fosforo31

  • Numero messaggi

    2223
  • Registrato

  • Ultima Visita

fosforo31 è il vincitore del giorno dicembre 9 2017

fosforo31 ha pubblicato il contenuto con più like

Reputazione Forum

172 Sono il Re del Forum

2 Followers

Su fosforo31

  • Rank
    Utente avanzato
  • Compleanno

Visite recenti

5867 visite al profilo
  1. Ma lo hai visto il video fino alla fine? A mia memoria nemmeno Travaglio, nemmeno Montanelli e Fortebraccio hanno mai bastonato con tanta veemenza e passione la schiena di un politico. Per la verità un altro caso me lo ricordo, ma chi vive fuori dalla Campania non può ricordarlo. Parlo di un altro geniale napoletano, il grande e compianto meridionalista Angelo Manna. Che dagli schermi di Canale21, nella sua popolare trasmissione, il Tormentone, picchiava peggio di Roberto Duran, e non so se mi spiego (il pugile soprannominato Mani di Pietra). Pensa che un famoso politicante partenopeo, dopo una puntata del Tormentone, lasciò la politica e sparì dalla circolazione.
  2. Saviano randella il ministro dell'Interno: che goduria! Naturalmente aveva cominciato il fuoricorso del Viminale. Nulla da dire: nella scienza della provocazione non è da laurea, ma da Nobel. Prima aveva tirato la pietrina: mettiamo in discussione la scorta di Saviano. Poi ha ritirato la manina: la gestione delle scorte non mi compete. E certo che non ti compete. Ma allora che parli a fare? Per friggere l'aria? Vuoi forse emulare l'altro Matteo? Casomai rimetti in discussione la scorta di quel tuo amico miliardario e pregiudicato che non è minacciato dai Casalesi, ma al massimo da qualche psicopatico, e che potrebbe tranquillamente pagarsi una scorta privata. Intanto godiamoci il video del grande scrittore, come sempre in prima linea nelle battaglie per la giustizia e per i diritti umani. Ancora deve nascere il milanese capace di intimidire un napoletano! https://m.youtube.com/watch?v=h-87M6wkZDg SEMPLICEMENTE GRANDIOSO ! Fate girare questo video! Anche quest'altro Matteo presto si sgonfierà, come dice Travaglio, come "una panna montata".
  3. Forse ti sfugge l'ironia contenuta in questi miei post. E allora sarò esplicito: io non credo a una parola della patetica retromarcia di Vannoni. Ma vogliamo scherzare? Ricapitoliamo. Questo signore, in buona sostanza, addebita a un ministro della Repubblica, suo amico, un fatto gravissimo, per il quale questo ministro rischia anni di galera. Poche ore dopo l'interrogatorio, avvenuto a Napoli, lo stesso Vannoni incontra il ministro a Roma. I due, guarda caso, si erano incontrati anche al mattino presto, a Firenze alla partenza del treno. E gli dice di avere mentito su di lui. Naturalmente il ministro si incazza e gli chiede perché. Naturalmente Vannoni, se fosse stato per davvero minacciato e pressato dagli inquirenti, avrebbe potuto giustificarsi, e invece nel colloquio con Lotti non accenna minimamente a pressioni o minacce subite durante l'interrogatorio. Si limita a porgere all'amico delle scuse imbarazzate. Tutto questo non lo dico io, lo dice proprio il ministro Lotti in una successiva deposizione spontanea al pm. E aggiunge che avrebbe voluto dare una testata al povero Vannoni. Beh, se le cose stessero veramente così, sarebbe stata una testata più che comprensibile da parte del ministro, e più che meritata parte del mentitore. Diciamo una testata leggera, amichevole, non una cosa violenta alla Roberto Spada. Ahahahaha! Guarda che Berlusconi e i berlusconiani tragicommedie più comiche di questa ce ne hanno offerte, ma solo con la faccenda del bunga bunga e della nipote di Mubarak. Scherzi a parte, la domanda seria che viene spontanea dopo avere letto questa fedele ricostruzione dei fatti è: chi era il vero mentitore, Vannoni o Lotti? Rileggiti i due articoli del FQ che ho postato e tieni conto che Lotti è accusato anche da Luigi Marroni, l'ex n.1 di Consip, anche lui della cerchia renziana. Ma Marroni non mi pare abbia ritrattato. Anzi, secondo il Fatto, avrebbe chiesto allo Stato un risarcimento milionario per essere stato epurato per volere del Pd: https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/consip-marroni-beffato-adesso-chiede-i-danni/
  4. Sto cercando un indirizzo mail del presidente della Seconda Sezione penale della Cassazione, dott. Piercamillo Davigo... Ah, ecco... mi sembra di averlo trovato. Una testa di... di questo forum gli ha affibbiato per l'appunto il suddetto epiteto, ma senza i puntini sospensivi, e gli ha attribuito pure un virgolettato inesistente. Parole mai pronunciate dal dott. Davigo. Non so se è il caso di disturbare l'illustre magistrato per una simile bassezza e non so se potrebbe decidere di intraprendere eventuali azioni legali a tutela della sua immagine. Ci penserò.
  5. In effetti, a voler essere buoni, appare davvero goffo, estremamente goffo il comportamento di questo Vannoni. Pubblico amministratore fiorentino nonché consulente del governo che tira in ballo il nome di un ministro e quello del premier in un gravissimo caso di corruzione e di ostruzione alle indagini. Il bello è che sono pure amici suoi. Poi si rimangia tutto giustificandosi dicendo che nella procura di Napoli faceva freddo, che dalla finestra si vedeva il carcere di Poggioreale, e che gli avevano pure mostrato dei fili elettrici. Poveraccio. A uno così il governo e il Comune di Firenze dovevano affidare altri incarichi, magari molto meno remunerati ma da svolgersi in un luogo caldo, calmo e tranquillo. Che so, la lavanderia di palazzo Chigi. Ma facendo bene attenzione a rimuovere eventuali fili elettrici visibili. https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/lotti-a-vannoni-avrei-voluto-dare-una-testata/
  6. É pacifico che le ritrattazioni sono generalmente dubbie e che chi ritratta è un mentitore, dunque una persona generalmente poco affidabile e poco rispettosa della giustizia. Infatti, o ha mentito quando ha testimoniato o ha mentito quando ha ritrattato. A mio avviso il codice penale andrebbe modificato perché, almeno nei casi gravi, anche colui che ritratta per affermare il vero non dovrebbe restare impunito per la sua dichiarazione mendace. Sempre che non venga provato che abbia subito violenze o minacce tali da indurlo a mentire, nel qual caso andrebbe punito chi le ha commesse. Tertium non datur, ma il paese di Pulcinella è uno dei rari posti dell'Universo dove la logica del mio avatar non vale. Un esempio di ritrattazione alquanto dubbia è quella dell'ex consigliere economico di Renzi, Filippo Vannoni, che tirò pesantemente in ballo nello scandalo Consip l'allora ministro Lotti e che fece il nome dello stesso premier Renzi, il quale lo avrebbe avvertito: "Stai attento a Consip". Poi si è rimangiato tutto e ora si giustifica dicendo di avere subito forti pressioni e minacce durante il suo interrogatorio. Dice addirittura che lo avrebbero minacciato mostrandogli dei fili elettrici. Insomma, il povero Vannoni avrebbe subito una sorta di terzo grado da Stato di polizia, ma c'è un piccolo particolare: non eravamo a Guantanamo né ad Abu Grahib, ma nella procura di Napoli. Un'altra stranezza: subito dopo l'interrogatorio Vannoni incontra per caso Lotti e gli confessa la "falsa" testimonianza che inguaia il ministro. Però con lui non fa menzione delle pressioni e delle minacce degli inquirenti napoletani. Ma se io ho tradito degli amici e ho una giustificazione, di certo non gliela nascondo. A maggior ragione se questi amici oltre che onesti sono anche potenti. Al Pd e a questi amici potenti Vannoni deve molto per la sua carriera. Deve essere impazzito per mentire su di loro, e su cose di quella gravità. Quelli sono amici che non si tradiscono nemmeno sotto tortura. Ma naturalmente i giornaloni hanno seppellito l'affare Consip e ci parlano solo dello stadio della Roma. Per fortuna c'è il Fatto Quotidiano. https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/duello-vannoni-scafarto-sulle-minacce-di-woodcock/
  7. Ottima, divertente, pungente battuta della storica ed eroica band napoletana in risposta a una stomachevole dichiarazione dell'on. Meloni sui nomadi. La quale ha sentito la puntura: il tweet di 'O Zulù è diventato virale. Ben le sta! I razzisti e gli xenofobi di palazzo stavano prendendo una brutta, bruttissima abitudine: offendere gli esseri umani e poi venire applauditi. Non va bene. La prossima volta Meloni e Salvini si peseranno meglio la palla. Perché sapranno che gli verrà reso pan per focaccia. Ancora una volta Napoli è in prima linea per i diritti umani e contro il razzismo. Con i suoi cittadini, con i suoi artisti e con il suo Sindaco, che ormai si prepara a rifondare la Sinistra e a scendere in campo per palazzo Chigi. http://www.ilgiornale.it/news/politica/de-magistris-spara-ancora-salvini-hitler-e-mussolini-1542926.html https://youtu.be/XMmtR5bY37E
  8. Salvini superstar? Mi vengono in mente titoli analoghi dei giornali(ni) e dei servi (sciocchi) di qualche anno fa: Renzi superstar! Come il mestierante pidino anche il mestierante leghista parla troppo, va troppo in tv e batte troppo, e a casaccio, sulla tastiera. Anche a lui la conquista del potere ha dato alla testa, anche lui si è ammalato di annuncite acuta. Anche il fuoricorso promosso ministro vola nei sondaggi, anche lui si sgonfierà rapidamente. Del resto, parafrasando Tremonti ("con la cultura non si mangia") gli italiani scopriranno presto che con la xenofobia e con il razzismo per davvero non si mangia. Forse Salvini durerà un po' più dell'egoarca toscano, ma solo perché ha un contrappeso che questi non aveva: una forza politica con cui deve dividere il potere e che ha più parlamentari di lui. In questa fase molti criticano Di Maio, poco visibile e poco loquace, del tutto oscurato dall'alleato. A furia di essere governati da parolai e tappetari, colossale anomalia italiana degli ultimi decenni, molti hanno finito per credere che questo sia normale, che la politica sia una televendita. Ma io, ribadito per la 150sima volta che Di Maio ha commesso un colossale errore alleandosi con la Lega Nord, ora voglio elogiarlo perché, zitto zitto, sta lavorando a un bel provvedimento di sinistra che presto restituirà diritti a lavoratori che durante i governi della cd. sinistra sono stati pressoché ridotti in schiavitù, come i riders di Foodora e tanti altri sfruttati e umiliati dei settori più insani dell'economia digitale.
  9. Completamente d'accordo. Negli ultimi 24 anni, con qualche breve parentesi, l'Italia è stata governata da due televenditori che ci hanno lasciato 2312 miliardi di debito pubblico e condizioni di sostanziale arretratezza rispetto alla media dei paesi sviluppati in molteplici settori, non ultimo l'istruzione. Mi dai anche lo spunto per una battuta: un tappetaro non poteva che distribuire soldi "a tappeto".
  10. ll tuo post mi dà l'occasione per ricordare ancora una volta l'etimologia della parola farmaco. Deriva dal greco farmakon: veleno. Il peggior modo di affrontare la depressione è andare dal dottore e dal farmacista. Nella migliore delle ipotesi si allevieranno i sintomi ma si cronicizzerà la patologia e si diventerà dipendenti dal farmaco, con i conseguenti effetti collaterali. Abitualmente io consiglio, con una buona percentuale di guarigioni, l'uso combinato degli antidepressivi naturali. Che sono essenzialmente riconducibili a 4 categorie: 1) Cibi e bevande come gli anacardi, la curcuma (ottima nella limonata), il tè verde, l'acido folico (vitamina B9) contenuto nell'insalata verde, nelle uova e nei legumi, il cioccolato e in generale la buona cucina, in particolare quella mediterranea. 2) L'attività fisica. L'ideale sarebbe praticare uno sport (vedi anche il punto 4) ma fa bene anche l'esercizio fisico individuale. Meglio se all'aria aperta e al sole: lunghe passeggiate quotidiane o almeno mezz'ora al giorno di bicicletta (ma anche la cyclette può andare) 3) La buona musica. Naturalmente la scelta dipende dai gusti e su YouTube si trova di tutto. Io consiglio vivamente la musica classica. In particolare raccomando di ascoltare almeno due volte al giorno il celeberrimo Canone in Re maggiore di Johann Pachelbel (nelle sue innumerevoli versioni). Ottimo anche Mozart. Utili anche le buone letture. 4) Coltivare i rapporti umani. Siamo animali sociali: socializzare, interagire con i nostri simili è, di gran lunga, il più potente degli antidepressivi. Chi non ha solide amicizie può iscriversi a un'associazione sportiva o culturale o (meglio ancora) di volontariato. Può andare bene anche la militanza politica ma suggerirei di evitare i partiti governativi tradizionali. Molto scarso, se non controproducente, è l'effetto antidepressivo del computer e dei social media, specie nelle fasi acute della patologia. Il rapporto diretto, fisico, con le persone è insostituibile. Meglio, molto meglio parlare e ascoltare dal vivo che in una chat o su una pagina FB.
  11. La kakistocrazia dilagante in tutti i settori, incluso lo sport (basta esaminare la carriera universitaria faidaté del presidente del Coni, indagato pure nell'affare Parnasi), ha disastrato perfino lo sport nazionale, quello in cui appena 12 anni fa eravamo campioni del mondo. La federazione del calcio è commissariata dopo la più vergognosa presidenza della storia, e siamo fuori dal mondiale come era accaduto solo nel 1958 in Svezia. Ma all'epoca il calcio italiano era poverissimo (a parte qualche ricco campione straniero o oriundo) e risentiva ancora della tragedia di Superga. Uno zio buonanima, portiere titolare in importanti club di B e C (che all'epoca era un forte torneo a girone unico) mi raccontava di non essere mai riuscito a raggranellare più di un milione (di lire) in un'intera annata. In compenso riuscì a trasmettermi la passione per lo sport e i suoi valori. Tra questi c'è sicuramente un sano e moderato patriottismo (o campanilismo a livello di club) che però non deve mai offuscare il valore fondamentale della lealtà sportiva. Ho praticato lo sport a livello agonistico e per me viene sempre prima il "vinca il migliore" piuttosto che vinca il Napoli o la Nazionale. É per questo che detesto la Juventus, un club che di scudetti ne ha "rubati" a decine, incluso l'ultimo, qualcuno anche senza virgolette, e che dopo lo scandalo Moggi andava assolutamente radiato, cancellato, come sarebbe accaduto in qualsiasi paese serio. Ed è per questo che gioii poco dopo la vittoria, a dir poco fortunosa, nel mondiale del 2006. Ben diversa da quella, strameritata, del 1982 con le indimenticabili immagini di Sandro Pertini. Io penso che l'orgoglio nazionale vada alimentato ogni giorno, senza eccessi, e che debba nutrirsi soprattutto di storia e di cultura. Alla vista di un antico acquedotto o di un anfiteatro romano, della Cappella Sistina o della Reggia di Caserta, o di una mostra storica sulle Quattro Giornate di Napoli, io mi inorgoglisco molto di più che davanti alla pur memorabile tripletta con cui Paolo Rossi stese il Brasile di Falcao, Socrates e Zico nell'82. L'orgoglio nazionale andrebbe alimentato nelle famiglie e nelle scuole prima che negli stadi e sui canali tv. Mentre è poca cosa un orgoglio che si risveglia solo quando veniamo offesi o umiliati da politicanti stranieri, o quando veniamo elogiati da politicanti anche peggiori, alla Trump o alla Putin. Ed è abbastanza penoso questo Antonio Socci che si inorgoglisce e parla di patriottismo (?!) davanti ai respingimenti e alla chiusura dei porti decisa da un nazionalista a giorni alterni che ha tuttora la secessione della Padania all'art.1 del suo Statuto. Il bigotto Socci, fondamentalista cattolico a giorni alterni, dimentica uno degli ammonimenti fondamentali del Vangelo ("Ero straniero e non mi avete accolto") e non so proprio dove andrebbero a nascondersi, lui e Salvini con il loro patriottismo d'accatto, se l'Aquarius o un'altra nave respinta dai porti italiani facesse naufragio con un'ecatombe di innocenti. Sarebbe un'altra strage di Stato, ma questa volta conosceremmo mandante e complici. E li conoscerebbe il mondo intero.
  12. Per ora non ho approfondito questa ennesima vicenda di corruzione, non ho ben capito le accuse, ma mi risulta che al momento gli unici due politici arrestati (ai domiciliari) siano uno del Pd e uno di FI. Ma Repubblica non chiede le dimissioni dei coordinatori romani di Pd e FI, bensì della solita sindaca Raggi, anche questa volta, manco a dirlo, totalmente estranea alle indagini. Tra gli arrestati c'è un consulente dei 5stelle, Lanzalone, che si è prontamente dimesso da Acea. Dov'è lo scandalo? Come scrive Massimo Fini, siamo un paese intrinsecamente e ormai anche antropologicamente mafioso e corrotto. Dunque le probabilità che un movimento politico vada a governare una città mafiosa e corrotta di 3 milioni di abitanti senza incappare inconsapevolmente, nelle nomine, nelle consulenze, negli appalti, etc., in personaggi di dubbia onestà sono praticamente pari a zero. Ben diverso é il coinvolgimento personale del politico. Oggi Travaglio nel suo editoriale parla dei rapporti del sindaco di Milano con l'imprenditore Parnasi, la figura centrale dell'inchiesta romana. Con il metro di giudizio di Repubblica ce n'è più che abbastanza per chiedere le immediate dimissioni di Sala. https://infosannio.wordpress.com/2018/06/15/marco-travaglio-operazione-gattopardo/ Ma Repubblica non le chiederà. Dopo essere stato in prima linea contro il berlusconismo (ma non contro gli inciuci tra B. e la sinistra), negli anni del renzismo questo giornale ha perso lettori e reputazione. Ha digerito di tutto, perfino il patto del Nazareno, perfino lo scandalo Renzi-De Benedetti (che nei paesi seri avrebbe troncato all'istante la carriera di qualsiasi politico). Oggi cerca di rifarsi un'immagine di giornale rigoroso e antigovernativo, ma non è più credibile. La faziosità e il doppiopesismo non si conciliano con il rigore morale.
  13. Bene, i galletti francesi accusano l'effetto sorpresa e abbassano nettamente i toni rispetto a ieri. Per la prima volta (dai tempi di Craxi a Sigonella) un governo italiano non si cala le braghe. Quanto a pragmatismo, tra questo governo e i precedenti non c'è paragone. Se lo userà con oculatezza potrà far bene. L'unico (grosso) dubbio riguarda i rapporti di Salvini con Berlusconi, per il resto Di Maio & C. non devono render conto a nessuno, se non agli elettori: hanno le mani libere. Usatele! Chiudere i porti è contro il diritto internazionale, è un gioco sporco, ma gli altri, eccetto forse la Germania, la Svezia e pochi altri, sull'immigrazione hanno la faccia più sporca della nostra e devono tacere. A brigante, brigante e mezzo diceva Sandro Pertini. Il portavoce di Macron deve avere capito solo ieri che al Viminale non c'è più né Minniti né Alfano. Ora sarà più facile cambiare le regole di Dublino dopodiché non sarà necessario chiudere i porti.
  14. Scusate, ma perché quando Minniti voleva chiudere i porti (e lo avrebbe fatto senza il veto del ministro competente, cioè Delrio) nessuno parlava di razzismo e di fascismo? Non acquisto il FQ tutti i giorni ma guardo i tg della Rai tutti i giorni e questa notizia l'ho appresa solo oggi. Ieri dalla Gruber Salvini una cosa giusta l'ha detta: Quando Renzi diceva di voler cacciare i partiti dalla Rai in realtà pensava di lasciarne dentro uno solo: il suo. https://infosannio.wordpress.com/2018/06/12/graziano-delrio-dissi-io-a-minniti-i-porti-non-si-chiudono/