CERCARE O DARE LA COLPA ? MA E' DI TUTTI

Diciamo la verità. Diciamola tutta.

Se siamo arrivati a questo punto, non è per qualche congiunzione astrale che si è abbattuta su questa penisola di 60 milioni scarsi di abitanti ma per una serie infinita di errori, scelte, compromessi, sottovalutazioni, più o meno in buona fede, più o meno consapevoli. E ce n’è per tutti.

Ce n’è per Conte, che, quando tre settimane fa i contagi erano in timida, controllabile, risalita, avrebbe dovuto presentarsi davanti agli italiani e dire chiaramente: “Signore e signori, se non agiamo subito con misure ferme e rigide, tra un paio di settimane ci ritroveremo nella stessa situazione di Francia e Germania e dovremmo tornare a chiudere tutto.”

Ma siamo onesti con noi stessi. Se l’avesse fatto, se avesse detto una cosa del genere davanti a 3.000 casi, come credete che sarebbe andata? Nella migliore delle ipotesi con 100.000 persone in piazza a Roma, con a capo non qualche No-mask mentecatto o negazionista analfabeta ma con l’intera destra parlamentare a marciare compatta - e sondaggi in poppa - su Palazzo Chigi al grido di “regime”, “dittatura sanitaria”, “libertà” e simili cialtronate varie ed eventuali.

Ce n’è per il governo, che, nell’ansia di tenere insieme un’impossibile equazione salute-economia, ha cominciato ad andare in confusione, dando la sensazione di seguire logiche più politico-sondaggistiche che epidemiologico-sanitarie. Col risultato che i teatri, dove si è registrato un solo contagio in mesi di programmazione e sono forse i posti più sicuri e controllati al mondo, possono essere sacrificati, mentre le metro e i bus alle sette del mattino ovunque esplodono. Che chi in questi mesi si è comportato bene, spendendo soldi per adeguarsi alle norme e facendo rispettare tutte le regole, oggi si ritrova costretto a chiudere esattamente come chi non ha fatto nulla e ha solo negato il virus. Senza contare tutto quello che poteva essere fatto e non è stato fatto per prepararsi alla seconda ondata, dal tracciamento ai trasporti, alle scuole.

Se volete, ci sediamo a un tavolo ed elenchiamo uno per uno tutti gli errori del governo da maggio ad oggi.

Ma credete davvero che questa sia la vera ragione per cui ci troviamo oggi qui, di nuovo (o quasi) come (e per certi versi peggio che) a marzo? Davvero?

Perché ieri in Francia si sono registrati 52.000 nuovi casi in 24 ore, 20.000 nel Regno Unito, in Spagna si stimano 3 milioni di casi reali ed è appena stato dichiarato lo stato di allarme, e non va meglio in Germania.

Perché è comodissimo, auto-assolutorio, meravigliosamente liberatorio poter scaricare tutte le colpe sulla politica. Ma, nel caso non ve ne foste accorti, siamo di fronte a una epidemia globale che colpisce duramente soprattutto quelle democrazie occidentali che hanno la libertà tra i propri valori fondativi, ma spesso non hanno chiaro dove finisce la propria e dove comincia quella degli altri.

Ce n’è per l’opinione pubblica tutta. Svanito l’effetto sorpresa e quel pallido ma concreto orgoglio nazionale della prima ondata, quando tutti gli italiani senzienti erano disposti - una tantum - a rinunciare a un pezzo della propria libertà e del proprio lavoro se questo significava sconfiggere il virus, è saltato il tappo sociale di un Paese sfiancato dagli effetti economici e psicologici che nessuno, nessun lavoratore, nessuna impresa è in grado di sostenere per 8 mesi senza finire gambe all’aria. Sono deflagrate nuove e vecchie diseguaglianze, tra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri, ma anche e soprattutto tra i garantiti di ieri e di oggi e i precari, gli autonomi, i liberi professionisti che vedono i sacrifici di mesi e di una vita intera andare in fumo, spesso per colpe non loro.

Ce n’è, soprattutto, per tutti i negazionisti, i minimizzatori che, per mesi, hanno detto a milioni di italiani esattamente quello che volevano sentirsi dire, che potevano continuare a fare la loro vita, di non ascoltare “i terroristi” dell’informazione, di non prendere sul serio le regole, di divertirsi, riempire le discoteche. In una parola: continuare a vivere come se il virus non esistesse. In un Paese normale una cosa del genere ti costerebbe faccia, reputazione, carriera, mentre qui da noi ti spalanca le porte di nuovi brillanti carriere politiche e televisive.

E ce n’è infine per me, per noi, per chi non ha fatto abbastanza. Per chi si è sgolato (giustamente) contro No-mask, negazionisti, complottisti vari, senza rendersi conto che il vero nemico non erano e non sono qualche migliaia di disagiati ma la somma di infinite piccole o grandi azioni individuali e collettive che, come palle di neve, si sono unite a formare la valanga perfetta: i Dpcm tardivi, timidi o ambigui, le bastonate ingiuste, il “che sarà mai se mi abbasso tre secondi la mascherina?”, il sabato a Cervinia con 20.000 casi al giorno, i dibattiti surreali sui banchi a rotelle, gli sciacalli del virus, i vomitatori seriali di fake news, la disinformazione quotidiana, i piccoli egoismi, tutti i “non ce n’è coviddi”, gli “a me non succederà mai”, i politici che fanno i virologi e i virologi che fanno politica.

La verità è che ci siamo dimenticati foto come questa, ci siamo dimenticati tutti i post, gli “andrà tutto bene”, ogni bara passata, ogni lacrima spesa, ogni amico o parente perso. Abbiamo dato per scontato che quelle scene non sarebbero più tornate, non con quell’impeto, non con quella violenza. E invece siamo di nuovo tutti qui, un po’ più poveri, un po’ più rassegnati, un po’ meno disposti a combattere.

Ce n’è per tutti. Possiamo passare il tempo a lamentarci, oppure provare, ognuno nel nostro piccolo, a fare la propria parte, per rialzarci da questa voragine in cui siamo sprofondati.

Non esiste un Piano B. Non ora. Non più.

Lorenzo Tosa

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4 messaggi in questa discussione

Il 26/10/2020 in 18:37 , pm610 ha scritto:

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Sig pm610 bisogna che si rassegni; questi signori sono all'opposizione, non può dare loro colpe che sono solo di chi è attualmente al governo e sta governando male altrimenti fa come quel lupo...

Un lupo vide un agnello che beveva ad un torrente, sotto di lui, e gli venne voglia di mangiarselo. Così, gli disse che bevendo, sporcava la sua acqua e che non riusciva nemmeno a bere.
“Ma tu sei a monte ed io a valle, è impossibile che bevendo al torrente io sporchi l’acqua che scorre sopra di me!” rispose l’agnello. Venuta meno quella scusa, il lupo ne inventò un’altra: “Tu sei l’agnello che l’anno scorso ha insultato mio padre, povera anima!”. E l’agnello, di nuovo, gli rispose che l’anno prima non era ancora nato, dunque non poteva aver insultato nessuno.
“Sei così bravo a trovare delle scuse per tutto” gli disse il lupo “ma io non posso mica rinunciare a mangiarti!” e saltò addosso al povero agnellino.

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1 minuto fa, etrusco1900 ha scritto:

Sig pm610 bisogna che si rassegni; questi signori sono all'opposizione, non può dare loro colpe che sono solo di chi è attualmente al governo e sta governando male altrimenti fa come quel lupo...

Un lupo vide un agnello che beveva ad un torrente, sotto di lui, e gli venne voglia di mangiarselo. Così, gli disse che bevendo, sporcava la sua acqua e che non riusciva nemmeno a bere.
“Ma tu sei a monte ed io a valle, è impossibile che bevendo al torrente io sporchi l’acqua che scorre sopra di me!” rispose l’agnello. Venuta meno quella scusa, il lupo ne inventò un’altra: “Tu sei l’agnello che l’anno scorso ha insultato mio padre, povera anima!”. E l’agnello, di nuovo, gli rispose che l’anno prima non era ancora nato, dunque non poteva aver insultato nessuno.
“Sei così bravo a trovare delle scuse per tutto” gli disse il lupo “ma io non posso mica rinunciare a mangiarti!” e saltò addosso al povero agnellino.

Lupi o Agnelli, restano una banda di ladri.

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