mark222220

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  1. Mesi fa , Matteo Renzi , a nome di Italia Viva , proponeva , per avere la maggioranza dei voti in Parlamento , alcune piccole modifiche sul decreto Zan . L’avesse mai fatto !! I compagnoni sempre alla ricerca del Sol dell’Avvenir sbraitavano urlando :” O lo votiamo così come e’ o non ne facciamo di niente “. Oggi , Enrico Letta , quello che il Cazzaro napoletano chiama confidenzialmente Enrico , ha fatto la stessa identica proposta . Bravi !!!  Ci arrivate sempre dopo ma l’importante e’ che ci arrivate !! 


  2. 1 ora fa, fosforo311 ha scritto:

     Viene voglia di fare le valigie ed andarsene dall’Italia. 

    Totalmente d'accordo, Tommaso:

     

    Te e Tommaso faresti bene a conoscere gli orari delle partenze per il Venezuela . La, finalmente , trovereste con una certa facilità , il tipo di società che a voi piace tanto tanto. In caso di incertezze, appena sbarcati a Caracas , per *** , chiedere di un certo signor Maduro …!! 


  3. Eh no , Cazzaro Napoletano !! Almeno con me non riuscirei mai a trasformare il forum in una succursale del Barber Shop di Carmine Petruzziello . Non ti basteranno mai i tuoi chilometrici post adatti soltanto per “ tramortire “ , addormentandoli, i forumisti . Anche perché , aldilà delle *** che dici ammantandole da decorazioni di infimo sapore , avresti avuto la facilissima possibilità di smentirci nonostante che nel precedente post ti ho dato la possibilità di farlo e spiegato come funziona una legge ed i relativi decreti attuativi . Perché senza quelli, di fronte a qualsiasi legge dove sono imposti , non funziona nessuna legge anche se non fosse stata licenziata dalle due camere del parlamento ma pure da Gesù  Cristo .  Sarebbe bastato che tu avessi messo a conoscenza del forum , l’articolo  ed il numero del decreto attuativo della legge Cartabia,  dove , quella che definisci patetica , avrebbe perseverato nella “ non certezza della pena”.  Ed invece non lo fai !! Ed il motivo e’ semplicissimo :  Perché non esiste !! E se non esiste ti confermi il solito impareggiabile pataccaro che “tenta” di considerare una inaffidabile scienziata del Diritto come la Cartabia , emerita Presidente della Corte Costituzionale, sullo stesso piano di un imbelle testadiminkia ed ex ministrino dei 5 stelle che ha messi 9 anni per laurearsi  , peraltro con uno scadentissimo voto,  e dando prova di quanto meritato era il suo stato di servizio al Villaggio Valtur di Simeri Mare : Dj Fofo’ . Ed io un Dj Fofo’ che dirige un Ministero importante come quello della Giustizia non lo voglio e preferisco la Cartabia . Dj Fofo’ lo lascio a te ed All’avvocaticchio Giuseppi . Chiaro , Cazzaro ?? 

     

     

     

     

     

     


  4. Aveva accusato Renzi ed Italia Viva di aver creato problemi al Paese in piena pandemia. Invece li abbiamo risolti . Qualcuno diceva che Renzi e Italia Viva facevano di tutto affinché’ l’ Italia finisse nelle mani di una destra antieuropea e sovranista che  in quel momento avrebbe eletto Matteo Salvini premier e Giorgia Meloni vice. E’ successo diametralmente l’opposto . Qualcuno diceva che saremmo stati il Paese-zimbello d`Europa. Grazie a Renzi ed a Italia Viva , l’Italia e’ stata salvata  nonostante i “ Mai più con Renzi “ anche e soprattutto del PD di allora. Diciamo che qualcuno dovrebbe ringraziare Renzi ed Italia Viva . Dovrebbero …dico !! Invece diciamo che apprezziamo anche un non spudorato silenzio. Vale più di mille ringraziamenti.  E non e’ ancora finita . Vedrete , vedrete ..,.vedremo !! 


  5. Non so a cosa era finalizzato l’intervento del Sauro. Di certo , però , possiamo dire che il tuo livello su aspetti giuridici equivale a quello di una matricola al primo anno di Giurisprudenza .  Con l’approvazione dell’aula del Senato, il disegno di legge di riforma della giustizia, predisposto dalla Ministra Cartabia, si avvia ( leggi bene Cazzaro !! Si avvia …nda? a diventare legge. Il testo prevede due regimi giuridici. Un gruppo di disposizioni (quelle dell’art. 2) entrano immediatamente in vigore, innovando il diritto penale sostanziale e processuale da diversi punti di vista. Un altro gruppo costituisce una legge-delega, che il Governo dovrà tradurre in un testo legislativo ispirandosi ai principi dettati (disciplinati dall’art1.  Nel primo gruppo , e’ stato modificato l’istituto della Prescrizione introducendo l’istituto  della cessazione mdel corso della descrizione sia che la sentenza di primo grado sia assolutoria o di condanna . E’ stata introdotta una causa di improcedibilità tale per cui se, dopo una sentenza di primo grado, il giudizio d’appello non termina entro due anni e quello di cassazione entro un ulteriore anno, deve essere pronunciata una sentenza di non doversi procedere. Sono possibili proroghe e sospensioni di tali termini di improcedibilità, che è comunque rinunciabile da parte dell’imputato. E’ entrato  subito in vigore l’istituzione di un comitato tecnico-scientifico per l’efficientamento del processo penale, l’identificazione di stranieri ed apolidi, l’audizione delle persone offese di determinati reati. Le riforme che dovranno , invece , venire adottate in futuro dal Governo Draghi ,  sulla base dei criteri fissati dal testo odierno e con i principi della legge - delega  investono diversi aspetti del diritto penale sostanziale e del processo. Quanto al primo, verrà potenziata la procedibilità a querela e l’istituto della non punibilità per particolare tenuità del fatto, e sarà disciplinata in maniera organica la materia della c.d. “Giustizia riparativa”.  Quanto al processo, le novità incideranno su numerosi aspetti: dalla digitalizzazione del processo penale,  allo snellimento delle procedure di notifica, ai procedimenti speciali (con particolare attenzione per gli ulteriori incentivi per chi opta per il rito abbreviato), al giudizio ordinario, al controllo del Giudice sullo svolgimento delle indagini preliminari e sulla tempestività delle stesse. Gli elementi maggiormente dirompenti sono rappresentati: dalla modifica della regola di giudizio per l’esercizio dell’azione penale e per il rinvio a giudizio: non saranno più richiesti elementi ‘idonei a sostenere l’accusa in giudizio’ ma occorrerà una “ragionevole prognosi di condanna”, nonché dall’introduzione, per i reati che procedono attraverso la citazione diretta a giudizio (catalogo che viene comunque ampliato) di un’inedita udienza pre dibattimentale davanti al Tribunale, dove valutare, da parte di un giudice diverso da quello competente per l’eventuale giudizio, la fondatezza dell’ipotesi accusatoria (nei termini della “ragionevole prognosi di condanna’” ed instaurare, se del caso, procedimenti speciali (nel regime attuale di competenza del giudice che procederebbe al dibattimento). Conclusioni finali : “ Il Cazzaro di Napoli parla di giurisprudenza al solo scopo di tentare di pescare i soliti storioni e con lo stesso identico sistema che usa quando “pesca” in Politica , economia , medicina , filosofia , sport , sociologia , prosa e scacchi . La responsabilità che il Cazzaro getta addosso alla Cartabia sulla certezza della pena e’ solo instillata nella scatola cranica del Cazzaro , oltre che dell’ ex ministro della Giustizia Dj Fofo’ Bonafede ( 9 anni per laurearsi ) che il Pulcinella partenopeo eleva a miglior ministro della Giustizia dal dopoguerra mente invece e’ insignito di miglior animatore del Villaggio Valtur di Sineri mare conseguito nell’estate 1995 . Solo un deficiente come il Cazzaro , raschiando il fondo del barile del ridicolo può paragonare l’ex animatore alla Cartabia che , rammento , e’ stata eminente presidente della Corte Costituzionale. 

     

     

     

     

     

     


  6. 7 ore fa, fosforo311 ha scritto:

    Nella conferenza stampa al termine del Consiglio Europeo Draghi ha detto che non possiamo ancora rinunciare al gas ma il suo consumo andrà diminuendo essendo le rinnovabili "il punto di arrivo". Sul nucleare si è limitato a riferire che alcuni paesi dell'UE hanno chiesto di considerarlo "non inquinante". Forse questi paesi pensano di utilizzare le scorie radioattive come fertilizzanti. Mi piacerebbe però sapere cosa pensa Draghi del nucleare. Un premier degno di questo nome deve esprimere una posizione, la cronaca del Consiglio Europeo compete alle agenzie di stampa. 

    Ed a te , Cazzaro , con quella affermazione fatta ieri , Draghi  non ha dato l’idea di quel che sarà il giudizio italiano ??  Si schierera’ dalla parte dell’Autonomia strategica europea . Punterà alle rinnovabili, alla gradualità sulla fuoruscita dei fossili e l’energia non sarà più trattata in subordine ad altri obbiettivi ma come un obbiettivo sintetico, chiaro e risolutivo come valore e criterio guida della transizione. Tuttocio’ non vorrà dire di fare centrali nucleari in Italia, domani mattina. Sarebbe velleitario .  Il nucleare non si improvvisa. Ma in Europa ( dove le centrali ci sono, accidenti se ci sono , nda). si'.  Occorrerà estendere la quota di nucleare esistente. Come? Completando i programmi di nuove centrali in costruzione, estendendo la vita attiva di quelle esistenti, sostituendo con centrali nuove quelle che si chiudono per fine vita, sostituendo ( per i paesi che devono chiudere centrali a carbone) quelle fossili con l'unica fonte, il nucleare, veramente alternativa ad una centrale fossile. Non e'   e non sarà affatto  un "tutto nucleare" come il Cazzaro tende pateticamente ad instillare nella mente dei papabili storioni da pescare . Molto probabilmente, l'obiettivo sara’ quello di passare , nel mondo, nel 2050, da 392 GW di nucleare a 550. Lo propongono  le Agenzie internazionali dell'energia. Senza questo aumento i targets emissivi europei sono impossibili da raggiungere. Insomma, per il nucleare si tratta di  consolidare il contributo attuale. Ma la verita' e' che il nucleare serve come tecnologia di lungo periodo. Se vogliamo realizzare la transizione a nuove fonti ( idrogeno), se vogliamo elettrificare i consumi energetici, se vogliamo, in modo realistico e meno costoso, consentire ai paesi poveri di accedere alla sufficienza energetica, abbiamo bisogno di piu' nucleare. Ed e’ inutile girarci intorno !! Così e’ e non saranno i talebani “anti tutto “ a bloccare un processo che sarà ineluttabile se i nostri figli e nipoti non vorranno tornare all’età della pietra . Di quello nuovo di fissione , anzitutto, e ( dal 2040) della fusione nucleare. L'Italia non potra’ stare a guardare e deve prepararsi al nucleare nuovo di fissione e alla fusione nucleare. Dentro l'autonomia strategica dell'Europa, nell'energia, ci sarà quella dell'Italia. Del nucleare non si potra' fare a meno ed il Cazzaro napoletano si metta il cuore in pace . E pure il cervello !! 


  7. 1 ora fa, fosforo311 ha scritto:

    Lo so anch'io che tra i manifestanti ci sono molti vaccinati. E questi li comprendo ancora meno. Hanno paura o difficoltà a scaricare il certificato verde? Ce l'hanno e si scocciano di mostrarlo? Boh! Probabilmente hanno solo voglia di fare gazzarra o sono strumentalizzati politicamente.

    Dall'inizio della pandemia, ogni volta che posso, cerco di andarci io al supermercato e nei negozi al posto di mia moglie. Se uno dei due deve morire o ammalarsi, meglio che sia io. In ogni caso, da oltre un anno e mezzo non andiamo più a fare la spesa insieme ma ci alterniamo: i negozi dovrebbero essere il meno affollati possibile, ma molti non l'hanno capito e ci sono intere famiglie che entrano in tre o in quattro, e c'è chi si porta pure il cane. Sono anche questi comportamenti ottusi e incivili che fanno circolare il virus, allungano la pandemia e fanno morire la gente. Ebbene, dato che vado al supermercato, oggi mi ritrovo nel portafoglio una mezza dozzina di schede magnetiche in più: Coop, Conad, Decò, etc. Me le ha date mia moglie: servono per le promozioni, i prodotti in offerta e le raccolte punti. Però al supermercato non mi chiedono il green pass (io lo renderei obbligatorio per entrare in tutti i negozi al chiuso e anche in chiesa) ma se me lo chiedessero non avrei nessun problema a esibirlo. Ti ripeto: finora non mi hai fornito una sola ragione seria per cui non ci si debba vaccinare e non si debba mostrare un certificato. Il vaccino è un farmaco come tanti, di sicuro molto più collaudato e meno pericoloso di molti altri. E il green pass è un certificato come tanti. Come la patente, il bancomat, le carte prepagate, le tessere sconto dei supermercati, l'abbonamento ferroviario o quello allo stadio, etc. etc.

    Il Regno Unito viaggia a quasi 50.000 casi al giorno e più di 130 morti di media (oggi 180). Eppure hanno poco meno vaccinati di noi. Perché sono messi molto peggio di noi? Perché hanno aperto praticamente tutto, non usano il green pass e hanno abolito pure mascherine e distanza. Ma attenzione! A metà gennaio, durante la seconda ondata, nel Regno Unito non avevano ancora i vaccini e avevano all'incirca 50.000 casi al giorno anche allora, ma erano in lockdown! E avevano 1200 morti al giorno di media. Con il liberi tutti e senza vaccini, e con la variante delta al posto della alfa (o inglese), probabilmente oggi avrebbero 200.000 casi e 5.000 morti al giorno. Come vedi, i numeri ci dicono che la  punturina serve, altroché se serve!

    Saluti

    E bravo il nostro Cazzaro !!  Addirittura si “offre “ come volontario familiare nel caso il COVID facesse irruzione in casa Cazzaro !!  Bravo , non costa niente “ apparire “. Figurati !! Il condomino mio dirimpettaio si e’ offerto volontario pure al posto dei nipoti ..!! Eppero’ sui vaccini c’ha ragione e non mi costa niente a dirlo .  Solo che , poi , mi rammento che e’ diventato un grillino , un fedele di Giuseppi . Il quale Giuseppi , proprio ieri ha nominato sta tizia , più simile ad una pescivendola che ad una parlamentare della Repubblica Italiana , nel suo ristrettissimo cerchio magico . Ed allora , sentiamo un po’ che dice :      https://www.facebook.com/isa.russi.9/videos/391788382425846/


  8. Credo che ben altri siano programmi insulsi e “corrotti “ che la programmazione Rai ci propina. Quello di Fazio e’ l’unico che ospita personalità di rilievo internazionale e , cosa assai importante , e’ una delle pochissime che fa incassare , tramite la pubblicità , tanti soldi al servizio pubblico . Poi , se qualcuno ha sulle palle Fazio e la Litizzetto , ci stanno pure questi giudizi ma la caratura del programma e’ ottima . 

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  9. Giuseppi Conte  è sempre più il protagonista di una storia triste e decadente. Pensava di essere il capo di una coalizione, gli avevano fatto credere di essere il punto fortissimo di riferimento del progressismo italiano e invece si ritrova a guidare un partito polverizzato ed uscito più che sconfitto dalle amministrative. E quindi il tapino , che un giorno una voce proveniente da Napoli definì un dono della Divina Provvidenza ,  prova a buttare la palla in tribuna attaccando Renzi.  Si si ,  lo definisce irrilevante . Mah , a me sembra  che sia stato talmente irrilevante da averlo mandato a casa. E sapete cari forumisti seri , non  è bello sminuire chi ti ha "asfaltato" (cit. Casalino, nda)  ne esci peggio se , nonostante tutta la tua forza millantata,  è l'ultimo della classe ad averti fatto fare gli scatoloni.  Ma l'apoteosi è quando dice che Renzi è andato alla CNN a parlare male dell'Italia durante la pandemia. Poveraccio !!  Confonde il suo Governo col Paese. O , peggio ancora , Conte è sempre più il protagonista di una storia triste e decadente, pensando che il suo governo fosse l'Italia.  Evidentemente i cori delle prefiche del PD "dopo di lui il diluvio" lo hanno convinto di essere una specie il novello Nembo Kid e si lancia in uno sgangherato quanto pietoso "Lo stato sono io".  Ah , e concludo , poi ha raccontato di nuovo la barzelletta di "Tutto il mondo ci copiava le misure contro la pandemia".  Un copione vecchio e stantio che non fa manco più ridere.pensando che il suo governo fosse l'Italia. 

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  10. Eppure ci sarebbero stati argomenti a josa da commentare : L’assoluzione di Berlusconi, il confronto tra Giuseppi ed i dissidenti nel M5Stelle , le risultanze del COVID , i dati ed i successi di Draghi sull’Economia … Ed invece il Cazzaro che fa ??  Prende armi e bagagli e si trasferisce sul forum Ambente e si diletta in ricette sulle cozze. Hai capito il Cazzaro un quintale e kg 30 ?? Cosa lo turba ?? Perché qualcosa lo turba . Come qualcosa turba la Sanchina praticamente desaparecida subito dopo i dati sulle elezioni . E non pensate che l’assenza sia completa . Lo e’ nei post , ma assiste a tutte le discussioni . E’ stata “tra noi “ anche 2 ore fa …,!! 

    • fosforo311
    • Fosforo 31 4015 messaggi

    Sono ghiotto di questi mitili, in estate ne consumo non meno di 1 kg a settimana. Per lo più all'impepata: le faccio bollire in pentola, nel loro brodetto, senza olio ma solo una spolverata di pepe, e le gusto con un poco di brodetto e qualche goccia di limone, accompagnandole con una buona birra. Ovviamente le cozze devono essere freschissime (vive) e vanno prima pulite bene, ma senza immergerle nell'acqua dolce (perderebbero sapore) e private del bisso. Suggerisco di acquistarle dall'ostricaro di fiducia o almeno di accertarsi della provenienza. Ottime anche con gli spaghetti, io preferisco spaghettoni o vermicelli, preferibilmente in bianco secondo la ricetta classica napoletana, nelle insalate di mare e nelle zuppe di pesce. Evitare di mangiarle crude. Quelle surgelate sono belle carnose, ma sono assai meno saporite: il profumo di mare è assente. Dato però che sono un cibo sano e nutriente, nonché economico, a volte le compro al supermercato fuori stagione, cioè ottobre-aprile, e le "addomestico" con aglio, olio, peperoncino, pomodorini, vino bianco e molto prezzemolo. 


  11. Egregio DB , voglio sperare che tu non faccia parte degli “storioni” che il. Cazzaro di Napoli , quotidianamente , tenta di pescare nel Mare Magnum del Forum . Allo scopo ti invito a leggere questo illuminate articolo dell’Osservatorio CPI che sfata e ribalta il teorema del Sud “affamato” dal Nord . E’ vero il …contrario !! 

     Il falso mito dello "scippo" di risorse del Nord a danno del Sud: al Mezzogiorno la spesa pubblica pesa di più

    a cura di OSSERVATORIO CPI *
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    Lo Stato spende di più per i cittadini del Centro-Nord che per quelli del Mezzogiorno? Al netto della spesa per interessi e di quella pensionistica - che lo Stato non può decidere come allocare a livello territoriale - la risposta è negativa. Se poi si tiene conto del diverso costo della vita, il Meridione sembra beneficiare di un trattamento migliore rispetto al Centro-Nord

    26 SETTEMBRE 20208 MINUTI DI LETTURA
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    Di recente, il presidente dell'Associazione per lo Sviluppo Industriale del Mezzogiorno (Svimez) ha dichiarato che "il Nord ha sottratto al Sud 60 miliardi all'anno". Come è stata ottenuta questa stima? Nell'analisi della Svimez vi sono una serie di peculiarità che a nostro avviso distorcono notevolmente il risultato. Innanzitutto, l'analisi è basata sui dati di spese ed entrate di fonte CPT (Conti Pubblici Territoriali a cura dell'Agenzia della Coesione) la cui somma per regioni è molto diversa dai totali nazionali ISTAT, un punto (di notevole gravità) che è già stato messo in evidenza dalla Banca d'Italia e dall'Ufficio Parlamentare di Bilancio.

    In secondo luogo, viene considerata la spesa  della cosiddetta P.A. allargata, ovvero l'insieme di società partecipate, enti locali e amministrazioni centrali. Di conseguenza, in questi 60 miliardi sono incluse le spese di società come Eni, Enel, Poste Italiane e Leonardo che sono quotate in borsa e non operano in base a obiettivi di perequazione geografica, bensì di profittabilità e che devono comunque cercare di soddisfare la domanda effettiva per i beni e servizi prodotti. È quindi pressoché inevitabile che la spesa di queste società sia maggiore nelle regioni più ricche, in cui la domanda è più elevata e  le opportunità d'affari sono tipicamente maggiori. Consegue che considerare tutta la P.A. allargata è discutibile, in quanto include delle spese il cui meccanismo di allocazione è fondamentalmente il mercato e non una decisione politica.

    In terzo luogo, nel calcolo dei 60 miliardi "sottratti" al Mezzogiorno, secondo Svimez, ci sono anche le pensioni, che rappresentano più di 250 miliardi all'anno di spesa pubblica. Tuttavia, lo Stato non ha alcun controllo sulla loro allocazione regionale: dato che al Nord i lavoratori (provenienti sia dal Nord che dal Sud) hanno versato più contributi, i pensionati settentrionali hanno mediamente diritto a pensioni più alte, il che fa inevitabilmente lievitare la spesa pubblica pro capite nelle loro Regioni.

    Infine, la Svimez non tiene conto delle differenze molto rilevanti nel costo della vita tra regioni.
     

    La distribuzione regionale della spesa

    Passando alla pars costruens, per fare un'analisi solida della distribuzione regionale della spesa, occorre fare riferimento all'aggregato della Pubblica Amministrazione (che a livello nazionale è calcolato dall'ISTAT, in base ai criteri Eurostat), la cui disaggregazione per regioni e macroaree è calcolata dalla Banca d'Italia.
     
    Tav. 1: Spesa pro capite della P.A.
      Centro-Nord  Mezzogiorno Gap
    Spesa nominale pro capite(media 2014-2016, euro) 11850 10900 -950
    Spesa nominale pro capite senza pensioni(media 2014-2016, euro) 6800 7150 +350
    Spesa pro capite senza pensioni a parità di potere d’acquisto(media 2014-2016, euro) 6550 8500 +1950
    Tutti i dati sono al netto degli interessi sul debito. Fonte: elaborazione Osservatorio CPI su dati della Banca d’Italia e ISTAT.

    Se si considera il dato grezzo dell'intera PA al netto degli interessi sul debito, con riferimento alla media del periodo 2014-2016, il Mezzogiorno appare leggermente svantaggiato nel senso che la spesa pro capite è pari 10.900 euro a fronte di 11.850 euro nel resto del paese, con un gap di 950 euro (Tavola 1, prima colonna). Va detto subito che questo dato non è statisticamente significativo perché, come si mostra più avanti, vi sono differenze significative fra regioni a Statuto ordinario e a Statuto speciale, nonché fra regioni di diverse dimensioni all'interno delle stesse macroaree. In ogni caso, moltiplicando questo gap per la popolazione del Mezzogiorno (20,5 milioni) si ottiene la cifra di 19,5 miliardi all'anno, che è rilevante, ma molto lontana dal dato citato dalla Svimez.

    Tuttavia, se si sottraggono le pensioni, sulla cui allocazione geografica il decisore politico non ha alcun controllo, la spesa pro capite di tutta la P.A. nelle varie regioni rimane abbastanza eterogenea, ma la "classifica" non sembra discriminare il Meridione rispetto al Centro-Nord; anzi il gap si rovescia a favore del Mezzogiorno e diventa positivo (+350 euro pro capite, Tavola 1, seconda colonna).

    L'altra correzione ai dati grezzi sulle uscite della P.A. muove dalla considerazione che nel Mezzogiorno i prezzi sono più bassi che al Centro-Nord; ogni euro di spesa in una regione del Sud ha quindi un potere d'acquisto - e quindi un valore reale - maggiore rispetto al resto del Paese. Per eseguire l'aggiustamento a Parità di Potere d'Acquisto (PPA) della spesa, è stata utilizzata l'unica fonte ufficiale disponibile che è rappresentata dalle soglie di povertà definite dall'ISTAT. La soglia di povertà nel Mezzogiorno è inferiore del 20 percento circa rispetto al Centro e del 24 rispetto al Nord, rispecchiando una considerevole differenza nel costo della vita. Quando si opera anche questa correzione, il gap diventa molto rilevante (+1950 euro pro capite) e decisamente favorevole al Mezzogiorno (Tavola 1, terza colonna). In valori assoluti, si tratta di una maggiore spesa "reale" nel Mezzogiorno pari a quasi 40 miliardi.

    Anche per quanto riguarda le singole Regioni, la spesa non pensionistica pro capite a Parità di Potere d'Acquisto non sembra penalizzare il Mezzogiorno, ma piuttosto appare favorire le Regioni a Statuto Speciale e quelle più piccole (Figura 1).

    Il Mezzogiorno è discriminato?

    Per un'analisi più accurata occorre tenere conto delle differenza di spesa determinata da fattori diversi da quelli che sono oggetto di questa indagine, ossia la dimensione delle regioni (dato che vi sono notevoli economie di scala) e il loro status costituzionale (regioni a Statuto Ordinario e a Statuto Speciale). Per fare questo è necessario effettuare una regressione multivariata, che consenta di cogliere separatamente l'effetto della grandezza e dello status di ogni regione sulla spesa pro capite della P.A., lasciando che l'appartenenza al Mezzogiorno spieghi le differenze restanti. In altre parole, si individua la differenza nella spesa pro capite tra una regione del Mezzogiorno e una del Centro-Nord a parità di popolazione e status.
     
    Tav. 2: la spesa della P.A. è più bassa al Mezzogiorno? (regressioni)
      (1) Variabile dipendente:
    Spesa PA pro capite
    (2) Variabile dipendente:
    Spesa PA pro capite
    senza pensioni
    (3) Variabile dipendente:
    Spesa PA pro capite
    senza pensioni e PPA


    popolazione (milioni)


    -402,5***


    -341,7**


    -356,2***
      (-3,63) (-2,78) (-3,07)


    statuto speciale


    2160,9***


    2398,9***


    2094,7***
      (3,54) (3,55) (3,28)


    Mezzogiorno


    -1560,1***


    -393,7


    1397,1**
      (-2,92) (-0,67) (2,50)



    costante



    13758,6***
    (25,00)



    8421,9***
    (13,82)



    8219,4***
    (14,27)
    Osservazioni 21 21 21
      0,74 0,65 0,69
    Statistiche t tra parentesi. *** significativo al 99%, ** significativo al 95%, *significativo al 90%. I valori di popolazione e spesa    pro capite sono medie 2014-2016. Fonte: elaborazione Osservatorio CPI su dati della Banca d’Italia e ISTAT.

    I risultati sono presentati nella Tavola 2. Come anticipato, la spesa pro capite è minore nelle regioni grandi (350-400 euro pro capite in meno per ogni milione di abitanti) e maggiore in quelle a Statuto Speciale (oltre 2.000 euro pro capite in più). Al netto di questi fattori, se non si escludono le pensioni dalla spesa della P.A., la differenza tra spesa pro capite nel Mezzogiorno e al Centro-Nord è significativa e negativa: i cittadini meridionali riceverebbero ciascuno circa 1.560 euro in meno (colonna (1)). Tuttavia, se si escludono le pensioni da questo calcolo, la differenza tra Sud e Centro-Nord non è più statisticamente significativa. In altre parole, il Sud non è discriminato nella distribuzione geografica della spesa pubblica nominale non pensionistica (colonna (2)). Infine, se si considera la spesa della P.A. a Parità di Potere d'Acquisto (PPA), ovvero se si tiene conto delle differenze nei prezzi, il Sud appare significativamente favorito, nell'ordine di quasi 1.400 euro pro capite (colonna (3)). Questo risultato dipende ovviamente dal fatto che quasi tutti gli stipendi pagati dalla P.A. sono uguali tra regioni e rispecchia quindi il loro maggior valore reale nel Mezzogiorno. In altre parole, tenendo conto anche delle differenze nel costo della vita, il Mezzogiorno riceverebbe un trattamento più generoso del resto dell'Italia. A livello aggregato, questa maggiore spesa pro capite equivarrebbe a circa 28,6 miliardi all'anno.
     

    Quante risorse redistribuisce lo Stato?

    La combinazione tra un ampio divario in termini di PIL pro capite tra Centro-Nord e Meridione e una spesa pubblica nominale pro capite più equilibrata tra le due macroaree, fa sì che, anche includendo la spesa pensionistica e senza tenere conto delle differenze di potere d'acquisto, il peso della P.A. sul PIL regionale sia estremamente alto nel Mezzogiorno e più contenuto nel resto del Paese. Agli estremi ci sono la Lombardia, in cui la spesa pubblica è poco più del 33 percento del prodotto regionale, e la Calabria, dove questo dato raggiunge l'80 percento, una cifra davvero elevata. Poiché il peso delle entrate della P.A. sui PIL regionali è molto più omogeneo, l'esistenza di massicci trasferimenti (i cosiddetti residui fiscali) tra regioni è inevitabile (Figura 2).

    La Banca d'Italia calcola che nel periodo 2002-2016, i trasferimenti pubblici a favore del Mezzogiorno sono oscillati fra il 15 e il 20% del Pil dell'area; rapportato alla media del PIL 2014-2016, queste percentuali corrispondono a cifre annuali tra 57 e 76 miliardi di euro. Le regioni che hanno sostenuto la quasi totalità di quest'onere sono la Lombardia, l'Emilia Romagna, il Lazio, il Veneto, il Piemonte e la Toscana.

    Da parte della Svimez (e di molti meridionalisti) si argomenta che quello dei residui fiscali è un falso problema perché il prelievo riguarda gli individui, non i territori e perché i diritti di cittadinanza non possono variare in base alla residenza. L'argomento è comprensibile e in parte condivisibile. Occorre però tenere conto che in tutte le strutture federali è prevista una qualche corrispondenza fra la capacità contributiva di una regione e la sua spesa. Se si pensa che questa corrispondenza non possa o non debba verificarsi, allora non si capisce che senso abbia dire che l'autonomia delle Regioni prevista dalla Costituzione vada contemperata con i livelli essenziali delle prestazioni; bisognerebbe dire chiaramente che non si ritiene auspicabile alcuna forma di federalismo o tantomeno di autonomia differenziata.

    In ogni caso, non sembra in alcun modo accettabile distribuire in ragione della popolazione anche la spesa delle imprese partecipate che operano sul mercato, nonché le pensioni che dipendono dai redditi percepiti nel passato. Quanto alla questione delle Parità di Potere d'Acquisto, si può essere dell'opinione che gli stipendi pubblici e forse anche quelli privati debbano essere gli stessi in tutto il paese, ma non si può negare che un euro al Sud ha un potere d'acquisto - e quindi un valore - maggiore che nel resto del Paese.

    Questo insieme di fattori fanno sì che il Mezzogiorno d'Italia sia una della poche aree al mondo in cui il livello dei consumi (privati più collettivi) è superiore al PIL: sempre con riferimento al periodo 2014-2016, tale rapporto è pari a 1,025 nel Mezzogiorno e a solo 0,746 nel resto d'Italia.

    In un'altra nota di prossima pubblicazione, mostriamo che ciò è vero dagli anni cinquanta del secolo scorso ed è la ragione principale per la quale la bilancia commerciale del Mezzogiorno è costantemente in deficit, per cifre anch'esse tipicamente comprese fra il 15 e il 20% del PIL.
     

    Conclusione e problemi irrisolti

    Alla luce di queste considerazioni la dichiarazione del presidente della Svimez circa i 60 miliardi "sottratti" ogni anno dal Nord al Sud - al netto dei gravi limiti dei dati sottostanti - è vera soltanto se si considera l'intera P.A. allargata, senza tenere conto che una larga parte delle sue spese non possono essere distribuite diversamente sul territorio (partecipate e pensioni). Questa dichiarazione è infatti ispirata ad un'interpretazione estremamente estensiva del principio costituzionale di perequazione della spesa pubblica, in quanto sottintende che la distribuzione geografica della spesa pro capite dovrebbe essere simile in tutte le aree del paese, includendo nella valutazione anche le imprese partecipate che operano con criteri di mercato e le pensioni che non possono che dipendere dai redditi passati. In ogni caso, per quanto riguarda la spesa della P.A. in senso stretto - e quindi la spesa che il decisore politico può decidere dove allocare - già al netto delle pensioni il Meridione non appare discriminato; se poi si corregge per il costo della vita sembrerebbe addirittura favorito. Questo trattamento, equo nominalmente e vantaggioso a Parità di Potere d'Acquisto si traduce in ingenti trasferimenti da parte delle amministrazioni pubbliche dal Centro-Nord verso il Mezzogiorno.

  12. E poi si dice che la “ fortuna che dovrebbe aiutare gli audaci “ , non sia un proverbio azzecatissimo .  Prendiamo , per esempio , il Cazzaro di Napoli : Lui e’ stato uno degli 0,01% di italiani fortunati che , ieri sera , ha sintonizzato il proprio telecomando sul 9.  E che ti pesca ??  Quel fortunatissimo Cazzaro , si imbatte in un dibattito in cui sono presenti , e quindi , tra di loro discutono , 3 personaggi di primissimo livello ed indispensabili per la politica italiana : 1) Andrea “saltalafila” Scanzi 2) Alessandro “motornoaromaperchefacaldo” Di Battista 3) Tomaso “vestoallamodaArmani” Montanari . Eccheccazzo !! Tutti e 3 insieme e’ uno scoop della 9. E ci credo che il Cazzaro sia rimasto sorpreso dai cenni di assenso che i tre si scambiavano tra di loro . La cosa era talmente improbabile che la macchietta partenopea ha chiamato pure la moglie che era in cucina a preparare i cocktail anti COVID perché assistesse a quello che e’ stato “ definito” un miracolo . C’è da rimanere esterrefatti quando Montanari Tomaso che , con un paio di quel che il pallone gonfiato partenopeo chiama “acuti” , ha informato gli astanti che se Amintore Fanfani fosse ancora vivo , militerebbe nella sx estrema . Lo troveremmo in prima linea con i Cobas di Arezzo , alla guida dei Disoccupati Organizzati che lanciano cassonetti dei rifiuti contro le Forze dell’ Ordine !! Detta, poi , una certa meraviglia,  l’affermazione testuale del Cazzaro di Napoli quando afferma che “ umilmente “ , ma nel contempo pure “modestamente “, certe cose le aveva già dette da “chillo tempo “ . Esatto !! Le aveva già dette da un bel po’ !! Questa e’ la conferma che la sua patologia , ancora in itinere , non ha ancora completato il suo ciclo completo e che dobbiamo aspettarci,  ancora,   chissà quante analoghe “chicche”  . Però che fortuna !! Che fortuna , per il Cazzaro , aver potuto assistere , e solo grazie al suo telecomando inavvertitamente posizionato sul canale 9, ad un dibattito del genere . Pongo una domanda al Pulcinella campano : Sono previste repliche ?? 


  13. 47 minuti fa, hoodrobin0 ha scritto:

    Speriamo ,Pertini si rivolgerà nella tomba. 

    Pertini , già Pertini !! Oggi in molti lo tirano per la giacca . Pertini, checche’ se ne dica , era un sincero democratico , garantista , onesto dalla punta dei capelli fino all’alluce.  Fiero oppositore di tutti i populisti immaginabili e meno . Ritengo che se Pertini fosse ancora tra di noi , con i 5 stelle , non ci prenderebbe nemmeno un caffè e gli prenderebbe , semmai , a calci nel Kulo …!! 

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  14. Qualche compagno che più compagno non si può , ha definito la loro lotta contro il green pass come una lotta di classe . Sulla mitica "lotta di classe" dei portuali di Trieste vista da sinistra ( scava scava, si arriva alle fogne...)
    1) il famoso "Coordinamento Lavoratori Portuali di Trieste (CLPT)", a dispetto del nome ampolloso, che dà un'idea omnicomprensiva, è invece un piccolo comitato, talmente minoritario da non essere rappresentativo, nemmeno a livello aziendale, al punto che per partecipare alle trattative contrattuali deve affiliarsi di volta in volta ad altri sindacati, a loro volta minoritari (USB prima e FISI ora).
    2) Nel 2019 il CLPT abbandona l'USB; nel 2021 lo ritroviamo con la FISI, attraverso la quale è stato proclamato lo sciopero del 15 ottobre.
    3) La FISI è un sindacato pressoché sconosciuto con sede nazionale a Eboli (!) prov. di Salerno, che opera quasi esclusivamente nel settore sanitario e ha per segretario nazionale di categoria tale dott. Pasquale Bacco.  4) Pasquale Bacco (che si definisce "medico e imprenditore") é stato candidato per CasaPound alle elezioni politiche del 2013 e candidato sindaco, sempre per CP, alle amministrative di Bitonto. 5) I portuali di Livorno, che probabilmente conoscono l'ambiente, li hanno mandati a *** .  Detto ciò, chi vuole "saldare" le proprie lotte con sta roba qua, vedendoci un fulgido esempio di lotta di classe, si accomodi pure, con Montesano, Pappalardo,  e Cunial (per i quali i manifestanti si spellano le mani).  Saluti ai “ dimessi desaparecidos ( chissà perché ) Cazzaro napoletano e Sanchina la frugola …!! 


  15. 1 minuto fa, barbablu16 ha scritto:

    Vedi  un po  tu ...  forse  meglio cantare FACCETTA  NERA    ?

    Mhmhmhmhmhm , credo che pure Letta non canti Bandiera Rossa . Giurerei che non lo ha mai fatto nemmeno Prodi .  Chissà se invece hanno cantato Faccetta nera 


  16. 21 ore fa, barbablu16 ha scritto:

    Cioè  conferma  che  non  vuol morire  cantando bandiera  Rossa .... e  che  non  è  di sx . Punto.  Miccichè  berlusconiano  della  prima  ora  se  non erro...

    Non capisco . Non cantare bandiera rossa significa non essere di sx ?? Oppure : Essere di sx vuol dire cantare Bandiera Rossa ??


  17. E confesso che e’ ancora più divertente . Il suo direttore , Marco Calandrino Travaglio , che un pulcinella partenopeo , considera il miglior giornalista italyano , fa sbellicare dalle risate . Commentando i risultati dei ballottaggi di ieri, fa la lista di chi vince e di chi perde .  Chi ha vinto , secondo Cakandrino ??  Nessuno . E continua : se proprio dobbiamo dare una parvenza di vittoria verso qualcuno , l’ineffabile e fascistoide nonché pluriPregiudicato Calabdrino , la assegna all’astensione . Secondo questa assoluta nullità , da domani , le città saranno governate da chi non e’ andato a votare . Non mi ero ancora ripreso da una crisi di involontaria comicità , che mi imbatto nel secondo quesito : chi ha perso ??  Nessuno !! Come nessuno ?? E Salvini ?? E, soprattutto i 5 stelle ?? Macché  !! In questo quadretto ho visto tutta la disperazione più cupa del direttore del Falso , al quale non resta che fare il classico salto sul carro del vincitore, cioè , secondo lui , su quello del “partito dell’astensione”. Che non esiste !! A differenza degli astenuti, che ci sono, ma tutti differenti e ineguali, che semmai fossero riconducibili a un solo partito sarebbe quello dei sicuri perdenti. Chi si astiene non conta, fa notizia per due giorni mentre il mondo va avanti, tra bene e male, sulle spalle di chi, a destra o a sinistra, è capace di decidere anche nelle condizioni più complicate.  E poi , Vedendo le immagini degli scontri di Trieste, ad urne aperte, c’è da chiedersi quanti dei manifestanti siano andati a votare. Immagino nessuno, o quasi, esprimendo non un partito, ma la sottocultura di chi reclama il diritto a lavorare che oggi è reso possibile solo dalla vaccinazione degli altri. Miserabili profittatori che dovrebbero avere paura di loro stessi.  Comunque mi sono ripreso quasi subito dalla seconda ondata di riso involontario che mi ha procurato l’articolo di  Calandrino . Mi ha fatto compassione anche perché passare come  
    sperperatore di denaro in risarcimenti alla famiglia Renzi se non fosse per ribadire un punto già chiaro dopo l’esito del primo turno nei comuni. Un colpo d’ascia,  poi ,  ha lesionato alla base il postulato sul quale si è basata tanta parte della politica italiana negli ultimi due anni, cioè l’alleanza strategica tra M5S e PD. Con siparietto da finale grottesco dell’uomo divenuto “imprescindibile”, dopo avere fallito il ruolo del “provvidenziale”.
    Come tutti i traumi il dolore si avverte meno a botta calda. Vedremo nelle prossime settimane quanto resterà in piedi e di utilizzabile del M5S per confermare, semmai, un ruolo da figurante minore.
    M Intanto assistiamo all’imbarazzo dei commentatori più autorevoli che, col pensiero disturbato   dopo anni di rilegature a colla, sibilano a denti stretti di un presunto successo dell’alleanza tra PD e M5S.  Ahahahahahah , eppure i numeri sono numeri e quella gente incoraggia l’analfabetismo funzionale di molti dilagando dalla sintassi all’aritmetica. Dove vedono il successo di quella strategia? A Milano, Bologna e Napoli il M5S è stato del tutto ininfluente nel successo dei sindaci eletti al primo turno. Diciamolo  più chiaramente:  se in quelle città il M5S avesse appoggiato un altro candidato o si fosse astenuto ,  Sala, Lepore e Manfredi sarebbero stati eletti subito ugualmente.  A Torino e Roma è andata ancora peggio per quella strategia.
    Lo Russo, da sempre contrario al M5S e non solo in Consiglio Comunale, fu osteggiato dal PD cittadino e nazionale e sospinto alla candidatura a sindaco solo dal voto delle primarie, dopo uno scontro interno col candidato “ufficiale” dell’apparato ligio alla linea nazionale. A Roma Gualtieri e’ stato un ripieg all’impossibilità di un accordo, contro natura, prima ancora che contro la città, col M5S. Poco importa del voto personale di Conte, strumentale alle sue dinamiche interne più che al destino di Roma e di Gualtieri.
    Il M5S, Raggi o Conte, che pari sono , hanno detto i romani, è fuori gioco. Gualtieri sa che per risollevare Roma dovrà guardare da un’altra parte.   Dunque qualcosa di simile al centro – sinistra ha vinto in questa tornata. Ma cosa sia è abbastanza chiaro nelle città, ma non lo è a livello nazionale. Di certo c’è che i nazionalpopulisti di Lega, FdI e M5S hanno perso !! E’ stato ribaltato il clima politico del 2018. Onore al merito di chi , in questi tre anni, ha saputo assestare colpi micidiali contro quel clima, dettando le svolte giuste nei momenti giusti. Inutile fare nomi lo sanno tutti, anche chi non vuole ammetterlo.  
     Al PD restano, ora, i maggiori interrogativi. Nodi strategici da sciogliere, che ormai sono a vista. Sperando che, tra i tanti brindisi, Letta non diventi cieco e dica di non vedere niente. .


  18. 1 ora fa, fosforo311 ha scritto:

    ….non ci sarà evidentemente altra soluzione che quella proposta dallo stesso Keynes nel 1930. Ovvero abbattere drasticamente gli orari di lavoro, in modo da dividere equamente tra tutti "il poco lavoro che ancora rimane". In altri termini attuare il vecchio slogan della sinistra: LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI. Keynes proponeva 15 ore settimanali su 5 turni di 3 ore entro il 2030. Keynes non lo dice ma tutto questo si potrà attuare solo con l'intervento diretto e massiccio dello Stato…..

     

     

     

    Questo truffatore napoletano continua ad interpretare il forum come ricettacolo di bufale : Sono costretto a ripetermi.   “ Kejnes non ha mai , ripeto mai , detto “LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI “. Il Cazzaro di Napoli informi il forum quando e dove Kejnes ha fatto questa dichiarazione oppure chiuda la bocca !! 


  19. Andavo sul sicuro : Vedere  Il M5Stelline polverizzato e il vicedirettore condannato a pagare 30mila euro a Tiziano Renzi e’ stata una goduria .  Perché una goduria ?? Perché non hanno parlato ne dell’uno ne dell’altro argomento …!! 

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  20. Che a gennaio , qualche marionetta del forum , più o meno , apriva bocca e diceva :” Se cade Conte , Salvini e la Meloni vinceranno tutte le elezioni “. Ora , ma forse mi sbaglio , Conte e’ caduto e che , almeno a questo giro , ma anche ad altri precedenti giri , i riformisti abbiano vinto ed i populisti abbiano perso . A qualcuno , il Mago Otelma , li fa unasega !! 

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