BULLI E BULLETTI

Il fenomeno del bullismo, nelle sue varie forme, se non possiamo dire che dilaga, certamente cresce. E non può essere altrimenti in un paese dove la giustizia è un colabrodo ipergarantista e iperpermissivo, dove l'insegnamento dell'educazione civica è stato abolito (nelle scuole e nelle famiglie), dove i ragazzi crescono viziati e senza ideali, e dove la politica è ridotta a protagonismo e a scontro verbale tra personaggetti pieni di sé e dalla vocazione autoritaria ma dal modesto spessore morale e intellettuale. Un tipico esempio di bullismo politico è Vincenzo De Luca. L'indecente bullo del Pd che può permettersi di fomentare violenza su una collega in puro stile mafioso ("Bindi infame, da uccidere") e di minacciare direttamente un giornalista ("vorrei incontrare Travaglio, da solo, di notte") senza essere cacciato a pedate dal suo partito e dalla politica. Un altro esempio è Salvini con le sue felpe e le sue ruspe.  È di ieri un episodio più disgustoso che eclatante di bullismo comune (ma con una venatura politica). Un giornalista del servizio pubblico, mentre sta facendo il suo lavoro, viene colpito e ridotto a una maschera di sangue da un fascistello di Ostia con una testata, poi viene inseguito dallo stesso animale armato di mazza e picchiato insieme al suo operatore. Il tutto viene filmato ad alta definizione, ma la giustizia colabrodo si limita "ad aprire un'indagine": il bullo non può essere arrestato perché non c'è flagranza di reato. Roba da matti! Sempre ieri, un gravissimo episodio di bullismo giornalistico. Titolone di Vittorio Feltri su Libero: PER STENDERE RENZI BISOGNA SPARARGLI. Mi viene spontaneo un solo commento: un paese in cui va in edicola una simile carta da cesso, e in cui il diretto interessato, un ex premier oggi candidato premier, declassa quel vomitevole fomite di violenza a "battuta infelice", è un paese senza futuro, è un paese "nel baratro" come dice proprio oggi il prof. Prodi. Naturalmente il bulletto di Rignano ha letto l'editoriale di Feltri (un buon giornalista che per vendere copie sta invecchiando malissimo) e scommetterei che quel titolo gli è addirittura piaciuto. Dalla lettura e dalle spiegazioni date successivamente dallo stesso Feltri si evince infatti che  contenuto e titolo erano rispettivamente un grosso sostegno e una grossa sviolinata a favore del segretario del Pd in questo momento per lui difficile. Renzi è definito "inamovibile" fino al prossimo Congresso, in quanto eletto con le primarie. Spetta dunque a lui scegliere tutti i candidati del Pd, inoltre, secondo Feltri, nella scissione del Pd Renzi non ha colpe (roba da matti!). Anzi Renzi, per gli oppositori interni del Pd, è come Maradona per i difensori dell'Inghilterra ai mondiali dell'86: per fermarlo devono solo sparargli. Uno che ti fa un titolo così, a un bulletto e a un narcisetto come Renzi viene voglia di baciarlo in fronte, altro che querelarlo! Ma ciò che né Feltri né Renzi capiscono (o fingono di non capire) è che quel titolo a caratteri cubitali è intrinsecamente violento, intrinsecamente inaccettabile in un paese civile, in un dibattito politico non ancora declassato al livello dei teppisti da stadio o peggio. Il bulletto Renzi era solo un bambino, ma il bullo Feltri può capire perfettamente, come lo capisce il sottoscritto, cosa avrebbe fomentato negli anni di piombo un titolo del genere su un politico.

Ma non possiamo rassegnarci, non ora che sono vicine le elezioni politiche. Seppur regolate da una leggiaccia elettorale invereconda, esse sono una delle ultime possibilità che ci restano per provare a uscire dal baratro. Per provare a sradicare il bullismo (e molto altro) con una radicale ed epocale riforma della giustizia, auspicabilmente affidata, per una volta, agli addetti ai lavori (i Davigo, i Di Matteo, i Grasso) e non ai politici. E anche per provare a innescare una rivoluzione etica e culturale, per rendere più civile questo paese, per arrestare l'imbarbarimento e invertire la rotta. Termini come "infame", "uccidere", "stendere", "sparare", devono sparire dal linguaggio della politica e del giornalismo. Non devono essere mai più ammessi né tollerati, nemmeno come "battute infelici". Non possiamo rassegnarci a vedere nel bullismo la sintesi e la conclusione del berlusconismo e del renzismo. Anche se, come è logico e come ha confessato martedì da Floris, il bulletto Renzi farà il tifo per il bullo Berlusconi nella sua causa a Strasburgo. Mentre chi ama l'Italia logicamente tiferà contro. Se a un delinquente di quella sorta venisse restituita la piena agibilità politica, in barba a una legge dello Stato, per questo sfortunato paese sarebbe una ulteriore spinta, una grossa spinta, verso il fondo del baratro.

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3 messaggi in questa discussione

1 ora fa, fosforo31 ha scritto:

Il fenomeno del bullismo, nelle sue varie forme, se non possiamo dire che dilaga, certamente cresce. E non può essere altrimenti in un paese dove la giustizia è un colabrodo ipergarantista e iperpermissivo, dove l'insegnamento dell'educazione civica è stato abolito (nelle scuole e nelle famiglie), dove i ragazzi crescono viziati e senza ideali, e dove la politica è ridotta a protagonismo e a scontro verbale tra personaggetti pieni di sé e dalla vocazione autoritaria ma dal modesto spessore morale e intellettuale. Un tipico esempio di bullismo politico è Vincenzo De Luca. L'indecente bullo del Pd che può permettersi di fomentare violenza su una collega in puro stile mafioso ("Bindi infame, da uccidere") e di minacciare direttamente un giornalista ("vorrei incontrare Travaglio, da solo, di notte") senza essere cacciato a pedate dal suo partito e dalla politica. Un altro esempio è Salvini con le sue felpe e le sue ruspe.  È di ieri un episodio più disgustoso che eclatante di bullismo comune (ma con una venatura politica). Un giornalista del servizio pubblico, mentre sta facendo il suo lavoro, viene colpito e ridotto a una maschera di sangue da un fascistello di Ostia con una testata, poi viene inseguito dallo stesso animale armato di mazza e picchiato insieme al suo operatore. Il tutto viene filmato ad alta definizione, ma la giustizia colabrodo si limita "ad aprire un'indagine": il bullo non può essere arrestato perché non c'è flagranza di reato. Roba da matti! Sempre ieri, un gravissimo episodio di bullismo giornalistico. Titolone di Vittorio Feltri su Libero: PER STENDERE RENZI BISOGNA SPARARGLI. Mi viene spontaneo un solo commento: un paese in cui va in edicola una simile carta da cesso, e in cui il diretto interessato, un ex premier oggi candidato premier, declassa quel vomitevole fomite di violenza a "battuta infelice", è un paese senza futuro, è un paese "nel baratro" come dice proprio oggi il prof. Prodi. Naturalmente il bulletto di Rignano ha letto l'editoriale di Feltri (un buon giornalista che per vendere copie sta invecchiando malissimo) e scommetterei che quel titolo gli è addirittura piaciuto. Dalla lettura e dalle spiegazioni date successivamente dallo stesso Feltri si evince infatti che  contenuto e titolo erano rispettivamente un grosso sostegno e una grossa sviolinata a favore del segretario del Pd in questo momento per lui difficile. Renzi è definito "inamovibile" fino al prossimo Congresso, in quanto eletto con le primarie. Spetta dunque a lui scegliere tutti i candidati del Pd, inoltre, secondo Feltri, nella scissione del Pd Renzi non ha colpe (roba da matti!). Anzi Renzi, per gli oppositori interni del Pd, è come Maradona per i difensori dell'Inghilterra ai mondiali dell'86: per fermarlo devono solo sparargli. Uno che ti fa un titolo così, a un bulletto e a un narcisetto come Renzi viene voglia di baciarlo in fronte, altro che querelarlo! Ma ciò che né Feltri né Renzi capiscono (o fingono di non capire) è che quel titolo a caratteri cubitali è intrinsecamente violento, intrinsecamente inaccettabile in un paese civile, in un dibattito politico non ancora declassato al livello dei teppisti da stadio o peggio. Il bulletto Renzi era solo un bambino, ma il bullo Feltri può capire perfettamente, come lo capisce il sottoscritto, cosa avrebbe fomentato negli anni di piombo un titolo del genere su un politico.

Ma non possiamo rassegnarci, non ora che sono vicine le elezioni politiche. Seppur regolate da una leggiaccia elettorale invereconda, esse sono una delle ultime possibilità che ci restano per provare a uscire dal baratro. Per provare a sradicare il bullismo (e molto altro) con una radicale ed epocale riforma della giustizia, auspicabilmente affidata, per una volta, agli addetti ai lavori (i Davigo, i Di Matteo, i Grasso) e non ai politici. E anche per provare a innescare una rivoluzione etica e culturale, per rendere più civile questo paese, per arrestare l'imbarbarimento e invertire la rotta. Termini come "infame", "uccidere", "stendere", "sparare", devono sparire dal linguaggio della politica e del giornalismo. Non devono essere mai più ammessi né tollerati, nemmeno come "battute infelici". Non possiamo rassegnarci a vedere nel bullismo la sintesi e la conclusione del berlusconismo e del renzismo. Anche se, come è logico e come ha confessato martedì da Floris, il bulletto Renzi farà il tifo per il bullo Berlusconi nella sua causa a Strasburgo. Mentre chi ama l'Italia logicamente tiferà contro. Se a un delinquente di quella sorta venisse restituita la piena agibilità politica, in barba a una legge dello Stato, per questo sfortunato paese sarebbe una ulteriore spinta, una grossa spinta, verso il fondo del baratro.

Buongiorno Giovialon 76 volte Cazzaro . Mah , che dire ?? Beh augurandoti ed augurandomi che la digestione del peperone ripieno sia stata completata , noto che i problemi di stomaco continuano al solo pensiero del Caudillo di Rignano . Guarda Giovia ops Cazzaro, devi convivere con questo tuo “problema “. Lo dico per te perché poi fai delle figure ridicole quando scrivi i “pezzi “, ma soprattutto per le tue condizioni psicofisiche che , oramai e’ evidente anche a Direttoretto , hai somatizzato dalla testa allo stomaco . Notevole l’idea del Cazzaro di affidare la riforma della Giustizia a Davigo , spernacchiato in tutto il mondo civile per aver , più volte , affermato :” i Politici che vengono assolti ?? Sono colpevoli per i quali non sono state trovate le prove “. Hai capito il Cazzaro a chi vorrebbe affidare la giustizia ?? In un Paese serio ad uno come Davigo si prende a calci nel Ku.lo e si manda in Venezuela da Maduro . Ma la chicca odierna di Giovialone 76 volte Cazzaro , e’ quella di affermare con la sicumera dei meno che mediocri, che l’articolo di Feltri Libero potrebbe essere stato concordato con il Caudillo e comunque , in subordine , gratifica la spropositata vena del Narciso e pericoloso Fiorentino visto che  coglie la vena strabordante e bullistica del dittatore Renzi al punto che quest’ultimo ne sia pure felice e contento . Incredibile ma vero dove l’idiozia umana di chi vive di odio e rancore possa arrivare . Segue , infine , la solita chiamata alle armi del Cazzaro Giovalion bolscevico e rivoluzionario dall’alto del suo fantasmagorico 7%. Ma questo e’ un altro discorso e ci sarà modo e tempo per sputtana.re il Gioviale Cazzaro Napoletano

Modificato da mark25251

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Ho rivisto con più attenzione le immagini di Ostia dal sito del Corriere. Il bullo colpisce con una violenta e precisa testata al naso il giornalista, e lo fa a tradimento, mentre rispondeva con apparente calma a delle domande poste in modo educato e non provocatorio. Dopodiché, non contento di averlo ridotto a una maschera di sangue, lo insegue, armato con un manganello, lo insulta e lo colpisce visibilmente una prima volta, ulteriori spietati colpi successivi sono intuibili via audio. Non si percepisce nessun accenno di difesa e tanto meno di reazione al pestaggio da parte del giornalista e del suo operatore (picchiato anche lui). Un inciso: a intervistare certi personaggi in certi posti la Rai dovrebbe inviare solo giornalisti e operatori esperti in arti marziali, o provvedere a una scorta armata. Questo video è una prova schiacciante dell'azione delittuosa e della sua gratuità ed efferatezza, ma anche dell'esperienza e della freddezza di questo animale schifoso e vigliacco nell'uso della violenza. Ora io mi chiedo: come può un simile soggetto, assolutamente pericoloso, restare a piede libero a 24 ore dal fatto? Sono sicuro che in nessun paese serio accadrebbe. È vero che il nostro codice di procedura penale, assolutamente da aggiornare ma per ben altro che mettere il bavaglio all'informazione, non prevede le immagini televisive, per quanto chiare ed inequivocabili, nel determinare la flagranza del reato, e nemmeno la quasi flagranza, onde procedere agli arresti immediati senza indagini. Ma è previsto il fermo differito e non si capisce proprio cosa stiano indagando e cosa aspettino i magistrati competenti, dopo avere visionato quei due minuti scarsi di filmato, a sbattere in gabbia quell'animale. È doveroso aggiungere che un colpo al volto inferto con quella violenza può essere mortale. Per esempio l'anno scorso in Messico un calciatore reagì a un cartellino rosso con una testata e l'arbitro morì sul colpo. Ripeto: quel bullo non può e non deve restare a piede libero. Ogni ora che quella bestia, con rispetto parlando delle bestie, trascorre in libertà, mentre quel filmato virale è in rete, è un oggettivo incitamento all'uso della violenza per migliaia di bulli come lui, teppisti da stadio e da strada indotti a credere di poter massacrare le persone impunemente. Se un soggetto del genere resta libero fino alla condanna definitiva, e se poi magari ottiene, come è molto probabile, la sospensione condizionale della pena, allora a noi onesti cittadini non resta che una triste alternativa: emigrare di corsa in un paese serio o trasformarci in giustizieri della notte.

http://video.corriere.it/voto-ostia-troupe-trasmissione-rai-nemo-aggredita-membro-clan-spada/caac17f8-c493-11e7-92a1-d24c712a4dfa?refresh_ce-cp

P.S. Questa è una discussione seria, di conseguenza Invito cortesemente i bulli e i maleducati del forum ad astenersi dall'intervenire.

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48 minuti fa, fosforo31 ha scritto:

Ho rivisto con più attenzione le immagini di Ostia dal sito del Corriere. Il bullo colpisce con una violenta e precisa testata al naso il giornalista, e lo fa a tradimento, mentre rispondeva con apparente calma a delle domande poste in modo educato e non provocatorio. Dopodiché, non contento di averlo ridotto a una maschera di sangue, lo insegue, armato con un manganello, lo insulta e lo colpisce visibilmente una prima volta, ulteriori spietati colpi successivi sono intuibili via audio. Non si percepisce nessun accenno di difesa e tanto meno di reazione al pestaggio da parte del giornalista e del suo operatore (picchiato anche lui). Un inciso: a intervistare certi personaggi in certi posti la Rai dovrebbe inviare solo giornalisti e operatori esperti in arti marziali, o provvedere a una scorta armata. Questo video è una prova schiacciante dell'azione delittuosa e della sua gratuità ed efferatezza, ma anche dell'esperienza e della freddezza di questo animale schifoso e vigliacco nell'uso della violenza. Ora io mi chiedo: come può un simile soggetto, assolutamente pericoloso, restare a piede libero a 24 ore dal fatto? Sono sicuro che in nessun paese serio accadrebbe. È vero che il nostro codice di procedura penale, assolutamente da aggiornare ma per ben altro che mettere il bavaglio all'informazione, non prevede le immagini televisive, per quanto chiare ed inequivocabili, nel determinare la flagranza del reato, e nemmeno la quasi flagranza, onde procedere agli arresti immediati senza indagini. Ma è previsto il fermo differito e non si capisce proprio cosa stiano indagando e cosa aspettino i magistrati competenti, dopo avere visionato quei due minuti scarsi di filmato, a sbattere in gabbia quell'animale. È doveroso aggiungere che un colpo al volto inferto con quella violenza può essere mortale. Per esempio l'anno scorso in Messico un calciatore reagì a un cartellino rosso con una testata e l'arbitro morì sul colpo. Ripeto: quel bullo non può e non deve restare a piede libero. Ogni ora che quella bestia, con rispetto parlando delle bestie, trascorre in libertà, mentre quel filmato virale è in rete, è un oggettivo incitamento all'uso della violenza per migliaia di bulli come lui, teppisti da stadio e da strada indotti a credere di poter massacrare le persone impunemente. Se un soggetto del genere resta libero fino alla condanna definitiva, e se poi magari ottiene, come è molto probabile, la sospensione condizionale della pena, allora a noi onesti cittadini non resta che una triste alternativa: emigrare di corsa in un paese serio o trasformarci in giustizieri della notte.

http://video.corriere.it/voto-ostia-troupe-trasmissione-rai-nemo-aggredita-membro-clan-spada/caac17f8-c493-11e7-92a1-d24c712a4dfa?refresh_ce-cp

P.S. Questa è una discussione seria, di conseguenza Invito cortesemente i bulli e i maleducati del forum ad astenersi dall'intervenire.

Ciao Giovialone 76 volte Cazzaro . Ti stupirò : sono d’accordo con te !! Però smetti di dire che lo stato italiano deve mandare a fare interviste solo giornalisti  in possesso di patentino di arti marziali o, in subordine , scortati dalla polizia di stato o dei Carabinieri . Sennò anche in un discorso condivisibile rischi di toccare il fondo del ridicolo . Buona serata Giovialon 76 volte Cazzaro .           PS : vedo che continui a leggermi , eh bugiardello 

Modificato da mark25251

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