refusi

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  1. Ci sono persone che parlano di amore scambiandolo col sesso, di sesso confondendolo con lo sport e di sport senza averlo mai praticato. refusi
  2. assomiglia sempre più a una discarica
  3. I... una licencias de conducir para perros no es disponible?
  4. Gli influencer sono coloro che ti fanno credere indispensabile tutto ciò che è superfluo e inutile. refusi
  5. Essere buoni non significa stare piegati a 90 gradi, ma aiutare gli altri a rimettersi dritti. refusi
  6. Scusi, lei! Lo ha mai visto il sole al tramonto col suo grande faccione giocondo? Ha mai visto la luna b.a.l.d.r.a.c.c.a sollevarsi nel cielo un po’ fiacca a celare o a scoprire le cose? Scusi, lei! Ha mai visto le rose sbocciare, fiorire o appassire in un quieto maggio o in un precoce aprile? Ha mai visto il sorriso di un bimbo, il pianto di un vecchio, la prima goccia d’acqua assorbita dal secchio? Scusi, lei! non ha visto passare fra le strade affollate di gente uno spiffero d’aria d’estate? Scusi, lei! Le ha mai viste le fate, gli gnomi ed i vecchi, solenni barboni? Scusi, lei! ha mai visto la gente soffrire, calde gocce su pallide gote, denti stretti da fame e dolore? Scusi, lei dove vive? Lo ha mai visto l’amore?
  7. Da sempre il cane inseguiva il gatto, e da sempre il gatto s'involava per tetti lasciando il cane con un palmo di naso là sotto ad abbaiare al vento. Il cane non ricordava più nemmeno quali fossero le ragioni che lo spingevano ad inseguire il gatto, faceva così da sempre, da quando riusciva a ricordare, vagamente nella sua memoria appariva l'immagine sfuocata di qualcuno che gli ricordava come i cani ed i gatti fossero nemici e lui si comportava di conseguenza anche se, gli capitava di pensare, non gli sarebbe spiaciuto fermarsi a parlare col gatto, a giocare, avrebbe potuto essere divertente, non aveva nessuno con cui poterlo fare. Ma poi scuoteva la testa ed allontanava quello che avrebbe potuto essere considerato dai suoi simili un cattivo pensiero e continuava a comportarsi da cane nei confronti del gatto. Così, come sempre, appena gli capitava di scorgere il gatto, iniziava prima a ringhiare, poi abbaiando furiosamente si lanciava all'inseguimento per alcuni isolati sino a che questo, agilmente non si arrampicava lungo muretti, finestre e poggioli sino ad arrivare sui tetti da dove rimaneva a guardarlo tranquillamente. Più volte il cane aveva pensato di cambiare la propria tattica, di acquattarsi ad un angolo dove il felino aveva l'abitudine di passare, attenderlo e poi balzargli addosso improvvisamente. Solo che erano due le ragioni per cui aveva deciso di non attuare quella tattica. La prima e che non aveva ben chiaro nella mente su cosa avrebbe fatto quando gli fosse capitato di prenderlo. La seconda e ben più importante è che, malgrado l'evidente differenza di mole, non era ben certo che sarebbe stato lui ad avere la meglio. Il gatto, da parte sua, all'udire l'abbaiare del cane partiva di scatto e senza neppure voltarsi correva ad infrattarsi fra vicoli e giardini prima, per raggiungere i tetti da dove poi rimaneva ad osservare il cane che, naso all'insù sguardo deluso e un po' frustrato, lo puntava ancora ringhiando per qualche tempo per poi allontanarsi per la strada da cui era venuto. Spesso si era chiesto quali fossero le ragioni per le quali lui dovesse fuggire di fronte all'aggressore. Anche lui vagamente ricordava che nel passato qualcuno gli aveva segnalato il cane come un nemico da temere, uno dal quale bisognava fuggire sempre e spesso se ne era chiesto le ragioni senza avere alcuna risposta. In diverse occasioni lo aveva osservato di nascosto da dietro un cespuglio o dai tetti, lo aveva visto riposare, scodinzolare, grattarsi. Non gli era sembrato così terribile, quante volte gli era venuta la tentazione di uscire dal nascondiglio corrergli accanto, passare la sua lingua su quel grosso muso umido, giocare con lui. Ma si era sempre trattenuto, qualche cosa di antico dentro gli diceva che forse non sarebbe stata una buona idea, e così, per rispettare l'insegnamento ricevuto continuava annoiato a fuggire ed a riparare sui tetti. Così ogni volta, ogni giorno da che la loro memoria portava un ricordo il cane inseguiva abbaiando ed il gatto s'involava per tetti. Ma e il gufo? Il gufo se ne stava al centro del bosco, appollaiato sul ramo di un grande albero e, sonnecchiando nascosto fra le fronde, si faceva i c.a.z.z.i suoi.
  8. secondo me faresti prima a chiedere l'allacciamento all' Enel
  9. Così, tutti insieme all’improvviso, tutto e niente papaveri rossi, fiori d’acqua, gocce di pioggia, rugiada e sole, silenzi e parole, lacrime e risa, i vivi e i morti, rimpianti, ricordi, così all’improvviso, mentre chiudevo gli occhi. Domande, risposte, pareti e orizzonti, un battito d’ali una ninna nanna, il bianco dei battesimi, il nero dei funerali, insieme confusi, ma nitidi e chiari. Così, tutti insieme all’improvviso, mentre chiudevo gli occhi.
  10. AIAAAAAXXXXXXXXXXXXXX
  11. *** = p.u.t.......... dimenticavo che in questo sito non si possono scrivere parolacce. Neppure in sen so metaforico 🤐
  12. La vita, è una gran ***. Ti sorride, ti guarda, ti strizza l'occhio, con fare indifferente solleva le gonne e ti mostra le gambe su, sino all'attaccatura delle cosce. Ti lusinga, ti seduce, ti affascina e ti circuisce e quando tu alla fine te ne innamori, sempre ti presenta il conto.
  13. Le lettere d'amore ora sono solo un ricordo, da tempo sono andate in disuso, già la diffusione del telefono fisso aveva iniziato a ridurne lentamente l'invio, ma generazioni non ancora avvezze all'uso di quell'aggeggio non ne avevano ancora preso pienamente possesso ed erano impacciati ed incapaci di parlare a delle persone lontane chilometri dentro a quelle infernali scatolette e poi, com'era più semplice, più facile, più liberatorio scrivere quelle fatidiche parole che non pronunciarle ad occhi bassi davanti alla tal persona con la bocca impastata e con la voce che non voleva uscire. Si cominciava con un timido accenno alla fine di una lettera, un timido "Ti voglio bene", per attendere poi con trepidazione quella risposta che tardava e che pareva non dovesse giungere mai, per cercare fra le righe della risposta un accenno di consenso, un ancora un più timido e mimetizzato "anch'io". Si esplodeva in un salto di gioia e con improvvisa frenesia si cercava carta e penna per urlare allora sopra quel nuovo foglio di carta a caratteri cubitali "Ti amoooooooooo". Ma piano piano il telefono ha preso il sopravvento, le nuove generazioni assuefatte ormai a quell'aggeggio nero, il più delle volte appeso alla parete, trascorrevano ore a scambiarsi tenerezze, "Mi vuoi bene? " "Ma quanto bene mi vuoi?" "Ciao, ci sentiamo più tardi, chiudi tu!", "No, chiudi prima tu" e così via. L'avvento del telefonino poi, ha dato il colpo di grazia, ha distrutto anche l'ultima speranza che le lettere d'amore potessero risorgere, anche se un piccola traccia di esse è rimasta, sì, i messaggini, gli sms come si dice, anche se più che lettere d'amore paiono complessi messaggi cifrati. Le lettere d'amore poi non sempre venivano spedite e non sempre avevano un destinatario. Lettera d'amore mai spedita. Parigi 23.09.80 E' solo una lettera, tempo vuoto da riempire, il pensiero di un attimo, un ricordo malinconico, lo sbocciare di un fiore dentro ad un mare di cemento, fra gente troppo affaccendata per vederlo, per coglierlo, ne tanto meno per capirlo. Sono solo parole, piccole corolle di petali attorno ad un fiore, a un cuore, a una lacrima, cristallo di rugiada risplendente dedicato a......, a tutto e a niente, a un rimpianto, a un desiderio, a un sogno. Sono solo frasi, parole, frammenti, iridescenti cristalli affidati ad un foglio di carta quando non si ha nessuno a cui dirle. E' solo amore, povero amore, deriso, dimenticato, bistrattato amore, sgorgato da una penna e da un anima, antica sorgente. E' solo amore, quando dell'amore ormai si è perso... persino l'indirizzo.