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  2. Non concordo del tutto, egregio. Il fazioso in questione, non essendo democratico (come può esserlo uno che sosteneva l'Italicum?) e non essendo di sinistra (questo è pacifico), ha una naturale propensione per i giornalisti (o pseudo tali) asserviti al potere. Per lui un giornalista è "normale" se si mette prono e si limita a reggere il microfono davanti a un politico come Renzi, ma anche come Salvini o Berlusconi. Però è del tutto "anormale" se non aggredisce Di Maio o la Raggi o altri esponenti del M5S. Per noi, invece, i giornalisti seri e normali sono quelli con la schiena dritta, sempre. Il mio concittadino Corrado Formigli (scuola Santoro) giovedì ha avuto la schiena ben dritta. Ma non la ebbe sempre in passato, per esempio quando consentì a ospiti maleducati come Sgarbi e Pansa di insultare a ruota libera i 5stelle e il governo Conte. Era un po' di tempo che Formigli non intervistava il bugiardo di Rignano, dunque la sua prima domanda è stata la più ovvia e normale: "Lei è ancora in politica? Ma non ci aveva promesso di abbandonarla?". Seguita dal lungo e preciso elenco, completo di date, di tutte le volte che il pinocchio aveva promesso: "Se perdo il referendum lascio la politica". Certo l'ex caudillo è abituato a ben altri intervistatori, tipo quelli proni e appecoriti dei tg di Telerenzi (la Rai dell'epoca) nei quali l'allora premier irrompeva a suo piacimento per farsi un comizio gratis (cioè a spese degli abbonati) in prima serata. O come il prono Ezio Mauro che nella prima intervista rilasciata dall'ex premier dopo la batosta referendaria (gennaio 2017) alla prima domanda gli chiese banalmente quanto quella "sventola" gli bruciasse; e alla seconda, come un servo sciocco che finge di non avere mai creduto a una promessa scomoda rimangiata dal suo padrone, gli chiese: "Davvero ha pensato di lasciare la politica?". Proviamo a immaginare cosa avrebbe invece chiesto un giornalista della BBC a un ex premier britannico che si fosse trovato in un caso analogo. Gli avrebbe chiesto: "Scusi, ma non si vergogna nemmeno un po' di essersi rimangiato una promessa così impegnativa e più volte ripetuta? Non sente almeno il bisogno e il DOVERE di chiedere scusa al popolo sovrano?". Giovedì sera Renzi è parso in chiara difficoltà. Ha tentato di evadere le domande scomode interrompendo l'intervistatore o cambiando argomento o facendo battute. Tutto secondo il suo stile, ma Formigli gli ha dato poco spago. La cosa più divertente che ha detto è stata questa: "All'estero mi pagano per fare conferenze, mentre mia moglie mi pagherebbe per stare zitto". Dove la parte divertente è la prima: io trovo comico che ci sia qualcuno disposto a versare qualche decina di migliaia di dollari per mettere un simile venditore di tappeti (come lo definì Brunetta) davanti a un microfono. In effetti noi italiani conosciamo Renzi molto meno di quanto lo conosce sua moglie ma molto più degli stranieri; e non è un caso che nessuno, che io sappia, lo paghi a quelle cifre per fare conferenze qui in Italia. Al massimo, gli daranno un rimborso spese. In compenso, nel paese di Pulcinella ci sono politici a caccia di candidature (vedasi l'on. Librandi) e imprenditori generosi che versano discrete sommette alle fondazioni del nostro conferenziere d'esportazione. E non per sentirlo parlare, a quanto sembra, ma per farsi ascoltare da lui. Chissà cosa avranno di tanto importante da chiedergli. Alcuni di questi signori (Carrai, Romeo, Librandi) li abbiamo visti, sempre giovedì sera, subito dopo l'intervista, inseguiti dagli inviati di Piazza Pulita. L'impressione che ne ho ricavato io, molto netta anche se ovviamente potrei sbagliarmi, è stata questa: è gente che non vorrei proprio avere come vicini di casa, meglio ancora non averci mai nulla a che fare. Saluti
  3. Supponete di essere investiti da un automobile, supponete di essere a un chilometro dal più vicino ospedale pubblico, un ospedale dotato di apparecchiatura TAC e di piazzola per l'elisoccorso per un eventuale invio a un grande Ospedale, invece l'autoambulanza riceve l'ordine di dirigersi verso un ospedale distante 40 chilometri di strada di montagna.. in Toscana hanno centralizzato il servizio 118 ma forse c'è nell'organizzazione del pronto intervento del 118 qualche cosa che non va?https://www.radiorobinson.it/index.php/2019/12/06/negato-il-pronto-soccorso-di-volterra-si-va-a-quello-di-pontedera/
  4. Ovviamente la funzione keynesiana del consumo NON SEI ANCORA RIUSCITO A CAPIRLA. E pertanto NON SEI ANCORA RIUSCITO A CAPIRE perché il modello IS-LM non può essere utlizzato per mettere a confronto gli effetti delle due misure di politica economica. Ti svelo un segreto, che potrai condividere con tutti quelli che hanno piede nelle aule delle facoltà a indirizzo economico di tutto il mondo: nel modello IS-LM la propensione marginale al consumo è costante al variare del reddito Quindi se la ipotizzi pari a 0,8 allora la propensione marginale al consumo è 0,8 per tutti i livelli di reddito. Invece se la ipotizzi pari a 0,9 allora la propensione marginale al consumo è 0,9 per tutti i livelli di reddito. Non potrebbe essere diversamente: nel modello economico richiamato la propensione marginale al consumo è COSTANTE AL VARIARE DEL REDDITO Il buon Pannone è un asino da cui segue che tu sei un asino. Ti conviene lasciare stare le chiacchiere che senti nel tuo barbershop di fiducia e metterti a studiare roba tipo http://irfanlal.yolasite.com/resources/N. Gregory Mankiw Macroeconomics%2C 7th Edition 2009.pdf A pagina 290 troverai un disegnino molto interessante, che allego. Ovviamente nell'articolo pubblicato su Linkiesta (1) non abbiamo la minima traccia di una comparazione tra gli effetti del reddito di cittadinanza e il bonus Renzi: ti sei limitato a copiaincollare a casaccio, come farebbe un bimboscemo610 qualsiasi, giusto per buttarla in caciara Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti Nota 1: Linkiesta, mica voxeu oppure projectsyndacate. Ti rendi conto di quanto sia basso il livello delle tue fonti?
  5. Oggi
  6. ... e ki scrive il contrario? é il sogno du tutti , nn sempre certezza, ke x assassini, infanticidi, femminicidi, stupratori, pedofili, pusher venditori di morte, i giudici siano imparziali senza interpretare le leggi ma appplicarle nn concedendo sconti: 30 anni dati, 30 anni vanno passati in galera. raggiri pure l'argomento tirando in ballo i giudici (era talmente ovvio) ma quanto ho scritto e, nel caso bibbiano, piaccia o no c'é di mezzo la politica di SX, i fatti sono andati come si é letto ed ascoltato su tutti i giornali e reti TV, di parte e no.
  7. Lasci che siano i giudici a giudicare su Bibbiano. A loro spettano le sentenze. Per ognuno dei bimbi sottratti ai "legittimi" genitori, lei può facilmente trovare notizie relative a bimbi massacrati dai "legittimi" genitori.
  8. Stavolta non condivido. Un tempo i grandi giornalisti si chiamavano Bocca, Biagi, Fallaci, Rossanda, Pasolini, Montanelli, Mafai..... Oggi troneggiano in TV i Feltri, Belpietro, Giordano, Sallusti, Travaglio. Capi di tifoseria di curva. Non giornalisti.
  9. ... inutile ke lei continui, convenientemente, a scrivere di genitori peggio di bestie, senza voler offendere le bestie e x i quali spero in condanne senza sconti, oltrettutto mancando di rispetto ai piccoli morti. il caso di bibbiano é differente poiké i bambini son stati portati via dai legittimi genitori e ceduti a personaggi ke, x vie legali ed in tempi brevi, tranne i canonici 9 mesi x surroga di qualke madre o padre a pagamento, nn avrebbero avuto affidi ed il tutto sa in cambio di ke? VOTI, VOTI elettorali x la SX. a Gesù, sempre ke nn dia fastidio simboli religiosi quali croci, presepi o quantaltro, faranno meglio rivolgersi i colpevoli di tali misfatti.
  10. Borgonzoni come homo ridens Belpietro? https://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/12/agguato-a-belpietro-i-pm-non-fu-un-attentato/103891/
  11. Demenziale (a dir poco) è quello che hai scritto in merito allo studio di Pannone e sulla funzione keynesiana del consumo, come ho provato pazientemente a spiegarti, imboccandoti con il cucchiaino, e come potrebbe spiegarti, FORSE con migliori chance delle mie, qualsiasi economista serio e non fazioso. Per quanto mi riguarda, ho già perso troppo tempo, mi limito a consigliarti di leggere con attenzione questo articolo di qualche anno fa: https://www.linkiesta.it/it/article/2016/07/11/ecco-come-e-perche-il-reddito-di-cittadinanza-ci-conquistera/31135/
  12. ...in un paese civile nn si dovrebbe minacciare nessuno ma qualora il fatto si presenti a signori o signore, si rivolgeranno alla sede preposta x opportuni provvedimenti. x personaggi pubblici ossia politici, gente dello spettacolo o similari, la cosa nn rimane in silenzio: stampa e TV ci vanno a nozze x riempire spazi. un cittadino qualunque, se minacciato si limiterà denunciare il fatto poiké la notizia nn interesserebbe nessuno tranne a parenti amici e conoscenti. lei é un personaggio pubblico?
  13. Sig. Mark, per non sembrare il governo delle tasse, è obbligo dare credito alle pungolature dell'alleato che si dice amico. In caso contrario l'alleato può diventare un nemico.
  14. Se non parteggiasse per Leopoldino molto probabilmente in Formigli avrebbe visto un giornalista normale.
  15. E le sembra che nella recente intervista di Formigli a Renzi sia capitato questo ? A me no !! A me e’ sembrato che Formigli avesse un altro scopo . Dare una notizia , vera o falsa poco importa. L’importante che fosse involgarita ed arricchita di morbose pruderie ad uso e consumo dei telespettatori . D’altra parte più si rimpallano , spesso , menzogne e volgaritá , e piú le rappresentazioni sono becere piú lo spettatore é istigato all'eccitazione. Per taluni pseudo giornalisti pluri querelati la diffamazione é lo strumento di gogna mediatica per eccellenza, il garantismo é stato gettato nel cesso e dalle colonne dei giornali e di molte televisioni si emettono sentenze senza appello. Ed eventuali e successive rettifiche finiscono tra i necrologi. Purtroppo e’ un circo !! É il circo italiano degli intoccabili, se provi a scoperchiare i loro templi imbiacati si rivoltano e provano a farti fuori con ogni mezzo. Il protagonismo e la smania di potere di molti suoi esponenti , della carta stampata e delle tv, minano irrimediabilmente l’autorevolezza e la credibilitá di una corretta informazione . Perché e’ incapace di riformarsi e, se messa in discussione , emette pubbliche reprimende per lesa maestá. Eppure avremmo bisogno di un paese normale, e di una politica orgogliosa, competente, capace e non serva in cui l’informazione corretta non dovrebbe essere l’eccezione ma la normalità .
  16. La sua analisi ha un difetto di fondo : se fosse vero quel che asserisce perché il governo dovrebbe avallare le sue proposte con il risultato di fargli fare bella figura ?? Non e’ come quello che si taglia i co@lioni per fare dispetto alla moglie ?? Anche perché il governo di quelli bravi , all’inizio , aveva detto che non ci sarebbe stata nessuna modifica in relazione a sugar tax, plastic tax ed auto aziendali ...!! Per me ha sbagliato mira anche stavolta .
  17. I giornalisti di oggi, erano anche quelli di ieri e saranno ancora per un certo tempo quelli di domani. Se sono imparziali, devono fare le domande per mettere in difficoltà l'intervistato di dx o di sx, senza preoccuparsi delle critiche che riceverà successivamente.
  18. vedremo se avranno un valore civile..
  19. Se io avessi abbandonato il PD e fondato un nuovo partito, mi chiederei: come faccio ad attirarmi ulteriori simpatie ? Semplice! Devo fare credere agli italiani che io mi batto per non fare crescere le tasse, pungolo quindi il governo affinché riduca parte delle sue proposte. Il governo per non sembrare il governo delle tasse come gli addestrati dicono che sia, mi darà ascolto, io farò bella figura, e il resto dei quattrini li andrà a pescare in altra maniera, l'importante è fare credere che se non c'ero io, col caxzo che le tasse venivano ridotte.
  20. Per ora è cresciuta solo la metratura della villa del leopoldiota fiorentino. Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti
  21. In queste settimane , Italia Viva , ha lottato con forza per evitare l’aumento delle tasse, a cominciare dall’IVA. Dalle auto aziendali fino al rinvio della Sugar e Plastic Tax il risultato è stato raggiunto. Non basta ancora !! Da gennaio ci sarà da fare uno sforzo in più: rilanciare la crescita. Ecco perché perché lancerà ItaliaShock. Questa sara’ la vera svolta per il 2020. Per ora ha vinto la battaglia delle tasse. Ora bisognerà concentrarsi sulla crescita. E l’unico modo per raggiungerla è sbloccare i cantieri. Sono pronto a scommettere che finirà come sulle tasse: prima ci saranno le critiche, poi faranno finta di ignorare il problema ma poi li daranno ragione .
  22. Che schifo di persone che esistono nel mondo!
  23. Il panzanaro seriale fosforo31 mica vorrà resuscitare il demenziale paper del buon Pannone? Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti
  24. Povero deficiente di un Cazzaro di Napoli. Detto che gli 80 euro coprono coloro che più di tutti hanno pagato la crisi finanziaria e si rivolge ad una platea di 10 milioni di lavoratori con stipendio che al netto non superano i 1.500 euro al mese , per gli altri c’era già una forma di reddito chiamata Rei che stava per essere potenziata se l’Italia fosse meno popolata da idio ti del tuo livello . Lotta alla povertà, 1,5 miliardi per potenziare il Rei di Davide Colombo Sole 24 ore 23 Aprile 2018 C’è un minimo comune denominatore nei programmi dei partiti usciti vincitori o sconfitti dal voto del 4 marzo che potrebbe tradursi in uno dei primi provvedimenti del nuovo governo, a prescindere dalla sua composizione. È il rafforzamento del Reddito di inclusione (Rei), la misura di contrasto alla povertà che dal 1° gennaio scorso ha sostituito il vecchio Sostegno per l’inclusione attiva (Sia). Basterebbe una spesa aggiuntiva di 1,5 miliardi l’anno nel prossimo triennio per coprire l’intera platea di residenti che vivono in condizioni di povertà assoluta (circa 4,7 milioni di individui; il 7,9% della popolazione). L’attuale programma è finanziato con 2,1 miliardi quest’anno, 2,5 nel 2019 e 2,8 miliardi strutturali a decorrere dal 2020 (si sfiorano i 3 miliardi considerando anche i fondi Pon). Con queste risorse avranno diritto alla misura circa 2,5 milioni di poveri assoluti, secondo le previsioni del governo uscente. Si tratta di poco più della metà della platea. Per coprire il resto si deve arrivare a 7 miliardi strutturali secondo l’Alleanza contro la povertà, vale a dire l’unico soggetto rappresentativo a livello nazionale (raccoglie 35 organizzazioni) che ha siglato il piano del vecchio governo. Un obiettivo che si può conseguire senza far saltare i saldi incrementando cumulativamente la dotazione attuale del Rei, come detto, di circa 1,5 miliardi l’anno. Per fare questo passo, però, le forze politiche dovrebbero solo resistere alla tentazione massima di ogni nuovo governo: cancellare i programmi in corso per varare una nuova misura. «Il Rei è partito da poco più di tre mesi e in questo momento i territori sono impegnati con l’attuazione della misura, che è molto complicata. Chi va al governo deve evitare la tentazione di fare la riforma della riforma» spiega Cristiano Gori, professore di politica sociale a Trento, ideatore dell’Alleanza e coordinatore del gruppo di esperti che ha elaborato la proposta del Reddito d’inclusione sociale (Reis) che il Rei ha in ampia parte replicato. Se il Movimento 5 Stelle rinunciasse al suo Reddito di cittadinanza (costo stimato tra i 15 e i 30 miliardi) e lo stesso facesse il centro-destra con la sua proposta del Reddito di dignità (circa 29 miliardi di costi secondo gli analisti più esperti del settore) ecco una soluzione minima perseguibile addirittura con il consenso del Pd , che ha appena rilanciato sul rafforzamento del Rei, e di LeU. A fine marzo Inps ha fornito i primi dati di attuazione: oltre 316mila beneficiari (110.138 famiglie) con un finanziamento medio mensile di 297 euro. A questa platea va sommata quella dei percettori del Sia di fine 2017: circa 477mila persone con un importo medio mensile di 244 euro. «L’attuale valore monetario del Rei consente alla maggior parte delle famiglie coinvolte di migliorare sensibilmente la propria condizione, ma non di uscire dalla condizione di povertà. Per raggiungere questo obiettivo bisogna elevare gli importi» spiega ancora Gori, secondo il quale il rafforzamento del programma non dovrebbe modificare l’allocazione attuale delle risorse, destinate a regime per circa il 20% al finanziamento dei servizi territoriali di attivazione e gestione della misura che, lo ricordiamo, è condizionata all’adesione a un percorso di inclusione e attualmente limitata a 18 mesi di finanziamento, rinnovabile per altri 12 dopo uno stop di 6 mesi. L’attuale piano prevede che il Rei diventi davvero universale il 1° luglio prossimo, quando verranno meno i vincoli riferiti alla composizione del nucleo familiare (presenza di figli minori, donne in gravidanza, disabili, disoccupati over 55) e gli unici requisiti di accesso diventeranno quelli di natura economica. Potranno così chiedere il Rei tutte le famiglie in possesso dei previsti limiti di reddito e patrimoniali: Isee fino a 6mila euro; Isre fino a 3mila euro; patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20mila euro; patrimonio mobiliare (depositi, conti correnti) non superiore a 10mila euro. Il 1° luglio è dietro l’angolo, una data a portata di mano per un nuovo governo che volesse dare un primo segnale politico. Secondo Marco Leonardi, economic advisor del presidente del Consiglio uscente, un nuovo finanziamento del Rei dovrebbe garantire un rafforzamento degli importi erogati: «In alcuni casi quelli attuali non consentono ai percettori di superare la soglia di povertà misurata - spiega - per questo le maggiori risorse in una prima fase andrebbero aggiunte senza modificare i requisiti che scattano il 1° luglio e rendono universale il Rei. Poi bisogna lavorare per far sì che il maggior numero dei beneficiari potenziali venga raggiunto, sapendo che non è un’operazione facile. Solo in una seconda fase si può pensare ad allargare un poco i requisiti».
  25. L’altro ieri, a Piazza Pulita, Corrado Formigli non ha intervistato il leader di Italia Viva Matteo Renzi : gli ha puntato la lampada e lo ha interrogato sul caso Open. Il volto contratto, la postura e il ghigno da pm, le domande di chi non ha alcun interesse a sapere cosa pensi o sappia l’altro, ma volte esclusivamente a incastrarlo, metterlo in cattiva luce, se possibile umiliarlo. Per sfortuna di Formigli, Renzi è bravino: si è sottratto abbastanza facilmente a questo gioco al massacro rispondendo per filo e per segno sul caso Open, e respingendo il metodo inquisitorio al mittente. Quasi tutta la tv oggi e’ costituita sul modello del processo . Giornalisti-PM, Opinionisti-Giudici, Spettatori-Giuria Popolare. Ciò e’ il cuore del populismo televisivo che in questi anni ha prodotto giornalisti capaci solo di perseguitare la “vittima” e nell’incalzarla per creare casi che hanno solo e soltanto il fine di procurare il linciaggio della persona coinvolta . La cosa buffa ma io direi vergognosa , e’ quando la “vittima” perde il suo aplomb per il trattamento riservato, diffamato con accuse false , ripetute ad ogni piè sospinto e si incaz.za. Ed allora questi mestieranti dell’informazione invocano la “libertà di informazione” . Ahahahaha !! Quale ?? Quella di far alzare il pipino ai Cazzari di Napoli ?? Per cosa , poi ?? Per vederselo ammosciare in maniera praticamente definitiva nel tempo ?? Mah !! Saluti
  26. Opinione rispettabile. Mi fa venire in mente una famosa frase di Luigi Carlo Farini, uno dei primi presidenti del Consiglio del Regno d'Italia, che in un discorso in parlamento disse: "Non mi tolgano, o signori, la gloria di morir povero!". Frase bellissima, spesso citata come esempio luminoso di idealismo e di spirito di servizio al Paese, anche se molti dimenticano che il Farini purtroppo era un razzista che odiava i meridionali e che in effetti morì in miseria, ma in manicomio. Anche a me non piacerebbe vivere, nemmeno per un breve periodo, a carico dello Stato. Però mettiamoci nei panni di un giovane di famiglia poverissima che cerca un lavoro per costruirsi un futuro in una fase tuttora critica per l'economia nazionale. A mio avviso lo Stato fa bene a dargli una mano. E non si dissangua affatto perché il reddito di cittadinanza costa ai contribuenti la metà degli 80 euro di Renzi (o poco più della metà quando andrà a pieno regime), ma le previsioni degli economisti da un lato e i primi dati reali dall'altro ci dicono che il rdc, oltre al suo intrinseco valore sociale, è una misura di stimolo all'economia nazionale di gran lunga più efficace dell'iniquo e populistico bonus renziano. Iniquo in quanto non equo, perché non va ai poveri ma può andare anche a chi ha uno stipendio medio-basso ma ha un patrimonio altissimo o vive in una famiglia ricchissima. Saluti
  27. Io voglio rimanere poverissimo non voglio che la società si dissangui per me.
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