C'è un Caudillo , un tappetaro , un venditore di pentole , un cazzaro ...

Un bugiardo , un traditore , che però , le Direzioni del Partito e di cui è legittimo segretario , le fa in streaming. Apre a tutti coloro che vogliono vedere , sapere , discutere , capire .  Ci si fronteggia , ci si manda a quel paese , si confrontano mozioni , si discutono le strategie future . Insomma , secondo me , siamo di fronte alla democrazia assoluta che dovrebbe permeare ogni partito in un contesto di paese civile . A poche centonaia di metri da qui , ci sono altre riunioni. Sono riuniti gli " onesti ". Sono riuniti coloro che gli streaming gli hanno inventati , quelli dove uno uno vale uno . Sono riuniti in un hotel e si incontrano di notte . Le porte sono ermeticamente chitse e nessuno deve sapere cosa trapela e cosa si dicono . Sono accucciati ai piedi di un " cittadino qualunque ". Uno a cui è permesso di promettere e non mantenere perché lui " mica ha incarichi politici ". Il "cittadino qualunque " e' talmente un cittadino qualunque che decide cosa deve fare il Sindaco della capitale d'Italia , chi entra e chi esce , chi va e chi viene , licenzia ed assume !!  Gli adepti perdono la voce ed invece di urlare onesta', onesta' , spariscono e si perdono nelle tenebre notturne . Sono gli stessi che si candidano a governare tutti noi e non solo Roma . Mi sento di gridare : W i Caudilli, w i tappetari, w i cazzaro, e i venditori di pentole .  Saluti 

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2 messaggi in questa discussione

Caro Mark, a che serve parlare in modo trasparente se poi le parole ce le si rimangia? Anche i tappetari parlano in diretta tv, ma poi la qualità della merce non sempre è all'altezza delle parole. Francamente oggi non ho avuto la pazienza di sorbirmi tutti i 58 minuti dell'introduzione del segretario all'Assemblea nazionale del Pd. In campagna referendaria questo signore ha già straparlato e stufato abbastanza. Spero che tu la pazienza l'abbia avuta e possa ora soddisfare una mia curiosità. Renzi ha ammesso di  avere perso e di avere perso di brutto, specie al Sud e tra i giovani. Non la definirei un'autocritica come hanno fatto tutti i tg di Telerenzi (ex Rai), ma una banale constatazione. Tu sei più obbiettivo dei tg e ti chiedo: qualche autocritica seria, vera, dopo quella storica débâcle, c'è stata o no da parte del segretario del Pd? Il quale ha detto che dopo la sconfitta si riparte. Il senso è che lui non ci pensa neanche di lasciare la politica come aveva promesso fino alla noia. Ora io ti chiedo: c'è stata almeno qualche parola di scuse del segretario, scuse al partito, alla base e al popolo sovrano, per essersi così clamorosamente rimangiato una promessa di quella importanza? E se per caso non si è nemmeno scusato, possiamo concordare, caro Mark, almeno sul fatto che a questo segretario del Pd, a differenza di tutti i suoi predecessori, fa difetto la buona educazione? Ti chiedo anche: c'è stato per caso qualcuno nell'Assemblea del partito che ha avuto il coraggio di chiedere esplicitamente conto al segretario di quella promessa mancata? O hanno messo tutti la testa sotto la sabbia? Come se nulla fosse accaduto. O si sono accontentati dei poetici (o patetici) abbozzi di giustificazioni affidati dal furbetto a un post su Fb dal focolare domestico e a una poesiola di Fernando Sabino (molto bella, ma che non ci azzecca nulla con la politica seria e coerente)? Una cosa è solare: a Matteo Renzi non fanno difetto l'arroganza e la faccia di bronzo. Oggi ha detto che non ci sarà nessuna anticipazione del Congresso, e si è guardato bene dal chiedere il parere dell'Assemblea in proposito. Ora io mi chiedo e ti chiedo: se in un partito democratico e trasparente non si anticipa il congresso dopo un evento cruciale come il referendum del 4 dicembre, in cui quasi 20 milioni di elettori hanno bocciato il perno centrale di tutto il programma riformatore del partito e del segretario, quando mai si potrà anticiparlo? E' evidente che Renzi vuole andare alle elezioni prima del Congresso, non vuole cioè minimamente rendere conto alla base della sconfitta e dei suoi erroracci. Una scelta a mio modesto avviso non in linea con lo spirito democratico del Pd ma soprattutto non in linea con la storia della sinistra. Per raggiungere il suo scopo Renzi oggi ha sposato la causa del Mattarellum. Causa a suo tempo perorata da Giachetti, mi pare anche con lo sciopero della fame. Incredibilmente, Giachetti, il più patetico di tutti i renziani, oggi se l'è presa con il povero Speranza, che ha insultato dal palco come "faccia di c..." (e pensare che questo personaggio è vicepresidente della Camera), colpevole di non averlo a suo tempo appoggiato sul Mattarellum, ma soprattutto colpevole di non essere allineato. Ma perché Giachetti non se l'è presa con il segretario? Perché non gli ha rinfacciato di averci fatto perdere tre anni con una legge elettorale del tutto inservibile come l'Italicum, voluta e imposta dall'ex premier a colpi di fiducia? A tre anni dalla sentenza della Consulta che cancellò il Porcellum ci ritroviamo con un governo emergenziale, il quarto di fila privo di un mandato popolare (ovvero di un programma presentato agli elettori), ci ritroviamo con tutti i partiti (o quasi) che chiedono le elezioni anticipate ma siamo senza uno straccio di legge elettorale. Un disastro senza precedenti nella storia repubblicana. Un disastro di cui l'unico colpevole è Matteo Renzi. Che non chiede neppure scusa.

Saluti

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