Il DPCM Farsa di Conte

 gli esercizi commerciali hanno fatto tutto quello che gli ha detto il governo, a loro spese .hanno comprato il plexiglas, il gel, hanno messo il distanziamento tra i tavoli..e adesso devono chiudere alle 18?? La verità se queste misure non vanno bene adesso ..si presuppone fossero inutili pure prima,oppure Conte è sc*&mo..insomma decidetevi..

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11 messaggi in questa discussione

Sono d'accordo: la ristorazione bastava chiuderla alle ore 22.00 o ha qualche altra idea, sig marziano?

In effetti non si doveva chiudere proprio niente, il covid è morto e gli ammalati sono finti malati.

Lo certifica Bolsonaro.

 

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Ma falla finita , incommensurabile idio ta di una Trottola, con questi commenti del caz.z.o . E chi ha detto che non bisognava prendere alcuni provvedimenti ?? Chi ha detto che i morti sono finti ? Chi sta elogiando  Bolsonaro ??  Razza di imbexxille , chi ?? In discussione sono i troppi provvedimenti senza capo né piedi che sono stati presi . Stop !! 

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53 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

Sono d'accordo: la ristorazione bastava chiuderla alle ore 22.00 o ha qualche altra idea, sig marziano?

In effetti non si doveva chiudere proprio niente, il covid è morto e gli ammalati sono finti malati.

Lo certifica Bolsonaro.

 

Lei..come tutti i filogovernativi..fa lo.spavaldo..xché non ci rimette di tasca sua,ma la ruota gira....quando le toccherà ...e da vicino ...dovrà parlare tra i denti 

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Lei invece sig marziano è solo filo Draghi o filoqualche altra cosa?

Lei ci ha già rimesso?

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48 minuti fa, mark222220 ha scritto:

Ma falla finita , incommensurabile idio ta di una Trottola, con questi commenti del caz.z.o . E chi ha detto che non bisognava prendere alcuni provvedimenti ?? Chi ha detto che i morti sono finti ? Chi sta elogiando  Bolsonaro ??  Razza di imbexxille , chi ?? In discussione sono i troppi provvedimenti senza capo né piedi che sono stati presi . Stop !! 

Urka le si sono rizzati i peli del Q.lo, ridicola marketta pisana?

Dove è stata ultimamente?

Sempre sul lung'Arno senza mai alzare gli occhi in alto?

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3 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

Lei invece sig marziano è solo filo Draghi o filoqualche altra cosa?

Lei ci ha già rimesso?

Sig Mark...dove sta??? La trottolina allevatrice pensa di essere Mike Bongiorno, noi non siamo un concorrente, memmeno uno special guest..quindi non rilasciamo dichiarazioni ,comunque aspetti e vedrà, la baldanza di molti ..diventerà una marcia funebre 

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Diciamo la verità. Diciamola tutta.

Se siamo arrivati a questo punto, non è per qualche congiunzione astrale che si è abbattuta su questa penisola di 60 milioni scarsi di abitanti ma per una serie infinita di errori, scelte, compromessi, sottovalutazioni, più o meno in buona fede, più o meno consapevoli. E ce n’è per tutti.

Ce n’è per Conte, che, quando tre settimane fa i contagi erano in timida, controllabile, risalita, avrebbe dovuto presentarsi davanti agli italiani e dire chiaramente: “Signore e signori, se non agiamo subito con misure ferme e rigide, tra un paio di settimane ci ritroveremo nella stessa situazione di Francia e Germania e dovremmo tornare a chiudere tutto.”

Ma siamo onesti con noi stessi. Se l’avesse fatto, se avesse detto una cosa del genere davanti a 3.000 casi, come credete che sarebbe andata? Nella migliore delle ipotesi con 100.000 persone in piazza a Roma, con a capo non qualche No-mask mentecatto o negazionista analfabeta ma con l’intera destra parlamentare a marciare compatta - e sondaggi in poppa - su Palazzo Chigi al grido di “regime”, “dittatura sanitaria”, “libertà” e simili cialtronate varie ed eventuali.

Ce n’è per il governo, che, nell’ansia di tenere insieme un’impossibile equazione salute-economia, ha cominciato ad andare in confusione, dando la sensazione di seguire logiche più politico-sondaggistiche che epidemiologico-sanitarie. Col risultato che i teatri, dove si è registrato un solo contagio in mesi di programmazione e sono forse i posti più sicuri e controllati al mondo, possono essere sacrificati, mentre le metro e i bus alle sette del mattino ovunque esplodono. Che chi in questi mesi si è comportato bene, spendendo soldi per adeguarsi alle norme e facendo rispettare tutte le regole, oggi si ritrova costretto a chiudere esattamente come chi non ha fatto nulla e ha solo negato il virus. Senza contare tutto quello che poteva essere fatto e non è stato fatto per prepararsi alla seconda ondata, dal tracciamento ai trasporti, alle scuole.

Se volete, ci sediamo a un tavolo ed elenchiamo uno per uno tutti gli errori del governo da maggio ad oggi.

Ma credete davvero che questa sia la vera ragione per cui ci troviamo oggi qui, di nuovo (o quasi) come (e per certi versi peggio che) a marzo? Davvero?

Perché ieri in Francia si sono registrati 52.000 nuovi casi in 24 ore, 20.000 nel Regno Unito, in Spagna si stimano 3 milioni di casi reali ed è appena stato dichiarato lo stato di allarme, e non va meglio in Germania.

Perché è comodissimo, auto-assolutorio, meravigliosamente liberatorio poter scaricare tutte le colpe sulla politica. Ma, nel caso non ve ne foste accorti, siamo di fronte a una epidemia globale che colpisce duramente soprattutto quelle democrazie occidentali che hanno la libertà tra i propri valori fondativi, ma spesso non hanno chiaro dove finisce la propria e dove comincia quella degli altri.

Ce n’è per l’opinione pubblica tutta. Svanito l’effetto sorpresa e quel pallido ma concreto orgoglio nazionale della prima ondata, quando tutti gli italiani senzienti erano disposti - una tantum - a rinunciare a un pezzo della propria libertà e del proprio lavoro se questo significava sconfiggere il virus, è saltato il tappo sociale di un Paese sfiancato dagli effetti economici e psicologici che nessuno, nessun lavoratore, nessuna impresa è in grado di sostenere per 8 mesi senza finire gambe all’aria. Sono deflagrate nuove e vecchie diseguaglianze, tra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri, ma anche e soprattutto tra i garantiti di ieri e di oggi e i precari, gli automomi, i liberi professionisti che vedono i sacrifici di mesi e di una vita intera andare in fumo, spesso per colpe non loro.

Ce n’è, soprattutto, per tutti i negazionisti, i minimizzatori che, per mesi, hanno detto a milioni di italiani esattamente quello che volevano sentirsi dire, che potevano continuare a fare la loro vita, di non ascoltare “i terroristi” dell’informazione, di non prendere sul serio le regole, di divertirsi, riempire le discoteche. In una parola: continuare a vivere come se il virus non esistesse. In un Paese normale una cosa del genere ti costerebbe faccia, reputazione, carriera, mentre qui da noi ti spalanca le porte di nuovi brillanti carriere politiche e televisive.

E ce n’è infine per me, per noi, per chi non ha fatto abbastanza. Per chi si è sgolato (giustamente) contro No-mask, negazionisti, complottisti vari, senza rendersi conto che il vero nemico non erano e non sono qualche migliaia di disagiati ma la somma di infinite piccole o grandi azioni individuali e collettive che, come palle di neve, si sono unite a formare la valanga perfetta: i Dpcm tardivi, timidi o ambigui, le bastonate ingiuste, il “che sarà mai se mi abbasso tre secondi la mascherina?”, il sabato a Cervinia con 20.000 casi al giorno, i dibattiti surreali sui banchi a rotelle, gli sciacalli del virus, i vomitatori seriali di fake news, la disinformazione quotidiana, i piccoli egoismi, tutti i “non ce n’è coviddi”, gli “a me non succederà mai”, i politici che fanno i virologi e i virologi che fanno politica.

La verità è che ci siamo dimenticati foto come questa, ci siamo dimenticati tutti i post, gli “andrà tutto bene”, ogni bara passata, ogni lacrima spesa, ogni amico o parente perso. Abbiamo dato per scontato che quelle scene non sarebbero più tornate, non con quell’impeto, non con quella violenza. E invece siamo di nuovo tutti qui, un po’ più poveri, un po’ più rassegnati, un po’ meno disposti a combattere.

Ce n’è per tutti. Possiamo passare il tempo a lamentarci, oppure provare, ognuno nel nostro piccolo, a fare la propria parte, per rialzarci da questa voragine in cui siamo sprofondati.

Non esiste un Piano B. Non ora. Non più.

Lorenzo Tosa

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Modificato da pm610

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Si tranquillizzi sig marziano, anche i topi di fogna escono per mangiare. La ridicola marketta pisana si farà viva appena avrà lavato i piatti.

Nel frattempo mi soddisfi una domanda: la baldanza di chi diventerà una marcia funebre?

Lei considera baldanzoso chi si preoccupa della salute dei cittadini?

Non le sovviene che se questo governo liberasse tutto e tutti,  finirebbe comunque al cimitero?

Dunque questo sarebbe il primo governo che non pensa ai voti, ma pensa ai cittadini. Tutti.

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2 ore fa, pm610 ha scritto:

Diciamo la verità. Diciamola tutta.

Se siamo arrivati a questo punto, non è per qualche congiunzione astrale che si è abbattuta su questa penisola di 60 milioni scarsi di abitanti ma per una serie infinita di errori, scelte, compromessi, sottovalutazioni, più o meno in buona fede, più o meno consapevoli. E ce n’è per tutti.

Ce n’è per Conte, che, quando tre settimane fa i contagi erano in timida, controllabile, risalita, avrebbe dovuto presentarsi davanti agli italiani e dire chiaramente: “Signore e signori, se non agiamo subito con misure ferme e rigide, tra un paio di settimane ci ritroveremo nella stessa situazione di Francia e Germania e dovremmo tornare a chiudere tutto.”

Ma siamo onesti con noi stessi. Se l’avesse fatto, se avesse detto una cosa del genere davanti a 3.000 casi, come credete che sarebbe andata? Nella migliore delle ipotesi con 100.000 persone in piazza a Roma, con a capo non qualche No-mask mentecatto o negazionista analfabeta ma con l’intera destra parlamentare a marciare compatta - e sondaggi in poppa - su Palazzo Chigi al grido di “regime”, “dittatura sanitaria”, “libertà” e simili cialtronate varie ed eventuali.

Ce n’è per il governo, che, nell’ansia di tenere insieme un’impossibile equazione salute-economia, ha cominciato ad andare in confusione, dando la sensazione di seguire logiche più politico-sondaggistiche che epidemiologico-sanitarie. Col risultato che i teatri, dove si è registrato un solo contagio in mesi di programmazione e sono forse i posti più sicuri e controllati al mondo, possono essere sacrificati, mentre le metro e i bus alle sette del mattino ovunque esplodono. Che chi in questi mesi si è comportato bene, spendendo soldi per adeguarsi alle norme e facendo rispettare tutte le regole, oggi si ritrova costretto a chiudere esattamente come chi non ha fatto nulla e ha solo negato il virus. Senza contare tutto quello che poteva essere fatto e non è stato fatto per prepararsi alla seconda ondata, dal tracciamento ai trasporti, alle scuole.

Se volete, ci sediamo a un tavolo ed elenchiamo uno per uno tutti gli errori del governo da maggio ad oggi.

Ma credete davvero che questa sia la vera ragione per cui ci troviamo oggi qui, di nuovo (o quasi) come (e per certi versi peggio che) a marzo? Davvero?

Perché ieri in Francia si sono registrati 52.000 nuovi casi in 24 ore, 20.000 nel Regno Unito, in Spagna si stimano 3 milioni di casi reali ed è appena stato dichiarato lo stato di allarme, e non va meglio in Germania.

Perché è comodissimo, auto-assolutorio, meravigliosamente liberatorio poter scaricare tutte le colpe sulla politica. Ma, nel caso non ve ne foste accorti, siamo di fronte a una epidemia globale che colpisce duramente soprattutto quelle democrazie occidentali che hanno la libertà tra i propri valori fondativi, ma spesso non hanno chiaro dove finisce la propria e dove comincia quella degli altri.

Ce n’è per l’opinione pubblica tutta. Svanito l’effetto sorpresa e quel pallido ma concreto orgoglio nazionale della prima ondata, quando tutti gli italiani senzienti erano disposti - una tantum - a rinunciare a un pezzo della propria libertà e del proprio lavoro se questo significava sconfiggere il virus, è saltato il tappo sociale di un Paese sfiancato dagli effetti economici e psicologici che nessuno, nessun lavoratore, nessuna impresa è in grado di sostenere per 8 mesi senza finire gambe all’aria. Sono deflagrate nuove e vecchie diseguaglianze, tra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri, ma anche e soprattutto tra i garantiti di ieri e di oggi e i precari, gli automomi, i liberi professionisti che vedono i sacrifici di mesi e di una vita intera andare in fumo, spesso per colpe non loro.

Ce n’è, soprattutto, per tutti i negazionisti, i minimizzatori che, per mesi, hanno detto a milioni di italiani esattamente quello che volevano sentirsi dire, che potevano continuare a fare la loro vita, di non ascoltare “i terroristi” dell’informazione, di non prendere sul serio le regole, di divertirsi, riempire le discoteche. In una parola: continuare a vivere come se il virus non esistesse. In un Paese normale una cosa del genere ti costerebbe faccia, reputazione, carriera, mentre qui da noi ti spalanca le porte di nuovi brillanti carriere politiche e televisive.

E ce n’è infine per me, per noi, per chi non ha fatto abbastanza. Per chi si è sgolato (giustamente) contro No-mask, negazionisti, complottisti vari, senza rendersi conto che il vero nemico non erano e non sono qualche migliaia di disagiati ma la somma di infinite piccole o grandi azioni individuali e collettive che, come palle di neve, si sono unite a formare la valanga perfetta: i Dpcm tardivi, timidi o ambigui, le bastonate ingiuste, il “che sarà mai se mi abbasso tre secondi la mascherina?”, il sabato a Cervinia con 20.000 casi al giorno, i dibattiti surreali sui banchi a rotelle, gli sciacalli del virus, i vomitatori seriali di fake news, la disinformazione quotidiana, i piccoli egoismi, tutti i “non ce n’è coviddi”, gli “a me non succederà mai”, i politici che fanno i virologi e i virologi che fanno politica.

La verità è che ci siamo dimenticati foto come questa, ci siamo dimenticati tutti i post, gli “andrà tutto bene”, ogni bara passata, ogni lacrima spesa, ogni amico o parente perso. Abbiamo dato per scontato che quelle scene non sarebbero più tornate, non con quell’impeto, non con quella violenza. E invece siamo di nuovo tutti qui, un po’ più poveri, un po’ più rassegnati, un po’ meno disposti a combattere.

Ce n’è per tutti. Possiamo passare il tempo a lamentarci, oppure provare, ognuno nel nostro piccolo, a fare la propria parte, per rialzarci da questa voragine in cui siamo sprofondati.

Non esiste un Piano B. Non ora. Non più.

Lorenzo Tosa

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Eccellente articolo, analisi quasi perfetta. L'autore ha sintetizzato meglio di me quello che avevo scritto in diversi post. Mirabile il passaggio sulle democrazie occidentali non a caso bersagliate in modo particolare. Dovrebbe essere ormai chiaro che Covid-19 si trova benissimo nei paesi dove vige il cosiddetto stile di vita occidentale. L'unico punto dove non sono d'accordo è quando parla di un Paese sfiancato dagli effetti economici e psicologici che nessuno, nessun lavoratore, nessuna impresa è in grado di sostenere per 8 mesi senza finire gambe all'aria. E vero che lo stile di vita occidentale infiacchisce le persone, le rende poco resilienti e le induce a cancellare dal proprio vocabolario parole come sacrificio, rinuncia, sofferenza, ovvero le parole quotidiane di almeno 2/3 dell'umanità. Ma volenti o nolenti queste parole dovremo abituarci a usarle anzi a viverle anche noi. E abituarci a non drammatizzare, a non fare vittimismo, a non confondere i privilegi del benessere, dell'opulenza e dello spreco, con diritti acquisiti e inalienabili. Questo 2020 sarà ricordato in Occidente come l'anno di gran lunga più brutto dalla fine della seconda guerra mondiale. Sempre che il 2021 non risulti peggiore, ipotesi al momento tutt'altro che peregrina. Ma, alla fine dei conti e alla grossa, quale sarà il consuntivo di questo annus horribilis nella maggior parte dei paesi ricchi? Un 5% in più nel tasso di mortalità e un 10% in meno nel PIL. E vogliamo demoralizzarci per questo? Potrei capirlo se i valori della mortalità e del PIL pro capite si avvicinassero a quelli dei paesi poveri, ma servirebbero ben altre variazioni percentuali. O se non ci fosse uno Stato sociale a sostegno dei più deboli e dei più sfortunati. Ma figuriamoci, in Italia il governo ha regalato soldi perfino a notai e avvocati con la villa e la Porsche. Alla fine del 2020 staremo economicanente molto meglio, incomparabilmente meglio dei 2/3 dell'umanità. Come confermano, tra l'altro, gli immigrati che continuano ad arrivare. E allora perché fasciarci la testa? È ingiustificato e prematuro. Quando cominceremo noi a emigrare verso l'Africa, allora sì che ci sarà da piangere, come fa in tv il prof. Cacciari avvilito per il disagio sociale e la rabbia sociale, scatenati secondo lui dalla crisi economica. Per ora il problema in Italia non è il disagio sociale né  la povertà, bensì la disuguaglianza. Che non è certo da record ma è comunque inammissibile a certi livelli in un paese moderno e civile. Per quanto riguarda la rabbia sociale, a me francamente questi baristi e questi ristoratori che scendono in piazza a protestare contro il governo che li fa chiudere alle 18 (ma gli regala soldi a fondo perduto) non mi fanno né caldo né  freddo. Anzi, sono io arrabbiato nei loro confronti, perché dai loro locali sono passate e passano innumerevoli catene di contagio. È quasi un istinto irrazionale ma sono io fatto così: il mio cervello si rifiuta di accettare la triste quanto banale verità che Tizio debba morire infettato da Caio, che a sua volta si è infettato mentre prendeva l'aperitivo al bar invece di berselo tranquillamente a casa sua. Ai baristi e ai ristoratori dico: non sentitevi in colpa ma non fate neppure le vittime. Fate come se questi 37mila morti li avesse causati una guerra e come se i vostri bar e ristoranti fossero stati bombardati. Quindi ringraziate il governo se vi dà una mano e il Signore se siete ancora vivi. 

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3 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Si tranquillizzi sig marziano, anche i topi di fogna escono per mangiare. La ridicola marketta pisana si farà viva appena avrà lavato i piatti.

Nel frattempo mi soddisfi una domanda: la baldanza di chi diventerà una marcia funebre?

Lei considera baldanzoso chi si preoccupa della salute dei cittadini?

Non le sovviene che se questo governo liberasse tutto e tutti,  finirebbe comunque al cimitero?

Dunque questo sarebbe il primo governo che non pensa ai voti, ma pensa ai cittadini. Tutti.

Ma vede...noi tutti questi caritatevoli al governo che si preoccupano degli altri,non li vedevamo prima, e non li vediamo adesso, non che all'opposizione ci sia di meglio..diciamo..i politici fanno il loro lavoro sporco, e pensano solo alla poltrona, quindi la sua retorica fa più di una piega,come del resto osserviamo che dei problemi altrui non si fa una piega,anzi si rincara la dose,finché gli altri siamo noi...insomma la vita è così, inutile tentare di capire, l'Italia è artefice del suo destino, le previsioni sono ...ma cosa lo dico a fare...aux revoir

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Il 26/10/2020 in 16:20 , marzianobravo ha scritto:

Ma vede...noi tutti questi caritatevoli al governo che si preoccupano degli altri,non li vedevamo prima, e non li vediamo adesso, non che all'opposizione ci sia di meglio..diciamo..i politici fanno il loro lavoro sporco, e pensano solo alla poltrona, quindi la sua retorica fa più di una piega,come del resto osserviamo che dei problemi altrui non si fa una piega,anzi si rincara la dose,finché gli altri siamo noi...insomma la vita è così, inutile tentare di capire, l'Italia è artefice del suo destino, le previsioni sono ...ma cosa lo dico a fare...aux revoir

Non sono parole mie ma approvo ogni sillaba.

Fossi in Conte, adotterei le stesse misure anticovid della Svezia e farei selezione negli ospedali come la Svizzera. Farei  pagare  il  ricovero  come  in  America . Adotterei  il  sistema  sanitario  dei  Paesi  Africani  e poi, mi preparerei 20 kg di popcorn e 10 casse di birra e mi godrei lo spettacolo di vedervi morire come mosche. Sono parole forti, lo so, ma sentirvi lagnare per ogni *** di cosa che vi si dice è alienante. "Dittatura sanitaria", "Conte come il DVCE" e altre vaccate così ( pronunciate, spesso, proprio da fascistoidi) fanno ridere, se non ci fosse da piangere. Avete rotto i *** con gli autobus pieni zeppi e, ora che vogliono reintrodurre una d.a.d. più forte ( per ridurre assembramenti dentro le scuole e nei mezzi pubblici) rompete ancora la fava perché" i vostri figli sono in prigione". I teatri sono in crisi da 20 anni perché nessuno ci andava ( preferivate stare a casa a guardare la D'Urso) e ora che li hanno chiusi, sembrate tutti Dario Fo. Scaricavate film pirata da internet e, per questo, i cinema chiudevano. Ma ora siete tutti Fellini. Comprate di tutto su Amazon, ma ora vi stanno a cuore i negozietti di quartiere e i poveri artigiani.  Che  sono  quelli   che  fino  a  ieri  dichiaravano  reddito  zero e  oggi  si  lamentano  perdite  milionarie ....

La verità è che siete ipocriti. Disfattisti. Ignoranti come   " bestia  " .

Vi meritate il dj del papeete a capo della vostra mediocrità.

Il virus, dopo le 18, non è più contagioso? La mascherina è dannosa perché ti fa respirare la tua co2 e ti rincoglionisce, vogliono far fallire l'Italia ecc... No, mi dispiace deludervi. La mascherina non c'entra. Eravate rincoglioniti anche prima.

Poi, ovviamente, capisco che essere una partita iva, di questi tempi, sia la cosa peggiore che possa esserci. Ma è una pandemia. Tutto il mondo è in questa situazione. Addirittura molto peggio. Cosa era meglio? Tenere il negozio aperto e avere tutti i clienti morti?  O  morti  voi  stessi  ?

Comunque vi invidio. Vorrei essere anche io come voi e urlare " non ce n'è coviddi!" e avere sempre la verità in tasca, dall'alto della mia cultura maturata presso l'università della vita.

Ne usciremo migliori. Manco per il caXXO

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