starkeyitaly

  • Numero messaggi

    6
  • Registrato

  • Ultima Visita

Reputazione Forum

0 Calma piatta

Su starkeyitaly

  • Rank
    Utente nuovo
  • Compleanno
  1. Due metà del cielo: così si definiscono gli uomini e le donne, a causa delle loro molteplici differenze. Tra queste rientra anche l’udito. Il motivo non è certo di natura anatomica: le orecchie di entrambi i sessi sono infatti identiche. Ciò che è differente è la percezione dei suoni esterni, in termini qualitativi e quantitativi. Secondo ricerche condotte, rispettivamente, dalla University of California e dalla University of New Mexico, è il fatto che l’intera struttura cerebrale determini una differenza tra l’udito maschile e quello femminile. Scendendo nel dettaglio, dagli studi sopra citati è emerso che la materia grigia, deputata all’elaborazione delle ***, è sei volte superiore negli uomini, mentre quella bianca, che interconnette le strutture cerebrali, è maggiore dieci volte nelle donne; si tratta di risultati ottenuti mediante test specifici effettuati su individui di entrambi i sessi dotati di un Q.I. simile. Donne e uomini, percezioni diverse A supporto di quanto abbiamo detto finora, un test condotto dalla University of Indiana ha dimostrato che le donne, quando ascoltano, utilizzano i lobi temporali di tutti e due gli emisferi del cervello, mentre gli uomini solo il sinistro. E qui possiamo aprire una parentesi su un piccolo mistero: il lobo di destra, infatti, non ha alcuna funzione uditiva, pertanto non c’è ancora una spiegazione valida del perché le donne integrino le *** che ascoltano anche tramite il lobo destro. Ma le differenze non finiscono qui. in base a un’altra indagine, condotta questa volta dalla University of Sheffield, è emerso che, mentre gli uomini elaborano le *** che percepiscono attraverso l’udito tramite l’area di Werniche, la donna impiega le aree dedicate all’interpretazione delle linee melodiche vocali. In fondo, non si tratta altro che offrire un riscontro scientifico a un popolare luogo comune: le donne operano su più fronti contemporaneamente, mentre l’uomo si concentra di volta in volta su una specifica questione. Ciò è dovuto proprio al fatto che negli uomini abbonda la materia grigia, mentre nelle donne è più sviluppata la capacità di integrazione tra le diverse aree cerebrali. Da qui, la diversità nell’ascolto: gli uomini si focalizzano sul significato delle singole parole ascoltate, con una particolare attenzione verso il senso logico delle diverse frasi; le donne, invece, fanno più caso al significato emotivo delle parole che odono e sulla ragione per la quale il loro interlocutore si sta esprimendo proprio in quel modo. Le diversità uditive tra uomini e donne riguardano anche il rumore di fondo (le donne sopportano fino a 24 dB, mentre gli uomini arrivano anche a 30) sebbene in questo caso l’eziologia della differenza tra i due sessi non sia molto chiara. Una spiegazione plausibile potrebbe risiedere nel fatto che, nel caso del rumore di fondo, non si tratti di una differenza strutturale tra i due sessi ma di una diversità di natura ambientale. Gli uomini, infatti, tendenzialmente frequentano luoghi più rumorosi, adattandosi quindi più facilmente al brusio di fondo. Una curiosità interessante riguarda il fatto che, sulla base di queste osservazioni (anche se in materia sussistono opinioni controverse tra gli stessi esperti del settore), sono addirittura stati prodotti cuffie e auricolari pensati specificamente per uomini e donne. Al di là delle criticità e delle domande a cui ancora medici e scienziati devono trovare una valida risposta, resta comunque l’evidenza che uomini e donne sentono diversamente: per questo, quando discutiamo con il nostro partner perché tiene alto il volume della televisione o ci lamentiamo di non essere adeguatamente compresi quando parliamo, dobbiamo sempre tener conto, tra gli altri fattori, anche del *** del nostro interlocutore. A volte, infatti, la ragione sta nel mezzo e l’unica via d’uscita è quella di imparare ad ascoltarsi a vicenda. Starkey Italy S.r.l. www.starkey.it
  2. Una nuova linea di prodotti con sensori e intelligenza artificiale per migliorare l’esperienza uditiva dei pazienti: Starkey e il nuovo progetto Come in molti altri settori, anche in quello delle protesi uditive negli ultimi anni sono stati compiuti notevoli progressi. Le aziende del settore, come Starkey Hearing Technologies, leader mondiale nella produzione e nella fornitura di apparecchi acustici, si sono impegnate per realizzare prodotti sempre più innovativi, con un unico macro obiettivo: avvicinare le persone. Chi soffre di ipoacusia, infatti, non ha solo un problema di salute ma è in difficoltà anche a livello sociale: grazie alle protesi di ultima generazione, si aiutano le persone a migliorare la propria esistenza e a ritrovare la fiducia per vivere al 100%. A questo proposito, Starkey lancerà una nuova linea di prodotti che, per la prima volta, utilizzeranno sensori e intelligenza artificiale per tracciare anche l’attività fisica dei pazienti (per esempio, la distanza percorsa a piedi nell’arco di una giornata) e includeranno altresì la tecnologia di tracciamento del movimento in 3D per visualizzare come l’utente muove il proprio corpo. La finalità è quella di abbattere i pregiudizi che spesso vengono associati all’uso degli apparecchi acustici: grazie a queste tecnologie, infatti, le protesi uditive vengono percepite come prodotti multifunzionali e, dunque, desiderabili. “Molti dei nostri pazienti hanno più di 60 anni: conoscere i benefici che apporta lo svolgere attività fisica, porsi degli obiettivi, come può essere quello di fare almeno 10.000 passi al giorno, e poterli verificare sul proprio dispositivo acustico costituisce senza dubbio un valore aggiunto per chi indossa protesi uditive” – spiega Achin Bhowmik, chief technology officer e vice presidente esecutivo del settore ingegneristico di Starkey Hearing Technologies. Esperto di rilevamento 3D, calcolo interattivo, intelligenza artificiale, droni e dispositivi virtuali e integrati, Bhowmik nutre molta fiducia nella capacità di queste tecnologie di aiutare concretamente le persone. Incluse quelle che soffrono di ipoacusia. Per il futuro, si prevede che i dispositivi acustici di Starkey siano in grado di tradurre la lingua di un interlocutore in tempo reale, in modo che l'utente possa capirlo all'istante, e inviare segnali d’allarme in caso di incidente. Una grande opportunità per il futuro delle tecnologie uditive. E per migliorare la vita di tante persone. Starkey Italy S.r.l. www.starkey.it
  3. Un viaggio all’interno di un piccolo dispositivo che fa da ponte tra realtà esterna e mondo interiore Milano, Giugno 2018 – Un ausilio piccolo, ma fondamentale a livello non solo di salute ma anche sociale: l’apparecchio acustico rappresenta un prezioso alleato per tutte le persone che, a qualsiasi età, soffrono di un disturbo fastidioso come l’ipoacusia. Nonostante gli apparecchi acustici abbiano tutti una struttura pressoché simile, ci sono differenze significative nella qualità dell’acquisizione del suono e della comprensione delle parole che ascoltiamo pronunciare al nostro interlocutore. Naturalmente, superiore è il livello tecnologico dell’apparecchio acustico, più naturale sarà l’esperienza dell’ascolto. In altre parole, un apparecchio acustico di qualità, come ad esempio quelli proposti da Starkey, azienda leader nel settore, permette di sentire ciò che gli altri ci dicono quasi allo stesso livello di una persona con un udito normale. Ciò è possibile perché gli apparecchi acustici offrono alcune particolari funzionalità, quali la regolazione automatica del volume, la gestione del rumore, l’eliminazione dell’effetto rimbombo. Gli apparecchi acustici moderni, inoltre, sono estremamente personalizzabili e possono essere anche connessi in modalità wireless con altri dispositivi di uso comune, primi fra tutti smartphone e tablet. E’ evidente che più sono gli optional richiesti, più i prezzi salgono. Oggi, tuttavia, è possibile acquistare apparecchi acustici di qualità per tutte le esigenze a condizioni economiche ottimali: basta rivolgersi a un audioprotesista qualificato, in grado di consigliare il modello più indicato per il singolo paziente. Un secondo aspetto da considerare e non meno importante riguardo all’uso dell’apparecchio acustico riguarda anche il doversi abituare a indossare la protesi. Affinché ciò avvenga correttamente, sono necessarie innanzitutto determinazione e forza di volontà. Anche la consapevolezza del tipo di perdita uditiva di cui si soffre è molto importante in relazione al buon funzionamento dell’apparecchio acustico: ciò permette infatti di regolare il dispositivo rispetto alle diverse situazioni di ascolto. In generale, saranno necessarie dalle quattro alle sei settimane prima che il suono percepito attraverso l’apparecchio acustico risulti normale. Cosa che, come abbiamo visto, è l’obiettivo primario di ogni dispositivo di questo genere. Un apparecchio acustico di qualità può davvero cambiare la nostra vita e il nostro modo di relazionarci con gli altri.
  4. La demenza senile è una malattia neurodegenerativa della tarda età pesantemente invalidante. Si manifesta in diverse forme e ognuna di esse reca un peso emotivo, sociale ed economico difficilmente gestibile sia dalla persona direttamente interessata che dai suoi familiari. Quello che fa preoccupare gli esperti di salute pubblica sono i dati sulla sua prevalenza: il numero di malati è raddoppiato ogni 20 anni nell’ultimo secolo e si calcola che nel 2050 più di 100 milioni di persone nel mondo (1 su 85) ne saranno affette. Con questa consapevolezza, negli ultimi anni diversi *** di ricerca si sono mossi per individuare cause e fattori di rischio su cui poter intervenire al fine di prevenirne l’insorgenza. Ciò che è emerso da questi studi è che, tra le diverse condizioni patologiche associate ad essa, quella di maggiore rilevanza statistica è l’ipoacusia (sordità parziale): in un campione di individui di 60 anni o più, affetti da demenza, più di un terzo di essi presenta contemporaneamente questa forma di alterazione della capacità uditiva. Volendo entrare nel dettaglio, l’aumentato rischio di sviluppare demenza si presenta a partire da una perdita di sensibilità della soglia uditiva maggiore ai 25 dB (valore oltre il quale comincia a manifestarsi la difficoltà nella comprensione dei dialoghi) e ogni ulteriore aggravamento della patologia aumenta ulteriormente la probabilità: un disturbo lieve aumenta del doppio il rischio, uno moderato lo triplica e uno grave lo quintuplica. Un dato interessante è che laddove i sintomi di demenza erano già presenti, una successiva perdita dell’udito ha determinato un peggioramento di funzioni cognitive come memoria, apprendimento, vigilanza, lucidità e di tratti della personalità come irritabilità, affaticamento, depressione e gestione dello stress. Come demenza senile e ipoacusia siano correlate l’una all’altra non è ancora ben chiaro: c’è chi ipotizza che la diminuzione degli stimoli uditivi che servono a mantenere il cervello allenato e produttivo porterebbe a un suo deterioramento; altri ipotizzano che le due patologie siano causate da un processo neurodegenerativo comune che colpisce contemporaneamente sia l’encefalo che il nervo acustico. Nonostante le svariate possibilità, molto diverse tra loro, è stato dimostrato che curare l’ipoacusia migliora la sintomatologia della demenza e ne diminuisce i disagi: l’80% di coloro che si sottopongono a un’operazione chirurgica di impianto cocleare seguito da due settimane di riabilitazione audiologica mostrano miglioramenti significativi nei test cognitivi eseguiti a distanza di un anno dall’intervento, con risultati, nei migliori dei casi, paragonabili a quelli ottenuti con la terapia farmacologica specifica della demenza. Per quanto efficaci però, i risultati sono lungi dal riportare alla qualità uditiva e cognitiva originaria. In ragione di ciò gli esperti in materia insistono su un unico punto: la prevenzione, primaria e secondaria. Prevenzione primaria, ovvero nel soggetto sano, si deve seguire uno stile di vita salutare: fare attenzione a rumori troppo forti e prolungati; fare attività fisica; seguire una dieta ipocalorica, evitando alcol e fumo; praticare una corretta igiene dell’orecchio. Prevenzione secondaria, quando la patologia è ormai presente, ma è agli albori e non si manifesta ancora come invalidante: in tal caso è di estrema importanza ricorrere precocemente a soluzioni mediche, chirurgiche o protesiche per evitare che il disagio acustico si trasformi in disagio neurologico. Starkey Italy S.R.L. www.starkey.it
  5. Milano, maggio 2018 - L’acufene è un disturbo di cui soffrono molte persone e che può influire anche su altri aspetti della vita quotidiana, come pensieri ed emozioni, udito, sonno e concentrazione. Ma contrastarlo efficacemente è possibile. Parola degli esperti di Starkey, azienda leader nella produzione di protesi acustiche per ipoacusia. Tra le opportunità di aiuto per i pazienti acufenici, una delle più valide è senza dubbio il counseling, le cui attività si articolano in relazione alle diverse esigenze, concentrandosi in particolare sui risvolti emotivi che genera questo disturbo. La premessa fondamentale per un counseling efficace consiste nel dire la verità al paziente: l’acufene non sempre sparisce o cambia intensità, ma si può intervenire con successo sulle reazioni causate dal disturbo. Anche il paziente, del resto, deve mostrarsi collaborativo, innanzitutto ammettendo di avere un problema e chiedendo a chi gli sta intorno di dargli una mano. Come? Ad esempio chiedendo ai propri interlocutori di parlare a voce alta e scandire bene le parole, magari prestando attenzione al labiale e avvicinandosi di più al loro volto. Esistono tuttavia tanti altri modi per aiutare i pazienti acufenici, come ad esempio ridurre le fonti di rumore, avere un bioritmo regolare, mettere in pratica esercizi di relax ed eliminare dal luogo dedicato al riposo ogni fonte di distrazione, compresi gli ormai onnipresenti smartphone e tablet. L’acufene, in ogni caso, non riguarda soltanto i disturbi del sonno ma può influire anche sulla concentrazione, che è fondamentale per portare a termine con successo i diversi compiti e incombenze, piccoli o grandi che siano, che ci presenta la vita quotidiana. Le persone che soffrono di acufene tendono a perdere facilmente la concentrazione perché questo disturbo genera stress e tensione nervosa, inducendo il paziente a metterci più tempo nello svolgimento delle diverse attività. Per rimediare gli esperti consigliano, ad esempio, di rimandare le situazioni che richiedono concentrazione quando si è stanchi, di fare delle pause regolari, di prendere appunti e, se possibile, di utilizzare della musica di sottofondo mentre si lavora, soluzione che ha il duplice obiettivo di ridurre la percezione della potenza del suono dell’acufene e distogliere da esso l’attenzione, sostituendolo con un suono più gradevole. Un altro valido aiuto viene dagli apparecchi acustici, che – in base alle ricerche e alle esperienze di medici e operatori clinici - hanno apportato un concreto miglioramento nella vita quotidiana di molte persone affette da questo disturbo. Starkey Italy S.R.L. www.starkey.it
  6. Si può fare online, è gratuito e permette di avere un quadro preciso della propria situazione uditiva Borbottii, bisbigli, la percezione di trovarsi in una sorta di bolla: il mondo di chi ha problemi acustici è questo. Una sensazione strana ma soprattutto una premessa pericolosa non solo dal punto di vista organico, ma anche da quello sociale. Chi soffre di disturbi uditivi, infatti, tende ad autoescludersi dagli altri e a ridurre la comunicazione, il che può avere come diretta conseguenza l’insorgere di stati di depressione e isolamento. Per questo è importante riconoscere i primi sintomi di un’eventuale difficoltà uditiva e prendere i dovuti provvedimenti. Starkey Hearing Technologies, leader mondiale nella produzione e nella fornitura di apparecchi acustici, ha proprio come mission quella di offrire alle persone una vita più ricca e piena, permettendo loro di avvicinarsi, di tornare a comunicare e, dunque, di cambiare in meglio la propria esistenza. Oltre alla disponibilità di strumenti di alto livello, Starkey mette a disposizione dei potenziali *** un semplice e gratuito test online per verificare se il proprio udito non ha subito danni. Rendersi conto di avere un problema, infatti, è il primo passo per cambiare lo status quo. Se dunque si avverte una diminuzione dell’udito, effettuando questo test è possibile scoprire se è effettivamente così e quindi recarsi da un medico prima e da un audioprotesista poi per un controllo più approfondito. Il test ha una durata inferiore ai cinque minuti e prende in considerazione situazioni quotidiane, come ad esempio la capacità di comprendere le conversazioni telefoniche o quelle in televisione, di percepire borbottii o stralci di discorsi all’interno di una stanza affollata oppure ancora di chiedere ai propri interlocutori di ripetere ciò che hanno detto o di alzare la voce. Dopo la prima fase, in cui si risponde a queste domande, il test prevede un secondo passaggio di ascolto, con l’ausilio di cuffie o di un altoparlante, anche se la prima soluzione è preferibile perché in questo modo è possibile misurare le *** specifiche per ogni orecchio. Uno strumento semplice, ma che può fare la differenza per il benessere e la socialità di molte persone. Starkey Italy S.R.L. www.starkey.it