marthom

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  1. Premetto che sono di Lucca. Non mi lascia esterrefatto il vergognoso episodio. E dico, ben venga il vietato filmato, in assenza del quale il povero professore (collega) si sarebbe trovato probabilmente una classe di alunni che avrebbe negato l’accaduto e, triste a dirsi, avrebbero avuto loro la credibilità. Quante situazioni non filmate avvengono nel chiuso di una classe! Questi sono frutti di un ministero che produce solo tante belle parole, tanta burocrazia, tante sigle (come di recente abbiamo udito a un corso di aggiornamento) fra cui il “ptof”! Quante belle parole! Soprattutto da parte di chi non si è mai trovato (o è riuscito a venirne fuori) nella posizione dell’insegnante vittima anche di questo ennesimo atto, o della docente minacciata di essere sciolta nell’acido (vedi video), o di quell’altra, immobilizzata alla sedia col nastro adesivo e presa a calci (episodio recente), o di quell’altro docente…. E la lista andrebbe avanti vertiginosamente. Le responsabilità? Difficile a dirsi. O forse anche troppo facile. Senza dubbio parte dalle alte sfere ove, come detto, il grave problema è ignorato perché non tange personalmente chi si produce in tante vuote chiacchiere e stila paginate su una scuola teorica, affatto scollata da quella reale (scuola del buonismo e non del merito). E dopo pochi anni, lauta pensione. Alla faccia dell'insegnante che dopo 40 anni di difficile servizio vede il traguardo sempre più lontano. Responsabili sono quei p.m. che di principio vogliono vedere nei docenti quei mostri che seviziano i poveri indifesi bambini (vedi video). P.m. che si accaniscono ciecamente verso le reali vittime (rivedi video), come è avvenuto in tempi recenti anche nella nostra città. Dirigenti scolastici di “dubbio” valore tecnico, ma soprattutto morale, che attendono in gloria l’occasione per gambizzare l’insegnante personalmente scomodo, gettandolo nella fossa dei leoni a seguito di qualche chiacchiera di alunni, non necessariamente sfacciati e video-ripresi come in quest’ultimo eclatante episodio. E il discorso potrebbe andare avanti a oltranza e quante cose potrei raccontare, ma non certamente su questo mezzo! Responsabili sono i mezzi d’informazione, che non vedono l’ora di creare l’immagine dell’insegnante-mostro allo squallido fine di vendere un po’ più di carta, ma al tempo stesso passano l’indiretto messaggio di quanta sia la facilità con cui i ragazzi possano inguaiare un “prof”. E il messaggio mediatico è potentissimo. Pensiamo a quanto nuovo “bullismo” è nato da quando se ne fa propaganda, sia pur ovviamente negativa. Forse se la scuola, le testate giornalistiche, la magistratura e perché no il miur iniziassero a vedere la realtà e operassero congiuntamente a cercare delle soluzioni fattive e non le solite chiacchiere, o le lezioni sulla “legalità”, o tanti bei corsi d’aggiornamento purché i docenti impieghino il monte-ore, qualcosa si potrebbe nel tempo ancora recuperare? Io ci credo quanto al risanamento economico della nostra nazione.