarebbero da prendere sul serio in considerazione delle gabbie salariali all'incontrario: abbassare leggermente i salari al Nord per alzarli al Sud. Tra l'altro, dati i rapporti tra le rispettive popolazioni residenti e tra i rispettivi livelli di reddito pro capite, la riduzione percentuale di potere d'acquisto al Nord risulterebbe sensibilmente inferiore al corrispondente incremento pro capite al Sud. Inoltre, dato che il reddito disponibile delle famiglie del Sud è la metà o poco più di quelle del Nord, le prime hanno sicuramente una maggiore propensione marginale al consumo. Di conseguenza, una redistribuzione di reddito del genere avrebbe un effetto netto positivo sulla domanda aggregata, cioè gioverebbe ai consumi e all'economia nazionale nel suo insieme. Se ne avvantaggerebbe anche il Nord che, non dimentichiamolo, ha nel Sud il suo principale mercato. Premesso ciò, quando si parla di costo della vita bisogna procedere con cautela e fare gli opportuni distinguo. Per es. io non credo, ma correggimi se sbaglio, che ci siano rilevanti differenze di prezzo, tra Nord e Sud, sui beni di prima necessità. Non credo proprio che un litro di latte o un kg di pasta di un dato produttore nazionale costi di più in un supermercato di Milano che in uno di Napoli. E questo penso che valga per molti altri generi alimentari. Certo il pesce fresco o la mozzarella di bufala fresca costa meno a Napoli, ma in certi mercati del nord-Adriatico si comprano pesce e molluschi a prezzi stracciati che qui a Napoli nemmeno ce li sogniamo. Poi su moltissimi prodotti, dalle automobili ai telefonini, dagli elettrodomestici ai mobili, i prezzi di listino sono gli stessi. Non dimentichiamo poi che c'è un mercato on line in rapida espansione, dove si trova ormai quasi tutto e che certo non fa distinzioni geografiche di sorta. Un napoletano che acquista on line un prodotto X, lo paga lo stesso identico prezzo del milanese, per ogni X. Identici sono anche i prezzi dei servizi essenziali (acqua, luce, gas, linea telefonica) a parità di gestore. Ci sono anche cose che al Sud costano decisamente di più che al Nord, per es. le assicurazioni auto e i prestiti bancari, e sono voci non da poco. i prezzi degli immobili e gli affitti sono probabilmente più salati al Nord, ma i tassi dei mutui sono maggiori al Sud. Certo chi mantiene un alto tenore di vita spende mensilmente di più al Nord, ma per chi si accontenta di poco e si adatta a vivere in provincia o in periferia le differenze sono minime.
  5. Assolutamente no. Il viceministro Buffagni ieri sera in tv ha assicurato che il nuovo azionista di maggioranza non si accollerà una lira dei debiti pregressi.
  6. Postato poco fa sul Blog delle Stelle. Dopo il decreto Dignità, lo Spazzacorrotti di Bonafede, e il Reddito di Cittadinanza, il Movimento inanella un altro grande risultato per il Paese. In politica, come sempre, c'è chi parla e c'è chi fa. #ByeByeBenetton: le autostrade tornano ai cittadini Postato il 15 Luglio 2020, 10:26 MoVimento 5 Stelle Oggi abbiamo un Governo che mette alla porta i poteri forti. I Benetton perdono su tutta la linea e si piegano alla fermezza del MoVimento 5 Stelle. Non abbiamo mai mollato di un centimetro su un tema che ci ha visti combattere, soli contro tutti, per portare giustizia alle famiglie delle vittime del Ponte Morandi e a tutti i cittadini. Perché su quel ponte crollato poteva esserci chiunque di noi. I Benetton vanno fuori da Autostrade per l’Italia: gli italiani si riprendono le proprie autostrade attraverso l’ingresso dello Stato, che diventa non solo gestore ma anche proprietario come socio di maggioranza. I Benetton pagano miliardi di danni ai cittadini prima di togliere il disturbo. Aumentiamo gli investimenti per la sicurezza dell’intera rete autostradale. La manutenzione sarà una priorità e non una seccatura da sacrificare sull’altare dei profitti, come accaduto in passato. Diminuiamo le tariffe autostradali: abbasseremo finalmente i pedaggi più alti d’Europa con un risparmio notevole per gli italiani. Di fatto, i Benetton escono di scena e non prenderanno nemmeno un centesimo dallo Stato. Lo avevamo sempre detto e abbiamo tenuto il punto: chi ha sbagliato, determinando per superficialità ed egoismo affaristico la morte di tante persone e la sofferenza di una città intera, è fuori da un bene di Stato. È una vittoria su tutta la linea, dopo una battaglia che abbiamo portato avanti per due anni con un principio fondamentale che ci ispira e che sempre ci guiderà: i cittadini vengono prima di tutto. UNITED DOLORS OF BENETTON
  7. Arrivano i primi riconoscimenti. Il ministro Franceschini (Pd): "La fermezza del presidente Conte ha consentito di arrivare al risultato insperato dell'accordo con ASPI". Rossi (Pd) governatore della Toscana: "Gli italiani si riprendono quello che era loro". Allego un illuminante passaggio dell'intervista di Travaglio al premier sul Fatto Quotidiano di lunedì: Molti, a cominciare da Iv, paventano in caso di revoca un contenzioso complicato che potrebbe costare allo Stato molti miliardi. Pochi giorni fa la Corte costituzionale ha giudicato pienamente legittima la norma che avevamo confezionato per escludere Autostrade dalla ricostruzione del ponte Morandi, a causa della “eccezionale gravità della situazione”. Quel crollo, le 43 vittime, i gravi danni causati alla comunità genovese, costituiscono un gravissimo e oggettivo inadempimento del concessionario. In aggiunta abbiamo una lunga lista, accumulata nel tempo, di cattive o mancate manutenzioni, ordinarie e straordinarie, della rete autostradale. Senza contare che in questi quasi due anni abbiamo acquisito vari pareri giuridici che ci confortano ai fini della revoca della concessione: anzi, ci legittimano ad avanzare pretese risarcitorie molto consistenti. Non è lo Stato che deve soldi ai Benetton, ma viceversa (ben detto presidente! E alla faccia dei servi sciocchi e delle bugie che ci hanno raccontato, nda). Il suo governo rischia grosso e lei lo sa bene. Io occupo una poltrona per risolvere questioni cruciali come questa nell’interesse dei cittadini, non per tirare a campare o regalare privilegi ai privati.
  8. Il lavoro non deve essere flessibile, deve essere stabile e duraturo. Cioè dignitoso. Inoltre, le cose che si fanno stabilmente in genere si fanno meglio e si amano di più. La produttività del lavoro stabile e duraturo è molto più alta di quella del lavoro flessibile e precario. Flessibilità e precarietà non sono virtù sociali, sono piaghe sociali. Il lavoro non è un'opportunità, è un diritto. E per affermare questo diritto, nonché il fondamentale principio di uguaglianza, nell'era dell'automazione e dell'intelligenza artificiale non c'è che un modo: ridurre drasticamente gli orari di lavoro: lavorare meno, lavorare tutti. Saluti
  9. Signori, non vorrei sbilanciarmi perché il consiglio dei ministri si è chiuso in nottata e non ho potuto ancora leggere i dettagli, ma mi pare che qui siamo di fronte a un evento assolutamente storico ed epocale per l'Italia. LO STATO VINCE CONTRO I POTERI FORTI. I Benetton usciranno da Autostrade rinunciando a tutti i ricorsi. ASPI diventerà una public company, cioè un'impresa pienamente controllata dallo Stato italiano. Grazie, presidente Conte: le Autostrade per l'Italia ritornano agli italiani. Gli italiani che le costruirono con i loro sacrifici e con il sangue di 160 lavoratori deceduti nei lavori dell'A1, opera d'ingegneria assolutamente ardita e avveniristica per l'epoca, completata in soli 8 anni e che destò l'ammirazione del mondo intero. Quegli eroi del lavoro italiano sono ricordati nella chiesa di San Giovanni Battista, presso il casello di Firenze. Quella era un'Italia seria! Quella era l'Italia operosa e onesta che ancora oggi consente a noi e ai nostri figli di vivere nel benessere nonostante lo schifo e la vergogna venuti dopo: la classe politica più corrotta e incapace e quella imprenditoriale più corruttrice e rapace del mondo occidentale, unite in uno scellerato patto predatorio della ricchezza creata dai nostri padri e dai nostri nonni. Ma forse lassù qualcuno ci ama. La provvidenza ci ha mandato un movimento politico di persone oneste e un uomo onesto di volontà e azione, un italiano d'altri tempi, che hanno rotto quel patto scellerato. E che oggi ci restituiscono quelle autostrade svendute a prenditori rapaci da vergognosi, schifosi politicanti. Ma dobbiamo ringraziare anche e soprattutto qualcun altro. Le 43 vittime di quella scelleratezza e di quella rapacità. Senza il loro sangue innocente prenditori irresponsabili e indegni avrebbero continuato almeno fino al 2038 a lucrare sul lavoro degli italiani. Ma oggi la giustizia vince sulla cinica legge del profitto. Una grande vittoria per l'Italia onesta. E speriamo che sia solo il primo passo della lunga e difficile ricostruzione necessaria per restituirci la serietà e il prestigio che il paese di Archimede, di Dante, di Leonardo, di Michelangelo, di Manzoni, di Marconi e degli eroi del lavoro merita e che avevamo smarrito. Due parole sui miserabili prenditori e sui loro vieppiù miserabili servi sciocchi. Escono con le pive nel sacco, si accontenteranno di una quoticina per campare di rendita, come hanno sempre campato: cioè come parassiti schifosi. Ma più schifosi di loro, molto più schifosi, sono quei servi sciocchi che fino a ieri sera alzavano, nelle sedi della politica e dell'informazione, le loro servili e schifose barricate in difesa dei loro padroni. Avremo 19 miliardi di danni per l'erario titolava un giornale un tempo di sinistra finito nelle mani di poteri forti che l'hanno ridotto a carta da cesso. Dovremo regalare ai Benetton come minimo 17 miliardi strillava ieri in prima serata un verme schifoso e brutto per natura, ma vieppiù abbrutito da una triste vita da servo. Lasceremo danni enormi da risarcire ai nostri figli, raccontava un noto e miserabile pinocchio annidato nella maggioranza con la stessa precisa funzione di Salvini nella maggioranza precedente: difendere i poteri forti e impedire il cambiamento. Monumentali e svergognati bugiardi! Se i Benetton avessero potuto sperare in metà di quelle cifre, con il cavolo che sarebbero usciti con la quoticina di minoranza fuori dal cda. Grazie presidente Conte, grazie ragazzi del Movimento che combattete questa battaglia da quasi due anni, un grazie anche a Zingaretti, finalmente un pidino serio e di sinistra dopo una lunga e sciagurata parentesi di servilismo neoliberista e traditore, un pensiero commosso alle vittime del Morandi e ai loro familiari.
  10. Nazionalizzare, nazionalizzare, nazionalizzare! E non regalare più un centesimo alla sanità privata e alla scuola privata! I privati che vogliono gestire autostrade le costruiscano con i loro soldi o con quelli delle banche private. I privati che vogliono gestire ospedali o scuole camminino sulle loro gambe! E gli industriali che delocalizzano all'estero non ricevano più nemmeno un centesimo di prestiti garantiti dallo Stato.
  11. Hai ragione, sono prolisso, ma il Sauro lo è forse più di me. Se uno scrive molte e grosse kazzate, servono molte righe per demolirle.
  12. Niente da fare, non ti rassegni, evidentemente ti piace essere randellato, ormai scrivi per convincere solo te stesso e il tuo amichetto bufalaro pisano (cioè due ormai conclamati babbei). Al punto 3 hai potuto citare solo miei post di febbraio, nemmeno uno di marzo, anche se immagino le ore che hai passato a scavare, scavare... Compitino a casa: cerca di trovare una previsione, del 21 febbraio o anteriore (quando avevamo zero morti) in cui qualcuno in Italia avesse previsto qualcosa di peggio (o di analogo) di 3000 morti e 100.000 casi, ovvero si fosse avvicinato più del sottoscritto a quella che sarebbe stata la tragica realtà dei mesi successivi. In ogni caso ti conviene smettere di arrampicarti sugli specchi: non fai che peggiorare la tua già penosa e imbarazzante situazione. Il 5 marzo, con più di 100 morti e più di 3000 casi, con una crescita media giornaliera di questi dati del 50% nelle due settimane precedenti, e soprattutto il giorno dopo il drammatico DPCM con cui il presidente del Consiglio chiudeva le scuole di ogni ordine grado (e molto altro), provvedimento senza precedenti perfino in tempo di guerra, l'inguaribile ottimista Sauro24 escludeva ogni possibilità di "strage": "Per quanto ne sappiamo non ci sarà nessuna strage" Amen. Voglio ricordare ai forumisti seri la premessa anteposta dal presidente del Consiglio ai provvedimenti del citato DPCM del 4 marzo 2020: Considerati l'evolversi della situazione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia e l'incremento dei casi sul territorio nazionale... Ma l'inguaribile disinformato Sauro24 il giorno dopo, il 5 marzo, categoricamente e bovinamente affermava: "Per quanto ne sappiamo non ci sarà nessuna strage". Amen. La strage invece iniziò subito: 720 morti nella settimana dal 5 all'11 marzo, 2147 morti nella settimana successiva. Ma questo forumista borioso, maldestro, maleducato e senza dignità non ha nemmeno la creanza di ammettere l'errore e di scusarsi. Anzi continua penosamente ad aggrapparsi agli specchi. [Un piccolo ma interessante inciso storico. Durante la seconda guerra mondiale il governo fascista, e dal '43 il governo Badoglio, non chiusero mai le scuole eccetto che per due prolungamenti delle vacanze natalizie, nel gennaio del '42 e nel gennaio del '43, dovuti alla carenza di carbone per riscaldare le aule. Ma nel '44 e nel '45, mentre l'Italia veniva bombardata, le scuole restarono aperte.] Ti ripeto, più scrivi più ti esponi allo spernacchiamento generale. Quella stima dell'ISPI riportata dal Corriere è posteriore alle indagini di sieroprevalenza condotte in Spagna (5% della popolazione contagiata) e in Inghilterra (6,3%) quindi risale almeno alla seconda metà di maggio. E, come ti ho già spiegato, in generale sia CFR che IFR variano nel corso di una epidemia. Un IFR ~ 1% a fine maggio non esclude affatto un IFR più basso o molto più basso a marzo, cioè all'inizio della fase acuta in Europa. Ti ricordo che lo studio precedentemente allegato dell'Imperial College stima, tra l'altro, un tempo mediano per arrivare al decesso dopo il contagio di circa 24 giorni. Quindi bisogna dare ai contagiati il tempo di morire (o di guarire) per andare a determinare il tasso di letalità effettivo IFR. D'altra parte, anche ammesso che a marzo l'IFR fosse già circa pari all'1%, è davvero comica la tua attuale difesa di questo valore contro la stima dei quasi 6 milioni di casi formulata dall'Imperial College (non dal sottoscritto che si limitò a citarla, con il conforto di altri studi indipendenti). Infatti, in questa che è una delle discussioni più ridicole e demenziali nella storia del forum, tu prendevi in considerazione valori via via crescenti del "tasso di mortalità reale ed effettiva" (al crescere nel tempo del tasso apparente misurato in Italia) per escluderli inesorabilmente (cioè tautologicamente) con il tuo comicissimo Zuccavuota test. Iniziasti con il "dimostrare" l'inaccettabilità del tasso tedesco (dell'epoca) cioè lo 0,1% (9 marzo). Poi passasti a scartare lo 0,5% (il tasso "tedesco" nel frattempo era salito). Poi passasti al 3% e via di seguito fino a "dimostrare" (dimostrare nella tua zucca vuota, s'intende) l'inaccettabilità di un tasso del 4,16% (19 marzo) E se non erro, addirittura continuasti con questa pagliacciata in successive discussioni. Il tuo scopo era "dimostrare" che l'IFR italiano non può essere molto più basso del CFR italiano, ma gli studi teorici prima e le indagini sierologiche poi ti hanno ampiamente e definitivamente sbugiardato: IFR<<CFR. Punto. https://forum.virgilio.it/argomento/77458-facciamo-il-punto-sul-cazzaro/ Oggi invece scrivi: "Con 10.023 morti, tenendo conto che 'l’analisi dell’Ispi conferma che la letalità del virus in Europa occidentale si aggira intorno all’1% delle persone infette', alla fine di marzo 2020 in Italia i contagiati erano un milione e non sei milioni". Non pretendo l'impossibile, ovvero che tu ti metta d'accordo con la logica, ma almeno mettiti d'accordo con te stesso! Se il tuo Zuccavuota test rifiutava a marzo l'ipotesi di un IFR del 4,16%, come può la tua zucca vuota oggi accettare, sempre con riferimento a marzo, un IFR dell'1%??? Roba da matti! Ti rinnovo caldamente il consiglio: lascia perdere i test statistici e l'epidemiologia, materie per le quali purtroppo sei palesemente negato, e occupati a tempo pieno della pulizia delle spiagge.
  13. Se assumiamo come soglia convenzionale di povertà un reddito di 500 euro al mese + eventuali 280 per l'affitto + un patrimonio personale di 6000 euro, allora dobbiamo concludere che il reddito di cittadinanza ha abolito la povertà in Italia. Naturalmente uno cresciuto nel benessere e nell'abbondanza, abituato allo spreco e incapace di gestire razionalmente la spesa, può sentirsi povero pure con 1000 o 1500 euro al mese. È opportuno però ricordare che per almeno un paio di miliardi di abitanti di questo pianeta la suddetta soglia di povertà sarebbe una soglia di ricchezza.
  14. palamara

    Più che a Sansone il dott. Palamara mi fa pensare al classico e instancabile maneggione all'italiana. In un paese dove il marciume si annida dappertutto, dalla politica alla scuola, dalla sanità all'informazione, è del tutto naturale che anche la magistratura sia parzialmente marcia. Il problema andrebbe risolto a monte, ma non è facile trasformare una kakistocrazia corrotta come la nostra (con alcune eccezione, vedasi per es. il presidente Conte o il giudice Davigo o il giornalista Travaglio) in una sana ed efficiente meritocrazia. La magistratura dovrebbe liberarsi dalle correnti interne (abolirle) e diventare un organismo puramente meritocratico. Ma andrebbe anche liberata dalle influenze della politica. La quota di membri laici nel CSM a mio avviso va abolita. La Magistratura è un potere dello Stato e i poteri devono essere indipendenti ed equilibrati. Se ci sono politici nel CSM allora dovrebbero anche esserci magistrati nei ministeri, nelle commissioni parlamentari, nelle amministrazioni regionali e in quelle dei grossi comuni (e forse le cose funzionerebbero un po' meglio perché i magistrati sono pur sempre meno corrotti dei politici). Mentre andrebbe assolutamente limitata la presenza, oggi larghissima ed eccessiva, degli avvocati nella politica. Che poi un delinquente conclamato come Berlusconi possa piazzare i suoi avvocati personali in parlamento è una cosa semplicemente stomachevole, che sarebbe del tutto inconcepibile nei paesi seri.
  15. Non amo la polemica personale, mi interessano i fatti e soprattutto i ragionamenti. Però, se due babbei del forum passano gran parte del loro tempo ad attaccare e a insultare il sottoscritto, di tanto in tanto è opportuno ripagarli con la stessa moneta. https://forum.virgilio.it/argomento/76714-i-conteggi-dell’esperto-virologo-cazzaro-o’professsoorreee/?do=findComment&comment=359491 Ad una settimana dai dati forniteci dal Cazzaro di Napoli Fosforo O’Professsooree che integralmente riporto sotto , ad ora , in Italia , i morti sono 12 e i contagiati 450. Considerando che i virologi considerano in 8 settimane la fase critica del virus , possiamo dire che , all’incirca , la situazione finale dovrebbe essere di 96 morti e di 3.600 contagiati . Quindi alla previsione del notissimo “virologo” O’Professsooree” mancherebbero ( pur in presenza della peggiore situazione ) 2.404/2.904 morti e 96.000 contagiati . Non so se siete d’accordo con me , ma io , di questo virologo non mi fido !! Come avete letto sopra, il 27 febbraio, quando avevamo in Italia 12 morti e 450 contagiati, il cazzaro pisano Mark222220, con il conforto di non meglio precisati virologi, previde un bilancio finale, ripeto finale, di 96 morti e 3600 contagiati. Sei giorni prima, il 21 febbraio, quando avevamo solo 20 contagiati (inclusi due turisti cinesi) e zero morti (il primo decesso avvenne quella sera stessa, in Veneto, verso le 23 e fu comunicato il giorno dopo), il sottoscritto scriveva: Temo che il virus si diffonderà in Italia e nel resto del mondo, contagiando fino all'1 o al 2 per mille della popolazione (per ora in Cina siamo a un contagiato accertato su 18.000 abitanti). Quindi prepariamoci ad avere anche 100.000 casi in Italia e fino a 2 o 3mila morti. Deduciamo che il cazzaro pisano, pur disponendo di dati più solidi e più preoccupanti dei miei, fece una previsione all'incirca 30 volte più ottimistica della mia. Eppure i due babbei oggi, come al solito quasi all'unisono, mi attaccano e mi insultano perché avrei sottovalutato (in febbraio!) il pericolo incombente. Una delle differenze tra me e loro, a parte l'educazione e la serietà, è il fatto che io non ho mai difficoltà ad ammettere i miei errori. Inoltre, anche quando sbaglio, non scrivo a casaccio. Nel caso in oggetto la mia previsione errata del 21 febbraio si basava su un confronto di massima con la Cina, o meglio con la provincia di Hubei che ha circa la popolazione dell'Italia. In quel momento la Cina contava circa 76.000 casi e 2300 morti (ne mancavano ulteriori 1300, che sarebbero stati aggiunti in aprile dopo un riconteggio, ma io all'epoca non potevo saperlo). Considerai inoltre il fatto che già da qualche giorno i dati cinesi mostravano un rallentamento dei contagi e una diminuzione dei casi attivi, cioè il superamento del picco epidemico. Considerazione rivelatasi a posteriori corretta. Quindi la mia fu una previsione su base induttiva, certamente azzardata ma ragionata e non certo campata in aria. In quel momento nessuno in Italia, ripeto nessuno in Italia prevedeva che le cose, qui da noi e in quasi tutto il resto del mondo, sarebbero andate molto ma molto peggio che in Cina, dove a oggi il tasso di mortalità del Covid è pari allo 0,003 per mille contro il nostro 0,579 per mille. E sfido chiunque a trovare una previsione italiana, del 21 febbraio o anteriore, più pesante della mia in termini di vittime e contagi. Signori, il 21 febbraio, con ancora zero morti in Italia, io già paventavo una strage, sbagliando le stime di circa un ordine di grandezza, ma pur sempre una strage, perché 3000 morti in Italia sono circa le vittime dell'11 settembre alle Torri Gemelle; e quasi mezzo milione nel mondo (avendo ipotizzato fino al 2 per mille della popolazione mondiale contagiata e un CFR fino al 3%) sono grosso modo le vittime della sanguinosa guerra in Iraq o di quella in Siria. Mentre due settimane dopo, il 5 marzo, in un post delle ore 12:19, quando in Italia contavamo già più di 100 morti e più di 3000 casi, il noto cazzaro Sauro24 dava del "cazzaro" a Marco Travaglio per avere questi saggiamente e con lungimiranza scritto: "meglio una recessione pilotata con pochi morti oggi che una catastrofe incontrollata con una strage domani". Il noto cazzaro Sauro24, che com'è noto non è saggio, e men che meno lungimirante e intelligente come Travaglio, provvedeva invece ad assicurarci e a tranquillizzarci tutti: Per quanto ne sappiamo non ci sarà nessuna strage. https://forum.virgilio.it/argomento/77164-facciamo-il-punto-sui-numeri/?do=findComment&comment=361540 Dunque il 5 marzo il noto cazzaro Sauro24 ne sapeva molto più di quanto ne potessi sapere io il 21 febbraio ma, escludendo una strage, egli azzardava una previsione più ottimistica della mia. Infatti dal 5 marzo a fine mese ci furono già oltre 12.000 morti. Ma tutti sappiamo che il ben noto cazzaro Sauro24 è anche una ben nota faccia di bronzo, infatti negli ultimi 4 mesi, e ancora ieri, mi ha rinfacciato con toni insultanti almeno una dozzina di volte quella mia sottovalutazione di febbraio. Lascio ogni giudizio ai forumisti seri, magari in un prossimo post ricorderò le sottovalutazioni, talora colossali e incoscienti, e posteriori alla mia, di noti politici e di noti professori e addetti ai lavori. Sono stato deriso e insultato all'unisono dai due babbei anche per i suggerimenti che in due o tre occasioni mi sono permesso di dare ai forumisti riguardo la profilassi e la sana alimentazione idonee per fronteggiare al meglio la minaccia del Covid. Suggerimenti ovvi, banali, generalmente condivisi dai medici, ma senza nessuna pretesa di costituire un rimedio assoluto e definitivo. Anzi, proprio perché non esistono vaccini né farmaci specifici, è saggio e opportuno attenersi a certe precauzioni. Per es. smettere di fumare. L'ho suggerito io ma anche un bambino capirebbe che il fumo abbassa le difese naturali contro un patogeno che aggredisce principalmente i polmoni. E lo suggerisce, anzi lo raccomanda, con espresso riferimento al Covid, il ministero della Salute: http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4408 Ho suggerito anche di esporsi ai raggi benefici del Sole, con la dovuta ***, perché questi stimolano la produzione organica di vitamina D (assai scarsa negli alimenti) che a sua volta stimola il sistema immunitario. E ho suggerito di moderare il consumo di carne e di zuccheri (che hanno l'effetto opposto). E di praticare l'esercizio fisico. Peraltro sono abitudini alimentari e comportamentali consigliabili a tutti, a prescindere dal Covid. Qui ne ricordo invece una più specifica. Ho scritto che da inizio marzo, pur abitando al sesto piano, non uso l'ascensore, locale tipicamente chiuso, angusto e poco arieggiato, e ho consigliato a tutti di farlo, nei limiti del possibile e facendo attenzione alle scale soprattutto in discesa. Sono stato per questo dileggiato dai babbei. Ebbene, in una delle ultime puntate di Di Martedì Giovanni Floris chiese all'autorevole virologa Ilaria Capua come regolarsi con l'ascensore in tempo di pandemia. La risposta della prof.ssa Capua fu istantanea e lapidaria: "Fate le scale!".