L' orso Yoghi

Non posso credere che siano passati 50 anni, non dico che mi sento i 15 anni di allora, ma non ho smarrito nulla di quella gioia di vivere di allora. Sono scesa in strada  appena è stato possibile, contro i rimproveri e le preoccupazioni di mia mamma. Armata, come tanti miei amici, di stivali e guanti. Jeans e maglietta di rigore mi confondevano con le migliaia di giovani accorsi per dare una mano, per ripulire la nostra città da quel fango spalmato in ogni angolo di strada, marciapiede, negozio, cantina e casa.
Ci chiamarono angeli del fango, noi non ci sentivamo tali, ci spingeva una forza solidale per noi naturale. Erano anni in cui il personale era politico e il politico era personale. Non esisteva l'io, ma solo il noi.
Non ci tenevamo ad essere ringraziati, il nostro senso civico faceva parte del nostro DNA. Oggi riguardo quelle immagini con un po' di nostalgia per la giovinezza, ma soprattutto con l'amarezza che quella non è stata l'ultima volta che la nostra bellissima Liguria ha dovuto soccombere sotto la forza delle acque dei fiumi che allora come oggi intendevano riprendersi gli spazi che erano stati loro rubati. 
Quella ragazzina lottava perché ci fosse un mondo più giusto più solidale più pulito. La speranza è dura a morire e oggi mi auguro che i giovani sappiano raccogliere quel  testimone. Chissà.

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