prof.decapitato...le culture altrui

Il Cazzaro idio ta ci metta immediatamente al corrente di quanti non atei sono stati sgozzati o decapitati in onore dell’ateismo .  Vuoi vedere che non lo sa !! Fusforuccio , uno dei massimi boriosi e pieni di se del mondo occidentale . !! Garantito !!

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94 messaggi in questa discussione

3 minuti fa, mark222220 ha scritto:

Il Cazzaro idio ta ci metta immediatamente al corrente di quanti non atei sono stati sgozzati o decapitati in onore dell’ateismo .  Vuoi vedere che non lo sa !! Fusforuccio , uno dei massimi boriosi e pieni di se del mondo occidentale . !! Garantito !!

Beh.....nei Paesi del Socialismo Reale in forza dell'ateismo di Stato, qualche prete venne pur fucilato......o no ?

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Si . Ma i preti non sono “non atei “. 

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A beneficio del semianalfabeta nonché maleducato nonché distratto mentecatto pisano, riallego per l'ennesima volta un elenco di vittime di fanatici laicisti. Guarda caso, fanatici laicisti francesi:

https://it.wikipedia.org/wiki/Martiri_della_rivoluzione_francese

Mentre qui possiamo leggere anche i dati numerici precisi relativi alle sole vittime elevate dalla Chiesa agli onori degli altari dopo il martirio subito per non rinnegare la fede:

http://www.santiebeati.it/dettaglio/94613 

Si parla di un Santo, di 493 Beati e 593 Servi di Dio. In più si parla di circa 250mila vandeani massacrati perché volevano andare a messa e restare fedeli  Papa. Non a caso nei libri sulla Rivoluzione Francese si parla di TERRORE e di genocidio o populicidio della Vandea. Insomma, al confronto con i fanatici atei giacobini, i tagliagole dell'ISIS farebbero la figura dei dilettanti.

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Be' nemmeno la chiesa scherzava per estirpare il catarismo in Linguadoca, sig fosforo.

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17 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

A beneficio del semianalfabeta nonché maleducato nonché distratto mentecatto pisano, riallego per l'ennesima volta un elenco di vittime di fanatici laicisti. Guarda caso, fanatici laicisti francesi:

https://it.wikipedia.org/wiki/Martiri_della_rivoluzione_francese

Mentre qui possiamo leggere anche i dati numerici precisi relativi alle sole vittime elevate dalla Chiesa agli onori degli altari dopo il martirio subito per non rinnegare la fede:

http://www.santiebeati.it/dettaglio/94613 

Si parla di un Santo, di 493 Beati e 593 Servi di Dio. In più si parla di circa 250mila vandeani massacrati perché volevano andare a messa e restare fedeli  Papa. Non a caso nei libri sulla Rivoluzione Francese si parla di TERRORE e di genocidio o populicidio della Vandea. Insomma, al confronto con i fanatici atei giacobini, i tagliagole dell'ISIS farebbero la figura dei dilettanti.

Non scassi la ***. Le teste decollate sulla ghigliottina dalla Grande Rivoluzione erano quelle di controrivoluzionari, clero, nobiltà. Nemici del popolo e servi dell'assolutismo monarchico. Essi non mostravano vignette di Robespierre. Marciavano armi in pugno per restaurare l'Ancien Regime !! 

Certo, per la legge dei grandi numeri qualche innocente perse la testa anche lui.

Ma la Vandea era il covo dei monarchici venduti all'Austria, alla Prussia, allo Zar e tutte le maledette teste coronate d'Europa.

E volevano in Vandea "andare alla messa", "restare fedeli al Papa Re", e per meglio dimostrarlo, SPARAVANO.

NON CONFONDA IL CIOCCOLATO CON LA ***. !!!

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2 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Be' nemmeno la chiesa scherzava per estirpare il catarismo in Linguadoca, sig fosforo.

Egregio, il fanatismo religioso e quello laicista sono un buon esempio di un concetto ricorrente nella filosofia occidentale e ancora di più in quella orientale: la coincidenza degli opposti. 

2 ore fa, cortomaltese-*** ha scritto:

Non scassi la ***. Le teste decollate sulla ghigliottina dalla Grande Rivoluzione erano quelle di controrivoluzionari, clero, nobiltà. Nemici del popolo e servi dell'assolutismo monarchico. Essi non mostravano vignette di Robespierre. Marciavano armi in pugno per restaurare l'Ancien Regime !! 

Certo, per la legge dei grandi numeri qualche innocente perse la testa anche lui.

Ma la Vandea era il covo dei monarchici venduti all'Austria, alla Prussia, allo Zar e tutte le maledette teste coronate d'Europa.

E volevano in Vandea "andare alla messa", "restare fedeli al Papa Re", e per meglio dimostrarlo, SPARAVANO.

NON CONFONDA IL CIOCCOLATO CON LA ***. !!!

Leggi attentamente e schiarisciti le idee: sparare sentenze faziose non è un atteggiamento laico. La Rivoluzione Francese fu una gran cosa per l'umanità ma ebbe le sue degenerazioni e i suoi eccessi. La Vandea era una terra di contadini, i capi rivoluzionari erano per lo più borghesi, spesso benestanti, quel genocidio si poteva evitare. Come si poteva evitare di bruciare tutti i libri in latino. In quel massacro si spense la luce del secolo dei Lumi. 

https://www.ilfoglio.it/articoli/2013/03/18/news/il-massacro-dei-lumi-54745/

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1 ora fa, fosforo311 ha scritto:

Egregio, il fanatismo religioso e quello laicista sono un buon esempio di un concetto ricorrente nella filosofia occidentale e ancora di più in quella orientale: la coincidenza degli opposti. 

Leggi attentamente e schiarisciti le idee: sparare sentenze faziose non è un atteggiamento laico. La Rivoluzione Francese fu una gran cosa per l'umanità ma ebbe le sue degenerazioni e i suoi eccessi. La Vandea era una terra di contadini, i capi rivoluzionari erano per lo più borghesi, spesso benestanti, quel genocidio si poteva evitare. Come si poteva evitare di bruciare tutti i libri in latino. In quel massacro si spense la luce del secolo dei Lumi. 

https://www.ilfoglio.it/articoli/2013/03/18/news/il-massacro-dei-lumi-54745/

La Vandea era una terra di controrivoluzionari al servizio dei nemici della Francia.

Senza quella Rivoluzione, con i suoi eccessi, oggi saremmo ancora con il Papa a mandar sul rogo Giordano Bruno.

 

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1 ora fa, cortomaltese-*** ha scritto:

La Vandea era una terra di controrivoluzionari al servizio dei nemici della Francia.

Senza quella Rivoluzione, con i suoi eccessi, oggi saremmo ancora con il Papa a mandar sul rogo Giordano Bruno.

 

Non scrivere fesserie, la Vandea era un piccolo e poverissimo dipartimento popolato da contadini e da pescatori, non avrebbe mai potuto sovvertire il governo rivoluzionario. Cattolici e monarchici fino a un certo punto: i vandeani erano soprattutto PROLETARI.  Non a caso nel giudizio storico il rivoluzionario ateo Marx si schierò idealmente dalla loro parte contro i rivoluzionari atei e borghesi. La ribellione non scoppiò quando fu ghigliottinato il re ma quando furono inasprite le tasse e introdotta la coscrizione obbligatoria di tre anni (sottraendo i giovani al lavoro nei campi) per sostenere le varie guerre esterne del regime. E quando gli atei cominciarono ad ammazzare i preti e le suore che con le opere di carità sfamavano i più poveri. I ribelli combatterono per sopravvivere e per difendere la terra, non per il papa né per il re, che al massimo potevano fungere da simboli. Il brigantaggio meridionale post-unitario presentò molte analogie. I rivoluzionari francesi, come i bersaglieri piemontesi di La Marmora e Cialdini, si trasformarono presto in macellai, razziatori e stupratori. Il macello terminò solo quando nell'opinione pubblica nazionale cominciò a diffondersi il disgusto e l'orrore per quei massacri. Il genocidio dei vandeani fu una delle pagine più orrende della storia. Lo paragonerei al genocidio dei cambogiani da parte dei khmer rossi di Pol Pot.

Un'altra fesseria è  quella dei roghi. Nei paesi cattolici, eccetto la Spagna, i roghi per gli eretici e le streghe furono poche centinaia. Contro le decine di migliaia di quelli ordinati dai protestanti nei paesi del Nord. A cominciare dalla Svizzera dove in pieno Illuminismo (1782) si bruciò l'ultima strega, un orrore che nei paesi cattolici era finito da un pezzo. 

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L'irriducibile men_te_catto fosforo31 continua a vaneggiare su Kant.

Invece di leggere la "Critica della ragion pratica"

DI CUI NON HA MAI LETTO UNA VIRGOLA

il cialtronissimo peracottaro seriale salta di palo in frasca, secondo consolidata consuetudine, fantastica su interpretazioni della "Critica della ragion pratica" e vaneggia a proposito di bisticci linguistici dei traduttori.

Le giravolte pentacarpiate del cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 non toccano ovviamente quello che IMMANUEL KANT ha scritto:

se la determinazione della volontà, pur accadendo in conformità alla legge morale, è mediata da un sentimento, qualunque esso sia, che si deve presupporre perché questa divenga un motivo determinante sufficiente della volontà; se, quindi, l’azione non ha luogo in vista della legge, essa avrà, certo, il requisito della legalità, ma non quello della moralità

Il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 non ha ancora capito che il tema della "Critica della ragion pratica" è il rapporto tra libertà e volontà. Fino a quando il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 non avrà letto la "Critica della ragion pratica" continuerà a vaneggiare e a dare prova di avere bisogno di un bravo psichiatra.

Perché è fuori discussione che blaterare intorno a libri di cui non si ha letto una virgola è materia degna di un bravo psichiatra.

Invece di leggere la "Critica della ragion pratica", il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 tira in ballo facebook (!) e un post di Carlo Rovelli.

Nel post in oggetto 

NON VIENE DATO GIUDIZIO ALCUNO

su Samuel Paty per il semplice motivo che Carlo Rovelli non sa cosa abbia detto ai suoi studenti Samuel Paty.

Ancora una volta il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 ha dato prova di non avere ancora imparato a leggere.

Il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 non è in grado di leggere i post di facebook e vuole farci credere di avere letto e capito (!) la "Critica della ragion pratica" di Kant.

NON CI CREDE NEMMENO IL MAGLIAROSATO MR. RISATA

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

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14 ore fa, fosforo311 ha scritto:

Non scrivere fesserie, la Vandea era un piccolo e poverissimo dipartimento popolato da contadini e da pescatori, non avrebbe mai potuto sovvertire il governo rivoluzionario. Cattolici e monarchici fino a un certo punto: i vandeani erano soprattutto PROLETARI.  Non a caso nel giudizio storico il rivoluzionario ateo Marx si schierò idealmente dalla loro parte contro i rivoluzionari atei e borghesi. La ribellione non scoppiò quando fu ghigliottinato il re ma quando furono inasprite le tasse e introdotta la coscrizione obbligatoria di tre anni (sottraendo i giovani al lavoro nei campi) per sostenere le varie guerre esterne del regime. E quando gli atei cominciarono ad ammazzare i preti e le suore che con le opere di carità sfamavano i più poveri. I ribelli combatterono per sopravvivere e per difendere la terra, non per il papa né per il re, che al massimo potevano fungere da simboli. Il brigantaggio meridionale post-unitario presentò molte analogie. I rivoluzionari francesi, come i bersaglieri piemontesi di La Marmora e Cialdini, si trasformarono presto in macellai, razziatori e stupratori. Il macello terminò solo quando nell'opinione pubblica nazionale cominciò a diffondersi il disgusto e l'orrore per quei massacri. Il genocidio dei vandeani fu una delle pagine più orrende della storia. Lo paragonerei al genocidio dei cambogiani da parte dei khmer rossi di Pol Pot.

Un'altra fesseria è  quella dei roghi. Nei paesi cattolici, eccetto la Spagna, i roghi per gli eretici e le streghe furono poche centinaia. Contro le decine di migliaia di quelli ordinati dai protestanti nei paesi del Nord. A cominciare dalla Svizzera dove in pieno Illuminismo (1782) si bruciò l'ultima strega, un orrore che nei paesi cattolici era finito da un pezzo. 

Vede, non essendo dotto né istruito come lei, tendo a fidarmi di Wikipedia.

Che sulle streghe e sulla Vandea dice cose diverse da lei.

Non mi interessa approfondire la querelle, tanto ognuno resterebbe della sua opinione, più o meno.....

Io potrei rettificare la mia, se lei cortesemente volesse citare la fonte, o lo scritto originale, nel quale Karl Marx si schiera con i ribelli di Vandea.

A memoria mia, direi che una critica al giacobinismo in Vandea venne dal protocomunista Gracchus Babeuf. Ma potrebbe essere stata ripresa da Karl Marx, a mia insaputa.

Juan Antonio Llorente, inquisitore madrileno, fa una stima dei condannati dall'Inquisizione spagnola dal 1481 al 1808. I numeri dei condannati, "abbruciati in persona, abbruciati in effigie e condannati alla reclusione" sono molto alti: si tratta precisamente di 343 522 condanne alle diverse pene. Di questi 34 382 furono bruciati sul rogo. Circa 1/3, precisamente 10 220, furono giustiziati tra il 1481 e il 1498 durante il periodo dell'inquisitore Tomás de Torquemada.[43]

Fonte: Wikipedia

 

Le guerre di Vandea furono una serie di conflitti civili scoppiati al tempo della Rivoluzione francese, che videro le popolazioni della Vandea e di altri dipartimenti vicini insorgere contro il governo rivoluzionario, per ristabilire la monarchia assoluta e opporsi alle misure restrittive imposte al culto cattolico. Il modello dei guerriglieri vandeani fu la cristiana e monarchica Giovanna d'Arco, eroina del trono e dell'altare, indomita e santa combattente pro aris et focis della Francia d'ancien régime secondo la visione tradizionale e tradizionalistica.[6]

Fonte: Wikipedia.

 

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3 ore fa, cortomaltese-*** ha scritto:

Vede, non essendo dotto né istruito come lei, tendo a fidarmi di Wikipedia.

Che sulle streghe e sulla Vandea dice cose diverse da lei.

Non mi interessa approfondire la querelle, tanto ognuno resterebbe della sua opinione, più o meno.....

Io potrei rettificare la mia, se lei cortesemente volesse citare la fonte, o lo scritto originale, nel quale Karl Marx si schiera con i ribelli di Vandea.

A memoria mia, direi che una critica al giacobinismo in Vandea venne dal protocomunista Gracchus Babeuf. Ma potrebbe essere stata ripresa da Karl Marx, a mia insaputa.

Juan Antonio Llorente, inquisitore madrileno, fa una stima dei condannati dall'Inquisizione spagnola dal 1481 al 1808. I numeri dei condannati, "abbruciati in persona, abbruciati in effigie e condannati alla reclusione" sono molto alti: si tratta precisamente di 343 522 condanne alle diverse pene. Di questi 34 382 furono bruciati sul rogo. Circa 1/3, precisamente 10 220, furono giustiziati tra il 1481 e il 1498 durante il periodo dell'inquisitore Tomás de Torquemada.[43]

Fonte: Wikipedia

Le guerre di Vandea furono una serie di conflitti civili scoppiati al tempo della Rivoluzione francese, che videro le popolazioni della Vandea e di altri dipartimenti vicini insorgere contro il governo rivoluzionario, per ristabilire la monarchia assoluta e opporsi alle misure restrittive imposte al culto cattolico. Il modello dei guerriglieri vandeani fu la cristiana e monarchica Giovanna d'Arco, eroina del trono e dell'altare, indomita e santa combattente pro aris et focis della Francia d'ancien régime secondo la visione tradizionale e tradizionalistica.[6]

Fonte: Wikipedia.

Non sono un dotto, so di non sapere. Le mie reminiscenze liceali e un poco di cultura generale mi dicono che Marx e la storiografia marxista hanno considerato, a mio avviso giustamente, la Rivoluzione Francese come una rivoluzione borghese, cioè come l'evento storico che segnò l'affermazione della classe borghese e la transizione dal vecchio sistema economico di stampo feudale a quello capitalista. La repressione in Vandea aveva dimostrato che i rivoluzionari tutto erano fuorché difensori del proletariato. Di conseguenza, compito del marxismo era preparare la rivoluzione proletaria. Quelli che collocano le radici del comunismo nel giacobinismo sono per lo più quelli che vogliono mistificare il primo riducendolo a un sistema repressivo basato sulla legge del Terrore. 

Come ho scritto, l'Inquisizione spagnola, particolarmente feroce, fu un'eccezione, ma il grosso delle condanne al rogo non avvenne nei paesi cattolici. In Germania e in Inghilterra c'erano veri e propri cacciatori di streghe. In Italia l'eccidio più grave fu quello dei valdesi di Calabria che vennero per lo più sgozzati o impiccati. 

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Rassegnati Saurino, capisco che hai bisogno di tenere aperta la tua valvola di sfogo dell'insulto ma per il resto puoi anche fermare il disco rotto. Ti ho già spiegato la questione in tutte le salse ma come dice il proverbio non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Alla fine tutto si riduce al fatto che non hai mai letto né studiato Kant, o se hai studiato qualcosa al liceo lo hai dimenticato. Hai solo scaricato un pdf e scopiazzato qualche passaggio, ma purtroppo per te quel pdf non contiene la nota a pie' di pagina all'inizio del capitolo terzo del Libro primo, che è una nota dell'autore e non del traduttore e curatore (le cui note nella mia pregevole edizione sono oltre 400 e sono collocate in un'apposita appendice, alcune di queste sono note alle note cioè non al testo ma alle note di Kant). Ebbene, quella nota avrebbe schiarito le idee perfino a uno che non ha mai letto Kant ma che ha una testa pensante. La ricopio ancora una volta:  

Di ogni azione conforme alla legge che peraltro sia avvenuta non in considerazione della legge, si può dire: è moralmente buona meramente secondo la lettera, non secondo lo spirito (convinzione).

Da cui anche un bambino capirebbe che l'autore, cioè Kant, vuole precisare che anche azioni avvenute senza considerare la legge morale (per es. un'azione dettata direttamente alla volontà da un sentimento o da uno stimolo sensibile) possono essere conformi alla legge morale stessa, e in questi casi essere giudicate moralmente buone, sia pure solo secondo la lettera e non secondo lo spirito della legge. Tutto qui. Solo una zucca vuota come te poteva incartarsi in una simile banalità.  

 

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Che il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31

NON HA LETTO UNA VIRGOLA

della "Critica della ragion pratica" si evince:

1 - dal fatto che ha tirato fuori la "Critica della ragion pratica" senza sapere cosa sia legge morale secondo Kant. Ha provveduto ii sottoscritto a lavare con acqua e sapone il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 con il post del 28 ottobre 2020 , ore 18.35;

2 - dal fatto che nel post del 31 ottobre (ore 18.01), rispondendo al mio post del 28 ottobre (ore 18.35), ha tirato fuori la legge fondamentale della ragione pura pratica. Nella "Critica della ragion pratica" segue immediatamente il problema II e il relativo scolio, che avevo esposto nel medesimo post. Prova lapalissiana che il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 ha argomentato senza sapere cosa ci sia scritto nella "Critica della ragion pratica". Il motivo è ovvio: il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31

NON HA LETTO UNA VIRGOLA

della "Critica della ragion pratica".

Vale appena il caso di sottolineare che se un'azione non è moralmente (nel significato kantiano) buona secondo lo spirito allora è estranea al rapporto tra libertà e volontà. Non potrebbe essere diversamente.

L'imperativo categorico, ossia la legge morale, NON può consistere nel comandare determinate cose, per quanto nobili ed elevate queste siano. Ciò significa che la legge morale non dipende dal contenuto.

Il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 dimostra ancora una volta di essere un cazzaro senza speranza di redimersi dal pietoso stato di cazzaro seriale.

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

PS: fosfy, lo psichiatra cosa ti ha detto?

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3 ore fa, fosforo311 ha scritto:

Non sono un dotto, so di non sapere. Le mie reminiscenze liceali e un poco di cultura generale mi dicono che Marx e la storiografia marxista hanno considerato, a mio avviso giustamente, la Rivoluzione Francese come una rivoluzione borghese, cioè come l'evento storico che segnò l'affermazione della classe borghese e la transizione dal vecchio sistema economico di stampo feudale a quello capitalista. La repressione in Vandea aveva dimostrato che i rivoluzionari tutto erano fuorché difensori del proletariato. Di conseguenza, compito del marxismo era preparare la rivoluzione proletaria. Quelli che collocano le radici del comunismo nel giacobinismo sono per lo più quelli che vogliono mistificare il primo riducendolo a un sistema repressivo basato sulla legge del Terrore. 

Come ho scritto, l'Inquisizione spagnola, particolarmente feroce, fu un'eccezione, ma il grosso delle condanne al rogo non avvenne nei paesi cattolici. In Germania e in Inghilterra c'erano veri e propri cacciatori di streghe. In Italia l'eccidio più grave fu quello dei valdesi di Calabria che vennero per lo più sgozzati o impiccati. 

Certo. La Rivoluzione Francese fu fatta dal Terzo Stato.

Il Quarto Stato (la classe operaia) si sviluppa nel corso del XIX secolo.

Non va confusa con "i miseri contadini" della Vandea, che insorsero contro la Grande Rivoluzione soprattutto per reazione alla leva obbligatoria.

Erano i tempi in cui a Marsiglia ci si arruolava volontari nell'esercito dei sanculotti per difendere la Francia e la Rivoluzione dalla aggressione delle più lerce teste coronate d'Europa e dei loro eserciti.

Purtroppo per i poveri contadini di Vandea, essi impugnarono le armi al servizio degli Inglesi.

Capita che i più poveri si schierino dalla parte sbagliata per ignoranza o superstizione religiosa......

Lei mi insegna che Carlo Pisacane non era Nino Bixio, vero ?

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14 ore fa, cortomaltese-*** ha scritto:

Capita che i più poveri si schierino dalla parte sbagliata per ignoranza o superstizione religiosa......

Lei mi insegna che Carlo Pisacane non era Nino Bixio, vero ?

Sì, ma non è un buon motivo per opprimere e sterminare i più poveri. 

Pisacane fu un idealista romantico, Bixio un avventuriero romantico. Il primo era nobile, di origine e di idee, e si illuse di poter unificare l'Italia partendo dal popolo, ma questo su schierò dalla parte sbagliata. Questo patriota napoletano è un sottovalutato gigante del Risorgimento. Senza la poesia della spigolatrice oggi sarebbe completamente dimenticato. Bixio e il suo amico Garibaldi si appoggiarono pragmaticamente ai Savoia, agli inglesi e ai francesi, ed ebbero miglior fortuna. 

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Mimetizzata tra le righe, i caratteri giganti e le consuete ripetizioni dell'ultimo post di Saurino pane e vino, scopro finalmente una novità. Dopo sforzi inenarrabili il nostro sembra avere finalmente capito che per Kant i sentimenti e gli stimoli sensibili  possono assolutamente condizionare la volontà a compiere azioni "moralmente buone" o semplicemente "morali", ovvero conformi alla lettera della legge morale, anche se non al suo spirito. Ed è Kant stesso che si sofferma a sottolineare questo specifico  punto, sia nel testo, in due passaggi all'inizio del cap.3 del libro I della Cdrp, sia in un'apposita nota a piè di pagina. A proposito, e a beneficio di Saurino che non ha mai letto integralmente il suo pdf, ho anche scoperto che le note dell'autore sono presenti nel documento ma raccolte in un'appendice finale. La nota in oggetto è la A9, che in una traduzione forse un po' meno accurata di quella del mio libro recita:

Di ogni azione conforme alla legge, che tuttavia non sia compiuta per la legge, si può affermare che è morale unicamente secondo la "lettera", ma non secondo lo "spirito" (l'intenzione).

Bene, chiarito questo punto, riavvolgiamo il nastro. Saurino scopre l'acqua calda quando scrive che la legge morale non dipende dal contenuto. Ovvio: l'imperativo categorico non prescrive doveri particolari bensì un criterio deontico generale (Agisci in modo che...). E scopre altra acqua calda quando scrive che il fanatico assassino del professore non ha agito secondo la legge morale. Ma la spiegazione da lui addotta, cioè l'avere agito sotto l'impulso di sentimento (nella fattispecie l'odio) non è generalmente corretta perché, come abbiamo appena visto, anche i sentimenti possono determinare azioni morali e conformi alla lettera della legge. Quel crimine è un atto immorale, cioè contrario sia alla lettera che allo spirito della legge, perché il criterio contenuto nell'imperativo categorico è disapplicato: l'andare in giro a decapitare la gente non può ovviamente essere elevato a principio di legislazione universale. Sulla moralità della vittima (almeno in senso kantiano) Saurino invece non ha dubbi. Egli è sicuro che il povero professore aveva agito "spinto da una volontà non determinata da impulsi sensibili". Ma dove poggia questa sicurezza? Boh! Saurino era presente in aula mentre il professore mostrava quelle vignette blasfeme e sconce? E anche se fosse stato presente, come fa a sapere cosa esattamente frullava nella mente del docente? Secondo alcune testimonianze riportate in Rete, in quelle sue lezioni di educazione civica il docente intendeva semplicemente illustrare agli allievi i princìpi laici della RepubliqueBene, ma chi ci assicura che egli non fosse in ciò condizionato da un sentimento di sciovinismo? E chi ci assicura che nella sua mente o nel suo inconscio non ci fosse una forma di repulsione o di pregiudizio verso la religione islamica? Oppure un sentimento di odio (del tutto comprensibile) verso i terroristi islamici responsabili della strage nella redazione di Charlie Hebdo e altre stragi sul suolo francese? Non ce lo assicura nessuno, a parte la sicumera di Saurino. Quello che è certo è che quel professore, consapevolmente o meno, ha disobbedito all'imperativo categorico, perché nessuna plausibile legislazione universale può oggi consentire di offendere le religioni in modo ripetitivo, gratuito e osceno, e men che meno di portare queste offese e queste oscenità nelle scuole. Oggi non è certo questo il modo per raggiungere quella Pace perpetua tra i popoli e le nazioni che è il tema di uno dei libri più belli di Kant. 

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58 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Saurino scopre l'acqua calda quando scrive che la legge morale non dipende dal contenuto.

Negativo, caro il mio cialtronissimo peracottaro seriale.

SEI TU CHE HAI RECENTEMENTE SCOPERTO CHE NEL PENSIERO DI KANT LA LEGGE MORALE NON DIPENDE DAL CONTENUTO

Per altri, non certo per te che 

NON HAI MAI LETTO

la "Critica della ragion pratica", è acqua calda.

Per te era un mistero assoluto fino al 26 ottobre 2020.

In quel giorno, quando eri ancora all'oscuro che nel pensiero di Kant la legge morale non dipende dal contenuto, hai ragliato quanto segue: 

quindi l'etica e la ragion pratica suggeriscono di evitare o di non esagerare con certe forme offensive di satira, le quali solo in Francia, che io sappia, vengono praticate in modo ripetitivo e morboso

Capito, caro il mio cialtronissimo peracottaro seriale?

Da quello che hai ragliato la legge morale avrebbe un contenuto: quello di evitare o non esagerare con certe forme offensive di satira.

Ma purtroppissimo per il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 nel pensiero di Kant la legge morale NON HA CONTENUTO. 

E il professor Paty non ha agito spinto da impulsi sensibili per il semplice motivo che

LE VIGNETTE ERANO GIÀ STATE PUBBLICATE DA UN ALTRO SOGGETTO QUINDI LA PUBBLICAZIONE DELLE STESSE NON PUÒ ESSERE DIPESA DALLA VOLONTÀ DEL PROFESSOR PATY

E se, secondo alcune testimonianze riportate in Rete, in quelle sue lezioni di educazione civica il docente intendeva semplicemente illustrare agli allievi i princìpi laici della République allora Samuel Paty non ha agito spinto da impulsi sensibili. Chiunque voglia tenere lezioni di educazione civica in un'aula francese deve illustrare i principi della République. 

Piantala di massacrare Kant e torna a parlare del luminosissimo futuro che attende Matteo Berrettini.

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

PS: lo psichiatra cosa ti ha detto a proposito di quel vezzo di argomentare su libri di cui non ha letto una virgola?

Modificato da ilsauro24ore

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Cari forumisti seri, qualcuno di voi ricorda l'ultima discussione aperta o l'ultimo post inviato dal forumista Sauro24ore senza il preciso scopo di dileggiare o insultare altri forumisti con tutto il resto a fungere da mero pretesto? Io non me lo ricordo. Ora questo incivile maleducato, la cui "massima" regolatrice, almeno in questo forum, è quella di non rispettare il pensiero e la persona degli altri, massima che farebbe rivoltare nella tomba il filosofo di Konigsberg, vorrebbe dare lezioni di etica kantiana al sottoscritto dopo avere scaricato e leggiucchiato qua e là un pdf della Critica della ragion pratica. Opera cui avevo accennato, ripeto, non certo per parlare di ragion pratica nel senso comune, ovvero di realismo, di prudenza e di buon senso, ma solo per ricordargli che non esiste solo una legge dello Stato, ma anche una legge morale. La prima formalmente rispettata dai cinici vignettisti di Charlie Hebdo e dall'incosciente professore che ha consapevolmente portato in classe vignette blasfeme già sporche di sangue e fomentatrici di odio (comportamento non meno pericoloso, irresponsabile e insensato del presentarsi in aula indossando una cintura esplosiva col nobile scopo di insegnare agli allievi che certe cose le persone laiche e civili non le fanno), la seconda platealmente violata dagli stessi, sia nel senso kantiano che in quello comune. Il maleducato incivile che appesta da anni questo forum non è d'accordo? Benissimo, resti pure della sua idea. Ma ci faccia il piacere di sfogare su altri la sua zotichezza, per esempio insultando sua sorella, se ha una sorella disposta a farsi insultare sistematicamente da lui. Per quanto mi riguarda, gli lascio volentieri l'ultima parola e l'ultimo sfogo e chiudo definitivamente qui questa discussione. 

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Noto che il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 continua nel suo delirio di onniscienza. Pertanto mi corre l'obbligo di puntualizzare quanto segue:

1 - non rispettare la persona degli altri è scrivere in questo forum balle galattiche senza fondamento alcuno;

2 - è il sottoscritto ad avere letto la "Critica della ragion pratica", quella scritta da Immanuel Kant. Rimando ai post precedenti la dimostrazione che il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31

NON HA LETTO UNA VIRGOLA

della "Critica della ragion pratica", quella scritta da Immanuel Kant;

3 - non è particolarmente intelligente la strategia di tirare in ballo libri di cui non si ha letto una virgola;

4 - il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 continua a parlare di cinici vignettisti e incoscienti professori. Vale appena il caso di sottolineare che è grazie agli incoscienti professori che i fondamenti della République vengono trasmessi alle giovani menti e che i cinici vignettisti sono identicamente gli stessi che sono stati omaggiati dall'imperdibile numero speciale del Fatto Quotidiano. Il 13 gennaio 2015

https://archivio.forum.virgilio.it/politica-economia/renzi-berlusconi/domattina-tutti-edicola

qualcuno brandiva il tag je suis charlie e arringava i forumisti (seri) come segue:

DOMATTINA TUTTI IN EDICOLA e di buonora (le  copie andranno a ruba) per acquistare il FATTO QUOTIDIANO.

In allegato l'imperdibile NUMERO MONDIALE di CHARLIE HEBDO

 

Il 13 gennaio 2015

https://archivio.forum.virgilio.it/politica-economia/renzi-berlusconi/domattina-tutti-edicola

qualcuno concludeva l'invito ad acquistare l'imperdibile numero mondiale di Charlie Hebdo con lo slogan

la satira non muore, la libertà è più forte del terrore

Chi era questo misteriosissimo qualcuno?

Detto questo, la libertà è più del terrore non perché è andato a ruba l'imperdibile numero mondiale di Charlie Hebdo.

La libertà è più forte del terrore perché i Samuel Paty di tutto il mondo educano le giovani menti a non cedere al terrore.

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

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